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giovedì, ottobre 28, 2010

DIPENDENZE AFFETTIVE E FAMILIARI

occhiblu Età: 25
Salve! Ho appena letto le vostre testimonianze, e non nascondo che mi hanno colpita molto....
Soprattutto, credo che mi abbiano fatto capire di dover chiedere aiuto a qualcuno....
Nella mia persona ci sono molte "ombre", qualcuna sò a chi o cosa farla risalire, altre no!
Ho 25 anni anni, sono la II di 2 figlie, e in qualche modo una persona molto segnata (nonostante la giovanissima età) dalla vita.
Premetto che da sempre ho vissuto un'inferiorità nei riguardi di mia sorella, dettati dalle differenze che mia mamma ha sempre fatto (in realtà lei non ha nulla di diverso da me, anzi, i nostri percorsi sono sempre stati molto simili).
Ma, a dire di mia mamma, già dalle scuole materne io manifestavo questa "gelosia" (in realtà più che gelosia è una mancanza d'affetto che avverto da mia mamma)...eppure io non lo ricordo!!
....Ma non credo si tratti solo di una mia fantasia, perchè questa preferenza la avverte la stessa mia sorella e persone a noi vicine...
Aggiungo inoltre che il matrimonio dei miei, nonostante siano ancora insieme, è sempre stato molto altalenante: la cosa che più ricordo con dispiacere è il continuo parlare male di mia mamma nei confronti di mio padre, che a sua volta si è sempre preoccupato degli affari suoi e delle "amichette" che frequentava...
Ricordo che da bambina vivevo male i momenti in cui si stava tutti insieme, perchè sapevo che al 90% delle probabilità sarebbero sfociate in un litigio....
Altro fattore di disaccordo in casa mia, il denaro: interi stipendi spariti da casa (a causa di mio padre), ma nonostante tutto, mia mamma non ci ha mai fatto
mancare nulla....
A 13 anni vivo la mia prima storia d'amore, durata 3 anni, e finita per ovvi motivi (troppo piccoli per continuare)....
Subito dopo io e la mia famiglia ci trasferiamo in un'altra città.
L'inserimento non è stato facile, ho impiegato almeno 4 anni prima di abituarmi al nuovo posto: avevo solo 17 anni, e sono stata letteralmente "sdradicata" dalla mia città natale....
Premetto che prima di trasferirci tutti, definitivamente, io e mia sorella (rispettivamente 15 e 19 anni) siamo rimaste sole ancora per un anno nella nostra città, prima di deciderci a raggiungere i miei...
Otto mesi dopo il trasferimento ho un gravissimo incidente stradale: lì sono cambiata io, sono cambiati i miei genitori, ma soprattutto è cambiato il nostro
rapporto.
Non so definire in che modo, ma sò che da quell'episodio la mia vita è cambiata...
A 20 anni (circa 3 anni dopo l'incidente, quindi il trasferimento), conosco un altro ragazzo, di cui mi innamoro, e, a suo dire si innamora perdutamente di me.
Ma la nostra è una storia a distanza: lui viveva dove prima c'era la mia vita, soprattutto lui aveva un passato da play-boy....
La nostra relazione dura solo 6 mesi, ma vissuti in maniera molto intensa, poi....il suo essere cacciatore torna a farsi vivo...
Mi lascia per telefono, dopo che avevo viaggiato tutta la notte per lui, il mattino seguente.
Mi crolla il mondo addosso, ci metto moltissimo tempo a riprendermi.
Anche stavolta, come nella I storia, mia sorella in qualche modo "interviene" e riesce SEMPRE a distruggere il buon rapporto che ha con i miei fidanzati....
Io in tutto ciò provo una forte rabbia nei suoi confronti e nei confronti dei miei: essi sono causa del mio male, loro mia hanno portato in questa città, facendomi perdere sia il I che il II ragazzo, loro hanno voluto che io lasciassi il ragazzo con cui avevo fatto l'incidente (una storia che per me non ha mai avuto alcuna valenza)perchè "non alla mia altezza", e lei (mia sorella) ha sempre guardato male i miei fidanzati, con il sostegno di mia madre che è e sarà sua complice a vita!
Dopo poco più di un anno, conosco un altro ragazzo (attraverso il fidanzato di mia sorella): ci mettiamo insieme, la nostra storia dura 3 anni, nonostante sia
una storia mai "sviluppata"....
Di lui non sono innamorata, ma gli voglio un gran bene perchè so che lui mi ama, perchè di lui posso fidarmi, perchè lui riesce a darmi delle certezza che la mia famiglia non mi da.... Quasi da subito, però, i rapporti tra il mio ragazzo e quello di ie sorella (che erano migliori amici), si inclinano, fino a diventare 2 perfetti sconosciuti...
L'anno scorso, dopo 3 anni, anche lui mi lascia per telefono: mi dice che lotta da 3 anni con la sua famiglia che non vuole che stia con me perchè sono figlia di operai....
Altra delusione.....
Altra sofferenza...
Altra colpa che mi sono data attraverso i miei genitori: stavolta mi sono detta di stare pagando ciò che, a causa della mia famiglia, avevo fatto al ragazzo con cui avevo avuto l'incidente....
Dopo pochi mesi conosco un altro ragazzo, anche lui attraverso il fidanzato di mia sorella (stanno ancora insieme loro...): di lui me ne innamoro, e, nonostante sentissi che non era corrisposto l'amore, continuo a sentirlo/vederlo/frequentarlo....
Ovviamente dopo qualche mese la situazione si è fatta insostenibile per me e per lui, che dice di non essere innamorato di me, ma soprattutto dice che gli
ho addossato molto dei miei problemi....
Anche stavolta mia sorella è contro me e lui, anche stavolta il rapporto tra il fidanzato di mia sorella e la mia nuova fiamma....si è inclinato....
Ed io sono sempre più arrabbiata con me stessa e con la mia famiglia...
Io mi affido totalmente ai ragazzi con cui sto, vedo in loro la mia ancora di salvezza, e questo porta alla distruzione dei miei rapporti, pur non volendolo....
Ho tralasciato un sacco di cose, ma vi ho detto in sintesi la mia storia...
Da voi vorrei sapere se è il caso di farmi aiutare da qualche esperto, se in effetti, il mio comportamento è dettato da un malessere che vivo in casa mia....
Cordiali saluti

sabato, marzo 22, 2008

CHE PUO' FARE UNA MADRE ?

madre58 Età: 50 Egr.Dottore,cosa può fare una madre quando sà in cuor suo che la causa della depressione di sua figlia è il rapporto sbagliato che ha con il suo compagno? Vivono insieme da circa dieci anni. Circa tre mesi fà lo ha lasciato ma poi è ritornata da lui con il pretesto che dieci anni di vita insieme non si possono concellare con un colpo di spugna. Sono molto preoccupata perchè appena ritornata insieme è ricaduta nella depressione che ora sta curando con l'aiuto di farmaci e di una psicoterapeuta.Come familiare cosa posso fare oltre che donarle amore incondizionato in questo momento così delicato della sua esistenza?
Semplicemente, continuandola a starle vicino ascoltandola e non giudicandola. Sia la sua ombra. Mi rendo conto che per una madre è difficile cercare di non intervenire, ma otterrebbe il solo effetto di spingerla ancora di più nelle braccia dell'altro. Saluti

