giovedì, febbraio 15, 2007

CHE COSA FARE CON UN PORNODIPENDENTE ?

Michela N° di riferimento: 506144307 Età: 25 Salve, le scrivo perchè da qualche mese ho scoperto che il mio compagno visita quotidianamente siti pornografici. Ho provato a considerarlo come un gesto di curiosità, ma credo proprio che a 40 anni un uomo non abbia bisogno di soddisfare queste curiosità. Sono inoltre certa che lui non abbia problemi sessuali con me, visto che siamo una coppia molto affiatata in tutti i campi. Ho provato a parlargliene, ma lui nega di visitare quei siti, sebbene siano ben visibili nella cronologia. Vivo sempre più come un disagio questa situazione, perchè mi fa sentire un fallimento come compagna e mi fa vedere quel compagno che tanto stimavo come un malato. vorrei solo sapere se la mia è un' esagerazione o se davvero è il caso che lo lasci, visto che ho già l'esperienza di mia madre che vive con un uomo (mio padre) che è pornodipendente. Non posso immaginare la mia vita con un uomo così. Ringrazio in anticipo. Arrivederci.
Mi permetta, ma il vero fallimento sarebbe se ponesse fine alla sua relazione senza aver invitato il suo compagno ad affrontare il problema che ha. Lei non può aiutarlo in maniera diretta ma deve insistere affinchè lui chieda aiuto all'esterno. Solo di fronte a ripetuti dinieghi in tal senso è il caso di prendere in considerazione la fine della relazione. Nel frattempo la invito a visitare questo sito http://www.noallapornodipendenza.it/ dove troverà utili indicazioni. Saluti

martedì, febbraio 06, 2007

TESTIMONIANZE SUL SEMINARIO DI ROMA


Da sempre mi sono chiesta se il dolore fosse fonte di unione o separazione, oggi so darmi una risposta a tale interrogativo... IL DOLORE UNISCE. L'esperienza vissuta a Roma il 27 e 28 gennaio, è stata per me un crogiolo di emozioni. E' stato il luogo dove poter denudare la propria anima e buttar giù la maschera sine giudizio. Niente avvocati, medici, professori, impiegati.. ma solo anime.. anime nude dinanzi alle loro fragilità. Parlare di se non è cosa facile davanti a sconosciuti ma non si sa per quale alchimia l' altro diventa il tuo confidente, il tuo amico del cuore, una persona di famiglia... UNA PARTE INTEGRANTE DI TE. ... IL TUO SPECCHIO. Alla fine dei due giorni cogli il senso dell'unione. Hai dato una parte di te e preso una parte di chi ti circondava.E' stato un fluire di emozioni, di lacrime, sorrisi, di occhi che si incrociavano e volti che comunicavano nel silenzio.Ricordo gli occhi da bambino smarrito di Piero, l'imponenza di Gloria, la dolcezza di Anna, le lacrime di Tatiana e ancora la spontaneità Giulia e i conflitti interiori di Cristina. Ad Alessia invece mando tanti baci sul cuore.Cosa dire poi del dott. Cavaliere? A lui dico GRAZIE per avermi dato la possibilità di intraprendere questo cammino a tratti doloroso ma fioriero di emozioni e spunto di crescita individuale. I suoi occhi riescono a leggere cose che non tutti vedono.Ancora un grazie ed un bacio a tutti i partecipanti nonchè miei compagni di viaggio.Ro

Ciao cara Ro, anche per me quest'esperienza è stata magica. Io credo che, al di là del dolore, che certamente unisce, l'amore -in questo caso per la vita, per il desiderio di rinascita- è un fluido che si spande. Quando davanti a noi ci sono persone che sono pronte ad accogliere e non a giudicare, noi lo leggiamo attraverso gli occhi e lo percepiamo col cuore. Questa esperienza ci deve aiutare a poter vedere COME IN UNO SPECCHIO, tutti i giorni, gli altri; i cosiddetti estranei, con lo stesso sguardo aperto del cuore, perché il dolore c'è in ogni anima, anche se camuffato e ancorato nel profondo. A volte non servono neanche le parole per capirsi. Questo ci insegna ad apprezzare ancor più la vita anche nel momento tremendo della lacerazione di un dolore, la fratellanza con l'umanità che ci troviamo davanti è una grande risorsa. Grazie per avermi fatto rivedere me stessa in te, così come in tutti gli altri. Un abbraccio Pat

