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venerdì, novembre 27, 2009

QUALCOSA IN ME' NON FUNZIONA

Will Età: 42 Se nn ho imparato in 5 anni...Mi sono separata 5 anni fa,ho passato anni sola ma in balia di "cotte" continue. La scorsa estate ho avuto una relazione con un ragazzo x 4 mesi,tra allontanamenti (suoi) e ritorni. Finchè è sparito senza una parola x farsi vivo dopo 1 mese e mezzo(fortunatamente sono stata forte).
Quest'estate, un anno dopo, seconda relazione per 4 mesi con un pazzo che viveva con un'altra, mi sono state fatte scenate a tutto spiano con lei che mi incolpava e lui che diceva che nn stava con me!!?? (Io nn sapevo lui vivesse con lei, spesso e volentieri dormiva da me, era impensabile x me che portasse avanti un'altra convivenza).Presa dalla rabbia sono andata contro tutti i miei principi ed ho iniziato una storia con un ragazzo sposato. Dopo 1 mese e mezzo mi ha lasciata anche lui, dice di essere troppo preso..
So solo che mi fido sempre e troppo, credo a ciò che mi viene detto e, anche quando capisco che nn è vero,voglio (parola nn acaso)fidarmi. Credo di essere troppo ingenua e vera x il mondo che mi circonda.Per natura nn racconto bugie(nn le so gestire) e dico sempre quello che penso eprovo, spesso le amiche mi rimproverano perchè sono cristallina, un libroaperto, come si suol dire. Ma io sono così, nn mi piace vendermi per quello chenn sono, anche nei difetti,sono fiduciosa come un bambino nei confronti ditutti e, chiaramente, facile preda di ogni demente in circolazione.Cerco diaiutarmi con lo sport, il lavoro ed i figli, mi manca la compagnia, le personedella mia età hanno famiglia o relazioni.. mi sento sola e vorrei un compagno,quasi a tutti i costi mi sembra...La vita di coppia è splendida, in 11 anni dimatrimonio nn ho mai pensato che fosse pesante o difficile vivere con unapersona, tanto meno l'essere mamma. Poi ho smesso di amarlo e nn mi piace sentirmi "costretta" in un rapporto se nn mi rende felice, soprattutto l'idea di avere rapporti senza amore mi fa rabbrividire. Ed oggi eccomi qui.Senza alcun rimpianto per la scelta presa nonostante sia stata difficilissima epesante,però tristemente sola. Mi annullo per il compagno con cui mi relaziono,sia come personalità (solitamente sono vivacissima ma se disturba mi contengo,a fatica ma lo faccio)sia come ritmo di vita, i miei tempi ed impegni vengonofatti ruotare in ogni modo possibile affinchè siano adattabili ai suoi. Da ciòmi ricollego alla domanda iniziale: imparerò mai?? La cosa curiosa è che almenoho imparato a volermi bene, mi trovo carina nella norma(dopo anni di complessidi inferirità un traguardo raggiunto!A volte però mi chiedo se sia cosìpiacevole essere carine, prima nn mi filava nessuno, ora mi vogliono solo "usare" tutti), intelligente, simpatica (questo, forse pecco di superbia,credo sia il mio punto forte),in gamba.
E questo spiega che chiaramente qualcosa in me nn funziona...se mi trovo così gradevole e nn lo pensano gli uomini con cui ho avuto relazioni e/o si stancano velocemente, qualcosa nn và..
Non potranno essere sempre loro i ciechi,no?

sabato, agosto 01, 2009

FORSE HO DAVVERO QUALCOSA CHE NON VA' ?

