giovedì, novembre 01, 2007

PROBLEMI DI UNA SECONDA UNIONE

melozza Età: 33 Sono ancora turbata perchè mi sono rivista nel vostro articolo sulla seconda unione (http://www.maldamore.it/Problemi_di_una_seconda_unione.asp) . mi sta accadendo proprio ciò che è descritto: dalla mia seconda unione pretendo di essere felice e non sono più disposta a rinunciare a nulla. Amo moltissimo il mio compagno, ma questa volta non sono pronta a sorvolare su nessuna mancanza di attenzione o romanticismo. Ho sofferto troppo la prima volta e questa volta purtroppo, le mie aspettative sono troppo alte. Sorvolo sui dettagli, ma in questo momento sto davvero male. Ho conosciuto il mio uomo poco più di un'anno fa e rappresentava per me la cosiddetta altra metà della mela. Tutto ciò che ho sempre sognato in un uomo,fino a quando, ad un certo punto, pochi mesi fa, ha cominciato a non desiderarmi più sessualmente ed a cercarmi sempre meno. Sto soffrendo molto perchè sono una donna molto passionale che vedeva la sua nuova unione perfetta anche sotto quell'aspetto. Soffre anche lui perchè non sa spiegarsi cosa gli accade. è tenero, amorevole sia con me che con i bambini. ha voluto questa unione in maniera decisa e ha fatto tanto per far sì che vivessimo assieme.vuole anche sposarmi e dice di amarmi alla follia. Ma non troviamo spiegazione.Ho azzardato un'ipotesi, ma vorrei tanto un vostro parere. Lui ha 33 anni come me ed ha vissuto fino ad oggi con sua madre. Lei e sua sorella non hanno visto bene questa unione, avendo io due bambini ed essendo senza lavoro, hanno sempre reso il tutto molto difficile. Lui ha sempre cercato di tenermi fuori dallaquestone e non riesco ad immaginare fino a che punto i suoi litigi si siano spinti. Che ci sia un suo senso di colpa o un qualunque altro legame con i suoi problemi materni? Che gli sembri di tradirla? Stiamo male entrambi e rischiamo di mandare all'aria il nostro rapporto proprio ora che abbiamo coronato il nostro sogno. Perchè non mi vuole più? lui no mi accusa di nulla, dice che ilproblema è lui...ma può un uomo che è sempre stato passionale, all'improvviso cambiarte così tanto?

