giovedì, febbraio 01, 2007

PRENDERE UNA DECISIONE SAGGIA

MAREIMMENSO N° di riferimento: 42677528 Età: 37 Ho 37 anni sono sposata da 10 ed ho un bimbo di 3. Gli ultimi anni, dopo la nascita del bimbo sono stata abbandonata moralmente da mio marito alla gestione del figlio della casa del lavoro ecc. Crisi, discussioni ma tutto sommato voglia di risolvere. Circa un anno fa però ho cambiato lavoro e inconsapevolmente mi sono innamorata di un mio collega (sposato e con figli). Ci siamo solo baciati ma mi ha mandato completamente in tilt, tra noi non vedo futuro poichè non penso che un uomo lasci la famiglia e una donna che conosce da 25 anni per un innamoramento. Anche se l'ho solo baciato ora non riesco più a baciare mio marito... non mi piace. Ed evito il più possibile qualsiasi rapporto sessuale.Non so cosa fare della mia vita, non so se lasciare mio marito, mi sento tremendamente responsabile della felicità dell'amore più grande della mia vita: mio figlio. Ho il cuore spezzato perchè penso di non essere più innamorata di mio marito ma ho paura di far soffrire tutti. Ho pensato di temporeggiare aspettando che l'innamoramento passi in modo da riuscire a prendere una decisione saggia ma a distanza di un anno non vedo la luce, non dormo e non sono felice. Aiuto!
La sua sofferenza è normale in una situazione come questa. Difficile è prendere una decisione saggia, ma dipende anche che cosa lei intende per decisione saggia. Quest'ultima non è uguale per tutti e non è universalmente unica. Ma per arrivare a prendere la "sua" decisione saggia deve fare maggiore chiarezza dentro di sè. Saluti.

lunedì, gennaio 29, 2007

RIFLESSIONI SULLA FINE DI UN AMORE

io ancora non ho superato tutto . . .è passato appena un mese . . .
ma mi sento molto meglio perchè al contrario delle altre volte sto'cercando di viverla nel modo migliore possibile . . .quello di osservare bene il dolore che provo ., . . il senso del possesso perduto . . senza alcuna voglia che tutto finisca presto , non perchè sono masochista . . ma perchè sono stanco di cercare di fuggire dal dolore . . perchè so' che in questo modo dura di piu' . . . appena mi ha lasciato ho scritto questo , solo per me: farfalle notturne attratte incessantemente da fiamme che bruciano le ali . .come un tossico in cerca di dosi . . il solievo è troppo breve e l'astinenza , puntuale torna sempre piu' pesante . . .un'altra dipendenza da sfidare . . come il vortice di un remo nell ' acqua , cosi' vorro' mandar via la speranza . . che è l 'unica cosa che mi abbatte . .piu' del bruciore di un possesso perduto . . piu' di ogni goccia che scende dallo sguardo . .piu' dei mostri della notte . . e dei fantasmi del risveglio . . e ancora : piu' della paura delle strade divergenti . .la speranza abbatte muri e difese , la speranza coccola , tranquillizza , indebolisce e ogni volta spiana la strada al dolore cattivo , quello dell ' autocommiserazione e dell ' orgoglio ferito . .della dignita' mancata..il dolore buono è qui' , ora , nel profumo di tutto cio' che rifiorisce . .nella chiassosa allegria degli uccelli . .e nelle voci gioioseche giungono dall ' altra riva . il dolore buono e solitario , silenzioso e non si racconta a nessuno , è l'energia sufficiente a sgretolare la speranza , è la consapevolezza di aver avuto quattro occhi . . che non vedevano per uno . . di aver parlato urlando con 2 voci , non essendo neppure sentiti . . ora appare cosi' la figura di quell ' essere che ho voluto con tutto il cuore . .e che per sempre se ne è andato . . e volo alto , perchè ho capito che vale piu' una fase di tristezza tenera e sincera , che l'oblio di una vita infelice . . perchè la tristezza riempie solo per svuotare . . . e svuota . . solo per riempire ancora , la coppa del nettare della gioia . . meglio un dolore che urla , che una ferita sempre aperta . . .

TESTIMONIANZA SUL SEMINARIO DI MILANO

Ho deciso di partecipare al seminario su Milano per comprendere meglio le dinamiche che metto in atto quando ho una relazione affettiva, perché so di soffrire didipendenza affettiva e speravo anche che si potesse dare il via ad un gruppo dimutuo aiuto per le dipendenze affettive così come raccontato dalla norwood nelsuo libro.E cosa è successo? Ho avuto modo di parlare, sfogarmi, condividere i mieipensieri, e ho incontrato persone, sconosciute che sono state ad ascoltare consincero interesse e cortesia, senza giudicare ma con altrettanta cortesiapronte a darmi il loro parere per aiutarmi a capire di più di me stessa, avedere con maggiore obiettività ciò che raccontavo. E allo stesso modo ho ascoltato e dato il mio parere senza giudizio.Cosa mi ha lasciato questo seminario? Al momento ho creduto di avesse lasciato solo qualche informazione in più su mestessa e le dipendenze affettive.Invece…. Con alcune di queste persone sto mantenendo dei contatti. Vorremmoriuscire anche a formare un gruppo di mutuo aiuto, nel frattempo cifrequentiamo nel tempo libero.Ognuno di noi tramite il seminario ha avuto modo di conoscere un po’ la storiadell’altro e così con la scusa di sentirsi al telefono, di vedersi perun’uscita serale si riesce anche a scambiare 'quattro chiacchiere vere', aparlare veramente di ciò che sentiamo e proviamo, raccontandoci ciò che cicapita, le difficoltà che ancora abbiamo a porci di fronte all’altro\a o ad avere una relazione finalmente sana e soddisfacente. La cosa importante intutto ciò è l’ascolto dell’altra persona. Un ascolto sincero, condito magari daqualche consiglio, ma soprattutto ascolto e comprensione senza giudizio.Ringrazio quindi il dott. Cavaliere per aver organizzato ed coordinato questoseminario con cortese e sincera disponibilità e senza profitto personale edavermi così dato l'occasione di conoscere altre persone con cui 'condividere'.

mercoledì, gennaio 24, 2007

L'AMORE PUO' BASTARE ?


305418944 Età: 31 L'amore può bastare per superare tutte le difficoltà che una coppia cd. "mista" può incontrare? E' una legge fissa che l'amore non basta per far durare una coppia o qualche fortunato ci riesce??? A me per ora sta andando tutto bene...difficoltà comprese... superate con il dialogo e il solito...tanto amore!!! Ma tutti mi dicono che non basta, che finirà, che è uno sbaglio... La prego mi dica per una volta che L'AMORE BASTA...

