sabato, luglio 14, 2007

VORREI PARTECIPARE AD UN GRUPPO D'AUTO-AIUTO

cicci N° di riferimento: 568740233 Età: 50 Sono alla ricerca disperata di un aiuto.tutto e'iniziatodopo la lettura del libro "donne che amano troppo". non ho mai avuto gran fortuna in amore,e ora sono 8anni che vivo una storia d'amore???? a senso unico dopo il fallimento sentimentale del mio matrimonio. sono 8anni che trascino una storia???? senza senso con un uomo che non mi vuole ma che "accetta" per cosi'dire la mia cieca adorazione dandomi in cambio briciole di tempo per qualche telefonata e sporadiche attenzioni. sono stanca,non ho piu'energie ma nonostante tutto non riesco a trovare in me stessa la forza per porre fine a una specie di rapporto???? ke mi umilia solo e che ultimamente mi da solo amarezza rifiuto e depressione.sto separandomi al fine da mio marito ma questo non mi fa stare meglio ormai xke' mentre prima mi illudevo un poco ke questa persona provasse qualcosa x me ora c e' stato un allontanamento progressivo daparte sua, anke x sue difficolta' lavorativa del momento ke non ho nessuna speranza di una vita sentimentale migliore in futuro. vorrei partecipare a un gruppo di autoaiuto xke' non riesco a uscirne da sola.almeno prima ero piena di entusiasmo per il fatto di riprovare amore ed eccitazione dopo tanti anni di sonno del corpo e del cuore, ora sono svuotata. aiutatemi a venirne fuori.
Sicuramente partecipare ad un gruppo di autoaiuto può aiutare ad uscire dalla sitauzione in cui si è trovata coinvolta alla sua età. Il gruppo oltre a sostenere può anche aiutare a far luce su certi meccanismi affettivi che non sempre sono chiari. Se vuole partecipare ai gruppi d'auto-aiuto MALdAMORE deve prima partecipare ad uno dei seminari esperenziali. Cordiali saluti.

giovedì, luglio 12, 2007

TESTIMONIANZA: AGIRE CONTRO ME' STESSA


aroma N° di riferimento: 532725820 Età: 27 Ho 27 anni ed oggi la prima cosa che mi chiedo e' : ma perche' si deve soffrire per chi non ti appartiene, per un altro essere umano...uomo-amica-parente o chiunque esso sia...che fa soffrire te? possiamo dispiacerci e possiamo soffrire della sua morte...ma non del fatto che non sia piu' al ns. fianco...spesso si dice che la vita e' una...ma per comprendere meglio il suo valore si dovrebbe dire "la vita finisce"... io ho vissuto per 23 anni con la paura di restare sola...oggi la mia paura e' agire contro me stessa...contro l'unica amica che mi e' sempre stata vicino, l'unico essere umano che morira' con me...e che da sola, accompagnata, libera, singole, sposata o fidanzata amera' tutti, sempre e comunque...e che amando il gioco di amare se stessa, e non prima di ogni cosa, non ha piu'paura di soffrire per quello che tutti chiamano "amore" ma che per me oggi significa "per la voglia di farsi male". Una volta mi hanno fatto scrivere su di un pezzo di carta le 10 ultime cose che avrei fatto se mi avessero detto che tra un anno sarei morta... in quelle frasi ho scoperto tante cose di me stessa..ed una ad una.. anche se nessuno mi ha mai detto che devo morire...dai 23 anni ad oggi...senza volerlo ne ho fatte piu' della meta' perche' scoprendole mi hanno attratto piu' della voglia di amare come una cretina anche l'aria dell uomo dal quale amavo farmi crocifiggere...e mi sono accorta che nessuno di questi mi fa soffrire, perche' tra i miei desideri non avevomica scelto di soffrire per un uomo prima di morire!!! Oggi piango ancora con dei lacrimoni enormi.. ma solo quando mi viene l'ansia di non riuscire a realizzare tutti i miei sogni..sono felice di aver sofferto nella mia vita!! con le mie parole potrebbe sembrare che io abbia vissuto lutti o malattie...non e' cosi', quelle fanno parte di qualcosa che sappiamo che esiste... io ho vissuto la cattiveria...e conoscendola ho imparato cosa significa amare..e sono fiera ed orgogliosa di me per essere stata dalla parte di chi ama...per aver sofferto perche' ho amato troppo...per essere oggi la donna che vorrei diventare e che cerco come "donna ideale".. l 'uomo c'e', ci sara', mi amera', mi odiera', mi accarezzera', mi picchiera'... poi si vede e si vedra'!!!