domenica, dicembre 16, 2007

NON HO RAPPORTI CON MIA MOGLIE

roberto Età: 38 Premetto che sono sposato e ho un bambino piccolo e che per motivi di lavoro sono dal lunedi al venerdi fuori casa. Da circa 22 anni sto' insieme a mia moglie e siamo sposati da 11, abbiamo avuto sempre difficoltà nell'avere rapporti sessuali completi perche' lei provava dolore durante la penetrazione e questo sia quando eravamo fidanzatiche dopo il matrimonio. Per un periodo durante il fidanzamento aiutata dal suo ginecologo era riuscita a superare questa situazione e poi appena sposati è rincominciato il calvario,i ns rapporti si limitavano a semplici rapporti orali. Il bambino e' nato dauna fencondazione assistita ( FIVET ) perchè lei ha le tube chiuse. Tutto questo e' andato avanti fino a quando sul posto di lavoro ho conosciuto una donna più grande di me di 6 anni separata e convivente con un'altro uomo.Tutto è cominciato per gioco fino a quando siamo usciti insieme e abbiamo avuto rapporti sessuali. Da un'estremo all'altro questa ragazza fa sesso in maniera eccezzionale a dir poco. Via via che ci frequentavamo mi accorgevo che mi stavo innamorando sempre di più di lei e anche lei inizialmente l'ho vista interessata a me e mi diceva che con l'altro uomo ci stava per non stare da sola. Ho provato ben due volte a liberarmi di mia moglie ma lei mi ricattava con il bambino e la casa dicendomi che avrei perso tutto, tra l'altro la casa era stata costruita da me e intestata a lei. L'altra donna anche lei aveva avuto una storia difficile alle spalle e per suo carattere manifestava pochissimo i suoi sentimenti e questo mi faceva ancora più male perchè non riuscivo ad avere dei punti fermi su cui far riferimento. Dopo due anni sono dovuto andare via dalla zona dove lavoravo e l'altra donna ha provato anche lei a liberarsi ma è andata in crisi dicendomi che forse i sentiimenti non sono cosi' forti perchè secondo lei dovevamo già stare insieme. Sono trascorsi quattro lunghi mesi ed io sto malissimo senza di lei, ci siamo visti 4 o 5 volte e lei non vuole piu' saperne di questo rapporto, mi dice che mi vuole bene ma non mi rivolge più parole affettuose. Tutto questo mi fa stare male perchè a casa con mia moglie non riesco più a essere sereno e continuo a pensare sempre a lei, tra l'altro dopo tutta la bufera mia moglie adesso riesce ad avere rapporti completi e questo non si capisce il perchè. Ho scritto questa storia perchè vorrei capire come andare avanti, e che cosa fare dei due rapporti. Non riesco a capire dove ho sbagliato e non capisco se tutto questo è iniziato perchè sto sempre solo fuori di casa ho perchè il mio matrimonio e finito. Prego chi vuole fare delle riflessioni le faccia con tranquillità es opratutto mi aiuti a fare chiarezza perchè sto vivendo malissimo.Grazie per l'attenzione

venerdì, novembre 16, 2007

"A FINE CORSA"

Diletta Età: 47 Il mio problema è quello di non riuscire a staccarmi dalmio ex marito, una separazione che ho voluto io ma che è molto molto sofferta, Mi ripeto sempre vorrei lasciarlo senza stare male. Ma nel frattempo mi autoferisco per la paura di prendere decisioni.Ho 47 anni e 2 figli, con mio marito ci siamo conosciuti quando io ne avevo 15e lui 18 e ci siamo sposati dopo 6 anni di fidanzamento. E' andato tutto bene fino alla nascita del primo figlio, da questo momento in poi le cose sono cambiate, mio marito sembrava fare di tutto per farmi notare quanto questo piccolo nuovo individuo lo intralciasse nella libertà al punto tale che mi sono trovata tra l'incudine e il martello e non ho vissuto il piacere di madre, all'età di 6 mesi del bimbo mio marito mi ha tradita con la convinzione che il ns matrimonio fosse arrivato "a fine corsa". Ho sofferto molto, non tanto per il tradimento in sè ma perchè mi sono sentita tradita dentro, avevo lasciato il lavoro per dedicarmi alla famiglia, e se avessi saputo che la fine sarebbe stata questa non avrei messo al mondo un figlio. Ad ogni modo le cose si sono sistemate e abbiamo proseguito la strada insieme. Abbiamo anche intrapreso un'attività commerciale insieme che ci ha portati a fare enormi sacrifici (nel frattempo era nata la seconda figlia), ma nel momento in cui c'era più bisogno dell'unità della coppia, ecco che rispunta un'altra volta la questione del matrimonio "arrivato a fine corsa", mio marito si era innamorato di un'altra donna. Il colpo per me è stato forse più forte del primo in quanto eravamo abbastanza con l'acqua alla gole per questa attività e mi sentivo che tutta la responsabilità della famiglia era sulle mie spalle. Mio marito è andato a vivere per 8 mesi in un altro paese, arrivava al mattino, si lavorava assieme e poi alla sera andava a casa sua, nell'arco di questo periodo io non ha mai saputo dirgli se tu mi hai lasciata evitiamo di comportarci come una coppia, nel senso che continuavamo a trascorrere le vacanze assieme, io gli facevo la spesa, si andava insieme a giocare a tennis, al cinema ecc. e a volte si stava anche "insieme". Questa ragazza per la quale mio marito si era "perso", però non ha voluto continuare la storia con lui, così lui si è sentito preso in giro da lei e da tutto ilmondo femminile e piangendo non faceva altro che dirmi quanto si fosse pentito per ciò che aveva fatto e che "aveva capito" cosa voleva e che sarebbe stato tutto diverso. Io l'ho accettato di nuovo e abbiamo ripreso la ns vita insieme, confesso che ho fatto una gran fatica ad accettarlo soprattutto dal punto di vista dei rapporti intimi, ma dopo un po' di tempo ho creduto che questo rapporto potesse veramente funzionare e mi sono adagiata sulla tranquillità e la sicurezza di una vera vita di coppia. Dopo due anni, però, ho scoperto che lui mi tradiva ancora procurandosi incontri via internet.Per me è stato un vero trauma, è stato il tradimento dell'anima. Una pugnalata alle spalle. Sono morta per la terza volta, durante questo periodo il mio figlio maschio frequentava una psicologa perchè ha avuto problemi nel\'infanzia a causa proprio del disinteressamento del padre e c'era un clima talmente elettrico tra i due che era quasi palpabile, anche qui dovevo sempre fare da mediatice affinchè si potessero limitare gli scontri, mio marito è arrivato a dirmi "....ricordati che io ci sono solo per le emergenze, per il resto ti arrangi...."Si parlò anche in questa situazione di vivere separati ma lui non andava via di casa e a parole diceva di voler stare con me ma i fatti lo smentivano. Era una tortura.In merito alla ns. relazione di coppia, prima che io scoprissi i suoi tradimenti lui usciva spesso la sera e non mi diceva dove andava e io non potevo chiederglielo e mi ripeteva di trovarmi qualcuno per uscire anch'io che ero sempre a casa.Ebbene il fato a volte ci mette lo zampino, ero ridotta uno straccio incapace di pensare, dimagrita oltre i limiti, e ho ritrovato un corteggiatore dei miei18 anni anche lui in fase di abbandono da parte dalla moglie. E' stata una specie di mutuo soccorso. Ci piacevamo già all'epoca e la condizione attuale ha fatto il resto.Io non so fingere bene, quindi la mia relazione mio marito l'ha scoperta pressochè subito ed è stato il finimondo.La situazione si è decisamente capovolta, lui è passato agli antidepressivi, era disperato, ripeteva continuamente di essere stato uno scemo e di avere davanti agli occhi quello che più desiderava al mondo e lo aveva buttato via. Da quella volta sono passati 4 anni. Di fatto ci siamo separati da meno di un anno e solo da 1 anno e mezzo non viviamo più assieme. Io ho continuato la mia relazione ma il problema è che la vivo molto male, questa persona mi piace molto, ma ogni 3/4 mesi lo lascio perchè mi sento sporca e devo assolutamente riavvicinare mio marito. E' come se non potessi farne a meno, ogni volta che penso che potrei non esserci più nei suoi pensieri, mi viene il panico, mi viene una tal reazione fisica da sfiorare lo svenimento. Allo stesso tempo non riesco a dire sì torniamo insieme. Io mi trovo che vorrei tanto tornare da mio marito, ma al tempo stesso lo detesto. Mi piace molto l'altro uomo ma non mi sento completata da questo. Io amo molto la famiglia e non riesco a pensare che un altro uomo possa prendere il posto di mio marito.Ma mi arrabbio con me stessa perchè non ne so dare un taglio, eppure dopo un po' che sto con mio marito mi indispone anche la sua presenza fisica. Cio nostante vorrei vivere la mia vita per una volta come mi piace senza essere dipendente affettivamente da lui ma non ci riesco, non riesco a tagliare il solo pensiero mi tramortisce. Sto rovinando la vita a lui, a questa nuova persona che frequento e soprattutto a me. Invento una serie infinita di bugie per non vedere l'altro uomo perchè ho paura che mio marito lo venga a sapere, allo stesso tempo non volgio vedere mio marito ,Quindi alla fine mi precludo tutto mi auto punisco per non so quali colpe e sto quasi sempre rinchiusa in casa, non esco più se non per andare al lavoro (nel frattempo abbiamo venduto l'attività ed ora ognuno svolge lavori separati).Io non riesco a risolvere la mia situazione. Non so cosa voglio o forse sì, io vorrei sentirmi libera di amare e sentirmi amata dall'altro uomo senza soffrire per non essere più inevitabilmente nei pensieri di mio marito quando anche lui si troverà un'altra fidanzata. Io sono comunque gelosa nei suoi confronti.Non mi capisco.

