Visualizzazione post con etichetta omosessualità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta omosessualità. Mostra tutti i post

mercoledì, aprile 07, 2010

SONO LESBICA ED AMO UNA DONNA SPOSATA

NINA Età: 39 Salve,non è semplice riassumere la mia storia e la mia richiesta in poche righe,tenterò di farlo nel modo più chiaro possibile.
Sono una donna di 39 anni,libera,lesbica.Sto vivendo una storia d'amore con una donna sposata e con figli,da circa 1 anno.Ne sono innamorata profondamente.E' una storia ricca,intensa,con una sessualità viva,e unasintonia fisica e mentale davvero unica. Il problema è che il poco tempo trascorso insieme non mi basta,io vorrei vivere la quotidianetà con lei,vorrei passare molto più tempo insieme.E questo mi provoca dolore,sofferenza. Non riesco a lasciarla,non riesco a pensare di stare senza di lei.E per lei è lo stesso.Ma lei non vuole lasciare il marito,e non vuole rischiare di "traumatizzare" le figlie,che sono ancora piccole.
Io la amo da morire,mi piace tutto di lei,e ho messo in discussione anche il rapporto con la miafamiglia d'origine,uscendo allo scoperto,rendendo manifesta la mia omosessualità.So che,razionalmente,la scelta giusta per me sarebbe di lasciarci: solo inquesto modo potrò aprire il mio cuore ad un'altra,ad una donna che possa vivere il suo tempo con me. Io ho paura,paura di perdere questa donna di cui sono così innamorata. Credo cheil mio amore per lei sarà sempre vivo,anche quando,per forza di cose,io sarò stanca di dividerla col marito e le figlie.Vorrei fosse possibile un futurodiverso per noi,perchè è lei la donna con la quale desidero vivere,ed è laprima volta che desidero una vita insieme a qualcuna.Sono triste e non so cosa fare,la testa mi dice di andare,il cuore non riesce a lasciarmi andare via da questa bellissima donna che mi ha conquistata con la sua testa,il suo modo di essere,la sua dolcezza,la sua naturale eleganza...cosa faccio?
io so solo che ,nonostante la sofferenza,in questo momento non riesco a rinunciare a lei...grazie,nina.

