lunedì, ottobre 02, 2006

ESISTE L'AMORE

lalla N° di riferimento: 761641945 Età: 22 Ho un grosso dubbio che non mi da pace da un po' d itempo e forse chiedere un consiglio a qualcuno che nn e' coinvolto nella mia situzione potrebbe aiutarmi. So' di essere giovane per parlare di problemi d'amore pero' ho bisogno assolutamente di un chiarimento. Mia madre e' una persona molto molto fredda con me, mai un sorriso o una carezza. Forse oltre che alla sua educazione questo e' dovuto dal suo sfrenato orgoglio. Mio padre invece e' sempre stato una persona estremamente ambiziosa e a causa della sua attivita' lavorativa in casa c'e' poco. Ho un fratello piu' piccolo di me di 5 anni, con lui ho un ottimo rapporto...o per lo meno ho un minimo di dialogo. Non essere amata ed accettata dai miei mi ha portato ad innamorarmi ed infatuarmi spesso per i ragazzi fin da giovane. Ero sempre travolta dalla passione, da un fuoco dentro. Pero' erano tutte storielle che lasciavano il tempo che trovano e mi facevano sentire sempre piu' sola. Finche' dopo l' ennesima avventura senza senso e finita malissimo mi sono fermata a pensare a me stessa e guardandomi attorno mi sono accorta che l' amore vero e' solo una favola che esiste solamente nei sogni. Mio padre ha sempre avuto delle amanti, i miei zii sono divorziato cosi' come tante coppie che conosco e nemmeno io sono mai riuscita a provare un sentimento forte e ricambiato. Ora da qualche mese sono fidanzata pero' con l'uomo perfetto. Lui dice di essere innamoratissimo e me lo dimostra ogni giorno che passa. Ha23 anni, piacente, si sta per laureare, una famiglia solida e molto benestante e ottimi amici con cui mi sono inserita senza problemi. Io per la prima volta nella mia vita sono serena e felice con lui. Ho scoperto il piacere di una carezza o di un semplice bacio. Pero' la passione non c'e'. Speravo arrivasse con il tempo invece niente. E' amore? Stare con lui e' veramente la cosa giusta? La passione e' veramente sinonimo di amore o no? Io sono confusa. Forse sono io che non so amare perche' nessuno me l 'ha mai insegnato.Ho paura a lasciarlo perche' potrei perdere l'unica persona che mi abbia mai voluto bene fin ora, che mi sta vicino e mi riempie di attenzioni. Ma ho paura di svegliarmi un giorno piu' vecchia di quello che saro' in realta' accanto ad un uomo che non ho mai amato ma che ho sposato come se fosse un assicurazione per la mia vita.Esiste ancora l 'amore? quello assoluto per un figlio, quello totale per il partner, quello per noi stessi? Alessia
Finchè si porterà dietro le carenze affettive derivanti dalle sue relazioni familiari diventa difficile capire e scoprire il vero amore. Probabilmente nel suo attuale ragazzo ha trovato quella dimensione affettiva di tipo genitoriale che le è sempre mancata, ma non c'è la passione che è uan delle componenti essenziali di un vero amore, almeno fino a quando quest'ultimo non si trasforma in una progettualità futura sulla relazione stessa. Saluti

