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mercoledì, dicembre 14, 2011

LUI RINNEGA IL PASSATO DELLA NOSTRA RELAZIONE

alessandra1957 Età: 54
Cercherò di essere breve, per quanto breve possa essere una relazione durata 9 anni. La mia vita è stata abbastanza lineare, nel 1988,ero già divorziata (per violenza fisica) con 2 figli a carico. Sono rimasta da sola per 14 anni cercando di superare il male ricevuto dal mio ex marito. Nel 2002, incontro quello che credevo l'uomo della mia vita, un professore universitario, colto ed intelligente, di 10 anni più grande di me.Dopo tutta la mia solutudine, mi accostavo a questo rapporto con un pò di timore ma con tanta fiducia ed entusiasmo, raccontandogli subito "tutta la storia della mia vita\".All\'inizio, come per tutte le coppie, per trovare l\'equilibrio, qualche divergenza, qualche discussione. Tutte sempre riconducibili, alla sua negazione del mio ruolo di compagna prima e di persona dopo.Tante volte, gli ho sinceramente manifestato la volontà di chiudere una relazione, che lui voleva improntare, su segreti e bugie, ma da parte sua promesse d\'amore e promesse di cambiamenti personali, mai avvenuti.Il mio sentimento per lui era forte, e gli ho dato fiducia. Tra alti e bassi, come in tutte le coppie, affrontando anche grosse tensioni (il tumore di mio figlio e la morte improvvisa della madre del prof.)siamo andati avanti complessivamente sereni, per la mia resa incondizionata, sul suo modus vivendi.Dopo 9 anni, ho cominciato a risentire della situazione, il non essere considerata, lo scoprire sempre bugie e segreti. Da qui la mia richiesta(questa volta irremovibile) diretta a creare (circa 10 mesi fà) una coppia stabile, senza i suoi segreti e le sue bugie. Ad oggi, la realtà è che lui ha già un\'altra \"vittima\" e la espone in pubblico come un trofeo, rinnegando tutto della nostra relazione, o meglio del mio sentimento di amore e rispetto nei suoi confronti. Indubbiamente da parte mia ci sono stati errori, che ad oggi definisco di \"valutazione\". Ma rinnegare un passato di 9 anni insieme, è veramente un atteggiamento che offende la persona prima e la compagna poi. Poi ho saputo che questo suo comportamento è una prassi consolidata. Lui sceglie la \"donna\" la usa e poi la dismette, in questo molto lo aiuta, il suo lavoro: da una persona colta e per bene ci si aspettano comportamenti civili e leali.. Per chiarire il concetto, che assolutamente non vuole essere estremo, ma solo equiparare, comportamenti umani. Penso capiti a tutti di dismettere capi di abbigliamento o scarpe. Ecco il concetto è questo! La durata... questa è l\'incognita, forse dipende dalla moda... Il ricordo è utopia. Eppure è uno storico, il suo lavoro si basa sullo studio del passato!!! Nel presente da lui rinnegato.
Ringrazio tutti, e si accettano consigli, per superare un percorso di elaborazione di una parte della \"storia\" della mia vita. Alessandra1957

martedì, giugno 01, 2010

IL LUTTO DI UN AMORE

change Età: 50
Sto vivendo un periodo di grande, indicibile dolore e disperazione.In questo istante soffro come un cane; il mio dolore è forte e lancinante ed esce fuori con pianto irrefrenabile. Provo a scrivere la mia esperienza con la speranza di trovare un po' di tregua, a volte scrivere aiuta. Dopo la fine di un matrimonio durato quindici anni ho incontrato un uomo di cui mi sono innamorata follemente e con cui ho avuto una relazione di tredici anni di cui sei di convivenza.Il mio coinvolgimento è stato totale,vivevo solo per lui, la mia vita era incentrata esclusivamente su di lui, era il centro della mia esistenza, ero il suo essere adorante! Per alcuni anni sono stata oppressa da una sua gelosia delirante che mi toglieva il respiro ma che evidentemente mi era funzionale in quanto inconsapevolmente mi dava sicurezza,infatti, finita la sua gelosia è cominciata la mia; la paura di perderlo era costante.Guadagnarmi e conservare il suo amore era inconsapevolmente il mio scopo di vita. In parole povere la mia dipendenza affettiva era totale e accecante.Non avevo occhi e pensieri che per lui, niente aveva significato senza di lui.Sentivo malesseri e insoddisfazioni in vari aspetti della nostra relazione ma sopportavo tutto e lottavo per tutto pur di averlo. Ho lavorato sempre su di me, volevo essere una donna migliore ed avere una relazione sana e soddisfacente con lui;pensavo che ritirando quanto di me fosse poco sano sarei stata una migliore compagna di vita.
Quello che non vedevo erano alcuni aspetti fondamentali di quest\'uomo: quanto malessere ci fosse in lui a prescindere da me,quanto fosse concentrato solo su stesso, quanto poco vedesse l'altro,quanto fosse disorientante,instabile e talvolta distruttivo... Ho intrapreso un lungo percorso di psicoterapia che mi ha condotto ad un radicale e intimo cambiamento,ovviamente in positivo per me.Ora che ho guarito le mie vecchie ferite d'amore,ritirato le mie proiezioni,aumentato le mie personali "quotazioni",ora che non sono più motivata da un vecchio bisogno d\'amore,ora che posso amare in modo sano e non più inquinato da antiche ferite o da antichi bisogni,ora che la mia vita è incentrata su tanti aspetti dell\'esistenza, ora che trovo senso e significato in tutte le cose che faccio anche nelle più semplici e quotidiane,ora che sono una donna sana e che avrei potuto dargli il meglio di me...ecco che è avvenuto lo sfacelo! La nostra relazione è finita.Lui se ne andato.L'equilibrio si è rotto. Sono consapevole che stare insieme non è più possibile, anch'io non posso più tornare indietro ma la chiara e lucida consapevolezza dell'impossibilità del nostro rapporto non mi preclude il profondo, immenso e lacerante dolore. Mi manca terribilmente,tutto mi parla di lui,i bei ricordi mi straziano;mi manca la sua voce, mi mancano i suoi gesti, i suoi sguardi, le sue carezze, mi mancano i suoi lati positivi che certo non rinnego. Lo amo ancora ma io non posso più stare con lui, nè lui con me. In me agiscono due livelli, quello razionale che mi conferma l'impossibilità della nostra relazione e quello emotivo che mi provoca l'immenso dolore per la fine di un amore in cui avevo creduto. Non so se il racconto succinto della mia esperienza possa servire a qualcuno ma certo è servito a me scriverla.
So che questo periodo, che non a caso si chiama di "lutto", sarà lungo ma so anche che finirà.Uscirò da questo tunnel di dolore forse più forte di prima e con tanta esperienza acquisita da cui trarrò frutto. Non critico, non giudico quest'uomo con i suoi squilibri, le sue insoddisfazioni,i suoi personali tormenti e malesseri,il suo narcisismo...lui è così. Non mi sento vittima;non recrimino il passato, nè ciò che ho vissuto;non colpevolizzo nè lui nè me. Ho tanto dolore dentro ma amo sempre la vita.

VORREI AVERE UN PO' DI SODDISFAZIONE

leila Età: 44
Ho deciso io di separarmi dopo aver aperto gli occhi su mio marito è stato difficile per me accettare di essere stata con un uomo così infedele e traditore da tutti i punti di vista.avevamo un attività insieme ed io mi sono molto sacrificata come donna come mamma ed anche come moglie i ritmi lavorativi mi assorbivano tutto il tempo.in breve,mi sono ritrovata ad un disastro finanziario per il fatto che lui,volendo gestire prepotentemente il denaro e tenendomi a stecchetto oltretutto,non ha saputo gestire le spese.morale della favola dopo avermi fatto molto sdegnare si è trovato la sostituta ideale una badante che dice di essere molto innamorata e lui anche ma nonostante la separazione ed il fatto che ormai ci si è fidanzato pubblicamente ritiene di avere ancora qualche diritto su di me anche di natura sessuale.ha smesso di importunarmi quando lhò minacciato di denunciarlo per molestie.sono stata costretta a cercare un nuovo lavoro.sono cntenta di aver fatto questo,ma nonostante tutto ciò mi sento ancora responsabile di tutto quanto anche se non dovrei . non riesco più a guardare un uomo senza averne paura inoltre mi rode il fatto che un altra gli dia così tanto valore e creda in lui che per altro è un grande convincitore.non dovrei fregarmene,anche perchè questa storia mi ha permesso di realizzarmi in altri campi e ne traggo grande soddisfazione,ma è come se aspettassi che lui rimanga solo che l'altra si accorga di quello che è per avere un pò di soddisfazione .che dite pecco di presunzione?

venerdì, maggio 07, 2010

IL MALE D'AMORE E' UN DOLORE LACERANTE

Il male d'amore un dolore lacerante, da togliere il respiro... Ne avevo sentito parlare ma non immaginavo ne avrei sperimentato direttamente gli effetti sconvolgenti oggi, all'età di 40 anni. Ecco in breve la mia esperienza.

Una relazione di breve durata ma per me estremamente importante, momenti meravigliosi, conversazioni interminabili, emozioni profonde, promesse reciproche. Io l'ho amato moltissimo forse per la prima volta nella mia vita. Dopo sei mesi la scoperta dell'amara verità. L'uomo con cui credevo di condividere un progetto di vita era in realtà un simulatore d'eccezione dalla personalità narcisitica che mi ha sempre raccontato un infinità di bugie mentendo su se stesso, sui valori in cui diceva di credere, sui sentimenti nei miei confronti e sui progetti che insieme avremmo dovuto realizzare. E quando mi ha lasciata ha cercato di attribuirmi l'intera responsabilità della fine della relazione negando sempre, anche davanti l'evidenza dei fatti, la relazione con un'altra donna. Una delusione totale, il buio più completo. Da allora ho deciso di staccarmi da lui totalmente non rispondendo più a nessuno dei suoi messaggi o tentativi di riconciliazione sperando che ciò mi avrebbe aiutato a superare prima il dolore.