E' cosi facile parlare degli altri e per gli altri ma molto meno facile, a volte difficile, parlare di se e delle proprie emozioni; ma voglio farlo perchè per me è stato molto importante essere presente al seminario del 27/28 gennaio a roma.Importante perchè , nel incontrare il dolore degli altri , si capisce quanto si è fortunati; nell'incontrare il dolore piu grande degli altri ,si capisce quanto il tuo diventi minuscolo; nell'incontrare gli altri capire che non si è soli , mai, basta volere il non essere soli. E la commozione si impossessa di te e condividi pienamente lo stato d'animo di chi in quel momento si racconta.E si lascia lo spazio alle lacrime e al silenzio e non c'è imbarazzo ma solo compassione e voglia di stringere l'altro in un abbraccio che sostiene, aiuta e ti aiuta. Sono stata bene e di questo un grazie a tutti e tutte.


Cara,bello ritrovarti qui, in questo spazio circoscritto e quanto mai aperto. Hai parlato di compassione e vorrei prendere spunto per spiegare cosa vuol dire "compassione" al di là degli stereotipi che a volte ci portiamo dietro. In passato la parola compassione mi faceva venire il prurito, come se compassione volesse dire pena. Ma questa parola ha in sè anche la più alta definizione di amore: amare qualcuno per le sue grandezze e le sue piccolezze, per l'ascesa e la caduta. Amare senza barriere da cuore a cuore.Nel nostro incontro a Roma anch'io l'ho sentito questo sentimento, è cresciuto a dismisura man mano che ognuno ha sentito che ovunque si girasse non c'erano occhi che giudicassero, ma anime pronte a consolare e consolate. Un abbraccio. Pat


Le mie impressioni sull.ultimo stage sulla dipendenza affettiva che si è tenuto a Roma.Ho il ricordo dell.atmosfera che ci accomunava. Mano a mano che si concretizzavano in parole le storie di ognuno di noi, cresceva in me la sensazione di un gruppo di persone senza radici in cerca del proprio io calpestato dagli eventi. Abbandoni iniziali, violenze familiari, disconferme devastanti hanno creato una serie di .mostri., persone fragili con un io non radicato, ma estremamente sensibili ed introspettive. Ne è scaturita una razza di .senza pelle. su cui la vita ha inciso con profondità i propri segni. Più percepivo la mancanza di radicamento generale, più mi accorgevo che invece tutti noi avevamo permesso agli altri, agli oggetti del nostro amore, di .incistarsi. nei nostri cuori, fino alle più estreme profondità. Siamo terreno fertile dove attecchiscono piante di tutti i tipi, ma che non ha basi e si fonda su un substrato di sabbia. Siamo giganti con i piedi di argilla, senza radicamento al suolo. Una volta scomparso l.amore, tutto si sgretola davanti e dentro di noi: non c.è più identità, non ci sono certezze. Il corpo comincia a somatizzare dolori di tutti i generi, quel corpo che improvvisamente ci diventa estraneo perché ormai è diventato un cane senza padrone. Dopo due giorni di condivisione stentavamo a lasciarci, quasi si fosse creata una sorta di sovrastruttura di dipendenza tra noi. Lo sappiamo bene che non sopportiamo gli abbandoni e che gli addii hanno per noi un aspetto straziante. Voglio concludere ringraziando il Dott. Cavaliere per averci dato questa bella opportunità di condivisione e per averci guidato in questo percorso alcune volte doloroso ma necessario.


