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lunedì, marzo 24, 2008

UNA STORIA D'AMORE

Ciao, sono Veronica, una giovane donna non vedente. Ho 32 anni e desidero portare la mia testimonianza, forse perchè ho bisogno di raccontarmi. Si sa, per iscritto è sempre più facile e si viene fuori molto meglio!
Quasi otto mesi fa, si è conclusa la mia storia d'amore più importante, anzi, per dirla tutta, l'unica storia importante della mia vita, durata otto anni. Infatti era la prima volta che mi innamoravo veramente, e mi innamorai in modo oserei dire, quasi viscerale, forse perchè il mio più grande desiderio era sempre stato, sin da bambina, di avere un marito e dei bambini, insomma, una famiglia semplice, ma con dei solidi principi, della quale occuparmi e alla quale dedicare tutto l'amore di cui ero capace. Ho avuto altre storie prima, ma senza importanza almeno per me. Si trattava di ragazzi che, innamoratisi di me, non accettavano l'idea di poter essere per me, solo degli amici. Ed io, essendo allora molto fragile, avevo paura di suscitare negli altri rabbia e risentimento e perciò, al fine di non perdere l'affetto di queste persone, accettai un fidanzamento con loro, forse soprattutto per dimostrare, contrariamente a ciò che presuntuosamente credevano, che non erano i tipi giusti per me. Io infatti, desideravo un legame speciale, un sentimento che mi coinvolgesse totalmente e perciò anche se ero sola e avevo bisogno d'amore, non potevo accontentarmi di qualcuno che non mi trasmettesse quelle particolari emozioni.
Finalmente, a 24 anni, mi innamorai di Maurizio, anche lui non vedente che allora aveva 29 anni. Non era esattamente il mio tipo ideale: io avevo sempre immaginato al mio fianco un ragazzo dolce ed affettuoso, ma lui seppe conquistarmi con la sua allegria, la sua pazienza e soprattutto, con la sua onestà, qualità quest'ultima così rara ai giorni nostri. Non saprei oggi dire se fossi dipendente da questo legame: certo è che riversai su di lui un sentimento tanto forte che sentivo provenire dalla parte più profonda di me stessa. Improvvisamente ritornai bambina, ogni volta che veniva a casa, tiravo fuori tutta la mia gioia e per questo venivo presa in giro dalla mia famiglia. Dicevano che sembravo una quindicenne alla sua prima cotta, ma in effetti non era poi così strano: era la prima volta che mi innamoravo sul serio e ovviamente, vivevo questa esperienza in modo particolarmente intenso. Ciò sarà dipeso indubbiamente dalla mia natura romantica e sognatrice: infatti, anche se col passare del tempo mi rendevo conto benissimo che Maurizio ed io eravamo completamente opposti caratterialmente e avevamo interessi molto diversi, mi illudevo che per amore sarebbe cambiato, che mi avrebbe dedicato più attenzione e avrebbe messo me al primo posto nella sua vita. Parlavamo e riparlavamo di tutto, in particolare di ciò che mi faceva stare male: lui comunque, essendo innamorato, mi ascoltava fino alla fine, assicurandomi che sarebbe stato più attento a non ferirmi, che mi avrebbe difesa dagli attacchi esterni, che non avrebbe più dato motivo ad altri di pensare che la nostra non fosse una bella storia o che io gli morissi dietro, mentre a lui invece non importava. Ma ... ogni volta non cambiava niente, lui era sempre lo stesso, ingenuo e superficiale, poco attento a me e a ciò che gli avveniva intorno. E quando arrabbiatissima, gli chiedevo spiegazioni sul perseverare dei suoi comportamenti che ioritenevo scorretti, lui confessava candidamente di non essersi reso conto dell'errore che aveva commesso, di aver parlato senza pensare, ecc. Come se tutto ciò non bastasse, avevamo iniziato a fare progetti a lungo termine: a dire il vero però, ero stata più io ad entusiasmarmi, perchè lui ... era, nei confronti del matrimonio soprattutto, ma anche della convivenza, molto titubante e, anche se in fondo desiderava costruire qualcosa con me, in pubblico mi umiliava dicendo che invece non ne aveva alcuna intenzione, atteggiamento questo che mi metteva in ridicolo e provocava le risate di amici e parenti. Ho provato quasi fino allo sfinimento ad analizzare con me stessa e con la mia psicologa, i motivi che lo inducevano a questo comportamento e tra le cause c'è sicuramente una grande paura di fondo del cambiamento ed anche una bassa stima nei miei confronti. Lui infatti desiderava che mimmo, il suo accompagnatore ed amico, venisse a vivere con noi, idea questa, che all'inizio avevo accettato, ma che col passare del tempo mi era stato sempre più difficile tollerare. Ho provato a far capire a Maurizio che avrei imparato a gestire la casa, che ce l'avrei messa tutta, che insieme avremmo superato le difficoltà della vita derivanti per la maggior parte dal nostro handicap, ma lui non ha voluto saperne: ha dato retta a persone che gli hanno inculcato l'idea che io sia una buona a nulla e questo mi faceva sentire inutile e impotente. Così dunque, se da un lato ormai avevo capito che era meglio lasciarci, dall'altro ero consapevole del fatto che senza di lui la mia vita sarebbe stata tristissima, che mi sarei sentita persa, senza riferimenti e che se anche mi fossi di nuovo innamorata, non sarebbe più stato lo stesso.
Mi dilungherei troppo qui, a raccontare tutte le vicissitudini che alla fine ci hanno portato alla rottura, ma fra le altre cause c'erano anche un'intesa sessuale molto bassa e la dificoltà di trascorrere del tempo da soli. Ora io vivo per conto mio, ho lasciato la casa dei miei genitori non senza scontrarmi con loro, e credo a livello cosciente, che il motivo sia il desiderio da parte mia, di acquisire una maggiore autonomia e sfruttare così le qualità che da tanti mi sono riconosciute. Ma riflettendo con attenzione, credo che vi sia anche, un po' inconsciamente, la voglia di dimostrare a Maurizio e a tanti che la pensano come lui, che sono una persona in gamba e che forse ha fatto male a non fidarsi. Prima di concludere, porgo cordiali saluti. Spero di non aver annoiato nessuno.

lunedì, febbraio 25, 2008

L'EBBREZZA DI STARE BENE CON SE' STESSI

Zena Età: 34 Gentilissimo Dottore, perdoni l’insistenza ma le invio per la terza volta la mia lettera e spero mi potrà dare una valutazione di massima.Mi trovo nella massima incertezza riguardo un aspetto molto importante della mia vita, quello di coppia, e con breve tempo per decidere in quanto la persona con cui sto soffre molto da troppo tempo ed esige giustamente una mia presa diposizione chiara ed univoca. Convivo da 4 anni con un uomo separato con una bambina di 6. All’inizio stavamomolto bene assieme (in tutto sono 6 anni che stiamo insieme), poi dopo poco dall’inizio della convivenza abbiamo cominciato ad avere litigi sempre +frequenti e pesanti, a causa + che altro del mio carattere un po’ irascibile e poco elastico, rigido e puntiglioso. Si litigava per sciocchezze, all’inizio,poi quando sua figlia veniva da noi nei week end io mi innervosivo, lui si metteva in ansia e non mancava mai il litigio (per colpa mia perché non c’eranomotivi validi). Lui ha sempre cercato di calmarmi in quelle occasioni senza riuscirci, soffrendo molto per la mia aggressività. Io ero infastidita dalla presenza della figlia, mi vergogno ad ammetterlo, stavo male e mi veniva l’ansia quando arrivava, anche se si trattava di una bimba educata, che non faceva nulla di male. Sul piano fisico ho cominciato a desiderare sempre meno i rapporti intimi tra noi, senza però mai mancare nelle coccole e tenerezze (colrisultato che lui si è via via sempre + sentito trattato da bambino + che dauomo). Ho cominciato come ad allontanarmi per proteggermi dalla frustrazione degli scontri continui, ho cominciato a pensare a quello che mi poteva far starbene aldifuori, a dedicarmi agl iinteressi che avrei sempre voluto coltivare, apensare un po’ a me come individuo, lato in cui sono sempre stata carente perproblemi che c’erano nella mia famiglia di origine (nella quale ho respiratoaria “cattiva”), ma lui naturalmente davanti a questo atteggiamento si èsentito sempre + insicuro, stava sempre + male e + mi stava addosso x cercareamore e rassicurazione + io mi sentivo soffocare e lo allontanavo. Mi sono allontanata tanto da lui senza accorgermene e tuttavia standorelativamente bene, finché nell’ultimo anno abbiamo drasticamente quasieliminato i rapporti sessuali e il brutto è che io non ne ho sentito lamancanza + di tanto; sento + la mancanza di un coinvolgimento mentale nei suoiconfronti. Purtroppo ho cominciato a vederlo nei suoi difetti, nelle cose chedel suo carattere che vorrei diverse (maggior durezza e – accondiscendenza, +decisione), quasi “dimenticandomi” del valore dei pregi che di lui mi avevanofatto innamorare. A volte fantasticavo su altri uomini che conoscevo, pensandose sarei stata + felice con altri caratteri aventi caratteristiche diverse,magari un po’ più aggressivi…D’altro canto trovo tutto assurdo un ragionamentodel genere, oltrettutto perché poi forse anche in quelli troverei mancanzeancora + grandi, essendo una persona che non si accontenta facimente e tollerapoco la mancanza di valori che ritengo importanti come quelli che infatti halui. Di lui ho infatti una stima smisurata, è una persona molto corretta, dicarattere maturo e fermo. Solo che in questo periodo lo vedo così fragile…Evedo che riesco a fargli del male senza che lui riesca a difendersi; non lofaccio di proposito ma non mi so contenere e vorre iche lui fosse in grado di“mettermi le briglie”. Il fatto è che il sentirmi così “potente” verso di lui mi dà fastidio, anche se obiettivamente lui non è dipendente da me ma semplicemente mi ama molto e molto me lo dimostra e avrebbe bisogno di sentirsi ricambiato molto di più.Adesso stiamo valutando di lasciarci (più che altro io, perché lui mi amatroppo anche solo per pensarlo) perché lui non ce la fa più a vivere d’inedia ed io sono confusa e non so dargli risposte. Ho promesso tante volte che sarei cambiata senza riuscirci. Il brutto è che mi innervosisco spesso e lo tratto male per futili motivi. Mi odio per questo e mi sento un mostro, mi sento una bambina che fa storie, e non so che valore dare a quello che provo.L’eventualità che lui se ne vada mi fa disperare, buttare così quasi 6 anni insieme, i sogni di una famiglia…L’istinto è quello di amarlo, di stare con lui, ma…perché l’attrazione che provo è poca?…sono riuscita a sopprimerla fino a questo punto pur di non soffrire..Ma può rinascere? Ancora mi sembra irreale l’allontanamento di cui siamo preda e tuttavia non so fare un passo né in un senso né in un altro perché non sono sicura di nulla e non vorrei continuare afarlo soffrire magari inutilmente. Mi sono chiesta persino se sono davvero innamorata di lui, ma pur non provando + la passione dell’inizio non riesco apensare di buttare via un rapporto cui dò grande valore per qualcosa a cui nonsolo non so dare un nome ma che non percepisco come concreto.Incostante e un po’ volubile lo sono sempre stata, sicuramente un po’ immatura e poco concreta, però non so se sia per questo. Magari sono solo spaventata dagli impegni che inevitabilemente un rapporto comporta, anche non piacevoli a volte…o forse dall’ebbrezza che lo stare bene con se stessi dà.

