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martedì, novembre 01, 2011

LA BAMBINA CHE E' IN ME' E' PIENA DI FERITE E DOLORI

Lelly Età: 36
Salve!
La contatto perchè vorrei uscire da un\'incubo...da premettere che ho visitato il suo sito accuratamente sulle diverse problematiche e mi rendo conto sempre di più che il problema alla base di tutti noi è quasi sempre legata agli affetti familiari.Capisco sempre di più che la bambina che è in me non mi ha mai abbandonata,perchè ancora piena di ferite e di dolori.

Sono andata via di casa molto presto(anche se i miei non volevano)lavoravo mi divertivo ero allegra,ma appena m\'innamoravo entravo nel labirito(dipendenza affettiva)poi dimenticavo il tutto...incontravo un\'altro ragazzo e la storia si ripeteva,un circolo vizioso che mi ha trascinata sino all\'età di 36 anni...Come lei cita in alcuni suoi articoli...i miei compagni il più delle volte erano,uomini con problematiche anch\'essi di dipendenze...Mi sono resa conto che ho sempre rifiutato uomini\"normali\"che potevano darmi un futuro...sempre attratta dai peggiori...Mio padre è un\'ex alcoolizzato,mia madre perse la madre all\'età di 5 anni e aveva sempre rancore nei confronti di mio nonno(materno)al punto che quando morì,disse che non riusciva ha versare nemmeno una lacrima...Mio fratello è dipendente al gioco e anche lui dipendente affettivo...Ritornando a me,finchè ero fuori di casa,non accusavo ancora o meglio non ammetevo questo mio problema...ma quando sono dovuta ritornare a casa per la salute di mia madre,ho avuto forti stress...Va bene dicevo a me stessa che ero forte e che sarei andata avanti...conosco un uomo vivo una relazione di 4 anni,ovviamente come mio solito,finita nel peggiore dei modi...vado ancora avanti dimentico e incontro un\'altro un mio ex...ovviamente chi poteva essere Il Principe Nero il peggiore di tutti...all\'inizio non lo volevo,non ero convinta e poi ci sono cascata per i suoi racconti di favole,inganni e bugie...Dopo aver scoperto che faceva uso di sostanze lo mollo e poi lo cerco,lui mi molla e io lo cerco e il circolo vizioso continua ancora oggiAggiungi un appuntamento per oggi...Una storia inutile ma che mi metto in testa di volerlo aiutare...come se i miei problemi non bastassero...Lui 42 anni si droga da 25 anni che speranza c\'è?Impossibile ed io continuo,perchè?Perchè anche lui ha sofferto nell\'infazia il dramma della separazione dei genitori...visitando il sito ho scoperto che lui è affetto da Disturbo Bordeline della personalità...Insomma come devo fare per uscire da questo labirinto?Sono una donna creativa,amo scherzare,dipingere...e ora sono completamente NULLA.Cosa devo fare?Mi può aiutare?Sino a ieri ero convinta poi lo messaggiato chiamato...voglio andare via di casa e iniziare una nuova vita,ma non so da dove iniziare,anche se sono alla ricerca di un lavoro e soffro perchè non voglio lasciare mia madre che ha bisogno di me...ma stare a casa con i miei mi uccide...Appena posso economicamente la chiamo per una consulenza privata che mi sono messa in testa di trascinare anche lui,con l\'aiuto del padre...Sono diventata completamente apatica nei confronti della VITA...eppure chi mi conosce non ci crederebbe per tutto questo mio disagio...ho sempre dato coraggio agli altri e sempre sorriso...Sono completamente legata da me stessa...e voglio anche aggiungere una cosa,che frequentando lui,non solo lo ringrazio per aver scoperto questo mio problema ma,lo capisco perchè mi sento una drogata quanto Lui...La salita è veramente lunga...

