venerdì, gennaio 14, 2011

ELEMOSINO ATTENZIONI OFFRENDO IL MIO CORPO

Scopro solo ora dell'esistenza della bulimia sessuale.. ma io sono quella? ho sempre saputo che nel mio comportamento c'era qualcosa che non andava, ma questo pensiero aumenta lo stato di malessere, i sensi di colpa non aiutano, ed ho trascorso questi ultimi anni a convincermi che io ero soltanto libera, buona, passionale, vera, il desiderio sessuale di tanti uomini! ho vissuto con il fastidio degli sguardi libidinosi comprendendo che non erano sani, ma quel subdolo appagamento e sensazione di piacere e di grandezza apprezzamento desiderio erano miei! avevo qualcosa di mio.. ne ero felice! e sono cresciuta nella convinzione di essere una troia.. anche se vivevo storie normali.. con il tempo il malessere cresceva ed ho deciso che con tutto ciò dovevo conviverci in modo sereno! invento tante scuse a me stessa x non affrontare il problema.. xkè è inutile nascondersi.. c'è un problema! il problema c'è quando mi scopo anche l'ultimo dei cessi, di quelli ke neppure nei loro sogni avrebbero potuto avermi! solo xkè ti guardano, ti parlano e ti lasciano intendere ke farebbero tutto x te, ke mostrano un pò di comprensione e iniziano a dirti ke sei speciale, tu li guardi e pensi.. non sai quanto speciale, dovresti vedere quanto speciale e vuoi mostrare il top di te.. e sale la voglia di baciarli e trombarli come se tu fossi il loro film porno dal vivo!
quando ti domandano estasiati..ma ki sei? e il loro odore lo senti, è sempre lo stesso, non ti piace, è acido, disgusta, è uguale a quello degli altri uomini al quale hai solo regalato il tuo corpo e non è uguale a quello dei ragazzi con cui hai fatto l'amore..quello è più dolce, è buono! non sono loro ke usano lo stesso profumo, sono io ke mando lo stesso segnale negativo alla mia mente..
quello del rifiuto! si, xkè io li rifiuto.. inizio a fare sesso, li faccio impazzire, ma l'odore, la pelle, i movimenti, le parole.. è tutto volgare e disgustoso e non vedo l'ora di finire fin dal principio! cosa c'è di normale e libero in tutto questo? io sono una ragazza forte, tutti dicono così, tutti si aspettano da me grandi imprese, sono intelligente, indipendente, testarda, passionale, molto passionale, dolce, un'amica x tutti, l'amica ke tutti vorrebbero e ke tutti cercano nel momento del bisogno.. è vero, sono speciale come dicono, ma xkè non riesco a dire NO! io non so dire di NO! dopo una notte di sesso con un uomo entusiasmante chiamo la mia amica e le dico ke sono innamorata.. ma il secondo giorno lo trascorro a cercare i difetti e quando li ho trovati al terzo giorno sparisco! ..sarei sparita comunque! due giorni di depressione e ricomincio ancora, ancora e ancora! eppure io vorrei solo un compagno, un complice, un amante, un padre x i miei figli, un uomo e solo due occhi con cui condividere la mia vita, i miei sorrisi, le mie lacrime.. solo UNO! il mio più grande desiderio è avere un uomo e non desiderarne un altro!
sono tre settimane che piango improvvisamente durante attacchi di tachicardia e non mi accorgo che mi sto grattando le mani in modo così forte da crearmi delle brutte lesioni, quando finisco di piangere dopo dieci minuti le mie mani bruciano e il giorno dopo sono piena di croste di sangue. Ho avuto molte crisi in passato, ho iniziato ad andare in analisi a 17anni, ho smesso a 25, disturbo ossessivo compulsivo.. avevo sempre la stessa immagine ripetuta innanzi a me.. mai accaduto.. mio padre che mi toccava.. mai accaduto!! ed ho imparato a conviverci, la vedo, so ke non è mai accaduto e provo a concentrare la mia attenzione su altro, mi ripeto ..è il mio doc! e funziona..oggi dopo anni..ma questa volta non può funzionare!! non posso convivere con un problema se prima non ammetto che c'è un problema, se continuo a volerlo vedere in positivo ripetendomi ke sono bella e desiderata libera e solare.. nooo, non è così! in realtà io provo a convincermi di essere positiva pensando a quello che posso dire alla gente a mia discolpa nell'eventualità si dovesse scoprire il numero di uomini da me accontentati.. ma in realtà quella sensazione negativa che pesa sul mio cuore, sul mio petto..non va via!!! è la prima volta ke mi faccio del male fisicamente da sola.. non è bello ke accada, io devo volermi bene, xkè solo io posso volermi bene così tanto e solo io posso aiutarmi! nessun'altro..
ma xkè così bella, desiderata, amata, apprezzata e stimata io devo andare ad
elemosinare le attenzioni di uomini che non mi meritano?? solo x avere il mio momento di sensazione di potenza? Dio.. hai creato l'uomo così complesso nel suo corpo.. ma la mente è realmente un buco nero.. rischio di essere
risucchiata nel buco nero della mia mente!