RISPETTO DEI TEMPI

Miriam N° di riferimento: 4590874 Età: 40 Ho incontrato xx di 47 anni 10 mesi fa. L'ho frequentato per 2 mesi e anche se il mio istinto mi diceva no ho detto sì Il quadro che mi si parava davanti era il seguente: abbandonato dalla moglie con un figlio di 9anni (ora 14 anni) dopo la nascita del 2 figlio autistico. La moglie chiede la separazione senza dare spiegazioni, dopo 2 anni. Civilmente si parlano solo per risolvere questioni attinenti i figli. XX incontra me che sono piena di vita, conscia di cio' che voglio, con un buon rapporto con la propria sessualità e fisicità, un buon lavoro. Da subito si mostra coinvolto anche se incapace di attuare piani a lungo raggio Mi chiede continamente tempo. Passano 8 mesi Quest'estate mi porta negli USA a conoscere tutta la sua famiglia ed il bimbo autistico Mi accolgono tutti benissimo e sia la madre che i vecchi amici d'Università mi dicono di non averlo mai visto così felice. Premetto che ho una buona capacità empatica e ho stabilito un buon rapporto anche con il figlio adolescente che vive con lui. Infatti, sebbene lui dopo soli due mesi, mi avesse chiesto di convivere ho rifiutato. Al ritorno degli Usa mi lascia dicendo che non puo' darmi cio' che desidero e che, anzi, cio' che desidero dalla vita a lui non serve. Sebbene soffra me ne sono fatta una ragione e nonostante volesse richiamarmi gli ho opposto un netto rifiuto. Ammesso che io sia stata una specie di viatico per la felicità , per una vita con piu' calore com'è che un uomo cosi pieno di belle cose si lasci risucchiare dal dolore?
Quando s'incontrano due "estremi" opposti (la sua felicità contro il dolore dell'altro) la relazione può non durare. Perchè il dolore chiede di essere "rispettato" nei suoi "tempi". Entrambi avete affrettato i tempi , senza capire le ragioni ed i tempi dell'altro. Cordiali saluti.

