lunedì, maggio 30, 2011

AMARE IN ORIZZONTALE E VERTICALE

Mi ami in orizzontale
per quello che ti faccio provare
perchè ti piaccio
perchè mi do' senza riserve
perchè ti faccio stare bene
perchè davvero ti senti affezionato a me.

Ma poi sai che in verticale
l'amore non è solo quello
e siccome è incompleto
non mi ami.

La prossima volta puoi dirmi "ti amo". "ti adoro".... ma aggiungi "in questo momento".
Quanto lavoro e quanta fatica faccio io per cercare di capire, per cose che dovresti spiegare tu perchè tu le hai dette.

Non mi aiuti lo sai.

Perchè chiedo e non rispondi, allora mi rispondo da sola.

Se solo tu ci fossi..........

Le seghe mentali nascono dalla tua assenza in questi momenti.

Sono sensibile, e due minuti di delicatezza fanno più di un'ora di ruvidià che avvelena sia te che me.

Hai preso il mio cuore, ne hai fatto ciò che hai voluto, e ora che mi accartocci e mi butti via vorresti che io accettassi il cestino dei rifiuti senza un lamento.

Il cestino dei rifiuti non è il mio posto, mi alzo da sola e me ne esco da dentro, ma non puoi chiedermi di esserne felice.

Finchè non lo proverai non portai saperlo. Ma la ruota gira, e solo il dolore ci insegna le cose.

Non tutto il male viene per nuocere.

Abbi almeno rispetto perchè la mia parte è più difficile della tua (distruzione/dolore/ricostruzione contro seccatura), eppure mi sto gestendo e controllando, lo sto facendo in maniera seria, in modo non solo da non tornare più indietro sui vecchi errori, ma anche di uscirne migliore.

Chiedere una spiegazione e cercare un dialogo o un confronto più maturo.

Una risposta chiara e immediata eviterebbe l'insorgere di dubbi, di paure.

Da parte tua prestarsi sarebbe una forma di affetto, di empatia, di aiuto, ma è anche impegnativo.... molto più facile è lasciarsi andare all'impazienza e alla chiusura, perchè se pure hai infranto tutti i cristalli come un elefante potresti almeno dare responsabilmente una mano a sistemare..........

Ho ascoltato tanti improperi senza avere modo di aprire bocca.

Ora si che il discorso è sviscerato e chiuso, per me.

lunedì, maggio 09, 2011

IL MIO CARNEFICE

Buongiorno, casualmente.... ma forse non tanto a caso sono entrata nel sito  maldamore e ora mi ritrovo qui a scrivere questa mail.
mi chiamo chiara ho 46 anni e sono distrutta sotto tutti i punti di vista da  un uomo con cui ho una relazione sia affettiva che professionale.
quattro anni fa mio marito mi ha lasciata perchè ha intrapreso un suo percorso  interiore e spirituale. Per me il colpo è stato durissimo anche se il notro  matrimonio faceva acqua da tutte le parti, ma per il bene di mia figlia  ammalata di leucemia, ho cercato di subire il più possibile per non darle anche il dolore grande della separazione dei genitori.
ho vissuto questa cosa come un enorme fallimento e di lì a poco sono caduta  nella tela tessuta a puntino dal mio Titolare e nonostante lui avesse una  moglie e una figlia, ci siamo per così dire innamorati pazzamente.
Dico pazzamente perchè io credo di essere diventata pazza, mentre lui lo era  già da prima.
ora sono tre anni che portiamo avanti questa relazione su cui io ho investito  tutta me stessa, tutti i miei soldi, tutti i miei sentimenti e tutte le mie  energie. sono tre anni che subisco le più crudeli violenze psicologiche, ho perso gli  amici, mi sono allontanata dalla famiglia, e ho perso di vista la persona più  importante della mia vita, MIA FIGLIA.
Avevo una discreta autostima, ero una bellissima donna, intelligente,  piacevole e sicura di se e con una discreta indipendenza economica.. ora mi  ritrovo ad essere uno straccio per pavimenti, senza soldi e con una montagna di debiti, senza dignità, sola e piena di rabbia.
Voglio uscirne, per me, per mia figlia che non fa altro che vedermi piangere,  voglio riprendere in mano la mia vita... voglio ancora svegliarmi la mattina e  apprezzare il sapore del caffè, il profumo di un fiore e il calore di un  raggio di sole.
ora sono spenta, piena di ansia e non ho il briciolo di un progetto per questa  mia assurda vita. Ho il mal di vivere come dico io, spero sempre che  attraversando la strada una macchina impazzita mi travolga, oppure il mio cuore cessi di battere. ma tutte le mattine mi sveglio e non è successo niente, la  giornata si apre con un messaggio del mio mostro che mi dice " ciao piccola  come stai? ........................" e qui potrei aggiungere..... ciao piccola  vediamo oggi cosa posso inventarmi per farti soffrire più di ieri e così tu ti  attacchi di più a me???? questo è l'uomo che amo, mi fa soffrire mi fa sentire
come l'immondizia, mi tradisce, mi racconta un mare di buglie, mi manipola, mi deride, mi insulta, mi manca di rispetto, e l'unica cosa che riesco a fare è  amarlo ancora di più e svenarmi per fargli regali sempre più  importanti................. dimenticavo passo le mie giornate a chiedergli  scusa per non essere magra e alta come piace a lui, per non riuscire a far  rifiorire la sua azienda come vorrebbe lui, a non pensare come vorrebbe lui, a  non essere la donna che vuole lui.....
MA IN TUTTO QUESTO IO COSA VORREI.........