lunedì, gennaio 10, 2011

DIPENDENZA AMICALE E MODELLI DI COMPORTAMENTO

marialuisa Età: 45
Dipendenza amicale e modelli di comportamento
Gentilissimo dott. Cavaliere
Sono una donna di 45 anni, non sposata e affermata professionalmente, che ha vissuto per buona parte della sua vita in situazione di dipendenza affettiva e che solo negli ultimi 10 anni ne ha preso consapevolezza. Questo non è bastato a far cessare lo stato di dipendenza, ma indubbiamente qualche progresso vi è stato. La dipendenza affettiva si è sempre rivolta a figure femminili, prima mia madre e poi le mie amiche. Al momento i due uomini che ho avuto come partner, per brevi periodi, non hanno svolto ruoli significativi. Il che ovviamente non è privo di significato, anche se non so bene quale esso sia.
Quello che vorrei sottoporre alla sua attenzione è il modello di comportamento
che accompagna ogni storia di dipendenza. Solitamente essa ha inizio con una
nuova amicizia, che sembra colmare un vuoto emotivo che costantemente ha accompagnato la mia vita. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone che hanno difficoltà o addirittura di emarginate. Dopo un primo entusiasmante
periodo di conoscenza, che spesso (non sempre) conduce a un’identificazione con l’altra e la sua vita, iniziano le difficoltà. Come può immaginare la perdita di identità reca con se l’adattamento e la sopportazione di atteggiamenti e stili di vita che spesso non fanno parte del mio corredo di valori. Seguono delusione, frustrazione e disprezzo. La mancata espressione delle mie esigenze induce alla fine al conflitto e la pretesa di avere indietro quello che ho dato spinge la persona a ritrarsi sempre più. La fase finale è segnata da un crescente dissidio e da un enorme sofferenza e senso di vuoto, fino alla rottura. In 20 anni ciò è accaduto almeno 5 volte, segnando negativamente buona parte dei miei rapporti amicali. Quando le amicizie sono sane, e fortunatamente in alcuni casi è così, non vi è pretesa, sovrapposizione, perdita di identità.  Una di queste per esempio dura da 30 anni.
Per molti anni ho vissuto queste storie come eventi sfortunati, ma a un certo punto la sofferenza vissuta a causa di un amicizia mi ha portato a una situazione di grande difficoltà emotiva e di depressione, che mi ha costretto a riconoscere che qualcosa non andava. Non dormivo, ero ossessionata dal suo pensiero, avevo sintomi depressivi e difficoltà a svolgere qualsiasi attività.
Ho iniziato a leggere libri sulla dipendenza e a frequentare il suo sito.
Conosco tutta o quasi la teoria, ma è la pratica la parte difficile.
Certamente, come le dicevo, ho fatto molti progressi. Per esempio, noto che in molti contributi si pone l’attenzione sul soggetto da cui si dipende, sul suo narcisismo e su altre sue caratteristiche. Ma io so, e tutti noi dipendenti dovremo sapere, che prima di tutto dovremo guardare ai nostri problemi e concentrare gli sforzi sulla cura di noi stessi. In questo senso la lezione della Norwood è tra quelle più utili e da tenere presente. Dopo l’ultimo conflitto, avvenuto un paio di mesi or sono, con la mia amica storica (quella che mi ha costretto a tanta sofferenza da costringermi a analizzare a fondo me stessa) ho avuto per un certo tempo la tentazione di rivolgere tutto il mio rancore e la mia rabbia verso di lei. Ma so bene che devo pazientemente riprendere il cammino e la terapia del recupero. Oggi la sensazione di vuoto non è lontanamente paragonabile a quella di 8-9 anni fa ed è sempre più limitata. Se mai perdura più a lungo la rabbia.
A questo riguardo devo dirle che mi è stata di grande utilità la lettura del libro “la ferita dei non amati”, che certo lei conosce, dove si cerca di far luce sui modelli di comportamento e sulle energie positive e negative che essi esplicano. Secondo l’autore le pressioni esterne (anche familiari) generano in noi flussi positivi e negativi di energia, che seguono un certo modello appunto. Nonostante mi sforzi non riesco a collegare il mio modello alle dinamiche familiari e alle pressioni da esse esercitate su di me. So che la mia famiglia è disturbata, nel senso che in essa ho sofferto la fame d’amore e di riconoscimento e non era certo una famiglia aperta ai discorsi sui sentimenti.
Mia madre è secondo me una dipendente e mi ha comunicato un idea degli uomini non positiva, e nel suo ruolo di vittima non ha saputo darmi l’amore di cui avevo bisogno. Mio padre è un uomo autoritario e che fatica a esprimere affetto. So che mi vogliono bene e non riesco a provare rancore alcuno verso di loro, anche se in passato ho dato loro molte colpe.
In questo quadro la mia dipendenza avrà un senso, che se comprendessi fino in fondo potrei affrontare meglio. Perché rivolgo la mia dipendenza alle donne? Le fasi che le ho descritto che significato hanno? Mi sono chiesta se sia un comportamento omosessuale, ma non provo attrazione verso il genere femminile e la provo verso quello maschile. Però esso non ha rappresentato l’esperienza affettiva più importante fino ad ora. Mi chiedo se per caso non vi sia una scissione tra eros (verso gli uomini) e agape (verso le donne).
Se il mio intervento venisse pubblicato vorrei dire a tutte le donne che soffrono di dipendenza che è possibile attenuare il mal d’amore e limitarne la sofferenza. In questi 10 anni ho dovuto mio malgrado compiere sforzi enormi per conoscermi e analizzare me stessa, per cercare di capire e provare ad amare. Ma questo è avvenuto solo ed esclusivamente quando ho abbandonato il ruolo di vittima e ho spostato l’attenzione dall’altra (o altro per la maggior parte delle donne) a me stessa.
La ringrazio per l’attenzione e per questo sito
marialuisa