sabato, luglio 14, 2007

INSICUREZZE RECIPROCHE

kumbe N° di riferimento: 782792331 Età: 22 Buongiorno,sono una ragazza di 22 anni, fidanzata da quasi un anno con un coetaneo. Mi ritengo una persona con un discreto equilibrio, con tanti interessi e con la necessità di fare tante cose per sentirsi bene. Sono consapevole anche di avere un'emotività un pò soffocata nel corso degli anni, sono diventata piuttosto razionale e non sono mai stata capace di cosiddetti "colpi di testa", non ne ho mai visto l'utilità, a volte soffrendone. Da un punto di vista affettivo, sono sempre stata piuttosto frenata, al di là di una cotta a 14 anni per un coetaneo, che peraltro avevo preso in modo esageratamente serio, mi sono spesso infatuata di uomini più vecchi di me, senza peraltro azzardare nessun passo avanti. La mia vita è sempre stata riempita da attività, anche molto gratificanti, in svariati campi. All'amore ci pensavo, ci soffrivo, ma continuavo ad andare avanti "facendomi le spalle grosse" . Per motivi di studio ora mi trovo all'estero, e ci rimarrò per 6 mesi. questa mia scelta, fra l'altro decisa prima che io e il mio ragazzo ci conoscessimo, ha portato non poche tensioni nella nostra relazione: nel periodo antecedente alla mia partenza sono state innumerevoli le discussioni sul modo in cui ci saremmo sentiti, sulla frequanza con cui ci saremmo visti ecc, tanto che si passava più tempo a discutere sul dopo che a stare tra di noi . Da parte mia, mi sentivo determinata a vivere quest'esperienza imparando a gestire anche i momenti di nostalgia, come vera occasione per mettermi alla prova e crescere, mentre per lui era fondamentale sapere di potersi vedere. Premetto che lui soffre di solitudine, e spesso mi sono resa conto di agire per alleviare questa sua condizione più che per spronarlo ad affrontarla: trascuravo i miei amici, le mie attività, anche lo studio, per essergli vicina, perchè anch'io in passato avevo sperimentato questa situazione e sapevo cosa voleva dire; mi sono progressivamente chiusa in un mondo fatto dai nostri "problemi": cosa fare il week end, quando vedersi, possibilmente non a casa mia; ma nonostante questo per lui sono sempre stata poco presente, avrebbe quasi voluto che andassimo avivere insieme, dato che stiamo a 40 km di distanza. Il primo periodo qui è stato duro, sono arrivata ad arrabbiarmi con lui per le telefonate di 1 ora o più che mi faceva ogni giorno dicendomi "non ce la faccio", mi sono sentita progressivamente disinnamorata e cinica nei suoi confronti, anche in seguito alle continue domande del tipo: "ma tu non hai voglia di vedermi?" che lui mi rivolgeva. L'ho fatto per difendermi, credo, dalla sua sfiducia mei miei confronti e dal suo pessimismo. Ho cominciato a dubitare del mio amore e addirittura a non sapere più che cosa voglia dire amare. Brividi non ne sento più, ma forse non li ho mai sentiti, dato il mio rigido autocontrollo (dettato anche dall'educazione che ho ricevuto). Anche i nostri rapporti sessuali per me non sono mai stati pienamente soddisfacenti, appena mi rendo conto della situazione la razionalizzo e perdo il coinvolgimento. La scorsa settimana, al culmine di un periodo in cui io mi sentivo spenta, gli ho detto che avrei voluto lasciarlo, e da allora ha cercato di cambiare: ci sentiamo ogni 3 giorni, lui cerca di andare avanti con la sua vita e io con lamia. Ma io sono sempre sul chi vive, attendo da un momento all'altro che lui ricada nel solito meccanismo. Inoltre da due notti faccio sogni strani: ho sognato di dormire con lui in una stanza di casa mia, ma nel letto a fianco al nostro dormiva un ricercato per l'omicidio di due donne. Io avevo paura, non riuscivo a chiudere occhio anche se lui mi sussurrava di non avere paura e ho chiamato la polizia. Ma da questa scena si passa repentinamente ad un'altra situazione: mi ritrovo in uno studio di un terapeuta, al quale mi ero rivolta per sbloccare le mie paure nei confronti della sessualità, mi fido ciecamente di lui (molto più anziaano di me). Mi parla di sortilegi dai quali mi deve schermare, cose in cui non credo e che mi incutono soggezione, e mi fa una sorta di controsortilegio, consistente in una serie di manovre e di contorsioni; mi sento bene, come dopo una nuotata in piscina. Alla fine, senza alcuna eccitazione nè desiderio da parte mia, ma solo per ringraziarlo, con assoluta naturalezza lo bacio e lo accarezzo, semplicemente apprezzando il contatto con la sua pelle, come se non avesse alcun significato. A questo punto esco dallo studio e chiamo il mio ragazzo dicendogli che non possiamo più stare assieme, che la sua presenza mi dà ansia e che se non voglio compromettere la mia stabilità emotiva non posso più frequentarlo. Ora io le chiedo: da che cosa posso capire se questo mio cinismo nei confronti di questo ragazzo non sia solo un risultato di tante ferite che mi ha inferto nel corso degli ultimi mesi oppure un segnale di un sentimento che non c'è più? Non riesco più a dirgli "ti amo" perchè lui più volte ha messo in dubbio il fatto che l'amassi; per lui quello che facevo era sempre insufficiente, lui si sarebbe comportato in modo più irrazionale e istintivo, mi avrebbe fatto delle improvvisate, se ne sarebbe fregato di tutto (ha perso un semestre, nb,perchè si sentiva totalmente preso da me e non riusciva a studiare); nonriusciva a comprendere il mio attaccamento alla famiglia e le difficoltà che dovevo affrontare ogni volta quando mi fermavo a dormire da lui, le lott econtro i miei sensi di colpa e contro gli sguardi dei miei genitori,r assegnati. E nonostante questo lui ha spesso sparato a zero contro la mia famiglia, cosa che io non mi permetterei mai di fare. Mi rinfaccia di non essere trasparente nei suoi confronti e di non volergli dire tutto quello che ho nel mio intimo, ma io sento di aver bisogno della mia libertà e del mio spazio privato. Sono felice di essere lontana da casa, ora, perchè in un certo senso posso respirare, e mi sento meno "tra due fuochi". Altre volte però sa essere così intuitivo e mi sa capire così bene che mi sembra addirittura un'altra persona. Sto sbagliando? La ringrazio per la sua risposta. Kumbe
Per quanto riguarda i suoi sogni posso solo dirle che sono molto significativi e possono fornirle una chiave di lettura della sua attuale situazione. Purtroppo proprio la loro complessità e significativà rende impossibile una interpretazione online. In riferimento alla relazione mi sembra d'intuire che essa si regge sulle insicurezze, seppur diverse, d'entrambi. Vanno risolte tali insicurezze ed i correlati blocchi affettivi, prima individualmente, per poi ritornarvi a sperimentavi come coppia. Saluti

martedì, giugno 26, 2007

CONSAPEVOLEZZE

N° di riferimento: 36661553 Età: 34 Le scrissi qualche tempo fa, il titolo richiama la mia lettera del luglio 2006, da allora la situazione non è cambiata. Amo lo stesso uomo, e sento che nel suo cuore anche lui mi ama, ma lui crede che a 50 anni dopo la morte della moglie, non sia possibile per lui vivere una nuova relazione, una storia vera, mi dice di non essere maturo, di non avere la forza per affrontare i figli, la sua famiglia, compresa la famiglia della moglie (morta da quasi due anni), e presentare a tutti questa nuova relazione. Io so che mi ama, e sono certa che lui è l'uomo con cui vorrei passare il mio futuro, ma non so che devo fare. Lui nasconde dietro il desiderio di solitudine, queste paure, ed io non so più cosa fare. Ho 34 anni e una gran voglia di essere felice insieme a lui, e sono disposta per questo ad affrontare il mondo. Grazie
Le sue certezze, plausibili o meno che siano, non hanno nessuna influenza sulla relazione se non sono accompagnate dalla consapevolezza dell'altro. Purtroppo, essendo lei parte in causa, è la persona meno adatta a 'consapevolizzare' l'altro. Gli conceda altro tempo, certi 'lutti' richiedono tempi lunghi. Saluti

