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giovedì, gennaio 19, 2012

CHIEDO SOLO UN PO' DI AMORE

titti Età: 30
mi sento sola, la famiglia anche se mi è vicina non mi è d grande aiuto, il loro affetto o amore come lo vogliamo chiamare non mi basta, ho bisogno di una persona che sia all'esterno della famiglia e che ne voglia formare una insieme a me.ho conosciuto una persona circa un anno fà, è separato e ha due bambini (ha circa 10 anni in più di me)ci siamo amati appena ci siamo incontrati sembrava che stesse nascendo qualcosa tra di noi ma poi è cambiato nei miei confronti (da parte mia posso dire che è amore invece da parte sua non sò cosa sia l\'unica cosa che mi ha detto è che ha PAURA......)cerco in tanti modi di fargli capire quanto sia importante per me, ma rimane questa paura di non sò cosa perchè quando viene toccato questo tasto si cambia sempre discorso. abitiamo lontani, non posso stargli vicino come vorrei e questo mi pesa molto. sono una persona che si lega facilmente agli altri , sbaglio ad essere molto buona nei confronti di tutti perchè poi quella che riceve gli schiaffi in faccia sono sempre io, ogni volta mi ripropongo di cambiare ma non ci riesco mai. Non ho avuto molte storie d\'amore anzi posso dire di non averne avute affatto, ma questa mi coinvolge parecchio,e sto molto male non potendo risolvere il problema, mi ritrovo a piangere vedendo un film romantico...mi ritrovo a guardare le coppiette sulla spiaggia o ad un ristorante e a immaginare come potrebbe essere bello se anche io potessi scambiare un bacio o una carezza...non sto chiedendo chissà che cosa solo un pò di amore, io ne ho tanto da dare. grazie Dott. Cavaliere