domenica, gennaio 09, 2011

NON POSSO STARE NE' CON TE, NE' SENZA DI TE

topino Età: 23
Ciao a tutti, leggo di persone che soffrono per amore e mi sento un po' meno sola. So' che potrei curarmi che devo curarmi ma non riesco a staccarmi da lui. La mia sola ragione di vita, il motivo per cui mi alzo al mattino e se non c'è(cosa molto frequente, anzi giornaliera) vorrei non esistere e di fatto non esisto. non ho più una vita ho allontanato famiglia e amici, mi trascuro perchè ho sofferto di depressione, ho tentato il suicidio e un disturbo alimentare che era anoressia è diventato mangiare per consolarmi e che schifo. Lui è sposato e per di più con una parente stretta. vi ho già detto tutto. nessun futuro per noi lui ha la sua vita e non la lascierà mai ma io non sono in grado di scappare ho sempre bisogno di conferme che lui mi dà nonostante la realtà e di fare l'amore ossessivamente. Nascondere a tutti un amore immenso coprmi di falsità e bugie rinunciare ad una normale vita di una ragazza della mia età. non ce la posso fare da sola sono arrivata a fare cose assurde per vederlo 10 minuti. Se chiedo aiuto lo perdo ma mi sto' uccidendo e ho di nuovo pensieri suicidi quando lo vedo con lei. Fanno l'amore e io non ce la faccio più. lui dice di amare entrambe ma io non ce la faccio più. Sola disperata non voglio più vivere senza lui ma non sto più vivedo per stare con lui AIUTO