domenica, settembre 24, 2006

MI DIA UNA LUCE


mary N° di riferimento: 422264645 Età: 50 Gentilissimo dottore, dopo venticinque anni di matrimonio, io e mio marito ci siamo separati. Ci siamo conosciuti 35 anni fa, io 15 anni e lui 17 e da allora siamo sempre stati, dapprima amici, poi fidanzati, anche se in maniera discontinua, ma i primi e gli unici per entrambi. Di lui mi piacque il suo modo di essere, così diverso dal mio: lo chiamavo il mio "puledro selvaggio" perchè era così, mentre io ero una ragazza del tutto tranquilla. Ho perduto mio padre all'età di sei anni e sono cresciuta col suo mito di uomo serio , affidabile, generoso, buono, innamoratissimo di mia madre e dei suoi figli per cui, non so come, ma forse perchè così volevo, vedevo nel mio ragazzo la stessa affidabilità e serietà. Tuttavia non era lo stesso amore, mentre io ne ero innamoratissima. Anche se a volte lui mi pareva incerto o distante, credevo che, nonostante la sua indifferenza fosse realmente innamorato di me e mi sembrava normale, data l'età, avere dei dubbi mentre il suo distacco mi stimolava ancor più.Col passare del tempo, non essendo più soddisfatta del rapporto con lui, cominciai a frequentare altri ragazzi che mi facevano sentire "più donna", cioè più ammirata e corteggiata, ma non riuscivo a cancellare il pensiero di lui, per cui ritenevo queste esperienze una sorta di verifica dei miei sentimenti: volevo amare lui e soltanto lui e -come scrivevo sul mio diario - volevo amare quel ragazzo dallo sguardo triste, forse perchè volevo aiutarlo ad essere felice! Nonostante questi alti e bassi, verso l'età di ventidue anni, cominciammo ad avere rapporti più intimi e, sebbene io fossi un pò restia per quella sorta di insicurezza nei suoi reali sentimenti, mi lasciavo andare alle sue carezze ed effusioni, anche perchè lui aveva un modo di farsi perdonare che, nonostante tutto mi piaceva. Comunque, per farla breve, un giorno, dopo l'ennesima separazione e riconciliazione, lo misi alle strette: io volevo capire se costruire davvero un rapporto serio o concludere la relazione: eravamo già adulti ormai.....Lui disse che voleva sposarmi e quindi per me fu una grande gioia. Così ci preparammo al matrimonio e a 25 anni io e 27 lui ci sposammo. Siamo stati sempre uniti, nelle difficoltà e nelle gioie, eravamo l'esempio per molti, abbiamo avuto due figli meravigliosi e abbiamo realizzato una bellissima casa, il mio amore per lui è stato sempre vivo, anche se un pò deluso, ma lui, tre anni fa mi rivelò qualcosa di tremendo: non provava più nulla per me, forse non era mai stato pienamente innamorato, per cui questo era il punto di arrivo della storia, ma peggio ancora, lui mi vedeva come sua mamma e non come donna. Allora mi rivelò che era stato sempre molto timido con le ragazze, tranne che con me perchè ero sua amica e per di più innamorata, in quanto si portava dietro una vergogna di lunga data: aveva avuto rapporti sessuali con persone del suo stesso sesso che non aveva rifiutato, ma che non lo avevano gratificato, sebbene avesse ugualmente provato piacere. Può immaginare, caro dottore, il mio sgomento: mio marito era un uomo o no? Chi avevo sposato? Eppure ero certa che gli unici rapporti erano stati con me! Mi disse che subiva senza convinzione quei rapporti e arrivò a dirmi che anche quando lo avvicinavo io, la notte, lui sentiva la stessa violenza che gli facevano i suoi amici e alla quale non si opponeva. Dopo queste sue dichiarazioni non abbiamo più avuto rapporti perchè ovviamente lui mi rifiutava e quante lacrime abbiamo versato insieme, perchè anche lui era spaventato e depresso per questa situazione che metteva in difficoltà tutto quello che avevamo costruito. Adesso, dopo tre anni ha avuto il coraggio di separarsi, per provare a se stesso di essere uomo, per crescere, ma continua a venire sempre a casa. Sta male perchè gli mancano le sue cose, i figli e tutto il resto, ma io no, non gli manco, lui stesso non sa che cosa vuole. Il nostro rapporto è comunque molto amichevole (io sono stata prima di tutto la sua amica) a volte anche allegro e spigliato. Però io continuo ad amarlo. Sono più forte, so di poter piacere a molti uomini, ma spero che in lui possa riaccendersi la passione di un tempo, perchè il resto c'è. A volte penso che sia sbagliato farlo entrare in casa, questo potrebbe influire negativamente sui sentimenti di distacco, ma non riesco a dirgli di non entrare, anche perchè ho notato che il rapporto con lui risente molto del mio umore. Forse dipendiamo ancora uno dall'altra, ma io vorrei che si tornasse insieme, magari cresciuti,magari più autonomi, lui è il padre dei miei figli e mio marito sempre e sopratutto. Dove sbaglio? amo troppo? A volte si dice che l'amore vince tutto.......La prego dottore, mi dia una luce!
E' possibile che la vostra unione sia nata, inizialmente, sul rispecchiamento nell'altro della figura genitoriale del sesso opposto. Lei ha cercato quel padre protettivo e sicuro che non ha avuto. Lui ha cercato quella madre "ideale" che avrebbe voluto e desiderato. A tutto ciò s'unisce il profondo e lontano "disagio sessuale" di suo marito. Chisà per quanto tempo lui ha "soffocato" le sue reali tendenze ed aspirazioni. Le ha soffocate così tanto e per così tanto tempo che non sà più, adesso, che cosa relmente ha deisderato, desidera o desidererà. Lei non può fare niente se non prendere atto della dura realtà. Può condizionare, però, il continuare la relazione "amichevole" a un percorso terapeutico di sua marito, che faccia "luce" dentro di lui. Solo dopo che lui avrà fatto luce dentro di lui si potrà fare, mi scusi il gioco di parole, luce dentro la vostra relazione. Cordiali saluti.

VOGLIO SOLO LUI

greta N° di riferimento: 462840109 Età: 40 Ciao, sono una donna di 40, un lavoro, figli, amicizie gratificanti. Un matrimonio inesistente con un uomo che non appaga le mie esigenze emotive ed affettive. Nel corso della mia vita non ho mai trovato unuomo che riuscisse ad essere all'altezza delle mie aspettative fino a 3 anni fa quando ho incontrato la personificazione di tutto quello che ho sempre cercato. Lui è impegnato ma essendo attratto fisicamente ed emotivamente, accetta di vedermi saltuariamente. Quando riusciamo a stare insieme è il massimo, ma non mi basta e non riesco ad uscirne. Mi sento defraudata dalla vita, credo di aver diritto ad un compagno, ma non riesco ad interessarmi di chi mi cerca, voglio lui, non riesco ad accettare che non sia possibile e cosa peggiore non riesco a prendere le distanze da questa attrazione, malgrado vari e diversi tentativi. Credo di aver bisogno di aiuto. Grazie
Lei ritiene di aver trovato l'uomo "ideale". Ma per definirlo tale una relazione dovrebbe essere vissuta fino in fondo, cosa che non avviene nel suo caso. Lo riconosce anche lei quando nella parte finale della sua email dichiara "non riesco a prendere le distanze da questa attrazione, malgrado vari e diversi tentativi". Lei non riesce perchè le cause di quest'attrazione sono la compensazione di vuoti profondi creatasi nei suoi 40 anni di vita. Solo con un profondo e duro lavoro interiore potrà uscire da questa situazione. Cordiali saluti.

PAROLE CHE FERISCONO

sim80 N° di riferimento: 666967327 Età: 26 Salve, sto con una ragazza meravigliosa da circa tre anni intensi e stupendi. con lei sempre massimo feeling su ogni cosa, ci siamo sempre sostenuti a vicenda, abbiamo superato mille problemi assieme. per lei ero al di sopra di chiunque e mi ha sempre donato tutta se stessa e io altrettanto.poi un annetto fa io sono stato molto male per gravi e traumatici problemi a casa fino a voler stare da solo:mi sentivo apatico. lei ha cercato di aiutarmi ma alla mia ennesima richiesta di voler stare da solo mi ha fatto pressione e le ho detto che mi dava fastidio il fatto che fosse ingrassata(cosa vera in quel momento ma non motivo per lasciarla). fatto sta che da allora questo è diventato il nostro problema.lei ha cercato di risolverlo ma niente.quindi dovevo superarlo io sicuro di potercela fare e così è stato dato che la vorrei anche se fosse 200chili perchè è lei la mia vita. ma in lei qualcosa è scattato e mi ha lasciato. ho cercato di rassicurararla e di convincerla che quel problema in me non esiste più ma a lei sono venuti i complessi, perdita di autostima e chissà cos'altro. ci sentiamo e ci vediamo ma quando escono quei discorsi diventa una iena.io posso aspettarla ancora a mesi di distanza ma so che da sola non può riuscire a superare quei complessi. lei vorrebbe ritornare con me ma non ci riesce lasciandomi così in bilico.non so come affrontare tutto ciò e come poterla aiutare e aiutarci.pensavo ad una terapia di coppia.che ne pensa?io nonpossopermettermi di perdere lei, anche lei.grazie.
Lei, probabilmente, con quella frase ha riattivato nella sua compagna antiche e profonde insicurezze legate al peso corporeo. Conseguentemente, non è la frase in sè che ha portato alla rottura della relazione, ma il vissuto inconscio che quella frase ha suscitato. La sua compagna dovrebbe innanzitutto indagare perchè non riesce a superare l'ostilità nei suoi confronti dovuta a ciò che è stato detto. Quando avrà capito ciò, potrà valutare più serenamente il prosieguo o meno della relazione. Cordiali saluti.