mercoledì, giugno 13, 2007

SCELGO SEMPRE E SOLO UOMINI PROBLEMATICI


Gabriella N° di riferimento: 516618972 Età: 37 Sono figlia di immigrati calabresi, un padre sempre assente per lavoro, una madre casalinga che tra quattro mura, ha tentato di mantenere le tradizioni della sua terra. Docile da bimba, ribelle da adolescente una volta acquisita la mancanza di identità in una famiglia dove ero “l’ultima ruota del carro”, in competizione con un fratello a cui tutto era riconosciuto in quanto maschio, ho abbandonato gli studi e sono andata via di casa all’età di 19 anni. Dapprima “installata”, suo malgrado, a casa del fidanzato del momento, in seguito alla fine del rapporto, in una casa mia, dopo un breve riallaccio dai miei durato appena 9 mesi a causa della prepotente invadenza di mia madre. Mi sono per così dire “fatta da sola”. Dapprima ottenendo un lavoro deprimente ma sicuro, poi cercando amicizie con persone sempre più grandi di me, gratificanti per l’apprezzamento che riscuotevo ma anche per l’insegnamento che ricevevo. A 37 anni, faccio un bilancio della miavita e ciò che risalta è l’amicizia. Amicizia a me negata nell’infanzia per il rifiuto che mia madre stessa ha avuto per questa terra, la Liguria. Amicizia che mi ha permesso di rivelare le mie qualità e di ottenere, per merito, un impiego statale. Ma gli affetti rimangono un disastro. Tutte relazioni serie,più o meno lunghe, ma irrimediabilmente terminate quando mi ritenevo esasperata. Sono persino andata da uno psicologo della ASL (non posso permettermi una terapia privata) che però ha dimostrato evidente disinteresse affermando che “anche io ho bisogno di essere” ascoltata. Da tutti, anche dallo psicologo, vengo etichettata come “una con le palle”. Peccato sia una condizione dapprima affascinante, poi scomoda per il fidanzato di turno. Si immagini lo shock provato trovando, per puro caso, il sito sulle dipendenze affettive. Sono rimasta senza parole, stralunata ancora oggi….. mi ci riconosco in tutto. Io, donna “con le palle”, assolutamente affamata d’amore, alla continua ricerca di prove, conferme, tutti uomini problematici da salvare, assoluto disinteresse per uomini normali, semplici, gentili. La mia ultima relazione parla di un uomo che si è presentato come separato, con due figli, ottimo rapporto con la ex convivente, la voglia di rifarsi una vita perché i figli sono importanti ma non sono tutto. Si è rivelato come un uomo che ha avuto il coraggio di rivelare ai figli la separazione dopo 7 mesi che era con me, presente con loro a colazione e a cena, una ex convivente presente ancor oggi in sua bocca come “moglie”. Lasciata sotto mia pressione perché qualcosa di di storto cominciava a prendere vita, ne è uscita la sua paura di non volermi dare un figlio quando arriverà il momento, vista la mia età, quando forse irrimediabile per me. Le evito le successive fasi in cui lo cerco, con dignità, ma sempre con l’intento di salvarlo. Poi la luce, quanti segnali non ho voluto vedere, quanta paura di essere abbandonata. Ho bisogno di sapere come fare ad uscirne….Sapesse quanti libri ho letto, da De Mello al Dalai Lama, dallaNerwood a Morelli, Osho, Cohelo, Giulio Cesare Giacobbe…. Sicuramente mi hanno lasciato qualcosa ma continuo a scegliere sempre e solo uomini eccentrici e problematici. Cosa mi consiglia? Non posso permettermi una terapia privata…purtroppo. Grazie comunque per avermi letta. Gabriella.


Innanzitutto lei, implicitamente, descrive la possibile 'terapia privata' come risolutrice del suo problema a differenza di quella all'interno di una struttura pubblica che sarebbe meno risolutrice, se non di serie B. Niente di più sbagliato. Esistono 'bravi' professionisti nelle strutture pubbliche, come 'cattivi' professionisti nel settore privato, e viceversa. Proprio questo suo vedere 'nero o bianco' potrebbe essere la causa dei suoi 'blocchi' affettivi. Non basta solo leggere libri o fare terapie di vario genere, bisogna, lentamente e dolorosamente, cambiare anche il nostro modo di pensare ed agire, a partire dalle piccole cose. La saluto con un aforisma su cui riflettere:

'Ciò che può essere fatto con poco, invano viene fatto con molto' Occam.

Saluti

mercoledì, giugno 06, 2007

ADESSO HO DAVVERO PAURA

bimba N° di riferimento: 430468555 Età: 38 Ho già scritto in precedenza purtroppo nonostante i buoni propositi non ne sono uscita....e ho sempre più paura, paura di non riuscire ad uscirne. Ho oltretutto somatizzato la mia condizione quindi non sto neppure bene fisicamente. in due parole: sono vedova da due anni, ho un figlio di 4 e poco dopo la morte di mio marito è capitato, dico capitato perchè io al momento non lo cercavo, un collega sposato che si è invaghito di me. Io ripeto non lo cercavo e lo vedevo ma mai sotto quell'aspetto.. è stato l'unico però in un momento penso di bisogno mio che mi ha dato quelle attenzioni di cui sentivo la mancanza. Ci siamo innamorati credo...nel senso che io ancora oggi ho il dubbio di non esserne innamorata ma di averne un estremo bisogno. All'inizio mi ha fatto sentire bella desiderata amata...faceva pazzie per me...mi hanno fatto toccare il cielo con un dito non avrei mai pensato che dopo mio marito avrei potuto di nuovo provare certe cose. E forse mio marito non era riuscito in questo: a farmi sentire così bella. Poi ovviamente tutto è precipitato io ho chiesto di più e lui mi ripete sempre che non riesce a lasciare sua moglie dopo18 anni per mancanza di coraggio... ma ovviamente mi ama molto. lo dico ironicamente perchè adesso io sono impazzita mi sento rifiutata..mi sento presa in giro non lo..in più ho delle ossesioni che non mi fanno dormire la notte.. mi rendo conto forse di ingigantire le cose ma sono gelosissima di una collega penso il peggio ..che lui mi tradisca il che è assurdo è sposato con un altra. per me esiste solo lui, il pensiero di quello che fa di quello che pensa occupa tutto... e non ce la faccio più. La mattina prima di entrare in ufficio ho le palpitazioni, mal di testa e costantemente la nausea. Lo controllo voglio vedere se parla con lei se gli piace... sono diventata sospettosa insicura...prima mi ha portato alle stelle e poi ha deciso di stare con sua moglie. Per me è crollato qualcosa in cui avevo creduto e mi sembra di essere stata abbandonata per la seconda volta. Solo che adesso ho paura di me stessa di non farcela per mio figlio...non voglio trasmettere le mie paure. Non sono crollata prima non voglio crollare e voglio guarire. Mi sento distrutta ne l fisico e nel morale. Lo assillo continuamente lo asfissio con le mie domande idiote del tipo : sono importante per te, mi ami? e poi lui ovviamente stanco di ripetersi mi risponde male quindi io mi sento maltrattata e entro in un circolo vizioso. solo che adessso ho davvero paura.
"adesso ho davvero paura" Sì paura di sè stessa, paura dell'eccessivo investimento affettivo che ha fatto sull'altro, paura dell'abbandono. Come uscirne? Con un lungo e doloroso lavoro interiore di 'ricostruzione' di sè stessa. Deve iniziare a lavorare sulla propria autostima, sull'amore per sè stessi. Solo quando avrà rafforzato il suo 'IO' potrà affrontare la relazione coll'altro alla "pari" senza tutti i timori che la pervadono. Ripeto: percorso lungo e doloroso ma necessario. Saluti.