L'ATTEGGIAMENTO DEL CONTROLLO

gizia Età: 47
Ho 47 anni, sposata da 21 anni con due figli di 19 e 15 anni. La mia storia fino a due anni fa è comune a tante altre. abbiamo costruito insieme tante cose, raggiungendo un discreto stato sociale. Lui calmo e razionale devoto alla famiglia e al conto in banca, io un pò più vivace, organizzatrice e programmata. lui affettuoso con me e i figli, sempre attento e premuroso, io più passionale ma di certo anche un pò più aggressiva rispetto a lui. la prima crisi inizia due anni fa, quando notai un certo distacco e indifferenza nei miei confronti e anche nei confronti dei figli. Ho cercato di parlarci per capire cosa stesse succedendo, ho insistito ma niente.Lui cominciava a sentirsi depresso, piangeva pr qualsiasi cosa, non aveva voglia di far nulla. A quel punto è venuto alla luce qualcosa di me che fino ad allora non avevo mai scoperto: il bestiale atteggiamento del "controllo". sono riuscita ad entrare nel dettaglio delle telefonate della sua scheda e ho notato un numero che si ripeteva giornalmente per almeno tre o quattro volte, ma che lui sistematicamente cancellava dall'elenco delle chiamate. Sono riuscita ad individuare le ultime tre cifre e quando chiamai rimasi stupita perche dall'altra parte mi rispose un uomo. Non avevo mai considerato questa possibilità, anche perchè la forte attrazione sessuale che c'è stata da sempre con mio marito non poteva farmi pensare che lui potesse avere uan distrazione per un uomo. Gliene parlai subito e lui i confessò che con questo ragazzo gay c'era stato solo un feeling intellettivo ma mai fisico. Non provava niente fisicamente ma parlare con lui lo faceva sentir bene e leggero. Andai da subito da una psicoterapeuta per farmi aiutare in questa vicenda, sola non sapevo da dove iniziare. Sono stati due anni lunghi e difficile ma allo stesso tempo costruttivi, almeno credevo, visto che lui pian piano era tornato presente e tranquillo. Tutto ciò fino a due mesi fa circa dove ho ricominciato a notare mio marito un pò strano e distaccato. Inevitabile la domanda "che succede", ma scontata la risposta "niente". A quel punto l'ansia e la paura ha fatto breccia sulla ragione ed è riaffiorata la bestia, ovvero l'atteggiamento del controllo........Ancora una nuova scoperta di un numero, diverso da quello di due anni prima, ma che costantemente chiamava e cancellava e la voce dall'altra parte era sempre quella di un uomo...Ho provato a parlargliene di nuovo, ma questa volta è scoppiato come una furia dicendo che lui aveva bisogno di libertà, sentiva stretto il matrimonio, non voleva più le responsabilità e da quella sera non è tornato più a casa. A chi cerca di parlarci dice che non mi vuole mai più vedere, mi sta descrivendo un mostro che l'ha soffocato e represso. Io non riesco a credere a tutto ciò, mi sento lacerata e non so che fare. Anzi ciò che devo fare forse lo so: non devo cercarlo......ma è tanto difficile, non dormo perchè i pensieri mi affollano la testa, non riesco a mangiare perchè il senso di vomito è più forte. Il pensiero è fisso e il tempo non passa mai. Aiutatemi

HO SCOPERTO D'IMPROVVISO CHE E' UN ALTRA PERSONA

ANGYGIRL Età: 33
Si,esistono tanti modi di tradire una persona che ti ama.
Ed io ne ho ricevuto uno, solo dopo 4 mesi di matrimonio. Un matrimonio sognato per 12 anni di fidanzamento, eravamo ragazzini, 12 anni in cui non ho mai smesso un attimo di marlo più della mia vita e di ripetergli che lui era la mia unica felicità. Poi una sera, dopo 4 mesi di matrimonio, in cui io lo sentivo
già stufo, lo vedevo aggirarsi per casa, la nostra bellissima casa senza gioia, come un pesce fuor d'acqua e nei quali non mi cercava quasi mai per fare l'amore, rifiutando le mie avances perchè ero aggressiva (un bacio un pò più passionale). Dicevo, una sera vado a dormire un pò prima lui resta a guardare
la tv, poi mi sveglio sono le 03.30 di notte, non c'è nel letto, mi alzo vado a cercarlo in sala, all'inizio nella penombra non lo vedo, sono ancora assonnata poi mi rendo conto ed inizia il mio buio vero, è in ginocchio davanti alla tv volume zero che si masturba. Vacillo le gambe mi tremano resto immobile sulla soglia della porta per un tempo infinito poi come un'automa mi avvicino quasi a 30 cm, gli dico :-cosa stai facendo- e non è la mia voce ho un'altra voce che non riconosco, lui si laza di scatto farfuglia ora anche questa mi doveva capitare!? poi si giustifica dice che non è come credo inventa scemenze.
quella scena, quello squallore sono davanti ai miei occhi sempre, me la risogno ogni notte da allora, quasi due anni fà. Non vi dico le scenate che sono successe dopo, dove lui mi ha dato della pazza, mi ha detto che gli piacciono le troie (scusate le parole forti), che io non lo eccito che mi vede come un'angelo (figuriamoci) fino a togliermi ogni volontà, ogni dignità di donna.
Non solo ha raccontato tutto ai suoi amici di lavoro, persone che lui stesso definiva imbecilli, gente che ha tradito la moglie nei night quando quelle poveraccie erano incinte, persone che lui additava come un prete di campagna, lo ha raccontato dice, in terza persona e si è vantato del fatto che loro gli hanno risposto che quello era un poveraccio a sopportare una persona del genere. Ho scoperto un'altra persona, il mio dolce amore non c'era più, la nostra favole è finita, la persona timida introversa e capace di farmi sentire amata non c'è più, mi ha lasciato un biglietto con su scritto I AM very very sorry, in inglese nemmeno in italiano una cosa allucinante le rose le ho buttate nel bidone dell'immondizia, non mi ha mai chiesto scusa, ne perdono e tutt'oggi di ce che lui non mi ha mai tradito. A me invece è crollato il mondo, ha tradito la mia fiducia, se fa questo in casa cosa è capace di fare fuori? ha tradito il nostro legame, dice di amarmi che non mi lascerà mai, che sono l'unica che desidera ma allora perchè preferiva masturbarsi che fare l'amore con la moglie solo dopo 4 mesi? Io non gli credo più, a volte mi sembra di non amarlo altre volte ho paura di perderlo, che si innamori di un'altra donna che mi tradisca ancora. Fare l'amore è diventata una sofferenza, per me da llora una cosa meccanica, ginnastica, non provo nulla a livello di sentimenti e nulla a livello fisico anzi dopo è peggio cerco di capire se lo fa ancora in modi che non vi sto a dire perchè perfino a scriverli mi vergogno. sto talmente male che ho deciso di andare da una psicologa e questo mi fa ancora più rabbia, perchè lui mi ha ridotta così io non lo meritavo...