E'vero quello che dici, giganti con i piedi di argilla: basterebbe costruire l'edificio anziché con l'argilla, col granito, col cemento. Quando si costruisce un edificio non si parte forse dalle fondamenta? Da lì che dobbiamo partire, se ci sono crepe o solai instabili, l'edificio sarà a rischio di crollo alla minimo movimento tellurico; come ingegneri dobbiamo visitare le nostre fondamenta e tirare fuori ciò che di instabile ci portiamo dietro e preparare una miscela di cemento che, non cancella le ferite ma le riempie e le sana e piano piano fare quest'opera di risanamento fino all'ultima parte della costruzione. Certamente non sarà un palazzo nuovo, ma non crollerà alla prima instabilità, reggerà. In fondo il nostro corpo è la testimonianza di ciò che portiamo dentro, è la manifestazione nel bene e nel male di come abbiamo vissuto il dolore, la gioia, i traumi della vita. Se li abbiamo rimossi, se, per paura abbiamo cercato di dimenticare senza esserci passati dentro, ce li portiamo dietro come un peso che schiaccia e quando un esperienza di vita ci porrà di fronte proprio ad un problema simile a quello che abbiamo voluto dimenticare è come se una bomba deflagrasse dentro di noi, portando in superficie tutto il dolore di ieri amplificato e sommato a quello di oggi. L'esperienza del gruppo è stata per me bellissima, ma sotto un certo aspetto mi ha fatto rivivere attraverso le deflagrazioni degli altri, quella che è stata a suo tempo la mia, il mio dolore non mi trattiene più, il dolore degli altri mi spinge ancora di più a capire come chi mi è stata attorno in quel momento può essersi sentito. Un abbraccio

NON MI VUOI

canzone di notte N° di riferimento: 418453663 Età: 35 Sono figlia di genitori separati. Ho sofferto per questa divisione, avvenuta quando avevo 8 anni. Sono cresciuta lo stesso, con una mamma in gamba anche se molto protettiva e presente. Ho un'insicurezza affettiva e sono una persona profondamente sensibile. C'è stato un fidanzato per tantissimi anni (quasi 10) con cui non riuscivo a far l'amore. E poi storie poco importanti. Con persone non libere. Con cui però riuscivo a far l'amore. Storie poco importanti non è il termine giusto in realtà Sono sempre stati uomini di cui mi sono innamorata. Ma era un sentimento per lo più univoco. mai profondamente corrisposto dall'altra persona. Mi sono spesso chiesta se in questo ripetersi di situazioni già vissute non ci sia una sorta di ricerca di rivalsa da parte mia.. tipo "non mi vuoi, ma io provo a far di tutto per stare con te". Quasi che sia una vittoria ora sul fatto che quando ero bambina papà se ne andò. Ci penso spesso a questa cosa, e anche se la spiegazione che mi sono data potrebbe esere vera, mi trovo incapace di agire diversamente... mi piacerebbe srotolare il gomitolo. Capire come e dove è l'errore. E soprattutto credere un po' di più in me stessa...Grazie se Lei leggerà. Un saluto. Cordiale.
La spiegazione del suo comportamento è plausibile, srotolare il gomitolo più complesso. Sopratutto quando questo gomitolo si è attorcigliato nella nostra infanzia che ci ha profondamente segnati. Ma la chiave la fornisce sempre lei quando dice di credere un po di più in se stessa. Io aggiungo amare di più se stessa al di là del riuscire o meno a non essere più abbandonata dagli altri. Trasformi la sua frase "non mi vuoi, ma io provo a far di tutto per stare con te" in "mi vuoi o non mi vuoi, io non farò niente per convincerti a stare con me". Saluti

DISTACCO TOTALE

cuore con cicatrici N° di riferimento: 371083266 Età: 26 Gentile dott sono passati un paio di mesi da quando le ho scritto la prima volta.. il suo sito mi piace molto, continuo a visitarlo cercando sempre spunti per star meglio e per leggere i racconti delle tante persone che soffrono di dipendenze proprio come me. nella prima e-mail le hoscritto di botto impulsivamente un po' per vedere come andava se rispondeva.. le scrivevo a novembre e la mia storia era intitolata "dritta allinferno".come si addice piu' al mio carattere combattivo mi son guardata bene dal laciarmi andare e infatti va un po' meglio. ho viaggiato con mio marito,f requento una palestra regolarmente, mi tengo occupata con cose piacevoli e sto seriamente pensando di riprend gli studi , cosa che mi piacerebbe tantissimo. nn ho piu' rivisto il mio ex anche se a volte nn posso fare a meno di cercarlo anche solo con un mess x sapere come sta..mi manca molto e il suo pensiero riaffiora dolcemente in piccole cose.. lui risp abb freddo, mi tiene informata sulla sua storia che va a gonfie vele..ovviamente eclissa ogni poss di incontro.. dott le vorrei chiedere ma secondo lei e'poss mantenere un rapp con una persona che e' stata davv importante per noi? io nn vorrei perderlo, anche come conoscenza, ma lui mi sembra distante anni luce ormai, forse e'meglio cosi'?..cosa posso fare? oscillo momenti di rabbia in cui vorrei odiarlo per come e' stato bravo a voltar pagina cosa che io nn riesco a fare..la verita' dott e' che lui ha trovato una persona che lo fa star bene e nn ha bisogno d altro io invece mi cullo ancora nella situazione in cui mi trovo..un marito che nn mi fa mancare nulla.. i figli sono sereni....mio marito e' una braviss persona. dolce e presente con i figli, un po noioso ma con le spalle forti e sempre attivo x il futuro, sembra la persona ideale da aver vicino ma allora xche' io sono cosi' insodd? la mia infanzia e' stata difficile e complessa.. devo scavare ancora li? grazie ancora x il tempo dedicato e buona giornata..cuore con cicatrici
Anche alla luce della sua precedente email, ritengo che sia preferibile che lei eviti, al momento, ogni possibile contatto col suo ex amore. E' doloroso, lancinante, e non lascia speranza un distacco totale ma l'unica via d'uscita, in molti casi, da certe storie. La sua insoddisfazione ha sia origini antiche e profonde che cause attuali. Indaghi entrambe. La saluto con dei versi pevenutemi da un anonimo che commentava la fine di un amore:
"...meglio un dolore che urla , che una ferita sempre aperta . . ."