giovedì, maggio 03, 2007

NON SO' COME MUOVERMI

Sabrina N° di riferimento: 207442151 Età: 37 Buonasera a tutti.. e grazie di cuore per questo sito.. Io frequento da due anni un narciso di 45 anni (io ne ho 37), divorziato da piu' di 10 anni, abbiamo convissuto da subito per quasi un anno, poi ci siamo separati e ora siamo in una situazione di stallo da un anno e mezzo. Non riusciamo piu' ad andare ne' avanti ne' indietro, ne' ad avere altre storie. Lui e' anche un ossessivo (numeri, oggetti, luoghi, gesti propiziatori...), molto nervoso e convive con l'ansia da sempre.. io non riesco assolutamente a staccare il mio pensiero da lui, pur non sentendoci piu' da qualche mese (su mia richiesta, intanto che lui capisca cosa vuole dalla vita... dice di non volere piu' donne accanto che gli creino altri problemi, solo amici e liberta').. Lui in tutto questo tempo so da amici che non lavora, va a dormire alle 4 del mattino spesso alticcio, si alza nel pomeriggio e frequenta sempre e solo gli stessi due o tre amici.. Dichiara di essere in crisi e di non riuscire a capire come uscirne.. Per me e' una sofferenza atroce stargli lontano, sia perche' mi dispiace sapere l'uomo a cui voglio bene ridotto in quel modo, sia perche' mi manca e vorrei stare di nuovo con lui. Anche io non so cosa fare.. resto chiusa in casa, non frequento nemmeno le mie amiche e l'ipotesi di trovarmi un altro uomo mi disgusta. Gli ho proposto tempo fa di andare da solo o insieme da uno psicologo o psichiatra, ma non ne vuole sapere. Ha avuto anni fa una relazione lunga e di convivenza con una psicologa, ma non e' cambiato molto, ne' per le sue ossessioni (che non sono migliorate) ne' per il suo modo di affrontare le cose in generale, quindi non ha piu' fiducia, ne' voglia di affidarsi a persone competenti. Io so cosa mi tiene legata a lui, ed e' un sentimento tanto profondo, mai provato per nessun altro e l'idea di rinunciarvi non mi sfiora minimamente. Non so come muovermi... e intanto sto ferma e sto malissimo...
Non è vero che lei non si stà muovendo. Come lei stessa afferma il suo distacco "temporaneo" è stato deciso da lei per procurare qualche cambiamento nell'altro. Ma come tutti i distacchi è doloroso da compiere e mantenere. Utilizzi, piuttosto, anche questo distacco per cercare di cambiare un pò anche lei. I cambiamenti non avvengono negli altri, se non cambiamo un pò anche noi. Saluti.

giovedì, aprile 26, 2007

PAURA DI RICEVERE UN "NO"

Pegaso N° di riferimento: 672038918 Età: 23 Non so cm mai mi trovo qui seduto davanti al pc e a scrivere questo messaggio di sfogo. Fino ad ora mi sono sempre sentito immune da questa "malattia" che è l'amore, forse perchè mi illudevo del fatto di sentirmi ricambiato da una ragazza che mi piace e con la quale non sto insieme.... invece ho scoperto oggi che molto probabilmente mi preso in giro.
E' possibile che per amare qualcuno bisogna soffrire?
Perchè innamorarsi di una persona rischia di diventare un tormento?
Penso che la colpa sia mia...mi sono illuso di essere amato e ancora di più mi sono illuso che basti amare per essere ricambiato.
Ho taciuto i miei sentimenti più nascosti per paura di ricevere un "no".

mercoledì, aprile 18, 2007

COLPEVOLIZZAZIONE

paola N° di riferimento: 377677844 Età: 38 Salve. Sono innamorata di mio marito ma sembra che per lui non esisto più! Noi due ci siamo fidanzati nel lontano 1983 e abbiamo convissuto fino al 1991. Nel 1992 ci siamo sposati, ora abbiamo un bimbo stupendo di 3 anni ma pare che ciò non basti a renderlo felice! Capisco che nel lavoro stiamo attraversando un periodo difficile (siamo commercianti e ci sono troppe spese) perciò lui è diventato molto negativo e proprio oggi mi ha fatto spaventare dicendo che non vuole più tornare a casa! Non ha neanche pranzato e sono troppo preoccupata! Mio figlio è molto attaccato al padre e lo sono ch'io! Mia suocera dice di lasciarlo <> ma a vederlo così soffro tantissimo! Lei vive con noi e nonostante qualche battibecco ci vogliamo bene. E pensare che sono molto affettuosa! Il fatto è che lui fa ricadere tutti i problemi di lavoro su di me! Nel pomeriggio chiudo il negozio per 30 minuti (o anche qualche minuto in più) per portare mio figlio al parco e forse è questo il motivo che gli provoca tanta rabbia ma deve anche capire che la priorità va al bimbo! Secondo lui trascuro il lavoro ma non è vero! Perfino mia suocera è daccordo con me a portare fuori il bimbo ma lui non ne vuole sapere. Devo aggiungere che influisce anche nell'atto sessuale! Ho bisogno d'aiuto! La prego! Dove ho sbagliato? Aspetto una sua risposta al più presto, Grazie.
Lei sbaglia nel colpevolizzarsi del disagio relazionale di suo marito. Se continua con questa colpevolizzazione non aiuta nè sè stessa, nè suo marito, oltre a ripercuotersi il tutto sul bambino. Provi a cogliere un momento in cui avverte suo marito meno agitato e tenti di chiarire, con calma e pazienza, le reali cause di questo disagio. Saluti

martedì, aprile 17, 2007

NON MI DESIDERA

Roberto N° di riferimento: 695907344 Età: 41 Mi chiamo Roberto ho 41 anni e da 10 anni sono sposato con Claudia di 39 anni. Un rapporto matrimoniale molto sincero travagliato dalla impossibilità di avere figli nonostante vari tentativi e da delusioni sul lavoro che hanno molto provato Claudia. Lei inoltre, figlia unica, ha subito la necessita' di essere per i propri genitori (molto buoni ma con limiti intellettivi) una vera e propria guida nelle scelte quotidiane della vita (ad esempio vivevano in affitto e lei per anni e'stata angosciata dal trovargli una casa di proprieta' per evitare ripetuti traslochi). Per quanto mi riguarda ha avuto nei miei confronti un intenso amore(ci conosciamo da 20 anni) ma certamente ha mal tollerato alcuni miei difetti caratteriali che ,seppure a fin di bene, le facevano pesare la sua alimentazione molto sregolata e osservazioni che le facevo dopo alcune serate con gli amici. Nel 2005 Claudia ha deciso di sospendere tutti i tentativi per avere figli e l'ho appoggiata in questa scelta dolorosa anche perche' temevano che insistere avrebbe potuto danneggiarci come coppia. Purtroppo pero' dopo pochi mesi Claudia e' cambiata radicalmente, inizialmente perdendo ogni istinto sessuale poi via via non ha avuto alcun interesse per la casa o per me. Per 5-6 mesi e' uscita con nuove amiche ed io pur parlandole di cio' che stava succedendo mi sono letteralmente annullato assecondandola quando rientrava tardi o quando usciva ripetutamente la sera. Lei lentamente si e' riavvicinata tornando ad una vita' diciamo cosi' piu' "normale". Permanevano problemi sul lavoro (per l'ennesima volta era disoccupata e non riusciva a trovare uun lavoro stabile ma francamente non per suoi demeriti) e una totale assenza di stimoli sessuali. Cio' che era successo Claudia lo descriveva come l'essere entrata in un pozzo profondissimo dal quale ora le sembrava di vedere un po' di luce e di avere maggiore controllo sulla propria vita.Ad oggi (sono passati circa 16 mesi) Claudia e' quasi quella di un tempo , ha un nuovo lavoro (che sembra finalmente definitivo) ma cio' che ci logora e' l'assenza da parte sua di qualunque appetito sessuale. Gli psicologi che abbiamo consultato dicono che lei deve ritrovare una magggiore fiducia in se'stessa e che sara' un percorso lungo e incerto. Siamo andati molte volte vicini alla separazione ma entrambi siamo distrutti da questa opzione. Certo e' anche possibile che Claudia pur non volendo ammetterlo non sia piu'innamorata di me ma dagli atteggiamenti che ha non sembra (mi cerca sempre , mi dice ripetutatmente che mi vuole un mondo di bene, che sono la persona piu' importante della sua vita e che " si taglierebbe le braccia" se servisse per tornare quella di un tempo) Sappiamo che non ci sono soluzioni facili ne' terapie di sicura efficacia (abbiamo dosato anche la Prolattina che e' risultata normale) ma volevo solo chiederle se nella sua esperienza esiste la concreta possibilita' di soluzioni favorevoli o casi come il nostro hanno inevitabilmente un triste destino. Grazie di qualunque suggerimento che vorra' fornirci.
La possibilità di una soluzione favorevole c'è nel suo caso. A patto che se ne combattano le cause. Nel vostro caso ed in generale la causa non è mai una sola ma è sempre un insieme di esse. E' come se fosse un groviglio di nodi: bisogna scioglierne una alla volta, cercando di non avere fretta ed ansia. Mi rendo conto che è doloroso per lei "aspettare", ma non può far altro al momento. Qualsiasi "forzatura" produrrebbe solo l'effetto opposto. Insistere su di una terapia di coppia, quello potrebbe essere utile. Cordiali saluti.

giovedì, aprile 12, 2007

PERCHE' ?

