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lunedì, maggio 21, 2012

IO DIPENDO DA LEI IN TUTTO E PER TUTTO

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Ho 40 anni, questa storia che mi sta devastando anche fisicamente oltre che psicologicamente dura da più di due anni e mezzo. Prima di conoscere Lei ero una persona normalissima, avevo una fidanzata, amici,mi divertivo, non mi mancava nulla. Non sono sempre stato un santo con la mia fidanzata, non mi sono sempre comportato in maniera cristallina e me ne pento, avevo un certo successo con le ragazze. Poi ho conosciuto la mia pazzia. La conoscevo di vista da tempo, mi era sempre piaciuta molto fisicamente, sapevo che era fidanzata, io pure, e più che salutarci non era mai successo. Un bel giorno venni a sapere che si era lasciata col suo ragazzo, io non feci nulla ma tramite amici in comune lei venne a sapere che a me piaceva molto. un giorno lei diede il suo numero di cell ad un mio caro amico perchè lui lo desse a me.Ricordo perfettamente lo stupore, lei sapeva che ero fidanzato, io non chiamai subito, la vedevo giornalmente ma non parlai mai con lei, stavo bene con la mia ragazza e non volevo combinare pasticci. Dopo 10 giorni mi decisi a chiamare, pensai così senza impegno, per non fare la figura dello scemo e fu l'inizio della fine.Dopo quella telefonata passarono 15 giorni e la invitai a cena. Era la sera di Hallowen del 2009, ricordo tutto, perfettamente, ogni parola, emozioni, tutto, come fosse succcesso ieri, da quella sera io mi innamorai perdutamente, pazzamente, sconsideratamente di lei, lasciai la fidanzata, amici, tutto. Per me esisteva solo lei. Lei era stata tradita dal suo ex ma lo amava ancora,con me stava bene ma non mi amava, per me lei era il giorno e la notte, il sole e la pioggia e lo è tutt'ora. Ricordo la prima volta con lei,io non riuscivo a fare l'amore, ero teso, tremavo come una foglia, la vedevo splendida, avevo come paura di sciuparla, quando andava via da casa mia piangevo disperato, ci vollero tre sere prima che riuscissi a fare l'amore con lei, era tutto ciò che desideravo ma l'emozione era troppo forte non riuscivo a sostenerla,mi sentivo sempre piccolo piccolo davanti a lei. Mi accorsi che questa era la prima volta che mi innamoravo veramente, per la prima volta in vita mia c\'era qualcuno più importante di me stesso. Cominciai ad avere problemi di stomaco, non riuscivo più a mangiare. dopo quattro mesi lei mi lasciò, il suo ex la cercava e lei era indecisa,mi disse tu ci sei nella mia vita ma devo riflettere, il mio cuore non batte come il tuo..io non le diedi tempo, le dissi di fare la sua vita. era il 23 febbraio 2010.io persi 36 kg in 7 mesi, ero una persona distrutta, cercai di farmi forza, ma mi mancava, un incubo, fu un incubo, frequentai altre persone, anche la mia ex, ma non riuscivo a spingermi oltre l'amicizia, mi sembrava di tradirla, non potevo. Il 10 maggio 2010 lei mi mandò un sms, mi chiedeva come stavo, se andava tutto bene, dopo aver letto l'sms vomitai subito e poi mi ubriacai. Io lavoro in un posto pubblico, dopo 6 giorni mi venne a trovare sul lavoro, io ero come impazzito, dopo due giorni mi portarono al pronto soccorso, avevo dei dolori di stomaco tremendi e il cuore come impazzito. mentre ero all'ospedale lei mi chiamo dicendomi se potevo aiutarla economicamente io le dissi che ci avrei pensato. Devo dire che lei è una donna separata con un figlio, sono 20 anni che va da psicologi e psichiatri per depressione ed ansia, a me non interessava questo, io l'amavo e l'amo. l'aiutai economicamente, e ci frequentammo come amici, lei era sola, non era tornata con l\'ex, dopo qualche mese lei volle riprovare con me ma non andarono bene le cose, non mi amava e non voleva fingere, l\'ammiro per questo. Io ero sempre più a pezzi ero vicino alla donna della mia vita, l\'amavo disperatamente, l\'aiutavo e l\'aiuto in tutto anche economicamente ma non potevo averla. Durante l\'autunno del 2010 cercai di staccarmi da lei consapevole che non mi avrebbe portato a niente starle vicino, intrapresi una terapia da una psicologa, capivo di aver bisogno di aiuto, ma non servì a molto, 15 mesi di sedute e sono ancora qui.Nel 2011 bisticci e l\'ex che si rifà di nuovo vivo, questa volta lei prova a rimettersi insieme a lui ma le cose non funzionano, nel luglio 2011 lei mi racconta la prima bugia di cui sono a conoscenza, bisticciai veramente, le dissi che lei era padrona della sua vita ma non poteva trattarmi così. per due mesi fino ai primi di settembre non seppi più nulla di lei. io toccai il fondo, mi spaccai due dita prendendo a pugni un muro, ero sempre ubriaco ma non la volevo più o almeno così credevo, non avei mai più potuto fidarmi di lei, per me la fiducia e tutto. A settembre lei ebbe il coraggio di raccontarmi tutto, si scusò con me ma io non riuscivo a perdonare quella donna, l\'amavo disperatamente, ma non riuscivo a perdonare. Ci frequentammo per mesi come amici, io l\'aiutavo in tutto ma non avevo più l\'idea di averla di nuovo come fidanzata ero disgustato dal suo comportamento, ma non riuscivo a non vederla a non cercarla, a stare lontano da lei, mi sentivo vivo solo quando ero con lei pur sapendo che non ero l\'uomo per lei e lei non più la donna per me. ci frequentammo fino a gennaio di quest\'anno poi io le dissi che vivevo male che stavo male a starle così vicino che volevo farmi una vita mia, lei mi disse che capiva ma che era dispiaciuta, le dissi che piangevo spesso la sera pensando a lei a suo figlio, dopo qualche giorno lei mi disse di allontanarmi da lei, che non mi amava che la soffocavo. io lo feci, non sò perchè mi disse quelle parole, se le disse per me o perchè vedeva qualcuno, non lo so. dopo meno di un mese alla fine di febbraio lei mi cercò di nuovo e a me sembrò di tornare a vivere. Vederla sorridere, parlare con me, seduta accanto a me in auto o a casa mia e io a casa sua mi dà un piacere che non ha eguali.Anche ora che siamo alla fine di aprile io sono qui a scrivere dopo aver passato il pomeriggio con lei. Io non so che sono per lei, un amico, una persona a cui appoggiarsi, uno che le risolve i problemi, uno con cui si sente sicura, non lo sò proprio. Io so solo ciò che è lei per me, vita! So di non poterle essere amico, io l'amo e se tutto ciò da una parte mi dà grande piacere dall'altra una sofferenza insopportabile, so che se ne può andare da un momento all'altro, ma adesso quando siamo insieme è come se fossimo due fidanzati a parte il fatto che entrambi evitiamo ogni contatto fisico, a volte un timido abbraccio, ma quando le nostre mani si toccano entrambi le ritiriamo immediatamente, quando non ci vediamo ci sentiamo quotidianamente o tramite sms. A me tutto ciò non basta, non serve, ma non ho la forza di staccarmi da lei, quando sono con lei io ritorno a vivere, ho tutto non mi serve altro. Non so più che fare. Sono alla frutta, sto male di nuovo anche fisicamente, mi sono affidato ad una nutrizionista per non perdere peso ma non ha molto effetto. Dopo anni ormai che la conosco lei ha il potere di destabilizzarmi, davanti a lei tremo sempre come una foglia, non sono in grado di intendere e volere, è più forte di me. Io nelle mie cose e con le altre persone sono deciso, difficilmente influenzabile ma con lei tutto è diverso. Non so più a chi rivolgermi per essere aiutato. Io voglio guarire da lei, con tutte le mie forze ma non riesco.A volte penso perchè ho conosciuto unapersona così, era meglio non averla mai conosciuta, perchè la nostra storia non è finita quel febbraio 2010, perchè sono ancora qui a dipendere da lei, perchè è questa la verità, io dipendo da lei in tutto e per tutto, se la mia giornata sarà bella o no dipende solo da un suo sorriso, da un suo sms, da qualcosa che viene da lei.Non sono più la persona che ero, me ne rendo conto, ho perso tutto, ho perso il rispetto per me stesso.Datemi un consiglio aiutatemi per favore.



