venerdì, giugno 30, 2006

RELAZIONI


tony N° di riferimento: 46943316 Età: 32 Buongiorno Dottore. Le scrivo perché sto vivendo una situazione spinosa e vorrei capire se mi sto comportando nel modo giusto. Mesi fa ho iniziato a frequentare una ragazza, A. ed abbiamo iniziato una relazione. Ha funzionato bene fin da subito e per entrambi sembrava esattamente di aver trovato ciò che per lungo tempo avevamo cercato. Tante cose in comune, stessi punti di vista nei confronti della vita e della relazione stessa, attrazione fisica, complicità e comprensione, voglia e capacità di parlare,tanto, e di capirsi, sempre.Il problema è sorto attraverso un personaggio che aveva frequentato A. per qualche mese, pur avendo già una relazione a cui non si era sentito di rinunciare per lei. A. lo aveva davvero desiderato moltissimo, senza riuscire ad averlo. Dopo molto dolore si erano allontanati un po’.Quando lei ha iniziato la storia con me, lui è come impazzito. In poco tempo ha lasciato la fidanzata storica, ha iniziato a caricare A. di sensi di colpa e di dichiarazioni d’amore disperate. Messaggi e telefonate a tutte le ore, centinaia di messaggi. Pianti disperati, minacce di suicidio, episodi leggeri di autolesionismo, discorsi dolorosi e infiniti, hanno portato A. ad avere dei grossi dubbi e a non potersi lasciar andare nella relazione con me.
- A. ed io abbiamo interrotto diverse volte la relazione e in 2 occasioni ellaha provato anche a stare con lui: risultato, dolore e sofferenza per pochigiorni, fino a ricercare nuovamente me in modo disperato.
- Altri tentativi di vivere con me questa relazione (secondo A. perfetta daogni punto di vista, “esattamente quello che necessita” a detta sua) e altreinterruzioni portate dalle crisi e disperazioni dell’altro e dei conseguentisensi di colpa di A.
- Lei sa che una storia con lui le porterebbe dolore e lo ha già sperimentato.Ma ciononostante non riesce a staccarsi e quindi le sorgono dubbi suglieffettivi sentimenti che prova per me. Difficoltà a lasciarsi andare, paura distaccarsi da lui, paura di perdere me nel contempo.
- Sa che lui vuole più altro il controllo su di lei. Gli è sufficiente che leisia da sola, che non stia con me né con nessuno. È una dipendenza affettiva inpiena regola secondo me. Lei non riesce a districarsi e ogni tanto cerca diallontanarmi, stando poi malissimo.
- Con me sta bene, sul serio, riesce a tirare fuori il suo lato migliore e piùsereno, ma non riesce a impegnarsi seriamente e a lasciarsi andare per viadelle paure che la attanagliano e per il terrore che la relazione finisca e leisi trovi poi sola e disperata.
- Io cerco di starle vicino, per contrastare l’effetto negativo e dipendente che lui ha su di lei, e lui è ossessivo, depresso, possessivo, molto manipolatore e “intortatore”. Nota bene che lui stesso le dice che non può darle quello di cui lei ha bisogno in una relazione. E lei ne è cosciente.
- Lei sa di avere bisogno di me e allontanarmi non ha sortito effetto alcuno se non aumentare il suo dolore e senso di disagio. Io non mi sento dipendente daA. bensì innamorato di lei e non vorrei ricoprire il ruolo di “salvatore”perché sono troppo coinvolto per farlo. Ogni volta che parliamo di tutto questo siamo d’accordo e le argomentazioni sono chiare, ma lei comunque non riesce a staccarsi.
- Lei non sa e non riesce a definire quello che prova per lui. E nemmeno quello che prova per me. Ma in molte occasioni ripete che sa quello che è meglio per ei, che sa che dovrebbe stare con me per il suo bene e che è sicura che le cose funzionerebbero benissimo. Ma non riesce.
- Io non mi sento nemmeno più geloso, bensì disturbato e infastidito dal dolore che lei prova e dalla difficoltà che provoca la presenza dell’altro. Mi chiedo cosa posso fare per aiutarla davvero, a prescindere dallo stare insieme io e lei. Che naturalmente è quello che vorrei, ma fondamentalmente vorrei che lei stesse bene e fosse in grado di superare questa sua fragilità e poi decidere con serenità qualsiasi cosa per la sua vita. La ringrazio anticipatamente per la Sua risposta.
Lei può fare ben poco perchè è una delle parti in causa. Inoltre una relazione a due è gia piena d'insidie e di interazioni latenti, si figuri una relazione a tre. Al di là di quelle che sono le relazioni manifeste in un "triangolo relazionale" sono molto più significative le relazioni che non sono immediatamente evidenti. Ad esempio la sua compagna non solo ha due relazioni manifeste, una con lei ed un altra coll'altro, ma c'è una terza relazione, forse la più importante, che è quella che ha con entrambi. E lo stesso vale per i due "contendenti". Diventa difficile, conseguentemente, stabilire chi è vittima, carnefice, o più semoplicemente dipendente. Districarsi in questo "gioco relazionale" non è semplice e forse è anche preferibile tenersene fuori. Faccia lei un passo indietro, pur nel timore di perderla. Contribuirà, sicuramente, a rendere più chiare le dinamiche affettive e relazionali in gioco. Cordiali saluti.

ANSIA ANTICIPATORIA ?

rosy N° di riferimento: 654950888 Età: 30 Gentilissimo dott la ringrazio per la sua risposta (http://maldamore.blogspot.com/2006/05/differenze.html) . In questi mesi ho riflettuto sul problema che le avevo esposto, ovvero le differenze tra me e il mio ragazzo. In effetti penso che il problema reale sia un altro. Io sto cercando delle scuse per rovinare tutto. adesso che sono a un passo dall'avverare il progetto della mia vita cioè farmi una famiglia con una persona che amo e che mi ama...ho una tremenda paura, paura che mi toglie il sonno, la pace, quasi il respiro...non mi capisco , non so più che voglio..come faccio a riincontrarmi? E' una reazione normale? Perchè non mi sento felice? Vorrei guardarmi dentro ma non ci riesco, ho capito che quando soffriamo di mal d'amore soffriamo prima di tutto di problemi di relazione con noi stessi. Ho l'impressione che tutto sia causato da me, come se io stessa volessi trovare un modo per rovinare i pochi motivi di gioia che la vita ci concede...mi sento ingiusta con me stessa e sto distruggendo tutto ma non so perchè. Ho una granderabbia che sfogo spesso con gli altri (sopratutto col mio ragazzo) per motivi futili, sento che questo rancore che sfogo non è dovuto agli altri... non sò perchè ho la necessità di aggredire ed entrare in contrasto violento con gli altri, col mondo intero..e dopo sto malissimo e mi faccio paura.
Mi permetta una piccola "provocazione". Lei forse lo sà anche perchè si sente così, o quantomeno percepisce qualcosa. Ma siccome questa "verità" latente è molto dolorosa si nasconde dietro un ansia anticipatoria per l'attesa di un evento così importante come il matrimonio. Ed anche l'incapacità di guardarsi dentro potrebbe essere legata al fatto di non voler essere consapevole di ciò che è troppo doloroso. Provi ad entrare in profondità con l'aiuto di una persona a lei vicina e che ritiene particolarmente sensibile. Qualche risposta la troverà. Cordiali saluti.