MI MALTRATTA CON LE PAROLE

SOLEMARE Età: 33
ME SONO ENAMORATA DI UN UOMO ITALIANO,LA MIA PRIMA GRAVEDANZA FELICE...ERO IN MIO PAIS...SANTO DOMINGO...LUI IN ITALIA...DOPO ARRIVO IN ITALIA, ME SPOSO, E VIVO CON LUI...E SUOI GENITORI VICINI...ME E SENTIDO MALTRATATA, AGREDIDA CO PAROLE DI LA MADRE DI MIO MARITO, SEMPRE CUANDO LUI NO C'E A CASA, LE HO RACCONTATO A LUI DI LO CHE ACADE CON SUA MADRE IN MIO CONFRONTO E MAI ME ASCOLTO.. MI SONO SPOSATA I IL 2003, NIENTE PRIVACY DI MARITO E MOGLIE, E NATO MIO BIMBO TUTTI FELICE!, MA IL TRATO A ME BRUTTO,E MALTRATO, LUI MI LIMITA IN MIA CRESCITA, IO ME DEDICO A MIO PRIMO FIGLIO MA SUOI GENITORI NO ME TRATANO BENE...MALTRATI SEMPRE INFELICE IO. SONO DI NUOVO IN GRAVEDANZA IN IL 2005, PARLO CON LUI...E ME FA CAPIRE DI ABORTIRE.. IO NO VOGLIO...E NATA MIA BELLISSIMA FIGLIA ADESSO 5 ANNI, LA CUAL LA MADRE DI MIO MARITO A 4 MESE DI NATA HA DETTO CHE NO LA AMA A SA NIPOTE... DOPO MI TRADIMENTO E ME MALTRATO DI PAROLE, MIO MARITO CON PAROLE, IO SONO ITALIANA, DOMINICANA, E LUI CONTINUA A MALTRATARME..CON PAROLE.