venerdì, luglio 25, 2008

HO SEMPRE CERCATO L'AFFETTO DI MIA MADRE

Salve mi chiamo Sabrina ed ho 29 anni. Per la prima volta oggi ho letto alcune storie in questo sito e mi è venuto da piangere perché mi ritrovo un pò in ognuna di esse. Cioè per capire meglio bisogna partire da mia nonna... La mia è una famiglia unita per certi versi io voglio bene a loro ma allo stesso tempo provo una rabbia infinita. Tutto inizia da mia nonna o almeno così è per i miei ricordi. Mia nonna è una despota, lei non da affetto o almeno lo da a modo suo cioè tramite i beni materiali, pensa che cucinare, lavare o stirare sia segno di affetto.. Non che dispiaccia ma non è sicuramente affetto.Sta di fatto che questo modo di fare si è trasferito su mia madre e mia madre lo ha fatto a me. Ho una sorella più grande di 3 anni ma lei non è trattata allo stesso modo ed è lo stesso tipo di relazione che vedo tra mia madre, mia nonna e mia zia. Non che mia nonna sia molto affettuosa con mia zia ma sicuramente lo è di più che con mia madre e la stessa cosa accade tra mia madre, mia sorella e me. Oggi ripensavo al perché mi sento rifiutata e sono risalita ad una cosa che mi disse mia madre quando ero piccola, io sono nata 29 anni e 2 giorni dopo il suo compleanno. Il giorno del suo compleanno lei doveva andare a cena fuori con papà ma il dottore la ricoverò perché dovevo nascere a breve e mia madre mi raccontò che pianse perché non voleva andare in clinica il giorno del suo compleanno. Io mi ricordo che le chiesi "mamma ma non eri felice che stavo per nascere io?" lei mi rispose "sì sì" ma non lo disse conconvinzione. Sono cresciuta con la convinzione di essere sbagliata io, di aver fatto qualcosa di male. Tra l'altro mia nonna ha sviluppato un metodo perverso di far sentire in colpa le persone esempio se uno va fuori a cena per lei è una cosa abominevole, perché lei cucina per tutti (mia nonnna abita al piano di sotto), è stata e sarà sempre invadente nella nostra vita, non ha rispetto della privacy della nostra famiglia e questo tipo di metodo perverso l'ho visto anche fare a mia madre proprio su di me...io ero e sono la pecora nera. Mi sarebbe piaciuto andare all'estero a studiare l'inglese ma mia madre mi ha fatto sentire in colpa. Diceva che il la facevo sentire una cattiva madre perché volevo imparare a gestirmi da sola. Con l'andare del tempo il nostro rapporto è peggiorato.. io mi sento sempre sotto accusa da parte sua, mi sento sempre mortificata. Mi rendo conto che anche io ho fatto degli errori, ma chi non li fa? Mi rendo conto che quando si è più piccoli non si pensa al futuro alle cose; in passato ho fatto l'errore di non mettermi nulla da parte però piano piano son riuscita a capire che era ora di fare qualcosa per me, mi sono messa da parte dei soldini ed ho dato l'anticipo per la mia macchina nuova. La cosa che mi dispiace é che lei non mi ha incoraggiato dicendomi "ok hai capito il nostro insegnamento per il futuro" ha puntato il dito urlandomi contro "no non hai capito un tubo se avessi inziato anni fa a quest'ora potevi comprartene 3 di macchine". Sicuramente ha ragione sul fatto che io ho sbagliato ma mi sembra di aver fatto un miglioramento...ma a lei non basta mai.. Io per lei non sono abbastanza brava, non sono abbastanza intelligente, non sono abbastanza carina, sono una fallita perché ha 29 anni non sono sposata mentre lei alla mia età aveva già due figlie ed inoltre il fatto di avere un lavoro a tempo determinato per lei è un conferma di ulteriore fallimento, io sono una perdigiorno, una cattiva ragazza perché mi piace uscire la sera mentre le brave ragazze escono solo il sabato e con i propri fidanzati.Ho fatto due anni di psicoterapia dopo un periodo di forte depressione, un periodo in cui avevo tentato il suicidio, ed un pò della mia autostima è migliorata, il mio distacco da lei è parzialmente avvenuto anche se quando litighiamo riaffiora tutta la rabbia che ho. So di valere, non è vero che sono una pecora nera, solo perché mi piacciono delle cose diverse dalle sue non significa che siano sbagliate ma mi rendo conto che non sono riuscita a staccarmi completamente. Il mio corpo è spaccato a metà. Ho problemi con l'alimentazione e non solo, mangio soprattutto quando sono nervosa, mangio per sopperire a quella mancanza di cui soffro, quelle rare volte che stiamo in pace lei mi compra le cose ed io dentro di me penso che invece vorrei un semplice abbraccio.Mangio per spegnere quell'ansia che mi avvolge perennemente, mi sveglio la mattina col cuore a 3000, faccio fatica a respirare, mi sento spesso stanca ed ho delle vampate di calore improvvise. Nel giro di un anno ho messo su 20 kg e mi sono rinchiusa in me.Da un mese a questa parte ho deciso di rimettermi a dieta sono andata da un dottore che mi sta seguendo anche se penso che per guarire il fisico prima bisogna guarire l'anima. Cioé in parte mi rendo conto di aver fatto dei progressi, che so di valere, che so di non essere come mi dipinge lei, so di meritare, so che ho dei difetti e che si possono migliorare ed in fondo penso dio disse "chi è senza peccato scagli la prima pietra", ma non penso di essere un mostro allora perché ogni volta che litighiamo si attiva quel meccanisco perverso capace di annullare le mie difese e di farmi sentire una nullità? Solo dopo che sfogo la mia rabbia riesco a vedere le cose con lucidità e a dire a me stessa no non è così oppure ok ho sbagliato ma posso rimediare... perché lei punta sempre e solo il dito senza vedere un minimo di buono di bello? In vita mia mi sono sempre sentita inferiore, mia sorella era più brava, era più bella, più intelligente, lei frequentava il liceo mentre io solo un istituto tecnico. Ed ora? Ora lei è sposata da 10 anni, hanno adottato un bambino che adoro ma di cui allo stesso tempo sono gelosa perché lei da a lui tutte le attenzioni e tutte le gratificazioni di questo mondo. Si sono gelosa di mio nipote. Io non mi reputo una fallita perché non ho un figlio, sinceramente non mi sento pronta ad avere una famiglia o forse ho semplicemente paura che il rapporto perverso si possa ripetere, sta di fatto che sono incappata come tutti in storie amorose in cui io davo pur di essere accettata perché dentro di me pensavo dare = ricevere, invece non è così. Ho sempre cercato l'affetto di mia madre in altre persone e quindi i rapporti con l'altro sesso erano un disperato bisogno di affetto, da quando sono andata in psicoterapia sono riuscita ad amarmi un pò di più e a non traslare sui rapporti amorosi la mancanza di affetto di mia madre, ma ancora oggi ho difficoltà col cibo, sto seguendo la dieta ma a volte ho dei raptus di fame notturna ed inoltre quest'ansia terribile che non mi lascia mai. Insomma come posso fare ad avere un rapporto più sereno con me stessa? Come faccio a tagliare definitivamente questo cordone ombelicale? Grazie mille e scusate per le troppe parole