sabato, giugno 24, 2006

RECUPERARE UNA RELAZIONE

unadonnapersa N° di riferimento: 423101904 Età: 36 Gent.mo dott. Cavaliere, innanzitutto vorrei ringraziarLa, perchè non è facile saper di poter contare su persone qualificate che ti aiutano senza scopo di lucro. Le illustrerò la mia situazione che è per me motivo di confusione e "buio" interiore. Ho avuto unalunga relazione iniziata più di 10 anni fa, ero allora ragazza,era la mia prima esperienza ed è subito stata importante. Frequentando quel ragazzo ora uomo ho subito sentito che sarebbe stato la persona con cui avrei voluto passare la mia vita, il papà dei miei figli...è iniziato un rapporto per certi aspetti difficile, perchè lui non aveva il coraggio di parlarmi di sue esperienze precedenti, perchè temeva di perdermi...io mi fidavo ciecamente di lui e nonostante le sue ammissioni, anche se venute molto dopo ho deciso che volevo continuare a stare con lui e continuare a fidarmi. E' stato tutto bellissimo, tante scoperte insieme, tanti traguardi insieme, siamo cresciuti, maturati e abbiamo consolidato il nostro amore..Nel tempo, la mancanza di fiducia che io avevo nei suoi confronti, dovuta alle menzogne iniziali, mi ha portato a soffocarlo, la mia gelosia era diventata ossessiva, e penso che questo lo abbia bloccato nelle relazioni col mondo esterno, anche se forse inizialmente lui non gli aveva dato peso. Nell'ultimo anno le cose sono andate affievolendosi, il nostro amore, il dialogo, la passione, sembrava tutto essere "blando"...credo che lui non mi volesse più come prima, che era cambiato ed erano cambiate le sue esigenze. Circa un paio di mesi fa ho conosciuto un altro uomo in chat che ha fatto cadere la mia corteccia e mi ha restituito delle emozioni...mi sono sentita amata, ho capito di essere ancora in grado di amare e per me questo è diventato irrinunciabile. Sento di essere legato a quest'uomo che è entrato nella mia vita, mi piace che mi voglia così come sono, che mi faccia sentire "speciale", che mi ha fatto di nuovo sognare anche se solo in chat o in qualche telefonata. Nel frattempo il mio lui si è "risvegliato", ha scoperto la mia pseudo relazione ed è come se qualcosa si fosse riacceso in lui...forse nel momento in cui ha capito di avermi persa si è reso conto di volermi ancora con sè. Abbiamo parlato per settimane, lui mi ha rinfacciato vecchi rancori del passato,il suo senso di soffocamento dovuto alle mie insicurezze nei suoi confronti, il suo disagio nei rapporti con gli altri...ed io ho capito di amarlo ancora,e di aver ritrovato tutti i miei sentimenti per lui. ora però sono confusa, perchè non riesco a troncare la nuova relazione, che penso potrebbe crescere, evolversi, ma so di amare il mio compagno e di non poter far a meno di lui, perchè la vita per me senza lui sarebbe priva di senso...lo guardo negli occhi e la mia forza, la mia ispirazione anche nell'esprimermi con l'altro della chat, viene da lui, dall'amore che prova per me e che io sentofortissimo dentro di me...Eppure non riesco a lasciarmi andare...ho paura che tutto torni come prima quando lui era assopito e sembrava non accorgersi di me,non riesco a diimostrargli che lo amo ancora, anche se ho tradito la sua fiducia, anche se, nonostante le mie promesse e le mie garanzie che sarei stata sempre sincera, gli ho mentito impunemente.Ora ci siamo lasciati anche se difatto continuiamo a stare insieme, ci amiamo tanto, quando riusciamo ad essere sereni mi rendo conto che tra noi c'è un affiatamento ed una complicità rare da trovare, ma con quali basi possiamo ricominciare? Ci guardiamo negli occhi e lui sa di non potersi fidare di me, ha paura che io possa ricommettere gli stessi errori, ed io? so che è entrata un'altra persona nella mia vita e non riesco a chiarirmi il ruolo che lei ricopre....questa nuova persona crede molto nel nostro rapporto e nella possibilità di stare insieme, io non credo più nel mio futuro ed in ogni altra relazione...eppure sento di amare il mio grande amore infinitamente...e non saprei neanche spiegarle il perchè...è una corrente irrazionale e fortissima ...
Rompa gli indugi e cerchi di recuperare il rapporto col suo ex. Ciò per diversi motivi. Innanzitutto per l'amore che ancora prova nei suoi confronti. Perchè il calo di passione che c'era stato è normale ed anche ricorrente in una relazione stabile e duratura. Perchè tradire con la mente (ciò che è avvenuto con la chat) è un tradimento senza il "passaggio all'atto". Perchè le relazioni che nascono in chat, il più delle volte (anche per mia esperienza professionale) s'infrangono nel momento in cui si viene a contatto con la persona reale. E sopratutto nel prendere la decisione non abbia paura di pentirsene in futuro, a condizione che rimposti la relazioni su base nuove, facendo tesoro di ciò che è successo durante questa crisi. Cordiali saluti.
Grazie davvero dottore.Ho troncato la relazione della chat con grande sofferenza. L'altro sente di non poter rinunciare a me perchè sono la donna della sua vita e sente che il nostro è un grande amore.Io ora mi sento spento, mi riaccendo soltanto se lui mi manda dei messaggi a cui ho deciso di non rispondere. Sono innamorata del mio compagno eppure...mi sento vuota
Il vuoto che avverte è normale. La relazione in chat l'ha riempita affettivamente, l'ha portata "tre metri sopra il cielo". Ma è la vita reale che và trasformata in sogno. Faccia tesoro dell'esperienza in chat, per replicarla il più possibile col suo compagno. Saluti