venerdì, maggio 06, 2011

GRUPPO DI ASCOLTO

Alessandra
Buongiorno Dott. Cavaliere, anzitutto le faccio i miei complimenti per il sito, molto ben articolato e pieno di contenuti interessanti.
Le scrivo perchè ho avuto da poco la tremenda rivelazione di soffrire di dipendenza affettiva, purtroppo fin ora ne il mio cervello nè il mio cuore avevano mai pensato di poter avere un problema psicologico, è stata una folgorazione leggere i sintomi, era come guardarsi allo specchio per la prima volta e capire tante cose di se stesse che non si erano mai prese in considerazione. In seguito mi sono comprata i libri della Norwood e adesso sono in terapia, mi sono iscritta al vostro forum con la speranza di trovare un gruppo di aiuto, magari in chat, visto che non trovo nulla di simile dove vivo, Robin Norwood in tutti i suoi testi definisce come metodo di cura primario il lavoro di gruppo, ma quì da noi la cosa è veramente difficile se non nelle grandi città.
Così ho pensato che essendo nell'era di internet, dovremmo sfruttare le potenzialità di "socializzazione" virtuale anche per curare noi stessi e non solo per dire cavolate. Avevo pensato di creare io stessa una chat privata con orari prefissati, proprio come se fosse un gruppo di aiuto, con un relatore che segue (che mi manca perchè dovrebbe essere un terapeuta) e persone (magari a numero chiuso, o su iscrizione) che partecipano alle riunioni virtuali, magari con cadenza settimanale o bisettimanale. Si formerebbe così un gruppo di incontro vero e proprio, assistito, regolamentato e moderato, una cosa seria insomma, indipendentemente dalle distanze geografiche che separano le persone.
Sinceramente mi sono iscritta ieri al Vs. Forum sperando di trovare una cosa del genere, ma ho constatato che in realtà è zeppo di persone che raccontano le loro sofferenze senza qualcuno che intervenga e che faccia notare quanto spesso si utilizzano i termini "lui ha fatto" "lui è così" il che lascia intendere che il percorso di guarigione sia ancora nel baratro e non si intravede la salita.
Penso che una chat, con una persona che sia in grado di riportare i racconti sulla strada giusta, ossia di far notare la direzione di pensiero, che dovrebbe rivolgersi a noi stesse e non al marito, ex marito o situazione possa aiutare di più. Io avrei bisogno di questo sinceramente, leggendo alcuni thread ho inotato che molti utenti raccontano di momenti di disperazione per uscire dal ricordo di una storia finita, ma credo che questa non sia la vera essenza della
dipendenza affettiva, bensì un normale dolore da separazione.
Io vivo tutt'ora con il mio compagno, non so se un giorno lo lascerò o se potremmo riuscire a vivere serenamente insieme, solo adesso sono consapevole della mia malattia, e degli innumerevoli errori commessi fin ora, con lui e con me stessa, e vorrei riuscire a superare questo strazio (anche se il fatto di sapere che è un problema riconosciuto e a cui esiste una cura mi ha dato una forza incredibile) per vedere come sarebbe la vita (con lui o senza di lui) se io evitassi di controllarlo continuamente, di volere tanto affetto, di arrabbiarmi continuamente, di serbare tanto rancore, insomma se io avessi un comportamento normale!
Probabilmente sono ancora nel pieno della malattia, probabilmente la metà delle cose che penso sono ancora con l'obiettivo di cercare di salvare la relazione, ma ora sono consapevole di tante cose e cerco di comportarmi di conseguenza.
Solo avrei bisogno di qualcuno che ogni tanto mi facesse notare i miei errori di pensiero, che mi riportasse in carreggiata quando sbando, e forse solo esporsi in un gruppo (anche virtuale) con qualcuno che è pronto a far notare quando si stà uscendo di strada sarebbe davvero utile.
Mi scusi se l'ho tediata con questo messaggio lunghissimo, forse ci ha già pensato ed io non ho scoperto l'acqua calda, ma se decidesse di creare un gruppo di ascolto me lo faccia sapere, sarei la prima utente ad iscriversi.
Grazie dell'ascolto.
A presto.

SINDROME DI REBECCA: GELOSIA DEL PASSATO

Egregio Dott. Cavaliere,

ho letto con attenzione la pagina sulla sindrome di Rebecca. Ho cercato nell'elenco a lato di trovare "il mio caso" e non ci sono riuscita.

In parole brevi Le espongo il mio problema.

Ho cinquant'anni, divorziata da oltre vent'anni e con un figlio di anni ventidue. Quattro anni fa ho conosciuto un vedovo con due figli. Ha perso la moglie dopo una lunghissima malattia.

Il nostro è un rapporto che funziona, ci vogliamo bene, viaggiamo, le vacanze sempre insieme, generoso e attento nei miei riguardi.Abbiamo superato momenti difficili insieme, come ad esempio il lavoro, la precarietà, la lontananza.

Una settimana fa mi ha comunicato tra una chiaccherata e l'altra che ha deciso, quando morirà, di farsi cremare e di farsi tumulare nella tomba della defunta moglie.

Io ci sono rimasta molto male ma talmente così male che ho deciso di non sposarlo più (era nei nostri progetti futuri). Lui è rimasto stupefatto della mia scelta.

Aggiungo, inoltre, che lui è molto legato alla famiglia della defunta moglie. Cognati, suocere, nipoti abitano a pochi metri da casa sua, lo considerano uno della famiglia, insomma e mal digeriscono l'idea di una nuova compagna (sono siciliani, chiusi, dicono che sarebbe un tradimento e che dovrebbe vivere nel ricordo della moglie).

