Visualizzazione post con etichetta testimonianza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta testimonianza. Mostra tutti i post

lunedì, febbraio 25, 2008

NON SO' STARE DA SOLO

Le mando una mia mail inviata ad una sconosciuta, forse è confusionaria, forse no, non so se riuscirà a capire non ho tanta voglia di scrivere, ma vorrei testimoniare la mia esperienza.
Il sito è un buon spunto per chi voglia ricominciare.
Grazie
---------------------------------
Non è uno sfogo, non amo apparire, farmi notare, solo chi mi è molto vicino mi conosceveramente.
Questa mia presenza sulle chat è un modo di allargare il mio mondo, diventato troppo piccolo, quasi inesistente, un modo per aggrapparsi a qualcosa, un modo per sperare in qualcosa, un incontro fortunato può sempre capitare, una nuova amicizia, un nuovo amore (non ci credo tanto), ho le stesse possibilità diincontrare qualcuno per strada, al mare, mi è già capitato alcuni anni fa, hoguadagnato due buone amicizie dalla chat. Puoi pensare tutto e il contrario di tutto leggendo queste poche righe, non mi conosci, io non conosco te, ma leggendo il tuo blog ho sentito le pene d'amore,la solitudine, la voglia di vivere e lottare di credere ancora nell'amore, sai quello scrigno d'acciaio che custodisci nel tuo profondo? E' uguale al mio, in te ho letto la profondità della solitudine, la delusione,la vita andata in pezzi, un enorme hangar, alto, immenso, da riempire con piledi monetine, una dopo l'altra , un lavoro immane che non finisce mai e ognitanto le pile crollano e tu devi ricominciare, ma la tenacia ti porta avanti,poi un giorno ti accorgi che l'hai riempito, è venuto qualcuno ad aiutarti unpiccolo grande aiuto, chiudi l'hangar soddisfatto del lavoro, chiudi e scappivia, vai per il mondo, torni a vivere, un vivere incerto ma sempre meglio dellasolitudine, non avevi nulla, adesso hai quello che ti serve, un'amore, forse unpo insicuro, ma vuoi mettere con la solitudine? La mia storia:Famiglia diciamo quasi povera, i miei hanno sacrificato tutta la vita, nessuna vacanza, l'unica loro soddisfazione sono i quattro figli, hanno tirato suquattro brave persone. Mondo povero, mondo piccolo, io il più grande, persona responsabile, aconoscenza dei sacrifici e dei problemi di famiglia, studio fino al diploma,poi a lavorare, non è il caso di pesare ancora sulla famiglia, amici normali,ora mi accorgo a 39 anni di non avere un vero amico da sempre, a 21 anniincontro un sorriso bello come il sole, mi innamoro, il mio primo amore, siamocresciuti insieme, ci siamo accontentati di poco, di noi, viaggi pochi, mondopiccolo, solo i libri allargano il mio mondo. A 28 anni decido che è il momentodi diventare indipendente, decido di sposarmi, è il momento, con tantisacrifici metto su casa, matrimonio, bel giorno, sono felice, vivere insieme èbellissimo, pochi mesi e qualche precauzione in meno e mi ritrovo futuro papà,botta iniziale, non era previsto così presto. Ci vuol poco a tramutare la perplessità in gioia, l'amore fa grandi cose. Gravidanza difficile, mille attenzioni, un po di preoccupazione, mille esami,alcune volte ricoveri, l'ultimo impietoso, il bambino non cresce, siamo alsettimo mese, siamo al 21/12/99, medici incerti, attendiamo qualche giorno,facciamo passare natale e poi vediamo. Riporto la mia famiglia a casa per passare un mesto natale, 22/12 ha casa, leinon si da pace, troppa tristezza, sta male, alle 3 del mattino la porto inospedale, calmano i dolori con una flebo, dopo le 5 la lascio, torno a casa perprendere alcune cose, deve stare in ospedale, arrivo a casa e ricevo unatelefonata, volo all'ospedale, Enclapsia, parto cesareo, il bambino è troppopiccolo, è nato, è morto, devo anche registrarlo all'anagrafe, Roberto, nomedato dall'infermiera non so neanche quello che faccio. Elena, sbalzo di pressione, emorragia al cervello, in cinque giorni di sala dirianimazione ogni giorno una notizia peggiore, il giorno che mi hanno detto chenon c'era più speranza, mi hanno fatto entrare a vederla, lo toccata, non c'erapiù, Elena non era più li, ho sentito che la mia vita era finita. 26/12 unmondo intero è finito. Non sono stato in grado di andare al funerale, ho vagato, ma sono tornato acasa, non per me, per l'amore verso la mia famiglia, così è stato per alcunimesi. L'hangar era immenso, buio, freddo, non si riempiva mai, ho scoperto la chat,in molti mi hanno aiutato, molto spesso inconsapevolmente, alcuni, anzi alcune,ho fatto solo amicizie femminili, gli uomini non hanno la sensibilità pertrattare con gli uomini. Gli uomini mi hanno aiutato con lo sport, amici di pedalate in montagna onuotate al mare. Il sole la natura, il mio antidepressivo preferito. Alcune amicizie sono diventate reali, mi hanno aiutato a costruire un piccolonuovo mondo, sono andato al loro matrimonio e ne sono felice, amicizie sincere.I vecchi amici gli ho tenuti lontani, tutte coppie, troppi ricordi. Una piccola vita, ma almeno ero vivo, poi un giorno incontro uno sguardo apranzo, così per un mese, mi faccio avanti, tra mille difficoltà nasce lapassione, viva pulsante, intensa, mi sento vivo, il cuore mi scoppia, ho persola vita, come posso non essere felice di vivere! Iniziano le incertezze, l'insicurezza di lei, ma io non mollo, sia percarattere, sia perché voglio vivere, non posso tornare al nulla. 5 anni di cui gli ultimi 2 vissuti insieme, era una nuova vita, nessunacertezza, ma io amavo e vivevo, lei invece solo insicurezza, anche grandeamore, so che mi ha amato, ma ha vinto l'insicurezza. Incertezza, insicurezza, mal di vivere, se non fosse per il destino non sapreicosa sono, in effetti non lo so, non sono nel mio dizionario, l'ho scopertotramite l'amore, l'amore riversato su una persona insicura, con il mal divivere, mi ha lasciato, mi sono ritrovato nell'hangar immenso, mi sa che è piùgrande del primo, ma almeno so che lavoro devo fare. Avrei potuto farmi del male, bere, drogarmi, avrei avuto un minimo digiustificazione, ma no, io sono tutto d'un pezzo, non amo farmi del male o faredel male, ho vissuto per amore, amo, amo incondizionatamente, non chiedo nulla,do tutto. Tutto d'un pezzo e sono a pezzi, resisto senza orizzonte, cammino ma non sodove vado. So solo cosa sono stato, sono quello che ho vissuto. Ora eccomi qua, a ricominciare, con tanti amici sposati e con figli, che nonvedo mai, la mia vecchia casa data in affitto a mio fratello, sono tornato daimiei, ospite fino a quando il cervello si schiarisce e il portafoglio mipermette una nuova casa, amici di sport e niente più, lavoro, casa, sport,piccolo mondo che non so più come allargare. Uomo d'acciaio, ma timido, passionale solo con chi ama, tanto da dare, ma pocoda dire, una combinazione perfetta per stare da soli. Arriva Natale e ho paura di stare qui con il freddo nell'anima e senza sole,spero di riuscire a partire, altrimenti il freddo si farà sentire, fuggo, vago,come sempre quando sono triste poi torno. Si hai ragione ogni tanto mi sfogo nel virtuale, oggi purtroppo e toccato a te,perdonami, vorrei portare sorrisi alle persone, ogni tanto mi riesce. Al contrario di te gli sfoghi non mi portano benefici, non mi liberano l'anima,sono più che altro un ripetere a me stesso quello che sono. Io ho fatto alcune scelte nella vita che tu non hai fatto, non so dire chi havissuto di più con più ricchezza, sicuramente abbiano vissuto intensamente, il bello e il brutto della vita. Grazie per avermi dedicato qualche minuto.

giovedì, ottobre 04, 2007

NON HA PIU' SENSO VIVERE

paola Età: 50 Il mio mal d'amore,come per tutti,viene da lontano Mia madre è sempre stata malata (non fisicamente) Ho altre tre sorelle, abbiamo un anno di differenza l'una dall'altra, io sono la seconda,forse la più debole mentalmente, forse ho ereditato la malattia di madre. Sono andata a vivere da sola a 24 anni e per quegli anni non era molto "normale" .Ho iniziato a lavorare a 15 anni, studiato di sera, ho fatto tante cose nella vita, conosciuto tante persone . Ma la mancanza d'amore.. la paura...l'incapacità.. A 27 anni misono fatta del male, ero stata lasciata, sono incapace. A 31 ho conosciuto un uomo, ero innamorata veramente per la prima volta, sono rimasta subito incinta, ho deciso di tenere il bambino, lui è "rimasto" ma non mi rendevo conto della sua indifferenza Mi sono dedicata al cambio di casa, la gravidanza, il cambio di vita, il figlio,il lavoro ecc., la mia incapacità di fare la madre, l'assenza, indifferenza, i silenzi, del mio compagno. Sono iniziate subito le incomprensioni, le mie esigenze affettive, di relazione, che mio figlio avesse un padre presente, Io litigavo e lui silenzio o poche parole come coltellate. Prima che mio figlio compisse un anno aspettavo un altro bambino, lui mi ha detto che non mi voleva bene e voleva andare via. Sono andata ad abortire lontano per la vergogna e il dolore. Io litigavo e lui diceva che voleva andarsene ma non lo faceva. Io dicevo che bisognava cercare di recuperare, ero terrorizzata. Ai suoi silenzi e indifferenza reagivo con litigi e poi con piatti rotti, aggressioni.Sono molti anni che faccio colloqui Quando ho avuto il coraggio di dirgli di andarsene non l'ha più detto. La casa è sua e non eravamo sposati. Ho avuto il coraggio di andarmene io un pò di mesi fa. Cercavo di superare il muro che lui aveva costruito (è così con tutti) ho rinunciato.E' stato definito una persona anafettiva. Eravamo proprio una coppia orribile. Mio figlio ha vissuto le tensioni, anche i litigi, me ne sono sempre sentita in colpa. Mi sono sempre dedicata solo io a lui, non ha avuto un padre e quindi una madre molto presente, adesso ha 18 anni. Nella nuova casa doveva venire anche lui, si è sempre reso conto anche delle stranezze del padre, invece ha sempre rinviato.Mi accusa di avergli rovinato la vita (e il padre?)ecc. Sono diventata l'unica responsabile di tutti i suoi problemi, continua a vivere con il padre, che non gli fa domande, non fa il genitore e quindi non rompe. Sono stanca dei sensi di colpa, basta. Dieci anni fa ho lasciato il lavoro,con una piccola pensione ( adesso non mi basta neppure per l'affitto) Ero stanca, ero sola, la famiglia è sempre stata sulle mie spalle, pensavo che avrei avuto del tempo anche per me, magari studiare,una ltro lavoro, o altro. Invece a parte qualche corso ero prigioniera di me stessa,della situazione. Circa un anno fa ho deciso di separarmi, tra l'altro eravamo conviventi non sposati, avevo iniziato una cura antidepressiva.Quasi 20anni di depressione! Il mio medico di base mi dava un anti ansia dal quale sono ancora dipendente. Dopo la decisione ho iniziato a darmi da fare, ricerca dellavoro, di una casa, tante cose burocratiche da fare, a frequentare corsi di formazione. Adesso lavoro come interinale.Pochi soldi. Lui mi passa un fisso e vorrebbe mettere una scadenza (dopo 20 anni in cui ho fatto da madre e da padre come ho potuto e organizzato la vita della famiglia in tutto) Io non ho mai ambito a farmi mantenere, è umiliante. Ma la nuova vita mi aveva fatta tornare la donna di prima di conoscerlo, piena di iniziative, non mi abbatto, mi dò da fare, lavoro con tre agenzie interinali e la mia età non facilita, ma ero motivata. Adesso non ha più senso niente. Le accuse di mio figlio, il fatto che abita col padre (che non lo voleva) non è più un momento di passaggio, sono trascorsi dei mesi, e più gli chiedo spiegazioni più mi accusa di avergli rovinato la vita e che preferisce vivere da solo col padre che non lo stressa, cioè gli fa fare quello che vuole ed è sempre via per lavoro. Il rifiuto, leaccuse di mio figlio sono la cosa peggiore . Mi sento buttata via, ho rovinato la vita di tutti? Ho cercato di fare il meglio di quello che potevo,che ero capace. Che situazione assurda, orribile. La famiglia l'ho costruita io, mio figlio è una bella persona nonostante la situazione familiare, anzi proprio per questo l'avevo abituato a parlare, a confidarsi. Da più di un anno ha la ragazza. Adesso mi sento la pecora nera da tenere lontano, negativa, sporca. Non ha più senso vivere.