COAZIONE A RIPETERE ?

dibi3 N° di riferimento: 653365442 Età: 54 Nonostante la mia età non certo giovanissima, continuo a ritrovare nell'ambito della coppia lo stesso problema e non riesco a risolverlo definitivamente. Mi sono sposata giovanissima perchè ero "in attesa"...ero stata innamoratissima di quello che è poi diventato mio marito, ma quando mi sono accorta di essere incinta non lo amavo più ed anzi l'avevo lasciato. Chiaramente il mio non è stato un matrimonio felice: oltretutto mio marito era (ed è tuttora credo) un uomo psicolabile con un'aggressività verbale e fisica esagerata, che passava dalla collera più assurda alla depressione più sconfinata.... Ci siamo divorziati che avevo 34 anni... per diversi anni sono stata sola (con grossi problemi economici e di solitudine) poi ho incontrato un ragazzo molto più giovane di me: e da lì è cominciata la trafila, dopo circa un anno che stavamo insieme ho scoperto che aveva come dire non una vera relazione, una sorta di "intrallazzo" non meglio chiarito con una collega, dopo molta sofferenza e indecisione l'ho lasciato (ma con fatica, non riuscivo a staccarmi da lui nonostante lo detestassi ormai)...dopo un paio d'anni ho incontrato un uomo, ci siamo messi insieme e siccome pareva funzionare siamo andati a vivere insieme....ma dopo un anno ecco apparire "l'altra" anche qui una collega di lavoro (ma non si è mai capito che tipo di relazione c'era fra loro...grande sofferenza, grandi litigi, insomma un gran casino...ma questa volta (anche per una serie di altri motivi che è troppo lungo elencare) non ci siamo lasciati....sono riuscita a lasciarlo dopo 10 anni (10!!!) quando ad un certo punto il rancore che provavo per lui se n'è andato...e all'improvviso ho capito che oltre il rancore non c'era null'altro.... Dopo un paio d'anni ho incontrato un altro uomo: tutt'altro tipo, serio, cercava finalmente la donna giusta per lui (diceva)... morale siamo andati a vivere insieme....e...dopo un anno ecco apparire anche qui "l'altra" non una collega ma una ex fidanzata di 25 anni fa (!!) anche questa volta non ho capito che razza di rapporto ci fosse fra loro (lui giura che non era una relazione...una cavolata l'ha definita, dice che si sono incontrati si e no due volte...una reminiscenza del passato l'ha definita). Ma questa volta io voglio riuscire a risolvere o adesso o mai più. Cos'è che mi tiene legata (e mi fa incontrare) questo tipo di persone? Perchè magari a distanza di tanti anni esce fuori che non mi amavano, oppure che non gli piacevo fisicamente....ma non vogliono chiudere con me....non so cosa vogliono esattamente a questo punto. Mi aiutate a capire dove sbaglio? Mi aiutate a trovare la capacità di allontanarmi dalle persone sbagliate? Grazie di cuore.
Lei pone una serie di domande che richiedereberro ben altro tempo e spazio. C'è indubbiamente in lei una sorta di "coazione a ripetere" , usando un linguaggio psicanalitico, che affonda le radici nel suo lontano passato affettivo e relazionale. Forse lei, incosapevolemente, fà in modo che i suoi compagni finiscano nelle braccia di un altra? Forse lei non si stima abbastanza e ritiene che sia inevitabile che prima o poi venga tradita, in una sorta di profezia che s'autoavvera. Rifletta al di là di quello che può sembrare evidente. Saluti.