Quando mi sento un pò triste mi rincuoro vedendo un film di Truffaut - La stanza verde - dove si racconta di un uomo che dopo aver perso la moglie cerca di recuperare tutti gli oggetti persi della defunta posandoli accanto alle foto come delle reliquie. Progetta di costruire una tomba faraonica con altri defunti perchè a suo dire i vivi dimenticano facilmente i morti.

Finirà in tragedia.

Cordiali saluti.

LA FINE DI UN AMORE E' UN DOLORE CHE ANNIENTA

arianna Età: 41
Vorrei raccontare la mia storia..ho tanta rabbia dentro,un dolore..che sfregia nel vero senso della parola...il cuore..mi sento..persa..disorientata.a volte sembra mancarmi l'aria.dopo due anni..20 giorni fa lui mi ha lasciata...non ero preparata,mi ha colta di soprassalto..e li in quel'istante le gambe mi sono cedute,ho sentito un vuoto alla testa e il cuore battere in gola..per un istante il gelo..un attimo di smarrimento..poi lucidità..io mi chiedo come possano esistere uomini tanto freddi,cinici e subdoli nel lasciare..i primi giorni non avevo reazione e dentro di me ho pensato:pensavo di stare peggio..menomale che è già superata..invece a distanza di giorni,il crollo..incubi notturni,agitazione,pianti infrenabili..la morte dentro..2 settimane senza uscire di casa,senza alzarmi dal letto..distaccata dalla realtà.poi una mattina..mi sveglio e reagisco...la rabbia c'era e c'è ancora,non potendo sfogarla come avrei voluto,prenderlo a pugni,calci,urlargli addosso l'odio nato in me,,mi sono messa ascrivere..raccontare quello che avevo dentro..devo dire che è stata come una medicina che ha sedato..il dispiacere...la strada è ancora lunga...il male esiste ancora..ci sono ancora giornate di sconforto di disperazione e ce ne saranno..ho realizzato che è  finita e che lui non torna..sola non ce la faccio e ho chiesto aiuto ad uno psicologo..e gradino su gradino ogni giorno è un piccolo traguardo..non nego che mi manca..ma sipario si è chiuso..so solo che è un dolore che annienta..e anche quando tutto sarà passato..per tutta la vita me lo porterò dentro.

GELOSIA E DIPENDENZA 'AMICALE'

Bianca Rosa Età: 33
Gentile Dott.Cavaliere, la mia è sia una testimonianza che una richiesta. Parto da quest'ultima: nel suo sito, ho cliccato, per i motivi che comprenderà fra poco, sul link 'dipendenze amicali' e vorrei chiederle se quanto prima potesse inserire un articolo esauriente su questo argomento.
Io ne sono molto toccata, ma non in quanto affettivamente dipendente, quanto piuttosto, come fidanzata di un uomo che è dipendente affettivamente da un'amica, che conosceva prima di me, che è stata compagna di università e poi di lavoro, quindi frequentata quotidianamente, finché lei poco tempo fa è
andata a lavorare in un'azienda diversa.
Io stata sposata, e sono separata, ho superato bene il trauma della separazione, dopo ovviamente un primo periodo di orribile sofferenza, e dopo uno o due anni ho cominciato a sentire solo indifferenza per il mio ex, al contrario di altre mie conoscenti separate. Io e il mio ex marito non ci siamo mai traditi reciprocamente, per fortuna, sicché non conoscevo le sofferenze del tradimento.
Col mio nuovo amore, un uomo di 30 anni, quindi più giovane di me, mi sono trovata ad affrontare una situazione nuovissima e molto penosa.
In effetti, essendo fidanzata da febbraio, posso dire di aver passato un anno molto triste.
Premetto anche che il nostro è un \'amore a distanza\' ovvero abitiamo a circa 400 km di distanza, quindi è ovvio che possiamo vederci solo nei fine settimana, ogni 2 settimane, cercando di fare dei weekend 'lunghi'.
Non sarebbe la distanza a creare comunque problemi nella nostra coppia, poiché siamo molto ben compatibili (anche sessualmente), ci amiamo, abbiano
affinità...
Io sapevo che lui aveva due care amiche, due persone che definiva meravigliose, e non ne sono mai stata turbata (non sono il tipo della 'gelosa-delle-amiche-del-suo-uomo', o quella che 'o-le-amiche-o-me'), fino a che mi sono resa conto che con una delle due lui aveva un rapporto di forte dipendenza.
L'altra amica non mi preoccupa affatto invece, anzi, già ci siamo sentite telefonicamente, non potendo conoscerci per ora di persona, e ci siamo simpatiche.
L'amica che invece ha causato problemi...ha quasi distrutto il nostro rapporto.
Il mio fidanzato è sempre stato fiero di non farsi imporre nulla da nessuno, ma non si è mai reso conto che qualsiasi cosa questa sua amica gli chiedesse (ordinasse), lui è sempre stato pronto a concedergliela, anche a farle concessioni che non avrebbe fatto a sua madre o sua sorella, ingerenze pesanti nella sua vita privatissima (in cui da un certo momento ho fatto parte io!), obbedienza a richieste che nessun amico, e specie il migliore, avrebbe il coraggio di chiedere.
Quando le era giunta voce da amici comuni che lui frequentava una donna che abitava lontano (io), lei, che è sposata, ha organizzato una cena fuori casa a due con il mio uomo, e senza il marito, per potergli fare meglio i terzo grado su di me (questo mi è stato detto subito dal mio stesso fidanzato, che mi ha detto candidamente che lei sapeva che, interrogandolo da sola, lei conosceva i tasti giusti per farlo confidare totalmente): ha chiesto chi ero, quanti anni avevo, cosa facevo, cosa provava lui per me, etc... pronunciando alla fine di tale conversazione a due, il lapidario giudizio/consiglio/ordine, che lui \'non doveva invischiarsi\' con me!
Ne è seguita una brutta lite fra me e lui, dopo che me l\'ha raccontato, una lite andata avanti per più d\'un mese, via chat e telefono... Una lite in cui lui sembrava aver perso totalmente il controllo di sé, sembrava un altro, è diventato completamente folle, vedendo \'attacchi\' verso la sua amica solo perché io protestavo per un\'ingerenza di lei nella sua privacy che mi lasciava allibita e che coinvolgeva anche la mia privacy! Non ho mai detto nulla di offensivo, mi sono solo lamentata e ho espresso meraviglia che proprio lui si facesse manipolare così, ma lui vedeva irrazionalmente solo attacchi all\'amica
da parte mia, rasentando la paranoia.
Quando abbiamo smesso di litigare, in uno sprazzo in cui lui ripreso per un po\' la lucidità, e s\'è accorto di avermi trattata ingiustamente malissimo, mi ha chiesto perdono e sembrava davvero sinceramente mortificato, mi ha chiesto tanto cosa poteva fare per \'recuperare\'. Mi ha chiesto di incontrarci per cercare di parlare meglio di persona... le volte successive che ci siamo incontrati abbiamo fatto l\'amore per la prima volta, e poco dopo ci siamo fidanzati ufficialmente.
Io credevo che il posto che occupava la sua amica fosse ormai occupato da me, nel suo cuore, ma ben presto mi sono resa conto che non era così.
Il suo senso di protezione, per esempio, era sempre orientato a proteggere e difendere lei (che ha già un marito, e quindi non ha bisogno di un paladino), e al contempo lui ha sempre avuto facilità a mettersi contro di me, solo perchè  tentavo di farlo ragionare su una certa anormalità del loro rapporto (ricordo che verso le altre amiche, e l\'altra sua migliore amica, io non ho mai avuto nulla da ridire, perché non ho mai notato anomalie o morbosità), e sul fatto che una volta che ci si mette in coppia, c\'è da rivedere i ruoli e le posizioni e i poteri delle altre persone nel nostro cuore: una \'pseudo amicizia\' così balorda come la sua con S. (la sua amica/padrona) non si conciliava con l\'avvento di una fidanzata.
Ma questo, durante questi mesi, ha solo suscitato del risentimento di lui verso di me, e mai sono riuscita a fargli aprire gli occhi: S rimaneva quella perfetta e modello da prendere ad esempio per qualunque cosa, portata sempre in palmo di mano e trattata e ritenuta come un padreterno!
Finché ho chiesto un ridimensionamento dell\'importanza di S a favore di uno spazio maggiore e più degno per me, che mi sentivo pochissimo amata e mi mancava una cosa che nemmeno il mio ex marito mi ha fatto mai mancare : il sentirmi protetta dal mio uomo, che per me è una cosa di vitale importanza!
Il mio fidanzato, pur con rancore verso di me, in un altro dei rari momenti lucidi, parlò con S per dire di ridimensionare un poco la loro amicizia, dando le ragioni, ovvero che era giusto verso di me darmi lo spazio affettivo che spettava a una fidanzata, e molte altre cose che mi stava facendo mancare.
S. finse di accettare civilmente, ma 2 settimane dopo gli fece un agguato nella chat dove sapeva che a quell\'ora noi ci parlavamo quotidianamente, e diede in escandescenze dicendo che non ero adatta a lui (sempre senza avermi neppure mai vista né conosciuta), che forse quello di lui era un amore \'crocerossino\' (?
Semmai mi stavo chiedendo io se non fossi vittima di un simile tipo d\'amore! E se non fosse il caso di darsela a gambe seppur con gran dolore, essendo innamorata), che io ero \'fuori di testa e lui con me\', e altri insulti e cafonate varie, nonché uscite da pazza furiosa, per poi chiudergli la chat con un \"Sono fatalista, evidentemente non era destino, addio\", che faceva presupporre che avesse chiuso l\'amicizia.
Tutto questo mentre il mio uomo chattava con me ignara di tutto quel che accadeva in contemporanea, e di cui lui s\'è guardato bene dall\'informarmi.
Mi ha informata di questo episodio solo una settimana dopo, nel weekend in cui sono andata da lui: alla stazione non ce l\'ha fatta nemmeno a baciarmi o abbracciarmi, era stranissimo. A casa mi ha rifilato una bugia: che aveva appena parlato con l\'amica poco prima che io arrivassi, e mi ha raccontato nella sostanza le stesse cose che si sono detti in chat, ma facendo finta che era stata una telefonata appena avvenuta. Per poter giustificare la sua prostrazione, con un \"cerca di capire...in fondo c\'è tristezza per la fine di una amicizia di lunga data conclusa così male appena un\'ora fa\".
Il giorno dopo, sabato, non resiste, e mi racconta la verità: che era stata una chat, una settimana prima, avvenuta per giunta mentre anche io stavo chattando con lui. Lì, mi sono molto arrabbiata. Ho chiesto perché la bugia:mi ha detto che la bugia della telefonata era perché lui non aveva preso per niente le mie difese, in quel mare di insulti e insinuazioni cattive che lei aveva sputato in chat,e avendo paura che io potessi vedere la chat, o chiedergli di farmela vedere, l\'aveva cancellata. Perché io mi sarei giustamente arrabbiata a vedere che lui non mi aveva difesa. Chiedendogli perché non mi aveva difesa, io che ero la fidanzata e che lui considerava futura sposa, così come scattava sempre a difendere quella sua \'amica\', lui mi ha risposto che \"purtroppo si avvedeva che, era più forte di lui, ancora il suo istinto protettivo era diretto verso S. e non verso di me.
Mi sono tolta l\'anello e l\'ho lasciato sul tavolo di sua cucina. Per il treno di ritorno, avevo già una prenotazione per il lunedì mattino, e c\'era difficoltà a trovarne uno che partisse la mattina dopo, sennò me ne sarei andata mandandolo a quel paese, e gliel\'ho detto, insieme a un mucchio di altre cose.
S\'è offerto contritissimo di scriverle una mail, una mail in cui le avrebbe risposto alle cose che lei aveva detto in chat, e in cui mi avrebbe difesa. Il problema era che lei e il marito stavano 3 settimane all\'estero, a fare la luna di miele che non avevano fatto l\'anno prima. Quindi, la mail l\'avrebbe scritta al loro ritorno.
In realtà ha scritto la mail, ma 3 settimane dopo il loro ritorno, e solo perché mi vedeva sempre più nera e stufa.
Lei, che aveva detto che la loro amicizia era finita perché \'si vede che non  era destino\', ha lasciato cadere la maschera: non aveva mai avuto intenzione di chiudere, ma con quella frase aveva voluto solo fargli del male, ben sapendo di tenerlo psicologicamente in pugno, pensando di farsi viva in seguito, magnanimamente. Questo s\'è capito dal fatto che è rimasta lei atterrita da questa mail che il mio fidanzato, controvoglia, ha scritto dietro mia insistenza: era un atto di \'ribellione\' che non s\'aspettava da un amico così succube. Per cui la sua risposta è stata tutto un chiedere scusa e accampare le scuse più strampalate e contraddittorie per il suo comportamento offensivo nella chat di cui sopra. Gli ha anche detto di riprendere l\'amicizia, ma di nascosto da me.
Di nuovo, purtroppo il mio fidanzato non ha saputo trattarla da disonesta come meritava, non ha preso le mie difese, nemmeno dicendole che lei gli stava proponendo qualcosa di scorrettisimo, oltre ad aver manifestato altri comportamenti a dir poco criticabili.
Stavolta sono dovuta intervenire io, scrivendo direttamente a lei, e per farlo ho dovuto inoltrarle quest\'ultima mail da lei scritta al mio fidanzato, per farle credere che lui non era poi così succube da lei, che mi aveva mostrato e detto tutto.
Questa volta sì, s\'è fatta da parte, anche se con qualche ultimo colpo di insulti e blateramenti deliranti, perché quasi scioccata dal fatto di non tenere più in pugno il mio fidanzato.
Anche il mioi fidanzato ha forse aperto gli occhi sulla sua \'amica\' tanto l\'ho messa con le spalle al muro e costretta a uscire da dietro la facciata falsa che per anni aveva mostrato al mio uomo.
Ciononostante, il nostro rapporto si sta trascinando infelicemente, per me.
Questa conclusione c\'è stata solo per mio intervento, per mia fortissima ribellione, ma credo che lui non riesca ancora a pensare e giudicare obiettivamente la perduta amica, anche se lei s\'è mostrata una strega finalmente; non credo che abbia saputo \'vederla\', per quanto lei, forzata da me, si sia appalesata nella sua vera identità. Sospetto anche che lui in cuor suo e forse inconsciamente mi porti anche rancore, per avergli mostrato la verità, anche se si mostra innamorato di me, e fa come se nulla fosse accaduto nei miei confronti... non afferrando che per me forzargli la mano non solo non è stata una cosa nel mio carattere, ma è stato terribile: perché se lui ha agito (quel pochissimo che ha agito) perché io ho forzato la situazione significa che non l\'ha fatto spontaneamente, che non l\'avrebbe mai fatto, che io non avrei contato mai nulla, probabilmente.. o avrei contato sempre meno dell\'altra.
Non sono felice, e non so cosa fare: dentro di me qualcosa si è spezzato, e nei suoi confronti qualcosa si è spento.. e non so quanto temporaneamente.
Cordiali saluti, e grazie per il tempo dedicato a leggermi.
Bianca Rosa