IL PREZZO DI QUESTO AMORE E' ALTO

cirillina Età: 30 Salve! Sono una ragazza di 30 anni e alcuni anni fa, pur essendo fidanzata, ho completamente perso la testa per un collega universitario di due anni più giovane, anche lui fidanzato con una donna di ben 9 anni più grande.La nostra relazione è durata un anno e con lui ho provato delle emozioni e delle sensazioni mai conosciute: me ne sono pazzamente innamorata.Era o mi sembrava dolce, un po' timido e malinconico, ma anche in certi momenti simpatico e spiritoso.Putroppo però non siamo mai veramente entrati inconfidenza perchè lui glissava sempre se gli facevo domande personali e mi lanciava solo dei messaggi di tanto in tanto (ad esempio che non si vedeva esentiva più col padre), ma se cercavo di approfondire cambiava discorso;lui queste le chiamava, scherzando, le sue "reticenze".Tuttavia ciò che mi ha sempre lasciata confusa erano le sue oscillazioni dell'umore: in alcuni momenti mi cercava insistentemente, era dolce e premuroso, ma in altri spariva o mi trattava male, scatenando le mie reazioni:più gli chiedevo spiegazioni dei suoi comportamenti assurdi più lui si arrabbiava e si rifiutava di rispondermi.Tutto ciò ha influito sull'evolversi del nostro rapporto, nel senso che io avevo paura a lasciarmi andare completamente e a mettere fine al mio fidanzamento perchè non mi sentivo mai sicura dei suoi sentimenti. Dopo un anno mi ha "scaricata" con un sms, ma pochi giorni è tornato tutto come prima: anche se non c'era più intimità a livello fisico (e cmq ce n'era stata poca) il nostrorapporto è continuato con alti e bassi per un altro anno, al termine del quale abbiamo fatto l'amore. Ma di nuovo si è allontanato all'improvviso e senza ragione poco meno di due anni fa, quando ha iniziato a frequentare il laboratorio per la tesi. Da essere abituata a sentirlo quotidianamente, lui non si è fatto quasi più sentire, senza alcuna spiegazione, lasciandomi triste e a tratti disperata, non tanto per la sua mancanza ma per l'assenza d ispiegazioni. Io volevo capire cosa ero stata per lui, che senso aveva avuto il nostro rapporto! Io comunque sono andata avanti e mi sono traferita in un'altra città lontana per lavoro e ho deciso di tagliare netto e non l'hopiù cercato. Però sono venuta a sapere che di questo lui ci era rimasto male e così dopo 4 mesi sono tornata sui miei passi e ci siamo visti e iniziati a sentire saltuariamente, per mail o telefono, fino a questa estate. Io mi sentivo abbastanza serena, anche se quando sentivo la sua voce continuavo ad emozionarmi. Le cose sono precipitate ad agosto quando gli ho chiesto di vederci. Lui mi ha detto sì con convinzione, ma poi non si è fatto sentire. Io non ho insistito, inizialmente, ma dato che stavo per ripartire l'ho chiamato per salutarlo e lui ha iniziato a tergiversare sulla possibilità di un incontro e alla fine, esasperata, sono scoppiata a piangere. A questo punto lui si è convinto, è stato un incontro allegro e sereno ma abbastanza inutile, in quanto abbiamo parlato solo del più e del meno, ma non di noi. Lui mi ha poi detto che potevamo scriverci e allora ho deciso di buttarmi, stupidamente forse, ma gli ho scritto ricordandogli tutti i momenti belli che avevamo trascorso. La sua risposta è stata agghiacciante, piena di durezza: mi diceva chiaro e tondo che lui pensieri non ne aveva e ha addirittura rinnegato di avermi considerata una fidanzata, quando invece non solo me l'ha detto ma me l'ha anche scritto inuna dedica su un libro che mi ha regalato anni fa. A questo punto, ripresamidopo qualche giorno dalla disperazione, gli ho scritto una lettera d\'addio, intoni comunque calmi e dolci perchè volevo chiudere bene e lui inaspettatamentemi ha risposto e così abbiamo ripreso a scriverci. Lui mi ha detto che mi vuolebene ma che certe cose nascono perchè devono nascere (cosa su cui concordo) eche crede ancora nell\'amicizia con me. Io onestamente non credo che sentirsiuna volta ogni qualche mese per parlare di lavoro o attualità possa esseredefinito un rapporto di amicizia, la verità è che io vorrei avere una maggioreconfidenza e se non è possibile preferisco troncare, perchè rapportisuperificiali con lui non ne voglio. Gli ho quindi detto, sempre con moltadolcezza ciò che pensavo dell\'amicizia e non ho avuto risposta, ho provatoanche a chiamarlo e non ha risposto e a questo punto mi sono decisa a troncarequesto rapporto che non mi dà ormai niente, se non dispiaceri. Ieri sera l\'hochiamato per dirgli che era meglio non sentirsi per qualche tempo per la miaserentià e lui nuovamente ha reagito con rabbia dicendomi che tanto quandovorrà lui si farà sentire ugualmente, che lo risucchio in un \"vortice di seghementali\" e si è calmato e addolcito solo quando mi ha sentita nuovamentepiangere.Io ora vorrei solo dimenticarlo, però vorrei anche capire come sia possibileche una persona che hai tanto amato, con cui hai fatto l\'amore, ti abbandonicosì, senza il minimo rispetto per il tuo cuore infranto. Ma al tempo stesso sevuoi troncare di netto non lo accetta. Io non credo più nell\'amore, perchèsecondo me l\'amore è innanzi tutto rispetto, e lui non ne ha avuto neanche unpo\'. Eppure lui è un bravo ragazzo, lo dico davvero, è dolce e sensibile, ègeneroso e allegro...Per completare la storia vi dico che proprio ad agosto lui è stato lasciatodalla sua ragazza e contemporaneamente ha iniziato a frequentare un\'altraragazza. Questo ovviamente non l\'ho saputo da lui, però la ragazza con cui staora l'ha conosciuta quando ha iniziato l\'internato per la tesi, cioè nellostesso periodo in cui si è allontanato da me. Io mi sento anche avvilita daquesto confronto, perchè sento che nei due anni trascorsi insieme mi ha volutosempre tenere un po\' fuori dalla sua vita, sebbene mi fosse attaccatissimo epoi quando ha conosciuto questa ragazza mi ha abbandonata così, senza apparentirimpianti. Lui dice che la vita è fatta di fasi ed io sono stata importante in una certa fase ma ora è passata molta acqua sotto i ponti. Io so che è passatotanto tempo e dopo tutti questi momenti brutti non credo riuscirei mai atornare indietro eppure mi chiedo... ma perchè lo sento ancora così vicino,perchè mi manca così tanto, perchè ancora adesso a volte sento quasi il suotocco sulla mia pelle? E perchè lui nonostante tutto non accetta che non ci sentiamo più, ma vuol mantenere un minimo di contatti che secondo me non hanno senso? Ma è sbagliato voler capire? Vorrei dimenticare tutto, il prezzo che sto pagando per questo amore è troppo alto!