mercoledì, settembre 20, 2006

NESSUNO RUBI IL SUO AMORE



Trilly N° di riferimento: 656026954 Età: 33 E' da una settimana che il mio ragazzo di 9 anni piu'giovane di mi ha lasciata, prima senza commenti poi dicendomi che mi amava troppo, amzi non mi amava piu', alla fine ieri sono per lui una cara amica, la migliore, con cui pero' farebbe volentieri sesso, solo pero' se non ci soffrissi troppo. Fino ad un mese fa diceva di essere pazzo di me, abbiamo convissuto un anno. sono distrutta perche' mi manca quell'amore che credevo fosse quello giusto con cui facevamo anche progetti di avere bimbi, anzi ero io a temporeggiare, lui quello convinto io per lui sono stata un'ossessione era geloso per ogni sms che mi arrivava, diceva che in giro mi vestivo da puttana per la scollatura, voleva fare l'amore tutti i giorni per sentirmi sua, anche in modo violento. ora dice che l'ho fatto troppo soffrire perche' io uscivo con le amiche a ballare e lui non dormiva ad aspettarmi, era convinto me ne andassi da un giorno all'altro con uno piu' grande che potesse darmi cio' che lui non mi dava. in realta' tante volte io gli ho detto che lo amavo ma che qualcosa mi mancava stando con una persona cosi' giovane, anche se d'altra parte avevo altre cose in piu'.ora lui mi dice che sta bene, finalmente pensa a se stesso e non vive piu' in funzione di me, che non mi ama piu' ma magari un giorno torneremo insieme se il destino lo vorra'.io soffro perche' l'amore mi e' stato strappato senza accorgermi, io soffro perche' lo amavo prima di lui ho avuto una storia dolorosa con un ragazzo di tre anni piu' grande di me che mi amava poco e mi umiliava guardando e commentando altre donne in mia presenza o rifiutandomi a letto poi quando ha saputo che avevo questo nuovo amore ha fatto di tutto per mesi per riavermi, alla fine il mio convivente non ce la fatta piu' a sopportare la sua invadenza ora il mio ex mi sta accanto per consolarmi ed e' come un angelo custode, mangia con me per farmi mangiare, dorme con me per farmi dormire, e non mi sfiora, e dicendomi di aprire gli occhi per capire cosa sia il vero amore. io sono triste, lo guardo ma non provo piu' niente, penso al mio giovane compagno e le lacrime continuano ad uscire ovunque sia, al lavoro o in giro sto prendendo dei tranquillanti ma mi assonnano e basta e non placano il dolore che ho dentro che mi soffoca. tutti mi dicono venti giorni un mese e guarirai prego molto perche' cosi' a volte mi sembra di dare pace al cuore il mio convivente ora non vuole piu' saperne di me, mi ha detto che i miei sotterfugi e le mie bugie mi hanno fatto scadere ai suoi occhi ora sono sola, se solo un uomo osa avvicinarsi a me lo mordo, sento il mio corpo inviolabile, che ancora attende chi e' giusto lo abbia, ma che non lo vuole piu' con amore tanti mi dicono di ricordare le cose brutte di lui, ma non riesco entrambi abbiamo fatto errori m a io lo amavo per quello che di bello mi dava, e solo quello mi resta ho scritto perche' sbatterei la testa ovunque per capire perche' e' andata male e se tornera' prima di loro ho avuto un ragazzo per dieci anni con cui le cose sono andate bene, era un rapporto tranquillo e mi ha dato pace, e l'ho lasciato forse perche' sentivo che non mi dava qualcosa...poi ho avuto queste due storie vive ma dolorose, che mi hanno dato tutto e tolto tutto...sono qui sull'uscio, farei di tutto per tornare indietro col mio compagno nella tenerezza della nostra vita di coppia, ma penso non mi resti altro che fare un passo avanti, ma e' la voglia che mi manca, non voglio conoscere nessuno che rubi il suo amore.. grazie
Lei non cerca una risposta ed io le invio una poesia che è più eloquente di qualsiasi risposta che le possa dare:
CONTRASTO
L'ingrato che mi disprezza io lo cerco.
L'amante che mi segue io lo disprezzo.
Adoro chi è crudele, chi mi è fedele trascuro.