NON MI FIDO

woopa N° di riferimento: 90445788 Età: 35 Buongiorno,Dottore..Le scrivo perche' ho conosciuto un uomo. Sono 12 anni che vivo sola con un figlio, e mi arrangio con tutto quello che concerne questo tipo di vita. negli anni passati non ho avuto relazioni serie, mai conosciuto un uomo che potesse darci una famiglia. ora arriva questo. tante belle parole, non ha altre relazioni, e' vedovo senza figli,una persona ricca e importante, noto fiscalista, mi fa fare tanti bei viaggi. dice di voler creare una famiglia (mio figlio e' sempre con noi, non l'ha mai escluso). dov'e' il problema, dira'? il problema e' che non gli credo, non credo che debba avere tutte cene di lavoro che lo portano in giro per l'italia..mi ha portato poco nei suoi viaggi di affari. ora vuole stare con noi tre giorni a parigi, ma non voglio andare, perche' mi sembra solo un modo per comprarmi. soffro quando e' lontano e mi fa aspettare ore per una telefonata perche' e' in una qualche riunione...soffro quando arriva da me tre ore dopo, o non torna perche' ha avuto imprevisti in una citta' lontana e non riesce a tornare..non mi fa pesare i suoi soldi, questo no. ma non mi fido.non lo vedo presente, non lo vedo presente nella mia vita ne' in quella di mio figlio...sono convinta che menta quando ha riunioni, e convinta di essere all'ultimo posto nella sua scala di valori.anche se gli affari sono importanti,non riesco a capire perche' devo aspettare i suoi affari e gli affari di quelli con cui lavora. mi aiuti a capire,arrivo al punto di disprezzarlo e di dire a mio figlio di dimenticarlo, che da soli siamo andati avanti sempre senza bisogno di fare viaggi a parigi con una persona che mi rovinera' anche quei tre giorni.
Dipende lei che cosa cerca da un uomo. Se cerca un uomo con cui condividere il focolare domestico, come sembrerebbe dalla sua email, dalla descrizione non sembrerebbe l'uomo adatto. Ma al di là di ciò mo pongo un interrogativo. Prova qualche sentimento per lui ? Se non dovesse provare niente, allora è inutile continuare perchè con lui non riuscirebbe neache a condividere la progettualità futura che lei desidera. Se invece "sente" qualcosa nei suoi confronti, vale la pena tentare e rischiare. Nel frattempo s'interroghi se le sue "resistenze" sono solo questione di tempo passato insieme, o nascondono altre problematiche più profonde e latenti. Cordiali saluti.
dottore.. sono straziata.confusa. in contraddizione. le ho parlato di quell'uomo d'affari.mercoledi' e' stato con me, noi due soli. siamo stati a letto insieme per la prima volta( gli rimproveravo di non avermi chiamato per i soliti impegni, e' arrivato da me stanco alle 3 del mattino e per abbracciarmi perche' non volevo e' pure caduto come una pera sul mio balcone). io ho 35 anni, lui 44.mi ha spiegato in modo dettagliato il perche' e il percome della giornata di silenzio. poi tutto ok, piu' che sesso e' stato un insieme di tenerezze. anche' perche' e' un uomo alt 190 cm per 150 kg...nel pomeriggio non ci siamo sentiti.per motivi non di rilievo in questo post.il dramma comincia giovedi'.alle 12,30 lo chiamo. mi dice che sua madre stamale e sta correndo da lei. io la signora non l'ho mai conosciuta. da giovedi' nessuna telefonata. nessun messaggio. giovedi' l'ho chiamato io perche' io lui e mio figlio dovevamo partire per Parigi a mezzanotte.mi lascia in ballo dicendo che mi fara' sapere qualcosa per la partenza. niente,un c...o di niente.subentrano le mie idee: nessuna buona ovviamente: era tutto calcolato,e' falso,sono scuse,ha altro da fare, aveva gia' deciso di non partire, mi tratta peggio di un cane. ha illuso mio figlio.doveva avvisare anche se la madre stava morendo, il tempo si trova per fare tutto. arriva venerdi' e ancora niente. lo trovo al cell dopo ore e ore di telefonate a vuoto. nei suoi miseri discorsi soltanto la madre che sta male e lui ha dei problemi.(che io non sono tenuta a sapere). non viene a prendermi per portarmi a torino perche' questa nobildonna (una donna molto importante) non mi conosce e non sa cosa dirle.arriva al punto di non rispondermi piu' al telefono. allora lo tempesto di telefonate dappertutto.mi fa schifo, le poche volte che rispondo lo offendo con tutte le parole possibili. voglio vendetta. ho istinti di andare a torino scoprire l'ospedale e sputargli in faccia.poi arrivano attimi di pieta' umana. aspetto,magari e' fuori di testa per la madre, talmente fuori che non vuole che io sappia che problemi ha. perche' non mi dice nulla, soltanto di capire che sua madre sta male. alla notte dopo 600 telefonate risponde. sembra che pianga mentre mi dice che possiamo andare a parigi settimana prossima. promette di chiamarmi piu' tardi ma non succede
siamo a oggi. sabato. aspetto fino alle 18 poi devo chiamarlo per forza. non capisco questo modo di escludermi, questo parlare di una relazione seria e poi non farmi partecipe delle sue cose.devo sapere.lo trovo al cell.mi dice che e' in ospedale e mi richiamera'.nulla. provo due ore dopo.ieri l'ho insultato come un cane,oggi provo ad essere piu' calma. chiamo ma attacca il cell. pero' stavolta mi invia un messaggio,finalmente.scrive solo "sono in ospedale".quindi subito rispondo che se vuole chiudere questa storia che me lo dica cosi' mi so regolare "un'altro sms" ma ti calmi sono in ospedale ma capisci? ho detto che voglio chiudere?" poi piu' nulla. dottore,tagli i pezzi che crede,ma mi tolga un dubbio atroce: mi sta tenendo buona per quando gli faro' comodo?? nella scala dei suoi valori sono sotto lo zero oppure non vuole accollarmi i suoi problemi?? io e mio figlio siamo proprio delle merde visto che non ci rende partecipi di questa parte di vita??che devo aspettare ancora? che la madre schiatti per risolvere quello che e'successo??(sempre se e' vero,chiaro!)sperare che prima o poi si ricordi che sto aspettando? lei mi chiese se provassi qualcosa. si.mi manca, mi sento umiliata dala sua scarsa considerazione,vorrei essere con lui.mi fa anche male pero' il viaggio saltato senza preavviso.mi angoscia il suo silenzio. ho la sensazione di non dovermi fidare. ho letto i suoi articoli, sono cosciente di essere in dipendenza affettiva. mi riconosco in tutti i sintomi. passo le giornate chiusa in casa. ilsuo silenzio mi strazia l'anima e il cuore. lo odio.mi manca.mi faschifo. vorrei essere con lui. quando e' con me mi sento al sicuro. quando e' assente mi sento tradita e usata come le donnette che aspettano rimbecllite UN'ALTRA COSA: comincio ad avere dei "tic" al collo..come se avessi qualcosa dentro che vorrebbe uscire..ho mal di testa. un po' piango, un po' ho paura di rivederlo dopo tutto questo, non ammettero' mai che mi manca, se lo rivedro' gli rinfaccero' tutto quanto.cerco di non chiamare poi ho scatti d'ira e lo tempesto di telefonate per farlo esaurire. perche' non c'e'.io so anche che non mi vuole male, perche' lo sento. E' spirituale, mercoledi abbiamo parlato per ore. mi ha detto che dovevo dirglielo che volevo andare con lui nei suoi viaggi, che non ci sono problemi. bastava dirlo. E mi ha detto anche di aprirmi,che sono chiusa. dice sempre che devo fidarmi, anche se nel passato qualcuno mi ha fatto del male(p.s. evito di parlare a lui delle mie cose...o debolezze..). io l'avro' chiamato 600 volte per umiliarlo ed offenderlo. nemmeno una per dirgli che mi mancava e che ero preoccupata per lui. non ci sono riuscita. invece sono riuscita