lunedì, marzo 24, 2008

UNA STORIA D'AMORE

Ciao, sono Veronica, una giovane donna non vedente. Ho 32 anni e desidero portare la mia testimonianza, forse perchè ho bisogno di raccontarmi. Si sa, per iscritto è sempre più facile e si viene fuori molto meglio!
Quasi otto mesi fa, si è conclusa la mia storia d'amore più importante, anzi, per dirla tutta, l'unica storia importante della mia vita, durata otto anni. Infatti era la prima volta che mi innamoravo veramente, e mi innamorai in modo oserei dire, quasi viscerale, forse perchè il mio più grande desiderio era sempre stato, sin da bambina, di avere un marito e dei bambini, insomma, una famiglia semplice, ma con dei solidi principi, della quale occuparmi e alla quale dedicare tutto l'amore di cui ero capace. Ho avuto altre storie prima, ma senza importanza almeno per me. Si trattava di ragazzi che, innamoratisi di me, non accettavano l'idea di poter essere per me, solo degli amici. Ed io, essendo allora molto fragile, avevo paura di suscitare negli altri rabbia e risentimento e perciò, al fine di non perdere l'affetto di queste persone, accettai un fidanzamento con loro, forse soprattutto per dimostrare, contrariamente a ciò che presuntuosamente credevano, che non erano i tipi giusti per me. Io infatti, desideravo un legame speciale, un sentimento che mi coinvolgesse totalmente e perciò anche se ero sola e avevo bisogno d'amore, non potevo accontentarmi di qualcuno che non mi trasmettesse quelle particolari emozioni.
Finalmente, a 24 anni, mi innamorai di Maurizio, anche lui non vedente che allora aveva 29 anni. Non era esattamente il mio tipo ideale: io avevo sempre immaginato al mio fianco un ragazzo dolce ed affettuoso, ma lui seppe conquistarmi con la sua allegria, la sua pazienza e soprattutto, con la sua onestà, qualità quest'ultima così rara ai giorni nostri. Non saprei oggi dire se fossi dipendente da questo legame: certo è che riversai su di lui un sentimento tanto forte che sentivo provenire dalla parte più profonda di me stessa. Improvvisamente ritornai bambina, ogni volta che veniva a casa, tiravo fuori tutta la mia gioia e per questo venivo presa in giro dalla mia famiglia. Dicevano che sembravo una quindicenne alla sua prima cotta, ma in effetti non era poi così strano: era la prima volta che mi innamoravo sul serio e ovviamente, vivevo questa esperienza in modo particolarmente intenso. Ciò sarà dipeso indubbiamente dalla mia natura romantica e sognatrice: infatti, anche se col passare del tempo mi rendevo conto benissimo che Maurizio ed io eravamo completamente opposti caratterialmente e avevamo interessi molto diversi, mi illudevo che per amore sarebbe cambiato, che mi avrebbe dedicato più attenzione e avrebbe messo me al primo posto nella sua vita. Parlavamo e riparlavamo di tutto, in particolare di ciò che mi faceva stare male: lui comunque, essendo innamorato, mi ascoltava fino alla fine, assicurandomi che sarebbe stato più attento a non ferirmi, che mi avrebbe difesa dagli attacchi esterni, che non avrebbe più dato motivo ad altri di pensare che la nostra non fosse una bella storia o che io gli morissi dietro, mentre a lui invece non importava. Ma ... ogni volta non cambiava niente, lui era sempre lo stesso, ingenuo e superficiale, poco attento a me e a ciò che gli avveniva intorno. E quando arrabbiatissima, gli chiedevo spiegazioni sul perseverare dei suoi comportamenti che ioritenevo scorretti, lui confessava candidamente di non essersi reso conto dell'errore che aveva commesso, di aver parlato senza pensare, ecc. Come se tutto ciò non bastasse, avevamo iniziato a fare progetti a lungo termine: a dire il vero però, ero stata più io ad entusiasmarmi, perchè lui ... era, nei confronti del matrimonio soprattutto, ma anche della convivenza, molto titubante e, anche se in fondo desiderava costruire qualcosa con me, in pubblico mi umiliava dicendo che invece non ne aveva alcuna intenzione, atteggiamento questo che mi metteva in ridicolo e provocava le risate di amici e parenti. Ho provato quasi fino allo sfinimento ad analizzare con me stessa e con la mia psicologa, i motivi che lo inducevano a questo comportamento e tra le cause c'è sicuramente una grande paura di fondo del cambiamento ed anche una bassa stima nei miei confronti. Lui infatti desiderava che mimmo, il suo accompagnatore ed amico, venisse a vivere con noi, idea questa, che all'inizio avevo accettato, ma che col passare del tempo mi era stato sempre più difficile tollerare. Ho provato a far capire a Maurizio che avrei imparato a gestire la casa, che ce l'avrei messa tutta, che insieme avremmo superato le difficoltà della vita derivanti per la maggior parte dal nostro handicap, ma lui non ha voluto saperne: ha dato retta a persone che gli hanno inculcato l'idea che io sia una buona a nulla e questo mi faceva sentire inutile e impotente. Così dunque, se da un lato ormai avevo capito che era meglio lasciarci, dall'altro ero consapevole del fatto che senza di lui la mia vita sarebbe stata tristissima, che mi sarei sentita persa, senza riferimenti e che se anche mi fossi di nuovo innamorata, non sarebbe più stato lo stesso.
Mi dilungherei troppo qui, a raccontare tutte le vicissitudini che alla fine ci hanno portato alla rottura, ma fra le altre cause c'erano anche un'intesa sessuale molto bassa e la dificoltà di trascorrere del tempo da soli. Ora io vivo per conto mio, ho lasciato la casa dei miei genitori non senza scontrarmi con loro, e credo a livello cosciente, che il motivo sia il desiderio da parte mia, di acquisire una maggiore autonomia e sfruttare così le qualità che da tanti mi sono riconosciute. Ma riflettendo con attenzione, credo che vi sia anche, un po' inconsciamente, la voglia di dimostrare a Maurizio e a tanti che la pensano come lui, che sono una persona in gamba e che forse ha fatto male a non fidarsi. Prima di concludere, porgo cordiali saluti. Spero di non aver annoiato nessuno.