Pietra dura è colui che amo, son dura pietra per chi mi ama.
Vorrei veder trionfare chi mi perde e perdere chi segue il mio trionfo.
(Ines de la Cruz)
Grazie che mi ha risposto con una poesia, anche se triste, perche' alla fine mi conferma che tanta colpa della fine delle mie storie sia mia...le trascuro quando vanno a mille e penso piu' a me che al mio compagno, e poi quando lui si allontana mi dispero con un dolore come se mi fosse strappato da corpo un organo vitale e non riesco piu' ad andare avanti. ero la ragazza che ha avuto un a storia con un ragazzo di nove anni piu'giovane, prima morboso e poi disincantato dal mio modo di fare che non corrispondeva alla sua donna ideale stasera ci vedremo e ne parleremo ancora, ma non c'e' piu' niente da dire quando uno sente di non amarti piu' come prima, ed io inoltre poi staro'malissimo gia' lo so e' come una droga, sai che starai peggio ma per ora e' meglio che niente forse mi ero veramente innamorata tanto, la fatica sta nel girare pagina, non ho entusiasmo all'idea di prendere per le mani un amore nuovo...mi sento come un pozzo vuoto che non puo' dare niente perche' troppo inaridito...quasi faccio la pazzia e vengo alla conferenza a roma
L'aspetto con piacere a Roma. Anche perchè non sarà una "conferenza" ma un gruppo "esperenziale" che forse le aiuterà a capire che lei NON è "un pozzo vuoto che non puo' dare niente perche' troppo inaridito..." ma una Ginestra di Leopardiana memoria. Saluti.
gentile Professore i giorni passano, i dolori si attenuano o forse cambiano faccia, lui e' tornato perche' e' estremamente possessivo e non accetta l'idea che sia di un altro.. egoismo allo statopuro.., visto che il suo amore e le sue attenzioni si sono invece dimezzate io mi sono resa conto di avere enormi carenze e vuoti affettivi per accettarlo per ora a queste condizioni, leggendo le testimonianze l'ho realizzato, penso dovuti ad un infanzia in cui non mi sono mai sentita amata e sempre messa in disparte da mia madre perche' ero la prima, la piu' difficile di carattere, lei diceva che ero troppo forte e non avevo bisogno di nessuno, per cui arrivavano prima i miei fratelli piu' piccoli, tutti piu' deboli di me secondo lei... loro adesso sono diventati adulti sani con vite di coppia equilibraate, io continuo a sbagliare in amore, e a disperarmi quando vedo dei segni di passivita' e disinteresse nel mio compagno verso me. poco importa se fino al giorno primo dicevo probabilmente non e' la persona giusta, appena si inizia ad allontanare non mangio, non dormo e prendo ansiolitici...per fortuna ero la piu' forte. malgrado l'eta' non ho desiderio di diventare mamma, e forse sarei pessima perche' sarei appiccicosa all' inverosimile e lascerei fare tutto per non violare l'indole del bambino, il contrario di quanto e' stato fatto con me. ora vivo da 5 anni fuori casa, con i miei ho un rapporto sereno finche' sto bene, quando mi succede qualcosa di doloroso allora non li frequento perche' non riesco a farmi vedere piangere da loro, sara' orgoglio misto a vergogna, so che a loro mostro solo un lato di donna forte e' come se avessi un enorme disagio a dire sto male perche' lo amavo e mi ha lasciata, non credo riuscirei mai a farlo Dottore mi aiuti a guarire, ad amare la persona che ho accanto per quello che e' e per quello che mi da e non per quello che a me e' mancato. volevo venire all'incontro di Roma ma non riesco per lavoro, mi spiace. ho delle novita' comunque piacevoli nella mia vita, ho avuto dei colloqui di lavoro e sto as come posso dottore guarire e amare senza questo bisogno, ma in modo piu' reale per quello che l a spettando i frutti. grazie dell'attenzione che mi dedica
Le rispondo con una frase della Norwood:
"Imparate a vivere evitando di concentrarvi su un uomo come la fonte o la soluzione di tutti i vostri problemi"
Il futuro lavoro l'iuterà in tal senso. Saluti.