martedì, gennaio 19, 2010

NON LA SENTO PIU', MA OGNI GIORNO E' DENTRO

May Età: 34 Ciao a tutti.Bisognosa di un consiglio o semplicemente diun ascolto.Ho 34 anni.Vi racconto in breve la mia storia negli ultimi anni.
Sono lesbica.Anni fa conobbi una donna piu' grande di me.Diventammo amiche e subito un rapporto meraviglioso.Lei si innamoro' di me.Provammo a stare un po' insieme ma non ero innamorata e la lasciai.Continuammo comunque a mantenere un rapporto molto stretto,forse troppo tanto da essere in simbiosi ma senza sesso.Nel frattempo conobbi due persone in tempi diversi con le quali ebbi una semplice storia.Lei soffriva e stavamo sempre insieme.Le dicevo tutto e tenevo moltissimo a lei e ne ero anche gelosa.Lei era morbosa ed insistente tanto che diverse volte le alzai le mani dalla disperazione e da una sorta di rabbia interna cui trovai dopo una spiegazione. Il rapporto insomma ando' deteriorando e le chiesi una pausa,un distacco in modo sereno. Lei lo rifiuto'.Conobbi un'altra persona nel frattempo quando ormai eravamo in una situazione direi quasi folle.Partii per andare da quest'ultima per dirle che tenevo allo stare bene di G.(uso questa lettera come pseudonimo per non dare nomi,che sarebbe la donna con cui avevo un rapporto strettissimo).In seguito a quel viaggio mi fermai da G. per mesi,klometri e klometri di strade tra casa mia e sua.Lei mi alzo' le mani avendo visto una foto tra le mie cose e sbirciando ovunque in cui stavo baciando una'ltra persona.E cosi' la rottura,l'inferno.Passai mesi da lei assurdi e pieni di dolore in cui arrivai anche ad ubriacarmi.G.mi diceva che ero malata,cattiva e aggresiva...mi dava ogni tipo di colpa,e piu' lo faceva, piu' mi lasciavo andare.Mi sentivo in colpa per tutto cio' che lei aveva fatto per me e in colpa per non averla amata. Una sera mi fece minacciare e mi sbatte' fuori casa a 8 ore di macchina(che non avevo) da casa mia.Quella sera mi venne a prendere l'ultima donna che avevo conosciuto e alla quale avevo parlato mesi prima.Altrimenti sarei stata sola.G chiamava casa mia dicendo una montagna di bugie,Ha chiamato la mia famiglia innescando bugia a dir poco assurde,e persi la testa.Non la cercai piu' e anccora mi dava colpe.Poi mi arrivo' un messaggio in cui mi diceva che stava male,io le dissi che era malata e di non permettersi piu',ma in realta' stavo davvero male.
Non capivo e non capisco come possa essere stato possibile un simile cambiamento di personalita' dopo anni che stava a casa mia. Quando andai io da lei vissi l'inferno e mi sfogai con lei.Ma lei non rispondeva e mi dava ancora contro quasi fossi io la causa di tutti i suoi mali.Il problema? La negativita' ricevuta e impregnata dentro me a un anno didistanza ancora e che sto dando agli altri.La malinconia che ho dei momenti belli e in cui credevo davvero in lei.Le colpe che ancora mi do ed il malessere interno di tutta quella situazioni di sofferenza,ed il fastidio nel sentirla ancora altezzosa e volenterosa di ragione.
Mi spiegate una cosa? Sono stata aggressiva anche io,senza sorta di dubbio,dall'esasperazione,e mi fa male ricordare questa mia aggressivita'...ma perche' mi mancano quei momenti in cui stavamo insieme e parlavo di tutto con lei? Perche una persona arriva a mentire cosi' tanto e pifa come se io non esistessi? Non la sento piu',ma ogni giorno e' dentro.Ho male all'anima e non dormo.Vorrei tornare come prima,mi sento come se mi avesse tolto un pezzo di mee me lo avesse strappato volontariamente.Sto cercando di trovare aiuto e rialzarmi.Non so come fare a capire un suo simile atteggiamento quando il mio affetto era ed e' vero.Nonostante leaggressioni reciproche che ad oggi guardo con squallore.Ho provato a risentirla e a sfogarmi ma lei con strafottenza mi dava ancora addosso.Dove stava quella persona che per anni ha insistito in casa mia e che c'era,era sempre presente.Il problema ad oggi e' vivere con quella presenza oggi divenuta assenza,edarmi una risposta sui perche una persona mi ha leso cosi'.Era poi amore il suo?Neppure posso chiederlo a lei,quasi con strafottenza ed arroganza o mi sbatte il telefono o urla se solo provo a chiedere qualcosa.Da un anno non la sento.Ancora qui oggi a scrivere di lei e di quello che mi ha lasciato.Mi date una mano? Grazie