Balzac amava ripetere: "Ci sono abissi che l'amore non può superare, nonostante la forza delle sue ali." Ha ragione in parte
Infatti, l'amore può bastare se oltre ad usarlo per superare difficoltà ed incomprensioni iniziali, lo si usa per gettare un ponte per la futura progettualità di coppia, unendo così i due abissi. Difficoltà ed incomprensioni non vanno superate solo nel "quì ed ora" ma bisogna far sì che si ripresentano sempre meno nel futuro con uno sforzo da parte di entrambi perchè ciò avvenga. E' questo il compito più difficile che attende l'amore. Spero che altri commentino il suo post. Saluti.

MARITO ED AMANTE

Angelica N° di riferimento: 419510015 Età: 31 Caro dottore le scrivo perchè ho bisogno di un consiglio professionale. Sono sposata da 6anni con un un uomo di due anni più grande di me, perfetto: fedele, comprensivo, vicino, presente, amico, confidente, simpatico...a-passionale!!!! Ho avuto una relazione con un uomo che ha 9anni più di me, diciamo di quelli da starsere al riparo: assente ma attaccato, forte, brillante...passionale da morire.ma il classico uomo che fugge davanti ai coinvolgimenti emotivi... convive con una completamente opposta da me, ma d'altronde anche lui è l'opposto di mio marito.La seconda storia è finita , non per mio volere.. quando ha sentito che contavo qualcosa (è durata due anni) è sparito, o avrà un'altra donna, non lo so e non mi interessa più, e il mio matrimonio prosegue nella sua classica routine. Desidero da morire un figlio, ma non lo metterò al mondo fin tanto che non avrò fatto chiarezza dentro di me; a questo proposito ho iniziato una terapia di schiatsu e ipnosi.Devo dire che mi ha permesso di riflettere molto su tante cose, emozioni,sentimenti, sensazione che sono dentro di me da sempre; mi ha anche messo di fronte a dei dolori che credevo dimenticati o addirittura mai provati...ho odiato e amato tutto al tempo stesso, ho pianto e riso, sono restata e fuggita nel contempo. Ho acquisito molta serenità d'animo, ho smesso di avere paura di fare scelte sbagliate, qual'ora lo fossero sono comunque mie scelte, ma sono ancora molto confusa.Vede, mio marito è una di quelle persone che veramente vale la pena avere a fianco, però non mi da emozione.. per dirla tutta, se quando facciamo l'amore io non penso all'altro, non sento assolutamente nulla.. ed essendo io una donna passionale, mi creda, comincio a viverla veramente male e a guardarmi intorno..sono molto corteggiata...ma l'unico con cui vorrei un figlio e una famiglia resta mio marito.Cosè secondo lei paura di amare completamente mio marito, paura di ammettere a me stessa che non ci amiamo più o forse l'amore è un compromesso tra marito fedele e amante trasgressivo? Sono comunque serena perchè affronterò quello che capirò solo se e quando questo avverrà, ma non mi sento donna..nè posso essere madre...e se facessi ugualmente un figlio, sarebbe solo figlio mio? Gesto puramente egoistico? Confido molto in un suo indizio professionaleAh!Lei crede che lo schiatsu/ipnosi aiuti a far luce in tal senso?In trepidante attesa, la saluto, Angelica da Roma
Angelica in frase "forse l'amore è un compromesso tra marito fedele e amante trasgressivo?" andrebbe capovolta in "forse un uomo deve essere marito e amante allo stesso tempo?" E ciò che lei, giustamente, desidera. Lei finora questi due aspetti li ha sdoppiati in due uomini diversi. Dovrebbe chiedersi se a causa delle carratteristiche di ognuno, o per un suo volere inconscio. Questa potrebbe essere una possibile chiave di lettura. Circa le "terapie alternative" che lei indica per motivi deontologici non posso esprimere pareri. Veda lei se le arrecano beneficio o meno. Saluti

INSICUREZZA E PANICO

SENSIBILE79 N° di riferimento: 802317096 Età: 27 Salve Dottore... soffro da oramai 2 anni di attacchi dipanico che pian piano mi stanno distruggendo la vita...ho cercato di andare da uno Psicologo ma a malapena 2/4 sedute e sono scappata via...Soffro per di + dacirca 10 anni di cattivo rapporto con l\alimentazione...non ho avuto una vita facile e non riesco nemmeno a scriverLe... Ad oggi ho un ragazzo con cui sto da circa 3 anni e mezzo..Una tragedia! Avendo ricevuto poco affetto o meglio affetto in modo intrinseco dalla mia famiglia(I miei ad oggi sono divorziati eil mio EX PADRE ha avuto altre donne nonchè non ci riconosce come figli (difatti siamo ancora in aula di Tribunale per almeno un mantenimento!)...) insomma mi sento sfasciata da tutte le parti e come Le stavodicendo sto con questo ragazzo con il quale inizialmente tutto ok(tra alti e bassi di ogni coppia)ad oggi soffro di un'insicurezza abissale che mi porta a violare la sua privacy senza che lui sappia nulla, a fare tel anonime per sentire dove si trova in base ai rumori e se sento rumori del tipo musica,ridere o pizzerie DIO MIO, in me si scatena il putiferio!!! Inizia in meuno stato di attacchi di panico seguiti da voglia del suicidio, di andar via datutti e tutto e disperazione accompagnata da tremori e aggressività acute...insomma vere e proprie crisi.. Gli ho chiesto al mio compagno millevolte di aiutarmi in questo processo di tranquillità interiore, magari dicendomi+ spesso di volermi bene, che non mi lascerà mai,che sono la sua vita(tuttefrasi che se sente ben venga altrimenti è maglio che finisca!!)... Talvolta lo dice,la maggior parte no... Gli ho chiesto allora di rafforzare la mia persona con gesti (alias un fiore, una abbraccio spontaneo non confuso dopo,come succede spesso, in ANDATA A LETTO) ...ma niente...tutto si tramuta inaltro.... indifferenza, immaturità(non si accorge quando una donna gli fa la corte o si "struscia" a lui) in frasi dove cade sempre dalle nuvole in assenza spesso di rispetto in questa mia insicurezza di questo stramaledetto periodo in quanto non son mai stata così maniacalmente gelosa e fobica! Le premetto ch'io sono modella a tempo perso e tutti mi vedono come la ragazza + sicura del Mondo ed io mi dovrei sentire forte di tutto,ma ahimè sono quella + insicura del Mondo! Proprio ieri notte abbiamo avuto un'altra sfrenata litigata, sì perchè le nostre non sono litigate bensì veri e propri massacri ove lui mi chiude il tel n faccia, mi tratta male, mi parla di cose passate (magari incomprensioni già discusse e chiuse ma a quanto pare sempre vive (che mi incutono insicurezza quindi!) ed io inizio ad avere I miei attacchi I miei pensieri fobici di suicidio,di aggressività ove lo minaccio...sto malissimo Dottore moolto male... Mi aiuti a capire che percorso devo fare, non ho un'amica in quanto ho paura di delusioni come avute, non parlo a casa in quanto ho paura di deludere mia mamma.....ho 27anni... mi sento una fallita della mia vita senza scampo e con una fine degna di quel che mi merito...il suicidio. La ringrazio anticipatamente di una Sua risposta chiedendoLe perdono per il tempo fattole perdere..Mi aiuti PER FAVORE
Non mi ha fatto perdere tempo ma il tempo lo stà perdendo lei cercando di cambiare l'altro e non cambiando, nei limiti del possibile, lei. Le sue sicurezze non le devono e non possono venire dall'altro ma le deve acquisire interiormente lei, indipendentemente dal comportamento altrui. Difficile mi dirà. Ma cambiare è sempre difficile e doloroso, ma spesso, come nel suo caso, necessario. Se è il caso si faccia aiutare anche da uno psicologo, sopratutto per quanto riguarda la sintomatologia ansiosa e depressiva, ma faccia assolutamente qualcosa per uscire dal circolo vizioso in cui è finita. Saluti.