lunedì, giugno 21, 2010

L'ILLUSIONE DI CAMBIARE L'ALTRO

Salve Dottore,
ieri ho riletto alcuni brani di "donne che amano troppo" e "il narcisismo-identità rinnegata".
Ormai non posso più negare che durante il mio matrimonio ha sviluppato una patologia: la dipendenza affettiva" e che la mia storia familiare ne aveva gettato le basi.
Se ho scelto mio marito come compagno non è stato un caso...abituata com'ero all'indifferenza alle mie esigenze emotive, non ho compreso che quel tipo di uomo non mi avrebbe resa felice. Al disagio ero talmente abituata che tutte le qualità di mio marito mi sono sembrate la soluzione a tutto. E' un uomo forte, onesto, obbiettivo e generoso e nella mia "scelta" la forte componente "mentale" che mi contraddistingue, ha deciso: era lui l'uomo della mia vita e me ne sono innamorata.
Lo vedevo e lo vedo un uomo troppo intelligente per non trovarlo capace di venire incontro alle mie istanze emotive. L'illusione di cambiare l'altro è tipica delle "dipendenti affettive". Oggi so che non si può sperare di avere quello che non c'è. Ho sperato per anni e sono crollata 2 volte, ma solo sotto il peso di eventi forti. Poi riprendevo sistematicamente a sperare e a soffrire in silenzio.
In realtà non ho fatto altro che sostituire le persone: lui al posto dei miei genitori...ma sostanzialmente è stato lo stesso gioco. Richesta tacita di comprensione senza la forza di far nulla per cambiar le cose. Potevo solo esser brava e sperare di esser vista.
Inizialmente con mio marito ho avuto addirittura sollievo, perchè con l' appoggio di mio marito, mi sono liberata dalla "dipendenza" da mia madre. Oggi alle sue mancanze reagisco ed è merito della forza attinta dal matrimonio.
Oggi però ho un'altra consapevolezza: mio marito ha dei tratti caratteriali "narcisistici" e lui non cambierà, non può.
Il nostro incontro non fu casuale: al narcisista serve una dipendente affettiva ed il prodotto è una co-dipendenza. Lui vuole chiamarlo amore...ma forse non lo è.
In altri termini me lo aveva già detto lei qualche tempo fa:" lui non cambierà, passerà da una passione all'altra. Lei non lo avrà mai come lo desidera: prendere o lasciare."
Ma allora mi mancava una consapevolezza: la mia "dipendenza affettiva".
Che qualcosa non andava in me l'ho capito dopo quello schiaffo, dovevo reagire e sottrarmi, ma mi mancavano le forze. Per questo sono venuta da lei.
Dottore, sono passati 6 mesi da allora ed oggi è tutto molto più chiaro, le cose hanno un nome, un origine e una spiegazione ma la via per venirne fuori resta per me troppo difficile!
Sto sicuramente migliorando, incomincio a dire qualche no, ma non so se riuscirò a venirne fuori.
Se persistono le condizioni che hanno permesso l'insorgere della "patologia" resta difficile guarire. Adesso nel gioco ci sono anche 2 figli ed è tutto più complicato. Oggi mi sento debole e lo vedo, ma devo esser responsabile per i miei figli. A loro serve una madre ed un padre presenti e sereni per non fare guai pure a loro. I genitori possono anche non stare insieme, ma devono esser equilibrati. Io e lui non lo siamo.
La mia vita è andata cosi...non do colpe a nessuno, neppure a me stessa...la vita decide per sé.
Ma io sono stanca e voglio liberarmi da questo peso che mi attanaglia, questa infelicità che mi annichilisce.
Piccoli passi li ho fatti, ma la vetta la vedo troppo lontana ed ho spesso paura di cadere e ruzzolare di nuovo a valle.
Con stima e affetto
Cinzia

domenica, dicembre 13, 2009

SONO DIVENTATA CODIPENDENTE ?

Chi Età: 35 Sono assieme al mio ragazzo da 5 anni.
Non ho storie difamiglie disfunzionali o altro alle spalle, ma sono stata educata a seguire valori importanti, quali il rispetto degli altri e la generosita'.Ho avuto qualche storia importante prima del mio attuale ragazzo e guardandomi indietro, non credo che fossero storie di dipendenze (o codipendenze affettive).
Da due anni il mio ragazzo soffre di depressione, l'anno scorso ha iniziato a curarsi da uno psicoterapeuta e ad assumere antidepressivi. Le cose sono notevolmente migliorate, ma io in questo periodo mi sono lentamente annullata.Per stargli accanto ho trascurato famiglia e amici, facendo salti mortali sul lavoro (sono infatti spesso in viaggio). Ora il mio ragazzo ha quasi completato un master (deve solo fare la tesi) e gli hanno offerto un lavoro che, nel nostro campo, e' considerato l'apice della carriera...e lui cosa fa? Ha avuto una discussione con il prof della tesi e da quel momento ha deciso di non fare piu' la tesi e di rifiutare il lavoro (al momento lavora per una azienda, ma ha gia' dato le dimissioni, finira' di lavorare la' a fine settembre). Inutile dire che io mi sono sentita svuotata, il mio primo pensiero e' stato:io non ce la faccio, non ce la faccio piu', mi sono poi ritrovata a scrivere ad un'amica: "Il problema e' che un po' mi sento in colpa…..in teoria i momenti in cui si dovrebbe poter contare sulla persona che si ama sono proprio i momenti difficili….ma fino a che punto si puo' arrivare? E' (moralmente)giusto tutelare se stessi e la propria salute?"Ora sono via per lavoro e se non lo sento, mi viene l'angoscia, lo chiamo 10volte al giorno per tentare di capire se e' rinsavito, se non risponde mi viene il batticuore....la cosa mi ha spaventato e, dopo aver letto il suo articolo, ho deciso di ridurre le telefonate e tentare di "godermi la vita"anche se non so come sta lui.
Mi chiedo: sono diventata o sto diventando co-dipendente? E' moralmente giusto lasciare la persona che si ama in balia di se stessa o sono io che non riesco a fidarmi del fatto che lui sia in grado di rimettersi in piedi a modo suo e da solo?