lunedì, settembre 07, 2009

MI SENTO PRIGIONIERO DI ME STESSO

Sono un ragazzo di 34 anni,e vorrei tanto che lei dottore mi aiutasse a dare un senso alla mia storia prima che finisca di logorarmi più di quanto non abbia già fatto.
Da circa quattro anni sono legato sentimentalmente ad un ragazzo mio coetaneo del quale mi sono innammorato nella convinzione,comune un pò a tutti gli inguaribili romantici,che fosse l'uomo giusto,l'uomo con il quale poter costruire qualcosa di importante,ignorando ed,al contempo,sconfiggendo quei biechi pegiudizi e quei falsi moralismi che spesso ci impediscono di vivere appieno la nostra vita.Ci tengo a precisare che vivo la mia condizione di omosessuale nella più assoluta tranquillità perchè mi sento ma soprattutto sono un ragazzo come tutti gli altri,con gusti sessuali diversi che nessuno ha il diritto di giudicare in quanto appartengono a quella sfera intima propria di ciascun individuo,etero o gay che sia. Di cosa quindi dovrei vergognarmi? Di amare una persona del mio stesso sesso? Di andare contro la comune morale? Il vero problema,invece,è che molti non comprendono,o fingono di non comprendere, che le sofferenze,le emozioni,gli stati d'animo sono gli stessi, così come le paure,le attese,le speranze e i sogni che qualsiasi storia d'amore comporta. Pertanto non mi sento di mancare di rispetto ne di offendere nessuno se ho deciso di dare libero sfogo ai miei sentimenti,e di non nascondermi dietro un castello di menzogne perchè sarebbe un'inutile quanto ingiusta violenza nei confronti di me stesso.Mi sono dichiarato alla mia famiglia ed ai miei amici all'età di 23 anni e sono orgoglioso di aver avuto il coraggio di uscire allo scoperto con fierezza e senza alcuna vergogna.
Purtroppo,però,oggi tutta quella autostima che mi ha sempre contraddistinto comincia seriamente a vacillare in quanto mi sento prigioniero di una storia che mi sta lentamente annientando senza che io riesca a far nulla per oppormi.Eppure,memore delle esperienze passate,non mi sono lasciato andare subito,ma ho cercato di vivere i miei sentimenti con quel briciolo di razionalità che a volte non guasta.Ma come spesso accade,una volta abbassate le mie difese,sono stato risucchiato in quel vortice ciclonico chiamato amore che mi ha travolto in tutta la sua furia distruttiva.Ho dato tutto me stesso a quest'uomo,senza mai risparmiarmi e rinunciando a tanti aspetti che,fino ad allora,avevano fatto da contorno alla mia vita.L'ho collocato al centro del mio universo,ed il mio desiderio era solo quello di vederlo felice:come mi riempe il cuore anche un suo semplice sorriso.Inoltre ho sempre rispettato la sua scelta,pur non condividendola,di vivere nell'ombra per paura che la gente sapesse o solo sospettasse di lui.Ho rinunciato a molti dei miei amici perchè lui riesce a frequentare solo una ristretta cerchia di persone con cui si sente al riparo ma paradossalmente tutti i suoi amici sono gay,e nonostante conosca la mia famiglia, raramente accetta di venire a casa mia e solo se accompagnato da qualcuno.In quattro anni non mi ha mai detto un ti amo,un ti voglio bene,mai un gesto spontaneo e gentile,mai una parola dolce ma ha sempre innalzato un muro che mai sono riuscito a scalfire. Lui dice di avere difficoltà a manifestare i suoi sentimenti,di sentirsi bloccato ma in realtà questo suo blocco vale solo nei miei confronti dal momento che con gli altri ha slanci d'affetto davvero notevoli.Tuttavia la cosa che più mi ferisce è il tono astioso con cui mi si rivolge,i suoi assordanti silenzi quado siamo insieme,il veleno che mi riversa addosso senza motivo,il suo essere contiunamente in competizione con me,il suo non valorizzarmi mai e la sua incapacità assoluta di dialogo e confronto.....Mi vergogno a dirlo perchè lo reputo gravissimo ed umiliante ma spesso quando mi avvicino per baciarlo si scosta con una freddezza ed un'indifferenza che fanno molto male ma molto.Ho tentato di tutto per salvare questa storia ma ogni tentativo è risultato vano.
Ciò nonostante stiamo ancora insieme ed allora mi chiedo: che senso ha continuare? perchè non mi lascia se non mi ama?ma soprattutto perchè non riesco a lasciarlo io?Tutti mi dicono che l'unico rimedio è voltare pagina ed andare avanti,ma pur provandoci,non riesco a porre fine a questa indicibile agonia.Eppure sono un bel ragazzo,realizzato lavorativamente,con una famiglia fantastica alle spalle,un ragazzo che non ha alcun problema a relazionarsi ed a mettersi in gioco,a cui piacciono le nuove sfide...Cosa mi manca per dire basta?Ho provato anche a parlargli apertamente, mettendo a nudo tutta la mia debolezza, ma la sua unica risposta è stata:"io sono fatto così,prendere o lasciare"....
Mi sento prigioniero di me stesso e non so proprio cosa fare......L'unica cosa di cui sono consapevole è che merito ben altro......

domenica, gennaio 11, 2009

SONO SPOSATA CON UN GAY

saxx76 Età: 31 Salve sono Sara... questa è la mia storia aiutatemi...
sono sposata da 8 anni. mio marito e gay. l'ho sempre saputo ma sia io che lui abbiamo sottovalutato la cosa perchè eravamo molto innamorati l'uno dell'altro. ma con l'andar del tempo le cose sono cambiate radicalmente. lui ha sentito il bisogno estremo di scoprirsi. di conoscere chi era e i suoi veri sentimenti.
così sono iniziate le bugie e i tradimenti ma io ho sempre perdonato tutto... non posso fare a meno di lui.. e neanche lui riesce a staccarsi completamente da me...
fino a questa estate quando ho saputo di essere incinta... lui è rimasto a dir poco sconvolto.. si stava frequentando già da un paio di mesi con quello che adesso è il suo ragazzo ufficiale... dice d essere innamoratissimo di questa persona, di non aver mai amato nessuno così e molte altre cose... viviamo ancora insieme... spesso mi cerca anche sessualmente e io ci sto... ma mi dice che non mi ama... che non vuole una famiglia classica... che non vuole lasciare il suo ragazzo... che per me ha un forte attaccamnto visto gli anni passati insieme... vorrebbe avere un rapporto con me sereno in casa... e uscire star fuori week end interi e altro con lui...
io sono incinta di 5 mesi e sono disperata... perchè mi bastano due sue moine e mi sciolgo... vorrei che se ne andasse ma ho paura e poi non è sua intenzione farlo...
piango tutti i giorni... ho momenti di rabbia e di disperazione e poi cerco di capirlo e giustificarlo...
vivo in una confusione mentale assurda e non so più che fare... aiutatemi...

