Ringrazio tutti, e si accettano consigli, per superare un percorso di elaborazione di una parte della \"storia\" della mia vita. Alessandra1957
mercoledì, dicembre 14, 2011
LUI RINNEGA IL PASSATO DELLA NOSTRA RELAZIONE
Ringrazio tutti, e si accettano consigli, per superare un percorso di elaborazione di una parte della \"storia\" della mia vita. Alessandra1957
martedì, giugno 01, 2010
IL LUTTO DI UN AMORE
Sto vivendo un periodo di grande, indicibile dolore e disperazione.In questo istante soffro come un cane; il mio dolore è forte e lancinante ed esce fuori con pianto irrefrenabile. Provo a scrivere la mia esperienza con la speranza di trovare un po' di tregua, a volte scrivere aiuta. Dopo la fine di un matrimonio durato quindici anni ho incontrato un uomo di cui mi sono innamorata follemente e con cui ho avuto una relazione di tredici anni di cui sei di convivenza.Il mio coinvolgimento è stato totale,vivevo solo per lui, la mia vita era incentrata esclusivamente su di lui, era il centro della mia esistenza, ero il suo essere adorante! Per alcuni anni sono stata oppressa da una sua gelosia delirante che mi toglieva il respiro ma che evidentemente mi era funzionale in quanto inconsapevolmente mi dava sicurezza,infatti, finita la sua gelosia è cominciata la mia; la paura di perderlo era costante.Guadagnarmi e conservare il suo amore era inconsapevolmente il mio scopo di vita. In parole povere la mia dipendenza affettiva era totale e accecante.Non avevo occhi e pensieri che per lui, niente aveva significato senza di lui.Sentivo malesseri e insoddisfazioni in vari aspetti della nostra relazione ma sopportavo tutto e lottavo per tutto pur di averlo. Ho lavorato sempre su di me, volevo essere una donna migliore ed avere una relazione sana e soddisfacente con lui;pensavo che ritirando quanto di me fosse poco sano sarei stata una migliore compagna di vita.
Quello che non vedevo erano alcuni aspetti fondamentali di quest\'uomo: quanto malessere ci fosse in lui a prescindere da me,quanto fosse concentrato solo su stesso, quanto poco vedesse l'altro,quanto fosse disorientante,instabile e talvolta distruttivo... Ho intrapreso un lungo percorso di psicoterapia che mi ha condotto ad un radicale e intimo cambiamento,ovviamente in positivo per me.Ora che ho guarito le mie vecchie ferite d'amore,ritirato le mie proiezioni,aumentato le mie personali "quotazioni",ora che non sono più motivata da un vecchio bisogno d\'amore,ora che posso amare in modo sano e non più inquinato da antiche ferite o da antichi bisogni,ora che la mia vita è incentrata su tanti aspetti dell\'esistenza, ora che trovo senso e significato in tutte le cose che faccio anche nelle più semplici e quotidiane,ora che sono una donna sana e che avrei potuto dargli il meglio di me...ecco che è avvenuto lo sfacelo! La nostra relazione è finita.Lui se ne andato.L'equilibrio si è rotto. Sono consapevole che stare insieme non è più possibile, anch'io non posso più tornare indietro ma la chiara e lucida consapevolezza dell'impossibilità del nostro rapporto non mi preclude il profondo, immenso e lacerante dolore. Mi manca terribilmente,tutto mi parla di lui,i bei ricordi mi straziano;mi manca la sua voce, mi mancano i suoi gesti, i suoi sguardi, le sue carezze, mi mancano i suoi lati positivi che certo non rinnego. Lo amo ancora ma io non posso più stare con lui, nè lui con me. In me agiscono due livelli, quello razionale che mi conferma l'impossibilità della nostra relazione e quello emotivo che mi provoca l'immenso dolore per la fine di un amore in cui avevo creduto. Non so se il racconto succinto della mia esperienza possa servire a qualcuno ma certo è servito a me scriverla.
So che questo periodo, che non a caso si chiama di "lutto", sarà lungo ma so anche che finirà.Uscirò da questo tunnel di dolore forse più forte di prima e con tanta esperienza acquisita da cui trarrò frutto. Non critico, non giudico quest'uomo con i suoi squilibri, le sue insoddisfazioni,i suoi personali tormenti e malesseri,il suo narcisismo...lui è così. Non mi sento vittima;non recrimino il passato, nè ciò che ho vissuto;non colpevolizzo nè lui nè me. Ho tanto dolore dentro ma amo sempre la vita.