domenica, dicembre 16, 2007

SONO MORTA MA VOGLIO RINASCERE

amarax Età: 51 Sono passati 2 anni.Era luglio 2005. Avevo capito che qualcosa non andava in mio marito. Gli chiesi un bilancio. Era il ns 23esimo anniversario delle ns nozze.Non impiegai molto.Mi disse che aveva una simpatia.Non disse chi,non voleva farmi soffrire più del necessario. Andammo invacanza. persi 12 kg. Non mangiavo non dormivo e fingevo.Con mia figlia che erac on noi.Poi tornati a casa lui disse a me "ti amo".Stavamo insieme come 2fidanzatini ma la storia mi aveva lacerato l'anima. Alla lettera. Ancora sto così. Nel corso di questi 2 anni ho scoperto che l'altra era una collega d'ospedale.Che ha 16 anni meno di me,19 meno di lui.Che non era una "simpatia" ma amore. Lui si è dichiarato sdoppiato. Ho voluto parlare con lei quando scoprii che era una relazione vera. Nessuna recriminazione nè accusa. Scopro che lei voleva una storia "normale" xchè il amrito è bisex. Ilmio aveva detto a lei (non a me) che eravamo(??) in crsi e quindi...mi dice anche che aveva avuto qualche "avviso" che lui era...abituato a lle relazioni... di guardarsi dalle avances. Lei era stata avvista .Io che lo conosco da quando avevo 14 anni non lo avevo capito. Mai prima di allora.Il mio mondo. ilmio passato in cenere.Ho sbagliato a parlare con lei. A dic 2006 lei ha un ritardo.Lui non ne vuole spaere.Lei chiama me x dirmi che io sono x bene e lui no.Che non lo stima.Che non ci lavora più insieme.Io crollo. Avevo sopseso il amtrimonio con lui x dargli il tempo necessario a realizzare che delle due amasse.Niente da fare. Continuava in parallelo con entrambe.Sospeso il amtrimonio gli ho detto che aveva due amanti...xchè stava sia con me che conlei...Il ritardo...pensavo che fosse finita.Ho controllato il suo cellulare e scopro che non comapre nessuna chiamata:tutto cancellato.Pensai è finita...se cancella ha da nasconder.mi conferma che la storia è iniziata di nuovo. Altrevacanze quellle di quest'anno. Le mie crisi con lui x cercare di ricondurlo ad una sola viat,non necessariamente la nostar naufragano miseramente.Ho capito che lui non vuole venirne fuori. Questa storia è importante almeno quanto la nostra. Lui vuole me e lei.Io ho detto basta.Sono stanca di soffrire. Di aspetatre.Ho fatto di tutto. Terapia x la depresiione..sia medica cheomeopatica. Massaggi shatzu...incontri con uno psicoterapeuta. Non è servito. Lui avrebbe dovuto cercare si separarsi da me o da lei.Non vuole farlo.Ho sbagliato tutto.Ho sbagliato a non metterlo alla porta subito.A non attaccare subitoquets astoria.Speravo lui capisse che voleva solo me.Non lo ha fatto.Non è servito il mio dolore, il mio amore che gli ho mostrato in tutti i modipossibili...non è srvita l'offesa che mi ha fatto lei con quella telefonata "auguro a te quello che tu auguri a me...2 come se io volessi il suomale.Chairamente lei non sa quello che ho detto alui:vai con lei. Falle fare un'ecografia.Vedi che emozione provi...ti sbatto io fuori e ti faci,lito ilcompito.Pe rcontro lei disse che s e c'era lo teneva con lei e lo faceva passare x il marito.Questo non l\'avrei permesso.L'avrei detto io al amrito.Spero che almeno questo le sia arrivato. Ma...non mi interessa più. Non ho nessun rimorso.ho fatto di tutto x salvare il mio amore e...lui. Non ci sono riuscita. Ho perso.Lui.Recupero la mia dignità-la mia pulizia interiore. Non sono complice di niente e di nessuno. Sono morta ma voglio rinascere.

venerdì, novembre 16, 2007

"A FINE CORSA"

Diletta Età: 47 Il mio problema è quello di non riuscire a staccarmi dalmio ex marito, una separazione che ho voluto io ma che è molto molto sofferta, Mi ripeto sempre vorrei lasciarlo senza stare male. Ma nel frattempo mi autoferisco per la paura di prendere decisioni.Ho 47 anni e 2 figli, con mio marito ci siamo conosciuti quando io ne avevo 15e lui 18 e ci siamo sposati dopo 6 anni di fidanzamento. E' andato tutto bene fino alla nascita del primo figlio, da questo momento in poi le cose sono cambiate, mio marito sembrava fare di tutto per farmi notare quanto questo piccolo nuovo individuo lo intralciasse nella libertà al punto tale che mi sono trovata tra l'incudine e il martello e non ho vissuto il piacere di madre, all'età di 6 mesi del bimbo mio marito mi ha tradita con la convinzione che il ns matrimonio fosse arrivato "a fine corsa". Ho sofferto molto, non tanto per il tradimento in sè ma perchè mi sono sentita tradita dentro, avevo lasciato il lavoro per dedicarmi alla famiglia, e se avessi saputo che la fine sarebbe stata questa non avrei messo al mondo un figlio. Ad ogni modo le cose si sono sistemate e abbiamo proseguito la strada insieme. Abbiamo anche intrapreso un'attività commerciale insieme che ci ha portati a fare enormi sacrifici (nel frattempo era nata la seconda figlia), ma nel momento in cui c'era più bisogno dell'unità della coppia, ecco che rispunta un'altra volta la questione del matrimonio "arrivato a fine corsa", mio marito si era innamorato di un'altra donna. Il colpo per me è stato forse più forte del primo in quanto eravamo abbastanza con l'acqua alla gole per questa attività e mi sentivo che tutta la responsabilità della famiglia era sulle mie spalle. Mio marito è andato a vivere per 8 mesi in un altro paese, arrivava al mattino, si lavorava assieme e poi alla sera andava a casa sua, nell'arco di questo periodo io non ha mai saputo dirgli se tu mi hai lasciata evitiamo di comportarci come una coppia, nel senso che continuavamo a trascorrere le vacanze assieme, io gli facevo la spesa, si andava insieme a giocare a tennis, al cinema ecc. e a volte si stava anche "insieme". Questa ragazza per la quale mio marito si era "perso", però non ha voluto continuare la storia con lui, così lui si è sentito preso in giro da lei e da tutto ilmondo femminile e piangendo non faceva altro che dirmi quanto si fosse pentito per ciò che aveva fatto e che "aveva capito" cosa voleva e che sarebbe stato tutto diverso. Io l'ho accettato di nuovo e abbiamo ripreso la ns vita insieme, confesso che ho fatto una gran fatica ad accettarlo soprattutto dal punto di vista dei rapporti intimi, ma dopo un po' di tempo ho creduto che questo rapporto potesse veramente funzionare e mi sono adagiata sulla tranquillità e la sicurezza di una vera vita di coppia. Dopo due anni, però, ho scoperto che lui mi tradiva ancora procurandosi incontri via internet.Per me è stato un vero trauma, è stato il tradimento dell'anima. Una pugnalata alle spalle. Sono morta per la terza volta, durante questo periodo il mio figlio maschio frequentava una psicologa perchè ha avuto problemi nel\'infanzia a causa proprio del disinteressamento del padre e c'era un clima talmente elettrico tra i due che era quasi palpabile, anche qui dovevo sempre fare da mediatice affinchè si potessero limitare gli scontri, mio marito è arrivato a dirmi "....ricordati che io ci sono solo per le emergenze, per il resto ti arrangi...."Si parlò anche in questa situazione di vivere separati ma lui non andava via di casa e a parole diceva di voler stare con me ma i fatti lo smentivano. Era una tortura.In merito alla ns. relazione di coppia, prima che io scoprissi i suoi tradimenti lui usciva spesso la sera e non mi diceva dove andava e io non potevo chiederglielo e mi ripeteva di trovarmi qualcuno per uscire anch'io che ero sempre a casa.Ebbene il fato a volte ci mette lo zampino, ero ridotta uno straccio incapace di pensare, dimagrita oltre i limiti, e ho ritrovato un corteggiatore dei miei18 anni anche lui in fase di abbandono da parte dalla moglie. E' stata una specie di mutuo soccorso. Ci piacevamo già all'epoca e la condizione attuale ha fatto il resto.Io non so fingere bene, quindi la mia relazione mio marito l'ha scoperta pressochè subito ed è stato il finimondo.La situazione si è decisamente capovolta, lui è passato agli antidepressivi, era disperato, ripeteva continuamente di essere stato uno scemo e di avere davanti agli occhi quello che più desiderava al mondo e lo aveva buttato via. Da quella volta sono passati 4 anni. Di fatto ci siamo separati da meno di un anno e solo da 1 anno e mezzo non viviamo più assieme. Io ho continuato la mia relazione ma il problema è che la vivo molto male, questa persona mi piace molto, ma ogni 3/4 mesi lo lascio perchè mi sento sporca e devo assolutamente riavvicinare mio marito. E' come se non potessi farne a meno, ogni volta che penso che potrei non esserci più nei suoi pensieri, mi viene il panico, mi viene una tal reazione fisica da sfiorare lo svenimento. Allo stesso tempo non riesco a dire sì torniamo insieme. Io mi trovo che vorrei tanto tornare da mio marito, ma al tempo stesso lo detesto. Mi piace molto l'altro uomo ma non mi sento completata da questo. Io amo molto la famiglia e non riesco a pensare che un altro uomo possa prendere il posto di mio marito.Ma mi arrabbio con me stessa perchè non ne so dare un taglio, eppure dopo un po' che sto con mio marito mi indispone anche la sua presenza fisica. Cio nostante vorrei vivere la mia vita per una volta come mi piace senza essere dipendente affettivamente da lui ma non ci riesco, non riesco a tagliare il solo pensiero mi tramortisce. Sto rovinando la vita a lui, a questa nuova persona che frequento e soprattutto a me. Invento una serie infinita di bugie per non vedere l'altro uomo perchè ho paura che mio marito lo venga a sapere, allo stesso tempo non volgio vedere mio marito ,Quindi alla fine mi precludo tutto mi auto punisco per non so quali colpe e sto quasi sempre rinchiusa in casa, non esco più se non per andare al lavoro (nel frattempo abbiamo venduto l'attività ed ora ognuno svolge lavori separati).Io non riesco a risolvere la mia situazione. Non so cosa voglio o forse sì, io vorrei sentirmi libera di amare e sentirmi amata dall'altro uomo senza soffrire per non essere più inevitabilmente nei pensieri di mio marito quando anche lui si troverà un'altra fidanzata. Io sono comunque gelosa nei suoi confronti.Non mi capisco.