NON CREDO CHE NE' USCIRO' MAI

Lui l'ho conosciuto dopo la fine di un rapporto di 5 anni, dopo appena 6 mesi da questa fine voluta da me. non riuscivo a stare senza un uomo... in realtà, pensandoci, è da quando avevo 17 anni (oggi 29) che non sono mai stata senza un uomo.dal rapporto precedente uscivo distrutta, umiliata, sfiduciata sulla mia persona. avevo subito un non-amore lungo 5 anni sentendomi ringraziare ogni giorno per lo stupendo modo d'amare incondizionato che avevo: sempre presente,piena di perdono, nessun rancore, nessuna pretesa... a pensarci bene quasi senza chiedere di essere amata, soltanto avere l'opportunità di tribolare per il dolore svuotandomi di tutto quell'ingombrante sentimento... poterlo riversare su qualcuno con l'illusione di fare la cosa giusta. forse qualcosa sarebbe tornato indietro un giorno... ma in 5 anni niente. fu un barlume di lucidità l'attimo in cui chiusi il rapporto, mi sbalordì piuttosto la freddezza improvvisa: il giorno prima avrei ammazzato per lui (subivo offese, lunaticità, assenze, egoismi vari, scatti d'ira, giustificavo tutto dicendo che ero io poco intellettualmente stimolante, lui aveva scelto addirittura me e io dovevo essergli grata senza chiedere niente), il giorno dopo lui non era più nulla, quasi non mi servisse più a nulla, quasi non mi potesse più servire ad andare più in basso di quanto ero. non ho mai avuto un rimpianto. quindi dopo pochi mesi di astinenza cercai un altro uomo, un mio collega, il mio compagno attuale. all'inizio pensai di rifarmi di tutto lo schifo subito e m'illusi che ci stavo riuscendo... lui era premuroso e presente, fino a quando non scoprì che certi atteggiamenti euforici erano dovuti al fatto che facesse uso sporadico di stupefacenti... al dire il vero non fu una scoperta, me lo disse apertamente e disse che se per me era un problema potevamo anche finire di vederci. per me era un problema, un grosso problema ma rimasi lì, sul sedile di fianco al suo, immaginando come avrei fatto senza di lui (che non era lui) a vivere... pensieri assurdi dopo solo due mesi no? no, non per me allora, non per me adesso credo, dal momento che rimango in questo rapporto destabilizzante da due anni, dove sono in continua competizione col suo sballo, dove conosco perfettamente il modo e il minuto preciso in cui mi mentirà e mi ferirà e pure ancora permetto che continui. 4 mesi fà m'ha chiesto di sposarlo. gl'ho detto di si, con la solita fiducia cieca... il bello è che da parte sua ci sono solo quelle belle parole di amore inconsistente senza che i fatti le accompagnino: di fatto non saprei con quali soldi pensiamo di costruire il nostro futuro insieme dal momento che tutti i soldi che potremmo mettere da parte vanno via per il suo 'divertimento'. senza quelle parole incosistenti e che io riconosco e maledico come tali, io non esisto... ne ho bisogno, più volte al giorno, h obisogno d'illudermi per poter sopportare quanto io sia capace ad illudermi. o forse per credere di essere come tutti, meritevole come tutti, normale insomma. non credo che ne uscirò mai... non da questo rapporto intendo (fa paura laleggerezza estrema del mio fatalismo al cospetto di tanti proggetti no?), da me stessa, da questo modo innaturale di usare gl'altri(non credo che sia un paradosso) per soddisfare il desiderio continuo d'amore, che ora lo so che non è amore.

martedì, settembre 25, 2007

FARO' TESORO DI QUESTO FALLIMENTO

david Età: 29 Salve a tutti. premetto che la mia testimonianza ormai è da considerare al passato visto che la mia storia è finita da un mese e devo dire che leggendo i vostri articoli mi sono praticamente rivisto nelle vostre parole come una persona dipendente da un'altra. io sono un insegnante di fitness e ho conosciuto questa ragazza in palestra, inizialmente data la sua età19 anni è nato tutto per gioco e frequentavamo rispettivamente due persone. Piano piano ci siamo resi conto della grande attrazione reciproca che avevamo e quindi decidemmo di metterci insieme, da qui inizia il mio annullamento come persona. praticamente giorno dopo giorno mi dedicavo solo a lei, avevo abbandonato tutto e se fosse servito avrei abbandonato anche il resto fortunamente non lo feci, purtroppo sempre per la sua giovane età ero tornato nella fase adolescenziale con orari ristretti genitori pesanti e un lavoro da parte sua che all'epoca mi rovinò l'esistenza. non riuscivo a stare un minuto senza sentirla un minuto senza vederla più i giorni passavano e più ero depresso quando non c'era a tal punto di piangere come un bambino. come potrete immaginare questa mia sofferenza la gettai sul rapporto iniziando a incolpare lei per la non presenza, me la presi con i genitori e con il suo lavoro perchè volevo che lei lottasse contro tutto e tutti, non andò così. dieci anni di differenza sono tanti quindi forse anzi sicuramente le chiedevo cose difficili per la sua età ma avevo paura di tutto, qualsiasi cosa si intromettesse tra noi era sinonimo di litigi sempre fondati da me. ora è finita ponendo così veramente la parola fine ad un dolore acuto mai provato per otto mesi, ma leggendo l'articolo sulla dipendenza affettiva mi sono rivisto in tutto e per tutto e anche se sto soffrendo come un cane per la sua assenza per non avere più una persona sulla quale appoggiarmi e magari appoggiare capisco che bisogna amare di meno gli altri e amare più se stessi, farò tesoro di questo fallimento per non ricadere in questa atroce sofferenza prima dopo e durante un rapporto. la cosa strana è che non mi era mai capitato anzi sicuramente sono sempre stato dalla parte opposta a vedere dal mio piedistallo la sofferenza altrui. grazie dello spazio che mi avete dedicato e spero di ricevere una risposta e un consiglio!
Le rispondo con un significativo brano:
"Ora che vi ho detto tutto sull'amore, non crediate che io ne sappia più di voi: il ragazzino, il bimbo appena nato ne sanno quanto me.L'unica differenza è che lui, che non ha anni e ancor meno esperienza, crede ancora a ciò che lo tormenta; mentre noi, che siamo carichi di anni e di esperienza, cerchiamo di affidarci ad essi per rendere meno dolorose le nostre illusioni. Eppure con tutto ciò, sappiamo forse amare meglio di lui?" - M.Chebel, Il libro delle seduzioni (1996)

CI RIUSCIRO', LO SENTO

gaia Età: 38 Leggendo gli articoli mi sono resa conto di quanto io sia e forse sono dipendente d amore, ho letto anche una testimonianza ed è così, ki subisce molestie da familiari si chiude e si sente di non aver diritto di essere amata. A 14 anni mi fidanzo con un ragazzo più grande di me, lui giocatore d azzardo, i miei non vogliono ma io si..finisce male capisco a 19 anni che non è l'uomo della mia vita dopo un aborto.. resto incinta di lui..dopo due anni conosco il padre di mio figlio, ex tossicodipendente, in 13 anni di matrimonio oltre ai suoi problemi di salute, subisco violenze fisiche e psicologiche, lui un insicuro ma aggressivo... arrivo a pensare alla morte, ma mi rendo conto un giorno che non è così che deve andare e lo lascio, sì ma mi rendo conto che c è qualcosa che non va in me, sono vittima? sono carnefice? sono entrambe!! faccio la vittima per farmi compatire e la carnefice per darmi forza sulla mia fragilità..ora so che anche io ho grossi problemi.. oggi legata ad un uomo sposato che nel momento in cui non si fa sentire io vado in paranoia, e guardo sempre il cellulare con la speranza di un suo messaggio, che piange per lui che si fa anche in questo caso vittima... no ora basta!!! è il momento di far uscire la bambina che è in me, l'adolescente cresciuta in fretta, affrontare la realtà e non nasconderla!! da piccola ho subito molestie da uno zio, non ne ho mai parlato e l'avevo pure dimenticato, ma un giorno un odore mi fa ricordare... mia madre non mi ha mai creduta...lei grande lavoratrice che per anni mi ha lasciata sola per lavorare, io portavo la casa avanti dall'età di 11 anni, lei che oltre ad essere sposata ha avuto un amante per tantissimi anni, ed io ho incolpato mio padre..io ho dovuto pagare anche per le loro scelte marchiata come figlia di... il mio ex marito me lo faceva pesare molto...oggi so quali sono i miei problemi ho voglia di essere amata di essere coccolata di non avere troppe responsabilità!! piano piano ci sto riuscendo ad avere stima di me perchè di qualità ne ho tante, sono una buona madre, socievole, cucino bene, mi piace leggere, voglio fare sport, tutti mi vogliono bene e ho tanti amici..non voglio fare più la vittima e non voglio fare più la carnefice...equilibrio...lapsicologa che mi sta aiutando mi dice che voglio divertirmi, che è giusto che lo faccia, e che ho ancora la voglia di innamorarmi si l ho ma adesso deve essere tutto diverso, sono una donna indipendente sotto tutti i punti di vista, forse anche questo mi manca appoggiarmi a qualcuno come si fa nelle coppie normali.. so di aver sbagliato di essermi assunta tutte le responsabilità e non dividerle con il fatto di potercela fare di essere convinta di poter fare tutto io, sindrome d onnipotenza.. ma non è così sono solo una donna fragile con le sue esigenze di vita e ke ha bisogno di amare ed essere amata ma nel modo giusto..ci riuscirò lo sento!!!

domenica, settembre 16, 2007

EPISODI TRISTI

La mia storia è molto lunga, dura ormai da quasi quindici anni. Sono un'insegnante e ho conosciuto M. a scuola. non è stato un colpo di fulmine, mi ha proprio conquistata con la sua intelligenza acuta (è ingegnere areonautico), l'ironia, la gentilezza, il calore che sa comunicare. Dopo qualche mese abbiamo cominciato a frequentarci: l'ultima mossa è stata raggiungermi al mare dove ero andata, in occasione dei morti, con mia madre e mia sorella: io uscivo da una storia triste, nella quale non mi ero mai sentita importante e questo gesto mi ha rassicurata del suo interesse per me. C'è stata una grande passione, un collante fortissimo che è ancora vivo, ma in questi anni sono accaduti anche episodi molto tristi: racconterò i più significativi.
Dopo quattro anni dalla prima volta, nei quali avvertivo però sempre una sorta di distacco (tipo: non usciva mai con i miei amici, non mi invitava con i suoi, le vacanze erano rigorosamente separate) che lui motivava con il suo carattere un po' schivo, accadde un incidente: mentre tornava dalla sua casa al mare è uscito di strada e, accorsa in ospedale, ho scoperto che al suo capezzale c'era la fidanzata. mi sono comportata da signora fingendo di essere una semplice amica e in seguito ho tentato in molti modi, anche dicendo la bugia che ero tornata con il mio ex, di allontanarlo dato che la fidanzata in questione aveva fatto in modo di farmi sapere che dovevano sposarsi e che io ero d'intralcio. Senza successo, fino a quando dopo altri quattro anni è stata lei a lasciarlo per sposarsi. Ed io là, ad ascoltarlo e a coccolarlo perchè si sentiva solo ma anche sperando in cuor mio che finalmente potesse scegliere me.
Purtroppo non è stato così, anche se la sua presenza si era fatta più assidua, avevamo cominciato a trascorrere insieme le vacanze, a volte dormiva da me. Finchè all'ultimo dell'anno del 2002 mi confessa tra le lascime di avere una figlia di nove mesi. mi dice anche di aver bisogno di me, che lei ha deciso di andare a vivere con un altro dal quale già attende un figlio, che devo pensare a lui come ad un separato con una figlia ed io lì ad ascoltarlo e coccolarlo, a promettere che ci sarò sempre. E ci sono stata fino a scoprire, dopo pochi mesi, che esisteva un'altra fidanzata e che la madre di sua figlia occupava (con la scusa che la bimba era piccola) e continua ad occupare buona parte del suo tempo libero.
E ci sono stata comunque fino a pochi giorni fa quando ho scoperto, casualmente, che avrebbe trascorso una settimana di vacanza con un'altra che lui definisce solo un'amica reagendo alle mie parole, sempre dolci e comprensive, come se il torto fosse mio.
Ora ho paura, perchè lo penso in aereoporto con lei ma già mi manca, perchè so che al ritorno ci sarò ancora, perchè l'ho messo al centro del mio mondo e senza di lui mi sento come una bambola di pezza, perchè appena squillato il cellulare e avevo già il cuore in gola sperando fosse lui.