mercoledì, luglio 04, 2007

VORREI VENIRNE FUORI

SILVIA N° di riferimento: 6441236 Età: 36 Ho trentasei anni, sposata, tre figli. Un marito che non ho mai sentito come "mio marito", ma sempre e solo come un datore di lavoro. Eppure ho voluto sposarlo nonostante fin da fidanzati avesse già, per me, questo ruolo, quello di voler prendere tutte le decisioni, di ritenermi incapace di prenderne io di adeguate in ogni ambito, di non darmi la soddisfazione di scegliere nulla. Nel corso di questi anni (diciamo dai 30 ai 36) ho conosciuto 3 amici, tutti con una serie di caratteristiche comuni: lontani centinaia di km (quindi fisicamente irraggiungibili, se non in rarissime occasioni); tutti più grandi di me di una quindicina d'anni; tutti impiegati nel mondo del giornalismo o dell'informazione. Un'amicizia è seguita all'altra sempre nello stesso modo, secondo 3 momenti che ho più o meno identificato: 1) primi dialoghi (scritti o di persona) nei quali vengo giudicata una persona intelligente e che sà scrivere bene; 2) qualche mese di conoscenza reciproca, perlo più scritta, nella quale ho l'impressione che il rapporto crescerà; 3) il mio interesse continua a crescere e mi fa sentire sempre di più la mancanza della persona in questione, la lontananza mi fa soffrire; parallelamente l'interesse dell'altro cala, contatti sempre più radi, ecc. Non capisco perchè succeda questo. Il perchè questa dinamica angosciante, della scelta mia di persone lontane, dell'impossibilità di tenersi vicino una persona. Credo di essere una specie di specchietto per le allodole (o almeno mi sento così), una persona che in qualche modo lascia intendere non so quali meraviglie e appena la si conosce un po' si scopre che non è niente di che. Ma è doloroso essere trattati così. Vorrei venirne fuori, perchè questo soffrire mi sta logorando non solo i nervi ma anche il fisico. Silvia
Le rispondo con questa citazione della Norwood:
Molte donne commettono l'errore di cercare un uomo con cui sviluppare una relazione senza aver sviluppato prima una relazione con se stesse; corrono da un uomo all'altro, alla ricerca di ciò che manca dentro di loro; la ricerca deve cominciare all'interno di sé. Nessuno può amarci abbastanza da renderci felici se non amiamo davvero noi stesse, perchè quando nel nostro vuoto andiamo cercando l'amore, possiamo trovare solo altro vuoto.

LA LEGGE DEL 3

roberta N° di riferimento: 162320292 Età: 35 Gent.mo Dott Cavaliere, non so se Lei la conosca, si chiama legge del 3.. in breve due persone si incontrano al massimo tre volte. Puo' esserci una passione intima immediata ma si arriva al massimo a tre incontri, Cio' perche' dopo la terza volta che ci si vede comincia la "relazione di coppia".. Vorrei anche sapere cosa ne pensa di chi vive una passione di sesso immediata (ad esempio al secondo incontro) e se e' possibile che una relazione possa instaursi con queste basi.. o anche COME comincia una relazione di coppia e se gli incontri di sesso possono essere base per un rapporto adulto.. Il sesso c'entra con l'innamoramento? O fare sesso conoscendosi poco preclude una relazione seria ?Sarebbe interessante capire gli aspetti sia maschili che femminili su questi argomenti.. sono certa che Lei potra' chiarire le idee a tante, tante personed i ogni eta' e ceto sociale. a me innanzitutto i migliori saluti
Non conosco la legge del tre, o nessuna altra legge che riguardi l'amore. Conseguentemente non posso risponderle in maniera precisa alle sue domande. Nella mia esperienza professionale mi sono reso conto che è vero tutto ed il contrario di tutto. Saluti