PERCHE' SOFFRO ANCORA PER LUI ?

caro dott. Cavaliere ho scoperto oggi il sito maldamore, mi sono tuffata in internet per trovare un po di sollievo e delle persone che condividessero con me momenti difficili.
ho 27 anni sono una studentessa lavoratrice, 2 anni e mezzo fa ho incontrato un ragazzo che mi ha fatto scoppiare il cuore di gioia, un feeling bellissimo.l' avrei sposato ad occhi chiusi... troppo bello per essere vero. dopo qualche settimana l'ex del mio lui si rifà viva (l ha lasciato dopo tre anni di perchè non l amava più e perchè era stupido a suo dire)e da quella rottura erano trascorsi 6 mesi di silenzio da parte di lei.. ora io ho scoperto questa presenza perchè lui distratto come sempre sbaglia numero ed invia messaggi rivolti a lei al mio numero di telefono... in cui capivo che lui era ancora sucube di un amore trascorso, il problema è che questa ex non voleva tornare con lui ma solo destabilizzare una persona che stava ricominciando con me.e cosi è stato, insieme non ci sono tornati ma lui mi ha mentito tante volte sul fatto che non la sentisse io sono diventata un investigatore bravissimo ho controllato cellulari e non mi vergogno perchè mi ci hanno proprio portato a farlo.passa il tempo do fiducia al mio lui finchè un giorno mi lascia, e mi dice che non mi ama. il mondo crolla non ho forza di ricominciare, dopo nemmeno qualche giorno torna da me dicendomi che gli manco etc sorvolo le mille balle con cui mi ha imbottito il cervello. riprende una relazione con me specificando più volte che non siamo fidanzati ma comportandosi di fatto in modo molto simile perchè il nostro è stato un rapporto quotidiano fatto di messaggi telefonate incontri. e cosi tante volte in 2 anni avremo chiuso sempre dietro decisione sua 4 volte. venerdì un nuovo epilogo lui mi dice via sms che ha conoscuito un altra ragazza che probabilmente ci uscirà e che me lo dice per correttezza.ora qualche giorno prima eravamo fuori per il fine settimana. sto male non so perchè sto male, ho sempre dato grande valore al rispetto all'amore in cui ha tanto creduto, mi sono ammalata per il mio amore perchè le notti non dormivo più perchè sognavo continuamente le sue bugie ho mandato all' aria tanti esami universitari, l ho amato profondamente perchè tanti anni fa ha perso il suo gemello in un incidente stradale e soffre come un cane, l ho protetto coccolato e tenuto la mano sempre in ogni momento. un po di affetto e di premura nei miei confronti me lo doveva.ho sempre sperato in un evoluzione del nostro rapporto sono consapevole di tantissime sua mancanze, mi sento come se avessi corso una tratta oltre le mie possibilità col petto pesante senza più voglia di pensare e di provare nulla. non ho mai avuto la forza di staccarlo da me, mi ha pure detto che dovevo aspettarmelo da un giorno all' altro tutto ciò, sono sconvolta continuo a non capacitarmi della sua cattiveria. so che non tutti possiamo stare indifferentemente gli uni con gli altri però vorrei solo capire perchè soffro ancora per lui.grazie.

domenica, ottobre 21, 2007

IL MIO CUORE E' PESANTE

Anemone Età: 30 Purtroppo sono anch'io una donna che ama troppo!! La mia storia è iniziata quando avevo 22 anni, lui ne aveva 20 ed era immerso in un mare di problemi, primo tra tutti la perdita della madre che ha costituito l'inizio dei suoi drammi familiari. L'ho conosciuto in un periodo travagliato della mia vita perchè mi ero appena trasferita, con la famiglia, da una piccola città di provincia in una grande città ed inoltre proprio in quel periodo sono iniziati i conflitti con i miei genitori a causa dei miei problemi universitari. Insomma siamo diventati indispensabili l'uno per l'altra.La nostra storia è durata 8 anni in cui io mi sono dedicata pochissimo a me stessa,tanto che non guido, non sono ancora laureata e non ho mai lavorato ed ho invece speso tutte le mie energie per sostenere il mio ragazzo.Così lui è cresciuto sotto tanti punti di vista ed io sono rimasta sempre la stessa.Il risultato? Ho passato 8 anni di infelicità,sentendomi trascurata e infelice e vivendo quei pochi momenti di comunità con il mio amore,come se fossero ossigeno. Lui si è sempre disinteressato dei miei problemi e delle mie paure, eppure siamo rimasti insieme così a lungo ed io ho lasciato che il poco amore che mi dava mi bastasse. Neanche a dire che tutte le decisioni prese erano sue e che io non ho mai avuto voce in capitolo.Credo che lui nemmeno sappia chi sono davvero io e questo perchè se avessi davvero voluto mostrare i miei interessi e farlo partecipe, avrei dovuto impormi con la forza, infatti ogni tentativo di proporre qualcosa di diverso veniva sistematicamente bocciato.E così, dopo 8 anni l'altro giorno mi ha detto che sente un calo nei suoi sentimenti verso di me e che gli ultimi 4 mesi in astinenza da sesso non gli sono pesati affatto, segno che l'amore per me non è più forte come prima.Lascio a voi giudicare se sono o meno una stupida.Tutti questi anni dedicati solo a lui e il risultato è questo. Adesso mi ritrovo sola a sfogliare fotografie e piengere come una bambina sperando che lui bussi alla mia porta dicendomi che sono l'unica donna della sua vita e che non mi lascerà mai! Sono stata io a lasciarlo e so di aver fatto bene ma il mio cuore è così pesante. Adesso vogliosolo trovare un bravo psicologo che mi aiuti a rinascere ed a ritrovare me stessa.Non so chi sono, non so cosa davvero voglio e soprattutto ho paura di vivere, degli altri,di tutto.Mi sento disperata e ogni istante vorrei prendere la cornetta e chiamarlo. Ma che vita arida sarebbe quella passata accanto ad unuomo incapace di amarmi? Sono a pezzi.