DIPENDENZA AFFETTIVA VERSO MIA MADRE

Caro Dottore, sono un paio di giorni che sono venuta a conoscenza del vostro sito e del vostro lavoro. Ho 36 anni, sono un’insegnante di scuola media e mi sto specializzando nel sostegno ai ragazzi diversamente abili. Credo, anzi ne sono sicura, di soffrire di dipendenza affettiva, prima di tutto nei confronti di mia madre. Sono l’ultima di 4 figli, nata quando mia madre aveva quasi 40 anni, e nata nel periodo in cui mia madre veniva a conoscenza di una situazione lavorativa ed economica a dir poco disastrosa di mio padre.
Ho risentito fortemente, fin da piccolissima, del fatto che, “se se ne fosse accorta prima, non avrebbe concepito il terzo figlio”.
Sono cresciuta in maniera triste, ricordo il mutismo e lo stato di tensione dei miei, mio padre a volte urlava, mia madre piangeva in silenzio, la vedevo tutta rossa in viso e, se chiedevo spiegazioni, mi si rispondeva in maniera evasiva.
Avevo paura di questi stati di tensione violentissima, violentissima dentro di me, almeno, perché la maggior parte delle volte, evitavano di discutere per non turbare noi bambini, senza sapere che i bambini capiscono la tragedia anche da un semplice dettaglio.siamo sempre stati ritenuti una famiglia modello, di livello medio-alto, la nostra situazione economica è sempre dovuta rimanere all’interno delle mura domestiche, niente doveva trapelare, nessuno doveva sapere,e per ottenere ciò, si doveva vedere meno gente possibile. Ogni volta che volevo andare a giocare o studiare a casa di qualche compagna di scuola, si cercava una scusa per non mandarmi oppure mi veniva dato il permesso ma in un alone di mistero e dubbio. insopportabile!
Ricordo la mia infanzia con un papà sempre preoccupato e frettoloso ed una mamma rigida e sempre assorta nei pensieri, preoccupata, lo è anche adesso, di
dover far fronte a tutte le necessità domestiche, limitate dal suo lavoro di impiegata statale. Non ha mai frequentato amiche, l’unica persona che veniva a
trovarci era la sorella di mio padre che, conoscendo la situazione, cercava di portarmi via per due tre giorni e farmi “respirare” un po’ nella sua casa di campagna, con il suo cane. E’ morta prima che potessi dirle grazie dei momenti di serenità che mi regalava; avevo 13 anni.
La mia adolescenza si è manifestata come quella di tante altre ragazzine, ma non ho mai avuto occasione di confrontarmi con mia madre o con mio padre. Ogni
segnale tipico dell’età veniva represso bruscamente, non c’è stato mai un dialogo o una spiegazione esaustiva di quello che stessi vivendo e mi veniva anche limitata la frequenza di coetanei, per non “prendere una cattiva strada”.
Non parliamo poi della scelta del corso di studi e lavorativa!
Sono stata obbligata a studiare il pianoforte e a frequentare l’istituto magistrale, come le donne di un tempo. Detestavo il pianoforte e, ancora di più l’insegnante, che mi dava le pennate sulle dita per correggerne la posizione e poi volevo frequentare il liceo linguistico.
L’esame di maturità andò piuttosto male, uscii con il voto minimo e mia madre mi disse che “non valevo niente”, mentre i miei fratelli maggiori si erano licenziati con il massimo e frequentavano già brillantemente l’università. Ora sono due ottimi professionisti. A venti anni cercai di prendere la situazione in mano, opponendomi alla prosecuzione dello studio del pianoforte e intrapresi quella dell’organo liturgico. Entrai in conservatorio, comprai lo strumento con i primi tre stipendi di supplente di scuola materna, e iniziai a studiare sodo.
Purtroppo ho avuto la sfortuna di incontrare un maestro introverso e ansioso e, oltretutto, mentre mi accingevo a preparare l’esame finale di diploma, ho dovuto combattere, per un anno circa, contro il cancro. Ho vinto io, sono stata più maligna di lui!era il 2000, mi sono diplomata all’inizio del 2002.
Nel frattempo mi sono fidanzata con un ragazzo più giovane di me di 5 anni. Una
storia durata 8 lunghi anni di assoluta dedizione e tirannia e conclusasi qualche mese fa, terminata sulle macerie di un carattere dipendente, il mio, e uno prepotente e capriccioso, il suo.
Ho passato momenti bui, sia con lui, sia dopo la fine della nostra storia.
Quando i miei hanno saputo i retroscena della nostra relazione, mi hanno aspramente rimproverata, forse anche amata, non so, ma tutto quello che sono riusciti a dirmi è stato: “quanto sei stupida, ma come hai fatto a sopportare tutto questo?”.
Accidenti, veramente, come ho fatto a sopportare tutto questo e tutto il resto per 34 anni?
Dopo la fine della relazione mi sono buttata a capofitto sullo studio, ho conseguito la laurea abilitante per l’insegnamento della musica nelle scuole medie e mi sono iscritta al corso di specializzazione, che tuttora frequento, per docenti di sostegno.nel frattempo, dal 1994 ho sempre lavorato come supplente nella scuola materna ed elementare, facendo salti mortali per arrivare a tutto, sempre correndo per due province per raggiungere le scuole in cui lavoravo e il conservatorio. Stavo fuori tutto il giorno, mangiavo in macchina a 130 Km /h in corsia di sorpasso, per arrivare puntuale…Dio solo sa come ho fatto e quanto ho rischiato. Ogni sera rientravo a casa e i miei mi accoglievano con un radioso sorriso lodandomi per aver sputato sangue, mi si perdoni l’espressione, anche per quel giorno. Quanto ero brava!!!
Quest’anno, con l’arrivo dell’estate, e sospesi gli impegni per circa un mese, ho ritenuto opportuno riposarmi e svagarmi. Sono single, è finito l’incubo della “vacanza” al mare con tutta la sacra famiglia del mio ex fidanzato che non mi risparmiava di cucinare e badare alla casa ecc, ecc, pensavo di poter concedermi un momento mio. Ritrovata la serenità pensavo di poter liberamente uscire la sera con gli amici, con le amiche, anche con un solo amico, perché no.
Pensavo…mia madre ha iniziato la sua battaglia contro tutto questo. Forse mi vede fragile, forse mi teme preda di malintenzionati, forse mi vede un po’ troppo di aspetto “gradevole” per non essere importunata. Un ragazza perbene non esce la sera,non sta bene uscire la sera, la strada è piena di pericoli, una ragazza perbene esce il pomeriggio, chiama casa per rassicurare gli anziani genitori, anche quando sta fuori con gli amici e non vuole pensare ad altro che ad un momento di relax. Ha insinuato anche che sono una sgualdrina…!
E’ arrivata a chiamarmi di sera per sapere dove fossi e rimproverarmi per l’ora tarda (mezzanotte e mezza). Ora è una settimana che non mi rivolge la parola o lo fa molto malvolentieri,ed io è quasi una settimana che mi sono chiusa in camera per non vederla. Una tortura!. Ho rifiutato di uscire con chiunque per non avere ulteriori discussioni, esco solo per accompagnarla a fare la spesa e mi sento a pezzi. Non riesco a reagire, non provo neanche a farle capire che ho bisogno di svago, accetto solo passivamente il suo broncio e il suo piangere silenzioso, che mi ricorda tanto quello che vedevo da bambina.
Ho provato a sfogarmi con i miei fratelli (entrambi sposati, quindi ritenuti “giusti e perbene”), mi dicono di ignorare, di stare tranquilla e di capire e, nel caso, di spegnere il telefono quando sono fuori.
Non ci riesco. Non posso ignorare, sto morendo di sensi di colpa, perché faccio stare male mia madre, ma mi rendo conto che il mio comportamento è assolutamente normale, non mi sembra di esagerare, ho amicizie fidatissime, sono tutti colleghi e compagni di corso. Però, ora non riesco a godermi niente.
Ogni movimento, ogni respiro, dipende dal suo stato d’animo e sto male, anche fisicamente, provo un profondo dolore…
Caro dottore, non so se questo mio sfogo avrà, da parte sua, una risposta.
Voglio comunque ringraziarLa, anche per la sola attenzione nel leggere la mia mail. La saluto cordialmente.

PERCHE' NON RIESCO A STACCARMI?

beh..è così strano scrivere ciò che sto vivendo..ma forse ciò mi può aiutare a stare meglio.La mia storia iniziò 5 anni fa..Ero appena uscita da una delusione amorosa..ma in breve tempo ero riuscita a rialzarmi..
Trascorsi 2 mesi..incontrai un ragazzo ..era il mio allievo infermiera.Ininizialmente non sapevo definire cosa provavo.. ma vederlo al lavoro tutti i giorni..mi faceva stare bene..iniziammo a frequentarci, anche se lui stava gia con un'altra persona..Mi ripeteva che con lei non stava bene,e sarà che eravamo insieme 24h/24 credevo a ciò che mi diceva..Attendevo che la nostra storia poteva essere vissuta alla luce del sole..ma dovetti per lungo tempo accontentarmi di ciò che mi dava..forse perchè avevo paura di perderlo del tutto. I momenti in cui piangevo erano molti. Lui spariva e tornava..fino a quando mi disse che per questioni economiche era andato a convivere con l'altra donna.. Li scattò qualcosa..e decisi di rompere ogni cosa.. Nonostante ciò continuò a cercarmi ,anche sporadicamente..e io arrivai a dirgli che se voleva incontrarmi doveva uscire da quella casa.. Lo fece..tornò dopo 15 anni che era fuori casa sua.. Tornò dai suoi..per me poteva essere una prova d'amore..no? Beh l'11 Aprile eravemo inseme..Alla luce del sole!! Dopo 3 mesi vissuti intensamente,senza grandi problemi..mi lasciò..Tornammo dalla vacanza,bellissima,e sparì..stavo male..di più..non avevo motivazioni ne spigazioni,silenzio..Sparì..Si fece nuovamente sentire dicendo che stava male che le mancavo.. il giono in cui mi diede queste spiegazioni.. improvvisamente cambiò umore,non potevo più avvicinarmi,,aveva tipo degli attacchi di panico..Sparì......Beh ogni volta che tendo a staccarmi mi cerca..ci si vede,ciò che viviamo insieme è molto forte..ma non c'è continuità...Perche cavolo non riesco a staccarmi..tanto lui mi cerca..e io non riesco a dirgli che ora mi merito di più...baci fra'