tranquillamente a dargli del Figlio di.... senza sentirmi cattiva o perfida. non gli ho mai detto ti amo e neanche ti voglio bene. io mai, lui sempre. quando e' con me sono tranquilla,persino dolce e premurosa,mi viene spontaneo. quando manca ed e' lontano basta un'ora senza una telefonata e divento una bestia il mal di testa peggiora se PENSO che e' lontano e magari e' tutto vero e sta soffrendo veramente per la madre. peggiora il tic alla gola, aumenta lavelocita'..se penso invece che mi sta tenendo buona per dei loschi motivi o cose collegate a questo,e che ha illuso mio figlio e non si fara' piu' vedere, provo desiderio di vendetta.non omicidio ma di rovinarlo in finanza o cose del genere.poi mi rendo conto che magari dandogli tempo potro' avere qualcosa di buono. un focolaio, come dice lei. lui vorrebbe un figlio suo un domani.io sono terrorizzata dall'idea di ritrovarmi debole sola in gravidanza e di non averlo a fianco come e' con sua madre in questo momento.e li' la certezza di essere stata usata sarebbe una rovina per me e i figli sotto tutti i fronti. ancora nessuna notizia. ho idee nuove.illuminanti. adesso penso anche che questa storia sia gia' finita ma non me lo voglia dire adesso per evitare che lo tempesto ancora di telefonate. appunto cerca di tenermi buona con una caramella. penso anche che la storia della madre sia una bugia perche' invece e' inviaggio con una moglie nascosta (io so che e' vedovo da tre anni) penso che lunedi' cambiera' tutti i numeri per non essere piu' raggiungibile. penso che tra un anno a sorpresa mi arrivera' una denuncia per molestia dal tribunale.penso che,, anche se mi disse che basta fare vedere la carta di credito che ci sono tante tante donne disposte ad essere "carine" con lui, una scop..agratis non fa mai male. quindi mi sento inferiore al livello di una p.tt..a.perche' io non valevo neanche 10 centesimi. non capisco neanche perche' usciva anche con mio figlio,se era solo per fare sesso con me. perche' mettere in mezzo anche lui? perche' solo settimana scorsa aspettare che aprisse(per due ore) il lunapark di milano? e solo perche' mio figlio voleva andare sulle giostre? (ha pagato tutto lui) e perche' adesso farci saltare un viaggio a parigi gia'programmato, finalizzato a passare insieme tre giorni, noi tre soli?? non capisco.o forse capisco solo che e' un'altra di quelle persone abituate a girare faccia da un giorno all'altro. e talmente (..........) da farlo con freddezza. penso solo ad una grande montagna di falsita'.ed ora penso,per finire,che come al solito ci sono cascata come una boccalona.e che non dovevo fidarmi di nessuno,neanche di un uomo che chiedeva di dargli fiducia.e ora non mi presenta a sua madre morente. distinti saluti,dottore. e grazie. lei e' sempre molto gentile. tagli questa lungaggine di contraddizione. la scongiuro solo di aprirmi gli occhi. perche' non voglio piu' essere usata ne' umiliata da nessun uomo. perche' il mio valore va sempre piu' a picco. perche' non riesco neppure ad adempiere alle mie responsabilita' importanti quotidiane. rimando tutto. se avessi qualcuno a fianco sarei attivissima. quando ho qualcuno in casa mi accorgo che parte della mia liberta' se ne va via.troppa confusione. troppa voglia d'amore. troppa paura. terrore di parlare d'amore e voglia estrema di urlarlo al cielo. amo ancora.ma lui non lo sapra' mai. non gli daro' anche questa soddisfazione.
Nella sua lunga seconda email, paradossalmente, non c'è niente di contraddittorio, come lei afferma. In questo passaggio finale della email " se avessi qualcuno a fianco sarei attivissima.quando ho qualcuno in casa mi accorgo che parte della mia liberta' se ne va via.troppa confusione.troppa voglia d'amore.troppa paura. terrore di parlare d'amore e voglia estrema di urlarlo al cielo. amo ancora.ma lui non lo sapra' mai. non gli daro' anche questa soddisfazione." c'e la chiave di lettura della sua paura d'amare. Lei, conseguentemente, "costruisce un castello fobico-ansioso" che le possa servire d'alibi per una probabile o presunta fine della relazione. Invece d'indagare lui e le sue intenzioni, si chieda il perchè della sua eccessiva sospettosità. Si chieda quali ferite antiche e profonde sono all'origine del suo comportamento. Lei è come se tenesse un piede nel passato, incosapevolmente, ed un piede nel futuro, consapevolemente, senza rendersi conto conto che solo il presente può far tesoro del passato e progettare il futuro. Cordiali saluti.
IO SO PERCHE\' HO PAURA. Per il passato. Per essere stata abbandonata senza una parola e senza preavviso dal primo uomo, con un bambino di due mesi da crescere... Per essere stata costretta ad un aborto dal secondo, pena la morte di mio figlio. Per essere stata umiliata dal terzo, per non avere voluto che entrasse nella mia vita.. Quindi non posso cascarci ancora. Se nel passato fossi stata meno fiduciosa e piu' attenta ai particolari, mi sarei evitata molte pene. Ora come posso credere alla persona di cui le ho parlato? una persona che, se tutto quello che mi ha detto si tramutasse in realta', mi ripagherebbe sotto tutti i punti di vista delle pene subite?? una persona che mi ridarebbe tutto quello che ho perso in questi anni difficili? non crede che abbia il diritto di difendermi da altre umiliazioni? e' sicuramente vero che se questa storia finisse avrei un pensiero in meno... stasera ci ho provato. Gli ho scritto che se voleva chiudere questa storia bastava dirlo. Gli ho scritto che se gli davo fastidio perche' lo chiamavo bastava dirmi di non chiamarlo piu'.Che risposta ho avuto? (non telefonate ma solo messaggi stupidi) mi ha risposto che non ha detto assolutamente che vuole chiudere e neanche che non vuole piu' sentirmi e vedermi.. ha solo problemi con sua madre. Ho fatto quindi uno sforzo enorme e gli ho scritto che mi mancava. Se unapersona e' intelligente, sa cosa significa un "mi manchi".. Non ho ricevuto piu' nessuna risposta. Perche' mi dice di non indagare lui? non crede che sia solo la fede in dio ad essere incondizionata? Ho bisogno di conferme che non arrivano.Devo darle atto che sto cercando di farmi dire che questa storia e' chiusa, per avere una certezza ai miei dubbi. E il fatto che neghi che vuole finirla mi fa imbestialire ancora di piu'. Non disprezzi ma mia necessita' di sapere.Per creare una relazione solida, non bisogna sapere tutto per accettarlo? non sono queste le fondamenta di una relazione matura? Quindi e' naturale che voglia indagarlo. Per sapere come difendermi e per non cascarci come una boccalona. Le devo certamente una nota di merito: per le risposte attente e per le perizie esatte. E la invidio per una qualita': capire quello che non capiscono gli altri.Vorrei avere la stessa dote. Per leggere e sapere la verita' in quell'uomo. E per potermi fidare di nuovo di qualcuno.
Le ripeto, per quanto il suo "copione affettivo" sia stato foriero di delusioni nel passato, non è un buon motivo per non sperare che possa cambiare adesso. Nessuno le dice di fidarsi ciecamente di quest'uomo. Fà bene ad andarci cauta. Ma dove sbaglia, è nel comportamento da "profezia che s'autoavvera" che mette in atto. Il cambiamento, in tal senso, deve avvenire in sè stessa per poi sperare che possa avvenire negli altri. I veri vincitori sono quelli che riescono a trasformare le sconfitte in vittorie. E lei, SE VUOLE, ha i requisiti per vincere questa volta. Cordiali saluti.