lunedì, luglio 02, 2007

TESTIMONIANZA: CONCLUSIONE DI UN MATRIMONIO

Mi chiamo Francesco ho 41 anni.
Ho letto la testimonianza di Giuliano “Succede anche agli uomini”
(http://www.maldamore.it/succede_anche_agli_uomini.htm).
La mia storia ha alcune analogie con la sua anche se la fine dell’amore di mia moglie e’ stata vissuta da entrambi nel corso di 2 anni.
La conclusione del matrimonio non e’ stata improvvisa ma annunciata dopo 2 anni di tormenti in cui sia lei che io abbiamo cercato i motivi (e forse li avevamo anche trovati: la mancanza di figli , la non realizzazione professionale, il non sentirsi da me in piu’ occasioni considerata ) ma soprattutto le soluzioni per recuperare i sentimenti che lei provava per me.
In questi 2 anni iniziati con la frase “non so cosa mi stia succedendo ma non ho piu desideri sessuali” e’ iniziato il calvario.
Lunghissimi dialoghi spesso pacati, a volte accesi e momenti di grande sconforto. Lei che affermava che comunque il “nostro matrimonio non era in discussione” .
Poi dopo alcuni mesi una sua crisi profonda durata per circa 1 mese nella quale “non sentiva piu’ la casa come la sua” e non c’era piu’ dialogo; poi e’ sembrata tornare lentamente a risorgere anche grazie ai colloqui con uno psicologo.
E’ riemersa un po’ di progettualita’ personale e una convivenza civile durante la quale abbiamo continuato a parlare tanto. Ma tutto si e’ fermato li’, lei in una camera ed io in un’altra e nei messi successivi mi sono tante volte arrabbiato e cio’ ha solo peggiorato la situazione portandoci inevitabilmente alla separazione : l’esperienza piu’ atroce che io abbia mai vissuto. Io la amavo ancora . Tra i rimorsi quello che se ci fossimo fatti aiutare da psicologici di coppia forse avremmo avuto maggiori possibilita’ di evitare la separazione. In fondo ci siamo lasciati nel massimo rispetto e stima con tanto dolore per quello che era successo ma nell’impotenza di fare di piu’. Quando se ne e’ andata di casa credevo di morire e come si sa nell’esperienza comune, vivere nei ricordi di lei in una casa vuota e’ una delle cose piu’ angoscianti che possono capitare ad una persona. Certo c’e il lavoro , gli amici i famigliari ma comunque e’ un tuo problema esistenziale con cui devi convivere e cercare di superare. Dalla separazione sono trascorsi solo 15 giorni ed immagino che occorrera’ molto tempo ancora per elaborare questo fallimento di vita. Seguo comunque il consiglio di Giuliano “resistere, resistere, resistere” e se non basta vedro’ di farmi aiutare da qualcuno ; questa volta avro’ piu’ umilta’ cercando di non fare tutto da solo .
Francesco