darklady N° di riferimento: 837302908 Età: 33 .. è successo.. mi si è aperto il cuore , dopo tanto tempo che era chiuso in un cassetto.. dimenticato.. ho comiciato a sentire i suoi battiti.. pian piano .. eppoi sempre piu prepotenti.. "ehi.. ci sono ..!!funziono ancora!! tutto questo x lui.. lui che mi faceva ridere.. che mi portava a fare lunghe passeggiate in moto.. che sfiorava la resistenza telefonica dell orecchio (3 ore la piu corta ) lui che mi dava la spalla .. dove scaricavo il mio dolore x una vita di disagi.. lui che mi faceva sentire unica. Non è mai cominciata .. ho aspettato in vano x piu di un mese e mezzo quel bacio .. che nn c è mai stato ..sei un amica x me .. una persona speciale.. ma forse nn er speciale abbastanza x far si che s interessasse a me .. in un altro modo.. Ho provato a dirglielo .. mi ha risposto .. nn h quella spinta in piu' che mi serve x andare oltre.. lo continuo a vedere.. ma nn è la stessa cosa.. è una droga .. mi basta vederlo ..ho provato a sedurlo.. mi sono sentita umiliata. .mi ha rivestito.. dato un bacio sulla guancia .. e mi ha sussurrato.. nn è necessario.. mi vai bene cosi'.. nn odiarmi , ma x fare l amore devo avere tutti i componenti e cn te ne mancano alcuni.. ma quando gli ho kiesto cosa .. mi ha risposto nn so .. davvero .. mi blocco.. questa è la mia storia che ormsai va avanti d 2 mesi e oltre .. ma ho deciso di evitare di vederlo ..mi faccio male cosi'.. vorrei solo capire xche' .. xche mi tiene a distanza..bastava dire nn mi piaci .. ma nn è cosi' .. fosse cosi semplice!!

venerdì, marzo 23, 2007

MIA SUOCERA....

LUIGINA N° di riferimento: 800186751 Età: 26 BUON GIORNO SNO UNA RAGAZZA SPOSATA DA 3 ANNI HO UN BAMBINO DI 15 MESI E AD APRILE PARTORIRO' UNA BIMBA MIO MARITO HA I SUOI CON MOLTI PROBLEMI BEVONO E SPESSO SONO IN DEPRESSIONE SUA MAMMA E' SOTTO CONTROLLO DA PSICHIATRI PRENDE FARMACI ORA SI STANNO SEPARANDO ANCHE SE LA COSA CHE A ME DA FASTIDIO E' IL FATTO CHE MIA SUOCERA STRESSA LA VITA A MIO MARITO TUTTI I GIORNI DICENDO CHE E' TRISTE E TUTTI I SUOI PROBLEMI LUI ORA E UN PERIODO CHE NN RIESCE A DORMIRE DI NOTTE E STA PRENDENDO ALCUNE GOCCE DI EN ABBIAMO UN BAMBINO DI 15 MESI CHE ORA VA ALL'ASILO E LEI VORREBBE RICOMINCIARE A GUARDARLO COME FACEVA PRIMA MA DI ANDARE ALL'ASILO NN MI FIDO XCHE' LEI QUANDO VENIVA DA ME BEVEVA MOLTO E DOVEVO NASCONDERE TUTTO IN PIU' CASA MIA ERA DIVENTATO UN RISTORANTE IO ARRIVAVO A MEZZOGIORNO DA LAVORO DVEVO PULIRE E CUCINARE X LEI X LA FIGLIA CHE ARRIVAVA ALLE 14 DA SCUOLA (FORTUNATAMENTE MIA MAMMA SPESSO VENIVA E CUCINAVA X TUTTI NOI FACENDOCI ANCHE LA SPESA E ANCHE QUESTO MI DAVA FASTIDIO IL FATTO CHE DOVEVA PENSARE TUTTO MIA MAMMA ANCHE ECONOMICAMENTE NN SOLO XME MA ANCHE X LORO) SI LEI ABITAVA IN UN ALTRO PAESE E NN GUIDA MENTRE MIA MAMMA SI COSI' LEI VENIVA DALMATTINO ALLA SERA LA SETTIMANA CHE MIO MARITO FACEVA IL MATTINO MENTRE QUANDO FAVEVA IL POMERIGGIO VENIVA MIA MAMMA NEL POMERIGGIO (XCHE\' MIA MAMMA AL MATINO NN RIUSCIVA DEVE SEMPRE ANDARE DAL COMMERCIALISTA PER ME MIO PAPA' BANCA E ALTRO) E SINCERAMENTE X ME NN E' NEMMENO VITA QUESTA SONO STUFA DI STARE DIETRO HAI LORO PROBLEMI ORA SONO INCINTA E QUANDO PARTORIRO' SENZ'ALTRO NN GLI FARO' GUARDARE A MIA SUOCERA LA BAMBINA CHIEDO SCUSA MA MI SONO SFOGATA UN PO' XRO' NN VORREI RISCHIARE UNA DEPRESSIONE CHE TRA L'ALTRO MI STAVA VENENDO QUANDO AVEVO MIA SUOCERA IN CASAPOI RISOLTA TROVANDO UNA RAGAZZA X GUARARMI IL BAMBINO ME NE ANDAVO AL LAVORO CON LE LACRIME AGLI OCCHI PERCHE' LEI E LA FIGLIA DI 15 ANNI ERANO DIVENTATI PADRONI DI CASA MIA E DI MIO FIGLIO COSA POSSIAMO FARE? IO HO PROVATO A INVITARLA OGNI TANTO LA SERA VISTO CHE ILMARITO E' SEMPRE IN GIRO X BAR MA ORA NE VUOLE APPROFITTARE E VENIRE SEMPRE DA NOI MA IO NON ME LA SENTO NOI NN VOGLIAMO NEMMENO ESSERE SOMMERSI DEL LORO PROBLEMI E SENTIRE TUTTE LE SUE LAMENTELE SIAMO STUFI E MIO MARITO DA QUANDO MIA SUOCERA LO STRESSA TUTTI I GIORNI STA DIVENTANDO NERVOSO COSA CHE PRIMA ANCHE SE SAPEVA MA LEI NN STRESSAVA ERA TRANQUILLO GRAZIE E SCUSI ANCORA
Le dinamiche relazionali familiari da lei descritte sono complesse e si prestano a più interpretazioni. Posso solo dirle di maturare un sano "egoismo" personale. E l'unica difesa che può avere in questo momento. Solo successivamente, è da prendere in considerazioni anche un distacco spaziale e temporale da sua suocera. Saluti

E PENSO A LUI...

speranza N° di riferimento: 406924710 Età: 25 Salve dottore, la ringrazio moltissimo per avermi risposto è la prima volta che riesco a dirlo a qualcuno. La sua risposta mi ha fatto molto riflettere. Ora le voglio raccontare cosa è accaduto dall'ultima volta che le ho scritto. Bene, il 14 febbraio il mio 'collega' mi ha mandato un sms di auguri di una splendida giornata a cui io ho ricambiato.Il tempo dall'ultima volta che l'ho visto sta passando ma non mi fa stare meglio,ancora mi manca come 'PERSONA e AMICO'.Dopo questo sms ce ne sono stati molti altri e alla fine ci siamo rivisti ieri pomeriggio per un caffè e ci siamo detti che vogliamo ricominciare tutto da capo, ma stabilendo un rapporto d'amicizia. Nel ritorno a casa ho riflettuto e ripensando al nostro dialogo, l'amicizia non sarà mai possibile, perchè c'era tutto un prendersi in giro scherzoso.. Lui mi ha anche confessato di aver vissuto per un mese una storiella con una ragazza ,ma che poi subito è finito tutto perchè non c'era niente di più.Lui mi ha anche detto che non è sereno e non riesce a trovare la persona giusta anche se conosce molte ragazze(lavora in un pub,dove lavoravo anche io ed è li' ci siamo conosciuti) ma nessuna gli fa girar la testa.Io hofatto la parte dell'amica e le mie risposte sono sempre state molto amichevoli e fatte di consigli. E oggi penso che vorrei rivederlo e sapere come sta.Lo so tra 3 giorni ,se non prima, lui si rifarà sentire e mi dirà di rivederci per un caffè.Ma una cosa non le avevo detto ,io convivo con il mio ragazzo e quindi tutto è molto difficile, lui sta iniziando a capire che non sto bene e ogni giorno mi chiede che cos'ho e che mi vede distacca, è vero sono cosi' a tal punto di non condividere nemmeno i momenti intimi insieme. E penso a 'lui'.... La ringrazio.
"E' penso a lui... " Rifletta su questa ultima frase della sua email. Quali sono i reali motivi che la portano a pensarlo. E' vero Amore ? Saluti.