martedì, gennaio 08, 2008

LA PIU' BELLA STORIA DELLA MIA VITA ?

Età: 37 Un cambio di lavoro, un trasferimento in una nuova città,l’incontro con la seconda metà che avrei dovuto incontrare prima della prima. Al primo sguardo, sconosciuti l’uno per l’altra, ci siamo riconosciuti. Qualcheanno ci separa ma questo sembra non interessare la parte irrazionale di noi.Dopo diverso tempo, dopo tante chiacchiere, dopo tanti contatti voluti mamascherati da accidentali, dopo periodi molto difficili, ci si rivela.La parte irrazionale/istintiva/primordiale prende il sopravvento: il fiume rompe definitivamente gli argini. Ci si cerca, è vitale trovarsi ma ci è concesso soltanto nell’ombra. Della sera o di notti indimenticabili. Di notti che sembrano interminabili, magiche e fuori dal tempo. Di notti governate solo dall’istinto. Ma sempre nell’ombra. Delle ns vite.Perché entrambi abbiamo altre vite e non siamo in due a volerle mettere indiscussione. Il suo carisma mi toglie il respiro e di ciò ne è consapevole. Nei momenti insieme ho l’illusione che sia “completamente mio” ma poi si viene riportati bruscamente alla realtà. La razionalità, purtroppo, non è concessa contemporaneamente ad entrambi ed in questo giro non ce n’è per me. Gli affetti veri sono altri. Sono per altri, non per me. A me solo i ritagli. Per me è parte della vita, per lui un dono, un surplus della vita. Così vicini eppure così lontani. Non riesco a vivere come lui questo momento, non riesco a rinunciarvi.Questa storia mi intrappola nel PRESENTE, da sola, perche lui non c'è e non ci sarà mai.Rimangono, e mi tormentano, i suoi occhi, il suo profumo, i suoi gesti, le suecarezze, le notti.E sentire che tutto ciò mi manca da morire è come impazzire di solitudine trala folla. E' una lenta agonia. e io sto impazzendo.Ma nonostante tutto è la più bella storia della mia vità.
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Questo passaggio della della sua email:
"Gli affetti veri sono altri. Sono per altri, non per me.A me solo i ritagli.Per me è parte della vita, per lui un dono, un surplus della vita." mi hanno indotto a posporre,nel titolo, il punto interrogativo alla sua affermazione finale.