Viola Età: 51 Sono una donna di 51 anni , sposata e con due figliadolescenti di 17 e 14 anni , il più piccolo dei quali soffre di sindrome autistica , evidenziatasi all’età di 3 anni.Mi sono sposata senza avere alcuna esperienza di uomini , né fisica né di relazione, non ho mai avuto una vero fidanzamento. Ho avuto una madre nervosa, autodistruttiva, incapace di prendere decisioni edi relazionarsi con gli altri in maniera felice, terribilmente presente nella mia vita ed in quella di mia sorella, che non ci lasciava mai da sole econtrollava ogni nostro più piccolo movimento. Un padre assente, fisicamente e psicologicamente, le cui scelte sono statesempre deleterie per la famiglia , che ci ha lasciate per anni a vivere , senzareale motivo, in uno stato di quasi indigenza. Ho vissuto con tante carenze ma non ne ero cosciente e pensavo che la vita ditutti fosse come la mia. Non ho mai fatto pace con la mia immagine, le mie caratteristiche e il grannumero di corteggiatori mi dicevano che ero attraente ma io mi sono semprepercepita piena di difetti, fisici e caratteriali. A casa mia, del resto, sisottolineavano le carenze, quasi mai i successi. Ho studiato e sono sempre stata brava a scuola ma non mi sentivo tale ancheperché schiacciata sotto il peso della personalità e dei successi scolastici dimia sorella, che ha sempre portato a casa il massimo dei voti , nei confrontidei quali i miei voti medio alti diventavano niente. Crescendo , non sono riuscita a trovare la strada per la mia emancipazione.Intanto studiavo all’università e contemporaneamente lavoravo , accettandotutti gli incarichi e i tipi di lavoro che mi riusciva di trovare. Volevosentirmi autonoma ma lo facevo nel modo sbagliato, dell’autonomia vedevo soloi doveri e non i diritti.Mi sono laureata nel giusto tempo , avevo molti ammiratori ma non riuscivo ascegliere perché oscuramente intuivo che la mia scelta sarebbe statainterpretata da mia madre “per la vita”.Ho avuto un flirt con mio marito, la cosa è finita a causa mia poiché non mitrovavo bene. L’ho rincontrato dopo sei anni e sposato dopo un anno , all’etàdi 27 anni. Convinta di essermi innamorata , ho lasciato la mia città e tutto quanto avevogià faticosamente avviato nel lavoro ed ho ricominciato in una città straniera.L’impatto è stato molto forte ed io ho vissuto per anni ritirata dal mondo, purlavorando, anche perché mio marito si è rivelato un uomo solitario ,pocobisognoso di relazioni vive e gioiose.Non chiedevo niente e mi facevo bastare e piacere tutto…come sempre avevofatto. Ero convinta di essere felice…ma qualcosa mancava sempre dentro di me.Sono andata avanti per 18 anni, intanto ho avuto i figli e i problemi delsecondo bambino e poi vari miei problemi di salute, che ora so essere stati una questione soprattutto nervosa, ma che mi hanno regalato periodidifficilissimi negli anni centrali della mia esistenza. Mio marito , stabile e sempre uguale a se stesso, ha condotto sempre la vita ,di entrambi, a modo suo, ma di questo io ero solo oscuramente consapevole. Le mie deboli ribellioni andavano a scontrarsi contro la sua presuntaesperienza e logica, cose della quale io risultavo carente, come se fossi unafiglia e non una compagna. Poco affettuoso e ancor meno passionale, mio marito non mi faceva percepirebene il suo affetto . Io, piena di entusiasmo, non ne ero cosciente e davopensando di ricevere. Complimenti e parole dolci non erano previste e anchesessualmente , per me era il primo uomo, mi sembrava mancare qualcosa…ma eroinesperta e per me gli uomini erano tutti così, anzi lui era il meglio cheavessi mai conosciuto quindi il migliore possibile. I rapporti sessuali sono sempre stati difficili e insoddisfacenti. La nostraintimità si limitava a gesti sempre uguali. Da parecchio tempo, non ne sentivopiù la necessità e , se potevo, sfuggivo, pur sentendo dentro di me una spintaall\'eros che non riuscivo a mettere al giusto posto. Poi, nel 2005, un mio collega storico, neanche tanto bello ma di grandesensibilità, e che io avevo sentito sempre più vicino degli altri, comincia acorteggiarmi gentilmente. Il suo modo di essere uomo e di trattarmi mi ha sorpresa e nello stesso temporiportata alla mia vecchia e dimenticata identità di donna. Ho scoperto il piacere di essere corteggiata, ricordata, vezzeggiata. L’sms d’amore del mattino , la sua continua e leggera presenza, il sentirsi maisola ma sempre in contatto con qualcuno che ti ama, la possibilità di sedersi eparlare di tutto , la facilità che ho trovato nel confidarmi ,la riscopertaanzi la scoperta di un eros che mi era sconosciuto hanno innescato in me unosconvolgimento tale che sono entrata, a dispetto dei sensi di colpa, del ditopuntato di mia