lunedì, marzo 28, 2011

SONO STATA TRADITA DAI MIEI UOMINI E DAI MIEI TERAPEUTI

flora Età: 46
Sono stanca di soffrire, stanca di cadere ed ogni volta rialzarmi e continuare a provare. infanzia dura, non ne voglio nemmeno parlare.
A 18 anni soffrivo moltissimo ma pensavo che se mi fossi impegnata a conoscere ed a lavorare su me stessa un giorno avrei trovato un'equilibrio interiore in grado di farmi vivere abbastanza bene. Sono passati quasi 30 anni. circa 20 di psicoterapia.Eggià, mi sono sempre impegnata.Ho subito un plagio dal mio primo terapeuta, sono stata violentata da lui e convinta dalle sue parole ho vissuto con lui per 12 anni.ho abortito perchè ero debole ed ho fatto come lui diceva (era la seconda volta per me, ma pensavo che non sarei stata capace di vivere senza di lui....). poi lui è morto.ha voluto solo me vicino ed io mi sono fatta carico di tutto, io e lui in casa soli durante la malattia e la sua morte, non so come ho fatto...ma dopo, nonostante tutto il dolore,ho ricominciato a vivere.mi sono innamorata, ricambiata, di un uomo che gia conoscevo, era esattamente l'opposto dell'altro, avevo un tale bisogno di amare e di sentirmi viva (dopo tutti quegli anni a vivere la vita di un altro), che ho spalancato il mio cuore come se io stessa fossi il cielo!Potevo essere un pò felice anch'io!ho desiderato un figlio da lui ma lui non poteva averne.che
grande dolore è ancora per me (questo desiderio è la punizione pr aver ucciso i miei piccoli...). Dopo poco ho scoperto di essere stata tradita da lui in un modo assurdo ed inaspettato visto la potenza dei sentimenti che manifestava nei miei confronti. si è liberato di quest'altra donna solo dopo due anni terrificanti, in cui mi ripeteva che non sapeva scegliere (di fato è stata lei ad andarsene).prima di questo evento la terapeuta che mi seguiva aveva accettato anche lui in terapia e questo non ha facilitato le cose, mi sono sentita tradita anche da lei perchè era a conoscenza delle sue menzogne. lascio perdere tante altre cose che peggiorano solo il quadro, non c'è spazio qui.non ho più nessuna fiducia.ho fatto così tanta fatica che non ce la faccio più.sono solo piena di dolore.e sempre più frequentemente penso alla morte.mi trattengo perchè non voglio causare dolore, ma non ce la faccio più, voglio solo che tutto questo dolore finisca,non so perchè scrivo, forse voglio solo trovare un pò di sollievo per resistere ancora un pò. chi si toglie la vita lascia tanto dolore dietro di se, non è quello che vorrei. non era questo che volevo, mi dispiace tanto....