giovedì, febbraio 23, 2012

IL BARATRO DELLA DIPENDENZA AFFETTIVA

Daniela Età: 34
Sono in una fase della mia vita in cui credo di aver toccato veramente il fondo ... carica di sensi di colpa, fallimenti sentimentali, professionali e familiari sto continuando ad umiliarmi ormai per un uomo che ha distrutto la mia vita, che la sta distruggendo da 5 anni e che ormai pur essendo finita e pur consapevole della tua malattia nonchè della mia non me ne faccio una ragione e continuo ad essere ossessionata da lui, dal volerlo sentire, cercarlo, avere un contatto con lui e farmi anche umiliare col suo cinismo e la sua arroganza. Sono figlia di genitori separati, mio padre ci abbandonò dopo tanti litigi con mia madre quando io avevo 5 anni ... un incubo durato anni nel vedere mia madre piangere e soffrire per lui, permettergli di venire a casa pur sapendo che lui stava con un'altra donna e continuare a nutrire la speranza di un suo ritorno ... 
io sono laureata, con ottimi voti, poi master, stage, specializzazioni ... e mai avuta possibilità di carriera ... sempre porte chiuse in faccia, ho visto scavalcarmi da raccomandati e non meritevoli ... ho dato sempre il meglio di me ... ma non ho mai raccolto frutti e in amore ... i peggiori disastri! Una storia serena e tranquilla in apparenza con un mio coetaneo a liceo durata dieci anni ... terminati gli studi le nostre strade si sono separate e da lì sono iniziate le mie pene con un susseguirsi di errori e legami con uomini molto particolari ... per cominciare un uomo di 15 anni piu grande di me e depresso coi suoi momenti ... ci son voluti tre anni per superare il suo distacco ... e poi la penultima storia con colui il quale mi ha distrutto la vita (perchè l\'ultima storia non mi sento di citarla in quanto non mi ha dato nulla nè sofferenze nè momenti piacevoli .. mi sono sforzata di stare con un uomo indifferente alla vita dedito solo al suo lavoro e ai suoi soldi ma che sembrava coltivare buoni propositi) e col quale non sono mai riuscita a tagliare i ponti. Quest\'uomo mi colpì nel momento di mia maggiore fragilità quando stavo male per l\'abbandono di quell\'uomo molto più grande di me che sconvolse la mia vita. Lo conobbi in un caldo pomeriggio d\'estate grazie ad un\'amica ... era raggiante e sorridente come un bambino spensierato! Subito il mio cuore cominciò a battere forte ... in un\'istante mi scordai di tutto, delle mie sofferenze dei miei problemi. Da subito iniziammo a frequentarci ma presto capii che sarebbe stato un calvario! Era perverso polimorfo a detta della sua ex psicologa col quale lui fu legato per ben 15 anni ... più grande di me di cinque anni, viveva con una madre separata da anni ed autoritaria, un pò mascolina dato anche il suo lavoro piuttosto maschile e molto indipendente ed orgogliosa di essersi fatta strada da sola ed aver portato avanti tre figli senza la presenza di uomini crudeli come lei sosteneva. 
Lui appena mi conobbe avanzò delle pretese dopo un pò di giorni che ci iniziammo a frequentare. Voleva portarmi in ambienti dove il sesso era libero e condiviso, farmi avere rapporti sessuali con qualche amico dell'ambiente trasgressivo parallelo che lui era solito frequentare all\'insaputa della sua ex. Aveva una doppia vita ... una in cui dimostrava di essere un uomo molto preciso e corretto con le persone \"normali/banali\" come lui le definiva e l\'altra vita ... quella parallela dove lui si incontrava con persone legate al mondo trasgressivo che gli dava la carica di divertimento cui lui aveva bisogno per evadere dalla difficile situazione di crisi lavorativa che stava attraversando. Inizialmente per me fu un trauma conoscere quell\'ambiente ... dopo mi resi conto che se mi fossi rifiutata, l\'avrei perso per sempre e forse lui non si sarebbe mai separato dalla sua ex. Così per attirarlo a me cominciai ad alimentare quella sua dipendenza, fingendo di divertirmi in quell\'ambiente, costringendomi a stare sessualmente con altre persone (uomini e donne) insieme a lui ...pur di vederlo felice e di farlo legare a me sempre di più. Questa cosa lo portò a lasciarsi con la sua ex ed a dedicarsi a me completamente ... tra noi si instaurò una dipendenza vera e propria ... io però non ero felice! Invidiavo tutte le coppie normali, serene ... avrei voluto una vita semplice con lui, come tutti, uscire con gli amici, vederlo frequentare casa mia, la mia famiglia, sentirlo parlare di amore e di un futuro insieme, di matrimonio di figli ... ma nulla! Voleva solo divertirsi ...era molto premuroso con me ... come mai nessun\'altro uomo lo era stato prima, ma guai se mi rifiutavo di accontentarlo e di andare in quei club! Guai se mi arrabbiavo quando lui pretendeva di fare sesso con altre! Guai se gli dicevo che volevo una vita normale come tutte le coppie... si intristiva, si arrabbiava ... se nei club scambisti dove andavamo ogni settimana io non facevo le solite cose ... o non lo facevo divertire o gli impedivo qualcosa ... diventava un demonio ... i suoi cambiamenti di umore mi terrorizzavano! Anche se non mi ha mai usato violenza fisica. Così dopo tre anni di amore disperato e rispetto che avevo per lui, cominciai a guardarmi intorno per desiderare di avere un uomo normale di cui potermi innamorare e farmi liberare da quella dipendenza. Cominciavo a desiderare di fare l\'amore quello vero, quello naturale tra un uomo e una donna ... lui non voleva ... raramente mi portava in un hotel per avere un pò di intimità con lui ... DA SOLI ... a volte capitava ogni 3 mesi altre addirittura dopo 4 mesi ... era sempre più triste per me. Così dopo 4 anni insieme ... io iniziai a star male ... mi ammalavo spesso, attacchi di panico continui .. corse disperate in ospedale ... fino all\'ultimo litigio che ci portò a separarci ... dopo pochi giorni conobbi per caso quell\'uomo di cui sopra ... mio coetaneo ma indifferente come l\'ho definito prima ... sembrava mi promettesse mari e monti ... sembrava un tipo tranquillo dedito alla casa, la famiglia, voleva sposarsi, avere subito un bambino ...e così mi imposi di frequentarlo per pretendere un rapporto migliore anche se non provavo grossi sentimenti per lui ... intanto però il cordone con LUI ... l\'uomo perverso non riuscii a tagliarlo e continuavo a vederlo, sentirlo, soffrivamo insieme per il nostro distacco, litigavamo, ci cercavamo ... fino a dicembre quando la mia storia si è conclusa e mi sono convinta di voler ritornare con lui. Oggi però mi sono resa conto che non mi ama più ... acconsente di vedermi come se gli facessi pietà ... come lo facesse per me ... mi umilia rinfacciandomi gli errori che ho fatto con lui a lasciarlo per fidanzarmi con un altro. Di averlo abbandonato in un periodo difficile per lui ... era estate e stava solo ... Insomma ho dovuto anche assumermi tutte le colpe. E dopo tutte queste umiliazioni mi ha proposto di andare con lui in un club ma assieme ad un\'altra donna con la quale lui si sta frequentando e divertendo. Sto male ... per fortuna due settimane fa ho trovato un lavoro di segretaria ... non è il massimo ma mi permette di lavorare, tenermi impegnata e guadagnare qualcosa ogni mese ... però ho dentro di me un\'amara tristezza ,senso di vuoto di abbandono di rifiuto! Io sento di amarlo di non poter fare a meno di lui ... Per me è la vita è l\'aria è la mia fonte di nutrimento ... senza di lui mi sento morta. Non ho più amici, pochissimi ma non gli racconto di lui ... perchè mi detesterebbero ... non esco più e lavoro solo. Passo i week al pc a vedere in modo ossessivo la sua bacheca di facebook. A volte penso spesso al suicidio ... vorrei morire per trovare pace! Il mio sogno era di sposarmi, avere una famiglia che non ho mai avuto unita e serena! Con l\'uomo che amo! E un lavoro degno dei miei studi ... ma non ho avuto nulla di tutto ciò ... solo una triste e amara consapevolezza ... di essere una FALLITA e una DONNA MALATA! Non ha alcun senso la mia vita! Mi sento sporca per tutte le cose brutte che ho fatto per lui ... e mi sento disperata perchè non riesco a fare a meno di lui! Lo AMO TROPPO! Ma lo so che è un amore malato il mio! AIUTATEMI!!! VI SCONGIURO!!!! SONO DISPERATAA!!!!
 