giovedì, novembre 01, 2007

PROBLEMI DI UNA SECONDA UNIONE

melozza Età: 33 Sono ancora turbata perchè mi sono rivista nel vostro articolo sulla seconda unione (http://www.maldamore.it/Problemi_di_una_seconda_unione.asp) . mi sta accadendo proprio ciò che è descritto: dalla mia seconda unione pretendo di essere felice e non sono più disposta a rinunciare a nulla. Amo moltissimo il mio compagno, ma questa volta non sono pronta a sorvolare su nessuna mancanza di attenzione o romanticismo. Ho sofferto troppo la prima volta e questa volta purtroppo, le mie aspettative sono troppo alte. Sorvolo sui dettagli, ma in questo momento sto davvero male. Ho conosciuto il mio uomo poco più di un'anno fa e rappresentava per me la cosiddetta altra metà della mela. Tutto ciò che ho sempre sognato in un uomo,fino a quando, ad un certo punto, pochi mesi fa, ha cominciato a non desiderarmi più sessualmente ed a cercarmi sempre meno. Sto soffrendo molto perchè sono una donna molto passionale che vedeva la sua nuova unione perfetta anche sotto quell'aspetto. Soffre anche lui perchè non sa spiegarsi cosa gli accade. è tenero, amorevole sia con me che con i bambini. ha voluto questa unione in maniera decisa e ha fatto tanto per far sì che vivessimo assieme.vuole anche sposarmi e dice di amarmi alla follia. Ma non troviamo spiegazione.Ho azzardato un'ipotesi, ma vorrei tanto un vostro parere. Lui ha 33 anni come me ed ha vissuto fino ad oggi con sua madre. Lei e sua sorella non hanno visto bene questa unione, avendo io due bambini ed essendo senza lavoro, hanno sempre reso il tutto molto difficile. Lui ha sempre cercato di tenermi fuori dallaquestone e non riesco ad immaginare fino a che punto i suoi litigi si siano spinti. Che ci sia un suo senso di colpa o un qualunque altro legame con i suoi problemi materni? Che gli sembri di tradirla? Stiamo male entrambi e rischiamo di mandare all'aria il nostro rapporto proprio ora che abbiamo coronato il nostro sogno. Perchè non mi vuole più? lui no mi accusa di nulla, dice che ilproblema è lui...ma può un uomo che è sempre stato passionale, all'improvviso cambiarte così tanto?

martedì, giugno 26, 2007

DIPENDENZA AFFETTIVA E PSICOSI

liliana N° di riferimento: 948655369 Età: 21 Buongiorno, Scrivo perché ho un terribile bisogno di un consiglio. Spiego ora la situazione: sto con il mio ragazzo da poco meno di 2 anni; relazione un po’ turbata, ma vissuta al 100%. Purtroppo da circa 6 mesi è esplosa in modo sempre più evidente una malattia mentale: psicosi. Ho visto stando con lui momenti di delirio pazzeschi; dall’urlare contro presunte spie (inesistenti) all’ossessionante imposizione nei miei confronti di mettere una collanina con una croce al collo…vi risparmio le altre mille situazioni. Ora da un po’ di tempo ha iniziato una terapia, che ovviamente ancora non accetta, perché fa fatica a concepirsi malato. Voglio arrivare al dunque. Voglio finalmente parlare un po’ di me, delle mie paure. Mi sono resa conto che i miei problemi quotidiani non fanno più male perché ormai sono concentrata esclusivamente sul suo problema. Nella coppia emerge sempre lo stesso medesimo problema e per evitare di aggravare il suo umore, evito sempre di esporre le mie esigenze. Mi rendo conto che ciò non è giusto, purtroppo però in una situazione del genere non sempre si riesce a mantenere una giusta condotta. La situazione mi avvilisce, mi abbatte, sono arrivata al punto che sono felice o sono triste in base a come si sente lui. Il fatto è che non riesco a lasciarlo, non per pietà, ma perché gli voglio tanto bene.Spesso mi chiedo: ma chi me lo fa fare? Effettivamente ho 21 anni ma me ne sento addosso 10 in più..Probabilmente questo non è il sito adatto per avere consigli di questo genere. In ogni caso, ringrazio per l’attenzione. Cordiali saluti.
Spesso, capita, che ci si nasconde dietro i problemi di chi ci stà vicino per evitare di risolvere i propri. Ed una persona che soffre di psicosi di 'luoghi' per nascondersi ne offre molti. Al di là del sentimento che prova nei confronti del suo ragazzo, rifletta anche su tale possibilità. Saluti

domenica, maggio 27, 2007

E' QUINDI LA FINE....

alex N° di riferimento: 457703263 Età: 44 Salve, sono sposato da 13 anni con una donna di 35 anni di cui sono follemente innamorato. Abbiamo 4 figli splendidi, che tutti ci invidiano ma purtroppo il nostro matrimonio sembra arrivato al capolinea. Mia moglie che per tutti questi anni non ha mai parlato perchè forse anche troppo occupata alla crescita dei figli, mi ha detto chiaramente che non mi ama più e che vuole pensare a se stessa e a cominciare un lavoro. io sono rimasto attonito, anche perchè lei è cambiata tantissimo in questi ultimi 2 anni, tanto da non sembrare più la donna che ho sposato. Insomma da donna riservata, casa e famglia è diventata mondana, cultrice del proprio fisico e della propria bellezza in modo esagerato, tanto da generare in me un sentimento di gelosia enorme. Mi ha accusato di averla trascurata negli scorsi anni, di avere dedicato poco tempo a lei ed ai figli. Ora io sto cercando di cambiare, di fare ciò che lei avrebbe apprezzato un tempo, ma ora lei non dorme più nel mio letto e non si lascia più toccare da me. Con lei sono già stato da un es perta di counseling, ma inutilmente in quanto mia moglie si è letteralmente rifiutata di aprirsi con questa esperta, dicendo sì di non volermi più, ma in buona sostanza di aspettare a chiedere la separazione. io da parte mia ho detto a mia moglie che mai chiederò la separazione dalla persona che amo e che se lo vorrà fare ci dovrà pensare lei. Ma lei non lo fa, continua a dormire sul divano, dicendo che lei sta benissimo lì e non a letto con me. io sono un carattere focoso e sto letteralmente impazzendo poichè la amo alla follia e la mancanza del contatto fisico con lei mi crea frustrazione ed umiliazione. Purtroppo alle spalle di tutto ciò io penso che ci siano due sue amiche piuttosto disinibite che a differenza sua hanno una esperienza alle spalle che mia moglie non ha mai avuto in giovinezza con altri uomini. In buona sostanza mia moglie sembra voler essere la ragazzina che non è stata anni fa e tutto quello che 4 gravidanze in10 anni le hanno impedito di essere. Da parte mia ho litigato con mia moglie accusandola di frequentare due amiche sbagliate e di essersi auto esclusa dalle precedenti amicizie, ma purtroppo aumentando la distanza tra me e lei. Che fare?? io la sto aspettando perchè secondo me lei è in un periodo di totale confusione tanto è vero che non chiede la separazione se veramente non mi ama più. Penso che finito questo periodo lei crollerà inevitabilmente di schianto, ma io non la voglio lasciare sola quando lei avrà bisogno di qualcuno. Purtroppo però ma non riesco a capire se faccio bene, poichè io sto male, e lei in questo momento mi sta facendo molto male ed io non so fino a che punto saprò sopportare le umiliazioni quotidiane a cui mi sottopone. Cosa debbo fare?? La butto in strada e le dico di cominciare a guardare in faccia la vita?? Quella che non ho cretao io??? Ed i miei figli che sono tutti piccoli come la prenderebbero??? Cosa direbbero dei loro genitori che alle prime difficoltà del matrimonio si piantano senza cercare di risolvere da persone intelligenti i problemi che si presentano?? E' quindi la fine o .....Grazie dei consigli.
Aspetti. Non ritiene che sua moglie sia già dilaniata dai sensi di colpa verso lei ed i quattro figli? Ritengo che sua moglie stia vivendo un grande conflitto personale che necessita di tempo per essere superato. Lei cercando di accellerare i tempi rischia solo di allantonarla maggiormente. Sono consapevole che per lei è doloroso aspettare, ma se non riesce a lasciarla, è l'unica cosa che può fare. Saluti

lunedì, maggio 21, 2007

NON SO' PIU' SE TI AMO.....

