giovedì, ottobre 12, 2006

TESTIMONIANZE

Buongiorno,
sono Manuela ho 37 anni e da 2 anni soffro di dipendenza da mal d'amore....non riesco ad uscirene, nonostante gli sforzi.
Sono la vittima di un "carnefice", che per 4 anni mi ha dimostrato amore e quanto basti per farmi vivere un sogno...dopo la decisione di una convivenza....prima di convivere, mi lascia perche' dice che sono cambiata e con il tempo scopro che lui è così, indipendente e volitivo...sempre alla ricerca di un nuovo stimolo (donna) per sentirsi vivo. io da 2 anni stò morendo....gli chiedo di vedermi, 1 volta su 10 me lo consente...e poi quando è con me...mi riempie d'insulti...e io mi lego sempre di piu'....ero la sua regina, ora sono meno di una pezza da piedi...lui ha 12 anni piu' di me...e da quando mi frequenta sembra una persona rinata...e la sua forza sta nella mia debolezza...il sole che ha trovato in me, lo usa per calarmi nelle tenebre. aiutatemi, grazie
Ciao. Anche io, fino a un anno e mezzo fa, mi sono messa con uomini disadattati, alcolisti, approfittatori, freddi e crudeli. E mi sentivo anche in colpa per questo. Come raddoppiare la sofferenza! Fino a che ho deciso di tentare un'ulteriore strada e mi sono recata in un gruppo di auto mutuo aiuto per coalcolisti e in un altro per dipendenti relazionali. Ed è stata la mia salvezza. Il mio benessere emotivo , ora, è la mia priorità, non l'uomo problematico di turno. E' una lotta quotidiana, perchè questi uomini sono come una droga per me. E ne incontro tanti. Ma finora sono riuscita a"glissare" e rendermi conto per tempo della mia compulsione. Sono astinente un anno e mezzo da questo tipo di uomini e, in verità, anche da altri. Ho eliminato completamente l'alcool, che, talvolta, mi dava sicurezza e disinibizione, ma, nello stesso tempo, ulteriore compulsione e difficoltà a dire di no. O, per meglio dire, un pretesto per non dire di no. Perchè stare con questi uomini è sempre stato un mio bisogno. Ora porto avanti un programma specifico per le dipendenze affettive e per il miglioramento dell'autostima e dell'amore di me stessa e ho trovato ciò che ho cercato per tutta la vita. Questo è il periodo più bello della mia vita. Ciò che ho sempre cercato fuori lo sto trovando dentro di me ed è bellissimo. Ho ancora tante cose da cambiare, ma non mi sento più così sola. Ho sempre accanto a me il genitore comprensivo e affettuoso che ho sempre desiderato:me stessa. Non posso chiedere a un uomo ciò che mi avrebbe dovuto dare mia madre o mio padre, un amore incondizionato.Ma a me stessa lo posso chiedere. Non so ancora se riuscirò mai ad avere un rapporto più sano con uomo. Quello che ora mi importa è di non viverne mai più uno malato. Grazie.
Ho accostato queste due testimonianze, che mi sono pervenute casualmente insieme, perchè nella seconda c'è la risposta alla prima.

SONO DIPENDENTE ?

bibi N° di riferimento: 509213623 Età: 29 Sono una ragazza con un rapporto alle spalle di sei anni finito per mia volontà 3 anni fa, rapporto meraviglioso dove questa personaviveva completamente si può dire per me.vivevamo insieme,amicizie praticamente annullate,sempre in simbiosi io gelosa e possesiva ai massimi livelli controllo assoluto sulla sua persona da parte mia ecc.. quando ho deciso di chiudere questa storia perchè mi ero "disinnamorata" oramai di questa persona e sentivo che volevo dell'altro, sono passata nel giro di un mese nemmeno ad un'altra storia che ormai ho appunto da quasi 3 anni insieme ad un ragazzo che però a differenza del primo non accetta questo mio comportamento cosi ossessivo digelosia possesività e mancanza di spazi... per la prima volta sto cominciando acredere e a vedere che forse il problema è in me e che non sia propriamente giusto vivere solo per una persona ed escludere qualunque altro interesse al di fuori di quella persona dalla propria vita. non so che definizione possa avere il mio problema ma so che sicuramente è un problema perchè io sono felice e tranquilla solo se sto perennemente appiccicata a questa persona e non ho interessi ne amicizie di cui non mi importa nulla, al di fuori di lui.
L'"altro" ha probabilmente un 'attegiamento "sano" nei suoi confronti. Ma nonostante tutto, lei non riesce a fare altrettanto. Lei riesce ad amare solo se é "dipendente". Legga tutto ciò c'è sul sito sulla sua dipendenza. Saluti.