domenica, marzo 27, 2011

IL MIO FIDANZATO E' STATO UN MOSTRO

Egr. Dott. Cavaliere,
Capito per caso sul suo sito internet, che appare sul mio schermo dopo la mia ricerca su Google della frase "violenza sulle donne".
Ho ricercato questa stringa particolare perchè ieri, per caso, mi sono imbattuta in una mostra fotografica che trattava proprio l'argomento della violenza sulle donne; di colpo, a distanza di oltre due anni, mi sono riaffiorati alla mente ricordi che ormai avevo seppellito.

Io ho 24 anni, è possibile che un paio di fotografie mi facciano vivere un tale senso di angoscia? Non sono troppo giovane per provare tale paura? Non dovrei essere in un'età nella quale non c'è spazio per ricordi tanto oscuri e violenti? No, a quanto pare no. Io ho dei veri e propri incubi dentro la mia testa, scene da film del terrore, immagini che ho nascosto nell'angolo più buio della mia mente, ma che ogni tanto riaffiorano.

Facciamo un passo indietro: sono una ragazzina di 17 anni, che frequenta il liceo e proviene da una famiglia benestante.

Conduco un'adolescenza normale; a 17 anniconosco un ragazzo che ha 12 anni più di me e una figlia di 2 anni, avuta da una precedente relazione. Iniziamo a frequentarci e così iniziano i problemi con la mia famiglia. Attribuisco tutte le colpe ai miei genitori e mi incazzo per la poca libertà che mi danno. Il mio "fidanzato" che da ora in avanti chiamerò "il mostro" fin dal principio della nostra storia, mi dice che i miei genitori non capiscono niente, non mi vogliono bene perchè non vogliono vedermi felice lui; secondo il mostro andare a scuola non mi porta nulla di buono: non ho soldi per mantenermi e in più i miei compagni di scuola maschi ci provano con me, facendolo ingelosire e rovinando la nostra storia. Decidò così di lasciare la scuola, iniziare a lavorare e andare a vivere con il mostro.

Avvengono un sacco di vicissitudini, problemi con la sua ex compagna, problemi sul lavoro, etc etc...ma non starò a dilungarmi su questi punti.

La cosa che più mi preme raccontare è che a circa sei mesi dall'inizio della ns. relazione, vengo schiaffeggiata dal mostro per non aver riposto nel cassetto giusto una padella. Segue una crisi di pianto sua e il mio conseguente perdono, nella convinzione che tanto non capiterà più. Ovviamente mi sbagliavo.

Lui beve e si droga e dopo un periodo in cui ho detto di NO a queste dipendenze alla fine ci cado anche io. Arrivo a pesare 46Kg per 168cm, distruggo il mio corpo perchè allevia il dolore che ho dentro. Vengo percossa per qualunque cosa faccia innervosire il mostro, da un piatto di pasta cotto male, a un ricciolo di polvere insediato sotto il divano. Mi prendo calci, pugni, oggetti in faccia, sputi, vengo trascinata per le gambe in cucina e una notte vengo addirittura lasciata a dormire nella gabbia del cane, fuori in cortile. Vengo giornalmente violentata psicologicamente, il mostro mi annienta, mi umilia, mi schiaccia, mi dice che sono brutta e grassa, che sono un'incapace, che non sarò mai come sua madre (considerata una super donna) e che non combinerò nulla nella vita. Mi perseguita telefonicamente quando sono al lavoro, ricordandomi che appena tornerò a casa mi aspetteranno un bel paio di schiaffi. Vivo con l'angoscia perenne. Mi sto lasciando annientare.

Lavoro di giorno, lavoro di sera in un ristorante, star fuori di casa significa star lontana dalla violenza psicologica e fisica.

Mi sento sola e colpevole. Perchè le donne maltrattate si sentono sempre colpevoli? Non l'ho ancora capito!

Ai miei genitori non racconto nulla per vergogna. Sono sola, mi sento tremendamente sola e mi rassegno a questa vita. Mi dico che questo è il mio destino, è giusto così.

Poi capita un fatto: i miei genitori si trasferiscono in America per lavoro.