martedì, giugno 20, 2006

AUTOSTIMA E CAMBIAMENTO

L’altro giorno leggevo sul sito la testimononianza intitolata ‘Come si fà a valere qualcosa?’, (http://maldamore.blogspot.com/2006/06/come-si-fa-valere-qualcosa.html) e le parole ‘‘Sono sempre stata con persone che alla fine hanno rinunciato a me come se fossi niente,mi sono innamorata di persone che mi hanno semplicemente buttata via non appena trovavano di meglio.” mi hanno ricordato sensazioni ben note. Mi ricordo anche queste parole ‘Non mi piaci abbastanza’ dette da un mio ex alla conclusione della nostra relazione e quanto dolore e tristezza mi avessero provocato.Ero consapevole che nemmeno lui era la persona adeguata per starmi accanto visti i suoi troppi problemi personali, ma mi ero buttata anima e corpo in quella relazione, avevo fatto più rinunce che richieste perché funzionasse, per non parlare delle tante cose fatte per aiutare lui a risolvere i suoi problemi senza badare alle mie esigenze, che alla fine mi chiedevo disperata ‘com’è possibile che non gli piaccio abbastanza con tutto quello che ho fatto per lui?Com’è possibile che possa rinunciare così come se niente fosse a me?’ Non riuscivo ad accettarlo. Inoltre sono stata sempre una donna molto determinata, ostinata per la precisione, nell’ottenere quello che volevo. In passato credevo che fosse una qualità positiva, oggi non nego che essere determinati nel sapere quel che si vuole e soprattutto nel sapere come ottenerlo sia un male, ma bisogna essere capaci anche di dirsi basta quando è ormai chiaro che non si può ottenerlo. E’ una scoperta fatta da poco tempo che proseguire ostinatamente per ottenere una cosa che non si può avere abbassa la stima di me stessa, perché ostinarmi non mi fa capire che quella cosa è irraggiungibile, ma mi fa pensare che sono io a non essere abbastanza brava da meritarmela. Tornando alla storia che quelle parole hanno riportato alla mia mente, ripensavo agli inizi. Quando ci eravamo incontrati la prima volta con questo mio ex l’avevo trovato simpaticamente esuberante, attraente, interessante. Mi ero lasciata da poco con un altro, una rottura improvvisa che avevo causato io stessa, ma la voglia di incontrare subito un altro uomo che riempisse il vuoto che comunque sentivo era tanta. E lui sembrava letteralmente ‘caduto dal cielo’. Ricordo che ero partita per le mie vacanze una settimana dopo il nostro primo incontro e durante tutta la miavacanza lui era stato una presenza costante con i suoi sms e le sue lunghe telefonate. Al mio ritorno poi, quando ci siamo rivisti mi ha fatto un ‘regalino’, come ha detto lui, per dimostrarmi quanto gli ero mancata. Come mi sono sentita lusingata! Quanto dovevo piacergli per farmi un regalo tanto costoso! Come potevo non proseguire a frequentare un uomo che mostrava tanto interesse per me?? E quello è stato solo il primo di una serie di ‘regalini’. I primi due mesi sono stati romantici e appassionati. Poi.. Poi ha cominciato a mostrare che la sua esuberanza in realtà era solo momentanea, non era uno stato naturale. Appariva al contrario spesso triste, taciturno, persino imbruttito nel volto, mi diceva che era colpa di una depressione mal curata. Di cose ne ho accettate e fatte per venirgli incontro in tutti i modi ma soprattutto per mantenere in piedi una relazione, che capisco con il senno di oggi, era malsana ma che mi dava l’illusione di superare la solitudine, il vuoto che sentivo dentro.Per rimanere alla fine comunque sola e con quelle parole ‘non mi piaci abbastanza’.E’ stato doloroso accettarlo, perché non so voi ma per me è impensabile non essere ‘abbastanza’. Ma ho capito che alla fine così mi amavo sempre meno. Non è facile comprendere che non è la strada giusta gestire la vita dell’altro, cercare di rendergliela perfetta, annullare soprattutto le mie necessità per ricevere amore.Il problema comunque è tutto lì, almeno per me lo è stato capire che il problema era la mancanza di stima in me stessa, il non volermi bene per prima.Mi sono fatta tante domande: perché ancora una volta da sola? Perché buttata via come un giocattolino di cui si ci è stancati dopo la novità iniziale? Perché non mi amava? Perché mi sento così vuota, inutile, senza speranza di un futuro sereno e appagante?Cosa vuol dire valere qualcosa? Una risposta l’ho avuta quando mi sono chiesta: quanto vali per te stessa? Il valore a noi stessi siamo noi stessi che ce lo diamo per primi. Non gli altri. Io mi devo amare per prima, non devo aspettare che un altro con il suo interessamento di qualsiasi genere sia, mi dimostri che valgo qualcosa. Io in quel momento mi valutavo molto poco e cercavo soprattutto conferma di quel poco in un uomo che non poteva darmene. Il valore a noi stessi siamo noi stessi che ce lo diamo per primi. Non