SENSO D'ABBANDONO

simona N° di riferimento: 837032329 Età: 26 Salve, la mia vita è caratterizzata dalla continua riflessione, ma ultimamente sono molto turbata; mi sento molto colpita dalla sensazione di abbandono, mi sento sola triste e un po depressa. Naturalmente questa sensazione è dovuta a problemi dell'infanzia in cui mi sentivo non considerata e amata dai miei genitori, l'unica persona che ritenevo la mia ancora di salvezza è stata mia nonna che purtroppo è morta quando avevo 13anni. Tutto ciò mi ha portato ad una profonda depressione durata 5 anni da cui sono uscita da sola, senza l'aiuto di nessuno se non un amica che mi spronava ad uscire. I miei erano intenti a seguire i miei fratelli più piccoli e i loro problemi che non si sono accorti o perlomeno mia madre dice che voleva "preservare la mia privacy"... mah.. comunque io sono cresciuta molto ultimamente, ho capito tante cose, e li ho perdonati. Ora con loro ho un buon rapporto che non mi sarei sognata da piccola.La mia dipendenza è verso il mio ragazzo, talvolta mi rendo conto di attaccarmi a delle fesserie ma non riesco a farne a meno. Mi sento trascurata anche se passiamo molto tempo insieme, mi sento poco amata anche se lui fa di tutto pe raccontantarmi... io prima sto male, ma poi rifletto razionalmente e capisco che sto esagerando, ma non so cosa ho. Io mi amo, so di essere perfetta cosi come sono,ho lavorato tanto sulla mia autostima, ma non riesco ad amare in modo sano l'amore della mia vita. Ma cosa ho? non capisco, questo proprio non riesco ad analizzarlo... Certi periodi sono serena e mi stupisco del mio comportamento,di come sono equilibrata e sicura di me, e ne sono davvero fiera (ho lavorato tanto su di me per essere cosi) ma non riesco a comprendere da cosa dipendano gli altri.Ora , sa mi vorrà dare una mano le sarei molto grata, ma se non può sono contenta di averne parlato con qualcuno.
La sua infanzia le ha procurato vuoti affettivi e sensi d'abbandono, che spesso, nonostante i suoi sforzi, ritornano. Le sue insicurezze e dipendenze si potrebbero spiegare in questo modo. Ha fatto bene a lavorare sulla sua autostima, cerchi, adesso, di rielaborare anche il suo passato e di capire fino a che punto la condizioni nelle sue relazioni attuali. Saluti.

domenica, gennaio 21, 2007

ACCOMPAGNARE IL DISTACCO ?