lunedì, dicembre 06, 2010

L'UOMO DEL DESTINO

triste 53 Età: 57
Ho conosciuto quello che poi sarebbe diventato mio marito 32 anni fa. Un'attrazione fatale , di quelle che ti segnano la vita e che ti fanno pensare o lui o niente. Ha cancellato e reso vano il passato; per lui ho lasciato il ragazzo con cui stavo, senza rimpianto. La storia è proseguita per due -tre anni in modo altalenante, lui, di qualche anno più grande di me e con problemi di attacchi di panico, era ondivago, non voleva impegnarsi in una storia,mi cercava e mi negava, diceva che ero una bambina viziata, qualche volta mi accusava di avere storie con altri, in mia presenza corteggiava altre, un paio di volte è andato con la sua donna precedente, tra l'altro una mia amica, che peraltro accusava di averlo tradito abbondantemente (cosa in parte vera).
Ma averlo, per me, era più importante di tutto, a tutti i costi, era l'uomo del destino, le umiliazioni erano ripagate da una sorta di fusione di anima e di pelle , che non avevo mai provato, che secondo me aveva del miracoloso.
Fino a che mi ha lasciato. Sono stata malissimo , quasi un anno, ogni tanto ci incontravamo, ma lui aveva anche altre storie(anche qui con donne che riteneva infedeli).
Poi ho incontrato un altro, anche lui come me usciva da storie di abbandono, non ci si amava ma ci volevamo bene e ci sostenevamo. Sono rimasta incinta e mi sono sposata.
E qui l'uomo della vita ha cominciato a ricercarmi, per la prima volta in vita sua dicendo di amarmi come nessuno mai, che solo ora si era accorta di cosa aveva perso, che era disperato.
Ed io ho perso l'unica occasione che ho avuto di mandarlo al diavolo, e anzi l'ho sostenuto, felice come non mai gli ho detto che ci sarei stata sempre , ed ho cominciato a tradire mio marito, ogni tanto dicevo tutto e mi separavo, poi tornavo giurando che non mi sarei più guardata indietro, ma non c'è mai stato niente da fare, appena mi faceva un fischio correvo; il matrimonio è finito dopo pochi anni.
Sono rimasta incinta, stavolta dell'uomo del destino.
Lui all'inizio era spaventato, ma poi si è buttato nell'avventura. Siamo andati a vivere insieme e ci siamo sposati appena ho ottenuto il divorzio. E' nata la bambina ed è stato forse il padre più amorevole che abbia mai conosciuto, ed anche un buon compagno per crescere l'altra figlia che viveva con noi.
E' andata avanti per vent'anni circa, con molti litigi, diverse incomprensioni, gusti diversi , ma una passione immutata,almeno mi pareva. Più si andava avanti, però, e più tutto quello che dicevo e facevo era oggetto di denigrazione, ero una cattiva madre, spendevo troppo, gli avevo impedito di coltivare le sue amicizie e lo sport ( ed errori, di intransigenza e di assertività sicuramente li ho fatti), più e più volte lanciava insinuazioni, tra il serio ed il faceto, sui miei tradimenti , attribuendomi dal mio capo (soprattutto) al vicino di casa, bastava una battuta , una considerazione benevola su una persona. Ma per la verità erano cose che duravano poche ore, io giuravo e spergiuravo che non era vero e finiva in qualche abbraccio. Ha sempre detestato il mio lavoro, più gratificante del suo.
Nei primi anni ho fatto qualche tentativo perchè affrontasse e combattesse i suoi attacchi di panico, ma non ha mai voluto curarsi, alla fine era tacito che non si potevano fare viaggi se non in macchina ( niente treno , niente aereo , niente navi)ed evitando cavalcavia ( quindi poche autostrade consentite). Ho rinunciato ad insistere vedendo una volta un attacco di panico in autostrada , stava malissimo e io mi sono stramaledetta di averlo convinto.
Circa 10 anni fa è accaduta una grande tragedia, che ci ha segnato. La vita si è fermata per tanto tempo , ma c'era l'altra figlia, quasi alle soglie dell'adolescenza che richiedeva cure e attenzioni, anche con l'aiuto della psicoterapia sono andata avanti.
Lui beveva un pò troppo ed è ingrassato tanto. Anch'io un pò di consolazione serale nell'alcool l'ho cercata.
Poi è andato in pensione, troppo presto, troppo giovane  . Da lì ad un anno circa è cominciata la fine.
Ha cominciato ad essere più ombroso ed irritabile che mai,anche con la figlia,  ha cominciato a rifrequentare con assiduità i suoi vecchi amici di quando era single (accomunati da una fondamentale misoginia), a detestare i nostri amici comuni frequentati per una vita, poi ha cominciato a sviluppare idee paranoiche sui vicini di casa e non c'era verso di convincerlo del contrario, ad ogni tentativo reagiva con violenza spropositata.
E' diventato sempre più aggressivo e scostante nei miei confronti, era evidente che non sopportava la mia presenza, ed infine ha iniziato ad affermare con lucido livore che era certo che lo avessi sempre tradito, con tutti: a lavoro e coi vicini, con gli amici( anche i suoi, praticamente mai visti) e con chi mi passava a tiro. Che aveva sempre saputo ma che aveva soffocato la verità per amor di pace, per la figlia.
Ma ora basta , ora era finita , se ne andava.
Ho pianto ed ho pregato , ho scongiurato e minacciato, ho giurato su tutto e su tutti che non era vero niente , che anzi al contrario era sempre stato l'unico
e solo grande amore della mia vita, che non doveva giudicarmi per il passato, che avevo tradito sì altri , ma solo per lui.
Ogni mia negazione provoca(va) solo nuovo disprezzo ( "ma almeno un atto di lealtà, un atto di lealtà, nemmeno di quello sei capace, nemmeno quello mi merito, tanto poco valgo") e scoppi di inaudita violenza , mi ha picchiato più volte ed ha distrutto mobili e stoviglie in un fragore di vetri.
Gli ho scritto lettere, che non ha letto, ho pianto ed ho urlato tutto quello che ero capace, ma sembra(va) come diventato impermeabile a qualsiasi tentativo
di coinvolgimento emotivo.
Infine se ne è andato di casa, pensavo di morirne e c'ho anche provato . Ora è quasi un anno e mezzo che è via. Ha smesso completamente di bere, fa molto sport ed è dimagrito Ci vediamo spesso, è sempre molto disponibile sulle cose
pratiche, ogni tanto andiamo a cena o al mare, d'estate. Se taccio oppure si parla della figlia, va tutto bene, si può fare anche gli amanti ( raramente e per poco), ma se si casca sull'argomento(delirio) finisce in tragedia. Il massimo che ottengo è che mi mi guarda con compassione, dicendomi che devo essere schizofrenica, tanto mi immedesimo nella mia menzogna.
Si è ricostruito una visione della nostra vita insieme dove ogni scelta , dal cane al mobilio, è stata una violenza subita (da lui) dove lui si dipinge accomodante e paziente per amor di quiete( al contrario è sempre stato molto
poco accomodante).
Ho cercato aiuto ovunque, ma la risposta è sempre la stessa non si può curare chi non vuole essere curato. E, di conseguenza, volti pagina, ci metta una pietra sopra. Ho detestato gli psichiatri che hanno avuto la possibilità di catturarlo in qualche modo (per esempio quando sono stata ricoverata, dopo il
fallito tentativo e naturalmente lui è venuto a trovarmi) e non gli hanno detto nemmeno una parola.
Ma nessuno mi aiuta, nessuno capisce davvero quanto sia difficile rassegnarsi ad essere crocefissi da una bugia. Rassegnarsi a vedere la tua vita, la tua persona disprezzata ed odiata per qualcosa che non hai mai fatto è troppo , almeno per me, almeno a questo punto. So tutto del delirio di gelosia, so che tentare di convincere un delirante è impossibile, eppure continuo a sperare in un miracolo e che le mie parole a un certo punto gli entrino in testa e, soprattutto, non riesco a fare a meno di lui. Evidentemente sono a mia volta malata di una dipendenza patologica, oppure sono troppo triste per accettare anche questa botta, dopo tutto, dopo tutte le scelte e gli errori fatti, dopo quello che già mi aveva schiantato.
Ho raccontato questa storia, sia perchè ne avevo bisogno, sia perchè forse possa salvare qualcuno, gli indizi c'erano tutti , già all'inizio. Non ci cascate.