domenica, marzo 18, 2007

INTRAPRENDERE UN VIAGGIO 'INTERIORE'

FRANCESCA N° di riferimento: 613710901 Età: 31 Ho trovato il sito per caso cercando su internet consulenze dello psicologo al telefono, ho passato tutto il pomeriggio a leggerlo e mi sono sentita "egoisticamente" finalmente in compagnia quando invece ho sempre pensato di essere una povera pazza anima in pena. Ho cercato questo genere di sito perchè oggi mi rendo conto di avere realmente bisogno d'aiuto. la mia dipendenza affettiva penso sia arrivata ai massimi livelli, mi sento logorare ogni giorno che passa, tutte le mie certezze le mie sicurezze se cosi si possono chiamare svaniscono ogni giorno di più e mi manca sempre di più la terra sotto ai piedi. le racconto la mia storia che non penso sara breve e tutto ciò perche veramente oggi ho voglia d'aiuto per stare bene, per avere un pò di stima per me stessa di amor proprio. voglio sapere di non essere sbagliata di non meritarmi tutto quello che mi è capitato di prendere consapevolezza dei miei errori e di non sentirmi più in colpa per qualunque cosa mi capiti sia in famiglia che nel lavoro che col mio ex che con i miei amici che quasi non mi sopportano più. allora: dopo 12 anni di storia il mio lui ha preso la palla al balzo e si è fatto lasciare. siamo cresciuti insieme come dice lui quasi battezzati insieme, il ns rapporto per me a prescindere che è stato l'unico, era ed è la cosa più importante che avessi nella vita,pensavo di aver trovato qualcuno che mi accettasse per quello che sono, non ho mai avuto una vita sociale molto ricca; per la mia timidezza forse, che dagli altri è sempre stata fraintesa come snobismo, e quindi quando finalmente qualcuno mi ha cercato rincorso voluto e combattuto per me mi sono sentitaviva, rovinando pero tutto questo perche davo tutto per scontato, ho letto i suoi consigli per la coppia ed io ho fatto tutto quello che cè scritto di non fare, che brava dovrebbero darmi un premio... per ogni punto che lei cita io ho sempre sbagliato. penso anzi ho capito che il mio modo di amare se cosi si può definire è stato solo un modo di fare arrogante e scontato. non gli sono stata vicina nei momenti del bisogno, non l'ho saputo capire, non ho mai trovato le parole giuste per confortarlo, e alla fine uno spirito libero come lui dopo ripeto 12 anni ha preso il volo. io sto davvero male sono passati quasi un anno e mezzo da quando ci siamo lasciati ma abbiamo continuato a vederci a frequentarci a stare insieme. oggi sicuramente il mio modo di fare è cambiato ma sicuramente a mio discapito, dico sempre si accondiscendo a tutte i suoi modi fare a quando come e perche dice lui, solo perche quando sono con lui mi sento protetta al sicuro perchè penso a quando era innamorato di me e a come ho fatto cambiare una persona che mi voleva bene. vorrei recuperare quel rapporto che avevo. oppure chiudere definitivamente non lo so. ci siamo lasciati ma non mi lascia. lui conduce la sua vita in tutto e per tutto io no e quando tento di risalire un po cercando magari in qualcun altro un po di bene lui alla carica mi blocca ed io glielo permetto perche fondamentalmente tutte le mie azioni sono fatte sulla base di cercare una sua reazione. giuro che non so che fare ripeto sono passati quasi 2 anni e ogni giorno che passa va sempre peggio. mi sto isolando da tutti e da tutto, le mie amiche non affrontano più l'argomento perche ormai pensano sia una causa persa, vado in palestra ma fondamentalemnte solo per passare i pomeriggi, esco magari con gente a cui non interssa niente di me solo per uscire e passare i fine settimana o per aspettare la chiamata del mio ex dopo un certo orario, non voglio stare a casa con i miei perche sono sempre nervosa e quindi ogni cosa è uno sfogo collerico con loro che non mi dicono quasi più nulla. la prego ho veramente bisogno di intraprendere un viaggio non so quanto lungo per la ripresa di me stessa per trovare una mia identità e non più subire quella degli altri solo per far loro piacere. voglio parlare con qualcuno che riesca a farmi svegliare o meglio che possa darmi il "la" per cominciare anche perchè penso che da quello che ho scritto si capisca ben poco della mia situazione in quanto ci vorrebbero almeno due giorni di fila per raccontare realmente tutto. grazie e scusi lo sfogo.
Intanto un 'là' s'è l'è dato, richiedendo una consulenza online. Anche la sua espressione 'intraprendere un viaggio' è significativa. E' comunque un inizio. Provi a raccontare la sua storia completa, se vuole la pubblichiamo qui o nel forum. Per parlare con mè utilizzi una delle modalità previste 'vedi http://www.maldamore.it/consulenze%20online%20gratuite.asp'. Sarebbe utile se potesse partecipare ad uno dei seminari esperenziali. La saluto con un aforisma :
Muta il destino lentamente, ad un ora precipita. - Saba -

venerdì, marzo 09, 2007

RELAZIONI AFFETTIVE

delovely N° di riferimento: 250745226 Età: 32 Riguarda rapporto padre-figlia. Da qualche anno dopo eventi avvilenti (tradimenti economici, tradimenti verso mia madre e verso me e mio fratello disabile) ho cercato di analizzare il rapporto con mio padre.Fin da adolescente ho sentito che qualcosa non tornava, osservando i genitori di amiche, mio padre si rapportavano con loro come tutti facendo il simpatico e di risultare persona gradevole, con me e la famiglia ci ignorava (al massimo stai zitta... tu non ne capisci niente...cosa parli a fare ...questo a me e a mia madre non con mio fratello che è disabile). Cresciuta ho scoperto la dilapidazione dei risparmi dedicati da lui al gioco (mia max delusione l'unica cosa positiva e che dimagrii mettendomi in forma) non potendo negare si fece scudo con i problemi con mia madre facendo finta di piangere ed io ingenuamente cercai di riappacificare tutto e ristabilire un equilibrio. Andando avanti con gli anni ho scoperto i tradimenti verso mia madre e altro dispersione di soldi quindi ho cercato di risollevare mia madre, la quale nonostante i consigli legali di una sua situazione favorevole ha accettato di tenerlo in casa, ho cercato di affrontarlo a questo punto (io ormai grande) davanti alle sue negazioni ho capito che ha sempre mentito nei miei e nei confronti della famiglia. Il problema secondo me è che mio padre il vero rancore lo ha con me, visto che sono stata il problema che ha causato il matrimonio con mia madre, e rispecchio il prototipo di figlio che avrebbe voluto suo padre e che lui non è stato: ottima studentessa senza difficoltà fino alla maturità, quando ci fu il primo scontro "CONTINUO DEGLI STUDI" io volevo provare l'università e lui non havoluto (non ha completato gli studi superiori) "dovevo lavorare".... fatto qualche lavoretto precario ho deciso di rimboccarmi le maniche e attuare la mia scelta VADO ALL'UNIVERSITA' E LAVORO PER MANTENERE GLI STUDI. Raggiungo anche questo obiettivo e neanche la soddisfazione di dirmi congratulazioni ce l'hai fatta (del resto è sempre stato così). Così mi sono messa in cerca di lavoro, chiedendo anche il suo aiuto per contro aiutava figli di altri..... Mi ha sempre ritenuto troppo ambiziosa e di conseguenza sottolineava che dovevo piegarmi ad essere umile. e alla mia domanda cosa c'è di male di essere ambiziosi, di migliorarsi di provare a crearsi una situazione che ti consenta di vivere dignitosamente senza problemi economici. La risposta "tu non capisci i valori della vita", i valori della vita li conosco ma non accetto di sottomettermi ad una persona come lui come ha fatto mia madre. Dopo scontri e litigi me ne vado di casa, e vado a convivere con il mio ragazzo(questo è il mio secondo problema), trovo un lavoro precario stagionale e dopo 2 anni di convivenza mi accorgo che non ho più energie sono logorata dentro. Sento il bisogno di stare da sola, cosa che il compagno non capisce e tutte le volte che lo faccio presente si mette a piangere (cosa che non sopporto più) "ricattandomi " moralmente in quanto sono quanto sia sensibile e persona buona ed affidabile ma troppo debole per stare accanto ame. Adesso ho chiesto aiuto ai miei genitori per acquistare una casa e....sbang!!!! ci risiamo la mia "ambizione" infastidisce mio padre che nega l'aiuto in quanto casa ce l'ho, la loro, dal mio canto non ho intenzione di rientrarci. Riconosco che il rapporto di mio padre con il suo è stato difficilissimo, un padre padrone livello fascista duro ed inflessibile, lo ha tenuto sotto torchio fino alla sua morte....ma io mi chiedo ma quando una persona diventa genitore la prima cosa che vuole per suo figlio non è il meglio che c'è a qualsiasi costo? Non cerchi di evitare che soffra quello che hai sofferto tu in passato? Io ho sempre avuto queste convinzioni, e forse le mie ambizioni di costruire una base solida per una futura famiglia non sono le cose che vogliono fare tutte le persone "normali". La mia richiesta è come devo affrontare mio padre e cercare di fargli capire che sta facendomi riscontrare le colpe di mio nonno, e come posso spiegarmi che sua "rivalità" nei miei confronti? In fondo come dice lui mi ha voluto ma per cosa per vendicarsi di chi? La mia seconda richiesta è come posso far capire alla persona che convive con me che non è la persona giusta per me, ma che di bene gliene voglio anche se so che lo ferirò profondamente, lasciandosi sarà un bene per entrambi.
La domanda che lei mi pone sul rendere "consapevole" suo padre di certe sue problematiche passate richiederebbe ben altro spazio. Posso solo dirle che non può affrontare certe tematiche in maniera diretta. Serve prima un "riavvicinamento" a suo padre, dove lei si ponga in maniera non "giudicante". Successivamente, con calma e nel tempo, renderlo consapevole di certi suoi comportamenti. Il tutto non è facile perchè la "rabbia" che lei ha dentro nei confronti di suo padre è sempre pronta a manifestarsi al primo pretesto. E' quest'ultima variabile la più difficile da gestire. Per quanto riguarda la sua seconda domanda le dico che pur ribadendogli il bene che prova per lui deve essere ferma nel "distacco", a costo di sembrare cinica e cattiva. Non esistono modi "indolori" di lasciare una persona che è dipendente. Saluti.