Butter N° di riferimento: 656674298 Età: 30 Egregio Dottre,in realtà non sono andata tanto lontano con la mia storia... O forse sì? Diciamo non nella direzione che inzialmente speravo, ma forse non tutti i mali vengono per nuocere.Vorrei un suo spassionato consiglio. Ma prima la ragguaglio un po'.Metà dicembre:Purtroppo il dialogo che pensavo si fosse aperto era solo l'ennesima falsa partenza; ieri sera lui mi ha voluta vedere e poi ha fatto marcia indietro. E' un eterno indeciso, dice che non sa se mi ama, che ha bisogno di staccare da me, di essere libera...ma poi mi dice anche, magari ci vedremo in futuro, salvo poi dire che non sa se e quando tornerà.I o ieri sono andata in panico, ho pianto, ho suppplicato, mi sono umiliata perla strada, mi sono comportata come uno zerbino, mi sono fatta compatire e lui per tutta risposta si è infuriato, mi ha detto che non sopporta più tutto questo mio comportamento. Sembrava che fosse tutta colpa mia. Io ammetto di essere dipendente affettivamente da lui, però a mente un po' più fredda capisco che pure lui è una persona che non vale quello che credevo. Mi sono illusa e ho resitito accanto a un uomo che non mi ama come merito, che mi fa pesare se ho un brufolo sulla fronte nonostante mi sia agghindata tutta carina per lui, che si dimentica il regalo di compleanno, che non dà peso all'anniversario, che non sa se mi vuole per la vita e cambia continuamente idea, che vuole cambiarmi continuamente e farmi essere quello che non sono e che non ha neanche i cosiddetti per lasciarmi, in ogni caso, se stanco di me. Quindi, ammetto i miei errori nell'impostare il rappporto così, da parte mia,ma devo smettere di farmi carico anche dei suoi di errori. Perchè anche lui ha le sue brave responsabilità. E difetti. ENORMI DIFETTI. Lui è un inaffidabile, me lo ha dimostrato infinite volte e questo purtroppo non cambierà mai.Devo chiduerlo fuori per sempre dalla mia vita se voglio avere una chance di vivere e di essere felice, con qualcuno che mi apprezzi anche se ho un filo di pancetta, che sia preso dalla mia testa (sono avvocato e dottoranda di ricerca, nonchè la pupilla del Professore, che diamine, allora non sono totalmente scema) e non che si scocci se metto passione e tempo in questo mio progetto di studio e lavoro che amo tantissimo, che mi dica Ti amo di tanto in tanto, che non mi dica che ha voglia di fare sesso e basta, mentre è così più bello fare l'amore e dirsi anche ti amo mentre lo si fa.Voglio che il prossimo sia uno che mi fa sentire tre metri sopra il cielo, non tre metri sotto il livello del mare come ha fatto lui negli ultimi anni. Anche si ci vorrà tempo. Amare sopportando questo è un non amore verso di me, in primis. Dice che non lo rispetto. Io? E il suo di rispetto per me? Gli ho dato gli anni più belli della mia giovinezza, mi ha rigirato come un calziono e ha torvato anche i modo di buttarmi addosso tutta la colpa, dandosi anche una bella autoassoluzione in questo modo e adesso mi trovo a 30 anni da sola e con le ossa rotte e tutti i sogni mandati in frantumi. Non è la persona giusta per me, punto, e devo lasciarlo andare per sempre, anche se soffro come un cane bastonato. E' l'unico modo che ho per rinascere e cercare di essere felice, con me stessa e con una persona più degna di me. Questo ragazzo non merita tutto l'amore incondizionato e la dedizione che gli ho lungamente dato. Mi dicono tutti che passerà con il tempo anche il dolore lancinante che mi strappa l'anima. Domani mi danno le chiavi della mia nuova casa. Vado a vivere da sola. Domani èun altro giorno.Sto uscendo con altre mie colleghe avvocato, voglio cambiare cerchia di amici e ricominciare da zero.Incontrare gente positiva, non distruttiva e negativa come lui. Tra un mese andrò in Germania per ricerca e spero che uscire dal mio ambiente un po' mi aiuti. Merito un'esistenza migliore di quella che ho condotto negli utlimi anni e non mi sacrificherò più fino ad annullarmi per nessuno. NESSUNO. La vita è una sola ed è troppo importante per buttarla correndo dietro all'uomo sbagliato, anche se lo si ama. Fine anno:Si è rifatto vivo il 30, è venuto a tovarmi nella mia nuova casa, dove stavo sistemando le mie cose dopo il trasloco dalla sua (ex nostra) casa. Aveva detto che gli mancavo, che la casa senza le mie cose gli sembrava strana. E' arrivato, mi ha fatto mille moine, poi all'improvviso mi ha baciato e non mi mollava più, tanto che ho dovuto tirarmi indietro io. Mi ha preso il viso fra le mani, mi guardava con due occhioni da Bambi e ..IO CI SONO RICASCATA! Ho fatto il solito ragionamento: che si sarebbe sistemato tutto, che con il mio aiuto lui avrebbe superato la sua crisi esistenziale (che è a 360 gradi, io sono solo una delle "vittime"). Ma quando mi ha salutato dicendo che non sapeva se e quando mi avrebbe rivisto, lì mi è montata una tale rabbia!!! La sera sono andata da due cari amici a cena e mi sono sfogata...ero un fascio di nervi a dire poco. Inziavo a stare un po' meglio, da tre giorni avevo anche smesso di piangere... Ebbene, è stato come azzerare ogni progresso fatto. Di nuovo ansia, lacrime, ecc... Tutto il campionario completo. Ho capito che così non andava bene. Stava ancora giocando con me, usando me per attutire le sue insicurezze, senza curarsi della mia sofferenza. E quindi, di ritorno a casa, ho fatto una deviazione, convinta a buttarlo giù dal letto nonsotante l'ora (rendetevi conto come stavo: ma certe cose non riuscivo più a tenerle dentro, andavano dette) per dirgli chiaro: o dentro o fuori dalla mia vita... Ma più che altro nel senso di : allora, cosa vuoi fare con me? Che vuoi da me? Mi aveva detto tutto mogio che sarebbe rimasto a casa quella sera, per "pensare a noi". All'una di notte sono arrivata da lui, ho suonato, sembravo una pazza, tremavo tutta e avevo gli occhi che sembrano due pizze margherite dal piangere. E invece sopresa, lui è uscito. Mi hanno aperto i suoi genitori, che erano a dormire. Io come in trance ho detto molto bene, tanto meglio che c'erano loro, che era arrivato il punto che facessero una cosa per me: visto che a me non ascoltava, dire a loro figlio di smetterla di giocare al tira e molla con me, cosa che ha fatto per tre volte in sei settimane, lasciandomi ogni volta inesorabilmente apezzi. Ci siamo seduti e abbiamo parlato ed è stato orribile: avevo davanti due persone preoccupate solo per il figlio e incuranti della mia di sofferenza. Il loro unico pensiero era :come possiamo aiutare nostro figlio? Del mio dolore e della mia frustrazione non gliene importava nulla. Anzi, mi hanno detto di temporeggiare ancora e di non prendere questa posizione drastica? Cristo Santo che nervi!!! Ancora quell'atteggiamento del: "poverino". Poverino che cosa!!!! Ma che crescesse invece sto bendetto ragazzo, che ha quasi 30 anni ormai, e si prendesse il coraggio di decidere una buona volta, anche solo per dirmi che è davvero finita e non mi ama più! Temporeggiare? Ma se ho già concesso anche i tempi supplementari a loro figlio e sempre e solo a discapito mio e della mi felicità, perchè lui nel frattempo non ha mosso un dito per risolvere i suoi problemi esistenziali e, d'altro canto, neppure si è rivolto a me per un aiuto o un sostegno, anzi, mi ha solo allontanato e ferito sempre più! Ho spiegato loro per bene