STO' MALISSIMO SE PROVO A LASCIARLO

antoka N° di riferimento: 811490531 Età: 26 Salve! avrei bisogno di un parere. sono una neolaureata di 26 anni e vivo da 5 anni una storia con un ragazzo, uscito dalla dipendenza da cocaina tre anni fa. l'ho amato tanto,anche se per stargli vicino ho messo sotto i piedi la dignità , ho cambiato il mio modo di essere, diventando triste, chiusa, nervosa, asociale. ho distrutto il rapporto con mia madre che non ha mai accettato questa relazione,anche perchè mi ha vista pesare 38 kg e diventare piena di attacchi di panico. credevo ne valesse la pena,ma ora sento il bisogno di tornare quella di un tempo. lui vive nella mia città e se dopo la comunità il probl dipendenza sembra svanito, il suo carattere è come prima,superficiale , egoista e con poca voglia di crearsi un futuro stabile. dice di amarmi,ma non mi rende felice. vivo costantemente tra le sue false promesse e le delusioni date dal fatto che non mi sa amare come vorrei. l'altro giorno ho baciato un altro e mi è piaciuto, per la prima volta in 5 anni le mie labbra hanno baciato un altro, ma poi ho avuto dei sensi di colpa. accanto al mio ragazzo mi sento spenta, ma non appena mi decido a dire basta, sto malissimo. mi assale il vuoto, il dolore, l'ansia. ora ho ancora attacchi d'ansia forti, vivo male. temo di non riuscire a stare sola, ma prima di questa storia ci riuscivo benissimo, perchè? forse è per una scarsa autostima, per il mio essere crocerossina, ma ora vorrei riuscire a vivere sorridente e serena, staccandomi da questa storia con coraggio. mi può dire dove è che sbaglio? come faccio a tornare quella di prima eliminando l'ansia? la prego mi dia un parere
Uscire da una codipendenza ( vedi anche http://www.maldamore.it/codipendenza.htm) richiede grande forza e tenacia. Ma sopratutto richiede che si riesca a vincere innazitutto la propria dipendenza. Cercare di "sostituire" l'altro, senza aver maturato un "distacco interiore", le può portare solo quella sofferenza che ha provato. Prima di ritornare ad amare un altro, incominci ad amre sè stessa. Saluti.

PAURE ED INCERTEZZE

stefania N° di riferimento: 930436494 Età: 32 Caro dottore, le scrivo per darle una bella notizia... l'amore mi ha trovata quando meno me lo aspettavo...quando stavo bene con me stessa ed ero riuscita finalmente a chiudere vecchie storie tormentate del passato. Da circa un mese ho conosciuto un ragazzo speciale, che mi sta dando molto, che ha creduto fin dall'inizio che fra noi c'era qualcosa di speciale ed ha avuto la costanza di sapermi aspettare...Io dal principio non ne ero molto convinta, non riuscivo a credere che una persona potesse provare qualcosa di così bello per me, dopo le storie passate nel tormento, nelle lacrime, e nell'amare troppo. Ho paura di sbagliare dottore, di far venire fuori sempre le mie "PAURE ", LE MIE INCERTEZZE, e di creare distanza fra noi per questi miei pensieri. Anche la mia situazione familiare non mi ha dato di certo l'esempio di un amore normale, e per me è difficile credere a tutta questa felicità che sto vivendo, vivo con la paura di svegliarmi che è tutto un sogno. Lui forse non capisce queste mie paure...ed incertezze, ed io non so come comportarmi ...come poter vivere la storia nel presente senza farmi condizionare dal mio passato...Le sono grata per l'aiuto che può darmi per indicarmi il comportamento migliore...la ringrazio....Stefania
Usi queste paure ed incertezze per "cambiare" il suo modo di relazionarsi coll'altro. E per poterle utilizzare in tal modo deve innanzitutto vincere la paura dell'"abbandono". Sopratutto quest'ultima può farle veramente perdere, incosapevolmente, la persona amata. Non dimentichi, anche, che le sue paure ed incertezze hanno anche una funzione utile, impedendole di compiere scelte troppo affrettate. Saluti.