CODIPENDENZA ?

Maxim N° di riferimento: 839433382 Età: 36 BUONA SERA DOTTORE.....
LA MIA SITUAZIONE CON LA MIA EX RAGAZZA E' QUESTA: SIAMO STATI INSIEME PER CIRCA 4 ANNI ADESSO NON CI STO' PIU'DA 2 ANNI MA E' COME SE NON RIUSCISSI A SGANCIARMI DEL TUTTO, E'UNA PERSONA SPLENDIDA ED IO L'ADORO ANCORA INFATTI LEI MI AMA MOLTO,MA NEL SUO PASSATO DI ANORESSIA E
BULIMIA MI HA FATTO PASSARE DEI MOMENTI COSI' DIFFICILI CHE ANCORA NON RIESCO A CREDERE COME ABBIA FATTO A RESISTERE PER TANTO TEMPO ASSIEME!!
LEI DICE CHE SONO UN SUO PUNTO DI RIFERIMENTO E CAPITA SPESSO CHE MI CHIAMI ANCHE ALLE DUE DI NOTTE PIANGENDO!! FORSE HO SBAGLIATO TUTTO DOVEVO ESSERE PIU' DECISO E LASCIARLA CON PIU'GRINTA... MA IN REALTA' DENTRO DI ME SENTO CHE E' UNA PERSONA IMPORTANTE FORSE E' PER QUESTO CHE NON HO MAI ROTTO DEFINITIVAMENTE LA STORIA... E POI A COSI' TANTI PROBLEMI,DA SUA MADRE CON UNA MALATTIA IMPORTANTE A SUO PADRE CHE FORSE NON LO E' MAI STATO!!! MI FA PAURA TUTTO QUESTO AMORE CHE LEI HA PER ME ANCORA, NON CAPISCO SE PER LEI E' UNA NECESSITA' ALTRE RAGAZZE MI AVREBBERO GIA 'MANDATO AL GAS...VISTO CHE FACCIO I FATTI MIEI...INVECE LEI SEMBRA MI ASPETTI SEMPRE METTENDOMI IN GROSSA DIFFICOLTA' ANCHE IN UNA EVENTUALE MIA STORIA D'AMORE.... MI AIUTI LEI.. GRAZIE DAVVERO DI CUORE!!!
E' difficile stabilire se si è amati o meno se l'altra presenta i disturbi psicologici che lei descrive. Ed il tutto porta a sviluppare, per motivi diversi, una sorta di codipendenza. A tal riguardo la invito a leggere l'articolo: http://www.maldamore.it/codipendenza.htm dove troverà diversi punti in comune colla sua storia. Saluti