mercoledì, febbraio 22, 2012

IL DOLORE DI QUANTO MIO MARITO VOLEVA LASCIARMI

bianca Età: 51  
Io ho riavuto mio marito. Vi dico il prezzo e Vi chiedo il finale, per favore. Amanti fin da piccoli, fidanzati per 10 anni, sposati per 20 siamo intanto cresciuti e le nostre due personalita' fortissime ad un certo punto non viaggiavano parallele. Lui era assente, io lavoravo una ventina di ore al giorno tra studio, casa, figli...ogni tanto avevo qualche problema fisico che il medico liquidava con "stress", un po' non volevo morire senza almeno aver baciato un altro uomo. Ho cominciato a chattare, li basta poco; cliccavo, sceglievo e quelli si innamoravano. Era eccitantissimo sentirli al telefono, poi non bastava e li ho incontrati. Tutti con problemi, qualcuno brutto qualcuno molto bello, persone normali, nessun maniaco. Col primo bellissimo ho fatto l'amore. Inutile dire come mi sentissi viva, felice; a casa tacevo e aspettavo che mio marito deviasse dalla strada che aveva intrapreso da solo e riuscissimo di nuovo a fonderci. Uno della chat si e' innamorato alla follia, io lo rispettavo, lo ammiravo, pensavo per la prima volta che al mondo oltre mio marito altri uomini fossero da amare, ma io volevo il mio uomo, volevo mio marito. Chiudo con la chat subito . Dopo 6 mesi che mentalmente sono solo di mio marito scopro che ha un'altra donna, anzi una ragazza piu' giovane di me di 20 anni, bellissima . A quel punto ho messo in atto le strategie femminili da manuale dell'800. Non mi sono messa a dieta, io non ho mangiato e dopo due settimane i jeans del liceo mi andavano leggermente larghi. Non sono andata una volta a settimana dal parrucchiere o dall'estetista, io passavo tutte le sere ed ero bella. Non vestivo piu' bene, vestivo solo con capi stupendi comprati nella migliore boutique della citta\'. Per fare questo avevo bisogno di piu\' soldi e la fortuna e\' stata trovare altre pratiche (sono avvocato) che portavo avanti la notte: praticamente lavoravo sempre. Il resto del tempo facevo l\'amore con mio marito come mai prima, semplicemnete lo amavo. Ma lui non e\' uomo da tradimenti, lui e\' un uomo che per potermi tradire ha dovuto \"uccidere il nostro amore\", a quel punto era libero di promettere all\'altra eterno amore. Tornare da me per lui e\' stato un percorso lento e difficile, sto parlando di anni in cui ho dovuto riconquistare un leone ferito. E\' tornato, intendo mentalmente perche\' fisicamente e\' sempre stato presente, le nostre strade parallele si sono ancora intrecciate. Razionalemnte quello che ci e\' successo lo capisco e non attribuisco nessuna colpa a lui e neppure a me, ma non riesco ORA a scordare la fatica, si la fatica di amarlo cosi\', i digiuni, gli svenimenti, il mio calmarlo quando con la macchina correva e rischiva l\'incidente, il mio rincorrerlo quando voleva andare via,il mio perdere il bambino che tutto quell\'amore aveva generato (signora puo\' capitare a ogni eta\', poi lei ha piu\' di 40 anni....) il mio dolore. Ecco io non riesco ancora a scrollarmi tutto quel dolore che ho provato quando voleva lasciarmi. Ecco io non riesco a fare le cose serena. Dormiamo abbracciati, ci siamo fedeli, complici nelle cose che facciamo,ma.... Il ma e\' quest\'aura di tristezza che e\' sempre con me. Qualcuno se sa mi aiuti a sorridere, io sono viva.

mercoledì, dicembre 14, 2011

MIA MOGLIE DICE DI NON AMARMI PIU'

Franco Età: 49
Buona sera a tutti voi, vorrei portare la mia testimonianza, io e mia moglie ci conosciamo da 30 anni e siamo sposati da 10...siamo sempre stati d\'amore d\'accordo su tutto, abbiamo messo su famiglia, stiamo pagando un mutuo e abbiamo un figlio di 9 anni. A luglio di quest\'anno scopro che chiama spesso lo stesso numero e d\'accordo con un\'amica faccio telefonare e risponde un\'uomo. Chiedo risposte a mia moglie la quale piangendo a  dirotto mi dice che non mi ama piu\' e scopro che la relazione dura da 4 anni. Io non la prendo bene e continuo a stare male con delle crisi spaventose. Proviamo un\'po\' ma lei dice che non ci riesce e deve vedere l\'altra persona che l\'ha capita in questi anni e alla quale si e\' attaccata e viceversa. Arrivo addirittura a parlare con questa persona che mi dice che è un cambiamento di carattere di mia moglie ed è lei che lo cerca. Lei va dalla psicologa e dopo tre mesi lei dice che ha capito di voler rinascere e riscoprire tutto cio\' che ha perso in questi anni..( praticamente è diventata di 18 anni anche se ne ha 45. Lui secondo me la prrende in giro, le dice che convive con una donna solo per dividere le spese, ma ovviamente non è cosi\'. Praticamente le serve solo per determinate cose, ma lei non vede che questo e un mese fa mi ha chiesto la separazione che stiamo facendo, esce lei col bimbo e non si rende conto minimamente delle spese che sta affrontando. Al momento della separazione chiedo che nella casa non abbia la residenza un\'altra persona per almeno un anno, lei mi dice non se ne parla, ma alla seconda udienza accetta l\'anno. A mio parere si e\' consultata col suo amico e lui avendo paura aspetta un\'anno per prendere tempo e non sono sicuro ci andra\'. Le serve solo come gioco sessuale ma lei non capisce, tutti mi dicono che ci deve sbattere la testa, ma a mio avviso è plagiata da lui..Sono incredulo perche\' mi ha detto che finora non si è mai potuta esprimere e ora vuole fare tante cose e mettersi alla prova, ma dentro di lei pensa a questa unione che non so neanche se ci sara\', cosa posso fare? Io l\'amo alla follia e lei dice di non amarmi piu\'..forse presa da questa storia...ho sentito molte persone e sono incredule, dicono che lei ora vive pensando solo ad uno scopo...Lei sta male vedendomi cosi\' e vuole mi torni ad innamorare di un\'altra..Sono quasi convinto che alla lunga possa capire......ringrazio e spero in una risposta....F.