mercoledì, ottobre 04, 2006

TESTIMONIANZE SUL SEMINARIO DI ROMA

Le scrivo con l'anima ancora affacciata sull'atmosfera nata nel corso del seminario di roma. Ho avvertito il crearsi di un cerchio tra noi presenti, un filo aperto in cui ci siamo passati di parola in parola, di ascolto in ascolto, le nostre storie di dolore, i nostri spiragli di crescita. Non mi sono sentita giudicata, sono stata capace di non giudicare le vite sono fluite e si sono accolte, abbracciate in mezzo alle difese e alle resistenze. Ho trovato conferma di quella particolare alchimia che si crea quando persone che condividono un problema si incontrano e si aprono l'un l'altra specchiarsi nell'altro, farsi fiducia attraverso l'altro, dare sostegno all'altro attraverso la propria esperienza. Un'alchimia che rinnovata può diventare una risorsa per imparare a vivere in modo diverso ho raccolto i riflessi che mi sono stati portati sulla mia storia, ho l'impressione di tenerli in mano e di tanto in tanto li riguardo è un tassello in più, un tassello di valore perché è nato in presenza di altri esseri umani che per motivi o dinamiche più o meno simili o dissimili ai miei si crucciano, fanno fatica, si legano e tentano un cambiamento. Si è risvegliato il bisogno di condividere, di reincontrare per curarmi, per respirare, per camminare. Negli occhi porto il sorriso stupefacente di ada, il giardino profumato di emanuela, il calore di giusi, il non ritorno di monica, la fragilità disarmante di aurora, la rabbia di mery, la nuova vita di francesca, la libertà raccontata da fabio, il suo saperci riunire dottore Cavaliere. Questa è un'esperienza che non posso lasciar andare domani perché in questa esperienza sono tornata a sentire la mia forza originaria

Ho partecipato al seminario sulle dipendenze affettive a roma e sono rimasta piacevolmente sorpresa per il riscontro che ho avuto.trovo che i gruppi d'auto-aiuto possono aiutare veramente chi soffre di "maldamore".è stata un'esperienza importante e molto utile, che mi ha fatto conoscere altre persone, belle persone, con le quali scambiare sensazioni ed emozioni. Ringrazio il dr. Cavaliere che ho conosciuto, una persona piena di umanità, preparata, innovativa che mi ha permesso di aprirmi a nuovi orizzonti. grazie
Ho partecipato per la prima volta ad un seminario sulle dipendenze affettive erelazionali, posso testimoniare che le sensazioni provate sono state moltoforti, forse perche' fino ad allora non ero mai riuscita ad esternare conestrema sincerita' tutti i miei problemi.Sono rimasta colpita dalla preparazione e dalla bravura del dott. Cavaliereche, pur non avendomi mai conosciuta prima, è riuscito con grande sensibilita'a comprendere tutte le mie debolezze.Saluto e abbraccio tutti i partecipanticon i quali hoi condiviso questa esperienza bellissima.
Grazie, grazie di cuore a tutti voi che avete partecipato con me al seminario sulle dipendenze affettive a Roma. E' stata un 'esperienza umana di auto-aiuto che ha saputo donare raggi illuminanti negli intrecci e nei percorsi a volte incomprensibili ed oscuri della nostra vita.Trattengo ancora le sensazioni provate, dense di profonde emozioni per l'ascolto empatico e per la condivisione nata nel gruppo , un filo d'amore invisibile ha saputo trasformare tante vite in una sola. Nell'ascolto dell'altrui dolore, nella ricchezza dello scambio e nell'apertura agli altri, anche le mie sofferenze hanno acquisito un nuovo significato, tanto che le mie debolezze si trasformano giorno per giorno in forza. Ciao Ada, Francesca, Mary, Monica,Giusy, Fabio , Aurora,dott. Cavaliere, A presto!
Ero andata al seminario a Roma per ascoltare e trovare qualche utile indicazione per il mio mal d'amore. Mi sono ritrovata all'interno di un intensa esperienza di gruppo, come mai mi era capitato. La condivisione delle stesse problematiche con le altre persone ha attivato dentro di me delle risorse e delle riflessioni che non immaginavo. Il dott. Cavaliere ha saputo creare quell'atmosfera empatica nel gruppo che ha permesso ad ognuna di noi, seppur ci conoscevamo per la prima volta in quella sede, di essere tutt'uno col gruppo. Grazie a tutti quello che per due giorni sono state parte del mio dolore ed al dott. Cavaliere
Vorrei dire tante cose del seminario a Roma a cui ho partecipato, ma certe "esperienze" non possono essere descritte, significherebbe "ridurle". Dico solo grazie e spero di ritornare ad un seminario del genere che ho trovato molto più utile di tante consulenze e terapie.