Tutto inutile. Anche a distanza di tempo (più di nove mesi) lui è sempre dentro di me, padrone della mia mente, dei miei pensieri come un tarlo che non riesco a debellare. Fallimentare anche ogni tentativo di autoriflessione ed autoanalisi alla ricerca delle cause. Perchè un tale struggimento (o meglio distruggimento) per un uomo che, diversamente da i miei precedenti compagni, non è certo meritevole di rispetto, di stima e di amore? Paura della solitudine? Incapacità di stare da sola? Aspettative eccessive? A dire il vero ho sempre coltivato molti interessi e non ha mai sentito il bisogno di avere necessariamente un uomo accanto per sentirmi completa. Ma potrei non volerlo ammettere neppure a me stessa... Problematiche affettive passate irrisolte? Non sono riuscita ad individuare gravi scompensi. Ma una causa ci deve essere. Proprio io che ho sempre sperato che nella vita nulla accadesse per caso, che tutto doveva avere in fondo una sua ragione d'essere e che anche le esperienze dolorose potevano diventare un'occasione per conoscere meglio se stessi e gli altri, migliorarsi, intraprendere nuove vie. Io questa occasione fino ad ora l'ho persa. Non sono cresciuta, al contrario questa esperienza ha incrinato la mia autostima peggiorando i miei rapporti interpersonali ed aumentando il rischio di chiudermi sempre più dentro ad un guscio unico riparo sicuro dalle possibili delusioni.

La ringrazio dott. Cavaliere anche solo per la possibilità che mi ha dato dii scrivere il "mio male interiore", un disagio spesso sottovalutato ma che può diventare, per chi lo vive, un vero e proprio tormento dell'anima, un'anima ... la mia......che si macera e si consuma ancorata com'è¨ ancora al passato, ad un'illusione che mi impedisce di cogliere le opportunità e le gioie del presente. Scriverne mi ha comunque obbligato ad affrontarlo, ad analizzarlo, in qualche modo a ridimensionarlo anche se non intravedo per ora nessuna luce che mi guidi verso l'uscita da questo tunnel.

Cordiali saluti. Martina

lunedì, maggio 03, 2010

LUI ERA L'AMORE DELLA MIA VITA

isj Età: 34
Salve, la mia storia è molto complicata, quanto sofferta. In data di oggi cade l'anniversario del giorno in cui, 10 anni fa iniziai la relazione più importante della mia vita. Ora sto qui a scrivere perchè quel rapporto è finito 4 anni fa.
Lui aveva subito un'infatuazione per una ragazzina egocentrica e piano piano si allontanò sempre più da me, senza avere il coraggio di lasciarmi. Lo feci io..ma ancora oggi mi chiedo se agii bene.
Lui era l'AMORE della mia vita..
In questi anni, nonostante abbiamo vissuto entrambi altre storie, non siamo mai riusciti a tagliare il "cordone ombelicale" che ci lega..Non abbiamo mai smesso di sentirci e di vederci. Io lo amo ancora, come il primo giorno..lui invece non si pronuncia, è sfuggente. Tutte le volte che in questi 4 anni ho cercato di allontanarmi da lui, di chiudere (anche con annunci di matrimoni imminenti..) lui puntualmente faceva di tutto per riprendermi..Ma non mi ha mai detto che mi amava, che voleva concrettizzare qualcosa con me. Viviamo così..sospesi in un rapporto virtule, dove lui mi cerca al telefono numerose volte al giorno..quando ci si vede, a volte gli scappa un affettuosità..un bacio..Delle volte ho forzato la situazione, ho cercato di provocarlo..Ho voluto metterlo alla prova per capire se era attratto da me sessualmente..ma si è sempre ritirato. Grande sconforto da parte mia, che mi sento rifiutata, inadeguata, non attraente. (quando invece riscuoto un certo successo presso gli uomini, che mi trovano bella e sensuale. Lui no però)Negli ultimi tempi ho iniziato a sospettare che il mio ex abbia dei problemi nella sfera sessuale, che avevo già ravvisato negli anni in cui stavavmo assieme.Le manie feticiste dilagavano..tanto che il rapporto non si risolveva non in uno scambio reciproco di passione e desiderio..ma era tutto finalizzato al soddisfacimento di queste sue strane pulsioni. Mi sono resa conto che ciò che lo eccitava non ero io, il mio corpo, la mia femminilità, quanto piuttosto la mia capacità di soddisfare il suo desiderio feticistico. Tant\è che ricordo che negli ultimi anni del rapporto lui aveva problemi di erezione. Segno questo, secondo me, del fatto che anche lui si era stufato di quella modalità introdotta da lui stesso. Mi scusi se mi sono permessa di entrare nei particolari, mi rendo conto che questa non è la sede adatta. Intuisco però che i problemi del nostro rapporto malato, nascono proprio da lì. Ad avvallare tale ipotesi c\'è anche la testimonianza della persona con la quale lui ebbe una breve storia dopo essersi lasciato con me, che lamenta anch\'essa questa scarsa \"efficienza\" di lui, unita ad un\'altrettanta scarsa propensione al rapporto intimo. In tutti questi anni, nel tentativo di dare una risposta a questo strano legame che ho con lui, ho pensato pure che fosse gay..Ho pensato cose assurde.. Perchè il problema di fondo è questo: come fa una persona che dice di non sapere cosa prova verso di me (ormai son diversi anni che dura questa \"confusione\")a voler perpetrare all\'infinito questo rapporto morboso, (fatto soprattutto di telefonate giornaliere), come fa una persona che non mi vuole più a cercarmi sempre e quando io fuggo, fa di tutto per riportarmi da lui? IO sto morendo di sofferenza, un dolore che mi scava l\'anima.. sono passati anni, ma anzichè liberarmene, sta diventando il cancro della mia vita, tanto che ci sono giorni che vorrei squarciarmi il petto ed estirpare il dolore direttamente dalla fonte. Questo rapporto mi impedisce di vivere, anche perchè sono totalmente sfiduciata verso il sesso maschile. E poi non sono mai riuscita, nelle brevi storie sucessive a quella con lui, ad innamorarmi veramente. E\' inutile, il mio cuore è suo e solo suo. E lui questo lo sa perfettamente. Quello che non capisco è perchè mi voglia tenere così, come un cagnolino al suo guinzaglio. Il mio ex è una persona serissima sul lavoro, molto affidabile e preciso. E\'molto schematico, lui deve programmare tutto, nulla deve sfuggire al suo controllo. Di converso però, nelle relazioni sentimentali è molto infantile..ancora un adolescente, che guarda le donne come a degli esseri irraggiungibili, e come tali le desidera...e da come le guarda, intuisco che le vorrebbe tutte, come uno che non ha mai avuto esperienze con l\'altro sesso. Sono disperata..perchè non è possibile accettare che questo mènage duri per tutta la vita. Ho sacrificato 10 anni con lui..e ora che vorrei una famiglia e dei figli, mi trovo con un pugno di mosche..la giovinezza che sfugge via e con essa le occasioini per un riscatto alternativo a lui.
Ho provato tante, infinite volte a staccarmi da lui, a rompere, ma tutte la volte lui è riuscito a farmi tornare nei "ranghi". Mi chiedo: perchè mi vuole per tenermi così? Se nemmeno mi bacia quasi? Chiarisco, non stiamo assieme..ma all'esterno agli altri diamo questa sensazione. IO temo che non passerà ancora tanto tempo dall'arrivare ad odiarlo..perchè la sua vanità, il suo egocentrismo, mi hanno rovinato la vita.

martedì, marzo 23, 2010

LA PAROLA 'FINE'

sonia Età: 36 Buonasera a tutti, mi chiamo Sonia e ieri c'è stata la parola "fine" ad una storia che andava avanti da quasi 6 anni.Ho conosciuto questa persona molto tempo fa, veniva ad aiutare saltuariamente il mio datore di lavoro, nonchè cognato. Dopo qualche anno, si è separato dalla moglie e noi abbiamo cominciato a vederci, di nascosto per non turbare nessuno e per non farmi addossare delle colpe che non avevo. La mia presenza è rimasta sempre nell'ombra, solo quest'estate ho conosciuto i suoi genitori...di nascosto, che umiliazione! Il mio ex compagno, ha due figli abbastanza grandi e nè loro e nè la ex moglie, sapevano della mia esistenza, non ho mai nemmeno conosciuto suo fratello. Conoscevo alcuni dei suoi colleghi ed un paio di suoi amici. nella mia vita era presente al 100%, era stimato, apprezzato e benvoluto. Io non mi sono sentita amata e ho cominciato a dare sempre meno.
Due settimane fa se n'è andato di casa dopo una notte di pianti da parte di tutti e due incui lui mi ha detto che alla nostra storia non ci credeva più e che voleva prendersi del tempo per pensare, visto che si sentiva molto confuso. 11 giorni di silenzio in cui è venuto a casa a prendersi poche cose mentre ero al lavoro. Ieri sera una mia amica mi ha accompagnata fuori dal suo luogo di lavoro, l'ha fatto chiamare e gli ha detto che non era questo il comportamento da uomo adulto. Abbiamo avuto un breve dialogo, pacato e neutrale...ad un certo punto gli ho chiesto se la nostra storia fosse finita e lui un po' scocciato mi ha detto di si. Ho douvuto farmi 50 km dopo 11 giorni perchè lui non avevail coraggio di guardarmi in faccia e dirmi che era finita. Si è comportato malissimo, ma nonostante tutto mi sento più sollevata, adesso so che è finita.Non mi meritavo tutto questo, ma si diventa ciechi e sordi verso se stessi, si cade in un limbo e si scende sempre di più. L'uomo con cui ho parlato ieri sera, è molto diverso da quello che ha vissuto con me per più di due anni...due giorni prima di andaresene da casa era in palestra con mio padre, qualche giorno prima era andato a trovare i miei nonni, faceva progetti di cene..sonorimasti tutti sconvolti, si sono sentiti tutti presi in giro. Probabilmenteavrebbe dovuto fare l'attore.
Ora devo fare i conti con il lutto nel mio cuore, alterno grande forza a momenti di sconforto, ma voglio farcela, non voglio "morire".

martedì, marzo 02, 2010

NON SI PUO' ANDARE CONTRO IL CUORE

Matt Età: 34 Salve a tutti, vi scrivo perchè sento la necessità di parlare.
Mi sembra di vivere in un mondo non mio che mi sono imposto con la logica. Sono sposato da pochi mesi dopo un lunghissimo periodo di fidanzamento.Per un paio di anni però ho avuto una relazione con una ragazza di cui mi sono innamorato a prima vista e con la quale non ho mai avuto il coraggio di instaurare un rapporto definitivo, visto che comunque sono rimasto sempre insieme alla mia attuale moglie. Non ho mai avuto il coraggio di lasciare mia moglie per il carattere che ho, non voglio/vorrei fare male a nessuno, ma in fondo faccio un male enorme a chi mi sta vicino. Mia moglie è venuta a sapere della mia relazione e mi ha detto di scegliere o lei o l'altra. Io ho scelto lei e da quel giorno no ho più notizie dell'altra (mi spiace chiamarla cosi come un oggetto).
Sto cercando di impegnarmi nel voler ristabilire un legame duratuto con mia moglie, ma sono ossessionato dal pensiero dell'altra.
Tra qualche giorno inizierò un percorso di psicoterapia sperando che mi aiuti a far uscire la risposta che è dentro di me. Ho dei sensi di colpa enormi per quello che ho fatto, sicuramente chi leggerà la mia testimonianza dirà "ma chi te lo ha fatto fare, stai rovinando la vita di tua moglie e la tua, nonchè della tua famiglia". Sono in grave difficoltà perchè sono consapevole che per tantissimo tempo ho tenuto tutto dentro di me e sento che sto scoppiando. Non si può andare contro il cuore e contro la natura. Spero che tutti i sentimenti e tutta la verità che sono dentro di me vengano fuori, anche se ho una grandissimapaura di fare male alle persone a me vicine.
Vi saluto dicendovi che quando leggo le testimonianze e i vari articoli nel sito sento un bel senso dileggerezza che vorrei che mi appartenesse in ogni istante della mia giornata.Grazie

martedì, gennaio 19, 2010

LUI MI HA SOLO USATA ?

georgette Età: 38 Da 6 anni convivo con un ragazzo straniero lui al inizio era dolcissimo, e mi ricordo un particolare che mi ha fatto dire ecco l'amore e' arrivato anche per me dopo innumerevoli storie sbagliate che lasciano l'amaro in bocca.....
dopo il 1 anno sono andata con tanto timore in un paese sconosciuto e affascinante la serbia li ho conosciuto tutti e tutti mi trattavano come una principessa e io ingenuamente mi sono fatta cullare da questa illusione nascondendomi la bieca verita'....passano gli anni. lui diventa scontroso ,beve, e mi umilia dicendo che non sono nessuno mentre per fortuna, dirigo un azienda e proprio nessuno non mi sento...lui vuole che lascio la mia attivita' io, mi ribello dico no a tutto quello che mi da soddisfazioni incomincia l' inferno insulti a me ,e la mia famiglia e indirettamente a tutti gli italiani e li ho capito con che razza di mostro vestito da angelo sono stata... non mi portava mai fuori ,tutte le domeniche a casa oppure se lo chiamava il siuo amico e consorte correva lasciandomi a casa da sola...e tornava a sera tardi senza nemmeno un colpo di telefono se i muri della camera potessero parlare quante lacrime ho versato, stupida che sono stata mia madre santa donna, mi aveva messa in guardia che era un violento e falso venuto qui per farsi un po' di soldi finire la casa ,e partire trovandosi una serba e io? la risposta e' semplice gli ho solo fatto comodo...dentro di me ho l'inferno attaccata ormai a lui, e volerlo lontano anni luce da me dalla mia vita ho scritto questo perche' ho tanto dolore e come un vulcano che sta' per esplodere mi sento sfinita nel animo e nei sentimenti .
Una cosa e certa ,lui mi ha solo usato lui dice di no ma non ci credo tutti i fatti mi danno ragione, e adesso come un uragano e' finito tutto e alle donne dico di non lasciarvi andare al mal d'amore io ne so qualcosa e per questo porto la mia storia a voi i vostri giudizi

UNA LENTA E INDOLORE EUTANASIA

Testimoniare vuol dire essere arrivati al punto di uscire fuori da se stesso e guardarsi come un oggetto distante. Sono arrivata a questo punto, anzi a questa necessità per trovare una via d’uscita. Non so se l’uscita significhi esclusivamente la chiusura di una storia o una diversa interpretazione della storia, o una lenta e indolore eutanasia.
La mia storia è quella di tante altre donne, nate fragili, alla ricerca di conferme, modello che si ripete anche nel mondo lavorativo. Ecco, nel lavoro ho trovato la strada perché l’apprezzamento di ogni performance mi garantisce la soddisfazione. Ma nelle relazioni d’amore non funziona. Questa volta, quest’ultima volta ho imbroccato una strada che dall’inizio si è presentata chiaramente tortuosa. Non l’ho cercata, ma una volta entrata in relazione con questo uomo ne sono rimasta vittima. E a dire che fin dall’inizio è stato chiaro: non pretendiamo nulla l’uno dall’altra, non ci sono interessi di alcun genere, c’è solo il piacere di stare insieme. Ma il gioco vale per chi lo disegna, l’altro ci rimane invischiato se non conosce le regole. Ed io non le conosco. Mi ci butto dentro a capofitto, non lascio spazi dentro di me e le esigenze cominciano a crescere. Vorrei comunicare, aprire il cuore, vivere momenti di quotidianità che cementano il rapporto. Con lui, oramai è un anno, non c’è mai stato tutto questo. C’è stata passione, in un contesto tenuto sempre sotto controllo, famiglia, figli, lavoro. E’ un uomo più grande di me, con una posizione sociale e lavorativa di rilievo pubblico, il che lo porta ad essere sempre in guardia e terrorizzato. Insomma, da un anno vivo in attesa di una mail, di una telefonata. Passi avanti pochi, ma proprio perché sono assetata di lui mi sono sembrati giganteschi. E invece è tutto così coerente con l’impostazione che lui ha dato alla nostra storia, se c’è.
Adesso sto faticosamente cercando di limitare il dolore, di circoscriverlo, vedendolo oggettivamente come un uomo preda del suo bigottismo e conformismo. Ma rimane il sentimento e la passione e posso cercare di spegnerla lentamente, perché ora non saprei rinunciarci.

sabato, agosto 01, 2009

ORA SONO UNA SORELLA PER LUI

Viola Età: 51 Sono una donna di 51 anni , sposata e con due figliadolescenti di 17 e 14 anni , il più piccolo dei quali soffre di sindrome autistica , evidenziatasi all’età di 3 anni.Mi sono sposata senza avere alcuna esperienza di uomini , né fisica né di relazione, non ho mai avuto una vero fidanzamento. Ho avuto una madre nervosa, autodistruttiva, incapace di prendere decisioni edi relazionarsi con gli altri in maniera felice, terribilmente presente nellamia vita ed in quella di mia sorella, che non ci lasciava mai da sole econtrollava ogni nostro più piccolo movimento. Un padre assente, fisicamente e psicologicamente, le cui scelte sono state sempre deleterie per la famiglia , che ci ha lasciate per anni a vivere , senza reale motivo, in uno stato di quasi indigenza.
Ho vissuto con tante carenze ma non ne ero cosciente e pensavo che la vita di tutti fosse come la mia. Non ho mai fatto pace con la mia immagine, le mie caratteristiche e il grannumero di corteggiatori mi dicevano che ero attraente ma io mi sono semprepercepita piena di difetti, fisici e caratteriali. A casa mia, del resto, sisottolineavano le carenze, quasi mai i successi. Ho studiato e sono sempre stata brava a scuola ma non mi sentivo tale ancheperché schiacciata sotto il peso della personalità e dei successi scolastici dimia sorella, che ha sempre portato a casa il massimo dei voti , nei confrontidei quali i miei voti medio alti diventavano niente. Crescendo , non sono riuscita a trovare la strada per la mia emancipazione. Intanto studiavo all’università e contemporaneamente lavoravo , accettandotutti gli incarichi e i tipi di lavoro che mi riusciva di trovare. Volevosentirmi autonoma ma lo facevo nel modo sbagliato, dell’autonomia vedevo soloi doveri e non i diritti.Mi sono laureata nel giusto tempo , avevo molti ammiratori ma non riuscivo ascegliere perché oscuramente intuivo che la mia scelta sarebbe statainterpretata da mia madre “per la vita”.
Ho avuto un flirt con mio marito, la cosa è finita a causa mia poiché non mitrovavo bene. L’ho rincontrato dopo sei anni e sposato dopo un anno , all’etàdi 27 anni. Convinta di essermi innamorata , ho lasciato la mia città e tutto quanto avevogià faticosamente avviato nel lavoro ed ho ricominciato in una città straniera.L’impatto è stato molto forte ed io ho vissuto per anni ritirata dal mondo, purlavorando, anche perché mio marito si è rivelato un uomo solitario ,pocobisognoso di relazioni vive e gioiose.Non chiedevo niente e mi facevo bastare e piacere tutto…come sempre avevo fatto. Ero convinta di essere felice…ma qualcosa mancava sempre dentro di me.Sono andata avanti per 18 anni, intanto ho avuto i figli e i problemi delsecondo bambino e poi vari miei problemi di salute, che ora so essere stati una questione soprattutto nervosa, ma che mi hanno regalato periodidifficilissimi negli anni centrali della mia esistenza. Mio marito , stabile e sempre uguale a se stesso, ha condotto sempre la vita ,di entrambi, a modo suo, ma di questo io ero solo oscuramente consapevole. Le mie deboli ribellioni andavano a scontrarsi contro la sua presuntaesperienza e logica, cose della quale io risultavo carente, come se fossi unafiglia e non una compagna. Poco affettuoso e ancor meno passionale, mio marito non mi faceva percepirebene il suo affetto . Io, piena di entusiasmo, non ne ero cosciente e davopensando di ricevere. Complimenti e parole dolci non erano previste e anchesessualmente , per me era il primo uomo, mi sembrava mancare qualcosa…ma eroinesperta e per me gli uomini erano tutti così, anzi lui era il meglio cheavessi mai conosciuto quindi il migliore possibile. I rapporti sessuali sono sempre stati difficili e insoddisfacenti. La nostra intimità si limitava a gesti sempre uguali. Da parecchio tempo, non ne sentivopiù la necessità e , se potevo, sfuggivo, pur sentendo dentro di me una spinta all'eros che non riuscivo a mettere al giusto posto. Poi, nel 2005, un mio collega storico, neanche tanto bello ma di grandesensibilità, e che io avevo sentito sempre più vicino degli altri, comincia acorteggiarmi gentilmente. Il suo modo di essere uomo e di trattarmi mi ha sorpresa e nello stesso temporiportata alla mia vecchia e dimenticata identità di donna. Ho scoperto il piacere di essere corteggiata, ricordata, vezzeggiata. L’sms d’amore del mattino , la sua continua e leggera presenza, il sentirsi maisola ma sempre in contatto con qualcuno che ti ama, la possibilità di sedersi eparlare di tutto , la facilità che ho trovato nel confidarmi ,la riscopertaanzi la scoperta di un eros che mi era sconosciuto hanno innescato in me unosconvolgimento tale che sono entrata, a dispetto dei sensi di colpa, del ditopuntato di mia madre e dell’educazione avuta, in una storia d’amore più grandedi me. Ora mi dico che è stata una relazione quasi adolescenziale, non siamo nemmenoriusciti a fare bene l’amore, i miei sensi di colpa mi tormentavano ma ero costretta ad andare avanti, mai avrei potuto fermarmi. Invece, dopo un anno dal decollo lungo, durante il quale io accudivo la famiglia per abitudine ma non avevo in mente altri che lui, mentre ancoracercavo di capire dove fossi lui cominciato ad insistere a che io prendessi unadecisione. Premetto che non mi offriva niente se non il suo presunto amore. Non aveva casané soldi da parte, era appena uscito da una convivenza decennale e fallimentarecon una donna dura e certo non innamorata di lui . Io non sono stata svelta a decidere e lui se ne è andato, ma non completamente. Da due anni sono legata a lui , ho assistito ed assisto alle sue ricerche didonne con tutti i mezzi a sua disposizione, ho pianto e sofferto senza riusciread allontanarmi da lui, non so neanche bene perché. Ho messo in ordine la sua vita, dall’alimentazione all’estetica, dalla gestionedei risparmi alle cure per la salute. Sono stata per lui una certezzaincrollabile… Ora ha fatto casa con una signora opinabile, di origini tedesche, che lavoracome donna delle pulizie in un albergo , non ha bellezza né studi . Lei èseparata da poco, ha tre figli , non ha nessuna intenzione di divorziare e sidichiara senza soldi. Lui ha speso tutto quanto aveva messo da parte con me peraffittare una casa ed arredarla alla meno peggio. Mi sono rifiutata di dargli consigli, ne voleva anche per la salute di lei.So bene che non avrei dovuto subire tutti questi maltrattamenti psicologici dalui, che dichiara ancor oggi di volermi bene e di non concepire la vita senzala mia presenza. Ma non è così, lui ora di me non si da pensiero, se soffro nongli importa nulla. Sono solo la sua sicurezza, la donna alla quale rivolgersi in caso di bisogno. Lo gratifica leggere ancora amore nei miei occhi. Così non mi lascia andare, dice che ora sono sua sorella. Mi ha rifiutato un bacio anche quando era da solo, per principio, perché se stava in rapporti personali con me non si sarebbe sentito libero di cercare un'altra donna. Mi diceva “Tu mi ha teso una trappola, non troverò mai nessuna come te, cosìnon posso stare né con te né senza di te” Invece la trappola era mia, e sono io a restare ferma in questa situazione. Tra una donna e l’altra diceva di amare solo me …ma baci niente, solo fratellanza. Ora, quando io gli chiedo di preservarmi, lui dice “Nella tua testa alcune cose non sono cambiate” ma appena ad ottobre mi scriveva ti amo… Dice che non può spiegarmi cosa c’è nella sua testa per non farmi stare male. Ora ama la sua bruttissima donna, mi ha mostrato la foto su mia richiesta,sembra stare bene con lei, ma me non mi vuole perdere e gioca con i mieibisogni. Lo so che devo fare io il grande passo di lasciarlo andare al suo destino, manon riesco e la mia mente di donna logica si arena su qualcosa che non capisce. Sono consapevole di tutto, sto cercando, per amore di me stessa e dei mieifigli, di riaprire un rapporto nuovo e diverso con mio marito ma è difficile. Alla mia richiesta di tenerezza lui , mio marito, risponde “ci vuole tempo , io non me la sento, ancora, e poi non mi riesce di essere tenero a parole , io lodimostro con i fatti! ”Ma a me servono anche le parole e la tenerezza che non ho mai avuto da nessuno,nemmeno da mia madre. In tutti i casi, più cerco di esprimere il mio disagiomeno vengo capita e aiutata. Ho la sgradevole sensazione di non andare bene per nessuno, di essere io portatrice di un qualcosa che non va, che non si può accettare. So che non è così e che questa è una sensazione da allontanare, cerco di aumentare la mia autostima rammentandomi da sola tutti i campi in cui sono diventata bravissima dal niente e tutte le cose belle che ho regalato aglialtri...ma la sensazione permane. Intanto la vita continua con tutti i suoi problemi ed io cerco una strada perricominciare da me stessa, ma non la trovo. Ho tentato la psicoterapia, ho ricevuto qualche beneficio ma non mi sonorapportata bene con i miei terapeuti, soprattutto con l'ultima psicologa cheera diventata aggressiva e rimproverativa, tutto il contrario di ciò checercavo. E adesso? Cosa faccio per stare meglio? Come faccio a staccarmi definitivamenteda lui? Non so valutare quanto mi faccia bene e quanto male continuare avederlo. La vita mi appare ora come un gioco crudele le cui regole, che io hodiligentemente seguito, sono state cambiate o non erano quelle che mi avevano indicato. Ho perso cose e momenti belli e forse sto perseverando nel vivere quelli brutti. Forse ho davvero qualcosa che non va?
Mi piacerebbe avere i vostri pareri, vorrei essere aiutata. Grazie davvero... Viola

E' POSSIBILE CHE MI ABBIA DIMENTICATA ?

Lucia Età: 42 Ho 42 anni, due figli e sto affrontando una separazione giudiziale. Cinque anni fa in un matrimonio già in crisi da tempo ho iniziato una storia con un collega: tre anni di follia e come diceva lui di amore vero. Poi la paura di essere scoperta, di passare male davanti ai miei figli ed infondo la speranza di recuperare il matrimonio. Tronco tutto, ma in testa ho solo lui che non si rassegna, che soffre, che mi implora di ripartire. Lui si separa ed io pochi mesi dopo. Ricominciamo ma lui sembra un'altra persona, scopro che nell'ultimo anno ha avuto storie di sesso e poi che ha appena iniziato a frequentare una ragazza 15 anni più giovane di lui. Si giustifica dicendo che per ora non vuole storie impegnative e che con me dovrebbe riaprire una ferita che è forse riuscito a riemarginare. Così mi liquida dicendomi che mi cercherà quando e se avrà voglia di cominciare un rapporto serio. Non mi ha più chiamata nemmeno per sapere come sto e mi sembra impossibile che si possa annullare completamente tutto quello che c'è stato fra di noi. Mi manca l'aria, mi sembra di non poter riuscire a pensare a nessun altro ed ho la sensazione di aver davanti una vita in attesa di lui. Tutto me lo fa tornare in mente e non riesco a darmi pace: se non avessi chiuso la storia due anni fa sarei ancora con lui? Mi cercherà ancora? Mi pensa qualche volta? E' possibile che mi abbia completamente dimenticata con tutto quello che ha detto e fatto in questi anni? Dopo un matrimonio orrendo e quest'altro fallimento riuscirò a ritrovare un equilibrio accanto ad un'altra persona o continuerò a piangere per il resto dei miei giorni con il rimpianto di aver buttato via l'unica persona che mi interessava?

domenica, maggio 03, 2009

DICE CHE SONO STATA SOLTANO UN 'BUCO'

Età: 39 STO CON MIO MARITO DA QUANDO HO 17 ANNI, E' STATO IL MIO PRINCIPE AZZURRO, POI 12 ANNI FA HO INIZIATO AD AVERE UNA FORTE ATTRAZIONE VERSO SUO ZIO, OLTRE CHE SOCIO NEL LAVORO.LA SENSAZIONE CHE NON FOSSE A SENSO UNICO ERA FORTE, MA COME FARE A DIRE UNACOSA DEL GENERE? TRE ANNI FA, RENDENDOMI CONTO CHENON POTEVO PIU' CONTINUARE CON QUESTO TARLO GLI HO PARLATO, E' INIZIATA UNA RELAZIONE TORMENTATA DAI SENSI DI COLPA MA TROPPO INTENSA PER POTER SMETTERE. NON MI HA MAI FATTO PROMESSE ESPLICITE, MA MI DICEVA DI AVERE PAZIENZA CHE IL TEMPO AVREBBE SISTEMATO LE COSE, ALLO STESSO TEMPO DICEVA CHE NON POTEVA FARE DEL MALE AD UNA DONNA CHE NON AVEVA MAI AMATO MA ALLA QUALE VOLEVA BENE. NON ULTIMO C'ERA IL LAVORO CONDIVISO CON LA FAMIGLIA COMPRESO MIO MARITO SENZA IL QUALE SI SAREBBE RITROVATO A 50 ANNI. HO CREDUTO CHE L'AMORE FOSSE PIU' FORTE DI OGNI DIFFICOLTA', MI SONO ILLUSA ED ACCONTENTATA,ED AVREI CONTINUATO A FARLO SE NON FOSSE SUCCESSA UNA COSA FORSE PREVEDIBILE. 15 GIORNI FA MI HA TELEFONATO DICENDOMI DI ANDARE A CASA SUA PERCHE' SUA MOGLIE SAPEVA TUTTO. CI SONO ANDATA CON UN PO' DI PAURA MA CON UN SENSO DI SOLLIEVO, ANCORA ILLUDENDOMI CHE AVREBBE FINALMENTE SCELTO ME. HO TROVATO LEI IN PREDA AD UNA LUCIDA FOLLIA CHE MI DICEVA CHE MI PERDONAVA, CHE NON AVREBBE MAI LASCIATO SUO MARITO E CHE SAPEVA GIA' DA TEMPO DI QUESTA RELAZIONE. POI E' ARRIVATO LUI E ALLA DOMANDA DI LEI: "LA AMI?"LUI HA CANDIDAMENTE RISPOSTO: "NO, LE VOGLIO BENE MA NON LA AMO:" HA SCELTO LEI, ME NE SONO ANDATA. DUE GIORNI DOPO LUI MI HA VOLUTO VEDERE, MI HA RIBADITO LA SUA SCELTA, POI MI HA CHIAMATO LEI INVITANDOMI A CASA SUA. HO PASSATO LE DUE ORE PIU' BRUTTE DELLA MIA VITA A SENTIRMI DIRE QUANTO FOSSE PROFONDO E FORTE IL LORO AMORE E CHE IO PER LUI ERO STATA SOLO UN "BUCO" (LUI HA AMMESSO CHE CI SIAMO VISTI 4 /5VOLTE IN UN ANNO E MEZZO,LA RELAZIONE E' IN REALTA' DURATA TRE ANNI NEI QUALI CI SENTIVAMO INNUMEREVOLI VOLTE AL GIORNO E CI VEDEVAMO OGNI MOMENTO POSSIBILE). L'HO RISENTITO POCHI GIORNI FA, DICE CHE GLI MANCO E CHE NON ERA PRONTO AD UN DISTACCO COSI', PERO' DICE ANCHE CHE PER LUI COME ANDAVANO LE COSE PRIMA ERA IDEALE. CREDO CHE MI ABBIA VOLUTO DAVVERO BENE E CHE TUTTE LE VOLTE CHE MI CHIEDEVA DI DARGLI UN FIGLIO ERA SINCERO, MA CREDO ANCHE CHE NON MI ABBIA MAI AMATO NONOSTANTE DICESSE CHE QUELLO CHE PROVAVA PER ME NON L'AVEVA MAI PROVATO PER NESSUNA. MI SONO INNAMORATA DELLA SUA ANIMA SENZA RENDERMI CONTO CHE ERA UN UOMO INCAPACE DI AMARE QUALCUNO SE NON SE STESSO. A PARTE QUESTA LUCIDITA' APPARENTE STO DA CANI, NON MANGIO E NON RIDO PIU',HO CHIESTO TEMPO A MIO MARITO CHE NON SO RENDERE FELICE DA TROPPI ANNI. LUI MI HA DETTO CHE SI VEDE CHE SONO MALATA D'AMORE, MA NON VUOLE CHE ME NEVADA, DIO SA QUANTO VORREI POTERGLI RACCONTARE TUTTO PER FARGLI CAPIRE PERCHE' NONOSTANTE FOSSI ANCORA IN QUELLA CASA NON C'ERO PIU' DA TEMPO, MA NON VOGLIO CHE SI RITROVI OGNI MATTINA A DOVERE VEDERE L'UOMO CHE LO HA SOSTITUITO NEI MIEI PENSIER E NEL MIO CUORE. HO SEMPRE AMATO LA VITA E LE PERSONE, ADESSO NON MI PIACCIO PIU', SPERO DI GUARIRE ALLA SVELTA MA NON POSSO NEGARE CHE IN FONDO AL MIO CUORE SPERO DI ALZARMI UNA MATTINA E DI TROVARMELO DAVANTI FORTE E DECISO AD AFFRONTARE TUTTO E TUTTI...INNAMORATO.

domenica, febbraio 22, 2009

MIO MARITO AMA L'ALTRA

ter Età: 37 Sto con mio marito da 20 anni, sono sposata da 11 e abbiamo due figli di 9 e 5 anni. a novembre ho avuto una discussione con mio marito perchè lo sentivo lontano dalla famiglia e dalle responsabilità che esta comporta. gli ho chiesto aiuto (cosa che lui ha sempre fatto perchè è sempre stato un marito e padre presente) e sapevo di poter contare su di lui e soprattutto sul suo amore per me e per i bimbi. lui invece mi ha risposto che già faceva tanto (ha un lavoro con turni ed è impegnato con un altro lavoro in alcuni giorni della settimana) che mi sbagliavo a dire che era lontano dalla famiglia, e dopo qualche giorno mi ha detto che si era rotto un equilibrio. siamo andati avanti per un pò, fino a quando un giorno gli ho chiesto se mi amava, e lui , secco, mi ha risposto di no. il mondo mi è crollato addosso. non potevo pensare ad una cosa del genere e soprattutto non riuscivo a capire. perche? finalmente avevamo raggiunto un ottimo "feeling", i bimbi cominciavano a crescere e io ora ero più serena della mia vita, dopo il secondoparto che avevo vissuto con più paure anche nella crescita della nostra bimba.mi sono disperata a capire e a chiedergli di spiegarmi, ma lui diceva che stavapensando e che non capiva il motivo. poi ho notato il suo atteggiamentoinfantile per il suo cellulare: sempre in tasca e soprattutto vietato toccarlo. ho vissuto un natale bruttissimo (sono molto credente) perchè vedevo che non c'era più la serenità familiare che ci ha sempre contraddistinto e per la quale tutti ci apprezzavano come una famiglia modello. ma io sentivo un forte desiderio di lui e non riuscivo a pensare ad altro. poi ho capito!!! la notte di capodanno è errivato uno squillo sul uno telefono, e la mattina ho visto unnumero senza nome. gli ho chiesto se c'era un'altra: lui ha prima negato, poi dopo una lunga notte di parole, ha ammesso. e lì è cominciata la mia lotta: io non ho intenzione di mollare, non lo voglio perdere, non voglio perdere la mia famiglia e non voglio che i bambini debbano subire una situazione inimmaginabile. ho parlto tanto con lui, ricordandogli le sue responsabilità ei suoi doveri, ma lui non parla. ad una mia provocazione poi, lui mi ha risposto che non è lei che vuole lasciare, ma me. come fa a non capire che l'amore per la famiglia dovrebbe essere al di sopra di ogni altro? lui che ha sempre avuto, forse anche più forte di me, il valore della famiglia, de lrispetto e che diceva che il tradimento non poteva essere mai nei suoi pensieri. lui che è sempre stato disponibile per tutti e che ora non vuole essere aiutato da nessuno, nemmeno dalla sua famiglia che già sa. vuole vivere da fatalista. dice che è innammorato, che non posso capire, che non può spiegare, che le cose succedono, che non lo ha cercato ma che è venuto per caso. ma lui non è un fatalista: lui è concreto. ha sempre fatto delle scelte ragionando e calcolando tutto prima. non ci ha fatto mai mancare niente, ma ilsuperfluo non era necessario e adesso si vuole impelagare in una storia più grande di lui. ci vuole togliere tutto: un marito, un padre, la nostra vita, ma anche il nostro futuro, i nostri sogni e le nostre speranze,ma soprattutto la sua presenza. mi sento ferita non nel corpo, ma nei pensieri, negli ideali e vorrei che lui lo capisse. ho pianto tanto, poi mi sono resa conto che stavo troppo male io, non riuscivo più a seguire i bimbi, e gli ho chiesto di viversi la sua storia e di prenderci un lungo termine perchè anche lui deve capire se fa la scelta giusta. ma questa cosa mi fa molto male!!!! io però non mi arrendo anche se lui va dritto come un treno. è anche la mia vita e non voglio subire una sua scelta. questa storia inoltre ha rivalutato anche il mio modo di vivere il nostro raporto e mi sono davvero resa conto di quanto lo amo ancora adesso.

mercoledì, ottobre 15, 2008

IO HO FINITO DI SOFFRIRE

franz Età: 71 La vita è bella anche così; non perdiamoci, ricominciamo, come abbiamo fatto prima di questo amore perduto.Perdoniamo, non si può sempre vincere, anzi nella sconfitta ci ritroviamo più forti più tenaci. Sorridiamo, guardiamo avanti, tralasciamo gli errori che queste persone hanno inflitto a noi, in quanto egoiste, assetate solo a far male, avide di possesso, denaro, sistemazioni personali, sesso senza tregua, ninfomani. Allora chi ha perso? Noi, o queste ignobili creature di infimo ordine. Mi sento davvero un Dio, ho creato anch'io qualcosa, ma purtroppo una mano effimera ha distrutto tutto. Io ho finito di soffrire, ho ritrovato la pace interiore, ho alzato gli occhi al cielo e ho detto: questo è il meraviglioso universo.

martedì, agosto 12, 2008

VOGLIO IMPARARE DALLA FINE DEL MIO AMORE

Nino Età: 24 Gentile dottore,approfitto di questo suo spazio per esporle il mio problema.Sono uno studente universitario e lo scorso martedì (5 giorni fa) è la mia ragazza ed io ci siamo lasciati dopo oltre 7 anni e mezzo di relazione. Inbreve, lei si è invaghita di un altro che ricambiava e che anzi pare abbiainsistito molto per conquistarla poiché sapeva che lei era già impegnata.Lei mi aveva confessato il suo problema un paio di settimane prima, dopo 2-3mesi in cui non riusciva più a dirmi \"ti amo\" perché nella sua testa non c'ero più solo io. In questo periodo c\'erano periodi in cui lei riusciva apensare solo a me, ma in altri evidentemente non era così perché percepivo lasua distanza. Quando me l\'ha confessato ci siamo dati un po\' di tempo pervedere se la cosa poteva essere superata, ma appunto non abbiamo retto nemmeno20 giorni. Io non riuscivo a tollerare l\'idea che nella sua testa potesseesserci qualcun altro mentre per me lei era l\'unica e dopo tanti discorsi cisiamo decisi a lasciarci, perché in quelle condizioni non poteva continuare.La nostra relazione è sempre andata avanti senza grossi problemi. L\'annoscorso, da settembre 2006 ad Agosto 2007, sono stato un anno in Giappone esiamo stati separati per lunghi periodi ma siamo riusciti a superarequest\'esperienza, perché eravamo certi che il nostro amore avrebbe retto unasimile distanza. Paradossalmente, da parte sua, i problemi sono iniziati conuna breve che abbiamo condiviso negli scorsi gennaio, febbraio e marzo: permotivi di comodità di trasporto verso l\'università le ho chiesto ospitalitànel suo appartamento e lei ha accettato. Il primo giorno è stato molto strano,perché verso sera per un breve periodo ho provato una brutta sensazione, comese questo non fosse quello che ci aspettavamo. E forse è stato così, perché laconvivenza, anche ne non negativa, non si è come nelle aspettative,specialmente da parte sua. C\'erano una certa noia e monotonia, ed il sesso èstato molto meno di quanto avevamo pensato (anche se di non di rado dovevamocondividere l\'appartamento con due altre sue amiche). Insomma, lei ha pensatoche una coppia giovane non dovesse sentirsi così in questa fase della vita eper lei è iniziato un periodo negativo, diciamo così. Nemmeno io ero moltosoddisfatto della convivenza ma credo di aver contestualizzato l\'esperienza,perché era una cosa provvisoria, perché avevamo tanti impegni con lo studio,perché non eravamo sempre soli, e così via.Credo che più o meno dopo la fine della convivenza lei abbia iniziato a nonstare più bene, e pensandoci non è stato molto tempo dopo che ha smesso didirmi che mi amava, anche se non ricordo la data precisa. Ed è arrivatoquest\'altro uomo, che la ha messa in confusione ed ha portato alla fine lanostra relazione. So che lui, alla fine, non è causa di questo, perché anche lamia ragazza provava qualcosa per lui.Insomma, non potevamo andare avanti così. Forse per lei è stato un momento didebolezza, forse se non avessimo convissuto le cose sarebbero andatediversamente, o forse sarebbe tutto accaduto lo stesso. Lei potrebbe averesbagliato e pentirsene in futuro (me l\'ha detto lei) e che se fosse sarebbepronta a ritornare sui propri passi.Ma io so che non posso illudermi in questo modo, prima di tutto perché è dettoche possa accadere, poi perché temo che rischierebbe di ripresentarsi lo stessoproblema. Io non so se ho delle colpe, forse non mi sono accorto per tempo delsuo malessere, forse sono stato troppo certo del suo amore per me perchésentivo quello che io provavo per lei era inscalfibile. Mia madre, che siintende un po\' di psicologia e che in questi giorni è stata la mia principaleconfidente, dice che il mi amore era patologico perché fusionale, miidentificavo in lei (per inciso, questo tipo di amore lo avrei \"imparato\" daimiei genitori, poi divorziati). Forse non è così, forse ora sto così maleperché non è passata nemmeno una settimana dalla rottura, perché so di doveraffrontare un percorso lungo e doloroso che mi spaventa, perché non so se infuturo potrò superare questo dolore e tornare ad amare. Preciso che questa èstata la prima storia importante sia per me che per lei, e per questo siamopassati da adolescenti ad adulti insieme per quasi 8 anni, e che quindi forse ènormale che i miei sentimenti si fossero particolarmente rinforzati. Insiemeavevamo scoperto i primi passi dell\'amore, il sesso, iniziato l\'università, ecosì via.Ad ogni modo, mi sono sentito abbandonato, in colpa, se ho delle colpe e possorimproverarmi qualcosa, probabilmente è che ho dato per scontato il suo amore,non ho mai dubitato per un\'istante che lei potesse vedere qualcosa di specialein qualcun altro. Forse non mi sono accorto dei segnali che lei mi ha lanciato,se ne ha lanciati, appunto per questa granitica. La quale si è incrinata quandomi ha confessato di lui e che personalmente mi ha portato a decidere, in untremendo dolore, per la fine del rapporto. Ci sono momenti in cui penso cheforse non avrei dovuto farlo, che forse avrei potuto correggere le cose, perchéi problemi si possono risolvere, spesso. Ma devo convincermi che è sbagliato,devo prendere la mia strada, se poi il futuro ci riunirà sarà uno dei possibilifuturi, io adesso devo imparare a vivere senza di lei. E dolorosissimo eparadossale, fare a meno di quello che fino a poco tempo fa mi dava una gioiaimmensa, una delle poche certezze assolute che avevo nella mia vita. Ora stocercando di praticare il distacco assoluto, perché qualsiasi pensiero di leirischia (quasi sicuramente) di aumentare il dolore e di annullare i passiavanti che potrei aver fatto. L\'ultima volta la ho sentita ieri, dopo cheavevo pubblicato un post di sfogo sul mio blog; me ne sono vergognato, lo horitirato e mi sono scusato con lei perché sostanzialmente ho citato anche lei;quello che ho scritto era quanto provato ed era vero, ma mi sono vergognato peril modo in cui ho sbattuto il mio dolore, ed altre persone, in piazza.Comunque, ci siamo sentiti ed è come se ci fossimo salutati una seconda voltadopo la serata in cui ci siamo lasciati, un saluto forse un po\' più sereno.Parlando con lei mi sono sentito meglio, ma poi nel pomeriggio ho avuto unacrisi d\'ansia che non si è del tutto calmata fino alla sera, dopo aver parlatocon mia madre. Ora sto cercando di evitarla in ogni modo, togliendola dall\'elenco delle chat, evitando di accedere al suo blog, togliendo le foto,in generale rimuovendo qualsiasi segno esplicito di lei, nella speranza chepossa aiutarmi a ripartire.So che devo cercare di distrarmi, di impiegare mente e corpo, di passare tempocon i miei amici, per lenire il dolore e non pensarci. Tutti mi dicono che oradevo pensare esclusivamente per me ed è quello che sto cercando di fare. Stoanche valutando di iniziare ad incontrare uno psicologo ma sono un po\'perplesso: è meglio che io provi a superare da solo, autonomamente, questodolore nero come la notte, col rischio di uscirne malamente o senza digeriretutto quello che dovrebbe esserlo, o che ricorra all\'aiuto di qualcuno? Perché voglio riuscire ad imparare qualcosa da tutto questo, se ho fatto degli errori non commetterli più, non voglio più commettere l\'errore di dare per scontatol\'amore, che questo sia stato o meno una delle cause della fine della miastoria. Perché voglio che la prossima storia non finisca, sperando che noncapiti qualcosa di incontrollabile. Se sono diventato troppo dipendente dal suoamore allora devo imparare e far sì che cose di questo genere non accadano più.Voglio migliorare, evolvere, correggermi. Forse in questo momento lo dico ancheperché in fondo spero ancora di riconquistarla, ma nonostante ciò è qualcosache vorrei fare davvero. Vorrei superare la mia pigrizia che non mi fa faretante cose, perché mi accontento o faccio scorrere le cose che accadono. Forseanche questo è legato alla fine della mia storia.Forse ho scritto fin troppo dottore. Dovrei rivolgermi ad uno psicologo? Perché voglio trarre il meglio possibile da questa orrenda esperienza.La saluto, e grazie per l'attenzione.

venerdì, luglio 25, 2008

QUANTO L'HO AMATA E QUANTO LA AMO

Gentile Dr. Cavaliere, mi sono imbattuto in questo sito casualmente, cercando una risposta a tutti i miei perchè.Mi presento mi chiamo Antonino ho 46 anni, un matrimonio fallito alle spalle ed una storia D'amore bellissima ma per lei finita, io ancora non riesco a crederci. Ho letto alcune e-mail di lettori, e cosi ho deciso di scrivere anch'io.mi sono sposato all'età di 25 ed ho 3 figli che amo più della mia vita, mi sono sposato per amore con mia moglie ci siamo conosciuti che avevamo 17anni. Il nostro matrimonio è andato presto in crisi convivendo ci siamo accorti che qualcosa non andava, purtroppo il mio lavoro mi portava a lunghi periodi fuori casa, lei lo sapeva quando ci siamo sposati ma evidentemente l'impatto con la realtà per lei è stato diverso dall' immaginazione. Dopo anni di crisi 4anni fa, mentre ero ancora sposato ho conosciuto in chat una donna anche lei sposata ed un matrimonio in crisi. Lei è una mia conterranea ma vive al nord,all' inizio è stata amicizia ma poi pian piano l' amicizia si è trasformata in amore. il nostro amore e stato per un certo periodo telefonico, ci sentivamo sempre e ci mandavamo sms continunamente, ma forse per questo molto forte eravamo in perfetta sintonia, ci capivamo anche dai nostri silenzi, una cosa unica, mi dava forza e vitalità.Poi ci siamo visti e questo ha rafforzato ancora di più il mio amore, era è lo è tuttora il centro del mio universo. Io passavo da lei quando rientravo dalle mie trasferte e per vederla di più riusci anche a viaggiare di più, a casa ilmio rapporto con mia moglie si deteriorava sempre più per me esisteva soloAngela, mi ero allontanato anche dal letto coniugale perchè sapevo che a lei dava fastidio che io dormissi con mia moglie. Purtroppo a causa della mia condizione di uomo sposato non riuscivo a darle di più per il momento, ma le avevo detto che mi sarei separato perchè amavo lei e solo lei. A giugno dell'anno scorso intanto lei si separa dal marito e logicamente si aspetta che anche io faccia la stessa cosa, ma al momento la mia realtà familiare me lo impediva. Nel mese di Agosto mi chiede di passare una settimana da lei ma io purtroppo non potevo mi sarei tirato la zappa sui piedi nei confronti di mia moglie. che già sapeva della miarelazione con lei. Lei a causa di questo mio comportamento si sente messa daparte ma non è cosi lei è sempre la donna che amo, solo che la mia situazionedel momento non mi permetteva di fare certe cose ma lei questo non lo capiva.Comincia a mandare sms a mia moglie ma la cosa non mi dava fastidio perchèormai il mio matrimonio era completamente finito. Poi per un certo periodo lanostra relazione sembrava in ripresa, ad Ottobre la Società per la quale lavoromi propone un trasferimento verso un altra sede, da premettere che potevoscegliere di rimanere a lavorare nella mia città, ma io scelgo il trasferimentoper potermi avvicinare un pochino a lei e per rompere ancora di più con miamoglie, e questo a lei l' avevo detto, ma lei non si fidava più eppure ho fatto tante cose per lei, horischiato di perdere il lavoro, ho affrontato suo marito, ho provato a cercarelavoro da lei, mi sono trasferito allontanantomi dai miei figli ma lei non micredeva pensava che io la usassi per i miei comodi. durante le feste natalizielei mi chiede di passarle da lei ma io purtroppo non potevo ancora, cosi lei sistanca. La svolta avviene a febbraio di quest'anno parlo ancora una volta conmia moglie per separarmi e parto in trasferta nel frattempo lei dice di volermilasciare non mi crede più però dice che mi ama ancora. Intanto io ho un graveproblema in famiglia, nonostante questo continuo con la separarazione da miamoglie, l'ho fatto perchè mi sono reso conto che lei era il mio mondo e l'amavotanto ma mi dice che ormai era troppo tardi anche se mi amava ancora non micredeva più, io cerco di farle capire che non l'ho mai presa in giro ma leiniente sembrava che i quattro anni insieme non fossero mai esistiti. come consequenza cado in depressione la tempestavo di telefonate e adesso mi rendo conto che era un grave errore. Nonostante tutto non mi arrendo le chiedo un altra possibilità ci vediamo diverse volte, lei mi fa conoscere sua figlia alla quale mi affeziono, faccio tutto quello che un uomo può fare per dimostrare amore. Durante la depressionepensavo di farla veramente finita, non rendevo più nel lavoro ed eroabbandonato a me stesso, mi rialzo anche perchè lei mi aveva detto che miavrebbe dato un altra opportunità ed io ci credevo ancora, parto per l' Egittoe ci lasciamo che lei avrebbe riflettuto sulla nostra situazione. Al miorientro ero ottimista non potevo pensare che una storia così bella finissemiseramente. avevo sbagliato in passato, ma la punizione mi sembrava dura avevoriflettuto sui mie sbagli e mi ero reso conto che non l' avevo mai presa ingiro l'amavo è l'amo veramente avevo rivoluzionato il mio modo di essere e la mia vita per lei non poteva averdimenticato questo. Vado da lei senza avvisarla, volevo ferle una sorpresa, ma lei non l'ha prende bene mi dice che da 15 giorni aveva iniziato un altra storia con un altro e che ormai era tardi, il mondo mi crolla di nuovo addosso,Avevo creduto veramente che mi avrebbe dato una possibiltà l' amavo e l'amo.Perchè mi aveva fatto conoscere sua figlia e portato a casa sua in questoperiodo se aveva intenzione di lasciarmi definitivamente? E adesso mi ritrovocon una separazione in corso( ma di questo non mi pento era inevitabile prima opoi), lontano ai miei figli che amo immensamente e che mi mancano tanto, solo,e con tanto amore nel cuore ma anche tanta amarezza. Vorrei riuscire adimenticare, lei mi dice di riprendere la mia vita, ma quale vita se la miavita era lei! Non so nemmeno perchè ho scritto, penso che l'ho fatto come sfogo perchè non ho nessuno con cui parlare e per lasciare la mia esperianza per altre persone che come me soffrono.Ora misto buttando nel lavoro, quello grazie a Dio va bene, ma mi sento vuoto dentromi sento lo stomaco come se avessi un cane che me lo morde continuamente e non so per quanto tempo durerà perchè lei mi manca, mi manca il nostro amore l'essere con lei un ttutt'uno perchè eravamo cosi. Avevamo fatto tanti progetti, e non riesco a darmi pace.Ho tanto amore dentro e non sono riuscito a dimostrarlo e questo mi fa star male. Adesso spero che almeno lei possa essere felice perchè anche lei ha sofferto e so quanto mi ha amato e spero che io possa riprendere la mia vita, anche se so che sarà molto difficile l' amo tanto non avevo mai amatocosì, mi ero totalmente aperto a lei e mi sono ritrovato molto vulnerabile,cosa che non mi era mai successo, ma ero sicuro di noi. Non mi pento di quello che ho fatto perchè non ho fatto niente di male ho soltanto amato e lottato per amore. e di questo non bisogna mai vergorgnarsi. Io spero sempre che lei si renda conto di quanto l'ho amata e quanto l'amo e spero che questo mio dolore si calmi e lasci il posto ad un bellissimo ricordo o ad una realtà più bella.
A questa mio sfogo vorrei aggiungere un altra crudeltà del destino. Ho cercatodi dimenticarla scrivendomi ad un agenzia matrimoniale on-line e ricevo ilprofilo di una donna totalmente conpatibile con me, ebbene quella donna eralei, me lo ha confermato per telefono, pensate come mi sento.

sabato, giugno 21, 2008

UNA MEDICINA PER GUARIRE

ghost 60 Età: 48 Sono sposata da 23 anni con il mio ragazzo di quand'ero adolescente (a oggi 34 anni vissuti insieme), 2 figli di 20 e 15 anni e tanti amici. 9 anni fa è successo ciò che non avrei mai creduto possibile: mi sono innamorata di un altro uomo. Mi sono resa conto da subito che non era una cosa da poco o una semplice infatuazione e quindi ho detto tutto a mio marito, con cui negli ultimi anni il rapporto si era comunque raffreddato. Dopo una prima fase di sbandamento, lui si è dedicato ad un amore che per senso di responsabilità aveva allontanato da sè. Sono seguiti 2 anni di complicità tra noi che vivevamo le ns storie parallele chi più chi meno con senso di colpa nei confronti dei ns ragazzi, all'epoca piccoli, e della famiglia.Ma io avevo trovato nell'altro, ciò che lui non mi aveva mai dato e, soprattutto, ciò che io avevo sempre sognato dall'uomo ideale della miavita...passione,dialogo a 360°, condivisione di ogni minimo pensiero...mi sono sentita amata e, seppure con grandi sensi di colpa, ho deciso che non avrei rinunciato a questo amore. Ma l'amore che lui mi aveva dichiarato come unico, irripetibile dopo meno di un paio di anni ha iniziato ad affievolirsi e lui hainiziato ad allontanarsi...di segnali ce ne sono stati, è vero, ma forse io mi sono sempre rifiutata di volerli vedere. Avevo puntato tutto su lui, lui per me era e sarebbe stato per sempre il grande amore della mia vita e quindi non volevo accettare di essermi sbagliata, mi rifiutavo di credere che tutte quelle parole che mi aveva detto e con cui mi aveva incantata fossero solo parte di un copione....lui era tornato ad essere lo sciupafemmine che tutti sapevano fosse e così un giorno, non ricordo neppure come esattamente, è finita,...in uno degli ultimi ns incontri mi aveva confessato di non potermi dare ciò che io volevo da lui...Sto scrivendo sull'onda delle emozioni e quindi potrò sembrare farneticante e un po' sconnessa...ci sarebbero tante cose da dire per poter capire meglio, manon credo ci sia tempo e spazio per farlo...il risultato è che dopo 3 anni circa la relazione si è conclusa (gennaio 2003) ma io da allora non sono ancora riuscita a venirne fuori. Lavoriamo nella stessa azienda anche se in sedi differenti e quindi sono rimaste occasioni di incontro...ma se anche non ci fossero occasioni fortuite, sono io che le procuro, per poterlo vedere,scambiare 2 parole, provare a scorgere nei suoi occhi ancora un barlume di quell'amore che traspariva anni addietro...sono stata male: depressione, ingrassamento smisurato, menopausa precoce...consapevolmente so che è finita e che qs è stato solo un bene per me... per lui io avrei mandato all'aria il mio matrimonio (non l'ho fatto è stato solo per i miei figli) col risultato che, passata la passione, mi sarei ritrovata sola o, per lo meno, ripetutamente tradita. Consapevolmente so che lui non è la persona affidabile e sempre presente a cui sono abituata e che mi piacerebbe avere accanto, eppure non riesco a ragionare con la testa, ma continuo ad ascoltare la voce del mio cuore che si ostina a non vederlo per quello che realmente è, ma per quello che è stato e continuo a tenerlo su quel piedistallo su cui io l'avevo collocato tempo addietro. Ancora adesso sono lì che vivo nell'attesa di una telefonata, un sms, un qualsiasi contatto...lui non si è mai allontanato definitivamente, continua a ripetermi che è stata una cosa importante per lui, ma che le come tutte le cose, cambiano e finiscono, dice di essermi affezionato ed effettivamente quelle rare volte che io riesco ad allontanarlo e a non cercarlo, è lui che mi cerca...Onestamente so che non sono mai riuscita a dimenticarlo perchè molto probabilmente non l'ho mai voluto veramente, probabilmente non ho mai voluto richiudermi quella porta alle spalle definitivamente.... ho sempre lasciato uno spiraglio socchiuso, nella remota eventualità che potesse tornare indietro e riscoprire quello che anche lui aveva definito come il suo vero unico grande amore...Sto cercando una medicina per guarire, ma non ditemi di tagliare i ponti, di usare il sistema del chiodo scaccia chiodo...sono metodi che con me non funzionano...c'è qualcuno che ha provato questa sensazione per così tanto tempo e poi è riuscito a superarla? Se non fosse per il senso di dovere nei confronti della mia famiglia, che comunque per me è la cosa più importante, me ne sarei andata via e probabilmente avrei potuto trovare la soluzione ai miei problemi, ma anche questa non è una strada percorribile...o per lo meno non me la sento io...Spero nei prossimi giorni di leggere qualche buon consiglio per me…

USCIRE DA UNA STORIA D'AMORE

paperino Età: 38 Buona sera sono paperino una ragazza di 38 anni con una famiglia molto unita, il mio problema che sta diventando una ossessione è che non riesco più ad uscire dalla mia storia d'amore.Sono passati 4 mesi ma io continuo a vivere tra la speranza di un suo ritorno e la consapevolezza che questo non è possibile e la cosa mi rende totalmente priva di ogni voglia di andare avanti.I miei pensieri su ogni cosa sono rivolti al mio orsetto,siamo stati insieme un anno avvolti in un rapporto strano fatto di promesse,una crescita del nostro rapporto nato per caso senza apparente coinvolgimento emotivo ma nei primi mesi l'amore è cresciuto in maniera prorompente nel cuore, nell'anima,nel corpo.Io non ho mai provato un sentimento così forte tanto da togliermi il fiato al solo pensiero dei suoi occhi (dalle sue parole edai suoi atteggiamenti anche per lui è stato così ma poi è come se avesse avuto paura e si allontanava per poi ritornare immediatamente,forse perchè ha 10 anni meno di me...ed i suoi genitori non mi vogliono...)negli ultimi due mesi del nostro rapporto però si è allontanato sempre di più fino all'ultima volta che siamo stati insieme che mi ha detto non ti preuccupare ti chiamo e non l'ho più sentito,ed io sono morta nell'anima giorno dopo giorno aspettando uno squillo che non è mai arrivato.Le ho provate tutte per dimenticare, per uscire da questo stato di totale apatia che non mi lascia mai perchè senza di lui niente ha più senso,il mondo ha perso i suoi colori,la musica,la gioia di vedere un fiore sbocciare.Mi sento sola nell'anima,l'unica cosa che mi da la forza di svegliarmi la mattina è la grande fede ma dei giorni chiedo a Dio perchè mi ha abbandonato.devo farmi forza per sembrare serena per non preuccupare mia madre che soffre insieme a me ma quando finalmente sono sola posso piangere,non ne posso più....

domenica, maggio 18, 2008

VITTIMA DI UN BELL'IMBUSTO

ely Età: 29 Egregio Dottore,questa è la seconda volta che le scrivo nel giro di pochi giorni perchè ho effettivamente un disperato bisogno di un consiglio, di qualcuno che mi dica come affrontare questa situazione per me divenuta insostenibile. Sono sposata da appena un anno, e circa due mesi fa ho ceduto alle lusinghe diun uomo di 11 anni più anziano di me che ho conosciuto 3 anni fa per caso(ha iniziato a frequentare lo studio in cui lavoro, e da subito ha cercato un inconto nonostante fosse al corrente del mio fidanzamento decennale e del mio imminente matrimonio). "Lui" è apparso subito come una persona immatura,egoista e inaffidabile, il classico bell'imbusto atletico e sportivo che magari ci si volta a guardare per la strada, ma che in cuor tuo sai che non potrai mai "avere" totalmente,proprio perchè la libertà è insita nella sua natura. (tra l'altro scopro che è anche divorziato...) Io ho cercato di stare "alla larga" proprio perchè SAPEVO tutte queste cose, e potevo immaginare senza difficoltà che io sarei stata solamente una conquista da aggiungere alla sua lista...eppure...eppure ad un certo punto ho ceduto.Gli ho detto che accettavo di vederlo (ovvero di fare sesso con lui)e lui...non si presenta all'appuntamento, sparisce, non risponde alle mie telefonate, fino a quando un mese fa si ripresenta da me (al lavoro),e dopo avermi rivista mi manda un messaggo dicendo che vive una situazione assurda perchè in questo periodo ha cercato di dimenticarmi ma non ci è riuscito,e che la soluzione al suo "struggimento" è incontrarci anche se ha paura che la situazione diventi ingestibile (queste sono le sue parole testuali) è a questo punto che penso di essermi illusa.ho creduto che forse "Lui" era diverso da come lo pensavo, ed era capace di provare un sentimento (per me poi...!)Mi pareva di camminare ad un metro da terra !Poi ci siamo incontrati.Abbiamo fatto sesso.il giorno dopo gli mando un messaggio, gli dico che voglio rivederlo, che sono stata bene, e Lui...sparisce di nuovo!Ci siamo visti altre 2 volte.Sparisce e si fa vivo come se niente fosse..Mi ripeto che è un bastardo, che mi ha fatto cadere nella sua trappola ben tessuta attorno a me ed ora che ha raggiunto il suo scopo si diverte a "giocare",a farmi soffrire...Perchè io sto soffrendo...Odio il momento in cui mi sveglio alla mattina perchè appena apro gli occhi mi ritrovo nella stessa realtà che ho lasciato la sera esausta tra le lacrime (peraltro nascoste a mio marito. Ho perso l'appetito e non trovo giustificazione per gli amici o le persone che mi vedono sempre triste (io un tempo sempre sorridente!). Non ne riesco a uscire.Ho messo il mio orgoglio sotto i piedi e continuo a chiamarLo chiedendogli di rivederci, anche se so che la cosa mi farebbe più male...La prego mi dia un consiglio!Grazie

domenica, maggio 04, 2008

PERCHE' E' SPARITO ?

luce Età: 44 Sposata da molto con un uomo che credevo di conoscere e amare,con lui ho avuto una figlia che amo moltissimo, per lei ho deciso di restare,cercando di essere madre per entrambi. Ho dovuto fare un lungo e doloroso lavoro dentro me stessa per non andarmene, per acettare il fatto che mio marito per me e' mio fratello. Ho un concetto dell'amore assoluto, costruito in anni di consapevolezza eperdono di me stessa , questo mi ha alleviato i sensi di colpa quando,un anno emezzo fa'mi sono innamorata di un uomo piu' giovane di me di 10 anni.Lui splendido sotto tutti gli aspetti, bello ,giovane e di classe, io altrettanto ,solo meno giovane. Inizialmente quasi lo rifiutavo, ho sempre ritenuto che l'eta' anagrafica a volte conta nelle esperienze di vita, quindi nella capacita' di comprendere e risolvere i problemi.Mi sono lasciata trascinare da questa storia perche' per una donna non piu' giovane e' una lusinga farsi coteggiare da un ragazzo.Lui innamoratissimo di me,fidanzato non convinto,...abbiamo vissuto una bellissima storia clandestina,nel pieno rispetto dei nostri partner.Mi sono sentita trascinare dalla sua passione che cercavo di frenare,perche\'inquesta storia ero io ad avere piu\' testa,gli ho sempre detto che se eradestino che la storia continuasse doveva essere una decisione al dila\' ditutto,perche\' tale decisione avrebbe compromesso le nostre vite persempre.Lui sempre piu\' innamorato e io pure.Eravamo una coppia stupenda,catturavamo gli sguardi di tutti,lui eragelosissimo,mi accusava perche' era convinto che fossi io a cercare gli occhidegli uomini,mi faceva spesso delle scenate.Io e lui eravamo magnetici,ci guardavamo intensamente,senza parlare,non cen'era bisogno,comunicavamo ugualmente.Diceva che io ero la cosa piu' bella che gli fosse capitata,ero la donna dei suoi sogni,era pazzo di me poi....Poi la favola ha cambiato direzione da un giorno all'altro.Nel giro di pochissimo glissava tutti i nostri appuntamenti dicendo che illavoro lo stressava,e lo stressava anche la fidanzata che chiedeva la resa dei conti,e cioe' quando la sposava.Non ci siamo visti per qualche settimana ma ci sentivamo alla sera per ore altelefono,lui mi raccontava dei suoi problemi e io lo ascoltavo rassicurandolo,a volte con comprensione altre chiedendo un po' di tempo anche per noi due.Poi 15 giorni fa' mi ha detto che ha lasciato la sua fidanzata e che ora voleva restare un po' solo per decidere cosa fare della sua vita.E' sparito.................e io sto' impazzendo perche' non riesco a comprendere,non capisco perche' e' sparito da me.Sto vivendo una specie di lutto,mi sento svuotata al punto che a volte prenderei l'auto e andrei via senza meta.Vorrei chiedere Dottore,una spiegazione a questo comportamento perche' davvero sto' molto male.La ringrazio anticipatamente.