Non so cosa mi sia successo esattamente, ma la notizia del trasferimento dei miei genitori e l'ennesima litigata/violenza subita, mi aprono di colpo gli occhi: nel giro di una settimana faccio le valigie e parto per l'America. Il mostro mi svuota il conto corrente, prima di lasciarmi andare libera per la mia strada distrugge tutti i miei effetti personali, lasciandomi letteralmente in mutande. Non m'importa, io sto viaggiando verso la libertà, la mia libertà come giovane donna! I vestiti e il resto posso ricomprarli, la mia libertà invece non posso ricomprarla, devo solo riprenderla, liberandomi di questo mostro con il quale ho condiviso la mia vita per ben 5 anni.

Adesso sono una donna nuova, forte, coraggiosa e indipendente, del mostro ho solo ricordi negativi, il dolore e gli incubi che sono nella mia mente se ne stanno nascosti, riaffiorano solo quando qualcosa mi fa ripensare che anche io sono stata una donna maltrattata, umiliata, abusata.

Grazie per la Sua cortese attenzione.

Cordiali Saluti,
Lucrezia





























SONO STATA INSIEME AD UN MANIPOLATORE DI SENTIMENTI

vasodipandora Età: 47
Dopo 5 anni di amore clandestino con uomo sposato il mio amante mi abbandona senza dirmi una parola per una nuova donna di 22 anni più giovane di me e di lui (si penserà che me lo sono meirtato. forse è così. si paga sempre nella vita se si fa del male agli altri), nel frattempo si era già separato dalla moglie da 2 mesi senza dirmi niente. va a convivere con questa giovane donna dopo poche settimane di frequentazione.
nessuna spiegazione nonostante i miei tentativi di ottenere dei colloqui, anzi mi minaccia di persecuzione. cerco di non avere nessun contatto con lui e si rifa vivo lui dopo 2 mesi. mi chiede scusa, cerca contatto anche fisico che non dò. seguono contatti verbali con lunghi dialoghi come una sorta di psicoterapia per lui, fa la vittima, mi butta addosso colpe, sensi di colpa, afferma di essere legato a me da affinità intellettiva e fisica e che è confuso, mi prega di aspettare che si chiarisca le idee, però rimane con l'altra anche per un patetico tentativo di fare un figlio in quanto ha paura della solitudine nella vecchiaia! si serve del prossimo per i suoi scopi, infatti per lui, sue parole, una vale l'altra per avere un figlio! io vecchia come sono non gli servo più.mi maltratta psicologicamnete tanto da farmi venire scrupoli e cerco di aiutarlo dandogli l'indirizzo di uno psiocterapeuta, ma lo rifiuta dicendomi che gli psicoterapeuti sono persone manipolatrici di menti. intanto dallo psicoterapeuta ci sono andata a finire io.
In 5 anni di relazione ho cercato di chiarire definitivamente la situazione fra di noi e con la consorte più volte perchè non volevo far la parte dell'amante a vita, ma desideravo vivere la nostra relazione ufficialmente ed in prima persona come penso chiunque avrebbe desiderato, ma lui ogni volta che mi allontanavo mi cercava, veniva anche sotto casa, mi telefonava in continuazione dicendomi che non poteva vivere senza di me, ma che non poteva lasciare la consorte perchè provava ancora affetto per lei. mi diceva che però non c'era più niente fra di loro e invece poi ho scoperto che non solo non era vero ma che mentre stava con me ha avuto anche altre storie di qualche settimana. un bugiardo seriale. e io una ingenua totale.
mi ha anche incolpato di aver fatto finire il suo matrimonio dimenticandosi che il suo matrimonio forse ha cominciato a finire quando lui ha iniziato la storia con me perchè non aveva più niente da dire alla consorte (fra l'altro anche lei ha affermato dopo un nostro contatto telefonico che da 5 anni a questa parte non era più innamorata del marito).
mi sono resa conto che sono andata a finire in mezzo ad un matrimonio malato dove non c'era comunicazione fra due esseri umani che facevano il gioco delle parti per salvare la facciata matrimoniale con un formalismo sfrenato. mi sono illusa che sarei riuscita a costruirmi un rapporto serio con uno che quello che ha fatto a me e alla moglie lo rifarà anche alla nuova compagna e ad altre.
mi tiene ancora in una sorta di dipendenza affettiva. lavorando nello stesso ambiente gli viene facile entrare in contatto con me anche se in questi ultimi giorni sto evitando quanto più possibile i contatti soprattutto da quando sto avendo la sensazione che la sua compagna sia incinta. ovviamente lui interpellato ha negato come ha sempre negato altre vicende che son venuta a
sapere da 5 mesi a questa parte (da quando ci simao lasciati) e anzi, come ha
fatto altre volte, quando gli parlo apertametne e chiedo spiegazioni mi lascia in mezzo al corridoio o alla stanza con discorsi a metà, non finiti forse perchè non regge il confronto.
non so se sono più meschina io o lui. so che io sono entrata in un punto di non ritorno, sono disperata, depressa, non mangio più e sono poco concentrata sul lavoro. mi sento una fallita totale.
lui in uno degli ultimi dialoghi mi ha detto che si sente un fallito, che aspetta solo di morire, che la sua vita è distrutta,insomma fa la vittima della situazione, però non mi pare così distrutta la sua vita se ha avuto l'intraprendenza di mettersi con un'altra a poche settimane dalla separazione da me e dalla moglie e di andarci addirittura a convivere e a pensare di fare con lei un figlio (dice che in realtà si è messo con la ragazza per paura della solitudine a casa e che i punti didivergenza son così tanti che la lascerà! che controsenso!). lo vedo che si prende ferie, viaggia, si gode la vita con questa donna mentre siamo io e la sua ex moglie che in questo momento ci sentiamo due fallite e non abbiamo nessuna nuova relazione perchè almeno io non riesco a riprendermi da questa storia (la ex moglie ha avuto una ripresa più rapida forse perchè per lei il rapporto era diverso rispetto al mio, già deteriorato e poi quella che ha preso la decisione finale di separarsi è stata lei non lui).
lui mi sembra un bordeline, dice un giorno una cosa, il giorno dopo afferma l'esatto contrario, dice di essere vittima della situazione, fa scene di pianto ed in realtà si sta facendo gli affari suoi e anche molto bene, alterna momenti di grande vittimismo a momenti di aggressività verbale intensa, dal punto di vista dell'umore sembra poco equilibrato. non riesce a controllarsi e alterna momenti di tranquillità a momenti di scoppi d'ira incredibili. devo dire che questo comportamento lo ha sempre avuto, ma ultimamente è peggiorato.
però non vuole aiuto. mi dà l'idea che gli piaccia stare al centro dell'attenzione di più donne come un narcisista e che sia anche un grande egoista. mi ha chiesto giorni fa cosa sia l'amore!
insomma, non lo sapevo, ma sono stata insieme ad un manipolatore di sentimenti, egoista, bugiardo e quasi anaffettivo.
e io sono annientata, non so come liberarmi da questa persona che mi influenza ancora la vita nel bene e nel male. forse perchè nonostante tutto ne sono ancora innamorata.
quando riuscirò a risollevarmi? sono pessimista. forse mai.