UOMINI D'OGGI

paola N° di riferimento: 455207053 Età: 36 Gentile dottore rivolgo a lei per avere un suo contributo circa i comportamenti degli uomini d'oggi: ti cercano , ti fanno mille promesse , ti giurano amore e fedelta' e poi il giorno dopo spariscono. Mi chiedo perche' si comportano in questo modo, solo per una notte di sesso ? onestamente mi sembra molto patetico e non riesco a capire come possano sentirsi bene comportandosi in questo modo o ancora come possano essere felici continuando a comportarsi cosi'. Ed io , come posso capire che questa persona sia seria e affidabile ? ho provato di tutto ma poi ci casco come una pera cotta... mi sforzo di non cercarli ma e' tutto inutile perche' poi , dopo un "calcolato" periodo di tempo mi cercano loro e tutto ricomincia e io sto male . Sto male per come sono trattata ma non riesco a essere dura visto il mio buon carattere (riconosciuto da tutti). Uscirne e' difficile e mi chiedo se sara' mai possibile trovare una persona onesta e sincera. Cordiali saluti.
Lei mi pone un quesito che richiede una risposta molto articolata e non semplicistica. La invito a porre tale quesito all'interno del forum. Le dico solo una cosa. Non credo nelle generalizzazioni e molto dipende dal tipo di uomini che si frequenta o che, incosapevolmente, si cerca. Non è sempre colpa del destino. Dante affermava: "la stoltezza loro, chiaman destino". Saluti

sabato, settembre 16, 2006

PAURA DI PERDERLA


Perso N° di riferimento: 28361554 Età: 41 Vi scrivo sperando possiate darmi alcune indicazioni sucome devo procedere nella mia vita, perché, sinceramente, non riesco più a capirlo.Questa è la mia storia. Da alcune settimane mia moglie ha deciso di separarsi da me e da allora non riesco più a vivere. La nostra storia, iniziata molti anni fa, ha avuto varie vicissitudini: nel corso della nostra convivenza, mi ha lasciato più volte, per periodi di alcuni mesi Lei è già stata sposata una volta, per un anno, perché rimasta incinta, con unapersona che non ha mai amato, solo perché costretta dai genitori (all’epoca molto giovane).Dalla nostra relazione è nato anche un secondo figlio Ci siamo sempre amati, profondamente, ma le incomprensioni, soprattutto tra me e “suo” figlio, che cresceva con la testa del padre (sbruffone, non passava gli alimenti, se ne fregava del figlio e via dicendo) hanno sempre creato in casa,un clima sempre più teso e mai chiarito: io mi arrabbiavo spesso con lui perché non voleva studiare, perché aveva un atteggiamento prepotente, da bullo di paese (copiato dal padre), peggiorato sempre di anno in anno. Terminate le scuole ha provato diversi lavori, ma senza esperienza e con poca voglia è dura! Non che sia un teppista, perché a volte è anche affettuoso e gentile, ma sempre egoistaMia moglie ci soffriva e il tutto ci portava spesso a litigare ed allontanarci, fermi sulle nostre idee.Dal punto di vista educativo lei è (o sembrava) permissiva, mentre io ero e sono rigido nell’educazione. Io sono sempre stato presente in casa, ho sempre aiutato, non ho fatto mai mancare nulla, ma mi sono accorto che facevo pesare ogni cosa. Ed ora mi mi ha lasciato, stanca del clima insostenibile: da una parte le do ragione, ma dall’altra no, perché mi sono trovato di fronte ad una scelta già effettuata da lei, anche se lei mi aveva detto in passato, di provare ad allontanarmi per un po’ per poter capire. Ora a 41 anni, mi sono accorto di avere sempre fatto di tutto per riavere lei, senza mai aver risolti i problemi familiari. Ma ho deciso di cambiare: ho parlato col figlio maggiore (che nel frattempo era indeciso se stare con me o no!) o quantomeno ci ho provato e devo dire che ho capito che lui è così che non posso cambiarlo, ma devo aiutarlo, cercandogli di fargli capire l’atteggiamento che aveva non era quello corretto, cerco di essere più permissivo. Da poco ha iniziato a lavorare, gli ho anticipato i soldi dell’auto e devo dire che il nostro rapporto sta migliorando, anche se mia moglie pensa che abbia fatto questo gesto per riaverla. Ma da alcuni giorni è andato da sua madre, quindi non riesco più a stabilire un contatto con lui. Lei adesso, gli ha imposto delle “regole”, sempre odiate prima, non gli fa usare il telefono di casa (mentre quando lo dicevo io erano solo litigate). Farei di tutto per farla tornare: la tempesto di sms,di telefonate, di lettere, ma lei non ne vuole sapere. Ma a volte viene a mangiare da noi, quando la invito; a volte pulisce la casa dove vivevamo, e quando le chiedo se mi vuole bene mi dice “si, ma sai che non torno indietro” , altre volte non riusciamo a comunicare. Mi sono rivolto anche ad un consultorio, dove inizierò tra qualche giorno per capire! E dove vorrei venisse anche lei, ma di cui non vuole saperne. Adesso che devo occuparmi delle faccende domestiche mi accorgo di cosa vuol dire! E io che mi lamentavo se la lavava in continuazione o se si alzava presto Ho paura di perderla definitivamente, vorrei che tornasse indietro, perché cosi non riesco più a lavorare. Cosa devo fare?Grazie
Nella vostra relazione, per lei, c'è sempre stato l' "ex" che inconsciamente era rappresentato dal figlio. Lo dimostra certi tratti d'animosità della sua email nei confronti dell'ex marito della sua compagna. Il non capire questa sua "animosità" le ha portato a compiere quegli sbagli relazionali che hanno avuto l'esito attuale. Come recuperare ? Col tempo e facendole capire da dove originano le sue incomprensioni. Sarebbe utile se riuscisse a convincerla ad andare in consulenza di coppia insieme a lei. Saluti.