le "gentilezze" che R. mi ha regalato negli utlimi tre anni e specialmente nell'ultimo, di come mi sentissi trasparente ai suoi occhi, di come mi avesse fatto sentire persino uno sgorbio benchè non lo sia...Pensate che, in uno dei suoi falsi ritorni, 20 gg fa mi ha detto se avevo intenzione di fare la liposuzione per mandare via qualche kg di troppo - che ho preso per colpa della pillola, detto per inciso ... Bene, miei cari, sapete cosa ho detto loro? Che la lipozuzione se la facesse loro figlio, ma al cervello. Ho detto: ho dato tutto, ho concesso tempo, chance infinite a una persona che mi diceva "non so se ti amo, ma intanto restiamo così" e che mi trattava peggio dello zerbino nel frattempo...Mi ha completamente svuotato di ogni energia... mi ha mandato in frantumi tutti i sogni, mi ha portato via la serenità e anche ora che gli ho detto: "allora a questo punto lasciami libera " lui continua a tornare e ad illudermi, ma senza volere ritornare insieme e rimandando ogni volta il nostro prossimo incontro a data da destinarsi. Pezzo di idiota, mi ha anche raccontato delle tipe che cercano di abbordarlo in discoteca...nella sua psiche perversa lo fa per dire: ecco, voi donne siete proprio così, sempre affamate d'amore e di attenzioni. Capito? E io come mi dovrei sentire a sapere che mentre mi struggo e spero che torni lui fa lo scemino con le altre? Anche se poi dice (DICE) che non gli interessano, che conloro non si può parlare di nulla, mente con me di tutto... Ho anche detto che questa crisi di R. parte da lontano e che anche loro come genitori dovrebbero interrogarsi, dato che è una cosa a 360 gradi e dato che il figlio, in una sorta di presa di coscienza tardiva, nelle ultime settimane ha anche affermato che il suo malessere nasce da come lo hanno sempre trattato i genitori, ipocriti, anaffettvi ed oportunisti e mai una volta compiaciuti dei suoi successi (in questo ha perfettamente ragione, è stato l'unico barlume dilucidità che ha vuto R. ultimamente). Loro mi hanno detto: ma noi gli abbiamo sempre concesso tutto, lo abbiamo sempre assecondato in ogni cosa. E io: e avete fatto male, forse ogni tanto avreste dovuto dire di no, ma invece avete sempre detto di sì, che è più facile, e avete cresciuto un figlio del tutto deresponsabilizzato e incapace di prendere impegni seri (in effetti lui è crollato proprio verso i 30 anni, quando si è trovato a dover gestire in contemporanea lavoro (in proprio e con la responsabilità di un dipendente),mutuo, lavori di ristrutturazione casa e una donna (io) che, dopo 13 anni, dicui 1 abbondante di convivenza, cominciava a chiedergli qualcosa in più del semplice vivere alla giornata). Nel frattempo si è fatto tardi e lui è tornato e i suoi genitori , da bravi codardi, come ho sempre pensato, mi hanno lasciata da sola a fronteggiarlo. Epifania: Le mie riflessioni continuano dentro di me. Capisco e affronto lo sgomento che provo, il non volersi rassegnare a chiudere un periodo della propria vita di anni ed anni... Ma inizio a credere che se una minestra è riscaldata, nel senso che le cose a ben vedere non funzionavano più da tempo nonstante le mille chances date, il distacco defintivo sia la soluzione, l'unica che ci resta. Non devo dimenticare o buttare via 13 anni, sarebbe come rinnegare me stessa e la mia vita. Ma devo chiudere un periodo della mia esistenza. E' quello che con fatica sto cercando di fare ora. Ancora adesso ho momenti in cui vorrei cercare in qualche modo di rimettere a posto i cocci e credere che tutto si sistemerà... Sono bolle di dolore che scoppiano all'improvviso e mi devastano. Ma non è così, la verità è che noi non possiamo fare nulla per rimettere insieme alcunchè se l'altra persona per prima non vuole fare altrettanto (come nel mio caso). Però, anche così, ho cmq una scelta: o rimanere appesa ad un'illusione e non andare più avanti con la mia vita, oppure soffrire come delle bestie ma mettere io la parola fine a questo stato di cose, ossia chiudere mentalmente la storia. Dopo lunghe riflessioni, credo fermamente che sia così. La seconda via è certo molto più dura della prima e richiede coraggio e perseveranza, ma è l'unica che fa sì che le cose si possano rovesciare,finalmente: cioè che il potere di decidere torni in mano a noi, sottraendolo ai nostri "aguzzini". Una persona che mi tratta così, ossia che mi tiene in sospeso, che mentre io mistruggo e mi distruggo in attesa di una risposta di qualsiasi tipo, anche negativa ma pur sempre CHIARA, si dicono confuse ma trovano lo stesso il tempoe la voglia di andare in discoteca o in settimana bianca NON MI AMA. Mi avrà amato in passato, ma NON MI AMA PIU' ora. Uno può essere confuso, ma se ama davvero non può lasciare che l'altro si consumi dalla sofferenza mentre risolve le sue crisi esistenziali o meglio mentre si ,muta a dire che per ora se ne sta bene così, nella sua caverna (ipsedixit). Anzi, chiederebbe aiuto, piuttosto. Invece dopo aver detto che non voleva fare l'opportunista si è allontanato. Vede, "ti voglio bene" significa "io voglio IL TUO bene". Lui, comportandosi così, non vuole il mio bene, almeno non più. Bisogna abituarsi all'idea ed essere forti. Avere il coraggio di archiviare pezzo della propria vita e chiudere io la storia. Sì, io. Perchè lui è CODARDO, non lo farà mai apertamente (ma mi sta già rispondendo in maniera esauriente con i fatti). Ho intimato al mio ex di non farsi vivo se non è sicuro e se non ha proposte concrete da farmi. Risultato: non si è fatto più sentire. Ogni giorno che passa è un pezzetto dirisposta che lui mi sta dando, anche se non ha il coraggio di dirmi apertamente che non mi ama più. Ogni giorno che passa è un pezzetto di delusione in più e un pezzetto di amore in meno che provo nei suoi confronti. Devo chiudere questa parte della mia vita e archiviarla in un cassetto della memoria, come ho fatto per il periodo superiori, università, ecc. Lo ricorderò con affetto, ma andrò avanti. Dove sta scritto che devo rovinarmi l'esistenza per chi non mi ama? Sto male, mi si strappa l'anima, mi si buca il cuore a pensare di vivere senza di lui, all'improvviso mi prendono crisi di pianto e di nostalgia ed ho momenti in cui passerei sopra a tutto quello che mi ha fatto pur di riavere la persona amata... Giusto ieri l'altro. Ho chiamato, non ce l'ho fatta... per fortuna non ha risposto. Ho spento il telefono, dopo, per non avere più la tentazione. Il giorno dopo ho ricevuto un suo freddissimo sms: Scusa non ho sentito, mi trovi eventualmente domani pomeriggio. Io non ho più richiamato, nè risposto all'sms. E' terribile, lo so, ma non devo mollare. Esco, cerca il supporto di un amico o di un fratello, non devo aver paura di piangere se serve a sforgarmi... Ma non devo chiamare, per carità. Non devo prendere informazioni. Non credo più alle pause di riflessione. Non devo darmi io falsi termini per periodi di distacco. Inganno me stessa, mi nascondo la realtà. Devo, invece, dare un taglio netto. Prima mi metterò in questa prospettiva, prima toglierò a lui il nefasto potere che ha su di me, come dicevo pocanzi. La vita e la felicità sono anzitutto nostre e dipendono in primis da noi stessi. Mi sono chiesta: e se lui torna mettiamo fra 6 mesi? Ci ho pensato: spero di averne la forza (forza che mi auguro il distacco mi aiuterà a trovare), ma penso che di primo acchito io lo respingerò e per due ragioni: 1) non esiste che mi lasci a soffrire come un cane e poi torni quando fa comodoa lui, dopo che ha buttato via tutte le chances che gli ho concesso negli ultimi 6 mesi di convivenza e in queste 6 settimane di separazione. 2) è una prova. Se davvero lui mi amasse, di fronte a un rifiuto dovrebbe comportarsi come abbiamo fatto io e te (ed altri qui dentro, immagino), ossia dovrebbe prima disperarsi e, quindi, mettere in atto numerosi tentativi di riavvicinamento, provare e riprovare fino allo sfinimento nel tentativo di convincermi a cambiare idea. Solo in tal caso, sempre che nel frattempo io sia ancora libera e ne abbia voglia, penso che potrei esere indotta a rivedere la mia posizione. Se, però, dopo il no, lui sparisse gettando subito la spugna, allora avrei conferma che è ancora confuso, che sarebbe solo l'ennesimo tira e molla daparte sua e che ho fatto bene a chiuderlo fuori dalla mia vita. Ovviamente questo lo affermo da un punto di vista razionale. Spero di avere la forza di mettere in atto quanto ho appena detto. Ma devo, devo, devo, non ho scelta. Io scelgo, IO ho il potere. Me lo ripeterò fino alla nausea. Io scelgo, IO ho il potere. 9 gennaio: Tormenti interiori.Giusto ieri sera (prima sera nella mia casa nuova da single) pensavo "Magarilo chiamo, per sapere come sta, magari gli chiedo di spiegarmi meglio che cosa lo turba, perchè se capisco posso trovare il modo di aggiustare le cose..." Grazie a Dio il pensiero successivo che ho fatto è stato: "Ma lui sa benissimo come stai e cosa vuoi ed è lui che ti ha detto di essere confuso, di volere libertà, di non sapere se ti ama e che il legame della storia gli sembrava troppo pesante da sopportare. Lui sa che l'ultima volta che è tornato senza nulla di concreto gli è stato intimato di non farsi vivo senza idee chiare di ritorno...Quindi IL PRIMO PASSO SPETTA A LUI E SE NON LO FA VUOL DIRE CHE NONTI VUOLE: PERCHE' CHIAMARLO PER SENTIRSI DIRE ANCORA UNA VOLTA QUESTE COSE CHE FERISCONO?" E non ho chiamato. Io mi sono messa nella prospettiva di non aspettarlo. NO ANCHE ALLA SPERANZA, che in questo momento mi danneggia solo (ho sperato mesi e mesi che lui si chiarisse le idee e mi dicesse di amarmi, ho dato tutte le chances dell'universo...onestamente mi sento la coscienza più che a posto); ora attendo solo che mi sbollisca l'amore (e la delusione intrisa di sofferenza) e nel frattempo vivo. Ci provo. E ho dormito anche un sonno tranquillo, il primo dopo settimane di angoscia e senza sogni su di lui (MIRACOLO)!!! So bene che la strada è ancora lunga e tortuosa e non sono del tutto serena, ma è un primo piccolo passo. Ogni tanto ringrazio di essere così cocciuta quando mi fisso su una cosa. Inquesto caso tale difetto mi è d'aiuto. 9 gennaio sera: Ho ceduto! Non ce l'ho fatta e ho chiamato, con una scusa e gli ho detto che avevo bisogno di capire cosa gli passava per la testa. E' uscito il solito discorso: lui non sa cosa vuole, è alla ricerca di se stesso, vuole stare nella sua "caverna" per adesso, sta leggendo libri e libri sulle dinamiche di coppia...Ma da come ne parla non li sta leggendo con la volontà di trarre uno spunto di riflessione per lavorare su di noi, insieme magari, come gli ho proposto più volte (ho anche avanzato l'idea di una terapia di coppia). Li legge solo per trovare conferme di atteggiamenti miei o dei suoi genitori che lui non gradiva, sembra che cerchi una giustificazione per la rottura, che a questo punto penso volesse da tempo, ma non ha avuto il coraggio di intraprendere (e infatti lo aveva mascherato da pausa di riflessione, gettandomi in crisi, facendomi sentire per l'ennesima volta ricacciata in un cantuccio e dandomi false illusioni... la rottura l'ho voluta definire io). Mi ha detto cose orribili: "Questa convivenza io l'ho sofferta anche fisicamente (dermatite e dimagrimento); perchè dobbiamo fare progetti sulfuturo?; io voglio partire e mollare tutto; sono troppo pieno dall'esperienza precedente con te, voglio stare da solo, ci sono tante esperienze che non ho fatto; io voglio fare un viaggio avventuroso tipo girare il Messico senza prenotare da nessuna parte e fuori dalle mete turistiche solite, mentre tu mi proponi solo vacanze, quando io cerco un viaggio; non voglio stare fuori con il pensiero che devo tornare perchè a casa qualcuno mi aspetta; mi pesava molto tornare la sera e vederti; mi sono reso conto che sono un'amante del bello e mi danno fastidio le tue imperfezioni (Dottore, peso 58 kg per 1.65: non sarò una velina ma non sono neppure uno scorfano); in casa mi dà fastidio vederti senza trucco e non elegante(come se lui fosse sempre in smocking, ma perpiacere!); io voglio arrivare a casa e fare sesso quando mi pare, se questo significa farlo a mezzanotte (quando io che mi alzavo un'ora e mezzo/due prima di lui e a quell'ora ero morta di sonno, tra parentesi) e non mi voglio sentire dire che domani ti devi alzare alle 6.30, inoltre voglio farlo senza dover dire ti amo ed essere carino, farlo e basta quando mi pare".Io piangevo disperata e gli ho detto di smetterla di cercare di cambiarmi, nel carattere e nel fisico, e di colpevolizzarmi se sognavo un matrimonio e una famiglia con lui, che dopotutto lui in passato mi aveva fatto certe promesse poi non mantenute, che non ne potevo più di vivere di frustrazioni per aspirazioni da lui negatemi e senza nemmeno fare un progetto, anche a lungo termine (lui non capisce che non è questione di fretta, come mi ha urlato, ma di progettualità. Mi ha detto: io ragiono con le esperienze, tu con iltempo...Ancora non ho capito bene cosa volesse dire. Io so che il fattore tempo per me non è così fondamentale come pensa, ma che vorrei solo fare un progetto comune e cerco qualcosa di più stabile, anche solo nell'intenzione, e da concretizzare nel tempo). Mi ha allora allungato i suoi libri come a dire: "leggili anche tu e troverai delle risposte. Vedi che ho ragione. Io devo stare nella mia caverna" (questa l'ha presa da Le donne vengono da Venere, gli uomini da Marte....Dice che è un marziano).Dice che non ho rispetto di lui e del suo desiderio di stare solo nella sua caverna, non sa per quanto. Io so che in ogni caso sono passati due mesi dalla seprazione e quasi un anno da quando sono sorte queste discussioni tra noi e lui è sempre rimasto statico: cerca solo conferme del suo malessere, cerca negli altri le cause e si isola aspettando che passi, ma non fa un tubo per capire che le risposte non le troverà in un libro ma dentro di sè e per cambiare e risolvere, anche se questo significa prendere decisioni e dirmi chiaro che non mi ama più. Non ho retto più: ho scagliato a terra i libri e li ho presi a calci, uno l'ho anche strappato in due. Peraltro io non riuscivo ad andarmene e sono pure passata alla fase zerbino: dopo tutto ciò che ho sentito, gli ho pure detto di provare a darmi una possibilità, di crecare di ricostruire il rapporto insieme. Lui mi ha detto (e questa è la vera rivelazione: Dottore, mi ha risposto e manco se ne è accorto): "Vedi, io saprei dove intervenire come un chirurgo per correggere il nostro rapporto, solo che non voglio perchè sarebbe prenderti e prendermi in giro".Poi è andato via e mi ha detto: "mi devo allontanare da te".Però