giovedì, dicembre 02, 2010

I MIEI UOMINI NON MI HANNO MAI DETTO "TI AMO"

anna Età: 36
Buongiorno, leggendo le testimonianze relative alla dipendenza affettiva, mi sono riconosciuta in quello che viene raccontato..Ho avuto un'infanzia veramente difficile: i miei genitori erano totalmente assenti, spesso siamo vissuti anche in case separate, mia madre alla rincorsa perenne di mio padre, che l'ha tradita, umiliata, picchiata, sfruttata anche dal punto di vista economico.
Nonostante questo, l'ha sempre perdonato, accettando anche di allontanarsi da me per stare dietro ai suoi capricci e continue richieste. Da questo uomo, che mi costa uno sforzo enorme chiamare "padre", ho subito anche soprusi e tentativi di violenza dagli 8 ai 14 anni, dai quali sono stata sempre sola a difendermi. Sono cresciuta con i nonni materni, che però sono morti molto giovani, lasciandomi completamente sola a 18 anni. Sono sempre stata molto
autonoma, sia per carattere, che per necessità; questo mi ha portato a lavorare tanto, da sempre, avendo ottime soddisfazioni (non dal punto di vista economico!) nell'ambito professionale.Ho anche diversi buoni amici e molti interessi, e questo rende la mia vita piuttosto piacevole. Dal punto di vista affettivo, invece, la mia situazione ha sempre fatto pena, sin da giovane ho sempre avuto uomini che non mi hanno mai detto "ti amo", hanno sempre anteposto i loro interessi a me, non hanno mai cercato di condividere niente con me..
L'ultima storia è iniziata quasi 10 anni fa, dopo pochi mesi ho scoperto di essere incinta, per me la cosa più bella di tutta la mia vita.
Sapevo che lui non si sentiva pronto, quindi gli ho detto di scegliere: poteva decidere di non riconoscere la piccola, oppure di riconoscerla, ma senza l'obbligo di stare con me; avrebbe comunque visto la bimba quando voleva. Ha
scelto di rimanere con me, ma con un atteggiamento così ostile che sembra quasi volermela far pagare! In tutti questi anni, pochissime tenerezze, tanta trascuratezza, piccole umiliazioni, niente sesso. E' un bravo padre, anche se poco presente, ma con me è disastroso. Ho provato a condividere i miei interessi con lui, ma senza alcun risultato.. Non posso condividere i suoi interessi, perchè non ne ha, non ha neanche amici..Nonostante ciò, non passa per niente tempo con me, solo ogni tanto tenta un approccio sessuale, ma, non vedendosi mai, non essendoci nessuno scambio affettivo, non è così automatico..
In più, delega tutto a me, dalla gestione della casa, a tutto ciò che riguarda la figlia, e tende a sminuire quello che faccio: il mio lavoro non è poi così stancante/importante, la casa potrebbe essere tenuta meglio, dovrei tenere di più alla sua famiglia, e tante altre piccole cose.. Non lo amo più, sento di meritarmi di più, vorrei stare sola, a meno di incontrare una persona che volesse veramente me e che sapesse amarmi.
Eppure non riesco a lasciarlo.. forse, non avendo altri familiari, nè fratelli, nè sorelle, o zii, cugini, ho troppa paura della solitudine.. o forse non mi stimo abbastanza.. A volte mi dico che ci sono uomini peggiori e situazioni peggiori: in fin dei conti non mi ha mai maltrattata seriamente o fatto cose particolarmente gravi.. Ma non riesco più ad andare avanti così, sto veramente
male e temo non sia di buon esempio neanche per la bimba, che adesso ha quasi 9 anni e si rende perfettamente conto della situazione.
Anna

BISOGNA CREDERE IN SE STESSI

Sono stata sposata 15 anni con un’uomo malato.ma credevo di esserlo io
Io come lui avevo delle insicurezze e non credevo in me e il risultato sono state sofferenze atroci che sono ricadute sui miei figli.
Questo uomo possessivo alla fine mi ha tradito con la mia commessa, mi ha lasciato con debiti sulla casa e non si è occupato dei nostri figli ma, è riuscito a fare su di loro principalmente sulla femmina quello che ha fatto a me e che io oggi capisco aver accettato
Oggi mia figlia si accontenta di briciole d’amore e incontra e accetta relazioni sbagliate e anche dopo un tumore persiste accontentandosi di uomini che la sfruttano.
Ed io pur amandola ho capito che non devo accettare di vederla soffrire a costo di allontanarla dalla mia vita se non si fa aiutare .
Ed ancora una volta sono cui a lottare mentre lui è in Africa a fare il finto benefattore.
Bisogna essere sereni in una relazione ma bisogna soprattutto credere in se stessi.
Lo auguro a te e a tutte le donne del mondo
Laura

giovedì, novembre 04, 2010

ABBANDONATA DI PUNTO IN BIANCO

giusy Età: 42
Voglio riuscire a capire come uscire dal senso profondo di angoscia e smarrimento che provo dopo essere stata abbandonata di punto in bianco dalla persona che ho amato con tutta me stessa, storia breve iniziata 3 mesi fa, innamoramento folle da parte di lui e da parte mia, separazione dai coniugi e 1 mese di vita insieme, in una nuova casa, un mese di amore immenso, senza problemi di perfetta sintonia, di sincerita e tutto questo da domenica a lunedi, il cambiamento folle da parte di lui, la paura,non so ma all'improvviso se ne andato, mi ha lasciata da sola ed e' ritornato da sua moglie e dai suoi figli, lasciandomi in condizioni psicologiche drammatiche perche' non avrei mai pensato all'abbandono da parte di chi mi diceva di amarmi da morire, dimostrandomelo fino al giorno prima. Dopo 1 settimana mi sta ritornando al telefono e per mail a dirmi che e' pentito e che senza di me non vive piu' ma non riesce a ritornare perche' ormai ha promesso di restare a casa. Intanto parte in viaggio con la moglie e quando torna mi tempesta di telefonate perche' dice di amarmi alla follia.Vi prego aiutatemi a capire perche' sono ancora profondamente innamorata di questo uomo che mi ha distrutta in pochi giorni e dal quale mi sento completamente dipendente, ho paura sto dentro ad una sofferenza atroce e non riesco piu' a pensare a niente, sono una persona troppo onesta, gli ho messo la mia vita in mano e lui non ha avuto esitazioni a distruggermi, dopo avermi fatto abbandonare la mia famiglia con convincimenti stravolgenti, con gesti eclatanti di amore folle, non riesco piu' a capire niente so soltanto che vorrei ritornare a quel mese di vita insieme che e' stato il mio sogno, la mia immensa felicita' ora sono straziata dal dolore e non so da dove poter ricominciare per non provare questo dolore vorrei solo morire per non soffrire piu'. grazie.