domenica, febbraio 08, 2009

AFFERMA CHE SONO IO IL PROBLEMA

Silvietta Età: 29 Situazione lavorativa e familiare: bloccata da 5 anni all'università: mi mancano 2 soli esami più tesi, vivo ancora in famiglia, un misero lavoretto saltuario perchè i miei non vogliono che io lavori ma che studi ma non ci riesco. genitori iper protettivi che non mi lasciano uscire di casa neanche per prendere un caffè, da sempre sono stati così, ora di più perchè sono sempre più "preoccupati per me", ma la loro ossessione nei miei confronti ho notato che peggiora di gran lunga la mia "resa" in tutti i campi.. e non riesco così a sentirmi responsabile delle mie scelte, al contrario ho una "guida" che mi chiude, invece di capire le mie esigenze. una grande avversità con mia madre, persona rigida e sempre dedita al dovere e al controllo degli altri con forte pregiudizio verso tutti coloro che la pensano diversamente da lei. Mio fratello, apparentemente più bravo e non ribelle ha sempre rifiutato in silenzio il suo troppo controllo ed è scappato di casa e non lo sento da tempo ma so che si è ritrovato in una situazione infelice pur di non stare a casa. lei, mia madre che avrebbe voluto vedere in me, figlia donna, il suo prolungamento, del suo modo di fare, pensare, vivere, e non potendo vedere riflessa lei in me, mi ha sempre ritenuto " non degna di essere sua figlia" e ha sempre detto che la cosa peggiore che le sia capitata è stata la nascita dei suoi figli, in particolare la mia, in quanto donna. La figura di mio padre è completamente assente, sottomessa a quella di mia madre. Non c'è dunque comunicazione, sono l'alieno da osservare, controllare, l'unico pensiero della loro vita.
situazione affettiva: ho avuto sempre accanto persone con problemi affettivi con situazioni alle spalle più o meno gravi. quando ero più giovane tendevo molto a fare la mamma, l'infermierina della situazione..poi la tipologia d'uomo che mi sceglievo accanto peggiorava tanto da ritrovarmi con persone con problemi sempre più gravi. Relazione quella attualmente difficile per me da troncare del tutto, dura da 3 anni, con una persona con una famiglia disastrata alle spalle, suicidi, alcolismo e tossicodipendenza. E una madre che pensa di avere sempre il controllo della situazione e e una risposta per tutto, dato che è l'unica che non ha problemi di questo tipo ma credo che anche lei sia co-dipendente. Questo ragazzo di cui io ho ancora questa affettività che non riesco ancora a mettere una fine è più "normale " rispetto agli altri componenti familiari, dunque la madre punta molto su di lui che è riuscito a laurearsi e a mantenersi fuori casa con mille pazzi lavori che non c'entrano conla sua laurea, che è stata una scusa per andarsene via di casa.Lui è il cocco della mamma dunque ma la mamma non vuole rendersi conto che anche lui fa uso di sostanze molto pesanti che gli recano dipendenza.Nonostante sia apparentemente un ragazzo brillante, pieno di stimoli, eclettico, molto ragionevole e con una forte empatia verso gli altri. Praticamente io non conosco lui chi sia in realtà perchè ogni volta che è carino con me non so se è lucido o fatto, se è arrabbiato non so se è in astinenza ecc.. D'altro canto un giorno io alla madre gli ho fatto capire indirettamente che forse era il caso di non assumergli troppe responsabilità, in quanto anche lui in realtà fragile, l'ho avvertita, lui ovviamente mi ha odiato anche perchè è super convinto di poter gestire questa droga e di usarla solo come medicina.. la madre appena ha sentito quanto le ho detto mi ha escluso dalla sua vita..anche perchè tutte le mie richieste da co-dipendente ( quindi malate anche le mie di richieste) di ricevere continuamente amore, non venendo soddisfatte da lui, facevano crescere in lui una grande rabbia, sensi di colpa,tanto da ritrovarsi più volte a mettermi maniaddosso e giurarmi che con le altre non lo aveva mai fatto.. e alla madre ungiorno le ho fatto capire anche questo. Ha sempre detto che io sono la malata, che io mi devo curare, perchè sono io a provocargli tutta questa violenza. Effettivamente ho la certezza che con le altre non abbia mai usato violenza (ne ho la prova). Quindi mi sentivo ancora più responsabile di essere stata l'unica donna ad aver prodotto questo suo comportamento, di aver stuzzicato i suoi punti deboli tanto da trasformarlo a volte in una bestia. E' per questo motivo che ha sempre detto che sono io il problema, che sono io che devo farmi curare, e fino a poco tempo fa ha anche detto più volte che avrebbe aspettato tutto il tempo necessario affinchè io potessi diventare una persona nuova, senza pretese da lui, senza reazioni infantili e di controllo della sua vita.. pur di stare insieme .Quello che ora ci lega sono sicuramente oltre che le belle sensazioni cheabbiamo vissuto insieme e la nostra condivisione di passioni e interessicomuni, una voglia profonda di continuare a stare insieme ma non in questomodo, senza ripetere questi cicli autodistruttivi, ma di migliorarci,lui è migliorato per esempio nelle reazioni, non mi ha più messo le maniaddosso,( sapevo però che se non si rende conto che è anche lui da guarire,curare, avrebbe potuto rifarlo) ma è sempre stato molto infastidito da i mieiatteggiamenti codipenti ( non sempre presenti ma spesso sì), dunque questo ragazzo ha sì una forte pazienza ma gli mancha l'umiltà di capire che anche lui non sta bene, e quindi di levarsi la presunzione che l'unica persona chedeve migliorare per me stessa e poi per gli altri sono io.non vuole affrontare i problemi, appena li vede scappa anche per giorni e poimi rassicura che non è stato con nessuna donna e che mi devo fidare di lui.. e ovviamente faccio molta fatica a fidarmi in senso lato di lui dato la sua instabilità.ciò che mi chiedo dunque è: voglio un uomo così..? no, per questi suoi lati di certo no, per gli altri però sì, ma è normale che questi lati suoi non mi fanno vivere, mi rendono dipendente da questo pensiero. Quindi sono arrivata ad unpunto che vorrei avere la forza e il coraggio di chiudere, ma non so davverocome fare, ora per esempio è lui che ha deciso di lasciarmi, e spero con tuttoil cuore che non ritorni indietro sui suoi passi perchè non riesco mai a dirglidi no.fatto sta che purtroppo essendo vicini di casa è molto difficie la separazione.l e mie domande a riguado sono 2
1) credete che sia meglio che io lasci perdere definitivamente questa storia, e se sì in che modo, concreto.. del tipo, tagliare completamente i contatti ecc..perchè ripeto, sono ancora troppo coinvolta, è come se sentissi nonostantetutto di amarlo ancora
2) credete che sia un bene andare via da casa dei miei genitori e di trovare una stanza studenti a poco in un altra zona della città in modo tale anche dalevarmi dal controllo dei miei e levarmi dalla sua vicinanza per riprenderecontatto con me stessa o pensate che sia pericoloso fare adesso un passo del genere
grazie mille