è stato semplice né facile né immediato capirlo. Ho sbattutto il muso così tante volte ancora dopo… E le umiliazioni ricevute sembravano non sorbire effetto. Sempre peggio, sempre alla ricerca di un uomo che mi amasse. Poi qualcosa è scattato dentro. La voglia forse di capire che cosa mi portasse adessere tanto infelice e a imbastire solo relazioni infelici con uomini non adeguati. E’ stato un lungo percorso comprenderlo, però oggi mi dico se l’ho compreso vuol dire che sto anche mettendolo in pratica. Ho cominciato con l’informarmi. In libreria ho trovato un libro bellissimo. Vivere, amare, capirsi di Leo Buscaglia. E’ stato un inizio. Ho scoperto che impariamo cos’è l’amore, come dimostrarlo, come viverlo dai nostri genitori. Non sempre impariamo nel modo corretto, ma è anche vero che i nostri genitori sono persone come noi, con il loro bagaglio di esperienze e sofferenze, che giudicarli, odiarli per non averci saputo amare abbastanza non è la strada giusta per liberarci dal vuoto che sentiamo purtroppo. La strada giusta è il perdono, ma soprattutto il cambiamento. Proprio così. E’ stato illuminanteleggere che non dovevo rimanere sempre così come ero, che io potevo cambiare.Si può sempre cambiare! Imparare di nuovo cos’è l’amore. Capire che l’amore per se stessi viene prima, per poter amare ed essere amati. Che l’amore per se stessi non è egoismo, ma l’espressione più bella di rispetto che possiamo avere noi per primi verso noi stessi. Se io amo me stessa non posso che amare anche l’altro che è il mio riflesso. Quindi per me la parola d’ordine è stata cambiamento. Ricordo una frase che diceva, più o meno, che se non ci piaceva il paesaggio in cui eravamo dovevamo prendere colori e pennello, e semplicemente cambiarlo. Nessuno può impedirci di farlo, come nessuno può farci cambiare se non vogliamo. E’ stata una grande scoperta per chi come me quasi tutta la vita ha pensato di non poter cambiare. Ho compreso anche un’altra cosa. Andare contro un cambiamento ci rende infelici. I cambiamenti non arrivano in genere per peggiorare la nostra vita (non parlo ovviamente di casi estremi come la morte) ma per migliorarla, e arrivano quando sono necessari. Se non siamo capaci di accettarli, se testardamente decidiamo che le cose devono proseguire staticamente, sempre uguali, allora i cambiamenti diventano momenti negativi della nostra esistenza. Così ho provato a fare dei piccoli cambiamenti nella mia vita, come andare in palestra, mettermi a dieta, prendermi più cura della mia persona, conoscere e frequentare persone al di fuori del mio solito giro, viaggiare, dedicarmi ad un hobby creativo.. e ho letto anche tanto, tantissimo, mi sono informata su tutto quello che poteva aiutarmi a capire cos’è e come si può sviluppare la propria autostima. Piccoli passi. La vita poi ha portato altri cambiamenti, ho cambiato lavoro e città. Ho imparato che i cambiamenti che il destino sembra porci davanti non come scelte libere, ma come obbligate e spesso non volute, in realtà spesso nascondere cambiamenti necessari, che non avremmo avuto il coraggio di fare o avremmo saputo scegliere da soli, e che abbracciare per noi sono invece positivi. L’andare a lavorare in un’altra città, non per mia scelta personale ma obbligata, per esempio inizialmente mi è sembrata una vera sventura del destino. E invece quando mi sono detta, devi andare non hai scelta ma cerca di trarne il meglio, ecco che mi sono capitate delle cose belle. A partire dal vivere da sola (prima vivevo in famiglia e non ci pensavo ad andare a vivere per conto mio) che mi ha fatto anche capire tante cose della mia personalità, di come fossi dipendente in generale e non solo da un uomo, perché mi sentivo incapace di essere indipendente non valutandomi capace di esserlo. Che cosa meravigliosa i cambiamenti!E allora anche la conclusione di una relazione, non è più un cambiamento negativo. E’ un momento di crescita, di miglioramento. Non è più un chiedersi disperatamente perché non gli piaccio abbastanza, perché non ha funzionato anche se l’ho tanto desiderato, perché ancora una volta rimango sola, perché mi buttano via come una scarpa vecchia. Di recente ho proprio chiuso una relazione. L’ho chiusa perché mi sono posta delle domande ben diverse da quelle sopra. Cosa mi da questa relazione? E’ veramente l’uomo adatto per me? Mi sento felice, serena, appagata? e quando le risposte mi hanno detto che non mi sentivo nè felice né serena né appagata, che la relazione non mi stava portando a crescere ma anzi a fare dei passi indietro, dal traguardo che con tanta fatica in quest’ultimo anno avevo raggiunto e che così non mi stavo amando più, mi sono chiesta: ti ami? Vali qualcosa? E mi sono risposta sì e la scelta è stata facile: ho scelto me stessa.