DIPENDENZA AFFETTIVA DA UN UOMO CONOSCIUTO IN CHAT

Rosita Età: 35
Salve, Dott. Cavaliere,
sono Rosita, ho 35 anni, ho una figlia di quattordici anni e vivo con mia
madre, da quando mi sono separata, circa nove anni fa. Ho scoperto il suo sito,  facendo le mie solite ricerche sulla dipendenza affettiva e ne sono rimasta  positivamente colpita, in quanto ho appreso informazioni a me sconosciute, che  finalmente mi hanno aiutato ad avere un quadro ancora piu completo della mia  situazione. Adesso posso dirlo con certezza, sono malata, malata di dipendenza  affettiva. Prima di raccontarle, anche se brevemente la mia storia e come ho  cominciato a capire di essere una dipendente affettiva, preferisco dirle della  mia attuale condizione. Sto male, malissimo, sono ridotta ai minimi termini ed  è proprio il mio stato che mi ha spinto a scriverle, trovando a stento la forza  di battere la tastiera. Non ho piu la forza di far nulla e il mio unico chiodo  fisso è la morte, la morte come liberazione e spesso sogno ad occhi aperti il  giorno del mio suicidio, ma non ho il coraggio! Non sono affranta o afflitta,  ma molto di piu. Sono completamente annichilita, devastata da questa mia  dipendenza nei confronti di un uomo, il mio attuale fidanzato, con cui sto da  quasi un anno, che è ormai diventato il mio chiodo fisso, il mio unico motivo  di vita, nonostante lui mi abbia portato alla desolazione e devastazione piu  totale. In questa devastazione, è incluso il rapporto con mia figlia, che ho  cresciuto da sola, dall\'eta di cinque anni, da quando cioè mi sono separata,  fino ad oggi, anche se i miei seri problemi di dipendenza sono sorti circa  quattro anni fa. Era un rapporto bellissimo, fatto di intesa perfetta, mia  figlia mi adorava, ero il suo punto di riferimento per tutto, anche perche suo  padre, il mio ex marito, subito dopo la separazione non è stato per niente  presente nella sua vita, poiche ha preferito dedicarsi ad altro, ad una sua  nuova relazione con una compagna che c\'è ancora. 
Il tutto contornato da una  madre, la mia, che mi disapprova per ogni cosa, approfittando di quanto le ho  descritto, per sabotare il rapporto con mia figlia, vessandomi tutti i santi  giorni, con maltrattamenti di vario genere e insidiando, col supporto di altri  parenti, la mente di mia figlia con idee che hanno compromesso del tutto la mia  figura di genitore, nonchè la mia relativa autorita, fino alla condizione  attuale: mia figlia mi detesta!
Le descrivero ora, brevemente, poiche sento di non avere piu la forza di
scrivere, come ho conosciuto l\'uomo con cui mi ostino a rimane e come è il
nostro rapporto. Ci siamo conosciuti in chat ed è stato un \"incontro\"
folgorante, stregante, era lui, \"la mia anima gemella\" e sono bastate, come
anche lui stessto afferma, poche battute per capire di essere identici, cosi
pareva e fatti per stare insieme. Poco dopo, ci siamo conosciuti personalmente,  ma i nostri incontri reali sono stati davvero pochissimi, poiche lui non abita  nella mia stessa citta, per via del suo lavoro, per cui ci siamo frequentati  per tre mesi, essenzialmete al telefono, trascorrendo ore e ore a parlare,  anche la notte. Stupendo! Tuttavia, non mi sono innamorata subito di lui, dopo  averlo visto, non mi è piaciuto fisicamente, ma ero gia completamente presa da  lui, dalla sua parte interiore, dal suo modo di fare e di parlare, completamente travolgente, in altre
parole, i suoi modi mi appartenevano gia, perche in lui rivedevo me stessa. Lui era me, in tutto e ci eravamo \"rapiti\" vicendevolmente! Mai vissuto prima
niente del genere e cio valeva per entrambi. L\' idillio cerebrale che vivevamo,
comincio via via scemando, quando lui capì che anch\'io mi ero innamorata e da  li tutto cambiò notevolmente e drasticamente. Per tre mesi, non una bestemmia,  non una parolaccia, non un atto di violenza, o di sopraffazione fisica o  mentale nei miei confronti, niente di niente! Da li, il mio percorso di auto  distruzione, un vero e proprio calvario, che senza esito, ho tentato decine e  decine di volte di interrompere. Tra le tante vicende, ho per sino diffidato  quest'uomo, dopo avermi picchiata piu volte, arrecando danni materiali notevoli  anche alla mia auto, investendomi, ma dopo qualche settimana ho ritirato tutto,  perche ancora innamorata di lui. Di eventi del genere o di peggiori, come  quando per una gamba mi trascinò a terra con l\'intento di buttarmi giu da un  molo, in acqua, potrei elencarne senza fine, ma, anche dopo lontananze di 2  mesi, perdonandolo, sono sempre tornata da lui, che non smette mai di cercarmi. Cio  nonostante, ritengo che il male maggiore subito, sia stato quello psicologico!
Mi ha sempre manipolata, in maniera subdola, con le parole, con tante bugie ed inganni, adulandomi e  raggirandomi con la sua ottima dialettica, di fronte alla quale per altro non  sono da meno, per ottenere da me cio che voleva: tornare con lui! Allo stato,  non stiamo insieme da qualche giorno, l\'ho lasciato dopo l\'ennesimo torto
subito! Mi trascura, è scostante, irrispettoso, parla male di me con amici e
parenti, si impone con celati ricatti su argomenti ai quali tengo, come ad
esempio, venire a trovarmi dopo un mese di lontanza. Non riesce a conciliare il  suo ruolo di padre separato, col fatto di essere anche compagno, in quanto sua  figlia di dodici anni decide per lui e per noi, gestendo lei il nostro tempo da
trascorrere insieme. Avrei voluto descrivere i fatti in maniera piu
dettagliata e meno sommaria, ma sto malissimo e credo di essere gia entrata in  una delle fasi piu acute della mia malattia. Sento che lui mi manca gia
terribilmente, sto impazzendo all\'idea che posa essere finita, per l\'ennesima
volta, ma al contempo, lo odio e lo detesto con tutta me stessa!! Mi aiuti, la
prego. Spero lei possa dirmi qualcos\'altro, rispetto a quanto ho gia letto e
che mi ha aiutato a capire di piu . Tempo a dietro, ho cercato di rivolgermi a
qualche psicologo della mia USL, ma con rammarico devo dire che lasciano molto  a desiderare. Per il resto, le mie risorse economiche (non lavoro) non mi  consentono altro. Mi congedo, ringranziandola anticipatamente, nutrendo la  speranza che mi giunga risposta.
Grazie, Rosita.