venerdì, dicembre 26, 2008

AMARE TROPPO NON E' AMARE

Bella Età: 32 Ad Agosto, avevo scritto della mia "bestia" che non si era trasformata in principe (;http://maldamore.blogspot.com/2008/08/la-favola-della-bella-e-la-bestia.html#links) ad agosto avevo scritto che era tutto finito: ma oi lui è tornato. E'stata la prova d'amore che aspettavo o forse l'ho voluta leggere come tale.Così, da settembre la storia, anzi la codipendenza, ha ripreso il suo corso. Con le solite dinamiche: io faccio tutto, tanto lui esiste,e questo è sufficiente! Mi ama, ma intanto mente, mi ama, ma preferisce stare con gli amici, mi ama, ma poi progetta il futuro con me solo a parole, mi ama, ma fa molto poco per rendemi felice. Poi l'ennesima bugia, l'ultima.Quella notte ho gridato, pianto, mi sono crocefissa davanti a lui buttando fuori il mio dolore, ho tremato, ho persino "cambiato aspetto"; mi sono addormentata e poi al mattino ho visto fuori un sole bellissimo. Mi sono alzata e sono uscita: quel sole mi ha chiamato, ma in realtà mi ha chiamato la vita.Per due settimane l'ho lasciato in stand-by,per capire se era davverol'ennesima lite oppure una rottura più profonda. L'ho rivisto, ho pianto con lui, ma sono uscita di nuovo dalla sua vita a e finalmente dopo un'ulteriore settimana ho detto basta devvero. Subito mi sono detta, ma perchè ho sopportato tutto? Perchè ho sempre messo in guardia le mie amiche da situazioni simili e non ho messo in guardia me stessa?Mi sono vista dall'esterno e mi sono fatta PENA! Si,pena e anche un po' di rabbia perchè non è giusto tollerare tutto per amore,non è giusto annullarsi, non è giusto rinunciare alla propria felicità per un'altra persona. Sono uscita fuori come in trance: l'avevo lasciato,avevo lasciato la sua pelle, i suoi occhi,le sue mani, il suo sorriso,i nostri momenti,le telefonate, il fare l'amore, i sogni,tutto...avevo lasciato tutto. Sono andata di corsa a comprare "donne che amano troppo"; l'avevo già letto a vent'anni; perchè non lo avevo interiorizzato????? Mi sembrano storie troppo "forti" ed invece a quelle storie forti ci sono arrivata pian piano anche io,perchè essere codipendenti da un alcoolista,con tutti gli annessi ed i connesi... è proprio da donna che ama troppo.Ho fatto di più, ho trovato un gruppo di auto aiuto per codipendenti e fraqualche giorno andrò al primo appuntamento. Mi sento emozionata,in rinascita. Avevo paura,ma poi mi sono detta, che cavolo, il gruppo di AA per lui l'ho trovato e frequentato, non posso farlo per me!!!!!!!Ho deciso che tutto quello che facevo per lui ora lo farò per me! Mi sono fatta anche tanti regalini.E allora perchè sono qui a scrivere: perchè stasera stavo per chiamarlo! Ma non voglio caderci ancor prima di iniziare la guarigione. Perchè pensavo che il Natale senza lui è brutto...ma poi ho pensato a cosa mi mancasse: non era lui, perchè insieme l'anno scorso per Natale, a parte litigare, abbiamo fatto ben poco.Ho sempre fatto tutto io: l'albero, il presepe, l'iniziativa per i regali. Lui passivo mi veniva dietro, era felice, ma non faceva nulla! Ecco cosa mi mancava: il piacere di renderlo felice.Il piacere di dare gioia ad una persona che (secondo me!!!) non ne aveva mai provato, o almeno non così speciale come quello che stavo dandogli io. E credetemi, lasciarlo è stato come sentire mancare la terra sotto i piedi; perchè "vivere per lui" e poi non avere più lo scopo della propria vita fauna paura immensa! Ma ora non voglio una "Bestia" voglio subito il "Principe", perchè me lo merito. E' durissima davvero;tanto e per questo sono qui a scrivere; è dura soprattutto perchè il sesso andava a mille e questo ti confonde la mente e ti fa credere che sia amore.Ma come spiega anche il libro questo è normale, nelle codipendenze... Insomma...scusandomi per la sintassi un po' goffa ( di solito scrivo molto bene,ma volevo andare di getto senza pensare a far bella figura!!!), vi invito a guardarvi dentro, magari leggendo tutto il libro e navigando spesso su questo sito: perchè amare troppo non è amare!!!!!!!!!!!!!!!Lui mi ha mandato un sms: ha detto che mi aspetterà per sempre, perchè per una donna come me ne vale la pena.Io tornerò solo quando sarò guarita: ma sicuramente ormai non troverò più interessante un uomo con cui condividevo ben poco. Che Dio ci aiuti tutti ad impare ad amare davvero,ad avere relazioni sane, ad uscire da quelle malate.Grazie per avermi ascoltato e CORAGGIO!!!!!!!

lunedì, aprile 07, 2008

DIPENDENZA, CODIPENDENZA ?