madre e dell’educazione avuta, in una storia d’amore più grandedi me. Ora mi dico che è stata una relazione quasi adolescenziale, non siamo nemmenoriusciti a fare bene l’amore, i miei sensi di colpa mi tormentavano ma erocostretta ad andare avanti, mai avrei potuto fermarmi. Invece, dopo un anno dal decollo lungo, durante il quale io accudivo lafamiglia per abitudine ma non avevo in mente altri che lui, mentre ancoracercavo di capire dove fossi lui cominciato ad insistere a che io prendessi unadecisione. Premetto che non mi offriva niente se non il suo presunto amore. Non aveva casané soldi da parte, era appena uscito da una convivenza decennale e fallimentarecon una donna dura e certo non innamorata di lui . Io non sono stata svelta a decidere e lui se ne è andato, ma non completamente.Da due anni sono legata a lui , ho assistito ed assisto alle sue ricerche didonne con tutti i mezzi a sua disposizione, ho pianto e sofferto senza riusciread allontanarmi da lui, non so neanche bene perché. Ho messo in ordine la sua vita, dall’alimentazione all’estetica, dalla gestionedei risparmi alle cure per la salute. Sono stata per lui una certezzaincrollabile… Ora ha fatto casa con una signora opinabile, di origini tedesche, che lavoracome donna delle pulizie in un albergo , non ha bellezza né studi . Lei èseparata da poco, ha tre figli , non ha nessuna intenzione di divorziare e sidichiara senza soldi. Lui ha speso tutto quanto aveva messo da parte con me peraffittare una casa ed arredarla alla meno peggio.Mi sono rifiutata di dargliconsigli, ne voleva anche per la salute di lei.So bene che non avrei dovuto subire tutti questi maltrattamenti psicologici dalui, che dichiara ancor oggi di volermi bene e di non concepire la vita senzala mia presenza. Ma non è così, lui ora di me non si da pensiero, se soffro nongli importa nulla. Sono solo la sua sicurezza, la donna alla quale rivolgersiin caso di bisogno. Lo gratifica leggere ancora amore nei miei occhi. Così non mi lascia andare, dice che ora sono sua sorella. Mi ha rifiutato unbacio anche quando era da solo, per principio, perché se stava in rapportipersonali con me non si sarebbe sentito libero di cercare un\'altra donna. Mi diceva “Tu mi ha teso una trappola, non troverò mai nessuna come te, cosìnon posso stare né con te né senza di te” Invece la trappola era mia, e sono io a restare ferma in questa situazione. Tra una donna e l’altra diceva di amare solo me …ma baci niente, solofratellanza. Ora, quando io gli chiedo di preservarmi, lui dice “Nella tua testa alcune cosenon sono cambiate” ma appena ad ottobre mi scriveva ti amo… Dice che non può spiegarmi cosa c’è nella sua testa per non farmi stare male. Ora ama la sua bruttissima donna, mi ha mostrato la foto su mia richiesta,sembra stare bene con lei, ma me non mi vuole perdere e gioca con i mieibisogni. Lo so che devo fare io il grande passo di lasciarlo andare al suo destino, manon riesco e la mia mente di donna logica si arena su qualcosa che non capisce. Sono consapevole di tutto, sto cercando, per amore di me stessa e dei mieifigli, di riaprire un rapporto nuovo e diverso con mio marito ma è difficile. Alla mia richiesta di tenerezza lui , mio marito, risponde “ci vuole tempo , io non me la sento, ancora, e poi non mi riesce di essere tenero a parole , io lodimostro con i fatti! ”Ma a me servono anche le parole e la tenerezza che non ho mai avuto da nessuno,nemmeno da mia madre. In tutti i casi, più cerco di esprimere il mio disagiomeno vengo capita e aiutata. Ho la sgradevole sensazione di non andare bene per nessuno, di essere io portatrice di un qualcosa che non va, che non si può accettare. So che non è così e che questa è una sensazione da allontanare, cerco diaumentare la mia autostima rammentandomi da sola tutti i campi in cui sonodiventata bravissima dal niente e tutte le cose belle che ho regalato aglialtri...ma la sensazione permane. Intanto la vita continua con tutti i suoi problemi ed io cerco una strada perricominciare da me stessa, ma non la trovo. Ho tentato la psicoterapia, ho ricevuto qualche beneficio ma non mi sonorapportata bene con i miei terapeuti, soprattutto con l'ultima psicologa cheera diventata aggressiva e rimproverativa, tutto il contrario di ciò checercavo. E adesso? Cosa faccio per stare meglio? Come faccio a staccarmi definitivamente da lui? Non so valutare quanto mi faccia bene e quanto male continuare avederlo. La vita mi appare ora come un gioco crudele le cui regole, che io hodiligentemente seguito, sono state cambiate o non erano quelle che mi avevano indicato. Ho perso cose e momenti belli e forse sto perseverando nel vivere quelli brutti. Forse ho davvero qualcosa che non va?