lunedì, settembre 26, 2011

DIPENDENZA D'AMORE

anya Età: 50
...credo di essere un esempio,quasi perfetto,del caso mal d'amore.
Il mio problema con le dipendenze si manifesta ,come da manuale,quale conseguenza di una mancata attenzione della famiglia alle relazioni affettive durante la mia adolescenza. Ripensandoci anche il rapporto fra mia madre e mio padre era anch'esso una dipendenza affettiva.Lei più grande di 8 anni,lui la lascia appena non può più essere forte a seguito d'un incidente che la rende bisognosa d'attenzioni. Da parte mia ho vissuto due grandi amori falliti con grosse corrispondenze di psicologiche. La mia bassa autostima,ben celata dietro a una cristiana genrosità verso il prossimo,mi ha portato a sopportare prima un marito con grosse turbe comportamentali,poi convivente prepotente e violento. Il tutto per un totale di 30 anni! Tutti e due i pertners sono finiti con lo schiacciarmi fino alle botte.Il secondo ,in particolare,è ormai incapace di tenere con me un rapporto che non sia ben imbottito di accuse infondate,di punizioni e rimproveri.Inutile dire che il suo modo di porsi genera proprio quegli sbagli da parte mia dei quali poi mi accusa facendomela pagare con umilazioni e isolamento.Purtroppo ,pur rendendomi conto di questa realtà,soffro terribilmente la solitudine e la paura dell'abbandono,al punto di ritenere più rasserenante subire le ingiuste angherie.Capisco altresì,che sono io a pormi come soggetto dipendente e che senza volerlo mi cerco dei carnefici.La consapevolerzza è un buon punto ma non basta,servono strumenti e un punto di riferimento esterno per uscire dalla dipendenza d'amore.Tale e quale una vera e propria dipendenza da droga,persino i sintomi fisici assomigliano e purtroppo ne so qualcosa per esperienza diretta durante l'adolescenza.Grazie a Dio sono sempre riuscita a uscire dai grovigli delle dipendenze o forse sarebbe meglio dire che ho cambiato di volta in volta l'oggetto della mia passione.Ho bisogno d'aiuto perchè a volte la mia mente vacilla fra dolore e sudori fredi.

lunedì, agosto 15, 2011

NON ESSERE VITTIMA DELL'AMORE

mariluna60 Età: 50
Ho vissuto una vita dipendente dall'amore e tutt'ora non potrei vivere senza, una vera e propria dipendenza ma la differenza è l'aver capito che un amore è tale se ti da la voglia di migliorare o andare avanti nella vita con coraggio per lottare e non se ti distrugge mentalmente o fisicamente. In amore ho dato sempre il massimo subendo a volte sofferenze fisiche o mentali credevo ogni volta che finiva una storia di non riuscire più a vivere eppure eccomi qui tra una sofferenza e l'altra sono arrivata ai 50...mai l'avrei creduto eppure ho avuto coraggio nel continuare a vivere ed ora sono orgogliosa di non essere stata una delle vittime dell'amore riuscendo ora a dare amore a chi ne ha bisogno veramente...faccio volontariato ovunque mi vada di fare. In realtà quando perdevo un amore credevo di perdere una sicurezza che mi mancava in famiglia....il suicidio ogni giorno della mia vita
lo volevo fare per quasi 30 anni ma con la nascita di mio figlio la mia debolezza è diventata all'improvviso una grandissima forza...!

domenica, luglio 17, 2011

MI CERCA SOLO PER SESSO

violetta Età: 43
Soffro per una dipendenza affettiva da tanti anni, Il rapporto è finito ormai ma la mia mente e il mio cuore sono sempre legate alle stessa persona da 5 anni.
Una persona che non posso definire speciale perché non lo è e non merita affatto il mio star male, ma io purtroppo continuo a struggermi.
Una persona affetta da Narcisismo e dopo un rapporto durato 4 anni, io lo allontano perche' ho capito che non gli importa nulla di me, visto che cerca anche altre donne.. Mi cerca per sesso e per sapere che ci sono ancora per lui, e poi la sua vita è da tutt'altra parte , molto sociale tra feste e amici e altre donne….
Io provo ancora dei sentimenti forti ma il suo comportamento non posso accettarlo. Lui magari essendo superficiale, queste cose e le mie paranoie non gli tangono neppure.
La cosa positiva è che non mi illude d’amore, anzi non dice proprio nulla, se non che nega le altre relazioni.
Io cerco di allontanarlo, perchè essendo innamorata mi aspetto sempre qualcosa che non arriva mai, una vicinanza un conforto un affetto ricambiato, ma quando lo vedo con un'altra vorrei morire, e sono disperata.
Sono felice quando mi cerca perché è come se si allentasse la tensione della rottura , ma penso alla mia dignità al mio orgoglio e quindi lo riallontano.
Il problema è che quando lo frequento, dopo l'emozione iniziale mi annoio perché con lui non si può parlare, non si può avere uno scambio di opinione serio.O forse io, sapendo di non essere l'unica donna, comincio ad denigrarlo.
Sono anche una bella ragazza, ma sono sempre sola non ho vita sociale con tanti amici ed a uscire ho sempre paura di incontrare lui. E' come se volessi restare nascosta. Le poche amiche che ho non fanno vita sociale mondana e quindi non sono spinta ad uscire e fare nuove conoscenze.
Povera me, mi sento molto male perché oltre a questa ossessione mi faccio leggere i tarocchi sempre con la speranza che qualcuno mi dica quello che voglio sentirmi dire. Appena spunta fuori la figura di un'altra donna, mi  lacero nel mio dolore e giuro che vorrei morire, ho paura che si innamori e che non mi cerchi piu, mi fa male saperlo con un’altra.-
Lui invece ha una vita sociale molto aperta, nonostante sia un uomo con problemi che lui non ammette assolutamente. E' un uomo che io reputo senza interiorità, ha solo l'esteriorità. Poi è uno che evita qualsiasi cosa che gli possa provocare dolore psicologico perchè forse non è in grado di elaborarlo. Per questo motivo io credo che non sia capace di provare sentimenti. Sembra anaffettivo.
Uscirà anche con donne, di cui io sono spaventevolmente gelosa, ma credo che non sia in grado di amarle e quindi sarà un rapporto fatto solo di scambio sessuale e 4 cazzate da dire, ma ovviamente lui ha bisogno di compagnia, non sta mai da solo . Non credo sia capace di innamorarsi veramente. Ha solo bisogno di essere lodato, oltre la conquista non va perché non ne è capace.
E' come se avesse sempre bisogno di sentirsi dire che è bello e figo, ama le donne che gli sbavano dietro , si innamorerà solo per un mese, poi perde l'interesse.
Con me purtroppo il rapporto si è rovinato perché sono molto psicologica ed ho capito i suoi comportamenti , la sua vuotezza interiore, la sua avidità,  aridità, superficialità, la sua invidia degli altri, il continuo mettersi in competizione, come se dovesse sempre essere il numero uno.  Io questi difetti glieli mettevo davanti, e lui ovviamente si arrabbiava  ferocemente perchè non voleva sentire, tanche che poteva anche picchiarmi..
Ora di tanto in tanto mi cerca come per sapere se io sono ancora li\' per lui. Pero' io lo caccio, gli dico di no, che non voglio essere usata per scopi sessuali.
Peroò il fatto di allontanarlo alla lunga mi fa star molto male e a volte penso che tutto sommato soffro meno a stare con lui, nonostante le corna che mi fa, piuttosto che stare senza di lui.
So benissimo che ho un grosso che nasce principalmente dalla gelosia e tradimento, problema di autostima (solo nelle relazioni affettive),di dipendenza perché è come se cercassi quell' amore del padre che  nell'infanzia non ho mai avuto, e di ossessione perchè non riesco a pensare e guardare altro. Questa ossessione mi consuma e mi limita nella vita .
Lui invece è alla continua ricerca di donne che lo vogliono e che lo stimano, forse perché nell\'infanzia sua madre era una donna completamente assente e distante che lo lasciava solo per lunghi periodi e non gli dava riconoscimento.
Questo è il nostro male, e forse per questo ci siamo attirati, conosciuti e frequentati , ma avendo lo stesso male non possiamo aiutarci l'un l'altra.
Per guarire mi dico sempre che devo lasciare tutto e andare a vivere dall'altra parte del mondo, ma non so quanto possa essermi utile alla mia età con bisogno di stabilita.
E' solo uno sfogo dopo una notte insonne con tanto piangere e la voglia di morire.