sta benedetta (strano, non mi è venuto da scrivere maledetta) frase del "non ti amo più, chiudiamo definitivamente" ancora non l'ha detta! A casa ho passato la notte insonne. All'alba delle 6 e con gli occhi pesti ho trovato un po' di pace solo quando mi sono resa conto che ho chiamato e sono andata da lui perchè non avevo ilcoraggio, con il cuore, di mettere in pratica quello che il mio cervello mi aveva suggerito: togliti da questa situazione, scelgli tu di chiudere emotivamente e mentalmente.Prima ho voluto dargli un'ultima chance, a ben vedere.Infatti gli ho anche detto più volte, in quello che probabilmente era un ultimo avvertimento: Guarda che se continui così, a non rispondere in un senso o nell'altro, comunque mi perdi, esiste il rischio che io non ce la faccia e non voglia più aspettarti.Lui non ha detto nulla ed è solo andato via, senza rispondere se non con un laconico: "per adesso è così".Ora, anche se temo che avrò alti e bassi ancora per un bel pezzo, sono un po'più risoluta. Gli ho mandato un sms con scritto che dovevo chiudere io per spezzare latortura e ho anche aggiunto che per mia salvaguardia non dovevo lasciare porte aperte...per adesso. Mi maledico per quel "per adesso", che indica che ho preso più coraggio, ma che non sono ancora del tutto distaccata da lui. Intendo dire che voglio smettere di pensare a lui e concentrarmi su di me e soprattutto smettere di attendere una risposta, tanto me la sono data da sola. Il "per adesso" che ho aggiunto credo si riferisca anche al fatto che "mai dire mai" e che solo gli stolti si fissano e nascondono la paura del nuovo barricandosi dietro una presunta e cocciuta coerenza con scelte del passato. Insomma,Dottore, sono molto scettica sul fatto di concedere nuove possibilità, anche tra mesi, a questo uomo. Penso che nessuno cambi fino a stravolgersi. Al massimo però si può maturare e in lui comuque c'erano anche delle cose buone, quelle che mi hanno fatto innamorare e stare con lui così a lungo. Ma non ci spero.Tengo i piedi ben incollati a terra. Ora voglio vivere, stare bene, tornare ad essere serena, con il tempo non escludo di aprirmi a nuove esperienze amorose (certo non ora e non all'insegna del chiodo scaccia chiodo). Non so cosa sarà del mio futuro, però so che forse mi sto liberando del fantasma di una persona che, senza parlare, mi ha fatto capire che non mi ama e che mi teneva lagata a sè pur lasciandomi sola. Che dice dottore?Mi perdoni la prolissità e grazie per avermi già risposto una volta.Butter
Non mi detesti se scrivo di nuovo, non sono una stalker, ma c'è stato uno sviluppo significativo. Il mio ex è sempre stra confuso, non sa quello che vuole dalla sua vita... Cmq in questi ultim giorni io ho capito una cosa: siamo troppo diversi, siamo cresciuti insieme ma ci siamo differenziati. Lui è uno spirito libero ed ama l'instabilità, il vivere senza regole e progetti. Forse è anche immaturo e ha paura delle responsabilità da adutlo,anzi, senza forse, mentre io penso di essere più vanti nel mio eprcorso dicrescita e maturazione personale rispetto a lui (anche se per anni è stato il contrario... come è strana la vita!). Io invece sono molto più placida e tradizionale. Sogno una famiglia tradizionale ed una vita più convenzionale, anche se non credo, per questo, di essere mediocre e di condurre un'esistenza appiattita. Però, come tutte le pescioline (mi passi il paragone astrale), ho una visione romantica dell'amore e cerco un uomo che sia il mio "cuscino" e non il mio "pungolo", come era lui. Venerdì gli ho comunicato che chiudevo io la storia, emotivamente e con la prospettiva di andare avanti. No porte aperte. Lo facevo perchè, al di là dell'attesa snervante di una risposta chiara da lui, ho compreso queste cose. Insomma, alla fine abbiamo parlato e per la prima volta senza litigare... Ci siamo chiariti. In cocnlusione, se ne è uscito con quella risposta che attendevo da tempo: "Non ti amo più già da quasi un anno, ma non avevo il coraggio di troncare per via dei tanti anni passati insieme e perchè vedevo che per te invece era l'opposto, anzi sognavi il matrimonio. Ho preferito accompagnarti piano piano che mollare di botto. Anche in questi due mesi, tornavo perchè ero pieno di sensi di colpa per come soffrivi per la separazione, ma non volevo davvero tornare insieme ed ecco perchè ti dicevo che non volevo finire con il a fare la parte dell'opportunista e poi me ne andavo di nuovo. In questi lunghi mesi di travaglio però ti ho sempre portato rispetto e sono stato fedele, lo meritavi. Mi dispiace per il male che senza volere ti ho fatto." Peenso che sia riuscito a dirlo , a sè e a me, solo ora che ha visto che sono pronta a sentire queste parole... Io gli ho detto che, con il senno di poi, forse era meglio una confessione più chiara tempo fa, da parte sua, dato che con il suo "accompagnarmi" mi ha più che altro creato confusione, dato che io ho creduto che volesse riprovarci. Ma non mi sento di condannarlo, però, perchè non ha agito per il meglio, certo,ma non sarà stato facile nemmeno per lui e perchè nessuno di noi credo sia preparato a porre fine a una relazione di anni ed anni, mai. Con un fondo di malinconia ma più sollevati, entrambi ci siamo salutati e ci siamo abbracciati forte. Ora devo lasciare che la malinconia si attenui e che il mio amore si trasformi in affetto (sembra facile...). Non potrò mai odiarlo o dimenticarlo, sarebbe come rinnegare metà della miavita. E lo stesso è per lui, che comunque mi vuole bene ed è dispiaciuto per certe frasi orribili che mi ha detto e gli credo, era sincero e con gli occhivelati. Ci siamo davvero lasciati solo venerdì, dopo queste parole in un certo senso. Io ora mi sto interrogando molto sull'esperienza di questo lungo rapporto percapire certe dinamiche mie non benefiche per me e per la coppia, ma ora, dopo un paio di mesi di distacco, inizio a vedere anche i suoi di problemi relazionali ed esistenziali e, quelli, sta a lui risolverli. La prova è data dal fatto che, risolto il tassello della nostra relazione, lui rimane ancora con molti punti interrogativi da risolvere a livello personale e di cui io non ho responsabilità e che, del pari a certi miei comportamenti, hanno pesato nella vita di coppia. Ma quelli sono problemi suoi. Io non ne ho colpa.Vorrebbe darmi un suo parere e, soprattutto, a questo punto, qualche consiglio per elaborare correttamente questo cambiamento della mia vita? Vorrei davvero incasellare questa esperienza nel modo giusto e andare avanti senza lasciare cose irrisolte che mi creino problemi in futuro (anche se non ho fretta ,ripeto, di lanciarmi in nuove storie. Ora voglio trovare il mio equilibrio e la vera me stessa).Grazie
Innanzitutto la ringrazio per la testimonianza, seppur lunga, ma significativa. Lei da perfetta "avvocatessa" ha illustrato bene il "processo" relazionale di coppia che avete vissuto. Ma forse è mancato la visione del "processo" relazionale dal punto di vista dell'altro. Sopratutto in relazioni lunghe come la sua, si finisce col non "ascoltare" i messaggi, spesso non verbali, che l'altro invia. Ciò al di là dei torti o ragioni dei membri della coppia. La relazione finita le lascerà ancora delle ferite che richiedono tempo per essere marginate, ma le premesse perchè ciò avvenga ci sono. Saluti.