E' L'ANIMA GEMELLA ?

Daria N° di riferimento: 61989760 Età: 33 Caro Dottore, vorrei sottoporle un dubbio che mi assilla un po' e che non fa vivere in maniera totalmente serena la mia storia d'amore. Da tre mesi frequento un ragazzo. Con lui è stato un colpo di fulmine, ma non solo fisico, più intellettuale, emotivo,... di cuore. Come se avessimo riconosciuto la famosa anima gemella. Infatti, paradossalmente mi sento di dire che lo sposerei anche domani e lui lo stesso se non fosse che, essendo maturi, abbiamo deciso di aspettare ancora un po'.Ma...c'è sempre un ma...Lui ha avuto due precedenti convivenze, da una è nato un figlio, dalla seconda sarebbe nato... se la lei della coppia non avesse deciso di abortire, mettendo così fine alla vita del piccolo e della relazione. Lui ha detto che ha sofferto per la fine di queste storie, ma che ha anche la consapevolezza che, pur essendoci state cose importanti con quelle donne, ha sempre sentito in fondo al cuore che loro non erano le persone giuste, perchè, pur stando bene con loro, qualcosa mancava.Aveva un gran desiderio di farsi una famiglia e, così dice,si convinceva che tutto fosse perfetto.Ma poi veniva sempre deluso da loro, che (parole sue) "non avevano il mio cuore".La prima era solo una bambina viziata che alle prime difficoltà è tornata dai suoi, la seconda (parole sue) "ha ucciso suo figlio e non può essere la mia donna".Per lui l'amore è un gioia, ma anche impegno profondo. Stasera mi ha chiesto di sposarlo e ho detto si, con tutto il cuore,ma tornandoa casa mi sono detta, sarò davvero speciale come dice, sarò davvero la sua metà che ha colmato quel vuoto in fondo al cuore? Forse ho solo paura perchè io pur avendo vissuti lunghi rapporti, mai e poi mai avevo sentito di amare da donna e non da "adolescente"...ma se penso a quel passato suo così importante mi prende un po' il panico. Lui mi tranquillizza con una dolcezza infinita e quando lo guardo negli occhi sento che è sincero.E allora perchè non mi sembra possibile che voglia proprio me e io proprio lui? Può un uomo di 40 anni che ha passato quello che ha passato lui, trovare dopo tutto l'Amore vero? L'amore vero pensavo arrivasse in altro modo, come nelle favole e che io sarei stata la prima...Forse sono infantile??? Ma anche questa,lo giuro, sembra una favola...forse però calata nella realtà!?!Mi aiuti a capire perchè non vorrei rovinare la cosa più bella che mi sia capitata. ...perchè se guardo nel profondo del mio cuore so che è vero che io sono l'unica che abbia mai amato così, e che lui è l'unico che potrò mai amare così.Grazia
I dubbi sono normali nel suo caso. Perchè lei è forse una persona insicura, perchè sente l'altro insicuro, perchè la relazione dura da poco e non dà completa certezza su di una progettualità futura. Ma a questi dubbi può rispondere solo il tempo ed una profonda riflessione personale influenzata il meno possibile dalla passione del momento. Cosa fare nel frattempo? Prenda "tempo". Non chiuda la porta ad un matrimonio, ma cerchi quanto meno di rinviarlo. Saluti.

martedì, febbraio 06, 2007

NON MI VUOI

canzone di notte N° di riferimento: 418453663 Età: 35 Sono figlia di genitori separati. Ho sofferto per questa divisione, avvenuta quando avevo 8 anni. Sono cresciuta lo stesso, con una mamma in gamba anche se molto protettiva e presente. Ho un'insicurezza affettiva e sono una persona profondamente sensibile. C'è stato un fidanzato per tantissimi anni (quasi 10) con cui non riuscivo a far l'amore. E poi storie poco importanti. Con persone non libere. Con cui però riuscivo a far l'amore. Storie poco importanti non è il termine giusto in realtà Sono sempre stati uomini di cui mi sono innamorata. Ma era un sentimento per lo più univoco. mai profondamente corrisposto dall'altra persona. Mi sono spesso chiesta se in questo ripetersi di situazioni già vissute non ci sia una sorta di ricerca di rivalsa da parte mia.. tipo "non mi vuoi, ma io provo a far di tutto per stare con te". Quasi che sia una vittoria ora sul fatto che quando ero bambina papà se ne andò. Ci penso spesso a questa cosa, e anche se la spiegazione che mi sono data potrebbe esere vera, mi trovo incapace di agire diversamente... mi piacerebbe srotolare il gomitolo. Capire come e dove è l'errore. E soprattutto credere un po' di più in me stessa...Grazie se Lei leggerà. Un saluto. Cordiale.
La spiegazione del suo comportamento è plausibile, srotolare il gomitolo più complesso. Sopratutto quando questo gomitolo si è attorcigliato nella nostra infanzia che ci ha profondamente segnati. Ma la chiave la fornisce sempre lei quando dice di credere un po di più in se stessa. Io aggiungo amare di più se stessa al di là del riuscire o meno a non essere più abbandonata dagli altri. Trasformi la sua frase "non mi vuoi, ma io provo a far di tutto per stare con te" in "mi vuoi o non mi vuoi, io non farò niente per convincerti a stare con me". Saluti

mercoledì, gennaio 24, 2007

L'AMORE PUO' BASTARE ?


305418944 Età: 31 L'amore può bastare per superare tutte le difficoltà che una coppia cd. "mista" può incontrare? E' una legge fissa che l'amore non basta per far durare una coppia o qualche fortunato ci riesce??? A me per ora sta andando tutto bene...difficoltà comprese... superate con il dialogo e il solito...tanto amore!!! Ma tutti mi dicono che non basta, che finirà, che è uno sbaglio... La prego mi dica per una volta che L'AMORE BASTA...

Balzac amava ripetere: "Ci sono abissi che l'amore non può superare, nonostante la forza delle sue ali." Ha ragione in parte
Infatti, l'amore può bastare se oltre ad usarlo per superare difficoltà ed incomprensioni iniziali, lo si usa per gettare un ponte per la futura progettualità di coppia, unendo così i due abissi. Difficoltà ed incomprensioni non vanno superate solo nel "quì ed ora" ma bisogna far sì che si ripresentano sempre meno nel futuro con uno sforzo da parte di entrambi perchè ciò avvenga. E' questo il compito più difficile che attende l'amore. Spero che altri commentino il suo post. Saluti.