lunedì, maggio 09, 2011

IL MIO CARNEFICE

Buongiorno, casualmente.... ma forse non tanto a caso sono entrata nel sito  maldamore e ora mi ritrovo qui a scrivere questa mail.
mi chiamo chiara ho 46 anni e sono distrutta sotto tutti i punti di vista da  un uomo con cui ho una relazione sia affettiva che professionale.
quattro anni fa mio marito mi ha lasciata perchè ha intrapreso un suo percorso  interiore e spirituale. Per me il colpo è stato durissimo anche se il notro  matrimonio faceva acqua da tutte le parti, ma per il bene di mia figlia  ammalata di leucemia, ho cercato di subire il più possibile per non darle anche il dolore grande della separazione dei genitori.
ho vissuto questa cosa come un enorme fallimento e di lì a poco sono caduta  nella tela tessuta a puntino dal mio Titolare e nonostante lui avesse una  moglie e una figlia, ci siamo per così dire innamorati pazzamente.
Dico pazzamente perchè io credo di essere diventata pazza, mentre lui lo era  già da prima.
ora sono tre anni che portiamo avanti questa relazione su cui io ho investito  tutta me stessa, tutti i miei soldi, tutti i miei sentimenti e tutte le mie  energie. sono tre anni che subisco le più crudeli violenze psicologiche, ho perso gli  amici, mi sono allontanata dalla famiglia, e ho perso di vista la persona più  importante della mia vita, MIA FIGLIA.
Avevo una discreta autostima, ero una bellissima donna, intelligente,  piacevole e sicura di se e con una discreta indipendenza economica.. ora mi  ritrovo ad essere uno straccio per pavimenti, senza soldi e con una montagna di debiti, senza dignità, sola e piena di rabbia.
Voglio uscirne, per me, per mia figlia che non fa altro che vedermi piangere,  voglio riprendere in mano la mia vita... voglio ancora svegliarmi la mattina e  apprezzare il sapore del caffè, il profumo di un fiore e il calore di un  raggio di sole.
ora sono spenta, piena di ansia e non ho il briciolo di un progetto per questa  mia assurda vita. Ho il mal di vivere come dico io, spero sempre che  attraversando la strada una macchina impazzita mi travolga, oppure il mio cuore cessi di battere. ma tutte le mattine mi sveglio e non è successo niente, la  giornata si apre con un messaggio del mio mostro che mi dice " ciao piccola  come stai? ........................" e qui potrei aggiungere..... ciao piccola  vediamo oggi cosa posso inventarmi per farti soffrire più di ieri e così tu ti  attacchi di più a me???? questo è l'uomo che amo, mi fa soffrire mi fa sentire
come l'immondizia, mi tradisce, mi racconta un mare di buglie, mi manipola, mi deride, mi insulta, mi manca di rispetto, e l'unica cosa che riesco a fare è  amarlo ancora di più e svenarmi per fargli regali sempre più  importanti................. dimenticavo passo le mie giornate a chiedergli  scusa per non essere magra e alta come piace a lui, per non riuscire a far  rifiorire la sua azienda come vorrebbe lui, a non pensare come vorrebbe lui, a  non essere la donna che vuole lui.....
MA IN TUTTO QUESTO IO COSA VORREI.........

lunedì, gennaio 24, 2011

LA CONSAPEVOLEZZA DELLA DIPENDENZA AFFETTIVA NON MI AIUTA

buon giorno dottore, mi chiamo daniela ho 33 anni e ho bisogno di aiuto. ho letto il suo articolo sula dipendenza affettiva. raccontarle la mia storia sarebbe troppo lungo, ma brevemente le farò un riassunto.
sono cresciuta in una famiglia "disturbata", dove , a cinque anni, è arrivato mio fratello affetto da una cardiopatia grave (tetralogia di fallot), che trent'anni fa, ha tenuto per molto tempo lui e mia mamma in ospedale. il rapporto con mio padre, che fino ad allora ricordo sereno, cambia radicalmente. lui diviene "insopportabile", con un carattere difficilissimo. senza dilungarmi, da li ad oggi, lui è un uomo autoritario, senza rispetto, violento nei modi(non ci ha mai picchiato ma violento verso oggetti si), violento a parole urla, ingiustizie anche nei confronit di mia mamma. mia mamma che lo ha sempre giustificvato e coperto.
a 15 anni incontro quello che diverra mio marito e dal quale me ne separo a 24 anni. lui con me era un tesoro, mi dava tutto, ma non lo amavo, lui, di sei anni piu grande di me, rappresentava e sostiutiva a pieno la figura paterna. con grande dolore il divorzio, dopo due anni, incontro andrea, il papa del mio bambino. bellissimo, particolare, sensibile, dolce, me ne innamoro subito. ma lui è figlio ed anche tossicodipendente. io decido che lo salvo e che lo faro stare bene. i primi due anni vannoi piu o meno bne, da quando rimango incinta ad oggi mi fa passare il delirio, da ogni punto di vista, botte violenze verbali psicologiche, mancanza totale di considerazione rispetto, mancanza di prese di responsabilità , alternato il tutto da parole bellissime sensazioni fantastiche, dolcezza, promesse (mai mantenute). do tutta me stessa, anziche fuggire da questa cosa, mi interesso ancora di piu ai suoi problemi, prendo contatti col sert, medici, psichiatri, ormai so piu io di lui che un dottore, lui è psichiatrico e ricorre all'eroina per stare bene. fino alla fine lo sostengo (anche se mi sono allontanta da casa sua), lo imploro di farsi aiutare entrandfo in comunita. lui non lo vuole, mi chiama piangente disperato che ama me e il bambino, ma che allo stesso tempo lui cosi da solo non ce la fa (mi responsabilizza di tutto, anche di farsi), e decide che lui ha bisogno di una donna vicino e conosce un'altra e ci si mette insieme.