VI RINGRAZIO

eleonora Età: 41 Vi ringrazio, attraverso le vostre pagine, sono riuscita a vedere meglio in me, ho capito il perchè i miei gesti di autolesionismo fisico da bambina, e il perchè si sono trasformati in scelte autolesioniste da adulta, il punto è che una volta capito e analizzato tutto occore raccogliere tutte e proprie forze per seguire una strada diversa da quello che si percorre. il punto per me è che dopo avere "camminato" cosi a fatica non trovo energie,e mi sembra che preferisca nascondermi dietro una ragnatela di sofferenza, piuttosto che affrontare tutto, strapparmi il dente, soffrire, ma non più a lungo. l'ho scritto anche nelle riflessioni: "questo nido di sofferenza è l'unica realtà che io abbia mai conosciuto." e qui mi blocco, e non capisco..non reagisco... e mi do della pazza, o della stupida..

NON SO' COSA FARE

Jack Età: 35 Gentilissimo Dottore Le scrivo per la situazione che sto vivendo, sono circa 8 mesi che mi sonoinnamorato di una persona che non è mia moglie. Dopo attente riflessioni mi sono reso conto di tante cose, sposati da 9 anni ho messo sempre a tacere il mio modo di essere di fare per l'equilibrio della famiglia e nel frattempo divento papà ma quello che provo e che sento è un grandissimo affetto per mia moglie che non mi fa mancare niente da un punto di vista familiare. Ma siamo totalmente diversi nel modo di pensare, agire e nelle nostre priorità e da qui divergenze continue che non esplodono in liti ma di una serie di silenzi e compromessi che più passa il tempo è più non riesco a soportare e portare avanti e quindi esce fuori il mio vero modo di essere da lì ad essere definito "diverso e ostile". Più volte mi è stato detto da parte di mia moglie "se sei così non dovevi sposarti" . Il punto ora che con i figli di cui sono pazzo non so come affrontare questa mia relazione, nel senso continuare o troncare o interrompere il mio matrimonio oppure continuare questa relazione che mi sentire senza inibizioni, sereno di essere me stesso.Ma allo stesso tempo non causare un trauma e/o dolori ai miei figli..non so cosa fare

POTEVO FARE DI PIU'?