domenica, settembre 09, 2007

SEGUITO DI SUCCEDE ANCHE AGLI UOMINI

Certo che succede anche agli uomini, succede a tutti coloro che amano! Ho 38 anni e premetto di non riuscire ad innamorarmi facilmente, questo perchè per innamorarmi devono codificarsi alcuni elementi caratteriali, della personalità e mentali (non necessariamente fisici) che mi fanno perdere la testa e non facilmente riscontrabili. E purtroppo non conosco mezze misure, non riesco a scendere a compromessi con i miei sentimenti, o amo o non amo e quindi posso solo provare attrazione fisica, la quale da sola non serve a nulla se manca un trasporto interiore. Fatta questa premessa, posso affermare con assoluta certezza di essermi innamorato solo tre volte nella mia vita, pur avendo avuto un numero maggiore di relazioni. E tutte e tre le volte sono stato lasciato. Sarà un caso? Non credo, sono convinto che se si ama troppo si ama male, se si crea una forma di dipendenza troppo forte non si è più sè stessi, ci si annulla per l'altro e si vive nel terrore di essere mollati, la forza di uno inevitabilmente fa leva sulla debolezza dell'altro. La parola d'ordine è equilibrio. Ho compreso che nella vita si deve imparare ad essere pilastri e non muri poggiati ad un pilastro, per cui se crolla quest'ultimo roviniamo miseramente anche noi. Però la ragione non basta, la comprensione di tutto ciò aiuta ma non è sufficiente a vincere l'emozione e l'impulso della sofferenza scaturenti da ciò che percepiamo come un'emarginazione, l'interruzione di un ruolo che ci faceva stare bene e rendeva la nostra vita la cosa più bella da vivere in compagnia della nostra amata donna. Il terzo innamoramento è terminato il 18 agosto, con una telefonata in cui mi disse che eravamo troppo diversi e che non potevamo stare insieme. Non riuscivo a farmene una ragione, speravo che ci avrebbe ripensato e che sarebbe stato solo un momento, anche perchè nei tanti frangenti in cui non era irascibile (faceva parte del suo carattere anche se nell'ultimo periodo si era acutizzata tale irascibilità), fino a due giorni prima di lasciarmi era dolcissima e sembrava innamorata. Sono stato male, ho pensato che mai avrei trovato un'altra ragazza come lei, una donna in grado di "prendere" tanto il mio cuore e con cui avevo immaginato i progetti di vita più belli. Sono sparito, non ho cercato di contattarla anche se morivo dalla voglia di farlo, mi dicevo: si farà risentire lei! E così è stato. Ieri mi ha contattato, abbiamo parlato del più e del meno e poi, inevitabilmente, il discorso è scivolato su di noi. Io le ho detto che ero sinceramente convinto che eravamo fatti l'uno per l'altro e lei mi ha detto che era convinta dell'esatto contrario, ribadendo, a mente fredda, di non essere innamorata ma di stimarmi tanto. Ma la cosa che mi ha fatto stare più male era la sua tranquillità, io stavo malissimo e lei era serena, mi raccontava cosa stesse facendo in questo periodo e anzi mi consigliava di non lasciarmi sfuggire eventuali occasioni femminili. Da questo dialogo ho compreso, con tutta la crudezza e il cinismo possibile, che era davvero finita. E ho anche compreso come per diciotto giorni non sono stato malissimo solo perchè covavo dentro di me la speranza che tornasse sui propri passi. Adesso che questo velo è caduto senza pietà, sto davvero male, non riesco a fermene una ragione e il pensiero ossessivo delle sue parole e di tutti i momenti belli tarscorsi insieme martella la mia mente, soprattutto quando mi trovo solo nel mio letto, avvolto dal buio della mia stanza. Tutto ciò lo scrivo nel pieno delle mie sensazioni e non sul ricordo delle stesse, e sentirmi dire "era giusto che finisse se non andavate d'accordo" oppure "nulla avviene per caso e da ciò puoi trarre importanti insegnamenti per il futuro" in questo momento serve a ben poco. Però posso affermare una cosa con sicurezza: le vicende passate costituiscono un'importante finestra sul futuro e all'inizio di questa mia testimonianza ho scritto di essere stato innamorato per tre volte nella mia vita e di essere stato lasciato tutte e tre le volte. Bene, anche le volte precedenti mi sono trovato, come adesso, in un tunnel buio da cui non intravedevo la luce, e speravo che anche per me l'uscita della galleria fosse vicina, confidavo ardentemente che quella luce potesse tornare presto ad illuminare la mia vita. E così è stato. Adesso, anche se porto dentro un dolore indicibile, riesco ad essere un pò sereno perchè so che passerà, so che il tunnel ha uno sbocco e che presto lo raggiungerò. Ed è con questa fiducia, nel momento del mio massimo dolore, che invito tutti ad averne, a vivere la forte sofferenza come una situazione temporanea che dovrà per forza finire, per farci poi ripensare a quei momenti con una tenerezza e un distacco ora inimmaginabili ma certamente tra non molto traducibili in realtà. In fondo la fede è anche questo. Un grosso in bocca al lupo a tutti e anche a me stesso!
Carlo