alice Età: 28 Buongiorno dottore….Sono Alice, le ho scritto nell’ottobre 2006 – riferimento 123456497 – sulla codipendenza. Cosa è successo in questo tempo? Ho fatto il viaggio che volevo tanto fare.Dopo essermi lasciata con il mio ragazzo per circa un anno sono stata molto male, perché ci siamo trascinati e il dolore dopo dieci anni è stato grande! Io però ho fatto quello che forse non dovevo fare: invece di stare sola e cercare di ritrovarmi, sono caduta nel metodo chiodo scaccia chiodo con più di un ragazzo, anche solo per esperienze sessuali (che poi mi lasciavano solo tristezza addosso e voglia di piangere). Nel mentre ho raccolto coraggio e sono partita per un viaggio sola ai caraibi. Poco dopo, dopo circa due mesi dall’essermi lasciata, quando ancora, nonostante le esperienze sessuali, piangevo ogni due giorni per il mio ex e a volte lo cercavo. Il viaggio sola è stato il più bello della mia vita..un po’ per l’atmosfera di allegria del villaggio che mi faceva dimenticare le mie cose, un po’ perché ero io con me,la testa leggera e vuota, nessun problema, nessuno al quale rendere conto, soloio ad ascoltare le mie sensazioni, le foto che ho riportato a casa erano le miefoto, scattate da me con me. Ancora adesso quando le guardo mi pare di vedereuna Alice diversa. felice! Però al ritorno .. c’era la realtà. E mi succedeva una cosa: che appena tornata già pensavo a dove e quando ripartire. Nonriuscivo a godermi il viaggio fatto, mi veniva l’ansia e volevo ripartire digià per quello dopo. E non capivo cosa cercavo né perché volevo ripartire ne sevolevo andare sola o cosa. Ho continuato con relazioni leggere e che nonportavano a niente, e non sono riuscita a mettere un telo nero sul fantasma delmio ex…anche perché sono ancora a vivere nella ex nostra casa. In questi mesisono cambiata – dicono – sono più dura, sono meno sentimentale e più frivola,più stupida se vogliamo dire anche dal lato relazioni sessuali, ma è l’apparenza, scherzo sempre e mi metto questa maschera di “festa” addosso nonso perché, perché in realtà sono molto triste e insicura…Con mio papà, per mesie mesi non rispondevo più nemmeno al telefono, volevo isolarmi e non avere piùpressioni, lui per molti mesi ne ha fatto una crisi, poi ha capito un po’, orasta di nuovo cadendo in forte depressione (dice che non ha più ragioni di vitasenza di me, non mangia etc). Mia mamma…la vedo poco, e per la mia sicurezza èmeglio così. Mia mamma fa la sua vita sconclusionata e fuori dalle regole, hatutti i problemi con i suoi 1000 uomini e cause di tribunale e cose varie che ame non racconta ma che io so che ci sono, e quindi io non ne parlo lei non puòparlarne, io preferisco non sapere per non avere problemi come quando eropiccola se per caso ci finissi in mezzo, lei non può dire. (le ricordo che hovissuto con mio papà dai 4 anni in poi e che i miei genitori hanno divorziatoche avevo un anno – ma mia mamma aveva questa vita di stravizi e casini, quindinon ha fatto la mamma) E’ passato poi un po’ di tempo e a settembre del 2007ero ancora inquieta, con voglia di scappare via, chissà dove chissà con chi,voglia di capire che posto ho nella vita, voglia di capire che cavolo è questairrequietezza, cosa c’è che devo fare che non ho fatto per essere felice, qualeè la mia strada, come si calma questa ansia e non felicità che sento e da doveviene, così in due e due quattro ho prenotato da sola 5 notti in un ostello aBarcellona. Io sola, in una città straniera, nessun villaggio vacanze dove seisicuro, io con me sola. Già sull’aereo respiravo diversamente. E’ stato ancorapiù bello dei caraibi. Un viaggio stupendo. Ero proprio io! Alle otto dellamattina già ero in strada, giravo guardavo fotografavo tutto sulle mie gambe.Mi sentivo io…con tutti i pori che ascoltavano me stessa. come se non mi fossimai conosciuta prima. non so bene come spiegarglielo..giravo in ciabatte tuttoil giorno..in tutte le parti della città, nei musei, sulla spiaggia, dove ilmio cuore mi portava e solo il mio. Solo che…L’ultimo giorno ho conosciuto un ragazzo francese. Il riassunto veloce è questo. Un ragazzo col quale non riuscivo tanto a parlare, perché lui parlafrancese portoghese brasiliano e spagnolo e io nessuna della quattro. Ma civediamo ci rivediamo (faccio su e giù da Barcellona quattro cinque volte – e misentivo ogni volta su un volo per la libertà, lontana da casa, ma anche un po’spersa- e lui pure in Italia) io imparo lo spagnolo, ci innamoriamo (luitantissimo io penso di si – almeno mi sentivo innamoratissima). Alla fine luisi trasferisce in Italia a casa mia, trova lavoro e in programma c’è che trovianche il suo appartamento dove vivere solo, di modo da fare le cose senza farepassi più lunghi della gamba. Io sono spaventata quando mi dice che sitrasferisce, sono pronta?Insomma…siamo insieme da 4 mesi e viviamo insieme da 2. Ora è assunto, e cercail suo appartamento. Lo cerca perché sono io che sono altalenante. Sennò rimarrebbe a vivere con me perché è innamoratissimo. Io pensavo di esserlo, macosa mi succede? Mi succede ora come col mio ex. Un giorno sento che lo amo, ungiorno non sento il sentimento. Un giorno ce l’ho con lui per nulla, un giornoho paura di perderlo e sono gelosissima (ma non me ne da motivo). Un giorno misento soffocare, un giorno mi manca. Non ha niente che non va, a parte il fattoche è geloso…è insicuro…ha paura di perdermi…ha bisogno di tanto amore….dàtantissimo amore….fin troppo……a volta mi fa sentire in colpa se non gli doattenzioni….insomma è uguale a me….ha le mie stesse insicurezze…..e questo daun lato è un punto di forza….perché ci conosciamo….dall’altro…Ha sempre voglia – bisogno di viaggiare. Come me. Solo che lui vuole farlo conme, io inizio di nuovo, come negli ultimi tempi col mio ex, a sentire che voglio andar via da sola, non so perché, mi sento ingabbiata. Siamo andati in Portogallo a trovare suo padre tre giorni, io al secondo giorno avrei voluto scappare via o essere in quel posto ma da sola. Lui mi dice che sono la donnadella sua vita, io scapperei via….Poi magari il giorno dopo mi pare di amarlo alla follia….forse lo idealizzo, forse mi voglio auto convincere di aver trovato l’uomo della mia vita perchénon accetto e non trovo risposta al mio disequilibrio..? Solo che più passano i giorni più lui è innamorato, e è in Italia per amore mio, e più io mi sento in un caos mentale…dimagrisco e sono tesa tesissima. Non sono più seguita da una psicologa, conosco forse un po’ il mio problema di dipendenza, o immagino sia una cosa simile, non lo so!Grazie ancora anche solo per l’ascolto, Alice.