giovedì, febbraio 01, 2007

STRINGO I DENTI


Tonix N° di riferimento: 952445129 Età: 32 Salve Dottore. Sono qui a distanza di 6 mesi dall'ultimo mio messaggio! In passato mi sono rivolto al suo servizio di consulenza per ben tre volte(http://maldamore.blogspot.com/2006/06/fine-dopo-12-anni.html);(http://maldamore.blogspot.com/2006/06/delusione.html#links);(http://maldamore.blogspot.com/2006/08/seguito-di-fine-dopo-12-anni.html#links). Sempre lei ha avuto, per le mie richieste, parole che, nella loro crudezza, sono state in grado di trasmettermi qualcosa di utile. Oggi sono qui per ringraziarla e perchè, ad un anno esatto dalla fine della mia storia, ancora non riesco a liberarmene completamente!!! Capisco che 12 anni condivisi con una persona sono tanti, però la consapevolezza che lei sia potuta ripartire sin da subito dovrebbe darmi coraggio e permettermi di pensare che la resurrezione arriverà anche per me. Purtroppo però ad oggi non è ancora così. Infatti, nonostante in questi mesi abbia avuto 2 storie (nel senso di essermi visto e frequentato con 2 ragazze xle quali ho provato comunque delle emozioni, dei “brividi”), nel momento in cui mi è stato chiesto di più mi sono tirato indietro giustificandomi di non essere pronto! Il rispetto di me e per chi mi circonda è sacrosanto! Mai coinvolgerò nessuno nelle mie paranoie sentimentali a costo di restare single a vita! Tra tante insicurezze che si ereditano alla fine di un amore io ho una sola certezza: voglio metabolizzare tutto il mio passato e non voglio avere scheletri nell'armadio che possano sbucarmi all'improvviso nel momento in cui ripartirò!Questa attesa mi arreca sofferenza. Ho 32 anni è non mi sento più un ragazzino, vedo che il progetto di avere una vita serena, di costruire una famiglia con una donna da amare e con cui condividere un progetto futuro si allontana sempre di più nel tempo, tempo che però continua a passare inesorabilmente, ma anche fortunatamente,,,,,Allora mi interrogo, ma quando potrò risvegliarmi con il mio “destino precipitato”??? Uffa!! So che nessuno potrà dare risposta a questo interrogativo. Ci vorrà tempo....tutto il tempo necessario!!L'anno trascorso mi ha aiutato ad allontanare Lei dai miei pensieri, anche se quotidianamente ancora la penso, il dolore e la rabbia vanno diminuendo in durata ed intensità, permettendomi di riscoprire la voglia e l'entusiasmo di vivere, di voler fare tante cose, di innamorarmi di nuovo. Infatti, ho ripreso ad andare in palestra, ho ampliato le mie frequentazioni conoscendo tante nuove persone, ho acquistato una moto, passione che non pensavo di avere, e che mi ha fatto riscoprire il senso di libertà, d'indipendenza!! Sono contento di questi progressi, ma mi rendo conto che ancora non bastano!! E' davvero lungo lento e doloroso il percorso per la fine di un amore, ma il vedere in lontananza un piccolo spiraglio di luce dall'uscita del tunnel, mi dà fiducia!!Stringo i denti, guardo avanti, prima o poi la ruota girerà dalla mia parte!!! Grazie di tutto Dottor Cavaliere!!

Grazie a lei per la significativa testimonianza. Il cammino che ha intrapreso è quello giusto anche se lungo e doloroso, talvolta con delle ricadute. Ma bisogna perseverare. Mi scuso per delle mie risposte talvolta "crude" ma la limitatezza della consulenza online e lo spazio ed il tempo a disposizione mi costrinfono spesso a dare risposte molto "dirette". Saluti

VERSI PER LA GELOSIA

Alessia N° di riferimento: 353581269 Età: 26 Gentile Dottore, le scrivo della mia gelosia che ho l'impressione stia diventando un fardello sempre più ingombrante che sta rendendo la mia vita,e quella del mio partner,sempre più difficile. Ho sempre avuto un temperamento possessivo e per me l'esclusività delle cose e delle persone è un fattore importante.Convivo con il mio uomo da un anno e mezzo: lui ha 28 anni e nella sua vita si è divertito, ha avuto molti flirt e nn si è tirato indietro dinanzi a nulla... e poi ha sempre avuto storie con donne androgine, more, senza seno (donne chepredilige) mentre io sono bionda, burrosa e con un discreto decoltè...io invece ho avuto una sola storia d'amore, durata 7 anni,conclusasi perchè mi sono innamorata del mio attuale compagno. Sospetto di qualsiasi cosa, leggo email, sms e indago su ogni aspetto della vita; lui è un ragazzo piacevole, simpatico e gli riesce semplice socializzare con tutti. Io nn sopporto che abbia rapporti con l'altro sesso, soprattutto quando la "rivale" in questione è bella,simpatica,piacevole. Molto spesso la mia mente viaggia da sola, mi creo delle scene che hanno lui come protagonista con una donna che nn sono io... In realtà lui nn mi dà veri motivi per sospettare di una sua infedeltà, ma nn riesco a fidarmi e vedo sempre l'ombra di un sospetto, di una slealtà... ho paura che scopra che al mondo c'è di meglio o che decida di tornare a fare la vita dissoluta che faceva prima di conoscermi e di mettere un pò la testa a posto. Laprego,Dottore, mi dia un aiuto,un suggerimento,molto spesso mi addormento con l'amarezza,e la quasi certezza,di essere stata tradita e di nn poterlo provare...
"Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l'altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri."
In questo significativo aforisma di R. Barthes è riassunto la sofferenza della persona gelosa, che finisce col far male a se stesso ed agli altri. Il suggerimento cge le dò, oltre a leggere gli articoli sull'argomento, è quello di far suoi questi versi e di recitarli a sè nei momenti più difficili.