martedì, settembre 25, 2007

BISOGNO D'AMORE

Claupat Età: 34 Carissimo Dottor Cavaliere ho 34 anni dopo aver visto una testimonianza di una donna in un programma televisivo sulla rai in cui lei era presente e ha dato i suoi consigli , mi sono ritrovata senza saperlo in molte cose che la donna ha raccontato e così subito dopo sono corsa sul suo sito e ho anche iniziato a leggere il libro della Norwood. Non so da dove partire quello che so è che sono molto infelice e non vorrei più esserlo…. la mia infanzia è stata penso tranquilla anche se per motivi economici della mia famiglia trascorrevo le estati con i miei nonni e quando penso all’affetto lo sento più per loro ( che non ci sono più) che per i miei genitori. Tutto è durato fino ai nove anni quando per mia grandissima felicità ho visto realizzarsi il mio desiderio più grande: la nascita di mia sorella. , della quale mi sono presa cura perché la necessità di lavorare dei miei genitori continuava…. così a nove anni io mi sono sentita come una "mammina" edi questo ne sono stata molto felice anche se avevo le mie responsabilità che non accadesse nulla a me e a mia sorella. Per quanto riguarda il rapporto con mia madre non mi ricordo da quando ho l’età di ricordarlo una carezza o sentirmi dire “ti voglio bene” è sempre stato un rapporto un po’ distaccato nel senso che con lei parlavo( intorno ai 12 13 anni e così via) sì ma della scuola dei miei compagni del fatto che non si doveva fumare non si dovevano raccontare bugie , raccontavo quello che facevano i miei compagni , ma non ho mai confessato una sola volta di quando ero “innamorata” di qualcuno, non ho mai avuto confessioni “intime” con lei e non parliamo di mio padre di cui posso dire solo della sua severità….. con lui i dialoghi erano solo a tavola del più e del meno e poi non sono mai potuta uscire (neppure quando avevo l’età per farlo) perché ancora adesso con mia sorella che ha 25 anni l’orario d’entrata è l’ una dopo mezzanotte. Per me erano le 23 e cosi a 15 16 anni ho perso i miei amici perché certo non stavano ad aspettare me che non potevo andare da nessuna parte. E VOGLIO DIRE CHE NON HO MAI DATO NESSUN MOTIVO DI NON FIDARSI DI ME, perché mi sono sempre dimostrata molto più matura dell’età che avevo e non mi sono mai comporta “male”(come intendeva lui, non ho mai fumato bevuto e forcato una volta la scuola. Non gli ho dato mai motivo di vergognarsi di me….così sono arrivata a 19 anni senza aver un ragazzo senza mai essere andata una volta a ballare.. senza le esperienze che hanno i ragazzi di quell’età….a 19 anni frequentavo le scuole superiori e ho conosciuto l’uomo che ho AMATO più di me stessa nella vita…lui ha 11 anni più di me …dopo la “paura iniziale” di mio padre finalmente siamo riusciti a metterci insieme …ci siamo frequentati per tre anni durante i quali pur essendo fidanzati “in casa” l’orario del rientro erano sempre le 23… io ero felice perché lo amavo e mi sentivo amata e così dopo tre anni ci siamo sposati. IO ERO LA PERSONA PIÙ FELICE DEL MONDO, e nonostante fossi giovane(22 anni) e molto timida, siamo andati ad abitare in un posto dove non conoscevamo nessuno…ma non AVEVO NESSUNA PAURA senza esperienza di alcun tipo ho portato avanti molto bene la mia famiglia perché io avevoL’AMORE VICINO E NESSUNO MI AVREBBE FERMATA. Se prima ho detto che è stato l’uomo che ho amato di più di me stessa è perché avrei dato la mia vita per lui…e 2 anni dopo è nato per nostro volere nostro figlio….io ho raggiunto tutto nella vita (così credevo) è stato un rapporto davvero bellissimo ( a parte in due o tre circostanze in cui lui mi ha detto cose che mi hanno fatto male ma alle quali sono passata sopra, ma che sono ancora li)…finché nel 2000 sono arrivati ad abitare vicino a noi una giovane coppia che lui tra l’altro conosceva …da qui è iniziato il contatto con loro e pian piano il nostro