RIMORCHIO VIRTUALE

Alessandro Buon giorno, sono un uomo di 54 anni. Vivo a Roma e sono gay. Avevo una storia d'amore meravigliosa con un ragazzo che, nonostante fosse molto più giovane di me, aveva fortemente voluto e creduto in questa relazione che durava da un anno. L'ho distrutta definitivamente poichè ho tradito la sua fiducia, il suo orgoglio e la mia credibilità in maniera squallida e vergognosa. Ha scoperto che ero iscritto ad un sito di incontri (in realtà lo ero dal 2004, cioè da prima di incontrarlo, ma non mi er mai cancellato). Già ai primi di settembre aveva trovato un sms di contatto con un altro raazzo sul mio cell e dopo la giusta rabbia mi aveva perdonato. Ma certamente era rimasto sospettoso. Ilsuo sospetto si è tradotto in amara realtà allorchè, pochi giorni fa, si è ricordato del messaggio che aveva letto ed è andato sul sito che aveva letto nell'sms, trovando il mio profilo con il messaggio che cercavo ragazzi (in particolare calciatori e militari). E' rimasto giustamente scioccato e mi ha teso un tranello al quale ho schifosamente accettato: ha creat un profilo finto, mi ha contattato, si è
detto interessato moltissimo a me e mi ha pressato per un incontro Sulle prime
ho rifiutato, dicendo che ero bsx, fidanzato e che convivevo con una donna.
Però gli ho mandato delle mie foto "intime". Mi ha ricontattato ed insistendo ha chiesto un solo incontro pr fare due chiacchiere. Purtroppo ho accettato e, al momento dell'incontro, mi è caduto il mondo addosso: era il mio ragazzo. Mi ha naturalmente e giustamente vomitato tutto il suo disgusto, il suo livore, la delusione, la rabbia. Mi ha dato del pervertito maiale, che sono la feccia del mondo e so di essermelo meritato. Non ho giustificazioni di sorta. Sono a pezzi. Chiaramente mi ha lasciato e mi ha detto ce l'ho fatto soffrire terribilmente ed è andato anche al pronto soccorso. Sono un verme schifoso, senza possibilità di giustificazione. E so che non tornerà mai più da me. Però volevo capire se c'è davvero qualcosa di marcio dentro di me o se il tutto è fatto in maniera voluta e quindi solo mia responsabilità. Premetto che non sono tanti anni che ho scoperto queste chat e che, prima di conoscere questo ragazzo le ho utilizzate tante volte, anche per ore continue, per conoscere ragazzi e per organizzare incontri. Era diventata come un'ossessione: non potevo farne a meno, mi dava soddisfazione mentale ed a volte anche fisica. Ho anche incontrato tante persone, ma spesso per una sola volta e non sempre per un
rapporto sessuale. Più che altro mi coinvolgeva molto il fatto diessere ricercato da ragazzi molto più giovani che volevano fare sesso con me. Questo mi appagava di per se e non avevo bisogno di altro. Le foto intime le avevo poi aggiunte per farmi "apprezzare" ancora di più. Da quando era nata questab relazione splendida la cosa mi aveva aiutato moltissimo a staccarmi da tale dipendenza e solo in rarissimi casi nei mesi seguenti avevo letto le mail con le quali venivo ancora ricercato da chi leggeva il profilo sul sito, senza però più rispondere. Poi il mio ragazz per motivi di lavoro e di famiglia si è dovuto assentare tra luglio ed agosto per un mese e mezzo. Una prova importante per tutti e due: la nostra prima vera lontananza: ma siamo riusciti a sentirci tutti i giorni ed eravamo felici di averla sopportata e superata. Ma lui purtroppo non sapeva che, stando io a casa spesso in quel periodo, mi sono di nuovo sentito attratto in maniera compulsiva dal pc e appena letta una mail con la quale venivo contattato dal ragazzo dell'sms ho ripreso a chattare sempre più assiduamente. Una vera dipendenza che aumentava giorno dopo giorno. Ho incontrato quel ragazzo pur non facendo nulla. Mi cresceva comunque il senso di colpa, ma il giorno dopo mi ritrovavo li sul pc. Dopo la prima scoperta e la prima rotura con il mio compagno, poi perdonatami, credevo di essere ritornato normale. Ma come il fumatore che riesce a smettere, se rimette per sbaglio in bocca una sigaretta, ripiomba nel vortice del fumo, o il drogato nella droga, io sono ridiventato succube della chat e del pc. Ed ho continuato ad entrare nel e mai come ora venivo contattato da una miriade di ragazzi giovani che volevano conoscermi ed avere rapporti con me. Fino alla conclusione che ho descritto sopra. E' chiaro che sono assolutamente responsabile del male che ho fatto al mio compagno, del mio comportamento squallido, vergognoso, senza giustificazione, che ha dstrutto quel rapporto unico e meraviglioso che non potrà mai più ritornare: la sua fiducia l'ho distrutta toalmente! Ora però vorrei sapere, dopo questa lunga esposizione: può essere che la mia sia una malattia mentale? Può essere che nonostante il mio impegno anche forte, io non riesca da solo a staccarmi da questa droga ricorrente della chat e del "rimorchio" virtuale. Le assicuro che per me il massimo dell'eccitazione e della soddisfazione consisteva nel conquistare, ma di incontr ne ho avuti solo due (considerato anche il finto ragazzo, cioè il mio compagno), ma senza assolutmente ricercare il rapporto fisico o sessuale, ma quale soddisfazione finale nel capire chi avevo davvero "conquistato", magari anche ferendo l'altra persona che sperava nel rapporto (come nel primo caso). Se questa è una "malattia", se c'è una terapia, sono disposto a tutto per dimostrare comunque al mio ex compagno che era qulcosa che andava anche oltre la mia forza di astensione da cioò. Che la lontananza e la solitudine mi aveva fato ricadere nel marciume, ma che per non ricadervi in futuro, sono disposto a tutto per uscirne definitivamente. Anche se so che questo non mi farà purtroppo recuperare la nostra meravigliosa storia d'amore, almeno vorrei avere la soddisfazione di dimostrargli, a posteriori, che ho davvero fatto di tutto per uscirne e che non sono un maiale pervertito, come lui mi ritiene.
Mi scusi Dott. Cavaliere per questa lunga mia, capisca il mio stato d'animo e la necessità di risollevarmi dal fango nel quale sono ormai sprofondato!