LETTURE

Christian N° di riferimento: 360367246 Età: 28 Gent.mo Dott.Cavaliere, ho letto il libro di A.Todisco "Rimedi per il mal d'amore", consigliato nella Sua sezione libri utili. L'ho trovato molto utile ed interessante e a seguito di questa lettura ho un dubbio che vorrei porle. Dunque, circa 4 anni fa la mia ragazza mi ha tradito in quanto non accettava il fatto che fossi l'unica sua esperienza sessuale (lei è per me tutt'ora l'unica esperienza e ciò non le sta bene: più volte ha anche insistito nel dirmi di andare a letto con un'altra, ma a me non interessa in quanto sono soddisfatto di ciò che ho con lei: non sento la necessità di un confronto e anzi ho sempre visto la sua insistenza come un desiderio di sistemare i conti per pulirsi la coscienza. La versione di lei è che la sua insistenza è per autocostruirsi una gelosia nei miei confronti, e anche che prima o poi vorrò provare altro anch'io, e ciò la preoccupa). L'esistenza di un amante l'ho scoperta casualmente e a seguito di mie riflessioni sono arrivato a capire che si era concessa: ho quindi voluto che me ne parlasse (ritengo oggi un grande errore!!!) per toglierle il fardello che aveva sperando che in questo mio gesto avrebbe ammirato la mia vicinanza e comprensione. Ma così non è stato: mi sono sentito svuotato dentro nel sentirla raccontare i particolari del suo incontro e confesso che ho desiderato di porre fine definitivamente alla mia sofferenza, ma ho superato questo pensiero convinto che una volta vissuto/provato il confronto di cui aveva bisogno sarebbe stata mia per sempre (ora sò che tutto questo è illusiorio e errato!). Fino a quel momento la relazione che durava da 7 anni (almeno dal mio punto divista) andava bene: ero sereno e tranquillo nello stare con lei. Dopo iltradimento non è più stato così: sono diventato possessivo, geloso, insicuro...dipendente da lei. Ho vissuto dandole tutto me stesso, ma ora sò che il fine di questa mia generosità/altruismo era solo per controllarla e frenarla da qualsiasi situazione che ritenessi pericolosa (e cioè praticamente tutto). Qualsiasi cosa facesse senza la mia presenza la vivevo come un rischio e ne risultavo offeso in quanto lo vivevo come un'esclusione. Qualche mese fa mi ha lasciato e la mia reazione è stata evidentemente come quella di un bambino: non l'accettavo, non trovavo ragioni, non capivo come potesse lasciarmi dopo tutto quello che avevo fatto per lei, ho pianto e mi sono disperato davanti a lei; l'ho addirittura pregata di non lasciarmi (non ho amicizie ne compagnie: solo lei e perdendola mi sentivo perso, solo). Nella sofferenza e depressione ho cominciato a pensare che avesse un'altro, anche se lei ha sostenuto e continua a sostenere che non c'è nessuno e che non è un'altra relazione che cerca (in realtà penso che le ero d'impiccio per la sua nuova carriera lavorativa, e che quest'ultima le ha dato la forza per staccarsi da me: lei è cresciuta e io no! Inoltre, onestamente parlando, se in questo perido di distacco avesse avuto altre relazioni... non lo ritengo importante: se voleva era sua libertà e diritto). Grazie alla lettura sopracitata, penso di aver capito che (quasi interamente)le cause della rottura siano mie, per il mio errato comportamento, la mia immaturità, il complesso di Edipo non superato e risvegliato dal suo tradimento(può essere corretta la mia interpretazione?). Ho compreso la mia immaturità (mi sento veramente infantile in tutto quello che ho fatto per tenerla legata ame!), il perchè dei miei comportamenti assillanti, l'importanza del "posso vivere con te e senza di te". Ho capito che bisogna lasciar vivere la propria compagna e non cercare di metterla sotto la "campana di vetro". Ho forse trovato il sentiero giusto da percorrere ma non sono ancora arrivato al traguardo! E in verità non so come fare per raggiungerlo! Sono orgoglioso di lei, dei suoi successi sul lavoro. Ha trovato anche una compagnia con la quale riesce a divertirsi, un amico con cui confidarsi, e sono contento che ha una vita sociale (cosa che ci eravamo privati). Sostanzialmente ha trovato una vita che la fa vivere e la realizza (con me era in stallo e in gabbia, e viceversa!). Oltre ad essere felice e contento per lei... purtroppo ne sono invidioso perchè è tutto quello che vorrei anch'io ma che non riesco a "trovare", e questo mi fa soffrire... mi dà ansia (oltretutto è determinata a tenermi escluso da questo suo mondo, e in un certo senso posso capirlo in questa situazione)! Quello che vorrei è poter continuare con lei alla luce delle mie scoperte (perchè sò che è una persona che vale!)! Il suo abbandono, che prima vedevo come un tradimento un'offesa, ora lo vivo come l'opportunità per crescere:ero un bambino ed è una condizione che non voglio più! Voglio lasciarla vivere ma starle accanto, non più per controllarla ma per amarla e farmi amare in modo sano e naturale, accettando che lei ha una sua vita, che io ne ho una mia (in costruzione), e vivere il presente senza più guardare al passato o al futuro. Però non mi sento pronto: ogni volta che mi nasconde qualcosa ne soffro (e lo fa, presumo, per evitare le mie reazioni gelose che devo dimostrarle non voglio più riproporre). Ogni volta che mi racconta di sue nuove possibilità/esperienze, dovrei esserne solamente felice... ma ne soffro per l'invidia di non poterle fare anch'io. Penso di aver bisogno di tempo, ma per contro che dovrei starle accanto per il piacere della sua copagnia e per dimostrarle di non essere più la persona che le ho offerto negli ultimi 4 anni. Che fare? Prendendo tempo ho paura che cercherà/cadrà nelle braccia di qualcun altro, e che quando mi sentirò pronto sarà troppo tardi per riaverla. Rifrequentandola ho paura di non aver maturato ancora il distacco necessario a completare il mio percorso di crescita e che quindi ne soffrirò. Giorni fa le ho scritto una lettera in cui riconosco i miei errori (primo tra tutti una possessività ossessiva) e la mia volontà a lasciarla vivere, ma anche di tentare di ricostruire la nostra relazione (la mia posizione è che ho sbagliato e l'ho allontanata: se non fossi stato così immaturo... forse sarebbe ancora con me, e vorrei scoprire se c'è ancora un percorso comune, sereno da poter affrontare/vivere insieme nelle nuove condizioni di oggi). Lei è rimasta colpita da quanto le ho scritto e ha accettato di riprendere a frequentarci amichevolmente per vedere se può rinascere qualcosa con l'obiettivo appunto di continuare assieme. Ho tralasciato di dire che le sue frasi da quando mi ha lasciato sono di non amarmi più, di non provare più nulla se non affetto, che mi vede come un padre/la sua coscienza. Ma io credo che i suoi sentimenti ci siano ancora: vanno solo risvegliati dimostrandole di essere un uomo e non più un bambino nè tantomeno un padre, che posso "camminare solo" e lasciarla libera di vivere. Nell'attuale situazione di single sto imparando a non legarmi più assillantemente ad alcun oggetto, a superare le mie paure, le mie insicurezze, la mia invidia. Allo stesso tempo vorrei ricostruire una relazione con lei in modo sano e maturo, ma ogni volta che la vedo/sento ne sto male. Il mio dubbio quindi è: la mia crescita è necessariamente possibile solo lontano da lei? Si può superare una dipendenza affettiva e continuare con la persona della quale si dipendeva o non è cosa possibile risollevarsi e riprendere il rapporto sano che c'era in principio? E' un errore/illusione narcisistica cercarla/volerla ancora? La ringrazio,Christian.
Christian lei dimostra di aver letto attentamente il libro indicato. Ma per quale scopo l'ha letto? A me sembra che lo stia utilizzando per "incolparsi" eccessivamente al fine di recitare un "mea culpa" che le possa far riconquistare l'amore perduto. Niente di più sbagliato. La sua storia è finita, per quanto sia terribile ammetterlo con sè stessi. La lettura del libro deve passare dalla fase del "conoscere" a quella del "sentire". Ciò è possibile solo se lei sperimenta un più sano modo di vivere le relazioni. Per attuare questo è necessario che lei sperimenti in continuazione le nuove modalità di relazionarsi, con le inevitabili ricadute che sono necessarie al percorso di crescita affettiva. Al termine di questo percorso lei potrebbe anche "ritrovare" la sua ex, ma non deve essere l'obiettivo di partenza. Saluti.