Anna N° di riferimento: 916524824 Età: 34 Io vorrei solo capire come sia possibile che l'Amore finisca da parte di una delle 2 persone senza un motivo preciso, perchè per me è inconcepibile! Fino a 20 giorni fa avevo un matrimonio quasi "perfetto" nel senso che ci amavamo molto, c'era complicità, affetto, stima... Ci siamo conosciuti 8 anni fa e sposati 3 anni e 1/2 fa, mai un litigio, qualche scaramuccia ma nulla dipiù... Solo che 20 giorni fa mi è arrivata una mail (e ripeto una mail!) inufficio da parte di mio marito dove diceva un sacco di cose ma fondamentalmente "Non so più se ti amo...". A casa ho chiesto spiegazioni, ho cercato di capire.. lui è confuso, da un paio di mesi mi vedeva solo più come un'amica. etc... Ho fatto di tutto finchè ho pure scoperto una mezza storia con un'altra donna e l'ho messo di fronte al fatto. Ecco, quest'altra non è neppure la causa ma la conseguenza di tutto il suo malessere. Io l'ho perdonato per tutto ma non per il fatto di non essere venuto subito a parlare con me appena si è sentito qualcosa che "non andava"... Giorni tremendi, musi lunghi in casa... finalmente si è parlato, è riuscito a piangere (mai successo) ed ora, da 5 giorni, ci siamo separati "fisicamente" perchè ognuno possa stare un po' da solo a meditare. Gli ho CHIARAMENTE detto di non darmi speranze che non ci sono, che se era sicuro di non voler più passare la vita con me doveva dirmelo. Ha detto di non sapere al momento. Passa a casa ogni sera per dar da mangiare ai cani, ieri mi ha telefonato per sapere come stavo, cosa facevo... e questa cosa mi ammazza ancora di più... non sono forse false speranze queste? Non vorrei che lo facesse solo per un estremo senso di colpa... C'è la possilità che le cose possano tornare non dico come prima, ma meglio di prima? perchè io non vorrei mai passare la vita con un uomo che non mi ama, anche se io al momento lo amo ancora...
La situazione potrebbe avere sia risvolti positivi che negativi. Mi sembra di capire che la relazione si trovi in una fase "acuta". Conceda, seppur con estrema difficoltà da parte sua, del tempo a suo marito affinchè rifletta. Non lo pressi con mille intterogativi, anche se è tentata di farlo. Solo in questo modo può sperare di recuperare il tutto. Inseguendolo rischia solo di farlo fuggire maggiormente. Saluti.

sabato, marzo 31, 2007

CONFLITTO DI COPPIA

Quello che segue è il distico posto dallo scrittore Czeslaw Milosz, premio Nobel per la letteratura nel 1980, a un suo libro-capolavoro del 1953, “La mente prigioniera”, pubblicato in Italia da Adelphi. Lo pubblico perchè ritengo sia utile per riflettere sulle ragioni dell'uno e dell'altro nei conflitti di coppia.

“Se due litigano e uno ha un buon cinquantacinque per cento di ragione, benissimo. Non c’è motivo per prendersela. E se uno ha il sessanta per cento di ragione? E’ una meraviglia, una grande felicità. E può ringraziare il Buon Dio! E che dire del settantacinque per cento? I saggi affermano che è molto sospetto. Bene, e il cento per cento? Uno che dice di aver ragione al cento per cento è un violento e un brigante, è l’ultimo dei farabutti”.

sabato, marzo 10, 2007

FALLIMENTO ???


Gianni N° di riferimento: 779364275 Età: 48 FALLIMENTO Egregio Dottore, mi rivolgo a Lei perché la nettezza delle sue risposte e dei consigli che dà, già mi hanno aiutato a fare il primo metro, spero di continuare. Meglio un dolore lancinante che una ferita sempre aperta, vero?Allora, storia simile a tante altre, la mia: venticinque anni fà ormai, alle soglie del matrimonio ormai fissato, mia moglie ebbe un ripensamento confessato a me solo perché, poco più che ventenne avrebbe dovuto trasferirsi a molte centinaia di chilometri dai suoi affetti e dalle sue amicizie d’infanzia (come me del resto). Dietro mia insistenza ci fu il ripensamento e l’accettazione. Questo credo sia stato il peccato originale che ho commesso che non ho mai espiato a sufficienza. Per questo motivo ho perdonato una sua prima distrazione che si concesse con un comune “amico” conoscente in occasione di uno dei tanti periodi che trascorreva per i motivi su esposti presso la famiglia d’origine. Stetti molto male ma perdonai e mi impegnai ancor di più. Ho condotto la mia vita nell’interesse di mia moglie e dei figli. Mi sono sempre concesso poco. Ciò che facevo, l’aiuto sostanzioso che ho sempre dato in casa, rinunciando nei primi anni anche alla carriera è sempre stato da lei sempre poco apprezzato e riconosciuto perché ritenuto a torto o ragione dovuto; in ogni caso non mi è mai pesato e mi ha sempre gratificato. C’era il piacere di donare all’altro una parte di me. Lei invece ha continuato a sentirsi poco gratificata perché ha vissuto, come dicevo, con dolore il distacco geografico dalla sua famiglia di origine. Pur amandoci i nostri dissidi hanno avuto sempre questa origine. E per questo motivo ho sempre accettato, e solo quando la convivenza si protraeva oltre il sopportabile, a malincuore, di condividere molto del nostro tempo e la nostra casa e le feste comandate con i suoi familiari. Avrei voluto stare solo con lei in occasione della nascita del primo figlio ma con il pretesto dell’aiuto in casa ho accettato la presenza in casa della di lei madre per lunghi periodi come fatto ineluttabile, quasi fosse la “condicio sine qua non” della tranquillità di mia moglie ed, in definitiva,dell’integrità della nostra unione. Sono stato molto attento sempre alla qualità del nostro rapporto e queste cose che le scrivo le ho evidenziate mentre accadevano ma ho trovato su quest’aspetto sempre un muro invalicabile da parte sua, e solo per paura di perderla non ho posto quello che, col senno del poi, sarebbe stato un salutare aut-aut al momento dovuto. Per un lungo periodo ha sempre anteposto gli interessi affettivi verso la sua famiglia d’origine piuttosto che per la “nostra” famiglia. Periodi comunque alterni bilanciati da molti momenti sereni e veramente felici. Sempre per non incrinare il rapporto ho condiviso il suo desiderio di avere un secondo figlio; i primi tre anni sono stati difficili per le notti insonni, il comune lavoro di entrambi di giorno e il primo figlio da accudire. Non so se per questo o per le sue pregresse mancate gratificazioni si profilò cupo all’orizzonte il suo secondo tradimento che io accidentalmente scopersi sul nascere. Per me iniziò un secondo periodo buio, accettai di nuovo e con un lungo lavorio faticoso di entrambi siamo riusciti a superare anche questo. Da allora, vuoi per la maturità vuoi per l’ormai acquisita integrazione sociale e lavorativa lei ha raggiunto finalmente una sua serenità ed equilibrio. E qui viene il bello: quando avrei finalmente potuto raccogliere i frutti di una unione che ha resistito superando diverse difficoltà ho iniziato io (che ho sempre avuto occhi solo per lei) a scambiarmi degli imbecilli sms con una collega che peraltro non ho mai ritenuto alla mia portata. Ed invece il giochetto ormai iniziato quattro anni fa, e che all’inizio candidamente confessai anche a mia moglie, mi ha completamente annientato. Perché non ho mai accettato questa passione e sono riuscito a darle sfogo solo grazie a momenti particolari e contingenti ma mai consapevolmente programmati e vissuti; il mio rigore, non me lo ha mai consentito ma soprattutto perché, analizzandomi, non ho mai accettato che questo “incidente” possa arrivare a determinare il fallimento di una vita (con quel che ho investito!) e di esserne, per giunta, addirittura io la causa! Più mi negavo però e più la passione e l’ossessione e la dipendenza crescevano in ciò non agevolato dalla Signora che pur accettando a parole la mia volontà di non avere una storia parallela, da convinta assertrice del “carpe diem” non ha perso occasione per dimostrarmi il suo interesse ed il suo affetto (definito anche amore) in questi lunghi anni. Mi sono sentito in un cul di sac incapace di prendere una decisione.Alla fine in qualche occasione la passione si è scatenata e su di me ha avuto un effetto dirompente. Unitamente agli inevitabili sensi di colpa ho sentito l’assoluta necessità, fortemente credendoci, di tornare nel mio guscio protettivo e mai più di uscirne riuscendo a guardare con disincanto e distanza anche l’altra. Perché? Durava purtroppo poco questa sensazione perché il desiderio anche solo di vederla e i sensi di colpa, questa volta nei confronti dell’altra, non mi hanno mai indotto a troncare questa che per il 95% del tempo è stata solo una complice amicizia ed un amore inespresso e sempre nella fase dell’innamoramento. Sono prostrato, svuotato senza più interessi nei confronti della vita e della mia famiglia. Sto male anche fisicamente e mi domina unicamente il dolcepensiero della Signora salvo poi ripiombare nei sensi di colpa nel caso riuscissi di nuovo a lasciarmi andare. Mi infastidisco dopo un nostro incontro se mi chiama, ma sbircio 100 volte il cell nei giorni successivi in attesa di un suo segnale! Ho deciso di non assumere alcun farmaco e sono ricorso all’aiuto di una terapeuta (terapia breve strategica, due sedute infruttuose per il momento:cosa ne pensa?) la quale ha evidenziato oltre al mio rigore assoluto la mia assoluta indisponibilità a concedermi alcunché oltre ad una presunzione smisurata. Da laico, seppur bacchettone, in cuor mio non credo che concedersi un’amica di cuore faccia parte degli spazi individuali consentiti in un rapporto di coppia! Inoltre non ho mai ritenuto di potermici abbandonare perché l’ho sempre ritenuto, oltre che banale, una debolezza inaccettabile (dopo aver biasimato quella di mia moglie..) quasi un’arrendevolezza agli eventi. Vorrei insomma poter condividere un giorno l’aforisma che le difficoltà aiutano a crescere, diaver sofferto ma di avercela fatta! Invece…sto sempre peggio i miei stati d’animo dipendono dalla mutevolezza dell’umore della Signora. Sono geloso ma non posso permettermelo perché non c’è ufficialmente storia e per di più l’altra potenziale alternativa credo stia ormai svanendo. Dopo aver masochisticamente sperato per anni che ciò accadesse adesso ne soffro maledettamente! Da una settimana, infatti, dopo l’ultimo incontro la Signora mi ha confessato di aver staccato (pur nell’occasione baciandomi con ardore…). Ho deciso dopo aver letto la sua “Teoria del Distacco Totale” di tentare per l’ennesima volta questa strada almeno perché i sensi di colpa nei confronti della Signora non hanno più motivo di esistere. E’ difficile data la colleganza, spero di farcela. Che poi arrivi ad un risultato dopo quattro anni mi pare ormai obiettivamente difficile ma non ho altre alternative. La cosa che veramente invece non credo riuscirò a riconquistare è la voglia e la gioia di vivere anche per le piccole cose quotidiane in famiglia. Una delusione, drammatica, dottore, lei dice, può aprire la via ad una nuova occasione; nel mio caso l’agognata alternativa futura che soppianta quella perduta è un vestito ormai logoro. Mi trovo a vivere in una realtà che ormai non mi appartiene più perché ho in mente l’altra? quando l’altra non ci sarà più mi piacerà di nuovo? o l’altra è solo il detonatore delle mie contraddizioni? Causa od effetto? Di una cosa sono certo mi annienterò accettando una vita senza stimoli ma non credo riuscirò a prendere atto del fallimento (se di questo dovesse trattarsi). Forse le mie difficoltà sono queste…Che fare?