domenica, giugno 18, 2006

RIFLESSIONI SULLA DIPENDENZA AFFETTIVA

ele N° di riferimento: 336058522 Età: 26 Argomento: Salve dottore, eccomi di nuovo qui con le mie riflessioni che in questo periodo abbondano.Sono la ele che lei ha messo tra le storie di speranza(http://maldamore.blogspot.com/2006/05/psicoterapia.html) . Non ho avuto ricadute in quest'ultimo mese. Quindi sono ancora una speranza. Le mie giornate sono state piuttosto piene e lo saranno ancora almeno fino alla fine di luglio. Il dolore è passato presto. E' stato strano: qualche giorno fa mentre mi addormentavo ho ripensato a quel ragazzo e mi è sembrato che fosse passato molto tempo. Era passato solo un mese. Credo di essermi un po' anestetizzata dentro o forse, quando il dolore viene accettato, le cose diventano più facili e più naturali. Non lo so. Non so perché. Mi sono resa conto che per un po' di tempo non devo "cercare" altre storie. Prima devo acquistare più consapevolezza. Non basta essere immersi nelle proprie cose, anche se come reazione immediata aiuta molto. Perché credo che il rischio si ripresenti non appena si ha un momento di pausa. La difficoltà è rimanere integri, quando non si hanno impegni. Intanto ho cominciato a osservare i rapporti con gli altri. La famiglia l'avevo già scansionata al dettaglio. Poi c'è il presente, gli amici, le relazioni con gli altri. Questa fetta l'avevo guardata poco. Anche in questo campo ho costruito delle dipendenze. Quando ho letto il libro della Norwood, nelle ultime pagine ho guardato e cercato di applicare i consigli di "guarigione". Lì ho trovato le difficoltà maggiori. Molte delle mie amiche hanno problemi simili ai miei. Con loro sto cercando di passare del tempo, senza avere come unico argomento di conversazione l'amore. Tra i consigli del libro ce n'era uno che mi ha colpito: condividere interessi sani con gli altri. Non è facile. Con alcune ci riesco, con altre proprio no. Ci sono anche amiche che non hanno questi problemi. Ma mi sono accorta che con una di loro ho una certa dipendenza, che va avanti fin dall'adolescenza. Sto cercando di analizzarla, di capirne i motivi. Il risultato è che finiti gli impegni della giornata, spesso scelgo di stare da sola. Non ne sono del tutto felice. Preferirei uscire. Ma so anche che quando mi accontento della routine di sempre, non torno a casa arricchita, ma svuotata. Non è facile. Quando si è in un modo da molti anni, tutta la vita che ci si è costruiti attorno s'incastra alla perfezione con quel "modo". Allora bisogna anche accettare per un po' la solitudine, perché così si lascia spazio per le cose nuove, per i rapporti nuovi. Mi è successa una cosa buffa dopo quest'ultima rottura. Io non avevo voglia di parlarne, di pensare ai se e ai ma, ma solo di uscire e di fare cose che mi piacevano. Molte delle persone che ho intorno mi hanno fatto tante domande,erano pronte a consolarmi. Ma non ci sono state fuori dal ruolo di consolatori. Insomma, nel mio puzzle perfetto, avevo costruito con alcune di loro quella che la Norwood chiama un'associazione di mutuo soccorso, che però non era sana, perchè nessuna di noi si rendeva conto. All'inizio ho avuto la grande tentazione di aiutarle a tutti i costi, ma sono rinsavita presto. Ognuno fa ilsuo percorso e si può solo raccontare di sé, non cambiare gli altri. La dipendenza non riguarda solo l'amore verso il proprio partner e io ho spesso oscillato tra vari modi di dipendere. L'amore ha occupato molto del mio tempo mentale. Ma ne lasciavo anche una bella fetta per i problemi familiari o d'amicizia. Insomma. I miei pensieri erano tutti lì, a soffrire per i problemi con gli altri e non a cercare una via d'uscita. Ora che cerco una via d'uscita mi sono accorta che forse devo salutare anche altre dipendenze, oltre quella dall'amore e che questa nuova solitudine è la cosa più difficile da accettare. Ho spesso dei dubbi, e non sempre mi sento sicura di ciò che sto vivendo. Lei cosa pensa di queste mie riflessioni fuori tema? Gentili saluti e grazie per la sua costante attenzione.
Ritengo che le sue riflessioni e considerazioni siano profonde e significative. Qualche dubbio e qualche aspetto di noi non "gradito" rimarrà sempre e fa parte della storia personale di ognuno di noi. Non pecchi di eccessiva severità verso sè stessa. La ringrazio per la sua testimonianza che le ripeto, ritengo, profonda e significativa. Cordiali saluti.