SCEGLIERE FRA MARITO ED AMANTE

elys N° di riferimento: 717733081 Età: 31 Gentile Dottore, oggi ho cercato come una pazza un sito dove poter esprire ciò che a nessuno posso dire, ho tanto bisogno di qualcuno che mi ascolti e che mi dica quelloche pensa. Sono una ragazza di 31 anni, la mia vita è trascorsa a volte in maniera molto turbolenta a causa dei miei genitori che non sono andati mai d'accordo. Ho avuto un dolore grandissimo quando ho scoperto che mio padre aveva una relazione con una donna, per il modo in cui mio padre si è fatto scoprire da me, e mi ha gravato di responsabilità che ancora oggi mi pesano, mia madre ancora oggi è ignara di tutto.Ed io mi sento di aver tenuto il gioco a mio padre, in quanto sapendo non ho detto nulla a mia madre. I miei genitori non mi hanno fatto mancare nulla, ma in realtà mi hanno fatto mancare la serenità la tranquillità e mio padre mi ha confusa. Questa situazione e il mio cuore a pezzi per l'amore che provavo e provo ancora per un ragazzo,di nome Marcello, mi hanno fatto prendere la decisione di andare via di casa, ma l'unico modo che avevo per andare via era sposarmi, a quel tempo, ossia 5 anni fà, stavo insieme al mio attuale marito con il quale sono sposata da quasi 2 anni. Prima di incontrare mio marito, 8 anni fà incontrai Marcello, che ho nominato prima, che mi fece innamorare all'istante, siamo stati insieme 1 mese, era stato fidanzato 6 anni con una ragazza.Lui mi ha lasciata perchè era confuso.Dopo quel giorno io e Marcello ci siamo sempre rincorsi, pur essendo fidanzati entrambi con altre persone, lui non voleva una storia seria io non volevo una semplice avventura, ma c'era una grande attrazione, questi anni si sono intervallati da lunghi periodi nei quali non ci siamo mai visti nè sentiti, ma nel mio cuore lui c'era sempre. A dicembre mi sono sposata e dopo tre mesi ho sentito la necessità si mandare un msg a Marcello. Lui mi ha risposto ci siamo visti più di una volta, un giorno siamo andati a casa sua al mare ed è stata la giornata più bella della mia vita. Io ho raccontato a Marcello che mi ero sposata ma gli ho anche detto il perchè della mia pazza decisione e dei grandi dolori avuti. Mio marito è molto diverso da me, mi ama tanto,così dice, ma è troppo ragazzino, non è geloso, mio marito conosce Marcello, si sono conosciuti anni fà quando io stavo con Marcello, un giorno ho raccontato a mio marito che dove lavoro c'era anche Marcello che mi mandava dei msg "forti", lui (mio marito)oltre che dire qualche parola fuori posto, nulla..... Io più di una volta gli ho detto che avevo troppe insicurezze troppe paure e che avevo bisogno di un vero uomo, no di un uomo che faceva il ragazzino, anche nei momenti di piena intimità. Sono confusa e mi sento morire...a volte preferirei morire. Non ho certezze, mi sento sbagliata mi sento male, vorrei cancellarmi dalla faccia della terra, mi sento infelice, ma la cosa che più mi fa male e che mi sento sola. Fino a ieri con Marcello ci siamo mandati dei msg io sarei pronta a lasciare tutto per lui ma lui mi vuole solo per un giorno, mi vuole solo a letto non mi ama. Mi ha chiesto di andare un giorno fuori a casa sua, io non so cosa fare perchè so come andrebbe a finire. Mi ritrovo a stare con una persona che non amo e ad amare una persona che non mi ama.Con i miei genitori il rapporto diciamo è normale, loro adorano mio marito ed io avrei la guerra se mi confidassi con loro, neanche mio padre capirebbe. Sto male non so che fare penso solo a Marcello giorno e notte, e mi sento incolpa con mio marito, non ho più un respiro lungo non voglio mangiare, vorrei solo Marcello....purtroppo, che tra l'altro non risponde più ai miei msg. Ringrazio e mi scuso.
Le due relazioni della sua vita (quella che la vede moglie e quella che la vede amante) sono interdipendenti l'una dall'altra. Non uscirà dall'una se non uscirà dall'altra. Conseguentemente prenda, innanzitutto, una decisione: tronchi una delle due relazioni. Dopo di chè rifletterà sù che cosa fare con l'altra. Dietro questa sua incertezza c'è anche il copione relazionale di suo padre, che ha vissuto due relazioni contemporaneamente. Ma ciò, come vede, non è foriero di nessun felicità. Spezzi lei questo copione e non ne sia complice. Sarà difficile e doloroso ma allo stesso tempo necessario. Saluti

QUAL'E' LA COSA GIUSTA DA FARE ?