Federico Età: 44 Gentile Dr.Cavaliere, credo che la mia sia una lettera come tante ma in certi momenti si ha bisogno che qualcuno ascolti le tue sofferenze. La mia e' una storia comune , finita male ma ricca di amore, sincerita' e disperazione. Avevo sposato Elena 10 anni fa (aveva 31 anni) dopo 10 anni di fidanzamento.Una ragazza piena di vita, un volto splendido un po' grassottella figlia unica, generosa ed esplosiva nei mostrare i sentimenti verso il prossimo, . Da tempo pero' era tormentata dalla ricerca di un lavoro come ragioniera che "le consentisse dimostrare le sue capacita'. Io decisamente piu' freddo, laureato e realizzato nel lavoro. Tra di noi un bel rapporto, un sincero dialogo quotidiano che si e' mantenuto anche nel matrimonio dove pero' sempre piu' Elena riversava una crescente angoscia nei confronti di insoddisfazioni professionali ripetute (ma debbo dire senza che lei avesse particolari colpe e dopo che aveva profuso un impegno intenso). Da parte mia in piu' riconosco che, anche se a fin di bene, le facevo notare che mangiava male , doveva fare un po' di sport e calare qualche Kg avrebbe rischiato di ammalarsi in futuro. Ci provava ma era dificile . Poi la vita non ti aiuta: non siamo riusciti ad avere figli , i genitori di lei buoni e generosi apparivano pero' dipendenti dalla figlia nelle quotidiane scelte della vita e questo la angosciava. Aveva una passione per i cani e quello che aveva si e' paralizzato e per 7 anni lei lo ho gestito in casa quasi come un figlio .Nel 2005 Elena comincia ad essere diversa , non mi desidera piu', appare piu' assente anche in casa. Cento volte ci parliamo per capire cosa stia succedendo ma Lei rimane sempre vaga. Anche a domande dirette ribadisce che il nostro matrimonio non era in discussione ma non aveva desideri sessuali. Cerco di capirla, da poco ha deciso (ed io non l'ho contrastata per non causarle dei sensi di colpa )di non proseguire i tentativi medici per avere figli e stava concludendo l'ennesima esperienza di lavoro negativa. Poi comincia ad essere afflitta da una insonnia feroce in parte controllata con ansiolitici. Andiamo al mare nell'estate del2006 e a vederla in "superficie" sembra la solita Elena: affettuosa egenerosa . Al mare pero' la svolta ; durante una discussione ammette che "probabilmente" ha perso nei miei confronti i sentimenti di un tempo: "forse e' finita, le storie nascono e finiscono". Rimango allibito anche se a posteriori era una logica evoluzione degli eventi. Elena si trasforma completamente esce di casa con nuove amiche 3-4 sere la settimana, in casa e' assente. Non parla quasi piu', e' un muro di gomma. La assecondo anche se in alcune occasioni nelle quali litighiamo arriviamo prossimi alla separazione legale. Poi lentamente nel corso del 2006 Elena sembra un po' tornare a quella di un tempo, esce molto poco con le amiche , segue la casa cerca un nuovo lavoro ma ormai dorme in una camera separata.Per 2 volte ha colloqui con uno psicologo , un po' la aiutano, me ne parla ed insieme sembriamo di nuovo uniti per cercare una soluzione a tutto cio'. Io pero' sempre piu' spesso alterno estrema comprensione a crisi di rabbia che la turbano profondamente. In una di queste occasioni lei di nuovo pensa alla separazione, "non puo' fare piu' di cosi" , mi "vuole tanto bene, sono la persona piu' importante dela sua vita ma non si sente piu'una moglie e non vuole ferirmi ancora".Andiamo da un legale e fra pochi giorni firmeremo la separazione. Le ho chiesto ancora ma cosa e' successo Elena perche' siamo arrivati a questo? Lei mi ha risposto : "vedi e' diffile spiegarlo, tu rimani la persona migliore e piu' importante che ho conosciuto, ma lentamente senza rendermi conto sono arrivata ad essere arida e cinica. Forse e' stato un meccanismo di difesa ma ora dopo tanto tempo che lotto contro questo mio atteggiamento debbo vivere da sola , non ho voglia di rendere i conti piu' a nessuno, mi spiace ma non voglio farti altro male.Il mio amore per Lei rimane comunque immutato anche per le gioie passate che mi ha dato. Il mio dolore e' atroce ma forse il suo e' anche piu' grande. Guardo le foto di Elena, un volto dolce , una persona sensibile e generosa che non ho capito e che ho contribuito probabilmente a ferire. Mi rimangono anche tanti rimorsi e domande : Potevo fare di piu? Se fossimo andati da un consulente matrimoniale ? Non sono stato abbastanza paziente ? Se non avesi avuto quelle crisi di rabbia forse altro tempo ci avrebbe aiutato ? So che non potra' fornirmi risposte certe ma un suo pensiero su cio' che ci e' capitato mi conforterebbe molto. Grazie ancora.
Le rispondo con un brano tratto dall'"Amore liquido" di Baumann: "Finché dura, l'amore è in bilico sull'orlo della sconfitta.Man mano che avanza dissolve il proprio passato; non si lascia alle spalle trincee fortificate in cui potersi ritrarre e cercare rifugio in caso di guai.E non sa cosa lo attende e cosa può serbargli il futuro.Non acquisterà mai fiducia sufficiente a disperdere le nubi e debellare l'ansia.L'amore è un prestito ipotecario fatto su un futuro incerto e imperscrutabile."