domenica, ottobre 14, 2007

SONO STATA GEISHA E MADRE

Vi scrivo per sfogo ma anche per solitudine, nella speranza che la mia storia possa essere di aiuto ad altre donne come me... Alcuni ci definiscono 'Donne che amano troppo', cito il nome di un libro molto famoso che spesso è nominato a giusta causa in questo sito... Sono una delle tante donne provenienti da situazioni familiari disastrose, carenze affettive, emotive, privazioni, umiliazioni, violenza... Vengo da una famiglia che è stata molto agiata, quella che faceva parte della borghesia di qualche anno fa, da due genitori colti, molto colti, preciso questi aspetti perché a volte si pensa erroneamente che certe cose succedano esclusivamente in contesti apparentemente degradati o malsani... invece qui, malgrado l'apparente rispettabilità della mia famiglia, il degrado c'è e c'è stato, ma interno, sotterraneo, nascosto.Ho avuto due genitori assolutamente inadeguati, narcisisti, superficiali, cattivi e aguzzini... entrambi, ritengo, con problemi psichiatrici, e che malgrado ad oggi sembri il contrario (visto che sono separati) sono sempre andati all'unisono.Ho avuto due genitori che se solo avessi ritenuto giusta la legge italiana, e mi fossi sentita tutelata dalla stessa, li avrei denunciati insieme a mia sorella (per fortuna ho una sorella più giovane) e forse sarebbero ancora entrambi in galera.Non vedo quello che purtroppo biologicamente è mio padre da 16 anni, continuo invece ad avere contatti con quella che è mia madre, una madre- sorella che ad oggi non riesco a capire come abbia potuto permettere certe cose. Ho 35 anni e solo qualche giorno fa sono riuscita ad ammettere che ho avuto due genitori che purtroppo non mi hanno mai amata come tali, che non mi hanno voluto bene, ma che mi hanno tratta, ci hanno trattato, vale anche per mia sorella, solo come uno dei tanti oggetti che hanno distrutto o che hanno lasciato per strada. Ho 35 anni e mi sono separata ad agosto 2007 dopo 10 anni di relazione e 20 mesi di convivenza dalla persona che ritenevo fosse la persona che mi abbia amato più di tutti al mondo... peccato che le uniche persone che dovrebbe amarci veramente senza riserve sono i nostri genitori, e noi stessi... solo oggi dopo tanti anni lo capisco e sto cercando impararlo.Ho 35 anni è ho lottato molto per essere la persona che sono, per dinstiguermi in tutto e per tutto dalla mia famiglia, per essere una donna indipendente (credevo), una professionista nel mio lavoro, una gran lavoratrice, una compagna quando serviva, una madre (purtroppo) che risolveva, un'amante quando mi si richiedeva... Credevo di essermi riscattata dal letame da dove venivo, perché come dice De Andrè “...dal letame nascono i fiori...”... e vi assicuro che è proprio così... e invece mi ritrovo a 35 ad avere investito 10 anni della mia vita, la mia giovinezza, la mia bellezza, il mio talento, sulla persona sbagliata, ad avere dato tutto l'enorme amore che c'è dentro di me ad un superficiale, un egoista, ad un caso umano peggio me... A volte quando siamo abituate a certe cose si cercano e si accettano cose simili anche se negative, perché sono quelle che ci sono più familiari. Forse qualcuna si potrà riconoscere nella descrizione che darò di questo grande Amore, tanto grande quanta la sofferenza che lo ha sempre accompagnato. E' sempre stata una relazione che non ha mai avuto mezze misure nel bene e nel male, fin dall'inizio sono stata ossessionata da lui, prima dalla folle gelosia, poi dal sesso... pazzesco... bellissimo... poi dalla preoccupazione che mi derivava dai suoi problemi: insoddisfazione, dipendenze, stati altalenanti dell'umore, indecisione su tutto, estrema pigrizia, immaturità...poi dall'impresa di cercare di salvarlo (ero convinta che con il mio grande Amore sarei riuscita a renderlo una persona migliore! Perché lui era migliore!), poi sono passata alla frustrazione della sua indecisione nei confronti di me e della nostra relazione, ecc. ecc. ecc... e così sono passati 10 anni... tra una luna di miele durata due anni e mezzo facendo continuamente l'amore, simbolo di un'enorme, fatua estrema felicità, alle sue tante fughe(abbiamo vissuto in città diverse per 8 anni!), alle varie rotture, nel 2001,nel 2004... ma naturalmente sono sempre tornata da lui... finché un anno fa ho toccato il fondo, tra crisi isteriche e depressive, e ho cominciato ad accettare che forse dovevo smettere di farmi umiliare così... perché capirete che queste poche righe sono solo una sintesi di dieci lunghi anni di vita...Dieci anni. Io non so ancora se sono mai stata il suo futuro, sento come se avessi fatto tutto da sola... fino all'ultimo... è una persona assolutamente dipendente, fa parte di quegli uomini che se non hanno la fidanzata che gli risolve la vita, c'è una madre lì pronta in suo soccorso o chiunque altro, va bene chiunque, non c'è problema... così ho terminato la mia relazione con lui cercandogli una nuova casa, accompagnandolo a sceglierla (visto