mercoledì, agosto 29, 2007

FORSE MI HA DANNATO L'ANIMA

Fatima N° di riferimento: 335386559 Età: 42 Caro dottore le faccio un breve accenno sulla mia adolescenza per poi giungere al nocciolo di questa mia esposizione. Sono nata in una famiglia come tante.. mia madre è una maestra ora in pensionee mio padre un dirigente di gandi aziende tutti e due ora hanno 75 anni. Miopadre è sempre stato un uomo molto poco presente sia fisicamente che comepadre; lui partiva il lunedì e tornava il venerdì. Ho un fratello 6 anni maggiore di me al quale ero molto legata ma che per sua scelta è andato astudiare in un importante collegio a roma all'età di 13 anni. Io sono rimasta sola con mia madre e poi sia papà che mio fratello tornavano per il fine settimana. Mia madre una donna di grande personalità e abbastanza severa asentire lei per sopperire all\'assenza di mio padre. Quando avevo 12 anni circaio ho assistito involontariamente ad una conversazione telefonica tra mio padre e la sua \"fidanzata\" e quando lui se n\'è accorto voleva comprare il mio silenzio con qualcosa che io avevo sempre desiderato: un motorino! che io nonho accettato.Ad un certo punto mio padre era diventato un pò \"latitante\" ed i suoi impegni\"lavorativi\" a volte non gli permettevano di tornare a casa neanche per ilfine settimana. Fino a quel momento io avevo mantenuto il silenzio su ciò cheavevo ascoltato in quella telefonata. Un giorno mentre stavamo mangiando miofratello mia madre ed io, raccontai della famosa telefonata! avevo paura che sequalcuno non avesse fatto qualcosa lui non sarebbe più tornato. Fui accusata diaver inventato tutto.. ma al ritorno di mio padre mia madre lo affrontòdicendoglio ciò che io le avevo raccontato. Mio fratello ed io ascoltavamodalla stanza adiacente e le parole di mio padre furno che avevo inventato tuttoe che ero malata e che dovevano farmi curare! Mia madre lo \"torchiò\" e luialla fine lo ammise. Iniziarono anni e anni di incubi... liti, insulti, gridaed io mi sentivo sempre più sola, triste, colpevole e schifata. Mio fratelloera salvo perchè quando lui tornava nessuno doveva accennare a nulla! Luidoveva stare tranquillo perchè doveva studiare. Mia madre, dalla persona forteche era, divenne una persona ancora più dura anche se piangera e alternavamomenti di disperazione e di rabbia. Lei non si confidava con nessuna delle sueamiche ma con me! Mi raccontava di mio padre.. di ciò che faceva, foto trovatenella sua valigetta ecc..Ero il suo sfogo! ma io avevo sempre 12 anni! Da bambina lei non è che micoccolasse molto e i momenti che io ricordo non sono belli. Pensi che quandoavevo circa 6 anni lei sgridandomi mi diceva che avevo la faccia da \"p...\" e nei momenti peggiori arrivava anche a sputarmi! Ho iniziato a non andarebenissimo a scuola ed un anno mi hanno bocciato, anche se poi ho conseguito ildiploma magistrale. Conobbi un ragazzo 6 anni più grande di me, io avevo 14anni ero molto legata a lui anche se a causa dell\'età non ci vedevamo quasimai, ma quando mia madre lo seppe mi rese la vita ancor più impossibile. Luiveniva da una famiglia povera e questo i miei non lo potevano sopportare..furono anni di pianti, di privazioni ecc.. poi arrivò il momento che sviluppai,ma durò ben poco perchè le mie mestruazioni improvvisamente si bloccarono.Diagnosi: amenorrea psicogena! cure, ospedali, riceche, ricoveri ma il miocorpo era fermo! e loo è tutt\'ora! Per disperazione acconsentì dopo anni dilotta a non vedermi più con Franco. Iniziai a lavorare in una emittente e lìconobbi Pietro io 18 anni e lui 35 sposato e con un bimbo. Ci siamo innamoratie siamo stati insieme per ben 3 anni.. ed io lo facevo alla luce del sole econfessandolo anche ai miei genitori che non potettero far nulla avevoraggiunto il mio 18° anno di età e quando loro dicevano qualcosa io rispondevo che se mio padre si era potuto portare a letto una di 25 anni più piccola ed essendo lui sposato perchè mai io non avrei potuto? Quando Pietro decise di lasciare la sua famiglia io glielo impedì perchè nonvolevo che suo figlio e sua moglie soffrissero per colpa mia. Così dopo un pòconobbi Maurizio che dopo tre mesi divenne mio marito! Avevo 21 anni e lui 30.Assitente di volo! Un vero disastro 6 mesi di incubo! Lui aveva un harem didonne! e dopo 6 mesi l\'ho trovato a casa con una brasiliana.. senza dire unaparola ho voltato le spalle e me ne sono andata. Separazione. I miei genitori mi hanno spedito a Parma donve sostanzialmente era la base lavorativa di mio padre.. con la scusa che avrei iniziato a lavorare nella sua stessa azienda.Passarono mesi ma non accadde nulla. Mi ritrovai sola, in una città che non erala mia, con il cuore infranto e tanta tristezza. Un giorno mi giunge latelefonata di un ex amico del mio ex marito che aveva una sua azienda echiedendomi come stavo, io gli sono scoppiata a piangere. Mi propose di tornarea casa dei miei e lui mi avrebbe garantito un posto di lavoro. Il mio primolavoro. In 3 secondi svuotai la casa dove mi avevano parcheggiata i miei etornai a casa con la loro disapprovazione.Iniziai a lavorare con lui. Lui aveva una ex moglie con 2 figli e una compagnacon un\'altra figlia. Un rapporto in cui non c\'era più amore e in cui le siinnamorò di me confessando a me e a lui che quando facevano l\'amore leipensava a me. Io cercai di dissuaderla dicendole che lei stava scambiando unbel sentimento tra due amiche in amore. Lei che era più grande di me di 15 annidisse che non era così e che lasciala lui per tornare da sua madre in un\'altracittà. Lui era una persona violenta che picchiava tutti.. sia lei, i figli, idipendenti ma allo stesso tempo lo adoravano tutti. Reno, una grandepersonalità, un incantatore di serpenti al quale nessuno sapeva dire di no.Reno aveva subito violenza da un uomo adulto quando era un bimbo, nato da unpadre alcolizzato. Un uomo nato dal nulla senza istruzione si era costruito unimpero e buona cultura. Chiunque non sapeva della sua violenza lo invidiava ele donne lo desideravano. Un carisma impressionante. dopo un annetto.. sololui.. sola io ci innamorammo. Nonostante io sapessi della sua violenza andai avivere con lui ed i suoi figli che mi adoravano vennero a loro volta. Unafamiglia incredibile eravamo! Il figlio più grande aveva 6 anni più di me eReno 20. Seguirono momenti di grande amore ma sempre conditi con violenza,pugni, schiaffi, calci ma io mi resi conto che lui non era cattivo e quandifiniva la sua violenza stava più male di me che ero costantemente livida. Noivivevamo una sorta di simbiosi! Ci capivamo prima ancora di parlarci ed ioarrivai a sentire il suo stato d\'animo anche in lontananza. Lo percepivo. Loamavo da morire e tutt\'oggi sento che è stata la persona più importante dellamia vita e che mi ha amato come nessuno. Riuscì a portarlo da uno psicanalistaa roma. . ma dopo un lungo periodo di psicanalisi in cui andavamo tutti e 2,Reno aggredì anche il nostro dottore che non volle più vederlo, invitandolo adandare da uno psichiatra. Il nostro psicologo cominciò a lavorare sodo su di mee mi spiegò che un omone del genere avrebbe anche potuto uccidermi! Una mattinaa Reno prese il solito attacco e ci capitai io vicino a lui.. mi prese per icapelli e dopo calci e pugni mi gettò sul letto e cominciò a stringere la miagola fino a farmi uscire la bava dalla bocca e scoppiare tutti i capillaridelle mie orbite.. anche quella volta riuscii a mantenere la calma. Fermai ilmio respiro.. cercai di controllare i battiti del cuore.. sentivo che se non loavessi fatto sarei morta. Quando lui si riebbe.. e vide ciò che aveva fatto dime voleva morire ed io quadi mi sentii in colpa.. Reno era quello che accarezzava i mio viso mentre io piangevo perchè non potevoavere figli, lui mi aiutava a sognare il \"mio Bambino\" e che mi portava ingiro per farmi curare la mia amenorrea.. consolava i miei stati d\'animo e micoccolava tutta la notte.. ma era anche la persona violenta che non controllavai suoi stati emotivi. Mi costrinse ad imparare a controllare i miei stati, aschiaffi faceva scendere la mia febbre, mi insegnò a dire sempre ciò chepensavo, a pensare che il mondo è contro, ad individuare, a sentire, apercepire. Eravamo una sola persona. Il mio psicologo lavorò sodo.. Una mattinami sono svegliata e sono fuggita da casa tornando dai miei genitori cheovviamente non sapevano nulla! Erano passati quasi 4 anni. Ho vissuto 4 anni inun altro mondo.. Lui conosce la mia anima e tutt\'ora se ci incontriamo evelocemente gli racconto qualcosa della mia vita, lui mi dice ciò che sarà dime! e poi puntualmente è così..C\'è voluto un pò di tempo affinche io mi riprendessi! ovviamente trovai unaltro lavoro ma l\'incubo non era finito perchè lui passava tutto il tempo instrada davanti al mio ufficio ed io non potevo più uscire da sola perchè luistava ulteriormente impazzendo senza di me. Cadde in depressione. Mesi e mesi aletto senza parlare, senza muoversi ed i figli mi imploravano di tornare acasa! Ho lottato contro me stessa ma non sono mai più tornata. Il problema erache la mia anima era \"dannata\"! Parlavo come lui, pensavo come lui, mimuovevo come lui e lui mi disse che ormai io ero lui e che non avrei mai piùpotuto stare con un altro uomo perchè nessuno mi avrebbe mai capita. Intantolavoravo e cercavo la mia serenità.. difficile ma io provavo a vivere ognigiorno superando crisi nervose, tossi nervose, ecc..Sul posto di lavori conobbi Battista, di 2 anni più grandi di me, vedovo, conun bimbo di 4 anni. Iniziò a starmi dietro con dolcezza. Dopo qualche mese cifidanzammo fino a quando lui chiese di sposarmi e che si sarebbe trasferitonella mia città con suo figlio. Il fantasma di Reno era sempre lì in agguatoed io lo combattevo di giorno e soprattutto di notte nei ricorrenti incubi cheavevo. Ci sposammo.Sembrava una persona dolce, affettuosa ma presto si rivelòuna persona cattiva anche con suo figlio che io amavo come fosse mio. Michiamava mamma anche se io ci tenevo a parlargli della sua mamma e gli avevomessa una sua foto in cameretta. Tutte le sere dicevamo una preghierina allagiovane mamma morta. Lasciai il mio lavoro per fare la \"mamma\". Mio maritonon c\'era mai lavorava fuori e stava con noi solo nel weekend. Noi ci eravamointegrati perfettamente e le persone stentavano a credere con non fosse miofiglio. Quello è stato il periodo più bello della mia vita. Avevo un marito conil quale avevo un discreto rapporto, un figlio, la mia famiglia al piano disotto, gli amici tutto ciò che si può desiderare, fino a quella maledetta sera.Battista voleva un figlio ed anche a me sarebbe piaciuto molto, ma la miaamenorrea e l\'ipertiroidismo che nel frattempo era sopraggiunto... non potevoero sotto Tapazole per impedire che la mia forte tireodite peggiorasse. Suamoglie era morta a 21 anni con un ipertiroidismo mal curato e incinta di 4mesi! e cosa più importante volevo che suo figlio acquisisse più sicurezzaaffettiva non mi sembrava il caso catapultargli un altro bambino visto che eramolto geloso di me e che se anche accarezzavo un altro bimbo lui piangeva,vomitava e stava male! Quella sera lui tornò a casa, mi mise seduta e mi disse:\"domani mio figlio ed io ce ne andiamo perchè ho messo incinta un\'altra donnae tu non puoi più vedere il bambino perchè lui ti ama talmente tanto che non siaffezzionerebbe mai a quella che sarà la sua vera mamma\". Dormì l\'ultimavolta con quello che consideravo \"mio figlio\" spiegandogli con calma e amoreciò che stava accadendo.. aveva 8 anni e lui pianse e dormì tutta la notteattaccato a me nel lettone e implorandomi di non farlo portare via dal padre emi chiedeva perchè gli altri bambini che hanno i genitori separati stanno conle mamme e lui doveva andare via da me! Dottore un dolore straziante maiprovato prima.. mi stavano strappando un pezzo di me e vedere quel \"ragnetto\"disperato mi faceva impazzire.. non potevo far nulla. Nulla. La mattina se l\'èportato via senza un briciolo di tatto, trascinandolo per un braccio mentre ilbambino si gettava a terra e gridava \"mamma ti prego non farmi portare via\"..Mamma.. ma io non ero la sua mamma e la legge dice questo! 3 mesi non hoparlato e trascorrevo le mie giornate seduta sulla poltrona a casa di mia madreimmobile.. ogni voce di bambino mi faceva correre alla finestra.. ma non era ilmio bambino. Lui ormai aveva un\'altra \"mamma\"! Stavo morendo dentro pianpiano. Raccolsi tutte le mie energie e uscii da casa un pomeriggio.. andai afare un colloquio di lavoro e mi venne proposto di andare a lavorare inun\'altra citta a 180 km. dalla mia. Accettai senza il volere dei mieigenitori. Lasciai tutto. Amici, genitori, benessere, villa.. tutto. E\' statadura. Ero sola e l\'unica cosa che mi teneva in piedi erano i filmati del\"mio\" bambino. Prendevo la macchina nelle pause pranzo e correvo nella miacittà per vederlo uscire da scuola e salire in macchina della sua \"nuovamamma\"... che dolore... la lontananza non lenisce! Il lavoro non mi piaceva emi licenziai, ma continuai a stare qui. Piangevo tutti i giorni. Mi mancava.Era morta una parte di me. Da allora è stato un pellegrinaggio di lavori, diamori, ma il bimbo era sempre presente. Ora sono passati 11 anni. Io non l\'homai più visto, mai incontrato, ora avrebbe 18 anni e mi manca ancora come ilprimo giorno.. Il bimbo stette male anche lui, gli misero insegnante disostegno, urlava chiamandomi, crisi nervose e naturalmente un peggioramentoscolastico. Ora lo immagino un bellissimo ragazzo, intelligente, con unasorella o forse di più e che magari neanche ricorderà il mio volto! Da quelgiorno nn sono stata mai più felice veramente. Ho avute altre storie. Quasitutte con uomini separati e con figli.. ai quali ho voluto molto bene e che hoaccolto nella mia vita amorevolmente ma ovviamente non con la stessa intensitàdel \"mio bambino\". Poi è arrivato Giovanni. 4 anni è durata la nostra storia!lui aveva 8 anni più di me. Senza figli. Uno scapolo incallito che non ha fattoaltro che dirmi bugie e farmi mancare quelle poche certezze che mi eranorimaste nella mia vita. All\'ennesima menzogna, l\'ho smascherato e l\'hopicchiato! Ci siamo lasciati da un anno dopo 4 di lascia e prendi. Io avreivoluto avere un rapporto normale, magari di convivenza, provando anche a fareun figlio, lui a 50 anni voleva continuare a fare il \"fico\". Ora lui haun\'altra donna da un anno e non smette di mandarmi messaggi d\'amore.. tutti igiorni! Mi lascio con lui ed ero a pezzi.. già indebolita di mio! incontroDavid e conviviamo. Lui 2 figli. Nel frattempo io ho acquisita una personalitàforte, dicono, una determinazione mescolato ad una dolcezza di donna. Lepersone quando mi conoscono si appoggiano a me, mi chidono consigli, sono ilpunto di riferimento.. ma io mi sento tanto sola. I figli di david (6 e 11anni) mi adorano. Dopo un mese trascorso con noi nella mia casa, non voglio nopiù tornare dalla loro madre che è una persona fredda e che non gli fa sentirel\'amore che sicuramente ha per loro. Inizia un altro dramma. Carabinieri,denunce tra genitori ed io che cerco di placare il tutto. Parto per andare in calabria dalla sua ex moglie e instauro con lei un bel rapporto. Tra i due èguerra ma nel mezzo ci sono io che placo gli animi. A Novembre dello scorsoanno facciamo la fecondazione artificiale. Resto incinta ma lo perdo! Lavoravoin uno studio notarile da un notaio donna della mia età. Io sono una belladonna, posso dire, e questa notaio entra in spudorata competizione con me. Iocerco di vestirmi in maniera sempre più semplice per non far sentire lei indifficoltà visto che indossava i suoi vestiti per non meno di una settimana.Una persona sciatta e sporca.. sempre volgare e pronta a urlare comeun\'aquila.. Cerco di instaurare con lei un rapporto amichevole.. invano! Io però sono il frutto che Reno ha costruito.. una che dice quello che pensa.. equesto non piace a nessuno. Il lavoro mi piaceva molto e soprattutto per questasua ostilità nei miei confronti sono diventata bravissima proprio per non farmidire nulla! ma questo non è servito! urla, parolacce davanti ai clienti ed ungirno ho reagito alla sua alzata di mani..dicendole: \"notaio se mi alza lemani di nuovo io la faccio scendere dal balcone senza aprire la finestra\".LICENZIATA! Era quello che voleva.. dopo 4 anni è riuscita a licenziarmi. Il 3febbraio ho perso il bambino, il 13 febbraio ho perso il lavoro e 4 marzo David se n'è andato di casa perchè ha conosciuta una donna che ha messo a lavorarenella sua attività dandole talmente tanti soldi che ha dovuto licenziare tuttii 3 dipendenti che aveva. Premetto che io non ho problemi economici e quindi non peso alle persone che ho accanto. Ora da marzo sono sola. Sto male perchè sento tanto il desiderio di avere accanto una persona che mi ama veramente esemplicemente, ma ormai sono convinta e sicura che non la troverò mai! Forse Reno mi ha dannata l'anima ed io sono imprigionata dentro me stessa.. Vivo sola nella mia casa con un giardino, 2 cani e un gatto e a volte resto inquesto mondo proprio per loro.