martedì, giugno 26, 2007

TESTIMONIANZA: FATEMI GLI AUGURI


nerica N° di riferimento: 238564998 Età: 41 Ho sofferto molto per il mal d'amore. Ho amato troppo e male. E mi sono amata molto poco. Il tutto aggravato dal fatto che il mio lui aveva capito le mie debolezze e non faceva altro che usarle contro di me. Sono stata malissimo. Ero arrivata a dipendere da una sua telefonata. E mi ricordo che lui, scoperto questa cosa, aveva cominciato a variare gli orari nel chiamarmi e a non chiamarmi affatto. Come provavo ad allontanarmi da lui perchè inconsciamente capivo che questa relazione non mi faceva bene, lui mi cercava insistentemente, mi chiamava al telefono, sms, visite sotto casa, dichiarandomi il suo profondo amore e tutto ricominciava da capo. Adesso ho deciso di non vederlo più. Non voglio fare l'errore di dare tutta la colpa a lui, perchè io sono la maggiore colpevole: io gliel'ho permesso. Pensate mi ha conosciuta bionda e per amor suo sono diventata mora, fumavo e per amor suo ho smesso, facevo meditazione e per amor suo ho smesso, andavo dallo psicologo per una depressione avuta in passato e per amor suo ho smesso (avevo lui a cosa serviva!!), avevo perso le amiche perchè non riuscivo più a frequentarle perchè se mi concedevo una serata con loro, lui per punirmi andava a ballare con gli amici in quei locali ignobili dove si va a caccia solo di avventure Alla fine avevo perso anche me stessa. Mio figlio ha cominciato da subito ad apprezzare le nostre serate da soli, dove prima la presenza del mio compagno oscurava tutto e anche la mia attenzione verso di lui. E' pochissimo che ho rotto, ma questa volta sono fermamente convinta che non tornerò indietro. Ieri sera è stata la prima serata dopo tanto tempo in cui ho provato un pò di serenità, dove a conclusione di un trasloco mi sono ritrovata con un'amica e mio figlio a mangiare una pizza da asporto e a ridere e non pensare a niente di tutte le cose angosciose che mi avevano così condizionato la vita ultimamente. Fatemi gli auguri ne avrò bisogno, perchè quello che mi è successo non dovrà mai più accadere. A nessuno dovrebbe!!!

CONSAPEVOLEZZE

N° di riferimento: 36661553 Età: 34 Le scrissi qualche tempo fa, il titolo richiama la mia lettera del luglio 2006, da allora la situazione non è cambiata. Amo lo stesso uomo, e sento che nel suo cuore anche lui mi ama, ma lui crede che a 50 anni dopo la morte della moglie, non sia possibile per lui vivere una nuova relazione, una storia vera, mi dice di non essere maturo, di non avere la forza per affrontare i figli, la sua famiglia, compresa la famiglia della moglie (morta da quasi due anni), e presentare a tutti questa nuova relazione. Io so che mi ama, e sono certa che lui è l'uomo con cui vorrei passare il mio futuro, ma non so che devo fare. Lui nasconde dietro il desiderio di solitudine, queste paure, ed io non so più cosa fare. Ho 34 anni e una gran voglia di essere felice insieme a lui, e sono disposta per questo ad affrontare il mondo. Grazie
Le sue certezze, plausibili o meno che siano, non hanno nessuna influenza sulla relazione se non sono accompagnate dalla consapevolezza dell'altro. Purtroppo, essendo lei parte in causa, è la persona meno adatta a 'consapevolizzare' l'altro. Gli conceda altro tempo, certi 'lutti' richiedono tempi lunghi. Saluti

SEGNO E SOGNO

Stefy N° di riferimento: 430817739 Età: 26 Sono una ragazza di 26 anni e ho paura.. Ho avuto due storie lunghe di circa 5 anni e sono stata io a lasciare perchè raggiunto il mio obbiettivo o quasi... farmi amare. Ho iniziato un anno fà una storia con un ragazzo già fidanzato, ma anche questa finita allo stesso modo. Oggi sono fidanzata da circa sei mesi, ma ho sempre gli stessi "sintomi".. Ho paura, vorrei essere felice e in pace con me stessa anche quando sono sola.. non ci riesco.Cosa posso fare? Nell'ultimo periodo ho dei vaghi ricordi del passato molto strani.. era strano quello che facevo quando ero piccolissima, è strano un segno che ho addosso.. era strano il sogno che facevo tutte le notti (essere chiusa fra imaterassi), ma non ricordo altro.
E' possibile che la sua problematica affettiva attuale origini da un copione affettivo passato. Il 'segno' che ha addosso ed il suo 'strano' sogno possono rappresentare delle chiavi di lettura, che conducono a delle pagine rimosse del suo passato. Ma è necessario che si faccia 'aiutare' a leggere da uno psicologo esperto in tal senso. Saluti.

'TRASLOCO' AFFETTIVO

Phoebe N° di riferimento: 809073956 Età: 27 Buona sera, scrivo la presente per chiedere un consiglio su come aiutare mia madre (53 anni) in quanto, dopo la separazione da mio padre (un rapporto litigioso durato ben 26 anni!) si è chiusa in se stessa, non reagisce. Purtroppo non ha amici, non lavora quindi passa la maggior parte della sua giornata nella casa coniugale rimasta a lei dopo la sentenza della separazione. Sto cercando casa, spostandomi con lei in una città che le piace e dove la sua vita potrebbe migliorare in meglio ma ora che la cosa si potrebbe realizzare inizia a trovare scuse per ritardare questo "trasloco" peraltro da lei richiesto e tanto voluto. Passa momenti reattivi nei quali esce di casa e momenti in cui si chiude in se stessa divorando tutto ciò che si trova sottomano. Non vorrei che assumesse farmaci ma vorrei aiutarla a reagire inqualche modo. Come posso fare? Vi ringrazio per la cortese attenzione e soprattutto per la Vostra risposta.Saluti.
Lei non precisa da quanto tempo sua madre si è separata. Certi 'lutti' come una separazione richiedono tempi lunghi e la scelta di cambiare città, và analizzata attentamente, onde evitare un'ulteriore 'separazione' , a volte non meno traumatica. Non ci si libera del proprio passato, lieto o doloroso che sia, in breve tempo o 'fuggendo'. Saluti

DIPENDENZA AFFETTIVA E PSICOSI

liliana N° di riferimento: 948655369 Età: 21 Buongiorno, Scrivo perché ho un terribile bisogno di un consiglio. Spiego ora la situazione: sto con il mio ragazzo da poco meno di 2 anni; relazione un po’ turbata, ma vissuta al 100%. Purtroppo da circa 6 mesi è esplosa in modo sempre più evidente una malattia mentale: psicosi. Ho visto stando con lui momenti di delirio pazzeschi; dall’urlare contro presunte spie (inesistenti) all’ossessionante imposizione nei miei confronti di mettere una collanina con una croce al collo…vi risparmio le altre mille situazioni. Ora da un po’ di tempo ha iniziato una terapia, che ovviamente ancora non accetta, perché fa fatica a concepirsi malato. Voglio arrivare al dunque. Voglio finalmente parlare un po’ di me, delle mie paure. Mi sono resa conto che i miei problemi quotidiani non fanno più male perché ormai sono concentrata esclusivamente sul suo problema. Nella coppia emerge sempre lo stesso medesimo problema e per evitare di aggravare il suo umore, evito sempre di esporre le mie esigenze. Mi rendo conto che ciò non è giusto, purtroppo però in una situazione del genere non sempre si riesce a mantenere una giusta condotta. La situazione mi avvilisce, mi abbatte, sono arrivata al punto che sono felice o sono triste in base a come si sente lui. Il fatto è che non riesco a lasciarlo, non per pietà, ma perché gli voglio tanto bene.Spesso mi chiedo: ma chi me lo fa fare? Effettivamente ho 21 anni ma me ne sento addosso 10 in più..Probabilmente questo non è il sito adatto per avere consigli di questo genere. In ogni caso, ringrazio per l’attenzione. Cordiali saluti.
Spesso, capita, che ci si nasconde dietro i problemi di chi ci stà vicino per evitare di risolvere i propri. Ed una persona che soffre di psicosi di 'luoghi' per nascondersi ne offre molti. Al di là del sentimento che prova nei confronti del suo ragazzo, rifletta anche su tale possibilità. Saluti