AMORE FRATERNO

fabio N° di riferimento: 221640253 Età: 34 Buongiorno! Ho una ragazza da 3 anni e mezzo e da quasi due anni non provo più la stessa attrazione fisica di una volta o magari non provo più gli stessi sentimenti di una volta. Quando l’ho conosciuta la passione era ogni giorno alle stelle e avevamo rapporti anche più di una volta al giorno, premettendo che lei è una donna molto passionale e avere rapporti con lei è sempre stato molto entusiasmante, ma col passare del tempo le cose sono cambiate in me al punto che ormai si lasciano passare anche 3 o 4 settimane per avere un solo rapporto, anche insoddisfacente. Questo stato di cose ha causato nel tempo anche un suo progressivo distacco e la mancanza della sua di attrazione nei miei confronti.Contemporaneamente a questo mio deficit ho cominciato con la automasturbazione rendendomi conto con mio stupore di provare un piacere molto più intenso che avendo rapporti con lei. Mi è capitato di tradirla e non solo con il corpo, potrei dire di aver avuto una storia parallela con un’altra donna per qualche mese, arrivando fino quasi al punto di troncare la mia relazione per cominciarne un’altra. Ciò non è accaduto perché mi resi conto che in fondo la mia storia iniziale mi dava molte più garanzie di quella che avrei cominciato e speravo che con il tempo il mio deficit, sia fisico che sentimentale, sarebbe terminato giustificandolo con il fatto che stessi passando un periodo di forte stress da lavoro. Ormai è passato un anno da quella doppia relazione e le cose non sono cambiate, continuo a trovare il mio piacere fisico con la auto-masturbazione e sono giunto alla conclusione che nonostante ci sia un fortissimo legame tra di noi, la nostra storia non è completa e sicuramente insoddisfacente. Nel tempo ci sono stati due episodi che hanno rafforzato il nostro legame: l’interruzione di una gravidanza appena scoperta e non voluta da entrambi, avuta nei primi 3 mesi della nostra relazione e la perdita di mio padre. In qualche modo tali avvenimenti ci hanno unito fortemente ma ho paura di provare per lei un amore fraterno piuttosto che altro visto che ultimamente non riesco più nemmeno a baciarla appassionatamente. Di tutto questo lei si è accorta ma i problemi per me ora sono molteplici: non vorrei farla soffrire preferendo autolesionarmi e non riesco ad assumermi le responsabilità di una rottura dovendo giustificare per l’ennesima volta nella mia vita, a me stesso prima che a lei e ai familiari, che anche questa storia è in via di conclusione e tutto questo mi porta quotidianamente in uno stato di malessere continuo che si riflette nel lavoro, nel mio rapporto con gli amici e con mia madre. Qualche giorno fa la mia ragazza, alla quale ho ammesso la mia assenza di passione nei suoi confronti nel senso che gliel’ho detto esplicitamente piuttosto che lasciarglielo capire, mi ha detto che ho un modo molto immaturo di amare o che magari non so proprio cosa voglia dire amare. Abbiamo deciso di riprovarci, di confidarci, di continuare a stare insieme nonostante tutto ed è stata una decisione presa da entrambi ma dettata da un lato perché lei è profondamente innamorata di me e dall’altro lato dal fatto che io non riesco a prendere il coraggio di dirle che ormai non c’è più niente da fare e assumermi le mie responsabilità fatte anche di giustificazioni da dare ai suoi familiari i quali sono diventati dei secondi genitori per me da quando mio padre è venuto a mancare. Di relazioni ne ho avute ma ad oggi non saprei ancora dirmi cosa voglio da una donna, perché mi ritrovo nuovamente a ripercorrere strade che già conosco, a provare forti emozioni all’inizio, dovute magari alla curiosità e alla novità, ma a non provare quasi più niente dopo i classici 3 anni… perché questo è il periodo massimo delle mie storie più importanti.Da prima che cominciassero questi miei dubbi e quando i miei problemi dovevano ancora cominciare, le chiesi di sposarmi…circa un mese fa le esposi i miei dubbi e con suo grande dolore decidemmo di annullare il matrimonio o quanto meno di non parlarne più almeno fino a quando non avessimo risolto i miei problemi. A quel punto ero sicuro che la mia storia fosse giunta ad una conclusione in quanto ero convinto che ad una notizia del genere lei non avrebbe retto lasciandomi andare per la mia strada ma ciò non accadde in quanto l’amore che prova nei miei confronti è tale da farle sopportare anche questo. Ciò però non fa altro che confondermi perché da un lato vorrei seguire il mio istinto dicendole che è finita, dall’altro lato so che una donna più adatta a me forse non la troverei più. Durante questo periodo di riflessione ho conosciuto un’altra donna che è perfettamente cosciente della mia situazione e con la quale mi sono confidato in maniera schietta e sincera. Mi rendo conto che non faccio altro che pensare a lei e alle emozioni che mi regala continuamente nonostante tra me e lei non ci sia mai stato nient’altro che un bacio e un abbraccio, penso continuamente all’idea di essere suo. Qualche giorno fa mi ha detto che è meglio non vedersi più preferendo che io faccia chiarezza nella mia testa e ammettendo che è profondamente innamorata di me e che è decisa ad aspettarmi visto che sa di non riuscire a dimenticarmi e che ciò che ci lega non è qualcosa che possa svanire facilmente. In questo stato di confusione non riesco a decidere della mia vita e di quella degli altri mantenendomi in equilibrio tra una relazione incompleta fatta di comprensioni, di confidenze, affetto forse fraterno, con una assoluta mancanza di passione e dei fortissimi legami familiari ed una storia che vuole cominciare e che sembrerebbe fatta di estrema dolcezza, pazienza, fortissima passione.. insomma tutto ciò che non provavo da diversi anni e che mi fa sentire quasi come un bambino alle prese della sua prima fortissima cotta.Ed inoltre…crede che sia giusto che a volte mi passano per la testa pensieri tipo: ho 34 anni ormai e forse non ho più l’età per simili cose? A che età avrei una famiglia e del figli se interrompo una relazione che era avviata almatrimonio e ne comincio un’altra con tutte le dovute incertezze? Non so cosa fare….. se temporeggiare e aspettare di fare chiarezza dentro di me o se cercarmi un’altra strada. Spero che lei mi possa aiutare.
Lei deve fare assolutamente chiarezza senza più temporeggiare. La sua ipotesi d' "amore fraterno" nei confronti della sua compagna potrebbe essere plausibile. Lasciare non è mai facile ed è sempre doloroso. Saluti