che la settimana prima di andarsene ancora non sapeva dove andare), preparandogli meticolosamente e con amore tutta la sua roba... Come la mamma che prepara la valigia al suo bambino che va in vacanza.Questo era il ruolo che mi era stato attribuito, che mi sono fatta attribuire, del quale all'inizio mi sentivo gratificata (pensa te!), mi sentivo amata per quell'attribuzione (!), poi col tempo capisci che te o un'altra sarebbe stato lo stesso, un ruolo di moglie-madre per il quale ho lottato anni per cambiarlo, ma non c'è stato versi malgrado la mia visibile sofferenza anche fisica. Sono una della tante donne che lavorano molto, appassionata del proprio lavoro della propria professione... ma naturalmente lui questo lo ha sempre ignorato, non era importante e dovevo comunque arrivare a fare tutto, perché se non lo facevo io nessun altro se ne sarebbe occupato. Non mi è stato risparmiato niente, dall'installare un'adsl, a fare la spesa, a cucinare, occuparmi della casa, occuparmi di lui, a organizzare e prenotare le vacanze, per non parlare dell'aspetto economico... più i miei impegni universitari prima, il mio lavoro totalizzante dopo... nessuna fatica, di nessun tipo in questi anni mi è stata risparmiata, né fisica né di altro tipo... e non sono neanche una persona che si può permettere di fare molti sforzi fisici visto che ho subito una grave incidente a 19 anni di cui porto ancora le conseguenze... ma a lui non è mai interessato. Perché lui poverino non ce la faceva. Punto.Quanto gli piaceva essere il poverino della situazione, essere compatito, però è stato furbo da trovare la persona giusta per poterlo fare... un ballo a due perfettamente sincronico fino al mio crollo! Adesso mi chiedo se forse non era veramente solo questo che voleva da me, un ruolo di madre-geisha... Punto. Naturalmente non lo saprò mai, se n'è andato o meglio l'ho accompagnato fuori dalla mia casa, con sua grande resistenza passiva, ma senza una motivazione valida perché avessi qualche dubbio per riprovare, ha subito la mia decisione come ha fatto con le mie frustrazioni in questi anni, ma naturalmente non ha mosso un dito perché cambiassi idea o per recuperare il rapporto, questo mai.La cosa bella è che è apparso a tutti come se io fossi la decisa a chiudere e lui l'uomo innamorato di cui mi sono voluta liberare. Adesso sono passate 10 settimane quando se n'è andato, o meglio da quando l'ho accompagnato fuori dalla mia casa, e dopo un senso di enorme liberazione, adesso sono caduta in depressione... è veramente molto dura, mi vergogno a dirlo ma mi sento molto sola, sento la mancanza di quest'uomo che in dieci anni non ha preso nessuna responsabilità nei miei confronti, nessuna ferma decisione o dimostrazione che fossi il suo futuro, come quello negli ultimi anni di negarmi di avere un figlio, una famiglia (adesso posso solo dire, per fortuna!), sento la mancanza di una persona che in parte è stato un carnefice, con la sua indifferenza, le sue chiusure, i suoi silenzi, la sua indecisione a prendere qualsiasi decisione sul nostro futuro (anche sul suo in verità), se non, dopo otto anni di mia insistenza, quello di trasferirsi a Firenze per una convivenza ovviamente fallimentare, con la sua debolezza e trascuratezza nei miei confronti... eppure si sente la mancanza anche di una persona così... Sono in analisi da otto mesi da un medico psicoterapeuta con il quale sto affrontando tutto quel mondo sommerso che mi ha permesso di farmi umiliare così, che mi ha permesso scambiare un calesse per vero Amore!... e pensare che nelle poche volte che abbiamo avuto contatti in questi due mesi non smette di dirmi che sono la persona più importante della sua vita, che sono una persona eccezionale, che mi vuole bene, che sono la persona a cui vuole più bene in assoluto, continua a chiamarmi con i miei tanti nomignoli...non smette di fare leva su ciò su cui sono più sensibile: quel vuoto, quel vuoto affettivo, che ancora non ho accettato non potrà mai essere colmato più da nessuno... ed io, come stasera, vorrei solo morire per non sentire più quelle parole che sono state solo parole al vento... un vento durato dieci anni. E passo dalla disperazione della sua perdita al rancore per la superficialità dell'inconsistenza del suo dire. Spero tanto che se qualche altra donna (ritengo ma non solo io, che questi atteggiamenti siano prettamente femminili) leggendo si riconosce in molti tratti di questa mia storia, consideri di interrogarsi su quel mondo sommerso che ci annega lentamente facendoci piano piano morire e ci fa accettare di amare enormemente uomini per noi sbagliati, egoisti, irresponsabili, irrisoltie immaturi.... sono decisamente molto pericolosi per donne come noi.Un carissimo saluto al Dott. Roberto Cavaliere per il suo enorme contributo con questo sito e con il suo lavoro, al problema delle Affective Addiction... Mi auguro che presto ci possa essere un seminario a cui poter partecipare.Grazie per avermi ascoltata.Fri