martedì, gennaio 16, 2007

RIUSCIRO' A...?


mia N° di riferimento: 719157978 Età: 29 Salve dottore. frequento spesso il forum e ho grazie al suo sito e al libro donne che amano troppo ho capito di soffrire di una dipendenza affettiva. ho iniziato a frequentare un gruppo di auto aiuto nel quale mi trovo bene, e trovo molto sollievo nel sapere che ci sono altre donne che hanno sofferto come me. ma riconoscersi malati non significa guarire. la mia situazione personale è molto delicata, e io non mi sveglio una sola mattina senza pensare che non riesco ad uscirne. la mia vita nel giro di un anno è completamente cambiata, a causa in parte della storia con quest'uomo per cui ho lasciato il ragazzo con cui stavo da più di dieci anni. nella mia storia precedente non riconosco particolari sintomi di dipendenza affettiva: ci siamo amati molto, in modo sincero, avevamo i nostri problemi di coppia ma c'era fiducia totale, e la capacità di riuscire a risolvere i problemi insieme. fino a quando mi sono presa una cotta pazzesca, che mi ha spinto a fare cose del tutto irrazionali; quando ho capito che qualcosa non andava mi sono aperta con il mio ragazzo, ma non siamo riusciti ad unirci per fare qualcosa insieme. non riuscivamo più a vederci senza piangere, non riuscivamo più a parlare. e io, completamente confusa da tutto quello che mi stava accadendo e dal mio mondo che andava in frantumi, mi sono attaccata in modo eccessivo ad una persona che non meritava nulla. purtroppo questa persona lavora con me, anzi io lavoro per lui come collaboratrice; la storia è durata qualche mese. per tutta la primavera e l'estate lui è stato il mio pensiero fisso, non mangiavo più, passavo tutto il mio tempo libero a letto a piangere o dormire, ho trascurato i miei studi. è molto bravo a dare di sè un'immagine di persona sensibile e intelligente, impegnata, ma basta grattare un po' sotto questa apparenza e si scoprono bugie, storie multiple, verità dette ad arte, e chissà cos'altro, non solo nei miei confronti ma anche dei suoi famigliari e dei suoi collaboratori sul lavoro. adesso mi tocca vederlo ogni giorno, ma questo non sarebbe un problema perchè da quando ho deciso di non vederlo più a livello personale il mio distacco emotivo ha iniziato a migliorare. fino a quando, per caso, ho scoperto che lui ha iniziato una storia con una mia collega, ovviamente "segreta" come la mia. questo mi ha catapultato in una situazione molto pesante, perchè lavoro gomito a gomito con lei tutti i giorni. razionalmente capisco che non tornerei mai con lui, che non potrebbe mai esserci una storia seria e sincera con questa persona, se così si può chiamare, ma c'è ancora una parte di me che soffre da morire. in parte è il mio cuore che ancora sanguina per il modo in cui è stato usato, ma ciò che mi spaventa di più è che ogni giorno io rivedo davanti a me i fantasmi della dipendenza che speravo di essere riuscita a superare. mi spiego meglio: mi riferisco ai pensieri tipo "ecco sicuramente lei sarà molto meglio di me ed avranno una storia meravigliosa", oppure alle crisi di pianto che rimando indietro, o alla paura che il pensiero di lui torni ad essere costante nella mia vita.adesso infatti non tanto il pensiero di lui, ma la presenza di lei sta diventando una vera ossessione. e questo, oltre a farmi stare male, tira fuori lati di me che non mi piacciono, perchè non essendo serena non riesco ad esserlo con gli altri. faccio una fatica cane a mettermi una maschera accettabile. credo che il fatto che non sto bene sia evidente, ma cerco d itrattenermi il più possibile. dovrei forse cambiare lavoro, ma una situazione famigliare anch'essa pesante a livello emotivo mi fa tentennare. ho un rapporto molto difficile con mia madre da sempre, sono orfana di padre da dieci anni. nel frattempo piango molto, cerco conforto negli amici che sono molto pazienti con me (ma per quanto?), e sono sempre più stanca ed affamata. di amore, diattenzioni, di affetto, di serenità. il vuoto emotivo che ho dentro e che cercavo di riempire con la dipendenza è sempre lì, e le mie energie sono sempre meno.s o di avere potenzialità, una laurea, un cervello funzionante, ma non riesco a dare valore a queste cose. scrivo pagine e pagine in cui butto fuori tutti i miei progressi, le mie ricadute, le mie ferite vecchie e nuove. non riesco più ad ascoltare la musica, a guardare un bambino, perchè qualunque cosa che muove il mio cuore lo sveglia e lui mi ricorda che soffre da morire. quando tempo ci vorrà perchè io trovi un po' di sollievo con il percorso che ho intrapreso? riuscirò a conoscere e a controllare quelle ferite nel mio inconscio che mi hanno spinto a comportarmi in modo del tutto privo di rispetto per me stessa? quando riuscirò ad avere una percezione dei miei limiti, e mi metterò in testa che sono una persona delicata e che non posso trattarmi così? grazie dottore per questa possibilità.


Dostoevskij amava ripetere che si può condurre un cavallo ad un abbeveratoio, ma non lo si può costringere a bere. La strada che lei ha intrapreso è quella giusta e che col tempo la condurrà al limite dell'uscita dal tunnel ma servirà l'atto finale della sua volontà per uscirne definitamente. Mille lacci la trattengono: il suo passato, la contiguità con l'ex per quanto riguarda il lavoro e la collega. Inoltre oltre a tutto ciò, potrebbe esserci qualcosa di ancora molto profondo che non è ancora emerso e che l'impedisce la "liberazione" finale. La voglio salutare con dei "versi" di speranza del poeta Saba, che amo spesso ripetere:

"Muta il destino lentamente, ad un ora precipita"

RABBIA ED ANSIA

Paola N° di riferimento: 370171780 Età: 37 Gentile dottore, solo una settimana fa ho iniziato a frequentare un ragazzo in quanto credevo di poter provare dei sentimenti verso di lui , ma purtoppo nulla di fatto in quanto dopo aver avuto una relazione sessuale con lui mi sono accorta di provare affetto ma nulla di piu'. Il problema e' che ora provo una grande rabbia nei miei e nei suoi confronti senza capire perche' tanta reazione "esagerata". Non e' la prima volta che mi capita e non riesco a calmare questa rabbia e ansia. come posso fare? cordiali saluti
Non mi fornisce molti elementi. La sua rabbia ed ansia potrebbero derivare da un eccessiva colpevolizzazione che lei mette in atto nei suoi confronti e nei confronti dell'altro per la fine di una relazione. Purtroppo la rabbia e l'ansia non possono e non deveono essere soffocate ma gestite ed accertatene le cause. Saluti.