PRENDERE UNA DECISIONE SAGGIA

MAREIMMENSO N° di riferimento: 42677528 Età: 37 Ho 37 anni sono sposata da 10 ed ho un bimbo di 3. Gli ultimi anni, dopo la nascita del bimbo sono stata abbandonata moralmente da mio marito alla gestione del figlio della casa del lavoro ecc. Crisi, discussioni ma tutto sommato voglia di risolvere. Circa un anno fa però ho cambiato lavoro e inconsapevolmente mi sono innamorata di un mio collega (sposato e con figli). Ci siamo solo baciati ma mi ha mandato completamente in tilt, tra noi non vedo futuro poichè non penso che un uomo lasci la famiglia e una donna che conosce da 25 anni per un innamoramento. Anche se l'ho solo baciato ora non riesco più a baciare mio marito... non mi piace. Ed evito il più possibile qualsiasi rapporto sessuale.Non so cosa fare della mia vita, non so se lasciare mio marito, mi sento tremendamente responsabile della felicità dell'amore più grande della mia vita: mio figlio. Ho il cuore spezzato perchè penso di non essere più innamorata di mio marito ma ho paura di far soffrire tutti. Ho pensato di temporeggiare aspettando che l'innamoramento passi in modo da riuscire a prendere una decisione saggia ma a distanza di un anno non vedo la luce, non dormo e non sono felice. Aiuto!
La sua sofferenza è normale in una situazione come questa. Difficile è prendere una decisione saggia, ma dipende anche che cosa lei intende per decisione saggia. Quest'ultima non è uguale per tutti e non è universalmente unica. Ma per arrivare a prendere la "sua" decisione saggia deve fare maggiore chiarezza dentro di sè. Saluti.