distacco….. lui iniziava a fare apprezzamenti sulle altre donne in mia presenza, a farmi vedere quanti io fossi in difetto rispetto a loro a umiliarmi , ma io facevo finta di niente e andavo avanti …poi ha iniziato a entrare in una chat e per riassumere né ha scritte di tutti i colori ma io pensavo che finché si scrive…forse è uno sfogo …poi ha iniziato ad andare a trovare queste sue“amiche” e me lo diceva ed io credevo che fossero tali e avevo la piena fiducia nonostante sapevo cosa scriveva nei messaggi perché controllavo il telefono…. così fino al 2003 che non abbiamo più avuto “rapporti intimi” e io dopo che mi sono comprata un cagnolino che lui inizialmente non ha accettato sono andata a dormire nella camera con mio figlio. E tutto questo è avvenuto così perché io sapevo ma facevo finta di non vedere… passiamo al 2006 quando le uscite sono diventate più frequenti e la scusa di andare a fare i massaggi alla schiena da una amica non mi convincevano più anche se ci ho creduto per molto….. così ho messo un telefono spia in macchina e ho scoperto che aveva una relazione con un'altra e non ci volevo credere neppure allora quando l’ho sentito con le mie orecchie…. era una relazione solo di poche ore senza sentimenti ma solo sessualee non l’ho interrotta. Sapevo, soffrivo come non ho mai sofferto e l’ho lasciata andare facendo finta di credere alla storia dei massaggi , MA ORMAI L'AMORE PER MIO MARITO ERA SPARITO DENTRO DI ME . Quest’anno a marzo del 2007 per strana coincidenza ho dovuto portare più volte l’auto in riparazione e qui ho conosciuto un ragazzo di 4 anni più giovane di me che dopo aver capito che avevo dei problemi coniugali ha voluto il mio numero di telefono …gliel’ho dato ci siamo visti alcune volte ,…e io non so perché mi sono sentita innamorata e per questo ho deciso all’istante di seguire mio marito di smascherarlo e di chiedere la separazione che è quello che DESIDERAVO DA UN PO’ MA CHE NON AVEVO IL CORAGGIO DIA FARE.Così ho fatto e lui ha semplicemente confessato di aver sbagliato e che era anche colpa mia, ma quello che non ho detto è che: SE TUTT’ORA NON RIESCO A PERDONARGLI CIÒ CHE HA FATTO È PERCHÉ MENTRE VEDEVA L’ALTRA MI PRENDEVA IN GIRO MI UMILIAVA DAVANTI A NOSTRO FIGLIO E CONTINUAVA A DIRMI CHE DOVEVO STARE TRANQUILLA SULLA SUA FEDELTÀ ED HA UMILIATO E TRASCURATO ANCHE NOSTRO FIGLIO ED È QUESTO CHE NON PERDONO….ma è riuscito a convincermi di aspettare di riflettere di non agire d’impulso e che lui non saprebbe dove andare e con lo stipendio che prende sarebbe davvero dura…così ho aspettato e sto cercando un lavoro perché me ne voglio andare via io….ma non riesco a fare nulla sono diventata insicura di tutto ….sono passati ormai 5 mesi e siamo ancora nella solita situazione lui fa finta di niente anche se gli dico che voglio la separazione…. e io continuo ad aver paura di espormi a non aver fiducia in me …e poi continuo a vedere l’altra persona senza la quale mi sembra di morire di soffocare ….ma so già che a quella persona non importa di me perché non micerca mai, non mi invia mai un messaggio, mai una chiamata tranne quando vuole sfogare i suoi altri “bisogni” e io non so dire di no, non riesco a non vederlo non ce la faccio senza sentirlo, NON CE LA FACCIO SENZA AMARE QUALCUNO COSA DEVO FARE DOTTORE? Perché NON RIESCO A LASCIARE MIO MARITO CHE NON AMO PIÙ, oppure preferisco andare via io di casa, piuttosto che vederlo andare via lui? So che senza di lui potrei ricominciare a rinascere e a mettere un po’ da parte il male che mi ha fatto, ma perché è così difficile….e perché non riesco a non vedere più l’altro ragazzo che sento di amare , ma che non corrisponde per niente i miei sentimenti. (o forse ha paura).VORREI USCIRE DA TUTTO QUESTO ANCHE PER MIO FIGLIO CHE MI VEDE MOLTO SPESSO PIANGERE ED ESSERE INFELICE E NON SO FINO A QUANDO CREDERÀ ALLA STORIA CHE È SOLO UN PO’ DI STANCHEZZA

domenica, settembre 09, 2007

AMORE E TRADIMENTO

E’ inutile continuare a prendersi in giro … il problema c’è, c’è sempre stato, non è stato nascosto anzi … smascherato da me sempre con ostinazione e presunzione che bastasse smascherarlo e sentirmi dire da lui che avevo ragione … è figlio di separati (aveva solo 10 anni, in un paesino, con scandalo, tradimenti, superstizione e chi più ne ha più ne metta…) è molto intelligente e si è difeso decidendo di non soffrire, penso che abbia sviluppato questo pensiero forte “se le cose della vita non vanno bene la colpa è sempre e solo degli altri” … il bambino di 10 anni è sopravvissuto … poi crescendo ha cominciato a non realizzarsi pienamente rispetto alle sue capacità intellettive a causa di una volontà poco allenata e delle sue continue giustificazioni riguardo ai fallimenti, niente di grave, normali problemi di vita quotidiana ma … penso che questo faccia crescere un forte senso di frustrazione di cui io sono stata la vittima. C’è un aggravante che faccio fatica a scrivere ma che devo riconoscere … a causa della mia educazione rigida sono poco “libera” sessualmente, non mi lascio andare facilmente, e questo mio atteggiamento lui l’ha letto come mia insoddisfazione e punizione per le cose che non andavano bene.
Gli facevo notare che gli errori commessi bisognava riconoscerli per cercare di non ripeterli e che alle volte dire “è colpa mia” aiuta anche a crescere … mi sostituivo impietosamente alla sua coscienza, con amore e con il desiderio che imparasse a crescere per sé stesso e per noi (abbiamo due figli)… mi dava ragione, con convinzione, non ci siamo mai presi in giro e ci stimiamo ... però, a lungo andare, ha cominciato a detestarmi, ad annullarmi nella sua mente e a cercare di annullarmi … non è un violento ma si può fare molto male anche solo con gli atteggiamenti … sempre critico e scontento di me e dei figli…
Negli ultimi tempi le cose sono peggiorate, io non riuscivo a capire, in più si sono aggiunti problemi di lavoro miei e suoi, io notavo che “fuggiva di casa” ma siamo stati sempre riciprocamente rispettosi della nostra libertà, non immaginavo nemmeno che mi stesse tradendo, con una donna sposata, scontenta del proprio marito e che non gli faceva sentire la vita “problematica”. La relazione è terminata ma non per naturale esaurimento, perché “non poteva andare avanti”. Mi son sentita di morire, rabbia, rancore, dolore … e ... gli ho chiesto di starmi vicino perché stavo male e avevo bisogno di lui. Lui mi ha abbracciata e mi ha ringraziata, abbiamo parlato, pianto, litigato, fatto l’amore come non lo avevamo mai fatto prima … mi fermo qui perché mi viene da piangere … avrei ancora molte cose da dire, quando ho letto dal vostro sito Amore e Tradimento mi sono resa conto che forse, per caso, abbiamo scelto la strada giusta … perché abbiamo scelto la strada del “reciproco riconoscimento”, ma è difficile, perché in me c’è ancora la ferita, lui “ha lasciato intatto nella sua cruda realtà” il tradimento perchè non mi vuole prendere in giro, è quello che io voglio e che vogliamo “un rapporto sano” … ma è difficile, aiutatemi. Chiara