domenica, maggio 04, 2008

AMORE DURANTE IL SERVIZIO MILITARE

Alta Marea _ _ _ Età: 26 Salve Egregio Dottore, ormai da un anno la mia vita è cambiata. Da piccola soffrivo di disturbi bisessuali ma solo a quest'età mi è capitata l'occasione di arrivare ad amare una donna ed essere ricambiata senza che abbia avuto l'opportunità di consolidare il rapporto per paura di fare il primo passo.. Ho conosciuto questo splendore durante il servizio militare volontario, all'inizio lei non mi degnava di uno sguardo, ma ci scrivevamo ogni tanto dei semplici messaggi, anche perchè lei era un ufficiale.Quando sono uscita dall'anno di volontario ed anche lei si è congedata, l'ho richiamata e di li abbiamo iniziato a frequentarci, a sentirci piu' spesso, scambiandoci piccoli regali e giochi di sguardi. Ero fidanzata da sei anni ad un passo dal matrimonio e per lei ho mandato all'aria tutto. Siamo andate in viaggio insieme ed al rientro mentre cercavo di salutarla con il bacio sulla guancia , lei si tirava indietro perchè presumo volesse baciarmi sulle labbra, ma non sono riuscita ero troppo inibita. Da quel fine settimana è cambiato tutto..ci siamo continuate a sentire per qualche periodo ed al mio compleanno lei mi ha fatto un regalo e nello stesso tempo mi ha restituito tutto quello che le avevo dato da quando la conoscevo, dicendomi che era in cura da uno psicologo e che non doveva sentire la gente che le ricordava il servizio militare. Io l'ho attesa per tre mesi, lei non si è fatta viva e l'ho contattata per sapere. All'inizio mi rispondeva,successivamente mi ha detto che ormai la sua vita era cambiata e affianco aveva una persona. Non mi ha piu' risposto ne alle telefonate, tanto meno ai messaggi. All'inizio si informava su di me tramite amici, che io ho allontanato perchè mi dava fastidio la cosa.E' trascorso quasi un anno dall'accaduto e continua a non rispondermi, io sto malissimo, vorrei parlarle ma non mi da la possibilità..ho tentato davvero in tutti i modi..Come potrei comportarmi, l'amo davvero e sarei disposta a tutto per lei. Nell'attesa di un suo riscontro egregio dottore, le porgo i miei piu' cordiali saluti e la ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità.