lunedì, maggio 21, 2012
MI DICE CHE NON SA' SE MI AMA PIU'
mercoledì, dicembre 14, 2011
IL DOLORE DELLA FINE DI UN AMORE
Vengo qui da mesi, ho trovato questo sito non per caso ma per necessità, e abbastanza facilmente, perché il dolore quando è così forte fa da faro e ti spinge nella direzione giusta, verso chi come te non sa come uscirne fuori. E' una luce artificiale quella del dolore, più che illuminare acceca. Comunque grazie a tutti per aver pubblicato le vostre testimonianze, perché di sicuro fanno sentire meno soli. E grazie al dottor Cavaliere che domani mi riceverà per un colloquio.
Ho conosciuto il mio compagno all'uscita di un tunnel per entrambi; per dirvi, come quelli della Salerno Reggio Calabria che alla fine ti viene da tirare un sospiro di sollievo: io uscivo da una nevrosi che solo oggi credo di poter chiamare così, all'epoca non lo sapevo, e da un fidanzamento logoro con un ragazzo depresso e ipocondriaco che sì avevo amato tantissimo, ma che ormai si era fermato e mi frenava, mentre io sentivo immensa davanti a me la strada che avrei percorso e che mi avrebbe portato lontano. E così è stato. Quando poi ho conosciuto lui. Uno splendido americano bello come il sole, gentile, generoso, sensuale, fanciullo, misterioso e soprattutto inconsapevole di questa sua bellezza. Inconsapevolezza che dalle sue parti già chiamavano venti anni fa 'mancanza di autostima'. Io una cosa del genere non sapevo manco cosa fosse, ricordo che dopo qualche prima avvisaglia mi misi a cercare in biblioteca, in libreria, sui dizionari, cos'era questa autostima latente che ogni tanto gli levava la parola, la luce negli occhi, la voglia di fare e di farmi? Per me c'era la vita, vibrante, succosa, immensa che mi aspettava e ci aspettava: bastava incamminarsi insieme e andare a coglierci i frutti che aspettavano solo noi. Troppo semplice invece, o forse troppo presuntuoso e tutto questo, tutto quello che ho avuto lo sto pagando a caro prezzo, perché oggi dopo vent'anni, e più di una bancarotta alle spalle che avrebbe dovuto darmi l'allerta, mi ritrovo messa peggio del crac finanziario che ha colpito i mercati qualche anno fa e che ora ci sta dando il colpo di grazia a tutti. Maledetti americani e maledetti mercati selvaggi, viene da dire, ma in realtà tutti quelli che hanno investito, tutti noi lo abbiamo sempre saputo quali rischi si correvano.
Io anche lo sapevo, io che sempre corro perché ho sempre paura di perdere i primi posti, mi sono incamminata lo stesso con lui, ho deciso di investire.
Avevo 25 anni e lui 5 di più, e soprattutto non aveva catene, in fuga da un mondo, proiettato verso un altrove, e quell'altrove sarei stata io, io e il mio bel paese. La prima cosa di lui che mi ha conquistata è stata proprio la voglia di andare, il coraggio di imboccare una via di fuga, il desiderio di scoperta, lo stesso che hai quando sei piccolo e poi chissà come ti viene sottratto e non ti senti più invincibile, allora cerchi con fatica di riconquistarlo, e quando un giorno sul tuo cammino individui la persona che ha in mano la chiave per aprire quel vecchio tesoro, cosa fai? Chiedi informazioni in giro? E a chi? A Freud?! Agli specialisti del maldamore? Come si fa, dico io Mi fermo per piangere e soffiarmi il naso. Su questo punto mi areno sempre. Non riesco a darmi una colpa, a farmene una ragione. Non ci riesco. Potrei leggere (e l'ho fatto) centinaia di saggi, testi di psicoanalisi, psicologia, spiritualità new age e new tutto, potrei rivolgermi a dio in persona, oltre ai tanti terapisti consultati, pur di far scaturire un'altra me che possa far piazza pulita del passato, ma non ci riesco.
Da cosa fuggisse ancora non lo so, forse da un brutto passato fatto di poco affetto, di superficialità di rapporti, di inconsistenza, di squallore suburbano, quello che insieme avremmo (ri)scoperto nei nostri successivi viaggi in America. Io in America! Io che col vecchio fidanzato mi ero ridotta a non riuscire più a prendere un treno, ecco che dopo un anno di gioie e non pochi tormenti volavo insieme a lui. Lui che più trovavo speciale e invincuìibile, più era come se gli facessi dispetto. Come regalare fiori a qualcuno che li butta dalla finestra per via del polline che gli dà allergia (era anche molto allergico). Spesso mi sono sentita una forzatura per lui, non so perché. Forse mi succede per default, chi lo sa? Eppure io con lui so di aver ritrovato un pezzo di me che sembrava perduto. Forse proprio in quei cieli sopra l\'Atlantico, non so. Cieli che già da tempo con lui avevo toccato con un dito: nella nostra alcova, nei tanti luoghi romantici, nelle scoperte, nelle sensazioni così nuove e vibranti, nel cibo, nei film, era come aprire le stanze di un giardino dellEden infinito ma anche proibito, carico di frutti maturi e appetitosi ma faticosi da raggiungere. Perché ogni volta era come infrangere qualcosa, forzare la mano, imporre a fatica un progetto: un figlio, una casa, un viaggio. La sua autostima si spegnava, si deformava fino a lasciarlo preda di depressioni e paralisi mentale e psichica di cui mi sono con l\'aiuto degli altri convinta di essere responsabile. Più io vivevo e facevo e sognavo, più lui scivolava nel baratro. Lui è di quelli che si lascia vivere, si lascia decidere, si lascia fare, disfare; non diceva mai di no, non obiettava mai nulla, non dialogava, non ribatteva, sempre gentile, sempre col sorriso, e io sempre più sola nella realtà che mi costruivo da me, che facevo e disfacevo, e alla fine tutto si è disfatto, quanto credevo di aver costruito con passione e amore, non mi è rimasto in mano nulla. E adesso ci sono macerie ovunque e leco di una voce che ti dice che devi andare avanti da sola, Tu hai così tanto da dare, sei piena di vita e passione, ma io no, e tu capisci alla fine che tutto quello che avevi investito, tutto quellamore, tutti i tesori che ti sei arrampicata fino al gradino più alto per andare a prendere per lui, ti accorgi che di tutto quello non è rimasto nulla. Solo un enorme contenitore vuoto. Vuoto, già, perché pensa un po era bucato. Un contenitore bucato che più tu cercavi di riempire, più il vuoto risuonava della solita frase di sempre : Non so cosa dirti, non so cosa fare..
Se la nostra unione fisica era qualcosa di veramente speciale, le nostre anime, le nostre menti, le nostre visioni del mondo, dellesistenza non collimavano mai. Ogni cosa che dicevo sembrava sempre una perdita di tempo, tu la dicevi, la commentavi, ma non c\'era mai un rimbalzo al ragionamento, allo stupore, alla rabbia, alla gioia. Ogni cosa vissuta spariva avvolta dal silenzio, ogni crisi finiva in pasto alla sua ignavia, ogni esperienza durava per un tempo piatto senza profondità. Senza un fondo sul quale lamore si potesse sedimentare e reggere gli schianti che la vita ha sempre in serbo per noi.
Se ami qualcuno non lo devi cambiare. Ecco un altro punto su cui mi areno ancora. Non credo che spingere qualcuno a cogliere e gustare appieno i frutti della vita sia quel peccato mortale di cui tanti oggi parlano.
Eppure la colpa è la mia e lo so. Me la sento addosso come un puzzo insopportabile. So di aver continuato a investire quando il rischio era altissimo.
Ma lui, maledetto americano dal fondo perduto e bucato, perché? Perché mi ha lasciato andare alla rovina?
Ho letto nel forum che un amore che finisce è un amore che non era mai iniziato. Quando ci penso mi sembra di impazzire e quasi mi confondo e penso che forse è stata tutta una farsa, un sogno assurdo e solo ora mi sono svegliata. Poi guardo le mail, ritrovo le mille cose e ricordi dei 20 anni passati insieme, guardo nostra figlia, mi dispero, cerco risposte, invoco la Ragione di darmi il giusto antidoto, poi ricado nella solita trappola, perché qualunque tentativo su questa strada mi riporta inevitabilmente a lui. Anche domani, all'appuntamento con lei Dott . Cavaliere, io lo so, il leggero sollievo che provo già in anticipo è commisto al piacere di poter venire a parlare di lui.
Se ami qualcuno non lo devi cambiare. D'accordo. Ma quel qualcuno perché allora resta a guardarti indifferente mentre ti spezzi le unghie provando e riprovando le mille chiavi che ti possano portare al centro del suo cuore?
Dopo 20 anni di convivenza ci eravamo sposati per poter rimanere nel suo paese, ho pensato, ritroverà se stesso laggiù, gli affetti, gli amici, i legami col territorio e la lingua. Ci siamo sposati su un ponte un anno fa, a New Orleans, l'idea mia come sempre, e tutto il resto, amici , cerimonia, poesie
L'alluvione in Liguria dei giorni scorsi si è portata via case, macchine e anche il Ponte sul Magra, dove milioni di volte siamo passati io e lui, la prima, una sera di agosto di venti anni fa. Settimana scorsa il ponte è crollato, e ieri una forza misteriosa mi ha spinta a andare a vedere. Un'mmagine terribile. Un ponte spezzato. Una comunicazione interrotta. La morte di un sentimento che solo io piango a lutto.
Caro Dottor Cavaliere, io spero che lei riesca a smascherare i miei tentativi subdoli e infantili di rimanere sulla stessa strada logora dove c'è rischio di crolli continui, quella sì che bisogna cambiare. Io ce la metterò tutta.
Tanti auguri a tutti.
MIA MOGLIE DICE DI NON AMARMI PIU'
Buona sera a tutti voi, vorrei portare la mia testimonianza, io e mia moglie ci conosciamo da 30 anni e siamo sposati da 10...siamo sempre stati d\'amore d\'accordo su tutto, abbiamo messo su famiglia, stiamo pagando un mutuo e abbiamo un figlio di 9 anni. A luglio di quest\'anno scopro che chiama spesso lo stesso numero e d\'accordo con un\'amica faccio telefonare e risponde un\'uomo. Chiedo risposte a mia moglie la quale piangendo a dirotto mi dice che non mi ama piu\' e scopro che la relazione dura da 4 anni. Io non la prendo bene e continuo a stare male con delle crisi spaventose. Proviamo un\'po\' ma lei dice che non ci riesce e deve vedere l\'altra persona che l\'ha capita in questi anni e alla quale si e\' attaccata e viceversa. Arrivo addirittura a parlare con questa persona che mi dice che è un cambiamento di carattere di mia moglie ed è lei che lo cerca. Lei va dalla psicologa e dopo tre mesi lei dice che ha capito di voler rinascere e riscoprire tutto cio\' che ha perso in questi anni..( praticamente è diventata di 18 anni anche se ne ha 45. Lui secondo me la prrende in giro, le dice che convive con una donna solo per dividere le spese, ma ovviamente non è cosi\'. Praticamente le serve solo per determinate cose, ma lei non vede che questo e un mese fa mi ha chiesto la separazione che stiamo facendo, esce lei col bimbo e non si rende conto minimamente delle spese che sta affrontando. Al momento della separazione chiedo che nella casa non abbia la residenza un\'altra persona per almeno un anno, lei mi dice non se ne parla, ma alla seconda udienza accetta l\'anno. A mio parere si e\' consultata col suo amico e lui avendo paura aspetta un\'anno per prendere tempo e non sono sicuro ci andra\'. Le serve solo come gioco sessuale ma lei non capisce, tutti mi dicono che ci deve sbattere la testa, ma a mio avviso è plagiata da lui..Sono incredulo perche\' mi ha detto che finora non si è mai potuta esprimere e ora vuole fare tante cose e mettersi alla prova, ma dentro di lei pensa a questa unione che non so neanche se ci sara\', cosa posso fare? Io l\'amo alla follia e lei dice di non amarmi piu\'..forse presa da questa storia...ho sentito molte persone e sono incredule, dicono che lei ora vive pensando solo ad uno scopo...Lei sta male vedendomi cosi\' e vuole mi torni ad innamorare di un\'altra..Sono quasi convinto che alla lunga possa capire......ringrazio e spero in una risposta....F.
martedì, novembre 01, 2011
MI ESCONO SOLO LACRIME
lunedì, settembre 26, 2011
MI MANCA DA MORIRE
sabato, luglio 23, 2011
L'IMPOSSIBILITA' DI SUPERARE UN AMORE
venerdì, maggio 06, 2011
LA FINE DI UN AMORE E' UN DOLORE CHE ANNIENTA
martedì, febbraio 08, 2011
NON VOGLIO VIVERE SENZA DI LEI
giovedì, dicembre 02, 2010
BISOGNA CREDERE IN SE STESSI
lunedì, agosto 09, 2010
SUICIDIO PER AMORE
martedì, giugno 01, 2010
IL LUTTO DI UN AMORE
Sto vivendo un periodo di grande, indicibile dolore e disperazione.In questo istante soffro come un cane; il mio dolore è forte e lancinante ed esce fuori con pianto irrefrenabile. Provo a scrivere la mia esperienza con la speranza di trovare un po' di tregua, a volte scrivere aiuta. Dopo la fine di un matrimonio durato quindici anni ho incontrato un uomo di cui mi sono innamorata follemente e con cui ho avuto una relazione di tredici anni di cui sei di convivenza.Il mio coinvolgimento è stato totale,vivevo solo per lui, la mia vita era incentrata esclusivamente su di lui, era il centro della mia esistenza, ero il suo essere adorante! Per alcuni anni sono stata oppressa da una sua gelosia delirante che mi toglieva il respiro ma che evidentemente mi era funzionale in quanto inconsapevolmente mi dava sicurezza,infatti, finita la sua gelosia è cominciata la mia; la paura di perderlo era costante.Guadagnarmi e conservare il suo amore era inconsapevolmente il mio scopo di vita. In parole povere la mia dipendenza affettiva era totale e accecante.Non avevo occhi e pensieri che per lui, niente aveva significato senza di lui.Sentivo malesseri e insoddisfazioni in vari aspetti della nostra relazione ma sopportavo tutto e lottavo per tutto pur di averlo. Ho lavorato sempre su di me, volevo essere una donna migliore ed avere una relazione sana e soddisfacente con lui;pensavo che ritirando quanto di me fosse poco sano sarei stata una migliore compagna di vita.
Quello che non vedevo erano alcuni aspetti fondamentali di quest\'uomo: quanto malessere ci fosse in lui a prescindere da me,quanto fosse concentrato solo su stesso, quanto poco vedesse l'altro,quanto fosse disorientante,instabile e talvolta distruttivo... Ho intrapreso un lungo percorso di psicoterapia che mi ha condotto ad un radicale e intimo cambiamento,ovviamente in positivo per me.Ora che ho guarito le mie vecchie ferite d'amore,ritirato le mie proiezioni,aumentato le mie personali "quotazioni",ora che non sono più motivata da un vecchio bisogno d\'amore,ora che posso amare in modo sano e non più inquinato da antiche ferite o da antichi bisogni,ora che la mia vita è incentrata su tanti aspetti dell\'esistenza, ora che trovo senso e significato in tutte le cose che faccio anche nelle più semplici e quotidiane,ora che sono una donna sana e che avrei potuto dargli il meglio di me...ecco che è avvenuto lo sfacelo! La nostra relazione è finita.Lui se ne andato.L'equilibrio si è rotto. Sono consapevole che stare insieme non è più possibile, anch'io non posso più tornare indietro ma la chiara e lucida consapevolezza dell'impossibilità del nostro rapporto non mi preclude il profondo, immenso e lacerante dolore. Mi manca terribilmente,tutto mi parla di lui,i bei ricordi mi straziano;mi manca la sua voce, mi mancano i suoi gesti, i suoi sguardi, le sue carezze, mi mancano i suoi lati positivi che certo non rinnego. Lo amo ancora ma io non posso più stare con lui, nè lui con me. In me agiscono due livelli, quello razionale che mi conferma l'impossibilità della nostra relazione e quello emotivo che mi provoca l'immenso dolore per la fine di un amore in cui avevo creduto. Non so se il racconto succinto della mia esperienza possa servire a qualcuno ma certo è servito a me scriverla.
So che questo periodo, che non a caso si chiama di "lutto", sarà lungo ma so anche che finirà.Uscirò da questo tunnel di dolore forse più forte di prima e con tanta esperienza acquisita da cui trarrò frutto. Non critico, non giudico quest'uomo con i suoi squilibri, le sue insoddisfazioni,i suoi personali tormenti e malesseri,il suo narcisismo...lui è così. Non mi sento vittima;non recrimino il passato, nè ciò che ho vissuto;non colpevolizzo nè lui nè me. Ho tanto dolore dentro ma amo sempre la vita.
VORREI AVERE UN PO' DI SODDISFAZIONE
Ho deciso io di separarmi dopo aver aperto gli occhi su mio marito è stato difficile per me accettare di essere stata con un uomo così infedele e traditore da tutti i punti di vista.avevamo un attività insieme ed io mi sono molto sacrificata come donna come mamma ed anche come moglie i ritmi lavorativi mi assorbivano tutto il tempo.in breve,mi sono ritrovata ad un disastro finanziario per il fatto che lui,volendo gestire prepotentemente il denaro e tenendomi a stecchetto oltretutto,non ha saputo gestire le spese.morale della favola dopo avermi fatto molto sdegnare si è trovato la sostituta ideale una badante che dice di essere molto innamorata e lui anche ma nonostante la separazione ed il fatto che ormai ci si è fidanzato pubblicamente ritiene di avere ancora qualche diritto su di me anche di natura sessuale.ha smesso di importunarmi quando lhò minacciato di denunciarlo per molestie.sono stata costretta a cercare un nuovo lavoro.sono cntenta di aver fatto questo,ma nonostante tutto ciò mi sento ancora responsabile di tutto quanto anche se non dovrei . non riesco più a guardare un uomo senza averne paura inoltre mi rode il fatto che un altra gli dia così tanto valore e creda in lui che per altro è un grande convincitore.non dovrei fregarmene,anche perchè questa storia mi ha permesso di realizzarmi in altri campi e ne traggo grande soddisfazione,ma è come se aspettassi che lui rimanga solo che l'altra si accorga di quello che è per avere un pò di soddisfazione .che dite pecco di presunzione?
venerdì, maggio 07, 2010
IL MALE D'AMORE E' UN DOLORE LACERANTE
Il male d'amore un dolore lacerante, da togliere il respiro... Ne avevo sentito parlare ma non immaginavo ne avrei sperimentato direttamente gli effetti sconvolgenti oggi, all'età di 40 anni. Ecco in breve la mia esperienza.
Una relazione di breve durata ma per me estremamente importante, momenti meravigliosi, conversazioni interminabili, emozioni profonde, promesse reciproche. Io l'ho amato moltissimo forse per la prima volta nella mia vita. Dopo sei mesi la scoperta dell'amara verità. L'uomo con cui credevo di condividere un progetto di vita era in realtà un simulatore d'eccezione dalla personalità narcisitica che mi ha sempre raccontato un infinità di bugie mentendo su se stesso, sui valori in cui diceva di credere, sui sentimenti nei miei confronti e sui progetti che insieme avremmo dovuto realizzare. E quando mi ha lasciata ha cercato di attribuirmi l'intera responsabilità della fine della relazione negando sempre, anche davanti l'evidenza dei fatti, la relazione con un'altra donna. Una delusione totale, il buio più completo. Da allora ho deciso di staccarmi da lui totalmente non rispondendo più a nessuno dei suoi messaggi o tentativi di riconciliazione sperando che ciò mi avrebbe aiutato a superare prima il dolore.
Tutto inutile. Anche a distanza di tempo (più di nove mesi) lui è sempre dentro di me, padrone della mia mente, dei miei pensieri come un tarlo che non riesco a debellare. Fallimentare anche ogni tentativo di autoriflessione ed autoanalisi alla ricerca delle cause. Perchè un tale struggimento (o meglio distruggimento) per un uomo che, diversamente da i miei precedenti compagni, non è certo meritevole di rispetto, di stima e di amore? Paura della solitudine? Incapacità di stare da sola? Aspettative eccessive? A dire il vero ho sempre coltivato molti interessi e non ha mai sentito il bisogno di avere necessariamente un uomo accanto per sentirmi completa. Ma potrei non volerlo ammettere neppure a me stessa... Problematiche affettive passate irrisolte? Non sono riuscita ad individuare gravi scompensi. Ma una causa ci deve essere. Proprio io che ho sempre sperato che nella vita nulla accadesse per caso, che tutto doveva avere in fondo una sua ragione d'essere e che anche le esperienze dolorose potevano diventare un'occasione per conoscere meglio se stessi e gli altri, migliorarsi, intraprendere nuove vie. Io questa occasione fino ad ora l'ho persa. Non sono cresciuta, al contrario questa esperienza ha incrinato la mia autostima peggiorando i miei rapporti interpersonali ed aumentando il rischio di chiudermi sempre più dentro ad un guscio unico riparo sicuro dalle possibili delusioni.
La ringrazio dott. Cavaliere anche solo per la possibilità che mi ha dato dii scrivere il "mio male interiore", un disagio spesso sottovalutato ma che può diventare, per chi lo vive, un vero e proprio tormento dell'anima, un'anima ... la mia......che si macera e si consuma ancorata com'è¨ ancora al passato, ad un'illusione che mi impedisce di cogliere le opportunità e le gioie del presente. Scriverne mi ha comunque obbligato ad affrontarlo, ad analizzarlo, in qualche modo a ridimensionarlo anche se non intravedo per ora nessuna luce che mi guidi verso l'uscita da questo tunnel.
Cordiali saluti. Martina
lunedì, maggio 03, 2010
LUI ERA L'AMORE DELLA MIA VITA
Salve, la mia storia è molto complicata, quanto sofferta. In data di oggi cade l'anniversario del giorno in cui, 10 anni fa iniziai la relazione più importante della mia vita. Ora sto qui a scrivere perchè quel rapporto è finito 4 anni fa.
Lui aveva subito un'infatuazione per una ragazzina egocentrica e piano piano si allontanò sempre più da me, senza avere il coraggio di lasciarmi. Lo feci io..ma ancora oggi mi chiedo se agii bene.
Lui era l'AMORE della mia vita..
In questi anni, nonostante abbiamo vissuto entrambi altre storie, non siamo mai riusciti a tagliare il "cordone ombelicale" che ci lega..Non abbiamo mai smesso di sentirci e di vederci. Io lo amo ancora, come il primo giorno..lui invece non si pronuncia, è sfuggente. Tutte le volte che in questi 4 anni ho cercato di allontanarmi da lui, di chiudere (anche con annunci di matrimoni imminenti..) lui puntualmente faceva di tutto per riprendermi..Ma non mi ha mai detto che mi amava, che voleva concrettizzare qualcosa con me. Viviamo così..sospesi in un rapporto virtule, dove lui mi cerca al telefono numerose volte al giorno..quando ci si vede, a volte gli scappa un affettuosità..un bacio..Delle volte ho forzato la situazione, ho cercato di provocarlo..Ho voluto metterlo alla prova per capire se era attratto da me sessualmente..ma si è sempre ritirato. Grande sconforto da parte mia, che mi sento rifiutata, inadeguata, non attraente. (quando invece riscuoto un certo successo presso gli uomini, che mi trovano bella e sensuale. Lui no però)Negli ultimi tempi ho iniziato a sospettare che il mio ex abbia dei problemi nella sfera sessuale, che avevo già ravvisato negli anni in cui stavavmo assieme.Le manie feticiste dilagavano..tanto che il rapporto non si risolveva non in uno scambio reciproco di passione e desiderio..ma era tutto finalizzato al soddisfacimento di queste sue strane pulsioni. Mi sono resa conto che ciò che lo eccitava non ero io, il mio corpo, la mia femminilità, quanto piuttosto la mia capacità di soddisfare il suo desiderio feticistico. Tant\è che ricordo che negli ultimi anni del rapporto lui aveva problemi di erezione. Segno questo, secondo me, del fatto che anche lui si era stufato di quella modalità introdotta da lui stesso. Mi scusi se mi sono permessa di entrare nei particolari, mi rendo conto che questa non è la sede adatta. Intuisco però che i problemi del nostro rapporto malato, nascono proprio da lì. Ad avvallare tale ipotesi c\'è anche la testimonianza della persona con la quale lui ebbe una breve storia dopo essersi lasciato con me, che lamenta anch\'essa questa scarsa \"efficienza\" di lui, unita ad un\'altrettanta scarsa propensione al rapporto intimo. In tutti questi anni, nel tentativo di dare una risposta a questo strano legame che ho con lui, ho pensato pure che fosse gay..Ho pensato cose assurde.. Perchè il problema di fondo è questo: come fa una persona che dice di non sapere cosa prova verso di me (ormai son diversi anni che dura questa \"confusione\")a voler perpetrare all\'infinito questo rapporto morboso, (fatto soprattutto di telefonate giornaliere), come fa una persona che non mi vuole più a cercarmi sempre e quando io fuggo, fa di tutto per riportarmi da lui? IO sto morendo di sofferenza, un dolore che mi scava l\'anima.. sono passati anni, ma anzichè liberarmene, sta diventando il cancro della mia vita, tanto che ci sono giorni che vorrei squarciarmi il petto ed estirpare il dolore direttamente dalla fonte. Questo rapporto mi impedisce di vivere, anche perchè sono totalmente sfiduciata verso il sesso maschile. E poi non sono mai riuscita, nelle brevi storie sucessive a quella con lui, ad innamorarmi veramente. E\' inutile, il mio cuore è suo e solo suo. E lui questo lo sa perfettamente. Quello che non capisco è perchè mi voglia tenere così, come un cagnolino al suo guinzaglio. Il mio ex è una persona serissima sul lavoro, molto affidabile e preciso. E\'molto schematico, lui deve programmare tutto, nulla deve sfuggire al suo controllo. Di converso però, nelle relazioni sentimentali è molto infantile..ancora un adolescente, che guarda le donne come a degli esseri irraggiungibili, e come tali le desidera...e da come le guarda, intuisco che le vorrebbe tutte, come uno che non ha mai avuto esperienze con l\'altro sesso. Sono disperata..perchè non è possibile accettare che questo mènage duri per tutta la vita. Ho sacrificato 10 anni con lui..e ora che vorrei una famiglia e dei figli, mi trovo con un pugno di mosche..la giovinezza che sfugge via e con essa le occasioini per un riscatto alternativo a lui.
Ho provato tante, infinite volte a staccarmi da lui, a rompere, ma tutte la volte lui è riuscito a farmi tornare nei "ranghi". Mi chiedo: perchè mi vuole per tenermi così? Se nemmeno mi bacia quasi? Chiarisco, non stiamo assieme..ma all'esterno agli altri diamo questa sensazione. IO temo che non passerà ancora tanto tempo dall'arrivare ad odiarlo..perchè la sua vanità, il suo egocentrismo, mi hanno rovinato la vita.