domenica, ottobre 14, 2007

SONO STATA GEISHA E MADRE

Vi scrivo per sfogo ma anche per solitudine, nella speranza che la mia storia possa essere di aiuto ad altre donne come me... Alcuni ci definiscono 'Donne che amano troppo', cito il nome di un libro molto famoso che spesso è nominato a giusta causa in questo sito... Sono una delle tante donne provenienti da situazioni familiari disastrose, carenze affettive, emotive, privazioni, umiliazioni, violenza... Vengo da una famiglia che è stata molto agiata, quella che faceva parte della borghesia di qualche anno fa, da due genitori colti, molto colti, preciso questi aspetti perché a volte si pensa erroneamente che certe cose succedano esclusivamente in contesti apparentemente degradati o malsani... invece qui, malgrado l'apparente rispettabilità della mia famiglia, il degrado c'è e c'è stato, ma interno, sotterraneo, nascosto.Ho avuto due genitori assolutamente inadeguati, narcisisti, superficiali, cattivi e aguzzini... entrambi, ritengo, con problemi psichiatrici, e che malgrado ad oggi sembri il contrario (visto che sono separati) sono sempre andati all'unisono.Ho avuto due genitori che se solo avessi ritenuto giusta la legge italiana, e mi fossi sentita tutelata dalla stessa, li avrei denunciati insieme a mia sorella (per fortuna ho una sorella più giovane) e forse sarebbero ancora entrambi in galera.Non vedo quello che purtroppo biologicamente è mio padre da 16 anni, continuo invece ad avere contatti con quella che è mia madre, una madre- sorella che ad oggi non riesco a capire come abbia potuto permettere certe cose. Ho 35 anni e solo qualche giorno fa sono riuscita ad ammettere che ho avuto due genitori che purtroppo non mi hanno mai amata come tali, che non mi hanno voluto bene, ma che mi hanno tratta, ci hanno trattato, vale anche per mia sorella, solo come uno dei tanti oggetti che hanno distrutto o che hanno lasciato per strada. Ho 35 anni e mi sono separata ad agosto 2007 dopo 10 anni di relazione e 20 mesi di convivenza dalla persona che ritenevo fosse la persona che mi abbia amato più di tutti al mondo... peccato che le uniche persone che dovrebbe amarci veramente senza riserve sono i nostri genitori, e noi stessi... solo oggi dopo tanti anni lo capisco e sto cercando impararlo.Ho 35 anni è ho lottato molto per essere la persona che sono, per dinstiguermi in tutto e per tutto dalla mia famiglia, per essere una donna indipendente (credevo), una professionista nel mio lavoro, una gran lavoratrice, una compagna quando serviva, una madre (purtroppo) che risolveva, un'amante quando mi si richiedeva... Credevo di essermi riscattata dal letame da dove venivo, perché come dice De Andrè “...dal letame nascono i fiori...”... e vi assicuro che è proprio così... e invece mi ritrovo a 35 ad avere investito 10 anni della mia vita, la mia giovinezza, la mia bellezza, il mio talento, sulla persona sbagliata, ad avere dato tutto l'enorme amore che c'è dentro di me ad un superficiale, un egoista, ad un caso umano peggio me... A volte quando siamo abituate a certe cose si cercano e si accettano cose simili anche se negative, perché sono quelle che ci sono più familiari. Forse qualcuna si potrà riconoscere nella descrizione che darò di questo grande Amore, tanto grande quanta la sofferenza che lo ha sempre accompagnato. E' sempre stata una relazione che non ha mai avuto mezze misure nel bene e nel male, fin dall'inizio sono stata ossessionata da lui, prima dalla folle gelosia, poi dal sesso... pazzesco... bellissimo... poi dalla preoccupazione che mi derivava dai suoi problemi: insoddisfazione, dipendenze, stati altalenanti dell'umore, indecisione su tutto, estrema pigrizia, immaturità...poi dall'impresa di cercare di salvarlo (ero convinta che con il mio grande Amore sarei riuscita a renderlo una persona migliore! Perché lui era migliore!), poi sono passata alla frustrazione della sua indecisione nei confronti di me e della nostra relazione, ecc. ecc. ecc... e così sono passati 10 anni... tra una luna di miele durata due anni e mezzo facendo continuamente l'amore, simbolo di un'enorme, fatua estrema felicità, alle sue tante fughe(abbiamo vissuto in città diverse per 8 anni!), alle varie rotture, nel 2001,nel 2004... ma naturalmente sono sempre tornata da lui... finché un anno fa ho toccato il fondo, tra crisi isteriche e depressive, e ho cominciato ad accettare che forse dovevo smettere di farmi umiliare così... perché capirete che queste poche righe sono solo una sintesi di dieci lunghi anni di vita...Dieci anni. Io non so ancora se sono mai stata il suo futuro, sento come se avessi fatto tutto da sola... fino all'ultimo... è una persona assolutamente dipendente, fa parte di quegli uomini che se non hanno la fidanzata che gli risolve la vita, c'è una madre lì pronta in suo soccorso o chiunque altro, va bene chiunque, non c'è problema... così ho terminato la mia relazione con lui cercandogli una nuova casa, accompagnandolo a sceglierla (visto