innamorata79 N° di riferimento: 151634868 Età: 27 Sono mamma di una stupenda bambina di 7 anni...separata da 4 anni, con un'infanzia felice ed agiata: figlia unica cresciuta con principi sani e radicati. La mia vita amorosa è sempre stata un notevole disastro: fidanzata giovanissima (14 anni appena) con un ragazzo che ha trasformato 4 anni e mezzo della mia vita in un vero e proprio inferno...finalmente dopo la maggiore età ho focalizzato il mio trascorso e ciò che mi avrebbe atteso in un eventuale futuro insieme a lui...da qui la mia decisione di dare un termine a questa lugubre storia...Sposata a 19 anni e mezzo con il mio secondo ragazzo E.... da questa relazione è nata la mia unica ragione di vita: la mia bellissima bambina...purtroppo E. non era pronto ad affrontare gioie e problemi inerenti al divenire genitore, e dopo la nascita della mia creatura si è sviluppata una sorta di competizione tra lui e la piccola (creata da lui ovviamente)... dopo tre anni di tentativi senza risultato per far ottenere a mia figlia un vero padre, e non solo una figura maschile pronta a rimproverarla bruscamente per ogni minima cosa, ho deciso: la separazione. Un anno di lotte, tribunali, avvocati, offese ed umiliazioni...ma alla fine ce l'ho fatta..... Da allora ho avuto varie storie, più o meno importanti...ma sempre e comunque brevi e destinate a finire male...Cinque mesi fa la svolta: un ragazzo del sud mi ha ridato la voglia di vivere...una storia iniziata per puro svago di entrambe (vista la sua situazione: sposato e padre di una bambina di 4 anni)...ed invece tramutata nell'unico vero, grande AMORE della mia vita... i sentimenti erano gli stessi(o almeno sembrava): le sue varie dichiarazioni sia orali che scritte, la sua decisione di dare un termine a quella che ormai da tempo era divenuta una relazione basata unicamente sulla presunta felicità della figlia, i progetti che facevamo insieme sul ns futuro...era tutto troppo stupendo...finalmente l'uomo che amavo come non ho mai fatto in vita mia ricambiava i miei sentimenti con tutto se stesso e voleva dividere con me il resto della sua vita...poi una vacanza già da tempo prenotata per trascorrere 15 gg insieme alla sua bambina... non è più tornato e non si è fatto più sentire...Sono quasi 2 mesi che non lo vedo...sto malissimo...quando penso a lui (e lo faccio 23ore su 24) mi manca il respiro...mi sento come se mi fosse stata strappata una parte di me...del mio cuore... l'unico senso che riesco a dare alla mia esistenza è la mia dolce e stupenda bambina... Non so di preciso cosa sia successo... un nostro amico mi ha spiegato che ha attraversato momenti difficilissimi, sia personali (minacce e ricatti della famiglia della moglie...e ciò è di facile comprensione visto che vivono aNapoli!!!) che economici... adesso sembra che si sia rimesso con la moglie e che nonostante abbia avuto numerose proposte di lavoro nella mia zona, non voglia tornare per paura che ciò che c'è stato tra noi possa interferire con questa inspiegabile riconciliazione... L'amore che provo nei suoi confronti è indescrivibile...nonostante il mio passato e le mie varie esperienze non ho mai provato ciò che provo per lui... Non so cosa fare...certe volte spinta dalla rabbia per il suo atteggiamento ho un profondo desiderio di vendetta...altre volte, quando rifletto meglio penso che amare significa anche rendere libera la persona amata nelle sue scelte divita, rispettarle ed accettarle...anche se tali scelte provocano un'atroce sofferenza...Adesso ciò che mi fa paura è ritrovarmi davanti a lui: non so quale possa essere la mia reazione...Qual'è la cosa più giusta da fare?? La prego ho bisogno di un disperato consiglio...
La sua enorme mancanza d'amore, legata, forse, anche a vuoti affettivi dell'infanzia, l'ha portata ad un eccessivo e prematuro investimento affettivo in questa relazione, con la conseguente enorme sofferenza che prova. Approfitti di questa "perdita" non "aggrappandosi" ad essa ma cercando, finalmente, di sviluppare quell'amore per sè stessa che è l'unico rimedio per situazioni del genere. Altrimenti rischia che ogni relazione che vivrà le lascierà, se finisce, un vuoto sempre più profondo. Saluti.

lunedì, ottobre 02, 2006

ESISTE L'AMORE

lalla N° di riferimento: 761641945 Età: 22 Ho un grosso dubbio che non mi da pace da un po' d itempo e forse chiedere un consiglio a qualcuno che nn e' coinvolto nella mia situzione potrebbe aiutarmi. So' di essere giovane per parlare di problemi d'amore pero' ho bisogno assolutamente di un chiarimento. Mia madre e' una persona molto molto fredda con me, mai un sorriso o una carezza. Forse oltre che alla sua educazione questo e' dovuto dal suo sfrenato orgoglio. Mio padre invece e' sempre stato una persona estremamente ambiziosa e a causa della sua attivita' lavorativa in casa c'e' poco. Ho un fratello piu' piccolo di me di 5 anni, con lui ho un ottimo rapporto...o per lo meno ho un minimo di dialogo. Non essere amata ed accettata dai miei mi ha portato ad innamorarmi ed infatuarmi spesso per i ragazzi fin da giovane. Ero sempre travolta dalla passione, da un fuoco dentro. Pero' erano tutte storielle che lasciavano il tempo che trovano e mi facevano sentire sempre piu' sola. Finche' dopo l' ennesima avventura senza senso e finita malissimo mi sono fermata a pensare a me stessa e guardandomi attorno mi sono accorta che l' amore vero e' solo una favola che esiste solamente nei sogni. Mio padre ha sempre avuto delle amanti, i miei zii sono divorziato cosi' come tante coppie che conosco e nemmeno io sono mai riuscita a provare un sentimento forte e ricambiato. Ora da qualche mese sono fidanzata pero' con l'uomo perfetto. Lui dice di essere innamoratissimo e me lo dimostra ogni giorno che passa. Ha23 anni, piacente, si sta per laureare, una famiglia solida e molto benestante e ottimi amici con cui mi sono inserita senza problemi. Io per la prima volta nella mia vita sono serena e felice con lui. Ho scoperto il piacere di una carezza o di un semplice bacio. Pero' la passione non c'e'. Speravo arrivasse con il tempo invece niente. E' amore? Stare con lui e' veramente la cosa giusta? La passione e' veramente sinonimo di amore o no? Io sono confusa. Forse sono io che non so amare perche' nessuno me l 'ha mai insegnato.Ho paura a lasciarlo perche' potrei perdere l'unica persona che mi abbia mai voluto bene fin ora, che mi sta vicino e mi riempie di attenzioni. Ma ho paura di svegliarmi un giorno piu' vecchia di quello che saro' in realta' accanto ad un uomo che non ho mai amato ma che ho sposato come se fosse un assicurazione per la mia vita.Esiste ancora l 'amore? quello assoluto per un figlio, quello totale per il partner, quello per noi stessi? Alessia
Finchè si porterà dietro le carenze affettive derivanti dalle sue relazioni familiari diventa difficile capire e scoprire il vero amore. Probabilmente nel suo attuale ragazzo ha trovato quella dimensione affettiva di tipo genitoriale che le è sempre mancata, ma non c'è la passione che è uan delle componenti essenziali di un vero amore, almeno fino a quando quest'ultimo non si trasforma in una progettualità futura sulla relazione stessa. Saluti

RISPETTO DEI TEMPI

Miriam N° di riferimento: 4590874 Età: 40 Ho incontrato xx di 47 anni 10 mesi fa. L'ho frequentato per 2 mesi e anche se il mio istinto mi diceva no ho detto sì Il quadro che mi si parava davanti era il seguente: abbandonato dalla moglie con un figlio di 9anni (ora 14 anni) dopo la nascita del 2 figlio autistico. La moglie chiede la separazione senza dare spiegazioni, dopo 2 anni. Civilmente si parlano solo per risolvere questioni attinenti i figli. XX incontra me che sono piena di vita, conscia di cio' che voglio, con un buon rapporto con la propria sessualità e fisicità, un buon lavoro. Da subito si mostra coinvolto anche se incapace di attuare piani a lungo raggio Mi chiede continamente tempo. Passano 8 mesi Quest'estate mi porta negli USA a conoscere tutta la sua famiglia ed il bimbo autistico Mi accolgono tutti benissimo e sia la madre che i vecchi amici d'Università mi dicono di non averlo mai visto così felice. Premetto che ho una buona capacità empatica e ho stabilito un buon rapporto anche con il figlio adolescente che vive con lui. Infatti, sebbene lui dopo soli due mesi, mi avesse chiesto di convivere ho rifiutato. Al ritorno degli Usa mi lascia dicendo che non puo' darmi cio' che desidero e che, anzi, cio' che desidero dalla vita a lui non serve. Sebbene soffra me ne sono fatta una ragione e nonostante volesse richiamarmi gli ho opposto un netto rifiuto. Ammesso che io sia stata una specie di viatico per la felicità , per una vita con piu' calore com'è che un uomo cosi pieno di belle cose si lasci risucchiare dal dolore?
Quando s'incontrano due "estremi" opposti (la sua felicità contro il dolore dell'altro) la relazione può non durare. Perchè il dolore chiede di essere "rispettato" nei suoi "tempi". Entrambi avete affrettato i tempi , senza capire le ragioni ed i tempi dell'altro. Cordiali saluti.