VORREI AVERE UN PO' DI SODDISFAZIONE
Ho deciso io di separarmi dopo aver aperto gli occhi su mio marito è stato difficile per me accettare di essere stata con un uomo così infedele e traditore da tutti i punti di vista.avevamo un attività insieme ed io mi sono molto sacrificata come donna come mamma ed anche come moglie i ritmi lavorativi mi assorbivano tutto il tempo.in breve,mi sono ritrovata ad un disastro finanziario per il fatto che lui,volendo gestire prepotentemente il denaro e tenendomi a stecchetto oltretutto,non ha saputo gestire le spese.morale della favola dopo avermi fatto molto sdegnare si è trovato la sostituta ideale una badante che dice di essere molto innamorata e lui anche ma nonostante la separazione ed il fatto che ormai ci si è fidanzato pubblicamente ritiene di avere ancora qualche diritto su di me anche di natura sessuale.ha smesso di importunarmi quando lhò minacciato di denunciarlo per molestie.sono stata costretta a cercare un nuovo lavoro.sono cntenta di aver fatto questo,ma nonostante tutto ciò mi sento ancora responsabile di tutto quanto anche se non dovrei . non riesco più a guardare un uomo senza averne paura inoltre mi rode il fatto che un altra gli dia così tanto valore e creda in lui che per altro è un grande convincitore.non dovrei fregarmene,anche perchè questa storia mi ha permesso di realizzarmi in altri campi e ne traggo grande soddisfazione,ma è come se aspettassi che lui rimanga solo che l'altra si accorga di quello che è per avere un pò di soddisfazione .che dite pecco di presunzione?
venerdì, maggio 07, 2010
IL MALE D'AMORE E' UN DOLORE LACERANTE
Il male d'amore un dolore lacerante, da togliere il respiro... Ne avevo sentito parlare ma non immaginavo ne avrei sperimentato direttamente gli effetti sconvolgenti oggi, all'età di 40 anni. Ecco in breve la mia esperienza.
Una relazione di breve durata ma per me estremamente importante, momenti meravigliosi, conversazioni interminabili, emozioni profonde, promesse reciproche. Io l'ho amato moltissimo forse per la prima volta nella mia vita. Dopo sei mesi la scoperta dell'amara verità. L'uomo con cui credevo di condividere un progetto di vita era in realtà un simulatore d'eccezione dalla personalità narcisitica che mi ha sempre raccontato un infinità di bugie mentendo su se stesso, sui valori in cui diceva di credere, sui sentimenti nei miei confronti e sui progetti che insieme avremmo dovuto realizzare. E quando mi ha lasciata ha cercato di attribuirmi l'intera responsabilità della fine della relazione negando sempre, anche davanti l'evidenza dei fatti, la relazione con un'altra donna. Una delusione totale, il buio più completo. Da allora ho deciso di staccarmi da lui totalmente non rispondendo più a nessuno dei suoi messaggi o tentativi di riconciliazione sperando che ciò mi avrebbe aiutato a superare prima il dolore.
Tutto inutile. Anche a distanza di tempo (più di nove mesi) lui è sempre dentro di me, padrone della mia mente, dei miei pensieri come un tarlo che non riesco a debellare. Fallimentare anche ogni tentativo di autoriflessione ed autoanalisi alla ricerca delle cause. Perchè un tale struggimento (o meglio distruggimento) per un uomo che, diversamente da i miei precedenti compagni, non è certo meritevole di rispetto, di stima e di amore? Paura della solitudine? Incapacità di stare da sola? Aspettative eccessive? A dire il vero ho sempre coltivato molti interessi e non ha mai sentito il bisogno di avere necessariamente un uomo accanto per sentirmi completa. Ma potrei non volerlo ammettere neppure a me stessa... Problematiche affettive passate irrisolte? Non sono riuscita ad individuare gravi scompensi. Ma una causa ci deve essere. Proprio io che ho sempre sperato che nella vita nulla accadesse per caso, che tutto doveva avere in fondo una sua ragione d'essere e che anche le esperienze dolorose potevano diventare un'occasione per conoscere meglio se stessi e gli altri, migliorarsi, intraprendere nuove vie. Io questa occasione fino ad ora l'ho persa. Non sono cresciuta, al contrario questa esperienza ha incrinato la mia autostima peggiorando i miei rapporti interpersonali ed aumentando il rischio di chiudermi sempre più dentro ad un guscio unico riparo sicuro dalle possibili delusioni.
La ringrazio dott. Cavaliere anche solo per la possibilità che mi ha dato dii scrivere il "mio male interiore", un disagio spesso sottovalutato ma che può diventare, per chi lo vive, un vero e proprio tormento dell'anima, un'anima ... la mia......che si macera e si consuma ancorata com'è¨ ancora al passato, ad un'illusione che mi impedisce di cogliere le opportunità e le gioie del presente. Scriverne mi ha comunque obbligato ad affrontarlo, ad analizzarlo, in qualche modo a ridimensionarlo anche se non intravedo per ora nessuna luce che mi guidi verso l'uscita da questo tunnel.
Cordiali saluti. Martina
lunedì, maggio 03, 2010
LUI ERA L'AMORE DELLA MIA VITA
Salve, la mia storia è molto complicata, quanto sofferta. In data di oggi cade l'anniversario del giorno in cui, 10 anni fa iniziai la relazione più importante della mia vita. Ora sto qui a scrivere perchè quel rapporto è finito 4 anni fa.