AMORE STRANIERO

rc83 N° di riferimento: 399625626 Età: 23 Ho avuto una storia di quasi un anno con un ragazzo libico....e sono solo una decina di giorni che, quello che pensavo fosse l'amore della mia vita è finito...ho 23 anni e lui è stato il mio primo effettivo ragazzo( in passato frequentavo altre persone, ma non sono mai stata la loro ragazza).Mi sentivo ricambiata in tutto.....nonostante alcune volte mi sentivo messa da parte per i suoi amici, nonostante alcune volte avevo l'impressione che di me non gliene fregasse niente, stavo con lui perchè ero sicura del suo amore,del suo affetto: glielo leggevo negli occhi...mi parlava sempre di un futuro insieme, e sembrava essere sicur che saremmo stati insieme per sempre....poi la fine.....non ha ottenuto un permesso di soggiorno per lavoro.....quindi partirà, ritornerà nel suo paese per sempre!!!!mi sono sentita morire, non potevo immaginare il mio futuro, già pianificato, senza di lui....abbiamo deciso di restare amici, ma poi sono caduta nella disperazione più assoluta quando mi ha detto che finiva anche perchè non mi amava: sono la persona più importante della sua vita, mi vuole bene più di se stesso ma non mi ama....sono sprofondata...tutte le mie certezze sono svanite all'improvviso...mi sono sentita vuota, sola, abbandonata...ho vissuto un anno solo per lui...ho pensato solo a lui...e ora mi ritrovo sola, con me stessa e le mie paure....paura di restare sola per sempre, paura di ricadere nel tunnel di due anni fa, inseguito ad un lutto in famiglia, paura che lui possa stare con un altra......ho paura e tanta rabbia..ho paura di nonn farcela...voglio solo essere felice.
La invito a cercare sostegno all'interno del forum, dove fra l'altro c'è proprio una discussione sull' "amore straniero" (vedi http://www.maldamore.it/public/forum/viewthread.php?tid=49 )
Saluti

COMORBILITA'

SAB N° di riferimento: 526875145 Età: 19 SE è POSSIBILE L ACCOGLIENZA PER UNA DONNA TOSSICODIPENDENTE E IN ATTESA DI UN BAMBINO.
Se si riferisce all'accoglienza all'interno di un gruppo sulla dipendenza affettiva, teoricamente è possibile, ma praticamente è PREFERIBILE trattare della propria dipendenza affettiva all'interno di gruppo sulle tossicodipendenze. Le due dipendenze sono "intrecciate" fra loro (in gergo tecnico c'è comorbilità). Saluti