martedì, marzo 08, 2011

IL MIO UNICO GRANDE AMORE APPARTIENE AL MIO PASSATO

caramella 91 Età: 37
Eccomi qui, a parlare di me in forma annonima perchè ho pudore a parlarne con chi mi conosce, tranne con mia madre che vede la mia sofferenza e con la mia più sincera amica con la quale non ho bisogno di parole esplicite e che mi capisce e non mi giudica. sono sposata da quattro anni dopo molti di convivenza ed abbiamo un bambino di tre anni. mio marito è un uomo di una bontà infinita e che mi ama molto. con lui ho vissuto esperienze molto intense, ci siamo divertiti, abbiamo viaggiato molto, ed abbiamo costruito una vita serena assieme tra alti e bassi ma sempre assieme. il mio cruccio è una persona del mio passato che per me è stata la più importante, il mio grande e vero amore, l'unica persona che io sia mai riuscita ad amare al di sopra di tutto, senza mai giudicarlo e sapendo accetare per cià che era. l'amore vero insomma, quell'amore che ti fa mettere da parte anche se lo ami con tutta te stessa ma sai che non sei la persona giusta x lui. quell'amore che ti fa essere felice nel vederlo felice anche accanto ad un'altra persona.
quell'amore vero che lascia andare per il bene di chi ami. quell'amore con cui hai un legame mentale talmente forte che senti lo incontrerai anche se esci x andare a prenderti le sigarette e puntualmente succede.quell'amore che ti fa scivolare addosso anche la sua presunta bisessualità sulla quale non indaghi perchè quello che conta è come vive quando sta con te, e badate non indaghi non x paura della verità ma perchè non te ne frega niente,perchè tu lo ami per ciò che è e quindi ciò che è è anche quello. un amore vero e profondo che vive in me da 22 anni e che vive anche in lui. lui è una persona unica e meravigliosa, una persona che è la gentilezza e l'educazione incarnata per altro in un corpo meraviglioso,un uomo che ogni volta che ci incontriamo è sempre gentile e rispettoso per la mia nuova vita, anche se so che mi ama anche lui.semplicemente rispetta mio marito, il quale per intenderci sa benissimo i forti sentimenti che provavo e che hanno ancora un residu forte in me.io mi sento fortunata ad avere incontrato il vero amore, ma giuro che se potessi esprimere un desiderio tornerei in dietro nel tempo e tornerei a quella sera in cui x orgoglio e immaturità, avevo poco più di 20 anni, lo ho mandato via.
credetemi mai come in quella sera ho sentito il mio ed il suo amore e il suo rispetto per le mie scelte. dopo tante, troppe volte che ad ogni suo ritorno lasciavo tutto per correre da lui quella sera, visto che nella mia vita era presente un'altra persona, x rispetto di quella persona, per orgoglio ma anche per paura di restare schiava di lui lo mandai via anche se le parole dicevano una cosa ed il cuore l'esatto opposto. evitiamo di incontrarci perchè sono troppo forti i sentimenti e l'impatto emotivo. così custodisco questo grande amore nel mio cuore e nei miei ricordi, che a volte fanno così male, e vivo questo sentimento proprio come nella canzone "raso" di mina, la nostra canzone. penso spesso a lui, a ciò che eravamo, a ciò che avremmo potuto essere, sono felice dei suoi successi sul lavoro e sono dispiaciuta che non abbia ancora trovato una persona. cosa dire, grazie per lo sfogo, spesso mi dico che molte persone non hanno la fortuna che ho avuto io, di avere un marito che comunque ami e che ti ama, e di avere trovato il vero e grande amore della propria vita. se devo seguire la mia filosofia di vita, penso, anzi so che con mio marito in questa vita sto compiendo l'evoluzione di un cammino e con l'altro amore della mia vita il percorso è solo rimandato ad una prossima vita. amore mio ti aspetto nella prossima vita. in conclusione vorrei dire grazie a questi due uomini fantastici che sono entrati nella mia vita che mi hano amata e che mi hanno permesso di amarli. vi prego, vi scongiuro non pensate neppure x un secondo che sia una romanticizzazione della mia vita o addirittura una fantasia.è la mia vita e sono forse la mia piccola ma enorme ricompensa per la mia prima parte di vita non proprio luccicante