MI MANCA ANCORA IL VERO AMORE

Elena N° di riferimento: 578545267 Età: 19 Avevo 13anni quando ho incontrato il mio primoragazzo.Lui era un dio per me,avevo riversato in lui la mia inesauribile sete damore e cominciai ad amarlo donandogli tutta me stessa nonostante fossi ancora tanto piccola.I problemi erano tantissimi..lui aveva 10anni più di me ma mi nascondeva la sua età reale,era tossicodipendente e beveva,era violento e geloso tanto da non permettermi nemmeno di affacciarmi al balcone.Mia madre mi chiuse in casa dopo 1anno e mezzo che eravamo insieme,gli disse che l avrebbe denunciato se non si fosse allontanato ma lui si appostava sotto casa e chiamava a casa nel cuore della notte.Ora tutto ciò è finito.Io ho un nuovoragazzo e ne ho avuti altri 3prima ma mi sento comunque legatissima al mio ex.Ogni tanto ci siamo sentiti...l ultima volta è stata qualche mese fa e luimi ha chiesto scusa e ha detto che mi ama ancora,mi ha addirittura chiesto dimollare tutto ed andare da lui a Milano dove si è trasferito.Io non possotornare con lui ma il suo ricordo e il ricordo di quell amore è troppo fortedentro di me ed io non riesco a staccarmene in nessun modo.E come se lui miavesse legata a lui ed al suo dolore ed io ne sono totalmente dipendente,comese fosse una droga.Non passa giorno che io non pensi a lui...forse è perchè mi manca ancora il VERO amore e ricevo poco affetto da chi ho accanto...anzi quasiper nulla.In fondo sono solo una ragazzina,è giusto che io soffra tanto?Grazie per la possibilità che ci date con questo servizio è molto importanteper me.

lunedì, agosto 27, 2007

IL PROBLEMA E' MIO

vi mando questa email perche ho forse capito di avere bisogno di un aiuto. ho letto alcune delle vostre testimonianze e mi sono ritrovata in tutto e per tutto. mi chiamo Angela ho 34 anni ed una figlia di 14 anni. ho un matrimonio alle spalle di 14 anni nel quale avevo creduto tanto nel quale avevo escluso persino la famiglia di origine perche mio marito nn stava bene con loro ma nonostante questo ero sempre da sola senza di lui. ho passato questi anni a rincorrere un amore che era solo mio e mi si e stato sbattuto in faccia durante la separazione . li mio marito mi ha detto che aveva bisogno di spazi e che nn era in grado di portare avanti questo matrimonio anzi si era adagiato sul fatto che ero io che amavo per due , che ero io che facevo tutto per la famiglia. ho sempre creduto che mi amasse e ho dato tutta me stessa per lui ma erano sempre liti e sempre mie conferme di una sua presenza nei miei confronti fino a quanto una sera di tre anni fa mio marito ritorna a casa verso le tre e io stanca di rimanwere sempre da sola mi arrabbio. la storia finisce che lui mi picchia lo butto fuori. io non chiamo i carabinieri per rispetto a mia figlia che mi diceva di non farlo. ed invece alle cinque del mattino mi suonano i carabiniri chiamati da mio marito e vogliono che apra la porta e faccia ritornare a casa mio mariot. io apro la porta e il carabinieri nel guardarmi nel volto capisce che mio marito mi ha picchiata perche dopo poco ero piena di ematomi in viso.ma nonostante cio devo farlo rientrare ed e lui che mi aveva denunciato per averlo buttato fuori di casa. da allora e cambiato tutto nei miei sentimenti per lui ma mi sentivo sempre piu sola, sempre piu piena di responsabilita sul peso di famiglia.mio marito e rimasto in casa. premetto che quella era la prima e ultima volta che lo ha fatto. ma dopo quello si e spezzato qualcosa anche se cercavo sempre di chiedere a lui di amarmi . dopo cio avevo bisogno e mi imbatto in chatt dove trovo una persona un amico inizialmente con altrettanti problemi familiari ed adesso solo leggendo il vostro sito capisco veramente che eravamo due meta che cercavano di stare insieme..... nonostante sposata ho iniziato una relazione telefonica e se dico telefonica e cosi..... ci sentivamo per sms 24 su 24 anche se in casa c'era mio marito. io cercavo di far cogliere attenzione a mio marito di questo ma lui niente. per lui c'erano prima gli amici, il lavoro, il computer , i giochi e come moglie e compagna con cui crescere insieme e cercare di divertirci insieme non andava bene.mi sono legata anima e corpo a quest'altro amore`. mi ha dato tutto veramente tutto ma solo per telefono e quando chiedevo piu presenza e piu rispetto dei miei sentimenti faceva un passo indietro. anche lui sposato. da un mese a questa parte ho avuto un crollo..... fine giugno separata da mio marito per mio volere e non ne sono pentita..... e nel mese di luglio e agosto crollo totale dei sentimenti per quest'altra persona. lui lavora fuori per trasferte e va in egitto e in tre anni si fermava da me prima di tornare da sua moglie . adesso avevo chiesto una settimana di stare con lui dato che ero sola a casa e mia figlia in vacanza dai nonni ma mi contrattava i giorni e lui me ne voleva dare solo tre. ed io sono crollata e passata un mese a piangere di un'amore che avevo creduto e che lui continua a tutt'pggi a non lasciami e a non lasaciare la moglie che sa anche di noi. vorrei uscire da questo amore. e per uscirne cercavo un'altro in chatt che mi avrebbe aiutato e mi ero scrittta anche ad un'agenzia matrimoniale ma leggendo il vostro sito capisco che il problema e il mio e che do troppo amore e ne cerco troppo per andare avanti e che senza amore non ce la faccio. adesso vi sto scrivendo e nonostante provi a recuperare parte della mia intelligenza di donna non ce la faccio. mi sento sola senza un uomo accanto che mi ami..... e dedicarmi totalmente a lui.

sabato, agosto 25, 2007

REAGISCO BENE

STEFANIA N° di riferimento: 206560318 Età: 40 SONO ANCHE IO UNA PERSONA A CUI NON E' STATO DATO AFFETTO MA CHE REAGISCE BENE. SONO DISABILE MOTORIA E SONO UNA PROFESSIONISTA.LA MIA DISABILITA' E' SUBENTRATA DOPO LA NASCITA E HO AVUTO DUE GENITORI FINO ALL'ETA' DI 8 ANNI DOPO I QUALI MIO PADRE HA PENSATO BENE DI LASCIARE MIAMADRE. NON RIMPIANGO COMUNQUE IL SUO AFFETTO MA QUELLO DI MIA MADRE E DI QUANTIMI STANNO AL MOMENTO VICINO. MIA MADRE HA PENSATO SEMPRE DI ACCUDIRMI DANDOMISOLO LE SUE PRESTAZIONI DA INFERMIERA E BASTA: MAI UN ABBRACCIO, UN BACIO, UNCAPIRE CHE FORSE AVREI DDESIDERATO VIAGGIARE O CHE AVREI POTUTO FREQUENTAREQUALCUNO PERCHE\' FORSE PIACEVO. QUESTI PENSIERI PERO\' LI HA PER LE MIE ALTRE4 SORELLE. NON PENSA NEANCHE CHE FORSE LA PROFESSIONE MI STANCA ANCHE SE IO LAFACCIO CON PIACERE E SONO MOLTO APPREZZATA NELLA MIA CITTA\'. ALL\'UNIVERSITA\'NON POTEVA POI MAI ACCOMPAGNARMI PERCHE\' ERA TROPPO IMPEGNATA E IO DOVEVOSEMPRE ORGANIZZARMI CON ALTRE PERSONE.PER NON PARLARE POI DEI MIEI AMICI: SOLOTELEFONATE E NIENTR\'ALTRO. AL MASSIMO UNA PIZZA IN UNA PIZZERIA ISOLATA. CONGLI UOMINI POI NIENTE DA FARE! SI AVVICINANO A ME E POI, CHI SA PERCHE\'SCOMPAIONO. LO SO CHE PREFERISCONO IL MODELLO VELINA MA FORSE SAREBBEAPPREZZABILE ANCHE L\'INTELLETTO (ALMENO CREDO). VI E\' STATO QUALCUNO CHE HAAPPREZZATO ALCUNE PARTI DEL MIO CORPO FACENDO ANCHE MOLTI APPREZZAMENTI.QUALCUNO SI E\' ANCHE MESSO CON ME MA NON DOVEVAMO DIRLO E A SUA DETTA\"L\'IMPORTANTE SAREBBE STATO CHE NEL CASO CI FOSSIMO SPOSTATI SAREBBE LA SERATORNATO A CASA A DORMIRE CON ME\". IO NATURALEMNTE HO ALLONTANATO QUESTISOGGETTI DICENDO LORO CHE DATO CHE MI RISPETTO TROPPO NON BISOGNO DI LORO. STOBENE QUINDI, E LO DICO VERAMENTE, PERCHE\' NON PERMETTO A NESSUNO DI FARMI DELMALE. VOLEVO DARE SOLO LA MIA TESTIMONIANZE PER DIRE A CHI SOFFRE DI NONCHIEDERE L\'AFFETTO MA DI PRETENDERLO. NON ESISTE PERSONA CHE POSSA DIRE IO NONNE HO BISOGNO. IO STO BENE MA CAPISCO CHE SONO STATA PRIVATA DELLA COSA PIU'BELLA CHE ESISTA.ARRIVO A METTERE IN SECONDO PIANO ANCHE LE GAMBE CHE NON HO.HO TUTTO MA MI MANCA L'AFFETTO. BACI

HO PAURA

alberta N° di riferimento: 795368577 Età: 30 Sono sposata da diversi anni e ho bimbi piccoli, ilrapporto con mio marito è conflittuale, non esiste complicità, non scherziamo enon ridiamo mai sulle stesse cose, lui è molto giovane. Prima del miomatrimonio incontro un uomo più grande di me, uno sguardo solo per sentirmiturbata, lo penso ma ritengo la cosa poco importante. In tanti anni vivendonella stessa città non l\'avevo mai incontrato prima.Ci sono stati altri incontri casuali con amici, ogni volta che lo vedevo miaccorgevo che la cosa forse da parte mia diventava sempre più forte, come unabimba sentivo l\'esigenza di incontrarlo anche pochi minuti, magariincrociandolo per strada.Il tempo passava, gli incontri con questa persona erano in poche occasioni mala cosa non passava, cresceva sempre di più, la ricerca degli sguardi, lasensazione di conoscenza profonda tutte le volte che capitava una stretta dimano o un abbraccio.Fino a quando ho deciso di non vederlo più causa di una litigata per parecchimesi.Quando l\'ho rincontrato, non avendo mai smesso di pensare a lui, era ancorapiù forte di prima, l\'attrazione mi portava a perdermi continuamente dentro aisuoi occhi e a cercare il contatto fisico. Non è mai successo nulla. Soloalcuni abbracci, ma ogni volta che accadono lo stringo forte e sento un caloreimmenso, forse lo avverto anche da parte sua. Mi sento sempre più confusa,disorientata e quando me ne vado provo una stretta al cuore, un dolore forsesapendo che passerà tempo prima di rincontrarlo. Ora vivo i giorni con unastrana malinconia dentro, lo penso sempre e mi fa male, mi sento un grandissimomalessere. Il desiderio profondo dentro di volerlo vivere a tutti i costi midistrugge, mi sento molto distante dal mio compagno anche se non è successonulla. Dopo averlo incontrato nei primi giorni mi tremano le mani, non riescoad addormentarmi la vivo veramente male come una perdita.Non so cosa fare. Sono confusa, ho paura davvero di sapere che anche per luipossa essere la stessa cosa e forse ne sono quasi certa. Mi sento incatenata aduna situazione di non ritorno. Ho paura.

"ERA" UNA RELAZIONE A DISTANZA

433858617 Età: 19 Argomento: \"Ero\" con una ragazza...\"Era\" una relazione adistanza (francia).E\' passato un anno da quando ci eravamo messi insieme.Nonsi può dire che i suoi ci davano grossi aiuti, anzi ci impedirono di sentirciper telefono oltre a non farci vedere.Il padre è arrivato persino alle mani conlei.Ho fatto di tutto, sono stato presente (forse troppo chissà), se avevaqualche problema ero li, pronto anche a partire se me l\'avesse chiesto (holavorato un intero inverno per potermi mettere da parte i soldi per ilviaggio), ma lei ad un certo punto ha iniziato a volgermi indifferenza, seprovavo a chiamarla scoppiava in lacrime dicendomi che così peggioravo lasituazione...ha dei gravi problemi familiari credo che non ha mai voluto dirmi,ha sempre detto che \"doveva cavarsela da sola\" che \"sapeva cos\'era lasofferenza al contrario di me\". Nonostante tutti i telefoni chiusi in faccia,ho atteso che si calmasse, e le ho parlato sempre con calma e, ammetto, buttatomolte volte le mie esigenze sotto i suoi piedi (peggio di Troisi eBenigni..).Questo perchè mi dicevo \"La sua situazione è grave, sta soffrendo,e non posso fare l\'egoista e pensare a me, devo aiutarla\"..il fatto è che piùho cercato di aiutarla più sembra che le facevo male.Mi chiedo: cosa hosbagliato? Cosa devo fare?...sento un grande vuoto dentro, ho somatizzato ildolore in modo terribile...la mia paura più grande è che non trovi un\'altrache con cui raggiunga una tale intimità e sintonia...e il mio pensiero mirimanda sempre nei luoghi che ho visto con lei, non mi esce dalla testa...einorridisco nel pensare che lei possa dire \"Ti Amo\" ad un\'altra persona...