SEPARAZIONE TORMENTATA

Una donna succube. N° di riferimento: 41054759 Età: 40 Dopo 17 anni di matrimonio scopro una relazione sentimentale di mio marito con un'altra più giovane e più ricca. Alla sua richiesta di perdono non solo ho accettato, per il bene dei figli, ma mi sono prodigata per tanti mesi al recupero del nostro rapporto. L'esito è stato negativo e l'altra storia continua. Ho chiesto la separazione con tutta la civiltà possibile e lui mi ha subito accontentata. Il suo atteggiamento è cambiato ancor di più: è arrogante e spregevole nei miei confronti come se la colpa fosse mia, infatti è quello che racconta in giro per giustificarsi. Di sicuro una parte di colpa ce l'ho: la mia riservatezza giudicata come freddezza. Bisogna sapere che lui è un uomo facoltoso e brillante in pubblico con una invidiabile carriera ma, un padre-padrone a casa. Sono stata la brava e bella moglie che lo ha rappresentato dignitosamente ed un ottima balia dei nostri figli pur lavorando. Non mi ha fatto mancare nulla, rinfacciandomelo sempre ma, i viaggi, i regali e tutto il resto li ha sempre e solo decisi lui. Mi ha anche fatto lasciare il lavoro. Pensavo che con la separazione mi sentissi un pò più serena, allontanando l'uomo che mi tradisce ed invece..... Non riesco a capire il suo atteggiamento arrogante che mi sta ferendo profondamente, mi sento umiliata e non so cosa fare per superare tutto questo e soprattutto per dare ai miei figli una mamma serena.Grazie.
Provi a dare uan diversa spiegazione dell'attegiamento arrogante del suo ex. Se fosse dovuto al fatto che lui si sente effettivamente ferito? Ma ferito non per il passato, ma per un presente che forse non voleva? Per non ammetere con sè stesso, che la causa della separazione è colpa sua? In ogni caso questo rancore del suo ex, non deve alimentare suoi sensi di colpa o farle perdere la serenità, ma, mi permetta, deve rappresentare un suo piccolo successo. La separazione non è stata indolore neanche per lui. Lei sta tentando di mettere una pietra sopra, lui forse non ci riesce. E non dimentichi che è lui, agendo in tal modo, a rischiare di perdere i figli. Cordiali saluti.

CAUSE DELLA DIPENDENZA

eliana N° di riferimento: 480940527 Età: 43 Vorrei avere un aiuto riguardo al mio disagio. Sono consapevole della mia dipendenza affettiva e di cosa dovrei fare per venirne fuori. Vorrei invece un aiuto per capire il perchè soffro di tutto ciò: nella mia infanzia che reputo serena non trovo traumi tali da giustificare il mio disagio.Ho un rapporto molto conflittuale con mia madre ma cerco di tenerle comunque testa.in attesa di poter approfondire grazie eliana
Il discorso sulle origini nell'infanzia della dipendenza affettiva è complesso. L'origine traumatica infantile è una delle possibili cause, ma non la sola. Il più delle volte le cause di una dipendenza affettiva si "sommano" nel corso di un'intera vita, e non sono immediatamente evidenti. Serve un approfondito lavoro interiore, che spesso, per quanto possiamo possedere strumenti d'autonalisi, non è semplice. A volte blocchi "inconsci" si possono impedire di "vedere". Le suggerisco, nel suo caso, di compiere un percorso inverso. Invece di partire dall'inizio alla fine, parta dalla sua espeirenza attuale per risalire fino a quella con le sue fugure genitoriali. Cordiali saluti.

VALERE

penelope N° di riferimento: 261976630 Età: 21 Nonostante la mia giovane età penso di essere quella che si definisce una donna che ama troppo . Ho conosciuto solo ragazzi che hanno infierito gravemente sulla mia già debole autostima , e proprio pochi giorni fa sono stata costretta a mandare via un uomo di cui sono totalmente innamorata, e che naturalmente non mi ricambia ,che sta con un altra e mi chiedeva solo qualche notte di sesso . seppur conscia che questo è stato il primo atto d' amore verso me stessa , non riesco a smettere di pensare a lui , anzi a lui e a lei , a loro , a cosa ha lei più di me, cose che lui non mi ha saputo spiegare . ha detto solo che sono stata la donna giusta al momento sbagliato , e che non farà mai sesso come lo faceva con me . un bel modo per farmi sentire una poco di buono . cosa posso fare per stare meglio ? ho tachicardia , ipersudorazione , ansia , stress ,umore altalenante ,pensieri ossesivi e incubi frequenti in cui donne alte e belle mi calpestano oppure lui torna , per poi andare di nuovo via .
Deve lavorare sulla sua "già debole autostima". E' necessario ed indispensabile, altrimenti rischia che ogni nuova relazione ripeta lo stesso copione della precedente. La sua stessa scarsa autostima può portarla, incosapevolmente, a scegliere uomini "sbagliati" che contribuiscono a rafforzare la sua idea di valere poco, in una sorte di profezia che s'autoavvera. Anche "l'attesa" che lui ritorni rafforza negativamente la sua autostima. Lei ha un valore "immenso" che sta a lei scoprire per prima. Qualche utile indicazione la può trovare anche nel seguente articolo: http://www.iltuopsicologo.it/Assertivit%E0.asp
Cordiali saluti.

RITORNO DELL'EX

marzia N° di riferimento: 262313244 Età: 26 Salve dottore..provengo da una situazione familiare delicata e ho sempre visto nei miei fidanzati una via di fuga e di creazione di una famiglia perfetta..pensavo di aver trovato il mio principe azzurro due anni fa, proprio in qst giorno, ma purtroppo il mio amore perfetto è finito..ho seguito i suoi consigli di accettare la fine e di piangere tutte le lacrime, ma sono comunque caduta in una depressione tale che mi ha portato a lasciare l'univ. e a non avere più fiducia nelle mie possibilità..sto con un'altra persona, ma tempo fa il mio grande amore è tornato (nonostante stia ancora con un'altra)dicendomi che sono la persona che vorrebbe al suo fianco..ho preso tempo..non credo sia corretto per le persone con cui stiamo adesso che noi abbiamo dei contatti, ma la mia mente è sempre più confusa, mi manca ma riavere un contatto con lui vorrebbe dire perdere molte cose, forse sbagliare ancora..non so cosa fare, come comportarmi..ho tanta paura, in tutto quello che faccio e non so come andare avanti..non voglio più soffrire così, ma so che se davvero ho mai amato qlc nella mia ita, quel qlc è lui...mi scuso per lo sfogo..ma davvero non sapevo con chi averlo..la ringrazio..
Purtroppo la risposta, di fronte a scelte del genere, è solo dentro di lei . Gli altri possono aiutarle a riflettere, lei può vagliare tutte le ipotesi possibili, ma alla fine starà solo a lei decidere. E per quanto doloroso possa essere deve farlo, non fosse altro per il rispetto delle persone coinvolte. Le posso solo dire che le diverse scelte per quanto possano sembrare in contraddizione fra loro, non è così. Una di queste è sempre, seppur di poco, più significativa per sè stessi dell' altra. Ma significatività non vuol dire solo passione, ma anche progettualità futura. Alla fine nel momento in cui deciderà, non si ponga il problema di poter sbagliare. Ha scelto e basta. E la vita è fatta di scelte, più o meno grandi. Saluti