sono a terra, di nuovo, so che sono malata, sto seguendo una psicoterapia, ma a volte mi sento ristagnarte e i miglioramenti del mio umore e del mio vivere (ero caduta in una depressione fortissima pesavo 38 kg)sono migliorati, ma mi accorgo che la mia speranza era che si facesse curare e invece no. perche non ama ne me ne suo figlio abbastanza. so che sono malata, la dipendenza affettiva, ho letto molto a riguardo, ma la consapevolezza non mi aiuta a regire in questo contesto. mi sento persa smarrita senza piu nulla in mano. grazie per l'ascolto daniela

lunedì, gennaio 10, 2011

DIPENDENZA AMICALE E MODELLI DI COMPORTAMENTO

marialuisa Età: 45
Dipendenza amicale e modelli di comportamento
Gentilissimo dott. Cavaliere
Sono una donna di 45 anni, non sposata e affermata professionalmente, che ha vissuto per buona parte della sua vita in situazione di dipendenza affettiva e che solo negli ultimi 10 anni ne ha preso consapevolezza. Questo non è bastato a far cessare lo stato di dipendenza, ma indubbiamente qualche progresso vi è stato. La dipendenza affettiva si è sempre rivolta a figure femminili, prima mia madre e poi le mie amiche. Al momento i due uomini che ho avuto come partner, per brevi periodi, non hanno svolto ruoli significativi. Il che ovviamente non è privo di significato, anche se non so bene quale esso sia.
Quello che vorrei sottoporre alla sua attenzione è il modello di comportamento
che accompagna ogni storia di dipendenza. Solitamente essa ha inizio con una
nuova amicizia, che sembra colmare un vuoto emotivo che costantemente ha accompagnato la mia vita. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone che hanno difficoltà o addirittura di emarginate. Dopo un primo entusiasmante
periodo di conoscenza, che spesso (non sempre) conduce a un’identificazione con l’altra e la sua vita, iniziano le difficoltà. Come può immaginare la perdita di identità reca con se l’adattamento e la sopportazione di atteggiamenti e stili di vita che spesso non fanno parte del mio corredo di valori. Seguono delusione, frustrazione e disprezzo. La mancata espressione delle mie esigenze induce alla fine al conflitto e la pretesa di avere indietro quello che ho dato spinge la persona a ritrarsi sempre più. La fase finale è segnata da un crescente dissidio e da un enorme sofferenza e senso di vuoto, fino alla rottura. In 20 anni ciò è accaduto almeno 5 volte, segnando negativamente buona parte dei miei rapporti amicali. Quando le amicizie sono sane, e fortunatamente in alcuni casi è così, non vi è pretesa, sovrapposizione, perdita di identità.  Una di queste per esempio dura da 30 anni.
Per molti anni ho vissuto queste storie come eventi sfortunati, ma a un certo punto la sofferenza vissuta a causa di un amicizia mi ha portato a una situazione di grande difficoltà emotiva e di depressione, che mi ha costretto a riconoscere che qualcosa non andava. Non dormivo, ero ossessionata dal suo pensiero, avevo sintomi depressivi e difficoltà a svolgere qualsiasi attività.
Ho iniziato a leggere libri sulla dipendenza e a frequentare il suo sito.
Conosco tutta o quasi la teoria, ma è la pratica la parte difficile.
Certamente, come le dicevo, ho fatto molti progressi. Per esempio, noto che in molti contributi si pone l’attenzione sul soggetto da cui si dipende, sul suo narcisismo e su altre sue caratteristiche. Ma io so, e tutti noi dipendenti dovremo sapere, che prima di tutto dovremo guardare ai nostri problemi e concentrare gli sforzi sulla cura di noi stessi. In questo senso la lezione della Norwood è tra quelle più utili e da tenere presente. Dopo l’ultimo conflitto, avvenuto un paio di mesi or sono, con la mia amica storica (quella che mi ha costretto a tanta sofferenza da costringermi a analizzare a fondo me stessa) ho avuto per un certo tempo la tentazione di rivolgere tutto il mio rancore e la mia rabbia verso di lei. Ma so bene che devo pazientemente riprendere il cammino e la terapia del recupero. Oggi la sensazione di vuoto non è lontanamente paragonabile a quella di 8-9 anni fa ed è sempre più limitata. Se mai perdura più a lungo la rabbia.
A questo riguardo devo dirle che mi è stata di grande utilità la lettura del libro “la ferita dei non amati”, che certo lei conosce, dove si cerca di far luce sui modelli di comportamento e sulle energie positive e negative che essi esplicano. Secondo l’autore le pressioni esterne (anche familiari) generano in noi flussi positivi e negativi di energia, che seguono un certo modello appunto. Nonostante mi sforzi non riesco a collegare il mio modello alle dinamiche familiari e alle pressioni da esse esercitate su di me. So che la mia famiglia è disturbata, nel senso che in essa ho sofferto la fame d’amore e di riconoscimento e non era certo una famiglia aperta ai discorsi sui sentimenti.
Mia madre è secondo me una dipendente e mi ha comunicato un idea degli uomini non positiva, e nel suo ruolo di vittima non ha saputo darmi l’amore di cui avevo bisogno. Mio padre è un uomo autoritario e che fatica a esprimere affetto. So che mi vogliono bene e non riesco a provare rancore alcuno verso di loro, anche se in passato ho dato loro molte colpe.
In questo quadro la mia dipendenza avrà un senso, che se comprendessi fino in fondo potrei affrontare meglio. Perché rivolgo la mia dipendenza alle donne? Le fasi che le ho descritto che significato hanno? Mi sono chiesta se sia un comportamento omosessuale, ma non provo attrazione verso il genere femminile e la provo verso quello maschile. Però esso non ha rappresentato l’esperienza affettiva più importante fino ad ora. Mi chiedo se per caso non vi sia una scissione tra eros (verso gli uomini) e agape (verso le donne).
Se il mio intervento venisse pubblicato vorrei dire a tutte le donne che soffrono di dipendenza che è possibile attenuare il mal d’amore e limitarne la sofferenza. In questi 10 anni ho dovuto mio malgrado compiere sforzi enormi per conoscermi e analizzare me stessa, per cercare di capire e provare ad amare. Ma questo è avvenuto solo ed esclusivamente quando ho abbandonato il ruolo di vittima e ho spostato l’attenzione dall’altra (o altro per la maggior parte delle donne) a me stessa.
La ringrazio per l’attenzione e per questo sito
marialuisa

domenica, gennaio 09, 2011

NON POSSO STARE NE' CON TE, NE' SENZA DI TE

topino Età: 23
Ciao a tutti, leggo di persone che soffrono per amore e mi sento un po' meno sola. So' che potrei curarmi che devo curarmi ma non riesco a staccarmi da lui. La mia sola ragione di vita, il motivo per cui mi alzo al mattino e se non c'è(cosa molto frequente, anzi giornaliera) vorrei non esistere e di fatto non esisto. non ho più una vita ho allontanato famiglia e amici, mi trascuro perchè ho sofferto di depressione, ho tentato il suicidio e un disturbo alimentare che era anoressia è diventato mangiare per consolarmi e che schifo. Lui è sposato e per di più con una parente stretta. vi ho già detto tutto. nessun futuro per noi lui ha la sua vita e non la lascierà mai ma io non sono in grado di scappare ho sempre bisogno di conferme che lui mi dà nonostante la realtà e di fare l'amore ossessivamente. Nascondere a tutti un amore immenso coprmi di falsità e bugie rinunciare ad una normale vita di una ragazza della mia età. non ce la posso fare da sola sono arrivata a fare cose assurde per vederlo 10 minuti. Se chiedo aiuto lo perdo ma mi sto' uccidendo e ho di nuovo pensieri suicidi quando lo vedo con lei. Fanno l'amore e io non ce la faccio più. lui dice di amare entrambe ma io non ce la faccio più. Sola disperata non voglio più vivere senza lui ma non sto più vivedo per stare con lui AIUTO