Innanzitutto la ringrazio per la significativa email che ha inviato. Significativa, perchè, sopratutto nella parte finale lei pone degli interrogativi che sono quelli che lei deve porsi ai fini terapeutici. Ma allo stesso tempo non abbia fretta di rispondervi. Interrogativi che non hanno trovato risposta in 25 anni, se non di più, non possono trovare risposta in tempi brevi. Non sia "rigoroso" anche in tal senso, ci conceda il tempo per elaborare il tutto. Personalmente le dico che l'altra può essere il "detonatore" delle sue contraddizioni. E' allo stesso tempo causa ed effetto. Ma questo "detonatore" ha avviato in lei una seria "riflessione" che per quanto dolorosa e dilaniante, se correttamente effettuata, le permetterà d'uscire dall'"empase affettiva" in cui si trova. Trasformerà il fallimento (se di fallimento si tratta - vedi titolo del post) in una vittoria. Circa l'utilità di una terapia breve strategica nel suo caso, per motivi deontologici non posso risponderle. Personalmente sono contrario a terapie lunghe, perchè spesso "spostano" solo la dipendenza sul terapeuta. La saluto con un aforisma su cui dovrà riflettere:

"Non smetteremo mai di esplorare, e alla fine di tutto il nostro esplorare ritorneremo al punto da cui siamo partiti e conosceremo quel posto per la prima volta. "(T.S. Eliot)

lunedì, marzo 05, 2007

TESTIMONIANZA: NESSUNO POTRA' MAI PORTARMELO VIA

Prima di cominciare a scrivere, vorrei poter ringraziare coloro che permettono di scrivere, che permettono noi, di poter esporre i nostri problemi, infinite grazie.Mi chiamo Marina, ho vent'anni, come persona sono molto tranquilla, mi piace ridere, lo faccio quasi tutto il giorno, mi piace cantare è la mia passione è ciò che mi libera un pò dalla mia rabbia interna che non posso condividere con nessuno.....I miei amici mi dicono tutti che sono speciale, che il bene che dò lo faccio davvero con il cuore, che ho sempre una parola di conforto e che ci sono sempre per qualsiasi difficoltà....Un anno fà è finita la mia storia, una storia durata un anno e mezzo, la cosa strana è che non mi ha spezzato il cuore, anzi è come se fossi tornata alla vita, come se stessi mentendo a me stessa, perchè l'amore che mostravo non era reale, anzi era tutta una finzione, quindi non ne ho sofferto per niente, forse solo un pò di abitudine, all'inizio, ma poi dopo è stato tutto molto semplice, la cosa che per me non è affatto semplice, è quella che adesso racconterò.Conobbi il mio ex, (cioè quello di cui parlavo della mia storia precedente) nel 2004, un ragazzo tranquillo, nulla da ridire, il suo mestiere era il carabiniere.Si usciva, si andava in un pub,insomma ci si divertiva, poi una sera, una sera che nella mia vita sò di non poter dimenticare, lui mi presentò dei colleghi di lavoro.Stesso quella sera, non ci diedi molto peso, ero tutta presa dalla mia storia, che nemmeno li presi in considerazione, erano anche più grandi di me, li vedevo molto distanti, e per questo non ci diedi tanto peso.....Con il passare dei giorni e dei mesi, la mia storia andava avanti, e cosi facendo conoscevo sempre meglio nelle mie uscite i suoi colleghi, ma nel preciso uno in particolare ""Maurizio""Maurizio, chi è Maurizio? All'inizio non era nient'altro che il collega del mio ragazzo, ma poi con il tempo, solo con scambi di parole, capì che c'era qualcosa di più, lo sentivo dentro di me, sentivo che mi era difficile stargli lontana eppure lui per me doveva essere solo il collega, e invece, io me ne sono perdutamente Innamorata.Già mentre proseguivo la mia storia, leggevo dentro di me la sofferenza di mentire, quel muro che alzavo per nascondere a me stessa la verità, ancora adesso non capisco perchè mentivo cosi tanto, perchè cercavo di restare con il mio ex quando sapevo di non amarlo....Con il tempo tutto era sempre più difficile, i litigi aumentavano anche per cose molto futili, e ci credo avevo un amore dentro che ho ancora tutt'ora che cercavo di frenare, non sapevo che fare, pensavo più a quello che mi circondava che a quello che mi interessava veramente....Un giorno di febbraio del 2006, la mia storia finisce, anche se realmente era già finita da tempo, e cosi per me la liberazione.All'inizio era un pò difficile riuscire a credere che io avessi avuto la forza di dire basta, e invece poi mi resi conto he lo avevo fatto davvero.....Con il tempo il mio rapporto con Maurizio era sempre più unito, anche da parte sua si sentiva che c'era qualcosa, e cosi giorno dopo giorno tra di noi cresceva qualcosa.La cosa ancor più triste di tutta la situazione è che io ho lottato, si c'è l'ho messa tutta per condividere la mia libertà con lui, una libertà che poi adesso fa cosi male, perchè lui è fidanzato, da ben cinque anni, ed io ne sono sempre stata a conoscenza, sin dall'inizio.Mentire adesso non serve a nulla, proprio perchè mi sono aperta come non ho mai fatto con nessuno.....Ci vediamo, parliamo per ore, ci guardiamo negli occhi senza abbassare lo sguardo, facciamo l'amore, ma poi?Ma poi cosa ne resta? Un fine settimana si ed uno no, lui torna a casa, perchè qui ci è solo per lavoro, la sua vera casa è a Roma. la sua ragazza è a Roma.Ed è li che mi sento cosi spezzata e vuota, sto male, come mai nella mia vita, lacrime che non riescono a fermarsi, che scendono anche senza il mio volere, ci provo e ci riprovo ad essere dura ad accettare la cosa come se fosse una cosa temporanea, che poi mi passerà....Ma poi la sera nel letto, quando sono sola ed ho il momento di pensare nel buio della mia stanza, ci rifletto, e riparto a piangere, mi rendo conto che lo amo, che è la cosa più bella che la vita potesse offrirmi, non mi pento di nulla, anzi se tornassi indietro rifarei tutto, anzi forse lo farei prima.... E' un ragazzo molto semplice, non è bellissimo, anzi, io me ne sono innamorata per come è, tutto il mondo potrebbe starmi contro, ma io non cambierei ciò che provo, lo sento nell'anima, e anche quando non c'è, lo sento vicino, è una parte di me, è qualcosa che mi rende viva ogni giorno, dopo tre anni che lo conosco, ancora oggi quando squilla il cellulare, tremo, corro per rispondere.... l'emozione non si è fermata, anzi cresce sempre più.Tutto questo fà cosi male, l'essere consapevole di amare una persona e sapere che non è tuo, mi distrugge...Quando sono con lui, tutto è niente, riesco a staccarmi dal mondo esterno con una semplicità, ridiamo, stiamo bene, eppure c'è un particolare cosi evidente, cosi importante.....a volte vorrei trovare la forza per dire basta, dire a me stessa che posso rinunciarci, ma non è cosi, tutte le volte che ho provato, tutte le volte che pensavo di essere forte e che potevo rinunciare a lui, mi sono ritrovata con venti kili in meno....Ma perchè, perchè una cosa cosi bella una cosa che mi fà sentire cosi viva, non riesce a farmi essere forte..... Rinuncerei a tutto, per vivere lui al 100%...... L'unica cosa certa che dall'anima nessuno potrà mai portarmelo via....

domenica, febbraio 25, 2007

NON MI CAPISCO

speranza N° di riferimento: 164936827 Età: 25 Salve , da 8 anni sto con una persona che non so più se amo o no, perchè all'età di 19 anni ho abortito solo per fare un piacere a lui..e ora ho tanto rancore nei suoi confronti e lui lo sa ma lo accetta lo stesso. Perchè??Poi, da 4 anni frequento un mio collega di lavoro inizialmente solo per amicizia e stima e poi da tutti e due è nato un sentimento che da parte sua è amore (confessato) mentre da parte mia è 'affetto profondo' ed è questo 'affetto profondo' che mi fa stare male perchè mi pone tante domande e io non so rispondere.. Non so se è giusto rispondere?! Ora ,dopo 2 mesi che ho deciso di chiudere tutto con questo collega, mi ritrovo a stare ancora a pensare a lui e a quanto mi manca come PERSONA e AMICO perchè a lui riuscivo a dire tutto . E mi chiedo come sta e se ancora mi pensa.Ma ho molti sensi di colpa verso il mio partner.Vorrei capire me stessa, ma non so quali sono le domande giuste da pormi.La ringrazio.
"mi manca come PERSONA e AMICO". In questo passaggio della sua email c'è una probaile risposta. Lei ha vissuto e vive il rapporto col suo compagno in maniera non "sana", riscontrando in lui la mancanza della "persona ed amico" che al contempo dovrebbe essere ogni partner. Per capire sè stessa, dovrebbe innanzitutto chiarire la relazione coll'altro, avviando un serio confronto con lui e ridefinendo il rapporto su nuove basi. Solo se ciò non fosse possibile diventa necessario fare "introspezione" su sè stessa e decidere il da farsi. Saluti.

giovedì, febbraio 15, 2007

DIFFERENZE D'ETA'

Angela N° di riferimento: 34384204 Età: 27 Sono una ragazza di 27 anni da premettere che anni fà ero pazzamente innamorata di un uomo quattordici anni più grande di me per cui ho lasciato il mio ex dopo sette anni di fidanzamento, insomma ero una donna che amava troppo. Oggi ringraziando a Dio sono uscita da questo circolo quasi chiuso e vedo i rapporti in modo diverso. Guardo l'uomo/ragazzo non solo nel suo aspetto, ma anche nel carattere e tutto. Sono riuscita a troncare con un ragazzo, ho fatto grandi passi e mi guardo intorno con coscienza e consapevolezza di ciò che cerco. Ho una grande voglia di sistemarmi ma la cosa assurda è che mi sento vecchia... non sò perchè forse perchè a questa età pensavo che già sarei stata madre, non lo sò. A volte esco con delle ragazze più piccole di me tipo 23-24 anni e certe volte mi sento troppo matura, troppo grande nei loro confronti nonostante loro siano abbastanza mature. A volte esco con ragazze di 30-39 anni e mi sento una ragazzina energica giovane. Quasi due anni fà la gente mi prendeva per ventenne, poi dopo tutte le angustie il dolore (dovute all'amare troppo) e le angustie per mio padre che si era ammalato (ma che Dio Ha salvato) io mi vedo invecchiata... oggi mi prendono per 24-25 anni ma il fatto è che Io mi vedo e mi sento invecchiata. Sento come se il dolore mi abbia fatto maturare, lacerare troppo e da una parte come se la mia voglia di essere amata Fatto sta che adesso c'è un ragazzo che mi piace, mi sembra un tipo maturo, rispettoso, dolcissimo, non è tanto alto ma molto carino e dolcissimo. Sono consapevole che devo ricercare non solo un aspetto ma un insieme di caratteristiche. Fatto sta che lui ha 24 anni, lui non mi è sembrato preoccupato del fatto che io ho 27 anni, gli sembravo una sua coetanea o un anno più grande e mi ha soltanto detto che è consapevole che sono una ragazza seria. Caro Dottore a me sorge una domanda.... E' fattibile una coppia dove la donna è tre anni più grande??? E che ne pensa del fatto che mi sento così vecchia. Certa della sua risposta, La ringrazio in anticipo.Grazie
In linea generale è fattibile una coppia dove la donna ha un'età maggiore dell'uomo, ma nel suo caso ho delle perplessità. Perplessità non dovute alla differenza d'eta, ma al fatto che lei non sà, psicologicamente, che età ha. Oscilla in continuazione frà il sentirsi più vecchia o più giovane, con le inevitabili ripercussioni nella sua vita affettiva. Faccia innanzitutto chiarezza dentro di sè. Saluti

giovedì, febbraio 01, 2007

AMORE FRATERNO

fabio N° di riferimento: 221640253 Età: 34 Buongiorno! Ho una ragazza da 3 anni e mezzo e da quasi due anni non provo più la stessa attrazione fisica di una volta o magari non provo più gli stessi sentimenti di una volta. Quando l’ho conosciuta la passione era ogni giorno alle stelle e avevamo rapporti anche più di una volta al giorno, premettendo che lei è una donna molto passionale e avere rapporti con lei è sempre stato molto entusiasmante, ma col passare del tempo le cose sono cambiate in me al punto che ormai si lasciano passare anche 3 o 4 settimane per avere un solo rapporto, anche insoddisfacente. Questo stato di cose ha causato nel tempo anche un suo progressivo distacco e la mancanza della sua di attrazione nei miei confronti.Contemporaneamente a questo mio deficit ho cominciato con la automasturbazione rendendomi conto con mio stupore di provare un piacere molto più intenso che avendo rapporti con lei. Mi è capitato di tradirla e non solo con il corpo, potrei dire di aver avuto una storia parallela con un’altra donna per qualche mese, arrivando fino quasi al punto di troncare la mia relazione per cominciarne un’altra. Ciò non è accaduto perché mi resi conto che in fondo la mia storia iniziale mi dava molte più garanzie di quella che avrei cominciato e speravo che con il tempo il mio deficit, sia fisico che sentimentale, sarebbe terminato giustificandolo con il fatto che stessi passando un periodo di forte stress da lavoro. Ormai è passato un anno da quella doppia relazione e le cose non sono cambiate, continuo a trovare il mio piacere fisico con la auto-masturbazione e sono giunto alla conclusione che nonostante ci sia un fortissimo legame tra di noi, la nostra storia non è completa e sicuramente insoddisfacente. Nel tempo ci sono stati due episodi che hanno rafforzato il nostro legame: l’interruzione di una gravidanza appena scoperta e non voluta da entrambi, avuta nei primi 3 mesi della nostra relazione e la perdita di mio padre. In qualche modo tali avvenimenti ci hanno unito fortemente ma ho paura di provare per lei un amore fraterno piuttosto che altro visto che ultimamente non riesco più nemmeno a baciarla appassionatamente. Di tutto questo lei si è accorta ma i problemi per me ora sono molteplici: non vorrei farla soffrire preferendo autolesionarmi e non riesco ad assumermi le responsabilità di una rottura dovendo giustificare per l’ennesima volta nella mia vita, a me stesso prima che a lei e ai familiari, che anche questa storia è in via di conclusione e tutto questo mi porta quotidianamente in uno stato di malessere continuo che si riflette nel lavoro, nel mio rapporto con gli amici e con mia madre. Qualche giorno fa la mia ragazza, alla quale ho ammesso la mia assenza di passione nei suoi confronti nel senso che gliel’ho detto esplicitamente piuttosto che lasciarglielo capire, mi ha detto che ho un modo molto immaturo di amare o che magari non so proprio cosa voglia dire amare. Abbiamo deciso di riprovarci, di confidarci, di continuare a stare insieme nonostante tutto ed è stata una decisione presa da entrambi ma dettata da un lato perché lei è profondamente innamorata di me e dall’altro lato dal fatto che io non riesco a prendere il coraggio di dirle che ormai non c’è più niente da fare e assumermi le mie responsabilità fatte anche di giustificazioni da dare ai suoi familiari i quali sono diventati dei secondi genitori per me da quando mio padre è venuto a mancare. Di relazioni ne ho avute ma ad oggi non saprei ancora dirmi cosa voglio da una donna, perché mi ritrovo nuovamente a ripercorrere strade che già conosco, a provare forti emozioni all’inizio, dovute magari alla curiosità e alla novità, ma a non provare quasi più niente dopo i classici 3 anni… perché questo è il periodo massimo delle mie storie più importanti.Da prima che cominciassero questi miei dubbi e quando i miei problemi dovevano ancora cominciare, le chiesi di sposarmi…circa un mese fa le esposi i miei dubbi e con suo grande dolore decidemmo di annullare il matrimonio o quanto meno di non parlarne più almeno fino a quando non avessimo risolto i miei problemi. A quel punto ero sicuro che la mia storia fosse giunta ad una conclusione in quanto ero convinto che ad una notizia del genere lei non avrebbe retto lasciandomi andare per la mia strada ma ciò non accadde in quanto l’amore che prova nei miei confronti è tale da farle sopportare anche questo. Ciò però non fa altro che confondermi perché da un lato vorrei seguire il mio istinto dicendole che è finita, dall’altro lato so che una donna più adatta a me forse non la troverei più. Durante questo periodo di riflessione ho conosciuto un’altra donna che è perfettamente cosciente della mia situazione e con la quale mi sono confidato in maniera schietta e sincera. Mi rendo conto che non faccio altro che pensare a lei e alle emozioni che mi regala continuamente nonostante tra me e lei non ci sia mai stato nient’altro che un bacio e un abbraccio, penso continuamente all’idea di essere suo. Qualche giorno fa mi ha detto che è meglio non vedersi più preferendo che io faccia chiarezza nella mia testa e ammettendo che è profondamente innamorata di me e che è decisa ad aspettarmi visto che sa di non riuscire a dimenticarmi e che ciò che ci lega non è qualcosa che possa svanire facilmente. In questo stato di confusione non riesco a decidere della mia vita e di quella degli altri mantenendomi in equilibrio tra una relazione incompleta fatta di comprensioni, di confidenze, affetto forse fraterno, con una assoluta mancanza di passione e dei fortissimi legami familiari ed una storia che vuole cominciare e che sembrerebbe fatta di estrema dolcezza, pazienza, fortissima passione.. insomma tutto ciò che non provavo da diversi anni e che mi fa sentire quasi come un bambino alle prese della sua prima fortissima cotta.Ed inoltre…crede che sia giusto che a volte mi passano per la testa pensieri tipo: ho 34 anni ormai e forse non ho più l’età per simili cose? A che età avrei una famiglia e del figli se interrompo una relazione che era avviata almatrimonio e ne comincio un’altra con tutte le dovute incertezze? Non so cosa fare….. se temporeggiare e aspettare di fare chiarezza dentro di me o se cercarmi un’altra strada. Spero che lei mi possa aiutare.
Lei deve fare assolutamente chiarezza senza più temporeggiare. La sua ipotesi d' "amore fraterno" nei confronti della sua compagna potrebbe essere plausibile. Lasciare non è mai facile ed è sempre doloroso. Saluti

PRENDERE UNA DECISIONE SAGGIA

MAREIMMENSO N° di riferimento: 42677528 Età: 37 Ho 37 anni sono sposata da 10 ed ho un bimbo di 3. Gli ultimi anni, dopo la nascita del bimbo sono stata abbandonata moralmente da mio marito alla gestione del figlio della casa del lavoro ecc. Crisi, discussioni ma tutto sommato voglia di risolvere. Circa un anno fa però ho cambiato lavoro e inconsapevolmente mi sono innamorata di un mio collega (sposato e con figli). Ci siamo solo baciati ma mi ha mandato completamente in tilt, tra noi non vedo futuro poichè non penso che un uomo lasci la famiglia e una donna che conosce da 25 anni per un innamoramento. Anche se l'ho solo baciato ora non riesco più a baciare mio marito... non mi piace. Ed evito il più possibile qualsiasi rapporto sessuale.Non so cosa fare della mia vita, non so se lasciare mio marito, mi sento tremendamente responsabile della felicità dell'amore più grande della mia vita: mio figlio. Ho il cuore spezzato perchè penso di non essere più innamorata di mio marito ma ho paura di far soffrire tutti. Ho pensato di temporeggiare aspettando che l'innamoramento passi in modo da riuscire a prendere una decisione saggia ma a distanza di un anno non vedo la luce, non dormo e non sono felice. Aiuto!
La sua sofferenza è normale in una situazione come questa. Difficile è prendere una decisione saggia, ma dipende anche che cosa lei intende per decisione saggia. Quest'ultima non è uguale per tutti e non è universalmente unica. Ma per arrivare a prendere la "sua" decisione saggia deve fare maggiore chiarezza dentro di sè. Saluti.

martedì, gennaio 09, 2007

CONDIZIONAMENTI E TABU'

giona N° di riferimento: 817432122 Età: 18 Ho un grave problema. Spero lei possa darmi una mano perchè sono disperato. Avevo trovato l'amore della mia vita, siamo stati insieme per quattro mesi, lei è una ragazza per bene, di ottima famiglia e sani principi, lo stesso vale per me. Ciò nonostante abbiamo vissuto quasi clandestinamente la nostra storia, finchè i suoi se ne sono accorti ed hanno cominciato a fare pressione perchè smettesse, in quanto la cosa cominciava a farsi troppo seria, e, nel loro parere ed esperienza, poteva ledere la sua libertà, le sue uscite con le amiche, i suoi rapporti sociali e soprattutto i suoi studi all'università. Lei dopo un lungo tempo di conflitti, insistenze e passi indietro, ha ceduto alle pressioni dei genitori giudicando, anche sullabase della loro esperienza, che fosse la cosa migliore da fare. Il concetto che di solito adduceva, che non ho mai condiviso (abbiamo la stessa età, poco più che maggiorenni) era la precocità della cosa, che diventava di giorno in giornopiù seria: stando ai consigli dei suoi, lei finiva non solo per limitare la sua libertà stando con me, ma anche per fare una scelta troppo importante quanto precoce e immatura; legarsi in modo così forte, ora, senza nemmeno darsi iltempo di conoscere, più tardi, altre persone tra le quali sarebbe potut oesserci l'uomo della sua vita, quello vero, maturato, non frutto di una scelta avventata. Dal giorno in cui prese quella scelta mi disperai ma non persi lucidità: l'amavo troppo, cominciai a tempestarla di chiamate e di attenzioni, rispondendo con dolcezze e tenerezze, e con grande pazienza anche alle sue reazioni più esasperate ( sfuriate, chiamate attaccate). Iniziai tutto da capo,ripresi di nuovo a corteggiarla, come le prime volte, senza avere la benchè minima speranza di potercela fare, raramente l'avevo vista così decisa nel portare avanti una scelta. Finii per dedicarle canzoni, messaggi dolcissimi, poetici, sentitissimi; l'amavo e l'amo con tutto me stesso. Finchè una sera fu lei a chiedermi un incontro, non ne poteva più. Quella sera cedette; pianse,ci baciammo. Nel giro di una settimana tutto si risistemò, lei mandò tutti a quel paese, a poco a poco disse anche alle amiche di essere tornata con me. Qui apro una parentesi: lei ha vissuto, finora soltanto con e per le sue amiche. Non ha mai avuto storie con altri ragazzi, è sempre stata una ragazza semplice, serissima, anche se bella e molto corteggiata; l'unica volta in cui qualcosa di simile accadde fu perchè un ragazzo, a dire il vero brutto e prepotente, siinnamorò di lei e tentò il tutto per tutto per starci assieme, finendo addirittura per farle strani discorsi di natura astrologica sulla necessità del loro rapporto. Quando lei vide che lui cominciava a pretendere più che una forte amicizia, lo mandò via, e da allora decise che mai più avrebbe frequentato ragazzi, perchè erano tutti bugiardi e disposti a tutto pur diraggiungere i loro scopi. Finchè, maledettamente, sbucai io. E' stata una cosa maturata nel tempo, ho sempre avuto il sospetto di piacerle, come lei piaceva a me. Un grandissimo rispetto ed ammirazione reciproca, che in occasione di unappuntamento, una sera d'estate, divenne amore. Tra gli alti e bassi di cui ho raccontato, la cosa si è trascinata fino a 3-4 giorni fa, quando tutto era ripreso e noi due eravamo felici. Io sono stato il suo primo ragazzo, il suo primo vero bacio, lo stesso è stato per me. Avevo tutta la sua fiducia. Quella fiducia io l'ho tradita, straziata. Qualche giorno fa, scherzando, mi disse che secondo un'amica lei era come rapita da me, che per me avrebbe fatto qualsiasi cosa, che con me avrebbe avuto la sua prima volta. Anch'io ero convinto di questo, anch'io ero rapito da lei, e avrei voluto che la mia prima volta venisse con lei. Arrivo al dunque. I nostri rapporti intimi, un pò per la precarietà dei nostri incontri, un pò per i pregiudizi di lei, nonchè dei suoi genitori che le hanno sempre imposto un certo tipo di condotta (e che inevitabilmente ricadono quando siamo soli), non hanno mai superato i preliminari. Ci tocchiamo, i nostri corpi spingono l'uno contro l'altro ma vuoi per un motivo, vuoi per l'altro non lo facciamo mai, lei è insicura, ha paura, teme i sensi di colpa, che puntualmente, una volta a casa, la corrodono.L'ultima volta che siamo usciti insieme è accaduto il fattaccio. Eravamo soli,come altre volte, ci siamo baciati, toccati, poi io, da emerito idiota, ho cominciato a spingere per avere qualcosa di più. Ho scoperto il mio intimo davanti a lei, (l'avevo già fatto in passato ma mai in maniera così esplicita), lei era a metà tra imbarazzata e divertita, devo aver frainteso tutto. A un certo punto, dietro mio suggerimento lei ha scoperto il suo petto.Dopo un pò, non contento, come impazzito, ho cominciato a premere perchè si spingesse ancora oltre, sfiorandole il volto con il mio intimo. (la prego, se può, di omettere simili descrizioni, mi sento un verme). Lei era decisamente imbarazzata, non sapeva nemmeno cosa fare, alla fine ha ceduto alla mia incitazione e alle mie voglie, che, da stupido, credevo fossero anche sue. Subito dopo il fatto ha iniziato a rimproverarsi dicendo cose del tipo "mi odio che cosa abbiamo fatto, che cosa ho fatto", io cercavo di rincuorarla dicendole che non c'è nulla di male perchè io l'amavo e l'avrei sempre amata. Mentre l'accompagnavo la sua tristezza cominciava a farsi sempre più evidente, si copriva il volto, ha iniziato a dirmi "ti prego, questa cosa non la facciamo più", sembrava quasi disperata. Io cercavo di riparare, di minimizzare, di rincuorarla, ma in realtà mi sentivo anch'io una schifezza. Sono sempre stato un ragazzo dolce e sensibile, non so come abbia potuto spingere la ragazza che amo a fare una simile porcheria. Quando ci siamocongedati l'ho baciata, le ho detto che l'amavo, lei scendendo dalla macchina mi ha risposto, un pò timida, un pò insicura "..anch'io". Ho passato una nottataccia tra il terrore e i tormenti, ma nulla di paragonabile a quello che avrà passato lei. Il giorno dopo mi sveglio sul tardi, lascio sopra iltelefono, un pò per paura, un pò per studiare, e vado di sotto. Passo ladomenica un pò studiando un pò cazzeggiando, nel tardo pomeriggio salgo sopra,trovo 4 sue chiamate. Col cuore che mi batte a mille la chiamo più volte maniente da fare non risponde. Dopo un pò la richiamo per la quarta o quintavolta e lei risponde. L\'inferno che tante volte aveva fatto capolino nella miavita mi ricade addosso con tutta la brace. Lei è fredda, gelida, e rabbiosa.\"Dobbiamo parlare\", sentenzia. Dice che la cosa, il rapporto, qualunque cosa sia, finisce lì, e meno male. Che certe schifezze lei non si sarebbe mai sognata di farle con nessuno, nè mai le rifarà, che schifo, che da lei non se lo sarebbe mai aspettata. Che quelle scene le ha viste e riviste nella sua mente e che le ha metabolizzate a tal punto da volersele strappare a tutti i costi, e mi dice che giacchè, come dicevo io quando volevo tornare con lei, ilpassato, anche nelle sue minuzie, non è cancellabile allora lei sceglie di cancellare me e tutto il resto, e non vuole mai più vedermi, mai e poi mai,perchè ormai il mio ricordo è strettamente connesso a quella schifezza, e gli fa ribrezzo; timidamente e col cuore in gola ribatto che certe cose fanno male anche me e che se vogliamo possiamo cancellarle; lei mi dice che se si può cancellare quell'episodio allora si può benissimo cancellare tutto il resto, cioè me e tutto ciò che sono stato, una rovina da quando mi ha conosciuto (sì,è stata sempre bene quando è stata con me ma non ha mai avuto la serenità); a maggior ragione da quando sono diventato, in una sera, sinonimo di quella cosa immonda che l'ho spinta a fare. Dice di essere rinsavita non appena è rientrata a casa, e di essersi presa a schiaffi; dice che se avesse potuto si sarebbe sputata in faccia, perchè se io l'ho spinta a fare quella cosa, e lei l'ha fatta senza opporsi con sufficiente decisione, allora significa che è proprio vero ciò che dicono gli altri, e cioè che la sua volontà si annienta, non esiste davanti alla mia; e che dato che le cose stanno così allora è meglio che non mi veda mai più perchè potrebbe accadere di nuovo; dice che così come un episodio positivo l'aveva colpita a mio riguardo (spingo, insensato, perchè mi racconti quale episodio, ma lei non ricorda e non gl'importa), allo stesso modo un episodio negativo, sporco, è diventato l'emblema di cosa sono io, dicosa rappresento, anzi, di cosa rappresentiamo noi maschi perchè alla fine siamo tutti identici e vogliamo tutti le stesse cose; dice che ora le faccioribrezzo, ha metabolizzato troppo negativamente la cosa, che sono un ragazzo che vuole fare certi tipi di esperienze e che quindi è meglio che vada a farle con certi tipi di ragazze, altrettanto brave e serie ma più propense, magari le gallinaccie di cui le avevo più volte parlato per sottolineare la rarità di una persona come lei; mi dice che adesso è veramente finita, che nel dirmi questec ose è rabbiosa sì, ma anche lucida, e che mai come adesso sta dicendo tutta la verità. Le dico che l'amo, sono terrorizzato all'idea di tutto questo, piango come un bambino, non volevo farle del male, non credevo fosse una cosa così brutta, lei risponde che non mi ama, mi ha amato si una volta (anche se non è emmeno più sicura di cosa sia l\'amore) ma che adesso assolutamente no, anzi mi odia, mi schifa, e non vuole più vedere fino alla morte e oltre; dice anche che questo è un trauma che si porterà dentro, che quando troverà l'uomo giusto, il povero cristo dovrà faticare tantissimo per avere la sua fiducia, eche spera di poter dimenticare di aver fatto una simile schifezza anche se sarà impossibile; dice che non gliene frega più niente di me, che posso andarmenedove voglio con gli amici, ubriacarmi e morire di fame o farmi ammazzare(subimmo una rapina quando eravamo insieme, da allora non le ho mai volutogiurare che alla prossima non avrei reagito_lo feci proprio quella sera in un attimo di tenerezza, prima del fattaccio), perchè la cosa non gl'interessa più, che semmai un giorno dovesse tornare con me, mi notifica che sarà per pena, non per altro; in un timido scatto d'orgoglio le chiedo se era per penache era stata tutto quel tempo con me, se era altruista fino a questo punto;lei risponde di no, no di certo e che a maggior ragione non lo avrebbe fattodopo. Dice anche che non gliene frega di quello che penso io o il mondo intero ma che lei lo farà solo dopo sposata, con la persona giusta, e che nemmeno a quel punto farà certe schifezze, mai più. Le rispondo, trattenendo a stento le lacrime, dicendo che l'amo, che l'ho sempre amata dalla prima all'ultima frazione di secondo, aldilà di questo episodio, e che certe cose fanno schifo solo se fatte senza amore, per il puro piacere carnale; lei mi risponde gridando che io sono un bambino, che campo di ideali astratti-filosofici privi di fondamento e di concretezza, mi chiede che sono i piaceri della carne, quando mai ha conosciuto i piaceri della carne, che cavolo posso saperne io o lei dei piaceri della carne, che diavolo possiamo saperne dell'amore, lei soprattutto che è una bambina; aggiunge che hanno ragione i suoi, hanno sempre avuto ragione, che prima o poi si sarebbe scottata, che prima doveva aspettare, e così è stato. Le dico che quella cosa non era certo più sporca di altre che avevamo sempre fatto, lei mi risponde che questo proprio no, è il fondo, è bassissima e schifosissima e ripete che da sè non se lo sarebbe mai aspettato.Dice che io con la mia vocina, col mio romanticismo e le mie buone maniere rischio di farle fare tutto ciò che voglio, anche ciò che non si sognerebbe mai di fare; che a maggior ragione è meglio che non mi veda mai più; che se mipermetto di fare la stessa cosa che ho già fatto in passato, cioè chiamare sul suo cellulare insistendo, mi avrebbe addirittura fatto parlare con la madre, e la cosa sarebbe degenerata ancora di più; dico che sarei stato disposto anche a parlare con la madre, come avevo proposto più volte in passato, quando la situazione già degenerava ma per motivi diversi, lei risponde che non mi conviene essere così idiota. Faccio il diplomatico, come sempre, cerco di farle capire che l'amo e che l'amerò nonostante tutto, che quella cosa non era nei miei obiettivi, che non ho bisogno di fare certe cose come lei afferma, che posso aspettare fino a trent'anni, non me ne frega niente. Lei mi risponde come già ha visto sopra. Poi qualcuno la chiama, lei dice di dover andare, ementre le chiedo di aspettare mi attacca il telefono, poi lo spegne. Oggi sono andato all\'università, frequento medicina, ma sto inguaiato. Stanotte hodormito poco, l\'ho fatto stamattina in aula nell\'ora di fisica e a casa quando sono tornato. Non so più che balle inventare per i miei che mi vedonoc osì frastornato e giù di morale, faccio di tutto perchè non mettano in mezzo lei, sono vago, mi arrabbio, faccio l\'ipocrita, sorrido quando non lo sento.Io l\'amo, l\'amo tantissimo, e lei dal canto suo, mi ha molto amato, e nei nostri periodi migliori (anche nell\'ultimo tempo, da quando avevamo ripreso) me l\'aveva dimostrato e scritto nei messaggi in mille modi diversi, attraverso tante piccole poesie tenerissime, che io ricambiavo. Mi ha anche detto che lei aveva una concezione dell\'amore adolescenziale, romantica, tenera, e che la mia era del tutto diversa, che avevo sempre mentito; tutto ciò che ho saputorispondere, come un bambino, è stato \"non è vero\". E mi creda, non è affatto vero. Tutto ciò che le ho scritto, dalla prima all\'ultima riga era ciò che sentivo. Esimio dottore, in sintesi, spero di non averla annoiata con questo piccolo racconto di una grande tragedia personale; la prego di aiutarmi, didarmi un consiglio, mi sento troppo male, l\'ho tradita spingendola a fare quella porcheria, ma l\'amo e darei la vita per lei. La prego di rispondermi, dandomi anche solo un consiglio, dicendomi come reagire, magari cosa è scattato in me, perchè sono stato così bestia, magari come riuscire a recuperare la cosa, anche se dopo tutto questo, mi sa di impossibile (mi conforta solo ilfatto che anche prima era cosa impossibile e invece siamo tornati insieme). Come comportarmi. Mi scuso se sono prolisso, ma in questo momento, scrivere ciò che mi è capitato è il mio unico conforto. Non riesco a parlarne con nessuno,nessuno può darmi aiuto o consiglio perchè ho vergogna a raccontare una cosa simile. In pratica ho fatto il \"porco\" con la persona che amavo, e non è facile ammetterlo. In passato, ho chiesto consiglio al fratello di lei, che spesso mi è stato d\'aiuto, ma ora non so proprio che fare. La ringrazio anticipatamente per l\'aiuto. La prego di rispondermi in qualche maniera. Non mi sono mai sentito così vuoto, depresso e privo di speranza. Alcuni particolari di non scarsa rilevanza: il nostro rapporto iniziò a degenerare, la prima volta, quando un suo parente la colse in macchina in atteggiamento intimo con me e raccontò tutto ai suoi. La rimproverarono in mille modi dicendole che li aveva delusi tutti, che era sempre stata una signorina per bene, che lei era una bambina, che certe cose non si fanno, ed altre cose del genere. La cosa resistette per qualche settimana poi precipitò tutto, lei cedette. Nei giorni scorsi la madre la chiamava spesso al telefono mentre era con me, e senza nemmeno sapere dove realmente fosse e con chi, le ricordava, con tono severo, di fare “la persona seria”. Ogni sera, quando lei tornava dalle uscite con me, entrambi i genitori le rivolgevano, come lei diceva “la parolina”; erano infastiditi e la mettevano in guardia. Lei ha sempre avuto il terrore che i suoi la vedessero o capissero qualcosa. Li ha sempre ammirati, rispettati e temuti, ed ha sempre guardato a loro come modellidi vita e di comportamento.
Non mi ha affatto annoiato e nè si deve interrogare su che cosa ha sbagliato. Lei ha fatto solo ciò che sentiva di fare animato dal suo amore. E se l'altra ha "ceduto" non è solo perche lei l'ha "manipolata" ma perchè desiderava anche farlo. Tranne che, successivamente, i forti condizionamenti familiari e culturali, le hanno provocato devastanti sensi di colpa che hanno portato al rifiuto di lei, causa della sua tentazione. Posso solo dirle che la "castità" prematrimoniale deve essere una scelta consapevole e non maturata su "dettami" altrui, come nel caso della sua ragazza. Deve solo aspettare che il sentimento della sua ragazza, se c'è, ritorni. Saluti.

