sabato, marzo 07, 2009

IO NON VIVO LA SUA ASSENZA, MA IL MIO DESERTO

lunaseramatite Età: 23 be, salve.a ventitrè anni si supera tutto, la progettualità di coppia.. dopo cinque annidi dedizione e amore e cura, basta un erasmus e una fichettina più giovane e ricca e soprattuto nuova a sfondare tutto? è mai possibile? mi perdoni, sono nuova a questa esperienza ho dimenticato tutto: conoscere lui è coinciso con un maleducato totale abbandono di ciò che era prima e ho pensato per anni che questo sacrifico iniziale ripetuto nei suoi modi nel tempo bastasse al nostro amore, un modo perverso l'ho sempre capito (non solo saputo, o immaginato) ma daltronde lui così intelligente e duro e magnifico.. io invece..io amo quelle labbra amo quelle mani e dentro le sue mani io vorrei accucciarmi. mi sento una serva a volte.. quando è tornato in italia sono stata una prostituta una serva l'ho amato continuamente. ho abbandonato la tesi. ho perso l'anno accademico.ma è semre stato vicino, è stato un tormento ma ..delicato, dolce, fino al giorno della partenza lì tutto cade ed è così indifferente..perchè, io non sono una serva perchè..a che vale dire dichiarare che sono speciale che lui è speciale e che,soprattutto, ero consapevole del quotidiano stillicidio -opera mia- del nostro amore? a niente. lui mi chiama è gentile ma.. come per buona volontà. misorride, ma per buona volonta. io lo so lui mi vuole bene, ma si è ritrattoalzato da me con naturalezza mentre io sono spaccata, ho scoperto unadesolazione in me che non credevo, lui alzandosi ha rivelato uno spazio vuoto,un deserto nel quale io ora vivo ma non è la sua assenza, è il mio deserto. luigià non c'entra più. è pazzesco.. vorrei scuoterlo dirgli: ma non miriconosci? ero l'amore tuo. ma nemmeno io mi riconosco possibile? da lui devo andare via ma verso di lui vado cercando pace, non per amare ma per posarmi. non capisco, è tutto confuso! conosco tutte le poesie che ha provocato tutti i libri tutti i nietzsche che ha stretto tra le virgolette, ma: questo allarga la voragine. mi sporgo nel vuoto e guardo e desidero cadere, disperandomi ma non faticando più. perchè non si può gridare, nelle nostre case? non è possibile, lui tornerà perchè io sola l'amo. quella è una moritura, io desiderlo ucciderla ovvio che non accadrebbe sono troppo timida ma continuo a vederla da me calpestata, da me strappata. e sono veramente sola
le chiedo: ho cercato di governarmi, perchè lui mi chiama tutti i giorni per parlarmi e continuamente ripetere io ti voglio bene tantissimo tantissimo ma questo non cambia niente. gli ho chiesto di non telefonarmi.ma ho fatto bene? mi sembrava l'ultimo fioco barlume del suo desiderio di me..lui mi dice io mi sento lontano da te, ma vorrei ritrovarti un giorno. è tra la fola e la follia, se almeno mi permettesse di disamorarmi a forza! ma ho fatto bene? gli ho scritto una lettera non dico recriminante ma in cui scrivo che deve permettermi di essere un po' cattiva, perchè se vuole essere mio amico deve avere cura di me e io sono così ora. già lo so lui si infastidirà la leggerà domani.so che solo io posso aiutarmi.ci vorrà del tempo sei mesi non bastano, specie se ritmicamente attraversati da carezze e intimità e subito poi divisione e indifferenza.
lunaseramatite è un verso di una poesia di lamarque

1 commento:

Anonimo ha detto...

mi ha colpito la tua lettera perchè è capitato anche a me..un anno fa circa è finita una storia che durava sei anni ed è vero, al di là della mancanza della persona è rendersi conto del vuoto , del deserto che si ha dentro il problema, è gurdarlo in faccia questo vuoto e conviverci...ti sono vicina...