IL DOLORE DELLA MIA ANIMA

527875721 Età: 31 Argomento: Racconto questa storia per esorcizzare il dolore dellamia anima.Ho avuto storie tormentate e lunghe, quella che mi ha distrutto è stata quasi un film horror, lui mi picchiava, mi maltrattava, mi offendeva in tutti i modipossibili, mi ha fatto cose indicibili ma non riuscivo a lasciarlo, quandofinalmente l\'ho allontanato, ho passato un anno chiusa in casa per cercare dicapire cosa non andasse in me, non sono riuscita ha capirlo in pieno, ho fattopiccoli progressi. Ho riniziato ad uscire con gli amici, non vivevo nel terroredi incontrarlo e di subire scenate. Così facendo ho fatto passare un anno,difficile, logorante e senza più prospettive, credevo di essere talmentelogorata da non riuscire più a confrontarmi con gli altri.Una mattina entra nel mio ufficio un ragazzo, alzo gli occhi dal mio computered il mio cuore impazzisce, lo stomaco si ribella e le mani mi tremano, vadoavanti così per svariate settimane, poi finalmente l'occasione per scambiarci4 chiacchere. Più parliamo e più mi piace, il mio interesse per lui inizia adiventare palese, ma lui è più estroverso di me e senza mai alludere a nienteinizia a farmi piccoli regali, a presentarsi nel mio ufficio solo per bere uncaffè, per fare due parole, e parliamo, parliamo di tutto di tanto.Ci scambiamo i numeri, lui mi porta di notte a consegnare il pesce tanto perstare insieme, scopro così che ha alle spalle una storia finita, che peròancora lo tiene legato a quella persona per faccende economiche non risolte eper un cane, ma questo non ci impedisce di sentirci vederci sporadicamente e alui portarmi con se la notte. Siamo entrambi due persone molto tristi con allespalle storie personali di grande sofferenza, ci comprendiamo nonostante ladiversità caratteriale.Ci baciamo ma raramente ed il tutto rimane molto platonico, avvolte ciesponiamo di più durante le telefonate o con i messaggi, ma senza mai arrivaread un punto fermo.Io inizio a fare un pò di capricci per avere più del suo tempo, più della suaattenzione, lui mi dice che non devo chiedere per non metterlo alle strette, ionon chiedo, io non chiamo mai per prima, io non dico niente di sconveniente, maogni tanto continuo a fare i capricci, poi gli dico di lasciarmi perdere esparisco per un paio di giorni, lui non molla mi tartassa di telefonate dimessaggi bellissimi, fino a che io non cedo e così riiniziamo a vederci, maniente è cambiato, lui ha la sua situazione complicata ed io non devo chiedereniente.Cerco di portare pazienza ma un sabato sera non riesco a stare tranquilla cosìiniziamo a discutere, sempre per lo stesso motivo, io desidero passare piùtempo con lui, io desidero lui.La discussione è forte e lui è crudele, il giorno dopo mi chiama come se nientefosse un saluto veloce e via, non lo sento più, la domenica notte una serie dimessaggi odiosi per entrambi il lunedì sera l'ultima discussione e poi ilsilenzio totale, non mi parla non mi cerca, io non posso ho fatto una promessanon minerò la sua situazione, lo riincontro all'esame mi parla freddamente lasera gli invio un sms gli dico che mi manca, lui mi chiama mi dice che èinutile, che non devo dirgli certe cose perchè lo metto in imbarazzo. Da quella notte non l'ho mai più visto ne sentito, ho sofferto tanto come se avessiavuto una vera storia con lui, come se tutto fosse successo negli anni edinvece sono passati meno di tre mesi, quante lacrime ho versato e quanto dolorefisico ho sentito.Adesso nuovamente devo rialzarmi ed andare avanti dopo un'altro fallimento,credevo di meritare un pò di tranquillità, credevo di meritare un pò dirispetto per la prima volta, invece sono stata ancora presa in giro, ancora abbandonata, dimenticata.

mercoledì, agosto 15, 2007

LA FELICITA' NON E' DI QUESTA TERRA

losapevo N° di riferimento: 613035294 Età: 48 Ho 48 anni e sono separato, anche se vivo ancora temporaneamente ed in buoni rapporti con la mia ex moglie per ancora 4 mesi. Ad Ottobre 2006 ho conosciuto una donna di 28 anni ed è nato un amore improvviso meraviglioso, non voglio dire al primo sguardo per non essere banale, ma mi verrebbe voglia di farlo. Anche lei uscita da un matrimonio dopo 4 anni senza figli. Questa storia è durata sette mesi in un crescendo fantastico, meraviglioso, in ogni senso. La prima volta che abbiamo fatto l'amore le ho chiesto di stare con me e le mi ha detto di si. Abitiamo a circa 40 km di distanza, con estrazioni sociali e ambientali molto diverse (io professionista che lavora e vive a Milano, lei ancora studentessa in lingue e proprietaria di una attività commerciale in val.....). Una donna splendida, non certo la più bella con cui sono stato, ma aveva qualcosa di magico che mi ha fatto innamorare come credo mai nella mia vita. Abbiamo vissuto questi sette mesi vedendoci il martedi ed il giovedi sera e tutti i sabati e le domeniche oltre qualche piccolo "colpo di testa" : lei veniva sino a Milano per stare anche un ora con me ed io andavo da lei anche solo per pochi momenti (i km di distanza non danno il senso del sacrificio perchè chi abita da queste parti sa cosa significa fare l'autostrada milano-bergamo in orari di lavoro). Man mano che si andava avanti l'amore, la profondità delle intenzioni crescevano sempre di più e sempre con maggiore convinzione tanto da arrivare a dirle che se avesse voluto un figlio da me ne sarei stato felice (questo dopo pochi mesi). Siamo stati due volte in vacanza insieme per due settimane in periodi diversi e, sono state indimenticabili Eravamo io e lei al di la di tutto. Sono stato travolto dal suo amore e lei dal mio. Certo ci sono state anche piccole incompatibilità dovute alla diversità dei caratteri. Lei mi accusava di essere egoista (me l'ha scritto dopo anches e me lo accennava durante il nostro rapporto) e mi diceva tu giocavi al casinò mentre io non avevo i soldi per comprarmi le scarpe etc. Dopo un mese le avevo regalato una fedina con piccoli brillanti (che al di la del valore) aveva un significato profondo che è facile intuire. Premetto che non erano miei gesti abituali. Lei batteva molto sul fatto che io ero egoista perchè le chiedevo di vederci più spesso, perchè non capivo i suoi piccoli problemi, grandi per lei piccoli per me, e forse su questo aveva ragione in quando essendo io un uomo abituato ad affrontare e risolvere le varie situazioni della vita, con maggiore esperienza le valutavo in maniera meno emotiva rispetto a lei. Nel frattempo la nostra storia andava avanti con frasi del tipo "sei il più grande amore della mia vita" "non ho mai provato quello che provo per te" etc. ed anche al ivello intimo abbiamo raggiunto livelli che difficilmente si raggiungono se non si ama profondamente. Naturalmente tale relazione era contrastata verbalmente soprattutto dalla madre che ovviamente mi vedeva come il classico 50enne che si sarebbe divertito sino a mollarla etc. le solite cose, che lei mi riferiva, e che diceva non sfiorarla minimamente (non credo). Io ero veramente innamorato, sono innamorato e mi sarei preso cura di lei del suo amore come non avevo mai fatto con nessuna ma credo che non l'abbia percepito appieno. La amavo a tal punto che le presentai mia figlia di 20 anni (non l'avrei mai fatto se avessi avuto anche il minimo dubbio sul nostro amore e sul nostro futuro). Sicuramente ho fatto degli errori, ho criticato il suo modo di vestire, le dicevo che delle volte non sapeva far risaltare la sua femminilità, ma in maniera veramente amorevole forse in maniera un po presuntosa vivendo io in un ambiente diverso, ma assolutamente naturale e sempre mossa da un amore meraviglioso che provavo per lei perchè la vedevo proiettata nel mio futuro e volevo che si sentisse a suo agio, non per me lo giuro, ma per lei. Ho cercato anche di farmi presentare la sua famiglia perchè conoscendomi probabilmente avrebbero almeno in parte cancellato quel\'idea che si erano fatti di me (in realtà la sfruttavano e la mia presenza avrebbe destabilizzato tutto e sapevano che con me non c'erano possibilità di discussione per mille motivi: età, cultura, personalità etc.). Avevamo anche prenotato le vacanze estive insieme in un isola greca con un gruppo di 30 amici miei storici per essere alla luce del sole. E ovvio che nei primi mesi la nostra storia era un po clandestina solo per una forma di rispetto nei confronti della mia ex moglie con cui ovviamente avevamo quasi tutti gli amici in comune che però lei non frequentava più avendo un compagno in un altra regione ed il week-end andava via. Dopo il viaggio di Nizza (Aprile) captavo che qualcosa stava cambiando anche se quando ci siamo salutati in macchina per staccarci e tornare nei nostri rispettivi luoghi abbiamo pianto (anch'io non mi vergogno a dirlo) per almeno mezz'ora.Poi sono nate le prime inquietudini: gli esami, il lavoro probabilmente la madre sempre più pressante i discorsi sul mio egoismo che prendevano piede al telefono perchè appena ci vedevamo tutto finiva o comunque si attenuava. Il giovedi sera (prima del Sabato in cui è scappata via) ci eravamo visti come sempre, avevamo fatto l'amore come sempre e non ricordo se il giorno dopo o quello prima mi aveva mandato un messaggio con scritto che avrebbe voluto scrivermi una lettera per farmi capire quanto mi amava e le sensazioni meravigliose che le facevo provare. Poi il Sabato è venuta a Milano perchè io non potevo allontanarmi per motivi di lavoro, siamo saliti in albergo e lei si è addormentata su di me per un ora, tra le mie braccia ed io, egoista non mi muovevo, guardavo il soffitto, ma non volevo disturbarla finchè, per farla breve, al risveglio mi ha detto che era inquieta, che non era giusto che lei fosse li, che non era certa di amarmi ancora, che aveva dei tentennamenti sul nostro futuro etc. al che le ho detto prenditi qualche giorno, chiarisciti le idee e poi ci risentiamo (naturalmente il racconto non fa percepire la drammaticità del momento). E' scappata via. Ci siamo rivisti dopo 4 giorni per spiegarci e lei mi ha detto frasi del tipo... se penso che un altra donna potrà avere quello che non ho avuto io, provo rancore contro di te ma anche contro di me etc. ed io la guardavo stupita, sembrava che io la stessi lasciando tanto da togliermi le parole di bocca e riuscivo a dirle solamente che la amavo da morire. Nei giorni successivi le ho scritto e-mail, messaggi, a volte rispondeva avolte no, 2-3 volte ci siamo sentiti e mi diceva che stava bene, che fumava meno che aveva ripreso alcune sue attività etc. ed io continuavo a chiedermi il perchè, a cercare mille motivazioni, giustificazioni a macerarmi nel dolore, a parlare con mie amiche psicologhe etc. Alla fine sto cercando di disintossicarmi, da due giorni non le scrivo più. L'ultimo messaggio che le ho mandato è stata tutta la poesia "Quest amore" di Prevert dedicandogliela e dicendole che l'avrei amata comunque per tutta la vita. Cosa dire.... quando un amore finisce non ci sono mai spiegazioni. Le ho cercate io ma nella realtà non mi amava più, non so perchè, anche perchè tante cose non posso raccontarle, ma la realtà è che quando finisce il sentimento non c'è una ragione. Se uno ama, ama anche se è tradito, o se il partner spesso si dimostra un essere spregevole. E' inutile cercare, pensare, rimestare su quello che è stato o quello che poteva essere...è finita, basta ed è molto dura per me ammetterlo ma è anche la giusta terapia per uscirne. Anche se un mio caro amico dice che chi crede nell'amore crede nei miracoli.Tutto il dolore che sto vivendo, e sono un uomo forte, è devastante ma se mi dicessero rivivila con la stessa fine direi comunque di si perchè un amore così merita qualsiasi prezzo da pagare....e quando dico che l'amerò sempre non dico una balla, avrò spero almeno un altro amore, un altra donna ma l'amore che hoprovato per lei e che provo tuttora sarà sempre parte di me.Le dicevo ti darei la mia vita se ne avessi bisogno e lo pensavo veramente, avevo finalmente raggiunto l'amore, vero ma la felicità non è di questa terra...