lunedì, gennaio 01, 2007

VINCERE LA DIPENDENZA ?

ciccia N° di riferimento: 231725174 Età: 30 Credo di soffrire di quella che sul sito viene definita dipendenza affettiva. Sono una ragazza molto carina, laureata in ingegneria informatica e con una brillante carriera professionale d'avanti. quasi noveanni fa ho conosciuto un ragazzo con il quale è iniziata subito un storia stupenda, almeno così l'ho vissuta io. da un po di tempo il nostro rapporto è in crisi, o meglio io sono in crisi perche sento che lui non mi merita, perchè vorrei maggiori manifestazioni d'affetto da parte sua, perchè vorrei che lui facesse delle scelte nella vita che mi comprendono, mentre molto spesso questo non succede. In effetti è cosi' da anni, ma per anni ho continuato a negarmi l'evidenza. Volevo la storia perfetta e mi sono convinta di averla. Ad un certo punto nella mia vita è successo qualcosa, non so bene cosa, ma ho preso coscienza che questa vita perfetta che mi ero creata di fatto è inesistente.Tutti ci vedono come la coppia perfetta, con una perfetta affinità. Ci vedono la coppia su cui tutti scommetterebbero. e invece fra noi ci sono interminabili silenzi e lunghe e dolorose liti. Io l'ho messo al centro del mio universo, ma lui non ha fatto lo stesso con me, e la cosa mi fa soffrire. ho avuto qualche tempo fa un'ottima opportunità lavorativa e ho buttato tutto per aria per stare vicino a lui. Il lavoro mi aveva portato via e alla fine per potermi riavvicinare a lui ho accettato un altro lavoro meno stimolante e meno retribuito. La scelta è stata alimentata da una mia fantasia, perchè nulla aveva di concreto, solo io l'ho voloto credere. Ero convinta che tornando nella mia città e lavorando entrambi fra noi sarebbero nati spontanei discorsi di una vita in comune. Credo che avremmo comprato casa e che ci saremmo sposati, e invece dal mio riavvicinamento sono nate solo liti sull'argomento perchè lui ancora non si sente pronto. ha paura che le mie gelosie e il mio, a volte essere possessiva, possano esasperare il rapporto una volta sotto uno stesso tetto. io non la vedo così. io credo che il matrimonio possa in un certo senso placare molte mie paure, innanzitutto la paura di perderlo. qualche giorno fa, dopo l'ennesima lite originata da una vacanza che lui ha deciso di fare con gli amici contro la mia volontà, ho trovato la foza di dirgli che mi voglio troppo bene per condannarmi ad una vita infelice. Adesso soffro perchè vorrei sentirlo, e soprattutto soffro perchè ancora una volta mi ero raccontata una bugia. mi ero illusa che lui avrebbe sofferto così tanto che si sarebbe fatto sentire e che le cose fra noi si sarebbero messe a posto. così non è stato, e so già che mio malgrado finirò col telefonarlo e col tornare da lui a soffrire perchè non ho quello che voglio. c'è un modo per vincere la dipendenza affettiva che mi lega a lui e che mi permetta di salvare un rapporto nel quale ho investito tanto e al quale tengo tanto?
Ritengo che prima ancora di vincere la sua "dipendenza affettiva" vada fatta chiarezza nella vostra relazione. Le sue aspettattive, seppur da "dipendente" sono chiare, quelle del suo compagno lo sono di meno. Chiarisca anche quest'ultime. Saluti.