Mi piacerebbe avere i vostri pareri, vorrei essere aiutata. Grazie davvero... Viola

lunedì, aprile 20, 2009

L'AMORE E L'AUTOSTIMA IN ME'

mirko Età: 30 Salve sono un ragazzo di 30 anni, che da quando mi ricordo, ho provato sempre la sensazione di vuoto interiore per mancanza d'affetto da parte di mia madre. Mai un abbraccio, mai un bacio. Fin da bambino mi ritrovavo a passare pomeriggi a casa in preda alla noia e alla solitudine. All'eta di 20 anni mi vennero i primi attacchi di panico e incominciai a far uso saltuariamente di cocaina. Sono stato seguito anche da uno psicologo per 4 o 5 anni tra alti e bassi, ma il malessere di fondo stava sempre li. Avevo bisogno d'affetto! Diciamo che fino all'eta' di 27 anni non avevo mai preso coscienza del mio problema e mi barcamenavo tra una ragazza e l'altra e cocaina, tenendo tutto sommato un discreto tenore di vita. Nel 2007 conobbi la ragazza che mi ha sconvolto la vita! Mai avevo provato un amore simile, sembravo in paradiso, ma ben presto i miei problemi saltarono a galla! Continuavo ad abusare di cocaina e alcol e nonostante i ripetuti tentativi diquesta ragazza per aiutarmi, sembravo rifiutare il suo aiuto. L'inferno e'iniziato quando lei mi ha lasciato, circa 4 mesi fa. Disperazione, rabbia, sensi colpa, umiliazioni varie per riaverla, promesse, vittimismo, ma niente lei irremovibile. Non ti amo piu! E qua ho cominciato a risistemarmi la vita in primis smettendo l'uso di sostanze, ma paradossalmente questo e' stata la cosa piu facile. La mia mancanza d'amore stava sempre li', anzi piu di prima. Disperazione mista a rabbia per aver perso l'unica occasione della mia vita per avere uan donna che amavo accanto. La mia vita ad oggi e' un inferno, mi manca l'amore, non ho autostima! Spero di riuscire a trovare tutto questo in me, sarebbe ora dopo 30 anni!

martedì, giugno 03, 2008

ESISTONO PERSONE DISPOSTE A VOLERMI COSI' COME SONO ?

donna infelicità Età: 55 Gentile dott.Cavaliere,sono un'insegnante,divorziata da un uomo balordo che ho amato troppo. Sposandolo ho pensato che potesse darmi una vita affettiva appagante e serena visto che ho vissuto l'infanzia e l'adolescenza accanto ad un padre affetto da sindrome paranoidea e manie di persecuzione nei confronti di mia madre e che ha reso la mia vita un inferno,ma così non è stato.Ora che sono libera, non posso rifarmi una vita affettiva perchè ho perso completamente i miei capelli e indosso una protesi. Ho un aspetto gradevole,nonostante tutto,ma mi sento limitata perchè questa situazione mi impedisce di amare per paura di non essere accettata,di dover spiegare ...perciò scoraggio qualsiasi uomo intenzionato a iniziare un discorso con me. Mi dica,esistono persone disposte a volermi così come sono?

venerdì, marzo 14, 2008

PAURA DI NON ESSERE ADEGUATA

Sara Età: 27 Salve, ho 27 anni e da quasi un anno ho una relazione conun uomo di 41. All'inizio della storia la differenza d'età non era percettibile, almeno da parte mia, anche perché il mio compagno ed io abbiamo uno stile di vita ed interessi per molti aspetti simili. Ma, adesso che la relazione si sta consolidando, si sono create situazioni che mi hanno causato disagio. I suoi parenti, in particolare suo padre, non vedono di buon occhio il nostro legame, e non ne fanno mistero, nemmeno davanti a me.Troppo giovane, timida, fragile, senza obiettivi ed ambizioni di crescita: non sono laureata, ho un lavoro part-time che mi piace e non ambisco a raggiungere un diverso status economico e sociale. Il mio compagno non si è mai lamentato per il mio modo di essere; a volte mi parla di un lavoro migliore che potrei avere, di corsi che potrei frequentare... ammetto che queste considerazioni a volte mi dispiacciono, mi fanno sentire piccola, forse inadeguata, ma restano sporadiche ed hanno un tono di proposta, mai di rimprovero. Ora, il problema è tutto mio: la disapprovazione dei suoi parenti mi colpisce in un aspetto di me molto fragile, forse in fondo vorrei essere quello che loro desidererebbero, una donna forte e vitale, piena di interessi e di curiosità. Ho diversi episodi depressivi alle spalle e tuttora mi curo con antidepressivi;ho ancora momenti di down, ma il periodo in cui sono stata rinchiusa in casa per settimane a piangere mi appare lontano.Ho paura, paura di non essere adeguata e di non riuscire ad interagire con persone che hanno questa visione di me.Grazie per avermi letta, sarò grata a chiunque vorrà inviare un suo commento.