che la settimana prima di andarsene ancora non sapeva dove andare), preparandogli meticolosamente e con amore tutta la sua roba... Come la mamma che prepara la valigia al suo bambino che va in vacanza.Questo era il ruolo che mi era stato attribuito, che mi sono fatta attribuire, del quale all'inizio mi sentivo gratificata (pensa te!), mi sentivo amata per quell'attribuzione (!), poi col tempo capisci che te o un'altra sarebbe stato lo stesso, un ruolo di moglie-madre per il quale ho lottato anni per cambiarlo, ma non c'è stato versi malgrado la mia visibile sofferenza anche fisica. Sono una della tante donne che lavorano molto, appassionata del proprio lavoro della propria professione... ma naturalmente lui questo lo ha sempre ignorato, non era importante e dovevo comunque arrivare a fare tutto, perché se non lo facevo io nessun altro se ne sarebbe occupato. Non mi è stato risparmiato niente, dall'installare un'adsl, a fare la spesa, a cucinare, occuparmi della casa, occuparmi di lui, a organizzare e prenotare le vacanze, per non parlare dell'aspetto economico... più i miei impegni universitari prima, il mio lavoro totalizzante dopo... nessuna fatica, di nessun tipo in questi anni mi è stata risparmiata, né fisica né di altro tipo... e non sono neanche una persona che si può permettere di fare molti sforzi fisici visto che ho subito una grave incidente a 19 anni di cui porto ancora le conseguenze... ma a lui non è mai interessato. Perché lui poverino non ce la faceva. Punto.Quanto gli piaceva essere il poverino della situazione, essere compatito, però è stato furbo da trovare la persona giusta per poterlo fare... un ballo a due perfettamente sincronico fino al mio crollo! Adesso mi chiedo se forse non era veramente solo questo che voleva da me, un ruolo di madre-geisha... Punto. Naturalmente non lo saprò mai, se n'è andato o meglio l'ho accompagnato fuori dalla mia casa, con sua grande resistenza passiva, ma senza una motivazione valida perché avessi qualche dubbio per riprovare, ha subito la mia decisione come ha fatto con le mie frustrazioni in questi anni, ma naturalmente non ha mosso un dito perché cambiassi idea o per recuperare il rapporto, questo mai.La cosa bella è che è apparso a tutti come se io fossi la decisa a chiudere e lui l'uomo innamorato di cui mi sono voluta liberare. Adesso sono passate 10 settimane quando se n'è andato, o meglio da quando l'ho accompagnato fuori dalla mia casa, e dopo un senso di enorme liberazione, adesso sono caduta in depressione... è veramente molto dura, mi vergogno a dirlo ma mi sento molto sola, sento la mancanza di quest'uomo che in dieci anni non ha preso nessuna responsabilità nei miei confronti, nessuna ferma decisione o dimostrazione che fossi il suo futuro, come quello negli ultimi anni di negarmi di avere un figlio, una famiglia (adesso posso solo dire, per fortuna!), sento la mancanza di una persona che in parte è stato un carnefice, con la sua indifferenza, le sue chiusure, i suoi silenzi, la sua indecisione a prendere qualsiasi decisione sul nostro futuro (anche sul suo in verità), se non, dopo otto anni di mia insistenza, quello di trasferirsi a Firenze per una convivenza ovviamente fallimentare, con la sua debolezza e trascuratezza nei miei confronti... eppure si sente la mancanza anche di una persona così... Sono in analisi da otto mesi da un medico psicoterapeuta con il quale sto affrontando tutto quel mondo sommerso che mi ha permesso di farmi umiliare così, che mi ha permesso scambiare un calesse per vero Amore!... e pensare che nelle poche volte che abbiamo avuto contatti in questi due mesi non smette di dirmi che sono la persona più importante della sua vita, che sono una persona eccezionale, che mi vuole bene, che sono la persona a cui vuole più bene in assoluto, continua a chiamarmi con i miei tanti nomignoli...non smette di fare leva su ciò su cui sono più sensibile: quel vuoto, quel vuoto affettivo, che ancora non ho accettato non potrà mai essere colmato più da nessuno... ed io, come stasera, vorrei solo morire per non sentire più quelle parole che sono state solo parole al vento... un vento durato dieci anni. E passo dalla disperazione della sua perdita al rancore per la superficialità dell'inconsistenza del suo dire. Spero tanto che se qualche altra donna (ritengo ma non solo io, che questi atteggiamenti siano prettamente femminili) leggendo si riconosce in molti tratti di questa mia storia, consideri di interrogarsi su quel mondo sommerso che ci annega lentamente facendoci piano piano morire e ci fa accettare di amare enormemente uomini per noi sbagliati, egoisti, irresponsabili, irrisoltie immaturi.... sono decisamente molto pericolosi per donne come noi.Un carissimo saluto al Dott. Roberto Cavaliere per il suo enorme contributo con questo sito e con il suo lavoro, al problema delle Affective Addiction... Mi auguro che presto ci possa essere un seminario a cui poter partecipare.Grazie per avermi ascoltata.Fri