NON MI SONO MAI SENTITA AMATA

carli N° di riferimento: 35355515 Età: 19 Amore, è l'unica cosa che chiedo. Dentro di me 19 annidi vuoto, mascherato da un'apparente famiglia perfetta. Ma ora so fin troppo bene che c'è tanto, troppo, oltre la concretezza; c'è tutto ciò che non possiamo vedere con lo sguardo, tutto ciò che non possiamo esprimere attraverso la parola. C'è ciò che possiamo sentire dentro di noi, con una forza indescrivibile e indescrivibilmente distruttiva. Cosa possiamo scegliere del nostro futuro se nel nostro passato ci è mancata l'unica cosa che dà la forza per vivere, l'amore? Niente e nessuno può colmare 19 anni di vuoto esolitudine. Sola in una stanza vuota, sola a tavola con la famiglia, sola in mezzo agli amici.. E poi queste sono solo parole, parole che non possono esprimere un dolore così grande che toglie tutto, perfino la speranza. Ora so il perchè. Non mi sono sentita amata; mi sono sentita abbandonata a me stessa, e ora devo combattere contro un dolore che distrugge ogni cosa, per poter un giorno, non più sopravvivere ma vivere e sorridere.

martedì, luglio 31, 2007

NON SO' PIU' CHE FARE

kogo N° di riferimento: 746487653 Età: 33 Ecco la mia storia. Ci conosciamo mentre lui era fidanzato con un'altra. La sua relazione durava da quattro anni, ma era visibilmemte infelice. Senza che interferissi in questa storia la stessa finisce con una decisione da parte di lui. Lui mi aveva sempre affascinata. Dopo qualche mese, si interessa a me, e dopo altri tre mesi di assidua frequentazione stiamo insieme. Ero felicissima. Era la realizzazione di un sogno inaspettato. Lui corrisponde al mio uomo ideale: simpatico, intelligente, brillante, pieno di interessi. Però. C'è sempre un però. Il primo giorno della ns. unione, mi dice di non affezionarmi. Che Lui è un uomo freddo. Io non ci credo. O meglio: preferisco non dare peso alle sue parole. E' troppo bello averlo come amante. All'inizio, infatti, non manifesta il ns. rapporto all'esterno, poi, mi bacia pubblicamente, e poco alla volta divento la sua fidanzata. Lo vedo felice e sereno. E' se stesso. Io sono felice. Per la prima volta nella mia vita sono felice. I mesi passano. Per quanto però stiamo bene ed io mi dedichi a Lui completamente, non mi dice mai ti amo. Però è sincero, è fedele e ciò mi basta: che importa se non me lo dice: si comporta lealmente: è tenero e passionale. Arriva un problema sul lavoro: deve andare diversi mesi all'estero: rimaniamo insieme e gestiamo la lontananza con fiducia e rispetto reciproco. Torna per l'estate. Stiamo bene. Conosce intanto i miei e si dimostra affettuoso. Tuttavia il problema del lavoro ci lascia sospesi: non parliamo ancora di matrimonio. Io penso che sia il lavoro a renderlo titubante. Quindi ritorna da questa esperienza e, spinto dalla madre, che Lui adora profondamente, e che mi stima come nuora, incominciamo a parlare di casa e di arredi. Non fissiamo però nessuna data, nè se ne parla con i miei. Riparte per un altro impegno di lavoro. Io accetto la partenza per assecondare la sua realizzazione. Si tratta di un altro anno, ed in fondo adesso vuole sposarmi. Gli chiedo un regalo importante, un pegno d'amore, ma lui non vuole, non riesce ad accontentarmi. Incomincio a soffrire un po' di questa incertezza. Io continuo da sola a pensare ad una sistemazione, e con Lui, quando torna,giriamo per negozi, pensando alla ns. futura casa. Mi sembra contento. All'inizio. Poi c'è qualche litigata. Io mi innervosisco perchè vorrei più dolcezza da Lui, più dedizione quando è con me, più complimenti, più generosità di cuore. Lui dice che a volte gli faccio paura. I primi dubbi. Dopo qualche mese, io continuo ad occuparmi di questo progetto con Lui lontano. Sono un po' stanca di questa situazione, e soprattutto del suo entusiasmo che si affievolisce sempre di più. Dopo le ultime tre settimane di assenza da me,torna. Si dimostra molto pensieroso, mi evita, non ha passione, sembra depresso. Quiindi parliamo: gli hanno prospettato un altro anno fuori. Non se la sente di sposarmi. Io gli dico che ho bisogno di Lui. Che ho bisogno della sua vicinanza e soprattutto che ho bisogno di un legame forte con Lui. Non posso tornare indietro. Altro tempo passato con una relazione al telefono non mi bastava più. Avrei accettato la lontananza ma solo a fronte di una sicurezza. Di un "Ti amo" ufficiale. Lui è turbato. Mi dice che all'estero è felice lavorativamente, e che a casa è felice per gli affetti e perchè sta bene con me. non sa che fare. Rinunciare al lavoro fuori sarebbe per lui un blocco della carriera e la depressione. Riflette. Da solo.Sparisce. Dopo un giorno di silenzio interminabile lo chiamo, e mi dice che per Lui non è il caso di continuare. Capisce la mia posizione ma non è sufficientemente convinto di sposarmi. Che preferisce soffrire adesso, e non più tardi e di più. Mi idce che se fosse davvero convinto mi avrebbe sposata comunque, indipendentemente dalla proposta di lavoro. Mi avrebbe sposata dal primo anno. Io gli ribadisco che tutti i problemi si possono afforntare ma che ho bisogno di un legame forte con Lui. Lui mi risponde che sa che io lo amo, ma che Lui non mi ama abbastanza per questo passo. E' di nuovo silenzio. Ed è ilvuoto e la mia disperazione per aver perso il complice, la persona di valore che era, e che è, il mio primo vero amore. Ero convinta che insieme a lui avrei affrontato qualsiasi cosa. Ora mi devo convincere del contrario. Non ci riesco. E come ha potuto cancellarmi in così poco tempo? Senza neanche la possibilità di parlare, urlare, piangere. Senza darmi il tempo di capire. Di capirLo. Non lo riconosco più. E' diventato gelido e razionale. Sospetto che fuori abbia trovato un'altra donna. Era un po' cambiato. Era nervoso. Aveva ripreso a fumare. Non mangiava più tanto. Era diverso. Non so che fare. A volte, pochissime volte, mi dico che è meglio così. Che ha fatto la scelta giusta. Ma ogni secondo mi ripeto che insieme eravamo forti,fortissimi, e felici. E adesso? Sono disperata. ho tanto amore da dargli. Ho tanta voglia di vederlo. Ho tanta voglia di stare ancora con Lui.Vorrei combattere. Voglio combattere. Ma come? Non so più che fare. Non so più che fare. Non so più che fare.

mercoledì, luglio 25, 2007

TESTIMONIANZA: NOOOOOOO BASTA

nikita N° di riferimento: 661717106 Età: 50 Da più di venti anni vivo un rapporto di coppia che ha portato allo sfinimento totale sia me che la mia famiglia di origine. Dopo anni di maltrattamenti psicologici fisici e di mancanza di rispetto per la mia persona e non solo, bisognosa in modo grande di amore poichè soffro di carenza d'affetto sin da bambina, non solo non mi è stato dato questo ma si è infierito contro di me come donna perchè dovevo sottomettermi a schemi di vita inaccettabili. Tre tentativi di separazione messi in atto da me ma mai andati a buon fine perche vittima di ricatti e angherie assurde da parte di mio marito e parenti. Allontanata da tutti per false calunnie da parte di lui per costringermi a tornare. Sopprusi e sofferenze psicologiche atroci fino a quando un mio giovane figlio si toglie la vita per problemi sopraggiunti e che io in questa situazione non sono riuscita a tamponare. Soluzione a tutt'oggi: Con la tragica perdita mi son sentita obbligata a ritornare accanto a quest'uomo che senza di me diventa pazzo violento piu che mai, incontrollabile e quindi indispensabile una vigilanza a favore di un un unico figlio rimasto. A nulla son sevite le mie costanti richieste di aiuto a dottori, psicologi, assistenti sociali. Niente oggi grazie a loro mi ritrovo con un figlio morto e mio marito vivo e vegeto che sguazza ancora nella sua più che evidente stranezza che tutti proteggono perchè lui è un uomo e io una donna perchè lui è un compaesano e io una trapiantata. Tutti lo proteggono, dal medico di famiglia dall'avvocato di famiglia dai parenti perchè timorosi e io sono una vittima come .........., lei lo ha perso in grembo il figlio io no, ma è lo stesso. Morta sta in una bara lei e pure puttana le dicono. Nooooooooo basta. Basta agli uomini padroni, basta. I talebani sono gli italiani. Io in trenta anni non ho mai vissuto i miei bambini non han potuto mai tirare un vero sorriso dentro la loro casa Io ho perso un figlio ma nessuno qui fa una piega. Sopra casa mia due anni fa han portato via tre bare bianche madre e 2 figlioletti e lui sta uscendo di prigione e gli daranno pure il capitale della moglie. Sa cosa dice il fratello? A ma lui voleva bene ai figli .... Si così bene da ammazzarli.... Cristo per pietà per carità basta. La giustizia non c'è per noi mogli e mamme, ma aiutatemi vi prego almeno a rimanere nella casa dove ho fatto nascere mio figlio e dove lui ha voluto morire. Aiutatemi a rimanere una donna normale come io sono. Nonostante tutto credo ciecamente in me. .....ma a che serve? le mamme in queste condizioni non possono aiutare veramente i figli come andrebbero aiutati perchè loro hanno bisogno di piu aiuti degli altri perchè sono figli dell'insicurezza del dubbio, del disamore di due genitori non fatti l'uno per l'altra. Mio marito accumula e a noi da le bricciole ciò che avanza se avanza. Io non so più se sono una donna o un oggetto o un trespolo io non so più dove sta il riso o il pianto.. io per vivere una giornata normale devo non pensare e per non pensare devo annullare e per annullare devo pensare che non esisto. I miei occhi son stati creati non per vedere ma per piangere. E allora dov'è l'amore di Cristo l'amore del nostro simile dov'è? per chi soffre come me per chi sa di aver perso un figlio in fiore frutto delle mie fatiche.. per egoismo e malvagità a lungo termine che neppure i più bravi avvocati possono portare a verità? mascherate dal falso bene. E c'è chi giustifica questi uomini chi li protegge... ...... è morta .. e la vita continua. Nikita piange da più di vent'anni ora le lacrime sono più dense ma a nessuno importa. Nikita aveva tante cose belle da dare amore, tenerezze, baci e carezze, ma lui non le ha mai volute e oramai dentro il sangue si stà seccando, la linfa non scorre piùc ome prima ma lui ? Lui continua il suo percorso di lava vulcanica ..... dove passa PIETRIFICA.