lunedì, dicembre 06, 2010

L'UOMO DEL DESTINO

triste 53 Età: 57
Ho conosciuto quello che poi sarebbe diventato mio marito 32 anni fa. Un'attrazione fatale , di quelle che ti segnano la vita e che ti fanno pensare o lui o niente. Ha cancellato e reso vano il passato; per lui ho lasciato il ragazzo con cui stavo, senza rimpianto. La storia è proseguita per due -tre anni in modo altalenante, lui, di qualche anno più grande di me e con problemi di attacchi di panico, era ondivago, non voleva impegnarsi in una storia,mi cercava e mi negava, diceva che ero una bambina viziata, qualche volta mi accusava di avere storie con altri, in mia presenza corteggiava altre, un paio di volte è andato con la sua donna precedente, tra l'altro una mia amica, che peraltro accusava di averlo tradito abbondantemente (cosa in parte vera).
Ma averlo, per me, era più importante di tutto, a tutti i costi, era l'uomo del destino, le umiliazioni erano ripagate da una sorta di fusione di anima e di pelle , che non avevo mai provato, che secondo me aveva del miracoloso.
Fino a che mi ha lasciato. Sono stata malissimo , quasi un anno, ogni tanto ci incontravamo, ma lui aveva anche altre storie(anche qui con donne che riteneva infedeli).
Poi ho incontrato un altro, anche lui come me usciva da storie di abbandono, non ci si amava ma ci volevamo bene e ci sostenevamo. Sono rimasta incinta e mi sono sposata.
E qui l'uomo della vita ha cominciato a ricercarmi, per la prima volta in vita sua dicendo di amarmi come nessuno mai, che solo ora si era accorta di cosa aveva perso, che era disperato.
Ed io ho perso l'unica occasione che ho avuto di mandarlo al diavolo, e anzi l'ho sostenuto, felice come non mai gli ho detto che ci sarei stata sempre , ed ho cominciato a tradire mio marito, ogni tanto dicevo tutto e mi separavo, poi tornavo giurando che non mi sarei più guardata indietro, ma non c'è mai stato niente da fare, appena mi faceva un fischio correvo; il matrimonio è finito dopo pochi anni.
Sono rimasta incinta, stavolta dell'uomo del destino.
Lui all'inizio era spaventato, ma poi si è buttato nell'avventura. Siamo andati a vivere insieme e ci siamo sposati appena ho ottenuto il divorzio. E' nata la bambina ed è stato forse il padre più amorevole che abbia mai conosciuto, ed anche un buon compagno per crescere l'altra figlia che viveva con noi.
E' andata avanti per vent'anni circa, con molti litigi, diverse incomprensioni, gusti diversi , ma una passione immutata,almeno mi pareva. Più si andava avanti, però, e più tutto quello che dicevo e facevo era oggetto di denigrazione, ero una cattiva madre, spendevo troppo, gli avevo impedito di coltivare le sue amicizie e lo sport ( ed errori, di intransigenza e di assertività sicuramente li ho fatti), più e più volte lanciava insinuazioni, tra il serio ed il faceto, sui miei tradimenti , attribuendomi dal mio capo (soprattutto) al vicino di casa, bastava una battuta , una considerazione benevola su una persona. Ma per la verità erano cose che duravano poche ore, io giuravo e spergiuravo che non era vero e finiva in qualche abbraccio. Ha sempre detestato il mio lavoro, più gratificante del suo.
Nei primi anni ho fatto qualche tentativo perchè affrontasse e combattesse i suoi attacchi di panico, ma non ha mai voluto curarsi, alla fine era tacito che non si potevano fare viaggi se non in macchina ( niente treno , niente aereo , niente navi)ed evitando cavalcavia ( quindi poche autostrade consentite). Ho rinunciato ad insistere vedendo una volta un attacco di panico in autostrada , stava malissimo e io mi sono stramaledetta di averlo convinto.
Circa 10 anni fa è accaduta una grande tragedia, che ci ha segnato. La vita si è fermata per tanto tempo , ma c'era l'altra figlia, quasi alle soglie dell'adolescenza che richiedeva cure e attenzioni, anche con l'aiuto della psicoterapia sono andata avanti.
Lui beveva un pò troppo ed è ingrassato tanto. Anch'io un pò di consolazione serale nell'alcool l'ho cercata.
Poi è andato in pensione, troppo presto, troppo giovane  . Da lì ad un anno circa è cominciata la fine.
Ha cominciato ad essere più ombroso ed irritabile che mai,anche con la figlia,  ha cominciato a rifrequentare con assiduità i suoi vecchi amici di quando era single (accomunati da una fondamentale misoginia), a detestare i nostri amici comuni frequentati per una vita, poi ha cominciato a sviluppare idee paranoiche sui vicini di casa e non c'era verso di convincerlo del contrario, ad ogni tentativo reagiva con violenza spropositata.
E' diventato sempre più aggressivo e scostante nei miei confronti, era evidente che non sopportava la mia presenza, ed infine ha iniziato ad affermare con lucido livore che era certo che lo avessi sempre tradito, con tutti: a lavoro e coi vicini, con gli amici( anche i suoi, praticamente mai visti) e con chi mi passava a tiro. Che aveva sempre saputo ma che aveva soffocato la verità per amor di pace, per la figlia.
Ma ora basta , ora era finita , se ne andava.
Ho pianto ed ho pregato , ho scongiurato e minacciato, ho giurato su tutto e su tutti che non era vero niente , che anzi al contrario era sempre stato l'unico
e solo grande amore della mia vita, che non doveva giudicarmi per il passato, che avevo tradito sì altri , ma solo per lui.
Ogni mia negazione provoca(va) solo nuovo disprezzo ( "ma almeno un atto di lealtà, un atto di lealtà, nemmeno di quello sei capace, nemmeno quello mi merito, tanto poco valgo") e scoppi di inaudita violenza , mi ha picchiato più volte ed ha distrutto mobili e stoviglie in un fragore di vetri.
Gli ho scritto lettere, che non ha letto, ho pianto ed ho urlato tutto quello che ero capace, ma sembra(va) come diventato impermeabile a qualsiasi tentativo
di coinvolgimento emotivo.
Infine se ne è andato di casa, pensavo di morirne e c'ho anche provato . Ora è quasi un anno e mezzo che è via. Ha smesso completamente di bere, fa molto sport ed è dimagrito Ci vediamo spesso, è sempre molto disponibile sulle cose
pratiche, ogni tanto andiamo a cena o al mare, d'estate. Se taccio oppure si parla della figlia, va tutto bene, si può fare anche gli amanti ( raramente e per poco), ma se si casca sull'argomento(delirio) finisce in tragedia. Il massimo che ottengo è che mi mi guarda con compassione, dicendomi che devo essere schizofrenica, tanto mi immedesimo nella mia menzogna.
Si è ricostruito una visione della nostra vita insieme dove ogni scelta , dal cane al mobilio, è stata una violenza subita (da lui) dove lui si dipinge accomodante e paziente per amor di quiete( al contrario è sempre stato molto
poco accomodante).
Ho cercato aiuto ovunque, ma la risposta è sempre la stessa non si può curare chi non vuole essere curato. E, di conseguenza, volti pagina, ci metta una pietra sopra. Ho detestato gli psichiatri che hanno avuto la possibilità di catturarlo in qualche modo (per esempio quando sono stata ricoverata, dopo il
fallito tentativo e naturalmente lui è venuto a trovarmi) e non gli hanno detto nemmeno una parola.
Ma nessuno mi aiuta, nessuno capisce davvero quanto sia difficile rassegnarsi ad essere crocefissi da una bugia. Rassegnarsi a vedere la tua vita, la tua persona disprezzata ed odiata per qualcosa che non hai mai fatto è troppo , almeno per me, almeno a questo punto. So tutto del delirio di gelosia, so che tentare di convincere un delirante è impossibile, eppure continuo a sperare in un miracolo e che le mie parole a un certo punto gli entrino in testa e, soprattutto, non riesco a fare a meno di lui. Evidentemente sono a mia volta malata di una dipendenza patologica, oppure sono troppo triste per accettare anche questa botta, dopo tutto, dopo tutte le scelte e gli errori fatti, dopo quello che già mi aveva schiantato.
Ho raccontato questa storia, sia perchè ne avevo bisogno, sia perchè forse possa salvare qualcuno, gli indizi c'erano tutti , già all'inizio. Non ci cascate.