mercoledì, ottobre 10, 2007

TRADIMENTO MORALE

Rosy Età: 26 Salve, nonostante la mia giovane età avrei cosi tante cose da dire..sono vittima di una dipendenza d amore, nonostante i miei tormenti i dolori le amarezze subite da lui..nn riesco a nn chiamarlo,facendomi più male.La nostra è una storia iniziata 4 anni fà, una favola, anche se x molto tempo disturbata dalla sua inutile possessività, tra liti e amore abbiamo fatto tantiprogetti tra cui il matrimonio, che dovrebbe essere vicino, ma in realtà èlontanissimo dall'entusiasmo con cui ne parlavo, fino a sei mesi fà.Abbiamo iniziato a litigare anche senza alcun valido motivo, a farci male adirci cose che in realtà nn pensavamo, e io ho avvertito da subito ogni suominimo cambiamento, distacco, purtroppo anche il mio fisico ne iniziò arisentire, ho perso 10 kg nel giro di niente, sn dventata fragile siapsicologicamente che fisicamente..solo perchè il mio istinto mi diceva chequalcosa nn andava, lui aveva sempre cercato sicurezza in me, mi vedeva forte epoco innamorata, a volte soffriva per niente. In realtà ero solo una ragazzatranquilla e finalmente sicura di avere accanto una persona degna del mioamore..tutto questo però è stato distrutto nonostante lui abbia continuato afare progetti con me, comprare casa, mobili, prestiti, cercando di farmifelice. Contemporaneamente alle nostre ultime liti ha tradito la mia fiducia,ho scoperto che da circa 2 mesi quasi giornalmente si sentiva con una suacollega, la chiamava più volte e nn capisco perchè la chiamava pure di notte,mentre io invece sentivo che qualcosa nn andava e soffrivo già senza sapere chic fosse dietro.Non è stato lui spontaneamente a raccontarmelo, soffrivo ma sentivo che dovevoscoprire cos è che gli aveva dato quella sicurezza, cos è he lo allontanava dame. Dietro questa scoperta c è da dire che tutti i suoi colleghi con cui tra laltro uscivamo sanno tutto di noi, delle nostre liti, del nostro matrimonio, tutti compresa lei, l unica collega mai vista.Quella sera che l ho scoperto stavo malissimo, e ho sbagliato tanto a nn lasciarlo, forse si sarebbe reso conto maggiormente della umiliazione e dolore che mi ha dato. Per non perderlo ho creduto che cn lui vicino, avrei superato questo tradimento, che lui chiama "TRADIMENTO MORALE" dice di non esserci mai stato a letto con lei, ma semplicemente si trovava bene a parlare perchè lo capiva..mentre io nn lo capivo più. Sostiene di nn aver mai pensato didistruggere ciò che insieme abbiamo costruito. Purtroppo l ho scoperto da due mesi, e non ho pace, la notte mi sveglio penso e ripenso, e non ho più fiducia in lui perchè ho sofferto molto e sto ancora soffrendo. Ora lo assillo, lo controllo..sono malata di lui, tanto che gli dico sempre ciò che penso anche in modo brusco..gli dico che nn sono felice, che vorrei di più. Premetto che dopo questa situazione lui ha acellerato pure i tempi sugli ultimi preparativi, come a darmi dimostrazione di nn avere dubbi su ciò che vuole. Ora siamo litigati potrebbe essere l ultima lite, quella che cala un velo ietoso al nostro amore, ai ns progetti, dopo i miei ultimi assillamenti dice di nn poterne più, che io ormai vivo di fantasmi, e che nn possiamo vivere cosi. Io lo sò, nn sono felice penso troppo a quello che sò, e a ciò che si può costruire sopra in questi casi, e mi complico la vita. Il matrimonio e ormai vicinissimo, e ho paura, paura di nn riuscire a superare questa delusione, questa ormai credo perdita di lui e, soprattutto ho paura per la mia salute perchè tutta questa situazione, mi chiude l appettito, tanto da nn venirmi fame e nn riuscire pur volendo farlo per me stessa a non ingoiare. Scrivere queste righe mi ha aiutato molto, e spero di ricevere tanti consigli per nn sentirmi sola, perchè di lui c è da dire pure che è riuscito ad allontanarmi dal mondo intero, facendomi sentire al centro del mondo solo con lui vicino.

MAL D'AMORE A 50 ANNI

silvana Età: 52 Sono vedova da 25 anni, ho 2 figli (25 e 30 anni). Sono impiegata statale soddisfatta del mio lavoro. Ho da 7 anni un compagno,separato con 3 figli. Questi vivono a.... e il mio compagno due-tre volte l'anno va da loro e si trattiene circa due mesi per volta. Fin qui niente dimale ma ho scoperto che quando è lì si trasforma: la notte chatta, visita siti porno, contatta al cell. "signorine-bene", insomma viene fuori una doppia personalità! Io so queste cose perchè sono una grossa ficcanaso e controllo tutte le sue cose... non posso dirgli che so perchè equivale a chiudere la nostra storia ma non ce la faccio piu! Ho il sistema nervoso a pezzi e quando al cell mi dice che mi ama e gli manco vorrei tanto esplodere e dirgli che è un maiale ma non posso, lo perderei! Sono in un circuito chiuso dal quale non posso uscire! Vi prego aiutatemi, datemi una mano.... mal d'amore a 50 anni è atroce! Grazie