mercoledì, ottobre 10, 2007

CODIPENDENZA

Andrea, 39 anni. Dopo aver letto la sezione sulla codipendenza, vorrei portare la mia testimonianza agli altri membri di questo blog. Lei 39 anni (oggi 42), mai sposata e senza figli. Io 36enne (oggi 39enne) uscito da una brutta separazione da circa un’anno, con un figlio di 5 anni (oggi 9). Dopo le prime settimane iniziano i primi problemi: lei continua ad uscire regolarmente a due con il suo ex fidanzato, questo fatto mi da molto fastidio, e quando glielo dico iniziano le prime liti. Lei sostiene che il problema è mio perché non fiducia in Lei. Accade allora che conosce un altro uomo, e poche sere dopo ci esce, sempre a due. A questo punto Io non ci sto, e, pur rispettando le sue idee, tronco la relazione, in quanto questo modo di agire è troppo lontano dal mio modo di concepire il rapporto di coppia. A questo punto lei mi cerca, dice di aver capito, e mi convince a proseguire la relazione. Passano alcuni mesi e i problemi si ripresentano. Lei conosce uomini e ci esce a due, io rimango ferito dolorosamente e dico, se le cose stanno così.. e tronco nuovamente la relazione.
Accade allora che lei mi raggiunga sul posto di lavoro, esplode una lite, e lei mi colpisce con calci, pugni, sberle.
A questo punto è veramente finita. Non ho mai tollerato la violenza fisica, da nessuno. Accade invece che Lei mi cerchi ancora, e io riapro ancora la porta del mio cuore. Sono passati sei mesi dall’inizio della relazione. Lei continua con i suoi comportamenti, ed io continuo, incredibilmente ad accettarli. Va in ferie con le sue amiche, esce con chi vuole, ed ogni volta che provo a spiegare come mi sento, vengo sommerso da una marea di parole che neanche un’avvocato…
Inutile dire che ho tentato altre volte di troncare, ed in altre 5 occasioni sono stato pestato, ed ogni volta l’ho nuovamente accolta.
Oggi, a distanza di oltre 3 anni, sono senza lavoro, senza amici e senza fidanzata. Anche se Lei continua a telefonarmi, ma io mi sono rassegnato. Ho provato 6 volte a troncare, ma non sono abbastanza deciso e se Lei mi cerca ogni volta la riaccolgo.
Sto prendendo anti depressivi, e fatico molto in tutte le attività quotidiane che un tempo svolgevo tranquillamente. Da due anni sono in terapia, ma non riesco ad uscirne e mi vergogno molto della mia debolezza..

martedì, febbraio 06, 2007

CODIPENDENZA ?

Maxim N° di riferimento: 839433382 Età: 36 BUONA SERA DOTTORE.....
LA MIA SITUAZIONE CON LA MIA EX RAGAZZA E' QUESTA: SIAMO STATI INSIEME PER CIRCA 4 ANNI ADESSO NON CI STO' PIU'DA 2 ANNI MA E' COME SE NON RIUSCISSI A SGANCIARMI DEL TUTTO, E'UNA PERSONA SPLENDIDA ED IO L'ADORO ANCORA INFATTI LEI MI AMA MOLTO,MA NEL SUO PASSATO DI ANORESSIA E
BULIMIA MI HA FATTO PASSARE DEI MOMENTI COSI' DIFFICILI CHE ANCORA NON RIESCO A CREDERE COME ABBIA FATTO A RESISTERE PER TANTO TEMPO ASSIEME!!
LEI DICE CHE SONO UN SUO PUNTO DI RIFERIMENTO E CAPITA SPESSO CHE MI CHIAMI ANCHE ALLE DUE DI NOTTE PIANGENDO!! FORSE HO SBAGLIATO TUTTO DOVEVO ESSERE PIU' DECISO E LASCIARLA CON PIU'GRINTA... MA IN REALTA' DENTRO DI ME SENTO CHE E' UNA PERSONA IMPORTANTE FORSE E' PER QUESTO CHE NON HO MAI ROTTO DEFINITIVAMENTE LA STORIA... E POI A COSI' TANTI PROBLEMI,DA SUA MADRE CON UNA MALATTIA IMPORTANTE A SUO PADRE CHE FORSE NON LO E' MAI STATO!!! MI FA PAURA TUTTO QUESTO AMORE CHE LEI HA PER ME ANCORA, NON CAPISCO SE PER LEI E' UNA NECESSITA' ALTRE RAGAZZE MI AVREBBERO GIA 'MANDATO AL GAS...VISTO CHE FACCIO I FATTI MIEI...INVECE LEI SEMBRA MI ASPETTI SEMPRE METTENDOMI IN GROSSA DIFFICOLTA' ANCHE IN UNA EVENTUALE MIA STORIA D'AMORE.... MI AIUTI LEI.. GRAZIE DAVVERO DI CUORE!!!
E' difficile stabilire se si è amati o meno se l'altra presenta i disturbi psicologici che lei descrive. Ed il tutto porta a sviluppare, per motivi diversi, una sorta di codipendenza. A tal riguardo la invito a leggere l'articolo: http://www.maldamore.it/codipendenza.htm dove troverà diversi punti in comune colla sua storia. Saluti