Lui aveva subito un'infatuazione per una ragazzina egocentrica e piano piano si allontanò sempre più da me, senza avere il coraggio di lasciarmi. Lo feci io..ma ancora oggi mi chiedo se agii bene.
Lui era l'AMORE della mia vita..
In questi anni, nonostante abbiamo vissuto entrambi altre storie, non siamo mai riusciti a tagliare il "cordone ombelicale" che ci lega..Non abbiamo mai smesso di sentirci e di vederci. Io lo amo ancora, come il primo giorno..lui invece non si pronuncia, è sfuggente. Tutte le volte che in questi 4 anni ho cercato di allontanarmi da lui, di chiudere (anche con annunci di matrimoni imminenti..) lui puntualmente faceva di tutto per riprendermi..Ma non mi ha mai detto che mi amava, che voleva concrettizzare qualcosa con me. Viviamo così..sospesi in un rapporto virtule, dove lui mi cerca al telefono numerose volte al giorno..quando ci si vede, a volte gli scappa un affettuosità..un bacio..Delle volte ho forzato la situazione, ho cercato di provocarlo..Ho voluto metterlo alla prova per capire se era attratto da me sessualmente..ma si è sempre ritirato. Grande sconforto da parte mia, che mi sento rifiutata, inadeguata, non attraente. (quando invece riscuoto un certo successo presso gli uomini, che mi trovano bella e sensuale. Lui no però)Negli ultimi tempi ho iniziato a sospettare che il mio ex abbia dei problemi nella sfera sessuale, che avevo già ravvisato negli anni in cui stavavmo assieme.Le manie feticiste dilagavano..tanto che il rapporto non si risolveva non in uno scambio reciproco di passione e desiderio..ma era tutto finalizzato al soddisfacimento di queste sue strane pulsioni. Mi sono resa conto che ciò che lo eccitava non ero io, il mio corpo, la mia femminilità, quanto piuttosto la mia capacità di soddisfare il suo desiderio feticistico. Tant\è che ricordo che negli ultimi anni del rapporto lui aveva problemi di erezione. Segno questo, secondo me, del fatto che anche lui si era stufato di quella modalità introdotta da lui stesso. Mi scusi se mi sono permessa di entrare nei particolari, mi rendo conto che questa non è la sede adatta. Intuisco però che i problemi del nostro rapporto malato, nascono proprio da lì. Ad avvallare tale ipotesi c\'è anche la testimonianza della persona con la quale lui ebbe una breve storia dopo essersi lasciato con me, che lamenta anch\'essa questa scarsa \"efficienza\" di lui, unita ad un\'altrettanta scarsa propensione al rapporto intimo. In tutti questi anni, nel tentativo di dare una risposta a questo strano legame che ho con lui, ho pensato pure che fosse gay..Ho pensato cose assurde.. Perchè il problema di fondo è questo: come fa una persona che dice di non sapere cosa prova verso di me (ormai son diversi anni che dura questa \"confusione\")a voler perpetrare all\'infinito questo rapporto morboso, (fatto soprattutto di telefonate giornaliere), come fa una persona che non mi vuole più a cercarmi sempre e quando io fuggo, fa di tutto per riportarmi da lui? IO sto morendo di sofferenza, un dolore che mi scava l\'anima.. sono passati anni, ma anzichè liberarmene, sta diventando il cancro della mia vita, tanto che ci sono giorni che vorrei squarciarmi il petto ed estirpare il dolore direttamente dalla fonte. Questo rapporto mi impedisce di vivere, anche perchè sono totalmente sfiduciata verso il sesso maschile. E poi non sono mai riuscita, nelle brevi storie sucessive a quella con lui, ad innamorarmi veramente. E\' inutile, il mio cuore è suo e solo suo. E lui questo lo sa perfettamente. Quello che non capisco è perchè mi voglia tenere così, come un cagnolino al suo guinzaglio. Il mio ex è una persona serissima sul lavoro, molto affidabile e preciso. E\'molto schematico, lui deve programmare tutto, nulla deve sfuggire al suo controllo. Di converso però, nelle relazioni sentimentali è molto infantile..ancora un adolescente, che guarda le donne come a degli esseri irraggiungibili, e come tali le desidera...e da come le guarda, intuisco che le vorrebbe tutte, come uno che non ha mai avuto esperienze con l\'altro sesso. Sono disperata..perchè non è possibile accettare che questo mènage duri per tutta la vita. Ho sacrificato 10 anni con lui..e ora che vorrei una famiglia e dei figli, mi trovo con un pugno di mosche..la giovinezza che sfugge via e con essa le occasioini per un riscatto alternativo a lui.
Ho provato tante, infinite volte a staccarmi da lui, a rompere, ma tutte la volte lui è riuscito a farmi tornare nei "ranghi". Mi chiedo: perchè mi vuole per tenermi così? Se nemmeno mi bacia quasi? Chiarisco, non stiamo assieme..ma all'esterno agli altri diamo questa sensazione. IO temo che non passerà ancora tanto tempo dall'arrivare ad odiarlo..perchè la sua vanità, il suo egocentrismo, mi hanno rovinato la vita.